salve egregi dottori ho bisogno di un vostro gentile riscontro su un atteggiamento che persiste orma

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salve egregi dottori ho bisogno di un vostro gentile riscontro su un atteggiamento che persiste ormai da tempo da parte di mia moglie. purtroppo ho scoperto di essere stato tradito da parte di mia moglie con almeno due relazioni con cui ella si è spinta ben oltre queste relazioni sono cessate solo quando mi sono accorto della situazione e sono intervenuto. inutile che provi a spiegare quanto questo sia stato destabilizzante per me per la mia vita e certamente per il nostro rapporto e quanta sofferenza ho dovuto affrontare e tuttora affronto ma presa la decisione che fosse piu importante mettere da parte cio che fosse accaduto per il bene della famiglia e dei nostri due figli ho provato per un periodo a comprendere le ragioni ma dopo un periodo ho capito che non fosse possibile in quanto innanzitutto ogni volta che affrontavo l argomento mi venivano date risposte contraddittorie e soprattutto in quei momenti oltre a non ottenere risposte si generava un clima ostile probabilmente perché lei si riteneva sotto accusa e per difesa mi diceva bugie e si creava adir poco un clima ostile. passando anche questo ho provato a chiederle di rivolgerci ad un professionista che potesse aiutarci e lei non e stata e non e d accordo il problema attuale e che dopo questo periodo ho provato almeno a farle capire che restare insieme per me andava bene ma che almeno avremmo dovuto ricominciare mettere una pietra sopra al passato e avere un rapporto normale cui ci vogliamo bene ci rispettiamo e viviamo come e normale che una coppia viva ma lei si e allontanata mostra di non provare niente per me di non avere interesse a stare con me e ogni cosa le dico lei fraintende e mi risponde con astio e rancore. le ho piu volte detto allora se non volesse piu stare con me di lasciarci ma lei preferisce non rispondermi quando qualche volta mi risponde dice che tra poco mi lascia e se ne torna a casa sua ma poi resta qui e io non so piu cosa fare cosa mi consigliate voi
Buonasera,
la situazione che descrive è comprensibilmente molto dolorosa e complessa. Il tradimento, soprattutto se ripetuto, può minare profondamente la fiducia e rendere difficile “ripartire” senza un lavoro condiviso da entrambe le parti.

Da quanto emerge, lei ha provato a comprendere, ricostruire e proporre un aiuto esterno, ma al momento sua moglie sembra non disponibile né al confronto né a un percorso di coppia, mantenendo una posizione ambivalente (né piena chiusura né reale riavvicinamento).

In queste condizioni è difficile che il rapporto possa evolvere positivamente solo con lo sforzo di uno dei due. Più che cercare di “aggiustare” la relazione da solo, può essere utile spostare l’attenzione su ciò che è sostenibile per lei, chiedendosi quali siano i suoi limiti e i suoi bisogni in questo momento.

Se il dialogo diretto non è possibile, può essere indicato un supporto psicologico individuale, che la aiuti a elaborare quanto accaduto e a prendere decisioni più chiare e tutelanti per sé e per i suoi figli.

Forzare una normalità quando il legame appare svuotato e carico di rancore rischia di prolungare la sofferenza. A volte è necessario chiarire, anche dentro di sé, se esistono ancora le condizioni minime per una relazione o se sia più sano ridefinire il rapporto in un’altra forma.

Un cordiale saluto.

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Gentilissimo, la situazione che descrive è estremamente complessa e carica di sofferenza, ma richiede innanzitutto una distinzione fondamentale: non tutto ciò che accade in un rapporto è di pertinenza psichiatrica, sebbene tutto possa essere affrontato sul piano psicologico. Le difficoltà relazionali e comunicative che state vivendo possono infatti trovare supporto in un'attenta analisi psicologica del problema.
Un primo punto su cui riflettere è l'accettazione del fatto che una relazione, e i sentimenti delle persone coinvolte, possano cambiare profondamente nel tempo. Questo vale in particolare per l'atteggiamento di sua moglie: il suo allontanamento e il mutamento del legame non prefigurano necessariamente una patologia, ma possono essere l'esito di una dinamica affettiva che si è evoluta in modo differente rispetto alle sue aspettative.
In secondo luogo, emerge chiaramente che le contraddizioni e l'ostilità di sua moglie rappresentano una chiusura rispetto a un confronto profondo. Se la signora non ritiene di affrontare la crisi in chiave psicologica, è probabile che, dal suo punto di vista, le dinamiche siano già definite. In questo contesto, insistere affinché lei fornisca spiegazioni o accetti percorsi comuni rischia di essere inutile, se non dannoso, finendo per alimentare ulteriormente il clima di astio e rancore.
Il consiglio che mi sento di darle è di intraprendere lei stesso un percorso psicoterapico individuale. L'obiettivo non è agire su sua moglie, ma aiutarla a conciliare istanze che al momento appaiono antitetiche: da una parte la comprensibile difficoltà a rimanere nelle condizioni dettate dal silenzio e dal distacco di sua moglie, dall'altra il suo rispettabilissimo desiderio di mantenere integra la famiglia nonostante le evidenti problematiche. Un supporto professionale potrà aiutarla a fare chiarezza sulle sue priorità e a trovare un equilibrio meno doloroso in questa complessa fase della sua vita.
Saluti.

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