Salve, recentemente ho fatto le analisi del sangue per le intolleranze ed allergie alimentari (il pr
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Salve, recentemente ho fatto le analisi del sangue per le intolleranze ed allergie alimentari (il primo pannello). Ogni volta che mangiavo alimenti come pane pasta e pizza, quindi contenti glutine mi si gonfiava tantissimo la pancia, crampi addominali e successivamente diarrea. Gli esami hanno dato esito negativo (GRANO valore 0.1) e a detta della mia dottoressa non sono né celiaca e né allergica (di non essere allergica lo sapevo già dato che non ho mai avuto uno shock o sintomi gravissimi), successivamente ho tolto il glutine e integrato alimenti gluten free, non ho avuto nessun sintomo e la mia pancia non si è gonfiata in modo anomalo. Che cosa può voler dire? ( Sono intollerante al lattosio, da tantissimi anni, mi causa nausea e diarrea, e nell'esito degli esami è venuto lo stesso valore del grano ovvero 0.1) può trattarsi solo di intestino irritabile?
Buonasera, per diagnosticare con certezza la celiachia è meglio fare un tampone specifico beccale o analisi ematiche per gli antigeni specifici ( antigliadina, antiendomisio, anti transglutaminasi) , per il lattosio idem breath test o tampone boccale.
Escluse allergia e intolleranza specifica, è utile fare una indagine alimentare e personale scoprendo se vi sono uno più fattori che possono aver determinato una disbiosi. "banalmente intestino irritabile" ahimè dice tutto e niente, non è comunque normale che lei debba eliminare degli alimenti sani dalla sua dieta... la invito a rivolgersi ad un nutrizionista che le farà fare delle indagini laddove necessario e che empiricamente la "riabiliti" a mangiare tutto. Può trattarsi di disbiosi, di colon irritabile, ed in entrambi i casi ci sono sia test che percorsi alimentari e integrativi utili, l'unico consiglio è di affidarsi a qualcuno e non iniziare random a privarsi di cibi o assumere integratori senza criterio, potrebbe solo peggiorare la situazione attuale. Spero di averla sia un po' tranquillizzata che sollecitata a non eliminare solo alimenti fastidiosi, ma risolvere la cosa... Un caro saluto Asia Carletti
Escluse allergia e intolleranza specifica, è utile fare una indagine alimentare e personale scoprendo se vi sono uno più fattori che possono aver determinato una disbiosi. "banalmente intestino irritabile" ahimè dice tutto e niente, non è comunque normale che lei debba eliminare degli alimenti sani dalla sua dieta... la invito a rivolgersi ad un nutrizionista che le farà fare delle indagini laddove necessario e che empiricamente la "riabiliti" a mangiare tutto. Può trattarsi di disbiosi, di colon irritabile, ed in entrambi i casi ci sono sia test che percorsi alimentari e integrativi utili, l'unico consiglio è di affidarsi a qualcuno e non iniziare random a privarsi di cibi o assumere integratori senza criterio, potrebbe solo peggiorare la situazione attuale. Spero di averla sia un po' tranquillizzata che sollecitata a non eliminare solo alimenti fastidiosi, ma risolvere la cosa... Un caro saluto Asia Carletti
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Sulla base dei sintomi che descrivi e del risultato negativo ai test di allergia e celiachia, la tua reazione al glutine potrebbe essere attribuibile a una condizione chiamata sensibilità al glutine non celiaca (NCGS). Questa condizione non è legata alla celiachia né all’allergia al grano, ma comporta comunque sintomi gastrointestinali simili quando vengono consumati alimenti contenenti glutine. In genere, la diagnosi di NCGS viene considerata quando vengono esclusi la celiachia e l’allergia al grano e i sintomi migliorano con l’eliminazione del glutine. Bisogna tenere in considerazione che potrebbe anche essere una sintomatologia legata alla sindrome del colon irritabile. Se vuole approfondire, sono disponibile per un consulto online.
Salve potrebbe essere sensibile al glutine pur non essendo celiaca e il test consiste proprio nell'eliminare il glutine e vedere come procede. Non esistono esami diagnostici che evidenzino tale problematica. Saluti
È comprensibile sentirsi confusi dopo aver vissuto sintomi così scomodi e fare analisi senza trovare risposte chiare. Ecco alcune considerazioni:
Intolleranza al glutine non celiaca: È possibile avere un'intolleranza al glutine senza essere celiaco. Questa condizione può causare sintomi gastrointestinali come gonfiore, crampi e diarrea. Alcune persone notano un miglioramento significativo eliminando il glutine, come hai sperimentato.
Sindrome dell'intestino irritabile (IBS): I tuoi sintomi potrebbero rientrare nella sindrome dell'intestino irritabile, una condizione comune caratterizzata da gonfiore, crampi e cambiamenti nelle abitudini intestinali. Fattori come lo stress, la dieta e il microbiota intestinale possono influenzarla.
Intolleranza al lattosio: Dal momento che hai già un'intolleranza al lattosio, è importante gestirla. I sintomi che descrivi possono anche sovrapporsi a quelli dell'IBS, rendendo difficile identificare la causa precisa.
Eliminazione e reintegrazione: È positivo che tu abbia tolto il glutine e notato un miglioramento. Potresti considerare di monitorare il tuo stato quando reintroduci alimenti contenenti glutine per vedere se i sintomi ritornano.
Ti consiglio di continuare a tenere un diario alimentare per identificare eventuali correlazioni tra cibi e sintomi. Se i sintomi persistono o se hai ulteriori preoccupazioni, potrebbe essere utile consultare un gastroenterologo o un nutrizionista esperto in problemi gastrointestinali per una valutazione più approfondita.
dott.antelmi
Intolleranza al glutine non celiaca: È possibile avere un'intolleranza al glutine senza essere celiaco. Questa condizione può causare sintomi gastrointestinali come gonfiore, crampi e diarrea. Alcune persone notano un miglioramento significativo eliminando il glutine, come hai sperimentato.
Sindrome dell'intestino irritabile (IBS): I tuoi sintomi potrebbero rientrare nella sindrome dell'intestino irritabile, una condizione comune caratterizzata da gonfiore, crampi e cambiamenti nelle abitudini intestinali. Fattori come lo stress, la dieta e il microbiota intestinale possono influenzarla.
Intolleranza al lattosio: Dal momento che hai già un'intolleranza al lattosio, è importante gestirla. I sintomi che descrivi possono anche sovrapporsi a quelli dell'IBS, rendendo difficile identificare la causa precisa.
Eliminazione e reintegrazione: È positivo che tu abbia tolto il glutine e notato un miglioramento. Potresti considerare di monitorare il tuo stato quando reintroduci alimenti contenenti glutine per vedere se i sintomi ritornano.
Ti consiglio di continuare a tenere un diario alimentare per identificare eventuali correlazioni tra cibi e sintomi. Se i sintomi persistono o se hai ulteriori preoccupazioni, potrebbe essere utile consultare un gastroenterologo o un nutrizionista esperto in problemi gastrointestinali per una valutazione più approfondita.
dott.antelmi
Buonasera,
considerando quello che ha riportato, le consiglierei di fare una visita da un gastroenterologo per un'eventuale diagnosi di sindrome del colon irritabile.
In quel caso, sarebbe necessario seguire un protocollo dietetico che con gradualità le permetterà con il tempo di riprendere a mangiare tutti gli alimenti nelle giuste quantità.
Grazie e buona serata
considerando quello che ha riportato, le consiglierei di fare una visita da un gastroenterologo per un'eventuale diagnosi di sindrome del colon irritabile.
In quel caso, sarebbe necessario seguire un protocollo dietetico che con gradualità le permetterà con il tempo di riprendere a mangiare tutti gli alimenti nelle giuste quantità.
Grazie e buona serata
Buongiorno,
Esiste una forma di intolleranza al glutine non dovuta ad allergia o a celiachia, inoltre il glutine è un potente infiammante. Idem per il lattosio potrebbe trattarsi di una intolleranza alle proteine del latte. Per il lattosio più efficace come test è il breath test, specifico e validato come metodica.
Ad ogni modo si rivolga ad un nutrizionista di fiducia, con una dieta si misura per lei sicuramente potrà migliorare la sua alimentazione e parallelamente parli con il suo medico di fiducia per capire se fosse il caso di effettuare anche una visita gastroenterologica per verificare che non ci sia una compromissione intestinale (intestino irritabile).
Resto a disposizione,
Un caro saluto,
Dott.ssa Lai
Esiste una forma di intolleranza al glutine non dovuta ad allergia o a celiachia, inoltre il glutine è un potente infiammante. Idem per il lattosio potrebbe trattarsi di una intolleranza alle proteine del latte. Per il lattosio più efficace come test è il breath test, specifico e validato come metodica.
Ad ogni modo si rivolga ad un nutrizionista di fiducia, con una dieta si misura per lei sicuramente potrà migliorare la sua alimentazione e parallelamente parli con il suo medico di fiducia per capire se fosse il caso di effettuare anche una visita gastroenterologica per verificare che non ci sia una compromissione intestinale (intestino irritabile).
Resto a disposizione,
Un caro saluto,
Dott.ssa Lai
Buongiorno,
in situazioni come quella che lei descrive, le suggerisco di rivolgersi a un gastroenterologo esperto che eventualmente le potrà consigliare gli esami più adeguati per indagare al meglio le cause dei suoi disturbi. In seguito a questo passo, sarà sicuramente utile farsi accompagnare anche da un professionista della nutrizione per trovare l'alimentazione più adatta a lei.
Rimango disponibile per ulteriori dubbi.
Dottoressa Beatrice Marcato
in situazioni come quella che lei descrive, le suggerisco di rivolgersi a un gastroenterologo esperto che eventualmente le potrà consigliare gli esami più adeguati per indagare al meglio le cause dei suoi disturbi. In seguito a questo passo, sarà sicuramente utile farsi accompagnare anche da un professionista della nutrizione per trovare l'alimentazione più adatta a lei.
Rimango disponibile per ulteriori dubbi.
Dottoressa Beatrice Marcato
Gentilissima,
È comprensibile sentirsi confusi e preoccupati dopo aver sperimentato sintomi gastrointestinali significativi in seguito al consumo di alimenti contenenti glutine. È positivo che lei abbia effettuato le analisi del sangue per le intolleranze e le allergie alimentari, e che la sua dottoressa abbia escluso la celiachia e l'allergia al grano. Tuttavia, la persistenza dei suoi sintomi, come gonfiore, crampi addominali e diarrea, può indicare altre condizioni.
Una possibilità è l'intolleranza al glutine non celiaca, una condizione in cui le persone possono sperimentare reazioni avverse ai prodotti contenenti glutine, senza essere celiache. Sebbene non esistano test specifici per diagnosticarla, molti pazienti riportano un netto miglioramento dei sintomi con l'eliminazione del glutine dalla dieta, come è accaduto nel suo caso.
In alternativa, potrebbe trattarsi di sindrome dell'intestino irritabile (IBS), una condizione cronica che causa sintomi gastrointestinali variabili e può essere influenzata da fattori come stress e dieta. I sintomi che ha descritto sono comuni tra le persone con IBS.
È importante considerare anche il ruolo degli alimenti ad alto contenuto di FODMAP, che possono scatenare sintomi gastrointestinali in alcune persone, indipendentemente dalla presenza di glutine. Pertanto, un approccio a basso contenuto di FODMAP potrebbe rivelarsi utile per identificare eventuali alimenti problematici.
Infine, dato che ha già un'intolleranza al lattosio, è possibile che le sue intolleranze alimentari coesistano e si influenzino a vicenda, complicando ulteriormente il quadro.
Per chiarire meglio la sua situazione e individuare la causa dei suoi sintomi, potrebbe essere utile consultare un nutrizionista esperto in disturbi gastrointestinali. Questi professionisti possono aiutarla a sviluppare un piano alimentare adeguato e sostenibile, che tenga conto delle sue esigenze specifiche.
La sua salute e il suo benessere sono la priorità, e non esiti a cercare supporto per affrontare al meglio questa fase della sua vita.
Cordialmente
Dott.ssa F.A.
È comprensibile sentirsi confusi e preoccupati dopo aver sperimentato sintomi gastrointestinali significativi in seguito al consumo di alimenti contenenti glutine. È positivo che lei abbia effettuato le analisi del sangue per le intolleranze e le allergie alimentari, e che la sua dottoressa abbia escluso la celiachia e l'allergia al grano. Tuttavia, la persistenza dei suoi sintomi, come gonfiore, crampi addominali e diarrea, può indicare altre condizioni.
Una possibilità è l'intolleranza al glutine non celiaca, una condizione in cui le persone possono sperimentare reazioni avverse ai prodotti contenenti glutine, senza essere celiache. Sebbene non esistano test specifici per diagnosticarla, molti pazienti riportano un netto miglioramento dei sintomi con l'eliminazione del glutine dalla dieta, come è accaduto nel suo caso.
In alternativa, potrebbe trattarsi di sindrome dell'intestino irritabile (IBS), una condizione cronica che causa sintomi gastrointestinali variabili e può essere influenzata da fattori come stress e dieta. I sintomi che ha descritto sono comuni tra le persone con IBS.
È importante considerare anche il ruolo degli alimenti ad alto contenuto di FODMAP, che possono scatenare sintomi gastrointestinali in alcune persone, indipendentemente dalla presenza di glutine. Pertanto, un approccio a basso contenuto di FODMAP potrebbe rivelarsi utile per identificare eventuali alimenti problematici.
Infine, dato che ha già un'intolleranza al lattosio, è possibile che le sue intolleranze alimentari coesistano e si influenzino a vicenda, complicando ulteriormente il quadro.
Per chiarire meglio la sua situazione e individuare la causa dei suoi sintomi, potrebbe essere utile consultare un nutrizionista esperto in disturbi gastrointestinali. Questi professionisti possono aiutarla a sviluppare un piano alimentare adeguato e sostenibile, che tenga conto delle sue esigenze specifiche.
La sua salute e il suo benessere sono la priorità, e non esiti a cercare supporto per affrontare al meglio questa fase della sua vita.
Cordialmente
Dott.ssa F.A.
Gentile paziente, dato l'esito negativo dei test per le Intolleranze, si potrebbe pensare al colon irritabile. È compito del gastroenterologo l'approfondimento e l'eventuale conferma di tale diagnosi. Consiglio pertanto una visita e successivamente potrebbe pensare di affidarsi ad un nutrizionista per valutare insieme il percorso da seguire per la riduzione o risoluzione dei suoi sintomi!
Resto a disposizione,
Dott.ssa Caliari Maria
Resto a disposizione,
Dott.ssa Caliari Maria
I suoi sintomi e la risposta positiva alla dieta priva di glutine possono effettivamente indicare una sensibilità al glutine non celiaca o una sindrome dell’intestino irritabile. Molti pazienti con intestino irritabile trovano sollievo riducendo il glutine e altre sostanze irritanti. In questo caso, un percorso con un nutrizionista può aiutarla a identificare i cibi che contribuiscono al gonfiore e migliorare il suo benessere intestinale.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
Buongiorno, significa che è sicuramente intollerante al glutine, ma si è sottoposta ai test sbagliati. l'unico vero esame diagnostico per dimostrare l'intolleranza al glutine è la biopsia con esame istologico della parete intestinale. il quale, con esito positivo, può presentare il referto per richieder l'esonero alla cassamutua e acquistare gli alimenti con il tiket; e risparmiare un pò sull'acquisto di alimenti gluten free. buongiorno, Dott. Rosario Cuscona
Gentile utente, dai sintomi che descrive e dal fatto che è risultata negativa alla celiachia e all'allergia, potrebbe trattarsi di sensibilità non celiaca al glutine (NCGS). Anche se non si tratta di un'allergia o di celiachia vera e propria, molte persone con NCGS trovano sollievo eliminando il glutine dalla dieta, proprio come è successo a lei. Ma anche l'intestino irritabile potrebbe essere una spiegazione. Per questo motivo le consiglio di consultare un gastroenterologo per indagare bene i sintomi e formulare una diagnosi corretta (che può richiedere tempo). Successivamente una nutrizionista potrà aiutarla a strutturare una dieta equilibrata e mirata. Saluti, dott.ssa Viviana Leotta
Buonasera, per quanto riguarda il suo quadro, è molto correlabile ad un quadro di IBS; per quanto riguarda la sua situazione in generale è bene fare un attimo di chiarezza, di intolleranze alimentari ne esiste una e basta, quella al lattosio, individuabile con l'analisi del breath test al lattosio, se non l'ha fatta, le consiglio di eseguirla prima possibile, per quanto riguarda le altre intolleranze mi dispiace dirle che sono solo una grande bufala, l'unica cosa è la celiachia, ma viene individuata a più step, prima analisi del sangue e successivamente analisi più invadenti. Se non ha fatto tutte queste analisi le consiglio di farle, per trovare il bandolo della matassa, e le consiglio vivamente di farsi seguire da un esperto in nutrizione, tante volte questi quadri si riescono a risolvere solo con delle piccole attenzioni.
Spero di esserle stato d'aiuto.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o altra domanda, Buona serata.
Dott. Stefano Iaconis Nutrizionista
Spero di esserle stato d'aiuto.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o altra domanda, Buona serata.
Dott. Stefano Iaconis Nutrizionista
Gentile paziente, potrebbe trattarsi di una Gluten Sensitivity (sensibilità al gutine), oggi molto comune, che può dare sintomi simili a IBS (colon irritabile). Le consiglio di non eliminare completamente il glutine, poiché non si tratta di Celiachia, ma di consumarlo meno frequentemente e non a tutti i pasti. Sarebbe meglio rivolgersi ad un professionista della nutrizione per capire la quantità di glutine da lei tollerata; facendo prima una eliminazione totale di glutine per un breve periodo seguita da una reintroduzione graduale.
Un cordiale saluto, Dott.ssa Caterina Cesari
Un cordiale saluto, Dott.ssa Caterina Cesari
buongiorno, non è celiaca ma una sensibilità nei confronti del glutine. Stesso discorso per quanto riguarda il lattosio. Se elimina per un periodo sia il glutine che il lattosio potrebbe giovare al suo intestino. Io le consiglierei, se dovesse sentirsi melio, in futuro di provare a reintegrare piccole quantità sia di glutine che di lattosio
Salve, potrebbe trattarsi anche di sensibilità al glutine non celiaca o di intestino irritabile. Sarebbe bene effettuare una consulenza nutrizionale con un esperto per gestire i sintomi con un piano alimentare personalizzato.
Buongiorno,
Quello che descrive non esclude affatto che ci sia una reale sensibilità a ciò che mangia, ma significa che, dai test eseguiti, non emerge una classica allergia al grano e non è stata confermata una celiachia con il corretto iter diagnostico.
Il punto importante è che i comuni “test per intolleranze” o un valore isolato come “grano 0.1” non bastano da soli per diagnosticare o escludere bene condizioni come celiachia, allergia o sensibilità al glutine non celiaca.
Se togliendo glutine pane, pasta e pizza i sintomi migliorano nettamente, una possibilità è la sensibilità al glutine non celiaca, cioè una condizione in cui compaiono gonfiore, crampi e diarrea dopo alimenti con glutine pur senza i marker tipici della celiachia o dell’allergia.
Va però detto che, in molte persone, il problema non è necessariamente il glutine in sé ma altri componenti del grano, soprattutto i fruttani, cioè FODMAP fermentabili che possono dare molta distensione addominale, dolore e diarrea, specialmente in chi ha un intestino più sensibile.
L’altra ipotesi, quindi, è proprio una sindrome dell’intestino irritabile con particolare sensibilità ai FODMAP del frumento, e questo spiegherebbe bene anche il fatto che lei sia già intollerante al lattosio, perché queste condizioni spesso si sovrappongono.
Inoltre, se gli esami per la celiachia sono stati fatti dopo aver già ridotto o eliminato il glutine, il risultato potrebbe essere meno attendibile, perché gli anticorpi possono abbassarsi durante la dieta senza glutine; per una diagnosi corretta, i test andrebbero eseguiti mentre il glutine è ancora presente nell’alimentazione.
Il consiglio più sensato è non autodiagnosticarsi “solo intestino irritabile”, ma farsi seguire per chiarire bene la causa con un gastroenterologo e con un professionista della nutrizione, così da distinguere tra celiachia da escludere correttamente, sensibilità al glutine non celiaca e sensibilità ai FODMAP.
Una consulenza nutrizionale strutturata, con diario alimentare e dei sintomi, può essere molto utile per capire se il problema è davvero il glutine oppure il carico fermentativo complessivo dei pasti e costruire un’alimentazione efficace senza restrizioni inutili.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Quello che descrive non esclude affatto che ci sia una reale sensibilità a ciò che mangia, ma significa che, dai test eseguiti, non emerge una classica allergia al grano e non è stata confermata una celiachia con il corretto iter diagnostico.
Il punto importante è che i comuni “test per intolleranze” o un valore isolato come “grano 0.1” non bastano da soli per diagnosticare o escludere bene condizioni come celiachia, allergia o sensibilità al glutine non celiaca.
Se togliendo glutine pane, pasta e pizza i sintomi migliorano nettamente, una possibilità è la sensibilità al glutine non celiaca, cioè una condizione in cui compaiono gonfiore, crampi e diarrea dopo alimenti con glutine pur senza i marker tipici della celiachia o dell’allergia.
Va però detto che, in molte persone, il problema non è necessariamente il glutine in sé ma altri componenti del grano, soprattutto i fruttani, cioè FODMAP fermentabili che possono dare molta distensione addominale, dolore e diarrea, specialmente in chi ha un intestino più sensibile.
L’altra ipotesi, quindi, è proprio una sindrome dell’intestino irritabile con particolare sensibilità ai FODMAP del frumento, e questo spiegherebbe bene anche il fatto che lei sia già intollerante al lattosio, perché queste condizioni spesso si sovrappongono.
Inoltre, se gli esami per la celiachia sono stati fatti dopo aver già ridotto o eliminato il glutine, il risultato potrebbe essere meno attendibile, perché gli anticorpi possono abbassarsi durante la dieta senza glutine; per una diagnosi corretta, i test andrebbero eseguiti mentre il glutine è ancora presente nell’alimentazione.
Il consiglio più sensato è non autodiagnosticarsi “solo intestino irritabile”, ma farsi seguire per chiarire bene la causa con un gastroenterologo e con un professionista della nutrizione, così da distinguere tra celiachia da escludere correttamente, sensibilità al glutine non celiaca e sensibilità ai FODMAP.
Una consulenza nutrizionale strutturata, con diario alimentare e dei sintomi, può essere molto utile per capire se il problema è davvero il glutine oppure il carico fermentativo complessivo dei pasti e costruire un’alimentazione efficace senza restrizioni inutili.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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