Salve, ho 32 anni i miei sono separati da sempre, e sto vivendo una sensazione che mi destabilizza.

25 risposte
Salve, ho 32 anni i miei sono separati da sempre, e sto vivendo una sensazione che mi destabilizza. Noto che non sto simpatica a mio padre, la mia presenza gli da fastidio, lo innervosisce, non mi regge al punto da farmi capire che ha cose da fare per farmene andare via. Quando parlo non mi ascolta e vuole proprjo scappare e intollerante. Non so come farmi scivolare via la cosa, da una parte mi interrogo e mi chiedo se ho un atteggiamento sbagliato o cosa sbaglio, dall'altro so che non ho colpa. Come faccio a non soffrire di questo. Lo allontano ? Evito di starci per un po? Perchè ogni volta che lo vedo mi fa stare peggio delle altre volte.
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
In ambito psicologico sistemico relazionale, potremmo analizzare questa situazione considerando le dinamiche familiari e le relazioni interpersonali in gioco. È importante capire che le dinamiche familiari possono essere complesse e influenzare i comportamenti e le relazioni tra i membri della famiglia.
Nel tuo caso, la sensazione di non essere simpatica a tuo padre potrebbe essere legata a dinamiche familiari passate o presenti che potrebbero aver influenzato la vostra relazione. Potrebbe essere utile esplorare con l'aiuto di uno psicologo quali potrebbero essere le cause di questa disconnessione e lavorare su eventuali ferite emotive o traumi che potrebbero essere alla base di questa situazione.
Inoltre, potresti considerare l'opzione di prendere una pausa temporanea dalla presenza di tuo padre se ti fa stare male ogni volta che lo incontri. In questo modo potresti dare spazio per elaborare le tue emozioni e riflettere sulla tua relazione con lui.
Infine, potrebbe essere utile anche comunicare apertamente con tuo padre riguardo ai tuoi sentimenti e cercare di comprendere i suoi sentimenti e punti di vista. La comunicazione aperta e onesta potrebbe aiutare a chiarire eventuali malintesi o tensioni nella vostra relazione.
In ogni caso, è importante prendersi cura di te stessa e delle tue emozioni in questa situazione e cercare il supporto di uno psicologo o terapeuta per affrontare al meglio questa situazione. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba

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Dott.ssa Silvia Lazzarini
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, comprendo la difficoltà che sta vivendo e sicuramente la situazione è impegnativa dal punto di vista emotivo. Purtroppo non è semplicemente possibile farsi scivolare via la cosa o smettere di soffrirne, tuttavia è possibile indagare più profondamente il vissuto che lei sta provando e riaccedere alle sue risorse interiori che le permettano di fronteggiare al meglio questa situazione, indipendentemente dalle azioni che deciderà di intraprendere (se allontanarsi o meno). Le faccio i miei più cari auguri, Dott.ssa Silvia Lazzarini
Dott.ssa Ilenia Corradin
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Reggio Emilia
Buongiorno, mi dispiace molto per questa situazione che comprendo essere estremamente dolorosa. Credo sia importante per lei non incolparsi per quello che sta succedendo, altresì potrebbe essere importante parlare apertamente con suo padre di come lei sta e delle sue paure e sensazioni, anche se comprendo possa non essere facile.
Le consiglio quindi di affidarsi ad uno psicoterapeuta che la possa aiutare a fare chiarezza nella situazione e, se lo riterrete l’utile, prepararsi per una chiacchierata chiarificatrice con suo padre.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti e le auguro una buona giornata
Ilenia Corradin
Dott.ssa Antonella Cramarossa
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bari
Gentile utente, banalmente, perchè non affrontare la questione anzitutto con lui? Piuttosto che rimuginare su comportamenti e atteggiamenti di suo padre, perchè non interpellarlo rispetto agli stessi, chiedendone le motivazioni?
Cordialmente, Dott.ssa Antonella Cramarossa
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Simone Feriti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bergamo
Buongiorno,
Mi dispiace per la situazione che ha descritto, immagino quanto questi comportamenti la destabilizzano.
Probabilmente la soluzione più facile sarebbe quella di confrontarsi direttamente con lui, ma se scrive qui forse anche questo passaggio può risultarle difficile da fare.
Purtroppo non mi è possibile darle una risposta in questo momento, in quanto mancano diversi elementi importanti. Innanzitutto com'era il rapporto con suo padre precedentemente, se sono successi degli eventi che in qualche modo avrebbero potuto influenzare il vostro rapporto, da quando ha iniziato a notare questi cambiamenti.
Tutti questi aspetti andrebbero approfonditi per poter giungere ad una scelta consapevole per essere anche pronti ad affrontare la strada che le traccia questa scelta. Oltre alla scelta però c'è lei e la sua sofferenza che andrebbe innanzitutto esplorata meglio perchè se soffre non può essere nelle condizioni per poter fare una scelta sana per sé stessa.
Cordiali Saluti dott. Simone Feriti
Dott.ssa Antonella Vita
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Cara ragazza,
comprendo ciò che sente.
Sarebbe utile in un percorso psicologico indagare meglio le dinamiche che si creano tra voi e capire come intervenire per migliorare la relazione con suo padre, apprendendo anche tecniche di comunicazione efficace.
Questo chiedendosi in primis cosa si aspetta dalla relazione con suo padre.
La aspetto volentieri per un primo colloquio online dove avremo modo di comprendere meglio la situazione e come eventualmente intervenire.
Un caro saluto
Dott.ssa Vita
Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera, mi spiace molto per la situazione che descrive. Non credo sarebbe efficace darle un consiglio senza prima avere ben chiaro tanti aspetti della sua persona, di suo padre ed anche del sistema familiare. Sicuramente si trova in una posizione molto delicata dove potrebbe sembrargli di poter "sbagliare" qualunque cosa faccia. Percepisco però la sua volontà di creare una relazione diversa con suo padre ed il fatto che lei si interroghi su come poterlo fare è sicuramente un fattore importante. Le consiglierei di esaminare la situazione all'interno di uno spazio psicologico che le consenta di esprimere liberamente quello che prova e pensa, per poi riuscire a capire in che modo poter agire. La saluto cordialmente, Dott. Marco Squarcini
Dott.ssa Cristiana Cafarelli
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Buonasera,
mi dispiace per la situazione in cui si ritrova. Immagino quanto complesso possa essere, soprattutto perché per lei potrebbe essere un atteggiamento immotivato e un peso tanto grande da sostenere, difficile da rimandare e condividere con chi le sta vicino. A tal proposito, una domanda potrebbe essere perché ora? Cosa potrebbe essere accaduto che adesso la porta ad avvertire una sensazione che, da ciò che comprendo, non era presente prima? Sicuramente i fattori che possono portare a tali atteggiamenti sono innumerevoli e non ci sono abbastanza informazioni per darle una risposta in merito, sarebbe invece utile e funzionale poter approfondire meglio la storia familiare e quindi anche quella legata al rapporto con suo padre. Ogni famiglia ha un proprio funzionamento e bagaglio caratterizzato spesso da elementi che non sono visibili ai nostri occhi ma che può essere utile portare alla luce per poter trovare una strategia nonché una riorganizzazione che favorisca il benessere per ciascun membro della famiglia.
Per rispondere dunque, anche se in modo parziale alla sua domanda, credo che allontanarsi o evitare la sua presenza non sia la modalità più efficace in quanto potrebbe portare ad una non risoluzione della questione e potrebbe invece accentuare e aumentare i dubbi che lei ha in questo momento, incidendo maggiormente sulla sua ferita.
Per qualsiasi altra necessità o il desiderio di dedicarsi uno spazio in cui esplorare questa sua difficoltà, resto a disposizione.
Cordialmente, Dott.ssa Cafarelli Cristiana.
Dott.ssa Ombretta Di Teodoro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Ariccia
Gentile utente, mi dispiace sentire che sta vivendo una situazione così difficile con suo padre. È importante ricordare che le dinamiche familiari possono essere complesse e spesso coinvolgono emozioni profonde.
Non è facile darle un suggerimento, dato che non si conoscono abbastanza elementi, Ma se si rendi conto che la tua presenza innervosisce tuo padre e la fa sentire male, potrebbe valutare diverse opzioni per gestire la situazione: potrebbe provare a parlare con lui apertamente riguardo a come si sente (se non l'ha già fatto). Se non riesce e sente di avere bisogno di supporto, potrebbe considerare di parlare con un terapeuta o uno psicologo per aiutarti a gestire i suoi sentimenti e trovare delle strategie per affrontare la situazione con suo Spero che possa trovare una soluzione che la faccia sentire più serena e in pace con se stessa. Cordiali saluti, O.D.T:
Dr. Edoardo Bunone
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. È importante ricordare che lei non è responsabile delle reazioni degli altri e che non ha colpa se suo padre sembra reagire in maniera schiva. Potrebbe essere utile parlargliene in maniera aperta e sincera e stabilire dei confini sani per proteggersi emotivamente, evitando situazioni che la possono far stare male. Resto a disposizione. Cordiali saluti. Dott. Edoardo Bunone.
Dott.ssa Chiara Lazzari
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Cara Utente, immagino quanto possa essere difficile questa situazione. Potrebbe esserle utile analizzare bene ogni dinamica che ha attraversato (e modificato nel tempo) l'intero sistema familiare. Potrebbe quindi aprire una finestra empatica nei confronti di suo padre per cercare di comprendere cosa ha generato questo atteggiamento nei suoi confronti. Infine suggerirei di lavorare su se stessa, gestire le emozioni e trovare un canale comunicativo con suo padre per metterlo al corrente di come si sente veramente prima di valutare cosa le farebbe meglio: allontanarsi o no. Queste sono solo piccole idee che nascono dal suo racconto, troverebbe una strada certamente più adatta alla sua persona con il supporto di un professionista, qualora ne sentisse la necessità.
Augurandole serenità, un saluto.
Dott.ssa Chiara Lazzari
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno.
La separazione dei genitori apre dinamiche su vari livelli che vanno ascoltate con attenzione.
Le sue domande sono fondamentali, ma cercare le risposte richiede ponderazione e ascolto di sé.
Perciò le propongo un colloquio online, possiamo poi verificare insieme se e come proseguire.
Dott.ssa Vincenza Papeo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Carissima, le situazioni familiari sono sempre molto complesse, a volte abbiamo bisogno di capire il perchè di alcune conflittualità. Ti consiglio un percorso terapeutico specifico mirato all'analisi famigliare di cui sono specializzata "Costellazioni famigliari"
Un caro saluto
Dssa Vincenza Papeo
Gentile Utente,
la sua testimonianza mette in luce quanto sia importante il rapporto con i genitori nell'arco della vita. Certamente sentirsi rifiutati e allontanati dal proprio padre, e senza neanche conoscerne la ragione, è qualcosa di estremamente doloroso. Credo che le strade siano sostanzialmente due: o aprire un dialogo per far emergere il problema (e se non ci riesce da sola può chiedere a uno psicologo di farlo insieme mediante una terapia familiare, in questo caso un approccio sistemico-relazionale potrebbe esserle utile); oppure affrontare la cosa in un percorso individuale (in questo caso potrebbe essere più utile un approccio dinamico). Spero di esserle stato utile.
cordiali saluti
Dott.ssa Elisa Folliero
Psicologo, Psicoterapeuta
Spino d'Adda
Buongiorno,
Innanzitutto esprimo la mia comprensione per la difficile situazione che sta vivendo: considerando come già la separazione dei genitori è un processo difficile da sostenere ed elaborare, sicuramente non aiuta questa percezione di lontananza da parte di una delle due figure genitoriali.
Consideri come, spesso accade che, di fronte ad una persona incapace di sostenere una comunicazione sincera ed emotiva, si tenda, in automatico, ad adottare una modalità comunicativa allo stesso modo distante ed evitante. Tutto ciò finisce, però, per creare dinamiche di incomprensione, non facilmente risolvibili quanto più vengono sostenute tali.
Per questo motivo, in casi come questi, solitamente, in terapia, si consiglia di provare a scrivere una lettera al padre, che solo successivamente ed eventualmente si può decidere anche di consegnare al destinatario.
In questa lettera (la modalità scritta aiuta talvolta a comunicare meglio) potrebbe esprimere i suoi bisogni e reali sentimenti, che a volte è difficile comunicare, da parte di entrambe, nel vivo.
Immagino che anche suo padre possa, nel momento attuale, vivere difficili situazioni che lo possono portare a comportarsi in maniera insolita con le principali figure di riferimento. Comprendere i suoi bisogni da figlia potrebbe, allo stesso modo, fargli capire che può avere una persona vicina di sostegno.

Sperando di esserle stata d'aiuto,
Dott.ssa Elisa Folliero
Dott. Francesco Pellino
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Milano
Buongiorno carissima, la prima cosa che puoi fare per rendere più funzionale e reale il tuo stato è quello di giocare a carte scoperte e dichiarare queste tue impressioni a tuo padre in modo uscire dal deleterio rimuginare e dalla teoria della mente "io penso, che tu pensi". A volte le risposte delle persone sono sorprendenti, a volte lo sono le reazioni. Davanti ad una dichiarazione disarmante, dobbiamo abbassare lo scudo ed esprimerci. Nel bene o nel male una verità ti darà l'opportunità di agire di conseguenza in maniera più consapevole. Se hai bisogno di supporto psicologico e di essere ascoltata mi trovi a disposizione,
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Dott.ssa Simona Bisconti
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera, capisco quanto deve essere difficile sentirsi così all'interno della relazione con il proprio padre. Ci sono molte possibilità di approfondire la situazione, le dinamiche in atto e soprattutto come si sente lei, quali siano le sue difficoltà e le sue risorse. Da quello che scrive sembra che quello che riporta sia una considerazione che ha fatto lei da sola, cioè una interpretazione del comportamento di suo padre che è caduta automaticamente sulla risposta che lei gli dia fastidio. Cosa sa davvero di come sta suo padre, di cosa pensa e di cosa sente? C'è stato un cambiamento rispetto a prima o è sempre stato così? Come mai la spiegazione che si dà per prima è che sia lei a dare fastidio? si è già sentita così?
E così, per stratificazioni, è possibile approfondire sempre di più, per arrivare a capire cosa è che la fa stare male e quali sono invece le sue risorse - personali e comunicative - per poter affrontare la situazione e affermare il suo benessere. Il sostegno psicologico potrebbe essere uno strumento molto utile.
Dott.ssa Giulia Benedetta Palmas
Psicologo clinico, Psicologo
Cagliari
Gentile, posso comprendere come lei si sente. Posso comprendere che tale situazione le generi sofferenza. Non deve essere di certo semplice.
Ha provato a parlare con suo padre? Ha provato a parlare apertamente con lui e a fargli capire come lei si sente? Potrebbe essere utile comunicargli le sue emozioni, porgli delle domande per farsi chiarezza; parlargli in maniera sincera di come lei si sente, per esempio come ha scritto poc’anzi “destabilizzata”. Questo è importante in primis per se stessa, specialmente per liberarsi dai suoi interrogativi e dai suoi pensieri. Non si giudichi per quello che sta succedendo, tanto meno si dia le colpe perché non ci sono colpevoli. Si può sempre lavorare sulle relazioni e sulla loro funzionalità. Resto a disposizione. Dott.ssa Palmas
Buonasera,
il suo disagio è evidente e comprensibile il suo lato paterno richiede attenzione e cura. Le consiglio un percorso psicologico.
Può prendere appuntamento on line sulla mia agenda
cordiali Saluti
Dott.ssa Labriola Chiara Rita
Dott. Vincenzo Capretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco che la situazione ti stia causando disagio. Il comportamento di tuo padre potrebbe essere legato a dinamiche più profonde, e non sempre possiamo cambiarlo. Se ti fa stare male, prendere un po' di distanza potrebbe aiutarti a proteggerti emotivamente. Riflettere su questa relazione con il supporto di un professionista ti permetterebbe di affrontare il dolore in modo consapevole e sano, separando il tuo valore da ciò che l'altro ti trasmette. Cordiali saluti. Dr. Vincenzo Capretto.
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentilissima,
mi sembra che stia vivendo una situazione molto dolorosa e che il comportamento di suo padre stia influenzando profondamente il suo benessere. Si è mai chiesta cosa possa significare, per lei, il desiderio di avere un rapporto più armonioso con suo padre? A volte, quando ci si sente respinti, è come se una parte di noi cercasse di capire cosa "sbagliamo", ma forse la vera domanda è: cosa potrebbe succedere se, invece, si concedesse il permesso di essere se stessa, senza colpe? Evitare potrebbe portarla a sentirsi più protetta nel breve termine, ma cosa accadrebbe se provasse a osservare la situazione da una distanza emotiva maggiore, cercando di accogliere la sua sofferenza senza giudicarla?

Se interessata ad approfondire, sono disponibile su consulenza, anche online.

Un caro saluto,

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Camilla Sabatini
Psicologo, Psicologo clinico
Trieste
Salve, sembra una situazione complessa che le genera molta preoccupazione. Potrebbe essere importante comprendere i suoi bisogni e appropriarsi degli spazi necessari al suo benessere. Potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico per analizzare meglio tali aspetti.
Dott.ssa Giulia Stravaganti
Psicologo, Psicologo clinico
Villafranca di Verona
Cara Anonima, è chiaro il perché si senta destabilizzata: vedere dei cambiamenti negli atteggiamenti e percepire il rifiuto sono segnali di allarme per il nostro sistema.
Da quanto tempo va avanti questa situazione? E' stato un cambiamento repentino o che si è stratificato nel tempo?
E' maturo da parte sua interrogarsi su sé stessa, e trattandosi di una relazione tra adulti il mezzo primo è quello della comunicazione: scoprire le carte sul tavolo dicendo quanto si è notato e come fa sentire, e che c'è un sincero interesse nel comprendere il sentire altrui (con tono assertivo e non accusatorio per prevenire una risposta difensiva che precluda poi un effettivo dialogo). Non posso escludo a priori che possa trattarsi anche di un allontanamento dettato da un suo momento di malessere o difficoltà.
Posto tutto sul tavolo, però, la palla passa in mano al papà: sarà sua decisione quella di esprimersi o meno, di unirsi alla ricerca di un punto di incontro o meno. Qualsiasi risposta, anche la non-risposta, è una risposta.
Magari il dialogo porta verso vie nemmeno prese in considerazione, mentre se dovesse persistere una chiusura, per il suo bene è necessario farne tesoro e comportarsi di conseguenza. Portare quindi rispetto anche a sé stessi.
Non c'è un modo per non soffrire, ci sono modi per meglio collocare e modulare la sofferenza. Raccogliendo ad esempio la propria responsabilità e non anche quella altrui.
Spero di essere stata di aiuto, un abbraccio.
Dott.ssa Sara Paladino
Psicologo
Fiumefreddo di Sicilia
Salve, la prima cosa che ti consiglierei (mi permetto di darti del tu, siamo quasi coetanee), se ancora non hai avuto modo di farlo, è di esprimere queste perplessità direttamente a lui, di parlarne insieme. È tuo padre, una persona importante per te, questo lo dimostra proprio questa preoccupazione che hai scritto, sarebbe un peccato allontanarsi senza prim aver chiarito col diretto interessato come mai tali atteggiamenti nei tuoi confronti. Chiaramente non conosco il tipo di rapporto che tu hai avuto con tuo padre e se la separazione possa aver influito sulle dinamiche relazionali con lui. Bisognerebbe poi capire anche se ciò che percepisci di tuo padre sia in parte frutto di una eventuale paura di perderlo, che ti potrebbe portare a interpretare diversamente degli aspetti di tuo padre che magari fanno semplicemente parte del suo carattere. Il modo migliore per togliersi ogni dubbio è appunto parlare, un confronto in questi casi, senza tenersi tutto dentro, è un elemento fondamentale per non arrivare a conclusioni affrettate o a comprendere se si è fatta una interpretazione corretta del comportamenti dell' altro.
Ti saluto e se ti va di aggiornarmi sono qui, spero tu possa ritornare a vivere serenamente il rapporto con tuo padre.
Dott.ssa Sara Paladino

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