Salve sono una ragazza di 18 anni, da qualche anno soffro di ansia, che mi portano spesso ad attacch

22 risposte
Salve sono una ragazza di 18 anni, da qualche anno soffro di ansia, che mi portano spesso ad attacchi di panino in luoghi o situazioni sconosciute pur avendo accanto persone che conosco. Negli anni tentavo di bloccare questa situazione evitando di cenare fuori per evitare di rimettere subito dopo e stare male. Ma non andava comunque bene perché finivo sempre di saltare dei pasti nel corso della giornata. Per via della maturità ho fatto vari incontri con una psicologa, con risultati mediocri; mi ha consigliato di scrivere come mi sento , cosa penso prima dopo o durante, e cercando su internet ho dei veri e propri attacchi di panico, che mi rendono la vita un po’ difficile, non succedono spesso, ma quando mi trovo a mangiare principalmente in luoghi che non conosco, automaticamente mi si chiude lo stomaco e ho tutti i sintomi relativi allansia, e semmai mi sento un po’ meglio e provo a mangiare, la sensazione di rimettere tutto è vicinissima. A questo punto non saprei cosa fare, privo a pensare ad altro, ad allontanarmi da quel posto, a respirare profondamente, ma non può durare sempre questa condizione.
Vorrei sapere se magari l’uso di qualche farmaco potesse risolvere il problema, e magari accostarlo ad una lettura di un libro con tema riguardante questo mio problema.
Non so più cosa fare
Carissima, come hai potuto sperimentare tu stessa l'evitamento, purtroppo, non è la soluzione più efficace poiché non è possibile "non sentire" o "non pensare". Come mai gli incontri con la psicologa sono risultati mediocri? Quale era l'aspettativa? Capisco il senso di sfiducia ma è fondamentale in questi percorsi darsi tempo per questo ti invito nuovamente a contattare un professionista con cui affrontare il tuo vissuto. Il farmaco non è la soluzione migliore nel lungo periodo poiché interviene sul sintomo e non sulle cause profonde. Rimango a disposizione, un saluto

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Buongiorno non si blocca una situazione evitandola ma affrontandone sia i pensieri che le sensazioni fisiche e questo lo si può fare con una efficace psicologia breve di tipo cognitivo comportamentale particolarmente indicata in queste occasioni. In particolare si può lavorare su questa alta sensibilità a livello dello stomaco con tecniche di Mindfulness psicosomatica a completamento della terapia.
Auguri, Dottor Gianpietro Rossi

Salve, per quanto riguarda l'utilizzo dei farmaci si rivolga al proprio medico di fiducia. Inoltre, ha mai pensato ad un consulto psicologico per trovare le risposte che cerca?
Buona giornata.
Dott. Fiori

Salve, Mi spiace molto per la situazione è il disagio espresso. Ritengo fondamentale che lei intraprende un percorso psicologico al fine di indagare le cause, origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi onde evitare che la situazione possa irrigidirsi sarebbe opportuno Inoltre a mio avviso indagare meglio pensieri sensazioni e vissuti emotivi in merito all'idea di poter mangiare fuori.
Cordialmente, Dott. FDL

buongiorno cara ragazza, mi spiace molto per quello che sta succedendo. io le posso consigliare di intraprendere un percorso psicoterapeutico che la aiutai a conoscere meglio il meccanismo che scatena e mantiene il suo stato d'ansia e gli attacchi di panico e a gestirli in modo funzionale ritrovando il benessere.
le auguro un buon percorso e se ha altre domande e curiosità non esiti a scrivere. Buone Feste
Dr.ssa Oltolini SAra

Carissima, sicuramente lei sta affrontando un momento difficile della sua vita. Concordo con la collega che le consiglia di non mettere da parte quanto sente e quanto pensa. E' importante che le diventi consapevole di quanto le sta accadendo, per quanto difficile le possa sembrare, per poter arrivare a comprendere il messaggio che questo sintomo le sta comunicando. Per questo, un percorso di terapia, anche online, la potrebbe aiutare a restituire significato al suo attuale malessere. Per quanto riguarda la prescrizione di farmaci, è necessario che lei si rivolga al suo medico curante. Un caro saluto, dott.ssa Marinella Balocco

Buongiorno, l'utilizzo di farmaci, in associazione ad un percorso di psicoterapia, per alcune situazioni psicopatologiche consente il raggiungimento di ottimi risultati. Per la sintomatologia che hai descritto e sulla base delle informazioni riportate, invece, i farmaci non rappresentano una buona soluzione poiché non ti consentirebbero di comprendere la causa che scatena gli attacchi di panico. Sarebbe più indicato intraprendere un percorso psicologico per comprendere da cosa scaturiscano e, se dovessi valutare questa possibilità, sono disponibile per una consultazione online. Rimango a tua disposizione. Dott.ssa Margherita Decò

Cara Utente percepisco, forse mi sbaglio, che la collega non sia riuscita a dare un nome al suo vissuto magari sminuendolo è così? Deve essere davvero faticoso...il farmaco non risolve (non è una influenza) ma contribuisce a metterla in un assetto migliore ma sempre e comunque da accostare ad un trattamento psicologico magari messi insieme possono dar luogo ad un miglioramento. Per quanto riguarda i libri possono essere utili ma fino ad un certo punto perché molto sul razionale.
Resto a sua disposizione.

Gentile utente una possibile soluzione potrebbe essere quella di affiancare percorso psicoterapico e cura farmacologica. L'obiettivo è quello di spezzare questa sorta di circolo vizioso che la tiene intrappolata e limita i suoi movimenti. Sicuramente la sintomatologia che si porta dietro è legata ad esperienze e vissuti che vanno elaborati e trattati nel modo opportuno ma il sostegno farmacologico la potrebbe aiutare a contenere la sua ansia

Buongiorno cara,
Quando sperimentiamo qualcosa che ci blocca nella vita che vorremmo portare avanti ci lottiamo sempre contro. Come hai raccontato facciamo dei tentativi: tendiamo ad evitare situazioni che possano fare emergere quelle sensazioni spiacevoli o cerchiamo una sostanza che le faccia scomparire. Quelle sensazioni, per quanto disfunzionali siano, in realtà sono messaggi da ascoltare, ci indicano qualcosa. Forse per questo la tua psicologa ti diceva di scrivere quel che pensavi prima e dopo. Ma le prime volte è difficile proprio capire cosa ti sta succedendo e rintracciare i pensieri, a volte si vive solo una grande confusione. Lottandoci contro la confusione non passa però. Vince chi molla, dice Niccolò Fabi. Se ti va di provare ad esplorare meglio cosa ti succede in quei momenti, tentando di non farti sopraffare dalla paura di riviverli descrivendoli, io ci sono per starti accanto.

Gentile utente,
l'ansia e il panico sono disagi davvero difficili, posso capire come si sta sentendo ora. Per venire alla sua domanda, i farmaci possono essere utili, ma on sono risolutivi; tantomeno lo è la semplice lettura di un libro, soprattutto quando i sintomi sono così forti come quelli che ci riporta.
La cosa migliore è una psicoterapia, come quelle ad indirizzo cognitivo comportamentale, che possono alleviare e risolvere in breve tempo i suoi disturbi.
Non abbia paura di intraprenderne una: sarà un'esperienza liberatoria, e potrà finalmente tornare a godersi la vita.

con i migliori auguri
dr. Ventura
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Ciao, mi permetto di darti del tu vista la tua giovane età. Evitare le situazioni che possano metterti nella condizione di avere un attacco di panico è tipico di questo disturbo. Può essere una strategia utile all'inizio, ma a lungo andare non può fare altro che limitarti molto. Esistono farmaci contro l'ansia, ma anche il farmaco è utile solo nei momenti in acuto: l'assunzione a lungo termine porta il tuo corpo ad abituarsi alla sostanza, col rischio che poi non faccia più effetto. Quanti incontri hai fatto con la psicologa? Si trattava di una psicologa o di una psicoterapeuta? Io ti consiglierei di prendere in considerazione l'idea di iniziare un percorso terapeutico, più che di comprare un libro. La bibliografia può esserti d'aiuto, ma è difficile che da sola possa aiutarti a risolvere questa problematica. Datti del tempo, questo tipo di cose non si risolvono in poche sedute. L'attacco di panico ha un suo significato che va esplorato alla luce di ciò che ti succede e questo lo puoi fare solo in terapia. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Buona serata, dott. Simeoni

Buongiorno,
Da quello che racconta, sembra che finora lei abbia affrontato il suo problema di ansia cercando perlopiù di evitare le situazioni per lei difficili da gestire. Spesso tuttavia diventa difficile riuscire a chiudersi in una bolla perché le circostanze della vita ci portano a dover stare nel mondo sociale.
Certamente esistono dei farmaci che aiutano a contrastare l’ansia (può rivolgersi al suo medico di base o a uno psichiatra per la terapia farmacologica) tuttavia sarebbe importante iniziare un percorso che le permetta di affrontare le sue paure, anziché evitarle, alla scoperta delle loro origini.
Anche a seguito della sua precedente esperienza, non credo che la semplice lettura di un libro o la sola cura farmacologica possano essere risolutivi.
Solo rivolgendosi a uno psicoterapeuta potrà trovare un professionista che possiede gli strumenti necessari a questo tipo di lavoro.

Cara ragazza, mi dispiace molto. Deve essere veramente difficile trovarsi nelle situazioni descritte e non saper cosa fare. Sicuramente non può andare avanti così. La sua difficoltà dovrebbe essere ascoltata.
Difficile dirle se ha bisogno di una terapia farmacologica. A volte può essere una stampella da accompagnare alla psicoterapia. Soli, i farmaci non sono risolutivi, tuttavia potrebbero aiutare a superare l’ansia che le impedisce di svolgere le azioni quotidiane. Psichiatra e psicoterapeuta possono collaborare.
Chieda aiuto nuovamente ne ha diritto.

Se ha bisogno di altre informazioni, sono a disposizione.

Un caro saluto.

Dott.ssa Francesca Tardio

Gentile utente, magari l'approccio terapeutico non era adatto a lei. Provi a contattare un altro psicoterapeuta magari focalizzandosi più sulle cause che non sul controllo del sintomo.
Rimango a sua disposizione per eventuali chiarimenti in merito.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi

Buonasera, effettivamente l'attacco di panico non è piacevole anzi è una situazione alquanto spiacevole. Inizialmente potrebbe farsi prescrivere un ansiolitico dal suo medico curante. Contemporaneamente deve accompagnare il farmaco con una psicoterapia, per elaborare che cosa nasconde l'attacco di panico. Le consiglio la terapia EMDR, tramite tramite questa psicoterapia EMDR dovrà elaborare quali ricordi sono stati immagazzinati in modo disfunzionale, nella mia attività di psicoterapeuta ho avuto molti successi con i miei pazienti, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Gentile utente la scelta che aveva intrapreso per affrontare il problema ( e non evitarlo),di svolgere una psicoterapia, e’ quella più corretta.
I farmaci possono all’inizio essere un buon supporto ma parallelamente va intrapreso un percorso che vada ad affrontare quelle dinamiche e quei nodi, spesso ‘antichi’ che sottendono all’attuale disagio. Inoltre vi sono pratiche come la mindfulness che unite alla psicoterapia possono sostenere il percorso.
Sono a sua disposizione

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Gentile, la coppia paziente - terapeuta è o dovrebbe essere una "coppia - creativa", ovvero trasformativa. Se i colloqui hanno avuto un risultato da lei definito mediocre, non significa che ciò si debba ripetere con altri professionisti. Gli elementi da lei narrati fanno comprendere chiaramente che questa situazione le ha già portato numerosi disagi, limitando progressivamente il suo raggio d'azione e le sue possibilità di "stare" bene nel mondo. Tuttavia, le informazioni non sono sufficienti per poterla concretamente aiutare. Anche perchè ognuno di noi è una storia a sè: difficilmente ciò che potrebbe funzionare per lei, funzionerà per qualcun altro. Con ciò, intendo dire che qualsiasi percorso psicologico è o dovrebbe essere altamente individuale ed individualizzato, quasi su misura. Spesso è sufficiente un numero di interventi veramente ridotto per portare grandi miglioramenti. Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento e le auguro un sereno Natale. silvia rondi

Gentile utente di mio dottore,
per il disturbo da attacchi di panico è opportuno un approccio di tipo integrato, farmacoterapia più psicoterapia. I farmaci consentirebbero un ridimensionamento della sintomatologia nel presente consentendo di poter svolgere regolarmente le attività quotidiane, la psicoterapia invece guarderebbe ad un benessere piu a lungo termine. Mediante un percorso psicoterapico potrebbe approfondire le funzioni relazionali del sintomo e comprendere cosa si celerebbe ditero il disagio espresso.
Segua la strada appena indicata, vedrà che nel tempo riuscirà a star bene.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara

Buongiorno. Mi rivolgerei prima ad un medico per avere le idee più chiare riguardo l'uso dei farmaci, dopodiché potrei prendere eventualmente in considerazione un consulto psicologico.

Cordialità

MT

Buongiorno cara, credo sia plausibile ritenere che il suo sintomo sia associato all'assunzione di cibo e dunque credo che le sue origini siano "antiche" e che vadano ricercate nella sua "storia emotiva". Le suggerisco dunque una Psicoterapia ad indirizzo Psicodinamico.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Marina Bellomo

Buonasera, purtroppo gli stati d'ansia portano all'evitamento delle situazioni che hanno provocato o che pensiamo possano provocare un attacco d'ansia. Il problema è che nel tempo, come sta sperimentando anche lei, questo condiziona la nostra vita e le nostre relazioni. Mi dispiace non abbia trovato così tanto giovamento dagli incontri con la psicologa, ma sarebbe utile sapere per quanto tempo è andata? Il problema ansioso richiede un po' di tempo per essere affrontato in quanto è necessario andare a lavorare sui pensieri disfunzionali che ci portano a vivere gli eventi con uno stato emotivo negativo che sfociano nell'ansia. È in primis importante non evitare le proprie emozioni e sensazioni, ma affrontarle nel giusto modo. In questo, uno psicologo può senz'altro aiutarla, più di un libro, perché potrà imparare strategie utili ad affrontare le situazioni che le creano ansia e disagio. Per quanto riguarda i farmaci, potrebbe parlarne con il suo medico curante, ma si ricordi che questi curano solo i sintomi, ma non la causa che si nasconde dietro il disturbo. Per questo è indispensabile associare al farmaco un percorso psicologico. Dia fiducia a questa possibilità e si prenda uno spazio d'ascolto psicologico per conoscersi, far uscire le sue emozioni e modificare i pensieri che non le permettono di stare bene.
Resto a disposizione, un caro saluto, dottoressa Paola De Martino

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