Salve, ho una ricaduta su attacchi di ansia quali pensieri negativi,ansia anticipatoria,paura,incert
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Salve, ho una ricaduta su attacchi di ansia quali pensieri negativi,ansia anticipatoria,paura,incertezza che si somatizzano sul corpo.nonostante sappia la teoria la pratica è un disastro. Sto gia seguendo una terapia ad indirizzo psicanalitico ma i risultati non sono quelli sperati su questo. Cosa faccio?
Buongiorno, consideri la possibilità di una visita specialistica con uno psichiatra per approfondimento clinico ed eventuale percorso psicofarmacologico, chiaramente in concomitanza al percorso psicoanalitico già intrapreso. La combinazione dei due trattamenti porta sppesso infatti a dei benefici maggiori.
Cordiali saluti
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Salve,
quello che descrive è qualcosa che molte persone sperimentano nei percorsi di cura: comprendere razionalmente alcune dinamiche non significa riuscire subito a sentirsi meglio o a gestire i sintomi nella quotidianità. Questo non indica un fallimento, né personale né del percorso.
I tempi del cambiamento emotivo spesso non coincidono con quelli della comprensione cognitiva, e alcune ricadute possono far parte del processo, soprattutto quando si lavora su aspetti profondi come l’ansia e la paura.
Dal momento che è già seguita in terapia, può essere utile portare apertamente questi vissuti — inclusa la frustrazione per i risultati che sente di non ottenere — all’interno del percorso che sta facendo. Anche questo è materiale importante di lavoro.
Se sente il bisogno di un confronto diverso, può valutare nel tempo, insieme al suo terapeuta, se il tipo di approccio che sta seguendo risponde ai suoi bisogni attuali.
Le auguro di trovare uno spazio in cui sentirsi accompagnata con continuità e rispetto dei suoi tempi.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
quello che descrive è qualcosa che molte persone sperimentano nei percorsi di cura: comprendere razionalmente alcune dinamiche non significa riuscire subito a sentirsi meglio o a gestire i sintomi nella quotidianità. Questo non indica un fallimento, né personale né del percorso.
I tempi del cambiamento emotivo spesso non coincidono con quelli della comprensione cognitiva, e alcune ricadute possono far parte del processo, soprattutto quando si lavora su aspetti profondi come l’ansia e la paura.
Dal momento che è già seguita in terapia, può essere utile portare apertamente questi vissuti — inclusa la frustrazione per i risultati che sente di non ottenere — all’interno del percorso che sta facendo. Anche questo è materiale importante di lavoro.
Se sente il bisogno di un confronto diverso, può valutare nel tempo, insieme al suo terapeuta, se il tipo di approccio che sta seguendo risponde ai suoi bisogni attuali.
Le auguro di trovare uno spazio in cui sentirsi accompagnata con continuità e rispetto dei suoi tempi.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Gentile utente, le ricadute fanno parte del processo ma nessuna ricaduta è mai come la precedente. E soprattutto si ricordi che va sempre avanti e mai indietro il processo di guarigione. Ne parli con la sua terapeuta. Cordialmente dott.ssa Alessia D'Angelo
Salve, è comprensibile sentirsi frustrati quando la teoria non si traduce facilmente in pratica. Gli attacchi di ansia possono manifestarsi con pensieri negativi, ansia anticipatoria e sintomi fisici, e talvolta la sola terapia psicanalitica non è sufficiente a gestire efficacemente questi episodi nel quotidiano. Strategie aggiuntive, come tecniche di respirazione, mindfulness, ristrutturazione cognitiva o interventi di tipo cognitivo-comportamentale, possono essere utili per imparare a modulare l’ansia e ridurre la somatizzazione. Tuttavia, ogni percorso è individuale, e il modo migliore per trovare un approccio efficace è approfondire la situazione con uno specialista che possa valutare insieme a lei le strategie più adatte.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno a lei. Con buona pace dei colleghi psicoanalisti, ai quali rivolgo un saluto, l'approccio Cognitivo Comportamentale ha dimostrato scientificamente e con enormi margini dimostrativi, la sua efficacia nel contrastare i disturbi d'ansia nella loro generalità.
Buongiorno, le terapie richiedono il tempo necessario a comprendere ed elaborare il sintomo, tutti gli indirizzi sono validi ed ognuno prende il sintomo da un punto diverso per poi affrontarlo, i tempi di remissione dei sintomi sono in ogni caso soggettivi. Le consiglio di parlarne con il suo terapeuta in maniera chiara e trasparente per evitare di invalidare il lavoro e la fatica che avete fatto fino ad adesso. I miei auguri
Salve, per quanto riguarda gli attacchi d'ansia, ne parli apertamente col suo terapeuta e gli/le chieda aiuto: vedrà che saprà darle indicazioni. In bocca al lupo
Gentile,
capisco la frustrazione: sapere “cosa succede” non significa riuscire a gestirlo. Le ricadute fanno parte del percorso e non indicano un fallimento, ma un punto che chiede un intervento diverso o più mirato. In alcuni casi è utile affiancare al lavoro analitico strumenti più pratici per la gestione dell’ansia e dei sintomi corporei.
Un caro saluto,
dott.ssa Greta Pisano
capisco la frustrazione: sapere “cosa succede” non significa riuscire a gestirlo. Le ricadute fanno parte del percorso e non indicano un fallimento, ma un punto che chiede un intervento diverso o più mirato. In alcuni casi è utile affiancare al lavoro analitico strumenti più pratici per la gestione dell’ansia e dei sintomi corporei.
Un caro saluto,
dott.ssa Greta Pisano
Buongiorno, sapere la teoria e non riuscire a tradurla nella pratica è, in realtà, una condizione comune, in cui a tutti può capitare di incagliarsi per qualche tempo. L'ansia e le sue manifestazioni non hanno solo una componente cognitiva (quella legata alla teoria, all'aver capito), ma coinvolgono il corpo, il sistema nervoso e le risposte automatiche di allarme che l'organismo da tempo ha appreso a dare. Per questo, nei momenti di riattivazione, la parte razionale da sola non basta.
Soprattutto quando si lavora in profondità, come nel lavoro psicoanalitico, le ricadute fanno parte del percorso e possono indicare che qualcosa si sta muovendo, non necessariamente che si stia tornando indietro o che la terapia non funziona - tutt'altro. È cruciale, però, portare questi vissuti apertamente nella relazione terapeutica, così che possano essere pensati e gestiti insieme e non vissuti come un limite personale o della terapia.
In alcuni casi, accanto a un lavoro di tipo psicoanalitico, può essere utile integrare strumenti più mirati alla regolazione dell’ansia sul piano corporeo e fisiologico (ad esempio sul respiro, sull’ansia anticipatoria, sulla gestione delle sensazioni somatiche), così da poter avere più appoggi e imparare gradualmente a stare con ciò che accade nelle diverse "stagioni" del proprio percorso di vita, senza esserne travolti. Un saluto. Giada Bossi
Soprattutto quando si lavora in profondità, come nel lavoro psicoanalitico, le ricadute fanno parte del percorso e possono indicare che qualcosa si sta muovendo, non necessariamente che si stia tornando indietro o che la terapia non funziona - tutt'altro. È cruciale, però, portare questi vissuti apertamente nella relazione terapeutica, così che possano essere pensati e gestiti insieme e non vissuti come un limite personale o della terapia.
In alcuni casi, accanto a un lavoro di tipo psicoanalitico, può essere utile integrare strumenti più mirati alla regolazione dell’ansia sul piano corporeo e fisiologico (ad esempio sul respiro, sull’ansia anticipatoria, sulla gestione delle sensazioni somatiche), così da poter avere più appoggi e imparare gradualmente a stare con ciò che accade nelle diverse "stagioni" del proprio percorso di vita, senza esserne travolti. Un saluto. Giada Bossi
Salve, la terapia ha bisogno del suo tempo per fare effetto. Lei ha i suoi tempi soggettivi per affrontare le paure che l'attanagliano. A volte si migliora in una settimana, altre in un mese, altre ancora in un anno o più. Parli con il professionista di questa ricaduta e del fatto che non vede miglioramenti. Se non lo ritiene in grado si rivolga ad altri.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello.
Buonasera, da quano scritto emerge una fase di particolare fatica, soprattutto nel passaggio tra la comprensione teorica e l’esperienza pratica dei sintomi. È una difficoltà molto comune: sapere “come funziona” l’ansia non sempre coincide con riuscire a gestirla nel momento in cui si manifesta, soprattutto quando coinvolge il corpo e l’anticipazione.
Dal momento che sta già seguendo un percorso terapeutico, il primo passo importante potrebbe essere portare apertamente queste difficoltà all’interno della relazione terapeutica. Lo spazio di terapia è proprio il luogo in cui poter dire che, nonostante il lavoro fatto, in questo momento non si sente di avere ancora strumenti sufficienti o una chiave efficace per affrontare ciò che sta vivendo.
Condividere la sensazione di stallo, di frustrazione o di distanza tra teoria e pratica può aprire a una riflessione più profonda sul significato di questi sintomi e su ciò che stanno cercando di comunicare. Un’alleanza terapeutica solida permette anche di ricalibrare il lavoro, di esplorare nuove modalità o semplicemente di dare spazio a ciò che in questa fase emerge con maggiore intensità. Un caro saluto
Dal momento che sta già seguendo un percorso terapeutico, il primo passo importante potrebbe essere portare apertamente queste difficoltà all’interno della relazione terapeutica. Lo spazio di terapia è proprio il luogo in cui poter dire che, nonostante il lavoro fatto, in questo momento non si sente di avere ancora strumenti sufficienti o una chiave efficace per affrontare ciò che sta vivendo.
Condividere la sensazione di stallo, di frustrazione o di distanza tra teoria e pratica può aprire a una riflessione più profonda sul significato di questi sintomi e su ciò che stanno cercando di comunicare. Un’alleanza terapeutica solida permette anche di ricalibrare il lavoro, di esplorare nuove modalità o semplicemente di dare spazio a ciò che in questa fase emerge con maggiore intensità. Un caro saluto
buongiorno.
ad oggi la terapia elettiva per la gestione dell'ansia è quella cognitivo -comportamentale.
L'approccio psicoanalitico va benissimo in quanto aiuta a risalire alle cause della sintomatologia ma il cognitivo-comportamentale insegna delle tecniche che permettono di gestire i pensieri che sottostanno all'ansia.
Cordialmente
Dott.ssa Laura Bova
ad oggi la terapia elettiva per la gestione dell'ansia è quella cognitivo -comportamentale.
L'approccio psicoanalitico va benissimo in quanto aiuta a risalire alle cause della sintomatologia ma il cognitivo-comportamentale insegna delle tecniche che permettono di gestire i pensieri che sottostanno all'ansia.
Cordialmente
Dott.ssa Laura Bova
Buongiorno, potrebbe essere utile un lavoro psico-corporeo e l'approccio psicoterapeutico fornito dall'analisi bioenergetica che la aiuti a rilasciare le memorie corporee collegate ad eventi traumatici che le portano a soffrire della sintomatologia lei riportata, al fine di restituirle ritrovata lucidità e vitalità.
Salve, ne parli con il suo terapeuta e valuti di intraprendere un altro percorso se questo non la soddisfa. Le auguro il meglio, un saluto
Buonasera
non consideri le sue "ricadute" come necessariamente negative. I sintomi voglio sempre dire qualcosa, continui a ricostruire la sua storia e la sua verità. Proprio i sintomi ci indicano verso dove andare, non bisogna sopprimerli bisogna capirli. Dove c'è qualcosa che fa soffrire c'è la verità. Continui con la psicoanalisi.
non consideri le sue "ricadute" come necessariamente negative. I sintomi voglio sempre dire qualcosa, continui a ricostruire la sua storia e la sua verità. Proprio i sintomi ci indicano verso dove andare, non bisogna sopprimerli bisogna capirli. Dove c'è qualcosa che fa soffrire c'è la verità. Continui con la psicoanalisi.
Gentile cliente, immagino quanto possa essere frustrante vivere la sua situazione. Dato che ha già iniziato un percorso di psicoterapia la inviterei ad esplorare tale vissuto e tali dubbi con il professionista che la segue, così da valutare insieme se continuare il percorso o approcciarsi a altri colleghi specializzati su questo.
Gentile utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo quello che ci riporta, e immagino il suo bisogno di sentire che la sua sintomatologia ansiosa stia migliorando invece che essere sempre presente. Partendo dal presupposto che sono funzionamenti che sono parte costitutiva del nostro essere e che di conseguenza può essere necessario molto tempo e lavoro per vedere dei benefici, credo che parlare apertamente con il suo terapeuta potrebbe aiutarla a confrontarsi rispetto il punto terapeutico in cui siete al momento.
Cordiali saluti
AV
Cordiali saluti
AV
Salve, credo sia importante parlare con il suo terapeuta di questi aspetti e/o cercare di riflettere se c'è qualcosa che la blocca nel discutere di questo con lui/lei. E' normale che la pratica sia più difficile della teoria, specialmente quando si tratta di ansia e pensieri negativi. Come lei stessa sottolinea l'esperienza globale dell'ansia è composta da diversi livelli-vissuti corporei (mancanza di ossigeno, dispnea, accelerazione del battito cardiaco etc.), emozioni (timore, paura), pensieri (di tipo disfunzionali su se stessi o sugli altri)), ma essendo un evento prevalentemente psicosomatico è proprio dall'esperienza corporea che bisogna partire per arrivare alla consapevolezza dei vissuti corporei-relazionali che sono alla base dei sintomi. Mi dispiace sentire che nonostante cerchi di affrontare questa nuova sfida evolutiva, le cose non funzionano come sperava, ma mi auguro che possa trovare la strada giusta e adatta ai suoi bisogni.
mi farei consigliare da un bravo farmacologo anche una terapiaa base di farmaci, allora la cura psicoterapeutica potrebbe dare un maggiore beneficio.
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