Salve, ho 19 anni e da qualche mese ho notato che quando parlo mi mancano le parole. Di solito non s
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Salve, ho 19 anni e da qualche mese ho notato che quando parlo mi mancano le parole. Di solito non sono parole semplici come "forchetta" o "sole", ma mi provoca molto disagio fermare a metà una frase perché non mi viene in mente la parola, per esempio, "complotto". Inoltre ho notato che mi ci vuole, a volte, un intero minuto per ricordare i nomi dei miei compagni di classe, nonostante io li veda tutti i giorni da 5 anni a questa parte. Si tratta solo di stress momentaneo, oppure devo preoccuparmi?
Gentilissimo, rispondere alla sua domanda sulla base di singoli episodi non conoscendone a fondo la pervasività e da quando si manifestano, rende complicato avanzare ipotesi e risposte univoche. Le chiedo: riscontra anche altri problemi simili? Difficoltà di memoria, di attenzione e concentrazione, di movimento, che periodo di vita sta attraversando? Ecco parta da queste domande per avere un quadro di partenza più chiaro e completo possibile, poi le consiglierei una valutazione neuropsicologica per indagare ed approfondire con uno specialista tali difficoltà.
Saluti!
Dott.ssa Ester Miranda
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Buongiorno. E' difficile ipotizzare una causa (che sia stress oppure altro) con queste informazioni. Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista psicologo ed eventualmente approfondire con una valutazione neuropsicologica.
Resto a sua disposizione, cordiali saluti.
Resto a sua disposizione, cordiali saluti.
Buongiorno, sperimentare difficoltà nel recupero lessicale, in particolare per le parole a bassa frequenza d'uso ("non semplici") può essere comune a molte persone. Solitamente è la frequenza del sintomo a dare indicazioni sulla eventuale presenza di un problema e si ritiene utile approfondire se il disturbo si presenta con frequenza elevata.
Data la giovane età, è improbabile che alla base vi siano condizioni cliniche di rilievo e lo "stress" può essere considerato un fattore da tenere in considerazione.
Dalle informazioni fornite (19 anni e 5 anni di scuola), deduco possa essere imminente l'esame di maturità che è noto richiedere un notevole sforzo cognitivo e una tensione elevata.
Consiglio di monitorare queste difficoltà dopo la fine dell'anno scolastico. Se dovessero persistere può consultare un neurologo ed eventualmente un neuropsicologo.
Cordiali saluti.
Data la giovane età, è improbabile che alla base vi siano condizioni cliniche di rilievo e lo "stress" può essere considerato un fattore da tenere in considerazione.
Dalle informazioni fornite (19 anni e 5 anni di scuola), deduco possa essere imminente l'esame di maturità che è noto richiedere un notevole sforzo cognitivo e una tensione elevata.
Consiglio di monitorare queste difficoltà dopo la fine dell'anno scolastico. Se dovessero persistere può consultare un neurologo ed eventualmente un neuropsicologo.
Cordiali saluti.
Salve, non conoscendo la sua storia clinica non è semplice darle una risposta esaustiva. Sarebbe utile rivolgersi ad uno Psicologo/Neuropsicologo in maniera tale da approfondire il tutto e nel caso effettuare una valutazione neuropsicologica. Considerato però la sua età, potrebbe certamente essere legato allo stress o ad una forma di Balbuzia che si scaturisce nel momento in cui si trova in determinati contesti. Potrebbe per esempio lavorare sulla gestione emotiva. Rimango a disposizione anche per un consulto online
Saluti
Saluti
Buongiorno, sono d'accordo con i colleghi nel consigliare una visita neuropsicologica qualora il sintomo sia frequente e perduri nel tempo. Mi sento anche di consigliarle di valutare un percorso di psicoterapia: se suppone possa essere stress, come ha scritto lei alla fine della domanda, è possibile che stai passando un periodo complesso e le conseguenze si stiano manifestando con questa sintomatologia. In ogni caso, resto a disposizione per qualsiasi dubbio. Un caro saluto e i migliori auguri!
Salve,
dovrebbe fare una visita con un neuropsichiatra per scongiurare alterazioni delle funzioni cognitive.
Saluti
dovrebbe fare una visita con un neuropsichiatra per scongiurare alterazioni delle funzioni cognitive.
Saluti
Salve,
La difficoltà a trovare le parole e a ricordare nomi può essere legata a diversi fattori, inclusi lo stress e l'ansia. Una terapia breve strategica potrebbe aiutare a gestire questi sintomi, affrontando le preoccupazioni e migliorando le strategie di coping.
Tuttavia, se questi sintomi persistono o peggiorano, le consiglio di consultare uno specialista per escludere eventuali cause neurologiche o psicologiche più serie. Sono a disposizione per una consulenza e per discutere ulteriormente della situazione.
Un caro saluto,
Dott. Michele Scala
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Gentilissima, le consiglio vivamente di prenotare una consulenza con un neuropsicologo il quale, dopo opportuna anamnesi e raccolta dati, possa delineare un quadro cognitivo in relazione alla sua età e scolarità. Offro questo tipo di servizio se lo desidera. Cordiali saluti.
ChatGPT ha detto:
Buongiorno, grazie per aver descritto con precisione quello che sta vivendo. Da quello che racconta, sembra che lei stia sperimentando una difficoltà nella recupero delle parole o nel richiamo dei nomi, fenomeno che in neuropsicologia viene chiamato “anomia” o difficoltà di denominazione.
Va detto subito che, soprattutto in periodi di stress, ansia o affaticamento mentale, è abbastanza comune avere momenti di vuoto o rallentamento nel linguaggio, anche per parole o nomi conosciuti da tempo. Questo non significa automaticamente un danno neurologico: il cervello può temporaneamente rallentare nel recupero delle informazioni a causa di stress, stanchezza, sonno insufficiente o carico cognitivo intenso.
Alcuni fattori che possono influire sono proprio lo stress scolastico, ansia da prestazione, sonno non ottimale o sovraccarico cognitivo, soprattutto se si stanno imparando molte cose contemporaneamente, come spesso accade in adolescenza e prima giovinezza.
Detto questo, se la difficoltà persiste, peggiora, o si accompagna ad altri sintomi (come confusione, difficoltà di memoria più generale, problemi di linguaggio marcati o cambiamenti comportamentali), è consigliabile una valutazione neuropsicologica o neurologica. Questo serve per misurare in modo oggettivo memoria, attenzione, linguaggio e funzioni esecutive, così da capire se si tratta di una difficoltà transitoria legata a stress o se c’è bisogno di un intervento mirato.
Nel frattempo, ci sono alcune strategie utili: prendere pause regolari nello studio, scrivere appunti o mappe concettuali, usare piccoli promemoria, parlare ad alta voce e leggere testi anche a voce alta, esercitando così il richiamo delle parole in un contesto sicuro. Anche brevi momenti di rilassamento e respirazione profonda aiutano a ridurre la tensione e facilitano il recupero delle parole.
In sintesi: non c’è motivo di preoccuparsi immediatamente, ma monitorare la situazione e, se i sintomi persistono, fare una valutazione neuropsicologica può dare una risposta chiara e tranquillizzante.
Se vuole, posso suggerirle alcuni esercizi pratici quotidiani per allenare memoria e richiamo delle parole, così da ridurre l’ansia legata a questi momenti di vuoto.
Saluti, resto a disposizione
Buongiorno, grazie per aver descritto con precisione quello che sta vivendo. Da quello che racconta, sembra che lei stia sperimentando una difficoltà nella recupero delle parole o nel richiamo dei nomi, fenomeno che in neuropsicologia viene chiamato “anomia” o difficoltà di denominazione.
Va detto subito che, soprattutto in periodi di stress, ansia o affaticamento mentale, è abbastanza comune avere momenti di vuoto o rallentamento nel linguaggio, anche per parole o nomi conosciuti da tempo. Questo non significa automaticamente un danno neurologico: il cervello può temporaneamente rallentare nel recupero delle informazioni a causa di stress, stanchezza, sonno insufficiente o carico cognitivo intenso.
Alcuni fattori che possono influire sono proprio lo stress scolastico, ansia da prestazione, sonno non ottimale o sovraccarico cognitivo, soprattutto se si stanno imparando molte cose contemporaneamente, come spesso accade in adolescenza e prima giovinezza.
Detto questo, se la difficoltà persiste, peggiora, o si accompagna ad altri sintomi (come confusione, difficoltà di memoria più generale, problemi di linguaggio marcati o cambiamenti comportamentali), è consigliabile una valutazione neuropsicologica o neurologica. Questo serve per misurare in modo oggettivo memoria, attenzione, linguaggio e funzioni esecutive, così da capire se si tratta di una difficoltà transitoria legata a stress o se c’è bisogno di un intervento mirato.
Nel frattempo, ci sono alcune strategie utili: prendere pause regolari nello studio, scrivere appunti o mappe concettuali, usare piccoli promemoria, parlare ad alta voce e leggere testi anche a voce alta, esercitando così il richiamo delle parole in un contesto sicuro. Anche brevi momenti di rilassamento e respirazione profonda aiutano a ridurre la tensione e facilitano il recupero delle parole.
In sintesi: non c’è motivo di preoccuparsi immediatamente, ma monitorare la situazione e, se i sintomi persistono, fare una valutazione neuropsicologica può dare una risposta chiara e tranquillizzante.
Se vuole, posso suggerirle alcuni esercizi pratici quotidiani per allenare memoria e richiamo delle parole, così da ridurre l’ansia legata a questi momenti di vuoto.
Saluti, resto a disposizione
Dalla sua giovane età e dalla descrizione che fa del suo problema direi che non ci sia nulla di cui preoccuparsi. Se la cosa dovesse però peggiorare consiglio comunque di fare una visita neurologica così da escludere qualsiasi causa organica e tranquillizzarla.
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