Salve ho 30 anni, premetto che da quando avevo 19 anni che quando ho un pensiero parlo da solo ad al
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Salve ho 30 anni, premetto che da quando avevo 19 anni che quando ho un pensiero parlo da solo ad alta voce, mi sono reso conto che quando sono sotto stress parlare da solo aumenta è normale? Devo preoccuparmi?
Buongiorno, una prima riflessione che La invito a fare è sul fatto di fare la domanda in questo momento, visto che questo comportamento si manifesta già da una decina di anni. Le circostanze attuali hanno determinato un generale aumento di stress e ansia; è possibile che questo abbia influito? Quanto parlare da solo influenza la sua vita lavorativa, affettiva, sociale? Quanto riesce a non parlare da solo ad alta voce se vuole non farlo, oppure quanto questa cosa accade in maniera automatica? Queste e altre domande potrebbero aiutarla a chiarire la natura e le possibile conseguenze di questo comportamento e quindi aiutarla a trovare risposta al "devo preoccuparmi?". L'ideale sarebbe fare questa valutazione con uno psicoterapeuta che la aiuti a inquadrare la situazione e, insieme a Lei, identificare possibili strade per gestirla. Un cordiale saluto
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Buongiorno, il soliloquio di per sé non è un segno che deve preoccupare. Spesso anzi può essere un espediente per mettere alla priva la propria assertività e riorganizzare i pensieri. Se la cosa non la preoccupa, continui a non preoccuparsene.
Mg
Mg
Gentile Utente, di per sé parlarsi ad alta voce non è in alcun modo qualcosa di anormale, posto che non avvenga in condizioni così estreme che lo renderebbero tale, ma non mi sembra il suo caso. In molti casi è semplicemente un modo per riordinare pensieri ed idee. Non so cosa l'abbia portata oggi, dopo così tanti anni, ad ipotizzare un problema dietro questo comportamento ma eventualmente, all'interno del colloquio con uno psicologo, potrà ricevere le domande necessarie a comprendere meglio le radici del soliloquio che ci racconta. Un caro saluto
Buongiorno. Se non crea un'evidenza socialmente imbarazzante il soliloquio non è così preoccupante. Indica una ruminazione interna utile da gestire per non far prendere il sopravvento della mente rispetto il sentire. Pratiche di Mindfulness calmano questa mente in continua elaborazione.
Saluti,
Dottor Gianpietro Rossi
Saluti,
Dottor Gianpietro Rossi
Caro utente, mi incuriosisce la sua domanda oggi. Come mai non si è mai posto questa domanda prima? Il soliloquio non è un sintomo di patologia di per sé, bisogna però sempre considerare la modalità, la pervasività e il contesto in cui questo avviene, oltre al fatto che ci possano essere altri sintomi concomitanti. Tutte le risposte ai suoi dubbi e alle sue domande potrà riceverli da uno psicoterapeuta, fissi un colloquio e racconti la sua storia. Se ha bisogno, mi contatti pure.
Dott.ssa Federica Leonardi
Dott.ssa Federica Leonardi
È un problema per lei? Ovvero socialmente le ha creato dei disagi? Altrimenti non basta un elemento per fare una valutazione. Occorre capire, nel.complesso, lei come funzioni e cosa sia per lei lo stress, visto che vi ha fatto riferimento
Salve, ciò che viene considerato un problema ha sempre a che vedere con qualcosa che ostacola, interferisce o influisce nella propria vita. Il suo parlare... da solo in che modo si inserisce nelle sue giornate? Credo che se si sta ponendo questa domanda, ora, dopo tanto tempo, forse andrebbe accolta e approfondita. Non metterei a tacere il suo desiderio di sapere. Un saluto,
MG
MG
Buonasera, ogni cosa che facciamo ha un senso e sicuramente il suo "soliloquio" ha una certa "utilità" che andrebbe indagata. Se aumenta in periodi di stress potrebbe proprio avere un certo valore ansiolitico e di per sé non è un fenomeno preoccupante. La domanda che pone, considerando gli anni trascorsi, può invece essere letta come un desiderio di ricercare, oggi, il significato di ciò che le accade e quindi potrebbe essere utile approfondire attraverso una psicoterapia. Cordiali Saluti Dott. Donato Scorza
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Buongiorno, parlare a se stessi, anche a voce alta, spesso svolge una importante funzione di riorganizzazione delle idee e del pensiero. In tale direzione non andrebbe considerato un problema, ma se la domanda che si/ci pone ha bisogno di essere presa in considerazione e ascoltata attentamente provi a confrontarsi con uno psicoterapeuta, esplorando cosa sia per lei normalità e perché può venirle un dubbio a riguardo che le possa generare un certo grado di preoccupazione. Un caro saluto Dottsa Elisa Galantini
Buongiorno, ho pochi elementi per fare un'ipotesi diagnostica. Lei ha sottolineato come lo stress influenzi notevolmente il suo disagio. Bisogna dare un nome a questo "stress" che probabilmente attiene alla sfera emotiva. Sarebbe utile parlarne a uno Psicologo o Psicoterapeuta per approfondire la sua domanda.
Cordiali saluti Dr.ssa Claudia Sposini
Cordiali saluti Dr.ssa Claudia Sposini
Buongiorno.
La maggior parte delle persone di tanto in tanto parla da sola come se si stesse rivolgendo a qualcuno che però non è presente lì.
Lo sviluppo di un dialogo interno ci accompagna fin dalla nascita e, assieme ad altri fattori, ci permette di riflettere su noi stessi.
Quando diventa un problema? Quando è limitante per la sua vita, ad esempio diventa un modo rigido e/o pervasivo di fare, può essere indispensabile per lei ricorrere a questo comportamento mentre sta con altre persone ad esempio, oppure sente che non ha più il controllo di questa situazione. Come potrà comprendere da questi esempi che le ho scritto, ci sono degli elementi che sarebbe utile avere prima di definire cosa è o non è un problema.
Se desidera approfondire la sua richiesta quindi contatti un professionista assieme al quale può definire in modo più completo la sua richiesta, specificando alcuni aspetti essenziali per comprendere se si tratta di un problema quello che pone oppure no.
Buona giornata!
La maggior parte delle persone di tanto in tanto parla da sola come se si stesse rivolgendo a qualcuno che però non è presente lì.
Lo sviluppo di un dialogo interno ci accompagna fin dalla nascita e, assieme ad altri fattori, ci permette di riflettere su noi stessi.
Quando diventa un problema? Quando è limitante per la sua vita, ad esempio diventa un modo rigido e/o pervasivo di fare, può essere indispensabile per lei ricorrere a questo comportamento mentre sta con altre persone ad esempio, oppure sente che non ha più il controllo di questa situazione. Come potrà comprendere da questi esempi che le ho scritto, ci sono degli elementi che sarebbe utile avere prima di definire cosa è o non è un problema.
Se desidera approfondire la sua richiesta quindi contatti un professionista assieme al quale può definire in modo più completo la sua richiesta, specificando alcuni aspetti essenziali per comprendere se si tratta di un problema quello che pone oppure no.
Buona giornata!
Salve. Mi trovo d'accordo con i suggerimenti dei colleghi. In se e per sè parlare da soli non è un elemento preoccupante. Piuttosto, la sua richiesta mi fa pensare a cosa è cambiato in lei , se è cambiato qualcosa, rispetto a come vive questo suo comportamento in generale e nello svolgersi della sua vita quotidiana. Un caro saluto. Dot.sa Demontis Maria Gonaria
Buongiorno, la cosa diventa un problema qualora lo è per lei. Parlare da soli può essere un modo per gestire lo stress e, dato che anche lei ha notato che lo fa più spesso in periodo di ansia, potrebbe essere anche il suo caso. Mi domando solo come mai se ne preoccupa ora, se è una cosa che fa parte di lei da più di dieci anni. Saluti
Gentile utente di mio dottore,
il soliloquio di per sè non è una manifestazione preoccupante.
Esprime la possibilità di riorganizzare il pensiero in determinati casi. Se questo aspetto della sua vita non influisce negativamente sulle regolari attività della sua vita continui a consideralo come un aspetto marginale privo di rilevanza alcuna.
Un caro saluto
Dott. Diego ferrara
il soliloquio di per sè non è una manifestazione preoccupante.
Esprime la possibilità di riorganizzare il pensiero in determinati casi. Se questo aspetto della sua vita non influisce negativamente sulle regolari attività della sua vita continui a consideralo come un aspetto marginale privo di rilevanza alcuna.
Un caro saluto
Dott. Diego ferrara
Buonasera, tutti noi utilizziamo in alcuni frangenti una sorta di dialogo interno che ha una funzione molto importante, sicuramente rappresenta un modo per elaborare e metabolizzare l'esperienza. Che lei lo faccia a voce alta può non essere necessariamente un problema finchè non causa disagio a lei. Potrebbe richiedere una breve consulenza ad un professionista per capire meglio e magari trovare strategie per gestire o contenere lo stress.
un caro saluto
Moira Tomei
un caro saluto
Moira Tomei
Gentile signore parlare da soli non è di per sé un sintomo, se è un comportamento di cui si e consapevoli e che si può controllare. Molte persone lo fanno e alcuni anche si rispondono da soli. Se diventa un comportamento NECESSARIO per contenere l'ansia invece può essere in indice di preoccupazione, ma io concentrerei la mia attenzione sul tema dell'ansia e dello stress, per capire da dove originano e come meglio gestirli. Cordiali saluti. E R
Salve,
il soliloquio è un comportamento che rientra nella normalità e che generalmente non desta preoccupazione. Il contenuto del pensiero resta l'aspetto principale da tenere in considerazione. Molte persone utilizzano il dialogo con sé stessi ad alta voce come modalità per riordinare il pensiero. Potrebbe essere utile, se lo ritiene importante, osservare in che momenti avviene e da qui comprendere se può rivestire un meccanismo di decompressione di stati ansiosi od emotivi.
Cordiali saluti
il soliloquio è un comportamento che rientra nella normalità e che generalmente non desta preoccupazione. Il contenuto del pensiero resta l'aspetto principale da tenere in considerazione. Molte persone utilizzano il dialogo con sé stessi ad alta voce come modalità per riordinare il pensiero. Potrebbe essere utile, se lo ritiene importante, osservare in che momenti avviene e da qui comprendere se può rivestire un meccanismo di decompressione di stati ansiosi od emotivi.
Cordiali saluti
Gentile Utente, il soliloquio di per sé non è un sintomo patologico, noi ci definiamo nella relazione, quindi è normale parlare con noi stessi come se ci fosse un doppio, con cui cerchiamo di riordinare i nostri pensieri, sopratutto rispetto agli eventi impattanti della vita quotidiana, ma lo diventa nella misura in cui per lei è un problema. Mi spiego, se il parlare da solo ad alta voce, la fa sentire in imbarazzo ,come se questa cosa fosse fuori dal suo controllo e lei vorrebbe liberarsene, allora si che sarebbe bene consultare un professionista, per cercare di capire meglio questo aspetto di sé, con l'obiettivo di raggiungere uno stato vitale più evoluto, integrato e soprattutto felice.
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Buongiorno. La ringrazio per aver condiviso questo Suo vissuto con tanta schiettezza. La rassicuro subito: quello che descrive, ovvero la tendenza a parlare da soli ad alta voce (tecnicamente definito soliloquio), è un fenomeno molto più comune di quanto si possa immaginare e non è, di per sé, un segnale di patologia.
Nella prospettiva della psicologia del profondo, l'identità è un processo relazionale continuo; noi siamo in costante dialogo non solo con gli altri, ma anche con le diverse parti di noi stessi. Quando Lei parla ad alta voce, sta dando una forma concreta a un pensiero interno, trasformando un flusso caotico di idee in qualcosa di udibile e, quindi, di più gestibile.
È assolutamente normale che questo comportamento aumenti nei periodi di forte stress. Lo stress genera un sovraccarico cognitivo ed emotivo; parlare ad alta voce agisce in questi casi come uno strumento di auto-regolazione. In particolare, questa pratica assolve a diverse funzioni psicologiche:
Organizzazione del pensiero: Dare voce alle idee aiuta a mettere ordine nelle priorità quando ci si sente sopraffatti.
Riduzione dell'ansia: Sentire la propria voce può avere un effetto rassicurante, come se una parte di Lei si prendesse cura dell'altra, offrendo un punto di riferimento stabile.
Rielaborazione emotiva: Esternalizzare un pensiero permette di guardarlo da una prospettiva diversa, quasi come se fosse il pensiero di un altro, facilitando la risoluzione di piccoli conflitti quotidiani.
Non deve preoccuparsi finché questo parlare da solo mantiene una funzione "organizzativa" o di sfogo e finché Lei conserva la piena consapevolezza di ciò che sta facendo e del contesto in cui si trova. Diventa un elemento su cui riflettere solo se dovesse sostituire completamente il dialogo con gli altri o se i contenuti fossero vissuti come estranei alla Sua volontà.
Considerando che questa abitudine La accompagna da molto tempo, potrebbe essere interessante osservare se le parole che pronuncia ad alta voce somiglino a quelle che avrebbe voluto dire a qualcuno di importante nella Sua vita o se siano, invece, istruzioni che impartisce a se stesso per sentirsi più sicuro.
Le capita mai di accorgersi che, dopo aver parlato ad alta voce di un problema che La stressa, la sensazione di peso sul petto o di confusione mentale diminuisce effettivamente?
Dottssa Giovanna Costanzo
Nella prospettiva della psicologia del profondo, l'identità è un processo relazionale continuo; noi siamo in costante dialogo non solo con gli altri, ma anche con le diverse parti di noi stessi. Quando Lei parla ad alta voce, sta dando una forma concreta a un pensiero interno, trasformando un flusso caotico di idee in qualcosa di udibile e, quindi, di più gestibile.
È assolutamente normale che questo comportamento aumenti nei periodi di forte stress. Lo stress genera un sovraccarico cognitivo ed emotivo; parlare ad alta voce agisce in questi casi come uno strumento di auto-regolazione. In particolare, questa pratica assolve a diverse funzioni psicologiche:
Organizzazione del pensiero: Dare voce alle idee aiuta a mettere ordine nelle priorità quando ci si sente sopraffatti.
Riduzione dell'ansia: Sentire la propria voce può avere un effetto rassicurante, come se una parte di Lei si prendesse cura dell'altra, offrendo un punto di riferimento stabile.
Rielaborazione emotiva: Esternalizzare un pensiero permette di guardarlo da una prospettiva diversa, quasi come se fosse il pensiero di un altro, facilitando la risoluzione di piccoli conflitti quotidiani.
Non deve preoccuparsi finché questo parlare da solo mantiene una funzione "organizzativa" o di sfogo e finché Lei conserva la piena consapevolezza di ciò che sta facendo e del contesto in cui si trova. Diventa un elemento su cui riflettere solo se dovesse sostituire completamente il dialogo con gli altri o se i contenuti fossero vissuti come estranei alla Sua volontà.
Considerando che questa abitudine La accompagna da molto tempo, potrebbe essere interessante osservare se le parole che pronuncia ad alta voce somiglino a quelle che avrebbe voluto dire a qualcuno di importante nella Sua vita o se siano, invece, istruzioni che impartisce a se stesso per sentirsi più sicuro.
Le capita mai di accorgersi che, dopo aver parlato ad alta voce di un problema che La stressa, la sensazione di peso sul petto o di confusione mentale diminuisce effettivamente?
Dottssa Giovanna Costanzo
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