Salve dottori,sto in un stato pietoso d abbandono e confusione totale,ho avuto l ennesima recidiva d

2 risposte
Salve dottori,sto in un stato pietoso d abbandono e confusione totale,ho avuto l ennesima recidiva dopo aver staccato l cura convinta d potercela fare d sola ma non reggo è una lotta continua con me stessa da 20 anni qualsiasi decisione che dv prendere è una battaglia mi sento sbagliata in tutto un insicurezza assurda che ora sono arrivata al limite delle forze e dei pensieri che ruotano da soli ma senza azioni e se pur le faccio mi viene da ripensarci su non vivo più non mi sento in grado d avere responsabilità che mi pesa tutto addosso in questi momenti d fragilità sto assumendo Depakin chromo
Zoloft e brintellix e loranse per stare calma quando mi sale l ansia
Stomaco chiuso abbastanza abbattuta e zero stimoli mi chiedevo se ad oggi (1mese)questi sintomi sono dovuti al medicinale o non è la terapia adatta m è stato sostituito eutimil con zoloft per il disturbo ossessivo compulsivo secondo il medico... grazie a chi può aiutarmi
Gentile signora,da quello che scrive si capisce essenzialmente che sta molto male per uno stato depressivo con componente ossessiva. Più di questo non è possibile capire. Occorrerebbe ovviamente una indagine più approfondita.La terapia in atto potrebbe essere valida,anche se forse potrebbe essere opportuno verificare necessità di un antidepressivo più mirato e forse di uno stabilizzante dell'umore per prevenire le ricadute alle quali mi sembra di capire che lei va frequentemente incontro.

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Buonasera,
da quello che descrive sta attraversando una fase di riacutizzazione importante, con molta ansia, insicurezza e pensieri ripetitivi: è comprensibile che si senta così stanca e sopraffatta.

Dopo circa un mese da modifiche terapeutiche (passaggio a sertralina e associazioni), è possibile che:
– una parte dei sintomi sia ancora legata alla fase di adattamento ai farmaci (iniziale aumento dell’ansia, instabilità);
– una parte sia espressione della ricaduta del disturbo di base (in particolare DOC e ansia).

In questa fase i farmaci non sempre hanno ancora espresso pienamente l’effetto, soprattutto sugli aspetti ossessivi, che spesso richiedono tempi più lunghi e dosaggi adeguati.

Detto questo, la terapia che assume è complessa e merita un monitoraggio stretto: se dopo alcune settimane i sintomi restano così intensi o il carico è difficile da sostenere, è assolutamente opportuno ricontattare lo psichiatra per una rivalutazione, senza aspettare passivamente.

Un punto importante: il fatto che lei abbia sospeso in passato perché “voleva farcela da sola” è molto comune, ma nei disturbi come il DOC e l’ansia cronica la continuità terapeutica è fondamentale. Non è una questione di forza di volontà.

In questo momento l’obiettivo non è “stare bene subito”, ma stabilizzarsi, ridurre l’intensità dei sintomi e ritrovare gradualmente un minimo di equilibrio.

Se i pensieri diventano troppo pressanti o ingestibili, non resti sola: si rivolga al suo medico o, se necessario, a un servizio di emergenza.

Non è senza uscita, ma è una fase che richiede tempo, aggiustamenti e supporto continuo.

Un cordiale saluto.

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