Salve sono una ragazza di 19 anni, sono attualmente fidanzata ma da un po il mio rapporto con il ses
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Salve sono una ragazza di 19 anni, sono attualmente fidanzata ma da un po il mio rapporto con il sesso è altalenante, ho poca voglia, fatico ad averla senza porno anche se da sola ho spunti vari e anche nel momento in cui la mia fantasia c'è, non riesco mai a metterla in pratica in quanto mi blocco o non sento mai abbastanza eccitazione, continuo a cercare di capire come migliorare questa cosa e perché sono diventata così in quanto a me in primis non piace. Mi date un parere? Grazie.
Buongiorno, quello che descrivi è molto più comune di quanto pensi. La sessualità non è lineare, può cambiare nel tempo, risentire dello stress, dell’umore, dell’autostima, delle aspettative e anche del modo in cui ci abituiamo all’eccitazione.
Da quello che racconti, sembra che ci siano due aspetti importanti. Il primo è che la fantasia e il desiderio mentale in realtà esistono ancora e quindi non sei “spenta”. Il secondo è che nel momento concreto ti blocchi, oppure senti che l’eccitazione non arriva abbastanza. Questo spesso succede quando si entra in una sorta di controllo mentale continuo, invece di vivere il momento ci si osserva dall’esterno chiedendosi “sto provando abbastanza?” “perché non mi eccito?” “dovrei avere più voglia”. Più ci si controlla, più il corpo fa fatica a lasciarsi andare.
Anche il porno può influire, non perché rovini automaticamente la sessualità, ma perché abitua il cervello a un tipo di stimolazione molto rapida, intensa e sempre nuova. Nella realtà, invece, l’eccitazione è spesso più lenta, più emotiva e meno immediata. Quindi può capitare di sentire meno risposta durante i rapporti o di aver bisogno di stimoli molto specifici per attivarsi.
Un’altra cosa che noto dalle tue parole è una certa pressione verso te stessa, sembri vivere questa situazione come qualcosa da “aggiustare” subito. Ma il desiderio funziona male sotto pressione. A volte più si cerca di forzarlo, più si spegne. Se questa situazione continua a farti stare male o senti che sta diventando un peso nella relazione o nel rapporto con te stessa, parlarne con una psicologa o sessuologa potrebbe aiutarti molto, non perché il problema sia grave, ma perché avere uno spazio senza giudizio spesso permette di capire da dove arriva quel blocco. Se abrai bisogno resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Da quello che racconti, sembra che ci siano due aspetti importanti. Il primo è che la fantasia e il desiderio mentale in realtà esistono ancora e quindi non sei “spenta”. Il secondo è che nel momento concreto ti blocchi, oppure senti che l’eccitazione non arriva abbastanza. Questo spesso succede quando si entra in una sorta di controllo mentale continuo, invece di vivere il momento ci si osserva dall’esterno chiedendosi “sto provando abbastanza?” “perché non mi eccito?” “dovrei avere più voglia”. Più ci si controlla, più il corpo fa fatica a lasciarsi andare.
Anche il porno può influire, non perché rovini automaticamente la sessualità, ma perché abitua il cervello a un tipo di stimolazione molto rapida, intensa e sempre nuova. Nella realtà, invece, l’eccitazione è spesso più lenta, più emotiva e meno immediata. Quindi può capitare di sentire meno risposta durante i rapporti o di aver bisogno di stimoli molto specifici per attivarsi.
Un’altra cosa che noto dalle tue parole è una certa pressione verso te stessa, sembri vivere questa situazione come qualcosa da “aggiustare” subito. Ma il desiderio funziona male sotto pressione. A volte più si cerca di forzarlo, più si spegne. Se questa situazione continua a farti stare male o senti che sta diventando un peso nella relazione o nel rapporto con te stessa, parlarne con una psicologa o sessuologa potrebbe aiutarti molto, non perché il problema sia grave, ma perché avere uno spazio senza giudizio spesso permette di capire da dove arriva quel blocco. Se abrai bisogno resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
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Salve,
quello che descrive è più comune di quanto si pensi, soprattutto alla sua età, e non significa necessariamente che ci sia “qualcosa che non va” in lei. La sessualità non è stabile e lineare: può attraversare periodi di maggiore o minore desiderio, influenzati da fattori emotivi, psicologici, relazionali e anche dalle abitudini legate alla stimolazione sessuale.
Da ciò che racconta emergono alcuni aspetti importanti:
sembra esserci una difficoltà nel “sentire” spontaneamente l’eccitazione durante il rapporto reale, mentre da sola la fantasia è più presente;
il porno potrebbe essere diventato nel tempo uno stimolo molto forte e immediato, rendendo più difficile percepire eccitazione in situazioni reali, che sono naturalmente più lente, emotive e meno “performative”;
il fatto che lei si osservi molto e cerchi continuamente di capire se è abbastanza eccitata può creare un circolo di ansia e controllo che blocca ulteriormente il desiderio.
Spesso, quando si entra nella modalità del “devo riuscire a sentire qualcosa”, il corpo tende invece a irrigidirsi e a disconnettersi dalle sensazioni. Inoltre il desiderio femminile non sempre nasce spontaneamente: in molte persone compare gradualmente, attraverso il coinvolgimento emotivo, la tranquillità, la complicità e l’assenza di pressione.
Potrebbe essere utile chiedersi anche:
vive il rapporto con serenità o sente aspettative/prestazioni da raggiungere?
ci sono stati cambiamenti emotivi, stress, ansia o insicurezze recenti?
si sente libera di comunicare desideri, tempi e fantasie con il partner?
prova piacere durante l’intimità o prevale soprattutto il “controllo” mentale?
Il fatto che lei voglia capire e migliorare questa situazione è già un segnale positivo. Non cerchi però di “forzarsi” ad avere desiderio: più ci si obbliga, più spesso il desiderio si spegne.
Può essere molto utile approfondire la situazione con uno specialista, soprattutto uno psicologo psicoterapeuta o sessuologo, per comprendere meglio l’origine di questi blocchi e ritrovare un rapporto più spontaneo e sereno con la sessualità.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è più comune di quanto si pensi, soprattutto alla sua età, e non significa necessariamente che ci sia “qualcosa che non va” in lei. La sessualità non è stabile e lineare: può attraversare periodi di maggiore o minore desiderio, influenzati da fattori emotivi, psicologici, relazionali e anche dalle abitudini legate alla stimolazione sessuale.
Da ciò che racconta emergono alcuni aspetti importanti:
sembra esserci una difficoltà nel “sentire” spontaneamente l’eccitazione durante il rapporto reale, mentre da sola la fantasia è più presente;
il porno potrebbe essere diventato nel tempo uno stimolo molto forte e immediato, rendendo più difficile percepire eccitazione in situazioni reali, che sono naturalmente più lente, emotive e meno “performative”;
il fatto che lei si osservi molto e cerchi continuamente di capire se è abbastanza eccitata può creare un circolo di ansia e controllo che blocca ulteriormente il desiderio.
Spesso, quando si entra nella modalità del “devo riuscire a sentire qualcosa”, il corpo tende invece a irrigidirsi e a disconnettersi dalle sensazioni. Inoltre il desiderio femminile non sempre nasce spontaneamente: in molte persone compare gradualmente, attraverso il coinvolgimento emotivo, la tranquillità, la complicità e l’assenza di pressione.
Potrebbe essere utile chiedersi anche:
vive il rapporto con serenità o sente aspettative/prestazioni da raggiungere?
ci sono stati cambiamenti emotivi, stress, ansia o insicurezze recenti?
si sente libera di comunicare desideri, tempi e fantasie con il partner?
prova piacere durante l’intimità o prevale soprattutto il “controllo” mentale?
Il fatto che lei voglia capire e migliorare questa situazione è già un segnale positivo. Non cerchi però di “forzarsi” ad avere desiderio: più ci si obbliga, più spesso il desiderio si spegne.
Può essere molto utile approfondire la situazione con uno specialista, soprattutto uno psicologo psicoterapeuta o sessuologo, per comprendere meglio l’origine di questi blocchi e ritrovare un rapporto più spontaneo e sereno con la sessualità.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, grazie per il messaggio.
Quello che descrive è più comune di quanto sembri, e il fatto che la stia cercando di capire dice già qualcosa di importante sul momento che sta vivendo e su di lei.
Una cosa colpisce in particolare: da sola ha spunti, la fantasia c'è, ma nel momento in cui si tratta di metterla in pratica qualcosa si blocca. Non è un problema di desiderio, quindi. È qualcosa che succede nel passaggio tra il dentro e il fuori, tra ciò che sente e ciò che riesce a lasciarsi vivere.
Varrebbe la pena esplorare cosa succede esattamente in quel momento in cui si blocca. Cosa pensa, cosa sente, cosa teme. Un percorso psicologico può essere lo spazio in cui farlo.
Se sente che potrebbe esserle utile, sono disponibile per un primo colloquio.
Un caro saluto,
Dott.ssa Stella Gelli
Quello che descrive è più comune di quanto sembri, e il fatto che la stia cercando di capire dice già qualcosa di importante sul momento che sta vivendo e su di lei.
Una cosa colpisce in particolare: da sola ha spunti, la fantasia c'è, ma nel momento in cui si tratta di metterla in pratica qualcosa si blocca. Non è un problema di desiderio, quindi. È qualcosa che succede nel passaggio tra il dentro e il fuori, tra ciò che sente e ciò che riesce a lasciarsi vivere.
Varrebbe la pena esplorare cosa succede esattamente in quel momento in cui si blocca. Cosa pensa, cosa sente, cosa teme. Un percorso psicologico può essere lo spazio in cui farlo.
Se sente che potrebbe esserle utile, sono disponibile per un primo colloquio.
Un caro saluto,
Dott.ssa Stella Gelli
Buongiorno, credo possa essere utile una consulenza psico-sessuologica che chiarisca i motivi della sua domanda con un tempo adeguato ad approfondire i diversi aspetti che possono esserci in gioco. Buona giornata, cordiali saluti!
Gentile Lettrice,
Quello che descrivi non è così raro come si potrebbe pensare, soprattutto quando la sessualità inizia a spostarsi dal piano della fantasia a quello della relazione reale.
Nel tuo racconto colpisce il fatto che sembra esserci molta attenzione al “dover sentire abbastanza eccitazione”, al capire cosa non funziona e al cercare di controllare la situazione. Però la sessualità difficilmente funziona bene quando viene continuamente monitorata, infatti più ci si obbliga a fare qualcosa, più il corpo tende a bloccarsi.
Anche il fatto che il porno sia diventato quasi necessario potrebbe indicare che la tua eccitazione si attiva più facilmente in una dimensione mentale, controllabile e senza coinvolgimento diretto, mentre nella realtà entrano in gioco altre componenti: ansia, aspettative, difficoltà a lasciarsi andare, paura di “non sentire abbastanza”.
Non credo sia utile leggere tutto questo come un problema “grave” o come qualcosa di definitivo. Però potrebbe avere senso approfondirlo con una/un sessuologa/o, soprattutto perché dici chiaramente che questa situazione ti pesa e senti di non riconoscerti più nel tuo modo di vivere la sessualità.
Un saluto,
Dott.ssa Ginevra Pardi
Quello che descrivi non è così raro come si potrebbe pensare, soprattutto quando la sessualità inizia a spostarsi dal piano della fantasia a quello della relazione reale.
Nel tuo racconto colpisce il fatto che sembra esserci molta attenzione al “dover sentire abbastanza eccitazione”, al capire cosa non funziona e al cercare di controllare la situazione. Però la sessualità difficilmente funziona bene quando viene continuamente monitorata, infatti più ci si obbliga a fare qualcosa, più il corpo tende a bloccarsi.
Anche il fatto che il porno sia diventato quasi necessario potrebbe indicare che la tua eccitazione si attiva più facilmente in una dimensione mentale, controllabile e senza coinvolgimento diretto, mentre nella realtà entrano in gioco altre componenti: ansia, aspettative, difficoltà a lasciarsi andare, paura di “non sentire abbastanza”.
Non credo sia utile leggere tutto questo come un problema “grave” o come qualcosa di definitivo. Però potrebbe avere senso approfondirlo con una/un sessuologa/o, soprattutto perché dici chiaramente che questa situazione ti pesa e senti di non riconoscerti più nel tuo modo di vivere la sessualità.
Un saluto,
Dott.ssa Ginevra Pardi
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