Salve ho 46 anni due parti utero fibromatoso flussi molto abbondanti e con coaguli,ho scopertondi es
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Salve ho 46 anni due parti utero fibromatoso flussi molto abbondanti e con coaguli,ho scopertondi essere trombofilica (eterozigosi fattore 2) quindi niente terapie etc.....volevo sapere se c'è davvero qualche alimento che puo aiutare a diminuire i flussi o la fibromatosi diffusa.
Premetto che NON mangio dolci e le cosiddette schifezze o bevande insomma mangio abbastanza bene(carne bianca uova sgombro mandorle lenticchie frutta..)
Se c'è qualcosa che puo essere utile vi sarei grata
Premetto che NON mangio dolci e le cosiddette schifezze o bevande insomma mangio abbastanza bene(carne bianca uova sgombro mandorle lenticchie frutta..)
Se c'è qualcosa che puo essere utile vi sarei grata
Buonasera, non esiste nessun alimento “miracoloso” di per sé ma qualche aggiustamento al pattern alimentare può sicuramente aiutare i sintomi. Bisognerebbe valutare le abitudini e lo stile di vita attraverso un colloquio approfondito per un supporto specifico, resto a disposizione se volesse fissare un appuntamento in presenza oppure online.
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Carissima,
l'alimentazione non può ridurre nè far regredire i fibromi uterini perchè si tratta di una condizione strutturale e ormonale. Può però aiutare indirettamente : una dieta equilibrata e anti-infimmatoria può supportare il benessere generale e, in caso di flussi abbondanti, è importante per garantire un adeguato apporto di ferro per prevenire l'anemia.
Per la trombofilia non esistono cibi che "fluidificano" il sangue in modo significativo: contano soprattutto idratazione, peso adeguato e le indicazioni dello specialista.
Spero di essere stata di aiuto .
un caro saluto
Dott.ssa Annapaola Volpicella
l'alimentazione non può ridurre nè far regredire i fibromi uterini perchè si tratta di una condizione strutturale e ormonale. Può però aiutare indirettamente : una dieta equilibrata e anti-infimmatoria può supportare il benessere generale e, in caso di flussi abbondanti, è importante per garantire un adeguato apporto di ferro per prevenire l'anemia.
Per la trombofilia non esistono cibi che "fluidificano" il sangue in modo significativo: contano soprattutto idratazione, peso adeguato e le indicazioni dello specialista.
Spero di essere stata di aiuto .
un caro saluto
Dott.ssa Annapaola Volpicella
Buongiorno,
Non esistono alimenti in grado di ridurre i fibromi uterini già presenti. L’alimentazione può però avere un ruolo modulante, soprattutto su infiammazione, metabolismo estrogenico e – in misura limitata – sull’intensità dei flussi.
Una dieta ricca di verdure (in particolare crucifere e foglia verde), fibre e legumi, pesce azzurro/omega-3 e polifenoli (es. tè verde come bevanda) può aiutare a non favorire ulteriore crescita fibromatosa e a migliorare il contesto infiammatorio e vascolare. La vitamina C alimentare è utile soprattutto come supporto capillare e per l’assorbimento del ferro.
È invece prudente limitare carne rossa, alcol, eccesso di latticini e sale, che possono contribuire a un ambiente più estrogenico o congestizio.
Nel contesto di trombofilia, gli integratori vanno usati solo in caso di carenze documentate (es. vitamina D, magnesio), evitando fitoterapici o composti ad alte dosi con potenziali effetti sulla coagulazione.
Cordiali saluti
Dott. Davide Privitera
Non esistono alimenti in grado di ridurre i fibromi uterini già presenti. L’alimentazione può però avere un ruolo modulante, soprattutto su infiammazione, metabolismo estrogenico e – in misura limitata – sull’intensità dei flussi.
Una dieta ricca di verdure (in particolare crucifere e foglia verde), fibre e legumi, pesce azzurro/omega-3 e polifenoli (es. tè verde come bevanda) può aiutare a non favorire ulteriore crescita fibromatosa e a migliorare il contesto infiammatorio e vascolare. La vitamina C alimentare è utile soprattutto come supporto capillare e per l’assorbimento del ferro.
È invece prudente limitare carne rossa, alcol, eccesso di latticini e sale, che possono contribuire a un ambiente più estrogenico o congestizio.
Nel contesto di trombofilia, gli integratori vanno usati solo in caso di carenze documentate (es. vitamina D, magnesio), evitando fitoterapici o composti ad alte dosi con potenziali effetti sulla coagulazione.
Cordiali saluti
Dott. Davide Privitera
Gentile Signora,
non esistono alimenti in grado di ridurre direttamente i fibromi, ma l’alimentazione può:
• modulare l’infiammazione
• ridurre lo stimolo estrogenico
• sostenere il metabolismo epatico
La presenza di trombofilia rende indispensabile evitare approcci “fai da te” o integratori non indicati.
Un’alimentazione antinfiammatoria e ormonalmente modulata può aiutare a contenere i sintomi, ma deve essere personalizzata.
È indicata una valutazione nutrizionale clinica approfondita, soprattutto in presenza di flussi abbondanti e coagulazione alterata. Un caro saluto.
non esistono alimenti in grado di ridurre direttamente i fibromi, ma l’alimentazione può:
• modulare l’infiammazione
• ridurre lo stimolo estrogenico
• sostenere il metabolismo epatico
La presenza di trombofilia rende indispensabile evitare approcci “fai da te” o integratori non indicati.
Un’alimentazione antinfiammatoria e ormonalmente modulata può aiutare a contenere i sintomi, ma deve essere personalizzata.
È indicata una valutazione nutrizionale clinica approfondita, soprattutto in presenza di flussi abbondanti e coagulazione alterata. Un caro saluto.
Non esistono alimenti che riducono i fibromi, ma possono aiutare:
alimentazione anti-infiammatoria
omega 3
ridurre zuccheri e alcol
tè verde
mantenere ferro adeguato
La dieta può aiutare i sintomi, non eliminare i fibromi.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
alimentazione anti-infiammatoria
omega 3
ridurre zuccheri e alcol
tè verde
mantenere ferro adeguato
La dieta può aiutare i sintomi, non eliminare i fibromi.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Non esistono alimenti in grado di far “regredire” i fibromi o di bloccare definitivamente i flussi abbondanti.
Detto questo, alcuni alimenti possono aiutare a:
ridurre l’infiammazione
modulare (lievemente) l’attività estrogenica
migliorare la qualità del flusso
limitare l’anemia e la stanchezza
Verdure crucifere, Omega 3, Legumi, Frutti rossi e melograno, Semi.
ALIMENTI DA LIMITARE
Latticini, Soia e derivati frequenti, Alcol.
Detto questo, alcuni alimenti possono aiutare a:
ridurre l’infiammazione
modulare (lievemente) l’attività estrogenica
migliorare la qualità del flusso
limitare l’anemia e la stanchezza
Verdure crucifere, Omega 3, Legumi, Frutti rossi e melograno, Semi.
ALIMENTI DA LIMITARE
Latticini, Soia e derivati frequenti, Alcol.
Buongiorno, è comprensibile volersi orientare verso approcci naturali in presenza di flussi abbondanti legati ai fibromi, soprattutto in caso di trombofilia. Sebbene non esistano alimenti in grado di ridurre i fibromi, un’alimentazione bilanciata può contribuire a modulare l’infiammazione e a sostenere la salute vascolare. È quindi consigliabile privilegiare l’apporto di fibre, acidi grassi Omega-3 e antiossidanti provenienti da frutta e verdura, limitare il consumo di carni rosse e zuccheri e mantenere un’adeguata idratazione.
Buonasera,
purtroppo è corretto chiarire che non esistono alimenti specifici in grado di risolvere direttamente la fibromatosi uterina o i flussi abbondanti.
L’alimentazione può però svolgere un ruolo di supporto importante, soprattutto nel garantire un adeguato apporto di micronutrienti come ferro e acido folico, la cui carenza, anche a causa delle perdite abbondanti, può favorire lo sviluppo di anemia.
È inoltre utile curare l’equilibrio dei macronutrienti ai pasti e una loro corretta distribuzione nell’arco della giornata, aspetti che possono contribuire a un miglior equilibrio metabolico e ormonale.
Un’alimentazione di stampo mediterraneo, come quella che descrive di seguire, ricca di alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, cereali preferibilmente integrali e legumi) e con un consumo di fonti proteiche animali in linea con le raccomandazioni delle linee guida, può aiutare a migliorare la gestione dei sintomi.
purtroppo è corretto chiarire che non esistono alimenti specifici in grado di risolvere direttamente la fibromatosi uterina o i flussi abbondanti.
L’alimentazione può però svolgere un ruolo di supporto importante, soprattutto nel garantire un adeguato apporto di micronutrienti come ferro e acido folico, la cui carenza, anche a causa delle perdite abbondanti, può favorire lo sviluppo di anemia.
È inoltre utile curare l’equilibrio dei macronutrienti ai pasti e una loro corretta distribuzione nell’arco della giornata, aspetti che possono contribuire a un miglior equilibrio metabolico e ormonale.
Un’alimentazione di stampo mediterraneo, come quella che descrive di seguire, ricca di alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, cereali preferibilmente integrali e legumi) e con un consumo di fonti proteiche animali in linea con le raccomandazioni delle linee guida, può aiutare a migliorare la gestione dei sintomi.
Salve, grazie per aver scritto in modo così dettagliato. Provo a risponderle in modo chiaro.
Ad oggi non esiste un alimento “curativo” in grado di ridurre in modo significativo una fibromatosi uterina diffusa o di bloccare flussi molto abbondanti. L’alimentazione può però essere un supporto importante per limitare infiammazione e squilibri metabolici che possono peggiorare la sintomatologia, prevenire/contrastare anemia da carenza di ferro (molto frequente con flussi abbondanti), favorire un quadro ormonale e metabolico più stabile. Quindi può aiutare, ma come supporto, non come terapia risolutiva.
Con perdite abbondanti e coaguli, è fondamentale monitorare emocromo, ferritina, transferrina/sideremia, vitamina B12 e folati (se necessario). Se la ferritina è bassa, l’alimentazione da sola spesso non basta e può servire integrazione di ferro, valutata dal medico.
Può essere utile inserire alimenti ricchi di ferro “assorbibile” (ferro eme), carne rossa magra 1–2 volte/settimana (se gradita e compatibile), fegato (se lo consuma e se indicato) pesce azzurro (lei già usa sgombro: ottimo); ferro vegetale + vitamina C (per assorbirlo meglio). Es. lenticchie/ceci/fagioli + limone / kiwi / agrumi / peperoni, spinaci, bietole + vitamina C. Da evitare nello stesso pasto se ha carenza di ferro: tè, caffè, cacao e latticini in grandi quantità (riducono l’assorbimento).
Capisco la ricerca di soluzioni naturali, ma con trombofilia (eterozigosi Fattore II) è importante evitare il “fai da te”, perché alcuni prodotti naturali possono interferire con la coagulazione, aumentare sanguinamenti o interagire con farmaci.
Esempi: alte dosi di omega-3 in integratori, ginkgo, curcuma ad alte dosi, alcuni mix “anti-infiammatori”.
Visto il quadro (46 anni + fibromatosi diffusa + flussi molto abbondanti con coaguli), le consiglierei di chiedere al ginecologo/ematologo anche una valutazione specifica della perdita ematica e dell’eventuale anemia, opzioni non ormonali/compatibili col suo rischio trombotico (alcune esistono, ma devono essere valutate dal curante) e controllo ecografico periodico e discussione delle opzioni disponibili.
Resto a disposizione per altre eventuali domande.
Ad oggi non esiste un alimento “curativo” in grado di ridurre in modo significativo una fibromatosi uterina diffusa o di bloccare flussi molto abbondanti. L’alimentazione può però essere un supporto importante per limitare infiammazione e squilibri metabolici che possono peggiorare la sintomatologia, prevenire/contrastare anemia da carenza di ferro (molto frequente con flussi abbondanti), favorire un quadro ormonale e metabolico più stabile. Quindi può aiutare, ma come supporto, non come terapia risolutiva.
Con perdite abbondanti e coaguli, è fondamentale monitorare emocromo, ferritina, transferrina/sideremia, vitamina B12 e folati (se necessario). Se la ferritina è bassa, l’alimentazione da sola spesso non basta e può servire integrazione di ferro, valutata dal medico.
Può essere utile inserire alimenti ricchi di ferro “assorbibile” (ferro eme), carne rossa magra 1–2 volte/settimana (se gradita e compatibile), fegato (se lo consuma e se indicato) pesce azzurro (lei già usa sgombro: ottimo); ferro vegetale + vitamina C (per assorbirlo meglio). Es. lenticchie/ceci/fagioli + limone / kiwi / agrumi / peperoni, spinaci, bietole + vitamina C. Da evitare nello stesso pasto se ha carenza di ferro: tè, caffè, cacao e latticini in grandi quantità (riducono l’assorbimento).
Capisco la ricerca di soluzioni naturali, ma con trombofilia (eterozigosi Fattore II) è importante evitare il “fai da te”, perché alcuni prodotti naturali possono interferire con la coagulazione, aumentare sanguinamenti o interagire con farmaci.
Esempi: alte dosi di omega-3 in integratori, ginkgo, curcuma ad alte dosi, alcuni mix “anti-infiammatori”.
Visto il quadro (46 anni + fibromatosi diffusa + flussi molto abbondanti con coaguli), le consiglierei di chiedere al ginecologo/ematologo anche una valutazione specifica della perdita ematica e dell’eventuale anemia, opzioni non ormonali/compatibili col suo rischio trombotico (alcune esistono, ma devono essere valutate dal curante) e controllo ecografico periodico e discussione delle opzioni disponibili.
Resto a disposizione per altre eventuali domande.
Nessun alimento “cura” i fibromi, ma alcuni possono aiutare a ridurre l’infiammazione e migliorare l’equilibrio ormonale, con possibile beneficio sui flussi.
La sua alimentazione è già buona: si possono aggiungere crucifere, semi di lino, frutti rossi e spezie antinfiammatorie.
Evitare alcol e caffè in eccesso può aiutare.
Con la trombofilia, un’alimentazione equilibrata e antinfiammatoria è particolarmente utile.
La sua alimentazione è già buona: si possono aggiungere crucifere, semi di lino, frutti rossi e spezie antinfiammatorie.
Evitare alcol e caffè in eccesso può aiutare.
Con la trombofilia, un’alimentazione equilibrata e antinfiammatoria è particolarmente utile.
Gentile Paziente,
Per nessuna condizione patologica esistono alimenti miracolosi, purtroppo.
Esiste però l'alimentazione corretta che, una volta personalizzata su di lei, è quella che mantiene il suo corpo nello stato migliore possibile. Questo non significa che la curi, ma che la aiuti molto, soprattutto rispetto alla prevenzione, sì.
Cordiali Saluti,
Dott.ssa Francesca Scantamburlo, biologa nutrizionista, specializzata in disturbi gastrointestinali e dimagrimento
Per nessuna condizione patologica esistono alimenti miracolosi, purtroppo.
Esiste però l'alimentazione corretta che, una volta personalizzata su di lei, è quella che mantiene il suo corpo nello stato migliore possibile. Questo non significa che la curi, ma che la aiuti molto, soprattutto rispetto alla prevenzione, sì.
Cordiali Saluti,
Dott.ssa Francesca Scantamburlo, biologa nutrizionista, specializzata in disturbi gastrointestinali e dimagrimento
Purtroppo non esistono alimenti in grado di ridurre in modo significativo i flussi abbondanti o i fibromi uterini.
sarebbe utile una dieta ricca di verdure crucifere (broccoli, cavolfiore, cavolo nero) → favoriscono il metabolismo degli estrogeni
Buon apporto di omega-3 (sgombro, salmone, semi di lino)
Legumi e fibre (già li assumi)
Mantenere peso nella norma (il tessuto adiposo produce estrogeni).
saluti
dott.ssa antelmi antonella
sarebbe utile una dieta ricca di verdure crucifere (broccoli, cavolfiore, cavolo nero) → favoriscono il metabolismo degli estrogeni
Buon apporto di omega-3 (sgombro, salmone, semi di lino)
Legumi e fibre (già li assumi)
Mantenere peso nella norma (il tessuto adiposo produce estrogeni).
saluti
dott.ssa antelmi antonella
Buon pomeriggio,
è importante dirle con chiarezza che, allo stato attuale delle conoscenze, non esiste un alimento capace da solo di ridurre in modo affidabile i flussi molto abbondanti o di far regredire una fibromatosi uterina diffusa.
L’alimentazione può avere un ruolo di supporto generale, ma quando ci sono fibromi con mestruazioni molto abbondanti e coaguli il punto centrale resta la valutazione ginecologica, perché i trattamenti che incidono davvero sui sintomi o sulle dimensioni dei fibromi sono di tipo medico o procedurale, non nutrizionale.
Detto questo, uno stile alimentare equilibrato può comunque essere utile come supporto: mantenere un peso adeguato, aumentare regolarmente frutta, verdura, legumi e alimenti ricchi di fibre, e limitare l’eccesso di grassi saturi e di carni molto grasse può essere ragionevole, perché alcuni studi osservazionali associano un maggior consumo di vegetali e fibre a un minor rischio o a un quadro meno sfavorevole, anche se non si tratta di una terapia vera e propria.
Nel suo caso c’è poi un altro aspetto molto importante, cioè il rischio di carenza di ferro o anemia, perché flussi abbondanti e ripetuti possono portare a una perdita significativa di ferro nel tempo.
Per questo può essere utile curare l’introito di alimenti ricchi di ferro, come carne, pesce, legumi, uova e frutta secca, associandoli quando possibile a fonti di vitamina C per favorirne l’assorbimento, ma anche qui sarebbe opportuno controllare periodicamente emocromo e ferritina per capire se la sola alimentazione basti oppure no.
Considerando inoltre la trombofilia, è ancora più importante ragionare insieme allo specialista sulle opzioni realmente compatibili con il suo quadro clinico, perché la scelta di eventuali terapie per i flussi non può basarsi solo sull’alimentazione.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
è importante dirle con chiarezza che, allo stato attuale delle conoscenze, non esiste un alimento capace da solo di ridurre in modo affidabile i flussi molto abbondanti o di far regredire una fibromatosi uterina diffusa.
L’alimentazione può avere un ruolo di supporto generale, ma quando ci sono fibromi con mestruazioni molto abbondanti e coaguli il punto centrale resta la valutazione ginecologica, perché i trattamenti che incidono davvero sui sintomi o sulle dimensioni dei fibromi sono di tipo medico o procedurale, non nutrizionale.
Detto questo, uno stile alimentare equilibrato può comunque essere utile come supporto: mantenere un peso adeguato, aumentare regolarmente frutta, verdura, legumi e alimenti ricchi di fibre, e limitare l’eccesso di grassi saturi e di carni molto grasse può essere ragionevole, perché alcuni studi osservazionali associano un maggior consumo di vegetali e fibre a un minor rischio o a un quadro meno sfavorevole, anche se non si tratta di una terapia vera e propria.
Nel suo caso c’è poi un altro aspetto molto importante, cioè il rischio di carenza di ferro o anemia, perché flussi abbondanti e ripetuti possono portare a una perdita significativa di ferro nel tempo.
Per questo può essere utile curare l’introito di alimenti ricchi di ferro, come carne, pesce, legumi, uova e frutta secca, associandoli quando possibile a fonti di vitamina C per favorirne l’assorbimento, ma anche qui sarebbe opportuno controllare periodicamente emocromo e ferritina per capire se la sola alimentazione basti oppure no.
Considerando inoltre la trombofilia, è ancora più importante ragionare insieme allo specialista sulle opzioni realmente compatibili con il suo quadro clinico, perché la scelta di eventuali terapie per i flussi non può basarsi solo sull’alimentazione.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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