Salve a tutti. Vorrei porre una domanda. Ieri ho avuto la visita con il chirurgo bariatrico che o
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Salve a tutti.
Vorrei porre una domanda. Ieri ho avuto la visita con il chirurgo bariatrico che opera all'humanitas di Milano per valutare un nuovo intervento di chirurgia bariatrica. Dico '' nuovo'' perché io già ne ho fatto uno nel 2022 .. ovvero il bendaggio gastrico con il quale però non ho ottenuto risultati efficaci, anzi.. ho ripreso nuovamente tutto il peso. Ho chiesto di vedere un nuovo chirurgo bariatrico nella speranza che lui possa aiutarmi a perdere 35 kg. So benissimo che perdere 35 kg non è un impresa impossibile, anzi tutto è possibile se lo si vuole= volere è potere. So benissimo tutto ciò ma io proprio non riesco a fare la dieta per le seguenti motivazioni :
1 = secondo me.. voglio in un certo senso che gli altri facciano le cose al posto mio. Voglio dimagrire ? ok, c'è bisogno di una nutrizionista ma nel momento in cui la nutrizionista mi da la dieta devo essere io a seguirla, nessun lo può fare al posto mio.
2 = voglio tutto e subito… = faccio 3 giorni di dieta ? già pretendo di vedermi bella magra hahaha
3 = non sono disposta come nel primo punto a fare sacrifici = cioè c'è una parte di me che vuole solo ma non è disposta a fare nulla ed è per questo che penso che l'intervento sia una bacchetta agica che possa risolvermi il problema.
come si fa ad aumentare quella parte che è disposta ad impegnarsi ? , a fare i sacrifici ? etc…..
devo volerlo ma anche essere disposta a passare all'azione. Devo comprendere che nella vita nulla è scontato e he il film della mia vita ed il finale di questo film , lo scrivo io , punto . L'intervento non è la bacchetta magica e non è che fa tutto da solo. Oltretutto il chirurgo mi ha consigliato il by- pass gastrico quindi ho 1 mese di tempo per pensarci bene. Voi cosa consigliate ?
Vorrei porre una domanda. Ieri ho avuto la visita con il chirurgo bariatrico che opera all'humanitas di Milano per valutare un nuovo intervento di chirurgia bariatrica. Dico '' nuovo'' perché io già ne ho fatto uno nel 2022 .. ovvero il bendaggio gastrico con il quale però non ho ottenuto risultati efficaci, anzi.. ho ripreso nuovamente tutto il peso. Ho chiesto di vedere un nuovo chirurgo bariatrico nella speranza che lui possa aiutarmi a perdere 35 kg. So benissimo che perdere 35 kg non è un impresa impossibile, anzi tutto è possibile se lo si vuole= volere è potere. So benissimo tutto ciò ma io proprio non riesco a fare la dieta per le seguenti motivazioni :
1 = secondo me.. voglio in un certo senso che gli altri facciano le cose al posto mio. Voglio dimagrire ? ok, c'è bisogno di una nutrizionista ma nel momento in cui la nutrizionista mi da la dieta devo essere io a seguirla, nessun lo può fare al posto mio.
2 = voglio tutto e subito… = faccio 3 giorni di dieta ? già pretendo di vedermi bella magra hahaha
3 = non sono disposta come nel primo punto a fare sacrifici = cioè c'è una parte di me che vuole solo ma non è disposta a fare nulla ed è per questo che penso che l'intervento sia una bacchetta agica che possa risolvermi il problema.
come si fa ad aumentare quella parte che è disposta ad impegnarsi ? , a fare i sacrifici ? etc…..
devo volerlo ma anche essere disposta a passare all'azione. Devo comprendere che nella vita nulla è scontato e he il film della mia vita ed il finale di questo film , lo scrivo io , punto . L'intervento non è la bacchetta magica e non è che fa tutto da solo. Oltretutto il chirurgo mi ha consigliato il by- pass gastrico quindi ho 1 mese di tempo per pensarci bene. Voi cosa consigliate ?
Salve caro paziente, da parte mia mi sento innanzitutto di farle i miei complimenti per quanta consapevolezza lei possieda già e le consiglierei innanzitutto di indagare e risolvere il rapporto con se stessa, innanzitutto, è da li che poi troverà la strada giusta da percorrere. D'altronde se lei scrive a psicologi/psicoterapeuti per questo problema è perchè si rende conto che la radice del suo disagio va ricercata soprattutto nella sua interiorità. Le auguro il meglio.
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Salve, dal tuo scritto sembra che hai fatto già un'analisi delle tue modalità di approcciare la dieta, hai fatto degli incontri con uno psicologo/psicoterapeuta anche durante la dieta?
Hai messo in evidenza i tuoi punti deboli allo stesso tempo sarebbe utile individuare anche le tue risorse interiori. Visto che hai già fatto un intervento bariatrico magari fai un percorso psicologico prima di prendere la decisione, ci metterai più tempo per rispondere al medico ma avrai più consapevolezza e strategia! Ti auguro il meglio
Hai messo in evidenza i tuoi punti deboli allo stesso tempo sarebbe utile individuare anche le tue risorse interiori. Visto che hai già fatto un intervento bariatrico magari fai un percorso psicologico prima di prendere la decisione, ci metterai più tempo per rispondere al medico ma avrai più consapevolezza e strategia! Ti auguro il meglio
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità la tua esperienza e i tuoi pensieri. È evidente che stai affrontando un momento molto delicato, fatto di consapevolezza, desiderio di cambiamento, ma anche di dubbi, frustrazioni e difficoltà concrete.
Hai già fatto un primo grande passo: riconoscere che il solo intervento chirurgico, seppur utile, non è sufficiente senza un reale cambiamento interiore. Questo è un punto fondamentale. Il dimagrimento, soprattutto in casi complessi, non riguarda solo il cibo o l'intervento in sé, ma un lavoro profondo che coinvolge la mente, le emozioni, le abitudini e l’identità personale.
Da ciò che scrivi emergono alcuni temi centrali:
– La difficoltà a tollerare la frustrazione e a mantenere la motivazione nel lungo periodo (il “voglio tutto e subito”);
– Il desiderio di cambiamento contrastato da una parte più passiva, che vorrebbe delegare o “saltare” la fatica;
– L’illusione della bacchetta magica, che può portare a pensare che un intervento possa risolvere tutto, mentre spesso è solo un supporto dentro un processo molto più ampio.
Domandarsi “come si fa ad aumentare quella parte che è disposta a impegnarsi?” è una riflessione potentissima. E la risposta non è semplice né immediata. Richiede un percorso di conoscenza di sé, di gestione delle emozioni, di lavoro sulla motivazione e sul dialogo interiore.
Ecco perché, accanto al supporto medico e nutrizionale, è davvero consigliabile un percorso psicologico mirato, che aiuti a:
– esplorare i blocchi interni e le ambivalenze,
– rafforzare la parte di te che vuole davvero cambiare,
– imparare strategie concrete per gestire le ricadute, la fatica, il senso di fallimento,
– costruire un rapporto più sano e amorevole con il tuo corpo e con il cibo.
Rivolgersi a uno specialista può fare la differenza nel creare un cambiamento duraturo e autentico.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Hai già fatto un primo grande passo: riconoscere che il solo intervento chirurgico, seppur utile, non è sufficiente senza un reale cambiamento interiore. Questo è un punto fondamentale. Il dimagrimento, soprattutto in casi complessi, non riguarda solo il cibo o l'intervento in sé, ma un lavoro profondo che coinvolge la mente, le emozioni, le abitudini e l’identità personale.
Da ciò che scrivi emergono alcuni temi centrali:
– La difficoltà a tollerare la frustrazione e a mantenere la motivazione nel lungo periodo (il “voglio tutto e subito”);
– Il desiderio di cambiamento contrastato da una parte più passiva, che vorrebbe delegare o “saltare” la fatica;
– L’illusione della bacchetta magica, che può portare a pensare che un intervento possa risolvere tutto, mentre spesso è solo un supporto dentro un processo molto più ampio.
Domandarsi “come si fa ad aumentare quella parte che è disposta a impegnarsi?” è una riflessione potentissima. E la risposta non è semplice né immediata. Richiede un percorso di conoscenza di sé, di gestione delle emozioni, di lavoro sulla motivazione e sul dialogo interiore.
Ecco perché, accanto al supporto medico e nutrizionale, è davvero consigliabile un percorso psicologico mirato, che aiuti a:
– esplorare i blocchi interni e le ambivalenze,
– rafforzare la parte di te che vuole davvero cambiare,
– imparare strategie concrete per gestire le ricadute, la fatica, il senso di fallimento,
– costruire un rapporto più sano e amorevole con il tuo corpo e con il cibo.
Rivolgersi a uno specialista può fare la differenza nel creare un cambiamento duraturo e autentico.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, dalle sue parole sembrano emergere due aspetti di lei in contrapposizione e in contrasto, come se ci fosse da un lato una persona che vorrebbe raggiungere un obiettivo, ma che, pare, non disposta ad affrontare sacrifici, dall'altra un giudice severo che non fa altro che sentenziare che senza sacrifici non si raggiunge niente e che senza impegno non si va da nessuna parte. Questo contrasto interno (che molti di noi provano spesso nell'affrontare i problemi della vita) rischia di farla rimanere immobile, incapace di prendere alcuna decisione, da una parte la donna pigra, dall'altra il giudice severo. E se avessero un po' ragione tutti e due? Il percorso di psicoterapia aiuta le persone a integrare gli aspetti dentro di noi in conflitto, facendo emergere le risorse necessarie a darsi e a raggiungere gli obiettivi che riteniamo importanti per la nostra vita.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, cordialmente dott.ssa Gabriella Pringigallo
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, cordialmente dott.ssa Gabriella Pringigallo
Buongiorno credo che per un nuovo intervento sia necessario affiancate una psicoterapia che la aiuti a comprendere meglio tutte quelle criticità che non le permettono di arrivare all obiettivi e trovare quindi strategie per superarle
Dottssa Marika Fiori
Dottssa Marika Fiori
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Salve,
dalle sue parole emerge una buona consapevolezza rispetto alla sua situazione. Potrebbe infatti essere importante intraprendere un percorso psicologico per affrontare alla radice le tematiche che elencava, partendo magari proprio dall'aspetto relativo all'autonomia! Ricevere un supporto psicologico parallelo al percorso chirurgico può sicuramente aiutarla ad affrontarlo con maggiore consapevolezza e serenità.
Rimango a disposizione e intanto le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Enrica Longo
dalle sue parole emerge una buona consapevolezza rispetto alla sua situazione. Potrebbe infatti essere importante intraprendere un percorso psicologico per affrontare alla radice le tematiche che elencava, partendo magari proprio dall'aspetto relativo all'autonomia! Ricevere un supporto psicologico parallelo al percorso chirurgico può sicuramente aiutarla ad affrontarlo con maggiore consapevolezza e serenità.
Rimango a disposizione e intanto le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Enrica Longo
Buongiorno a lei, capisco quanto possa essere deludente e frustrante ritrovarsi a dover affrontare un'altra soluzione chirurgica, ma prima di pensare all'intervento sarebbe più utile fermarsi e capire cosa l'ha portata a riprendere peso. Non si tratta solo di forza di volontà e sacrificio, spesso il peso corporeo è legato a significati personali più complessi. Quindi potrebbe essere utile approfondire tali significati attraverso un percorso psicoterapeutico, affinché il cambiamento da lei desiderato sia più stabile e duraturo.
Cordiali saluti
Paola Uriati
Cordiali saluti
Paola Uriati
Salve, potrebbe essere utile un lavoro psico-corporeo ed un approccio psicoterapeutico di tipo bioenergetico che la aiuti a ristabilire una nuova relazione/comunicazione tra mente e corpo. Resto a disposizione per eventuali altre specifiche. Dr. Maria Tiziana Maricchiolo
Cara,
le tue parole raccontano con autenticità e coraggio un conflitto interiore che tocca moltissime persone: il desiderio profondo di cambiamento e, al tempo stesso, le resistenze che inevitabilmente emergono quando ci si confronta con il proprio mondo emotivo, con le aspettative, e con le difficoltà legate alla trasformazione personale.
Ciò che esprimi non riguarda “solo” il peso o l’alimentazione, ma parla anche del rapporto con sé stessi, con il proprio corpo, con la frustrazione, con il desiderio e con la fatica di sostenere un impegno continuativo nel tempo. È una questione complessa, che non può essere affrontata solo con la forza di volontà o con un intervento chirurgico, perché coinvolge la storia affettiva, le relazioni, i modelli interiorizzati, e i significati profondi che il cibo può assumere nella vita di ognuno di noi.
Ti sei già posta una domanda fondamentale: “Come faccio a rafforzare la parte di me disposta a impegnarsi?” È proprio da lì che si può iniziare un percorso di esplorazione interiore, per comprendere da dove nasce quella parte che “vuole tutto e subito”, quella che si sente sola nell’affrontare il cambiamento, quella che spera in una “bacchetta magica”. Perché sono tutte parti legittime, che meritano ascolto e non giudizio.
Come psicoanalista interpersonale, accompagno le persone in questo tipo di viaggio: un lavoro profondo sul senso del proprio vissuto, sulle emozioni che guidano (o bloccano) le scelte, sul dialogo interno spesso contraddittorio tra desideri e paure. A volte, prima ancora della dieta o dell’intervento, può essere utile e necessario “fare spazio dentro” per poter davvero agire un cambiamento duraturo e autentico.
Se sentissi il bisogno di esplorare più a fondo questi aspetti, non esitare a contattarmi. Un percorso psicoterapeutico può offrire quello spazio sicuro dove, passo dopo passo, imparare a sostenere sé stessi e a costruire il cambiamento che desideri, non con magia, ma con consapevolezza.
Un caro saluto JG
le tue parole raccontano con autenticità e coraggio un conflitto interiore che tocca moltissime persone: il desiderio profondo di cambiamento e, al tempo stesso, le resistenze che inevitabilmente emergono quando ci si confronta con il proprio mondo emotivo, con le aspettative, e con le difficoltà legate alla trasformazione personale.
Ciò che esprimi non riguarda “solo” il peso o l’alimentazione, ma parla anche del rapporto con sé stessi, con il proprio corpo, con la frustrazione, con il desiderio e con la fatica di sostenere un impegno continuativo nel tempo. È una questione complessa, che non può essere affrontata solo con la forza di volontà o con un intervento chirurgico, perché coinvolge la storia affettiva, le relazioni, i modelli interiorizzati, e i significati profondi che il cibo può assumere nella vita di ognuno di noi.
Ti sei già posta una domanda fondamentale: “Come faccio a rafforzare la parte di me disposta a impegnarsi?” È proprio da lì che si può iniziare un percorso di esplorazione interiore, per comprendere da dove nasce quella parte che “vuole tutto e subito”, quella che si sente sola nell’affrontare il cambiamento, quella che spera in una “bacchetta magica”. Perché sono tutte parti legittime, che meritano ascolto e non giudizio.
Come psicoanalista interpersonale, accompagno le persone in questo tipo di viaggio: un lavoro profondo sul senso del proprio vissuto, sulle emozioni che guidano (o bloccano) le scelte, sul dialogo interno spesso contraddittorio tra desideri e paure. A volte, prima ancora della dieta o dell’intervento, può essere utile e necessario “fare spazio dentro” per poter davvero agire un cambiamento duraturo e autentico.
Se sentissi il bisogno di esplorare più a fondo questi aspetti, non esitare a contattarmi. Un percorso psicoterapeutico può offrire quello spazio sicuro dove, passo dopo passo, imparare a sostenere sé stessi e a costruire il cambiamento che desideri, non con magia, ma con consapevolezza.
Un caro saluto JG
Gentile utente, grazie per la sua condivisione sincera. E' davvero importante che tu sia consapevole del fatto che l'intervento, per quanto possa essere d'aiuto, non può sostituire il tuo impegno personale. Questo è già un passo molto adulto ed importante. Il lavoro comincia però nel momento in cui porti l'attenzione (come stai già facendo!) a queste parti, non per mandarle via ma per conoscerle, comprendere il loro punto di vista e come stanno cercando di proteggerti. E' importante quindi stabilire un dialogo rispettoso e comprensivo tra la tua parte adulta (quella che è disposta a mettersi in gioco ed è consapevole di "doverci mettere del suo") e le altre parti che portano pensieri, opinioni e sentimenti differenti. Se vuoi possiamo lavorare anche su questo; aiutarti a rinforzare quella parte adulta che ha gli strumenti e le capacità di prendersi cure delle altre più impulsive o scoraggiate, senza farsi travolgere. Un caro saluto. Michela
Salve, la sua riflessione è profonda e autentica, e il modo in cui descrive il suo percorso evidenzia una consapevolezza importante: il cambiamento duraturo richiede impegno attivo e non può essere delegato. È del tutto umano desiderare soluzioni rapide, soprattutto quando si convive da tempo con una sofferenza fisica ed emotiva legata al peso corporeo. Tuttavia, come lei stessa ha intuito, nessun intervento, nemmeno il bypass gastrico, può funzionare da solo se è accompagnato da un cambiamento interiore e comportamentale.
La parte di sé che oggi sente più debole,quella disposta a fare sacrifici, può essere rafforzata, ma non con la forza di volontà da sola. Serve comprendere, anche con l’aiuto di un percorso psicologico, cosa le impedisce davvero di agire: spesso non si tratta solo di pigrizia o mancanza di volontà, ma di conflitti emotivi profondi, insicurezze, paure, aspettative irrealistiche.
Valutare l’intervento è legittimo, ma le suggerirei di affiancarlo fin da ora a un percorso psicoterapeutico focalizzato sulla relazione con il cibo, il corpo e l’autoefficacia. Perché, come ha scritto lei stessa, “il film della sua vita lo scrive lei”, ma nessuno scrive bene sotto pressione o in solitudine.Resto a disposizione. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
La parte di sé che oggi sente più debole,quella disposta a fare sacrifici, può essere rafforzata, ma non con la forza di volontà da sola. Serve comprendere, anche con l’aiuto di un percorso psicologico, cosa le impedisce davvero di agire: spesso non si tratta solo di pigrizia o mancanza di volontà, ma di conflitti emotivi profondi, insicurezze, paure, aspettative irrealistiche.
Valutare l’intervento è legittimo, ma le suggerirei di affiancarlo fin da ora a un percorso psicoterapeutico focalizzato sulla relazione con il cibo, il corpo e l’autoefficacia. Perché, come ha scritto lei stessa, “il film della sua vita lo scrive lei”, ma nessuno scrive bene sotto pressione o in solitudine.Resto a disposizione. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Gentile utente, grazie per la condivisione. Nonostante vi siano sicuramente molti dettagli mancati nel racconto della sua situazione, mi sembra di intuire che lei abbia a che fare con un problema di obesità, ciò giustificherebbe l'intervento bariatrico e il by pass- gastrico di cui parla. Purtroppo questa condizione ad oggi viene ancora poco considerata come problematica da trattare anche in psicoterapia. Se non ha ancora intrapreso un percorso psicologico le suggerisco vivamente di prendere in considerazione questa possibilità, poichè tutte le motivazione descritte da lei sono questioni che vanno analizzate in quel contesto e tipiche di situazioni analoghe alla sua. Come ha ben detto l'intervento non è un bacchetta magica, non fa tutto da solo e questo deve essere accompagnato da supporto e psicoeducazione, necessarie per affrontare e prepararsi a questo cambiamento lungo, e faticoso che richiederà pazienza e sacrificio e tollerabilità alla sofferenza poichè non esiste rinuncia che non ne comporti una certa quantità, per questi ed altri motivi dovrebbe darsi la possibilità di ricevere tutto l'aiuto di cui potrebbe aver bisogno. Spero di esserle stata d'aiuto. Saluti
Buonasera,
la sua riflessione è molto lucida: ha colto bene i punti cruciali, cioè la parte di sé che desidera il cambiamento e quella che fatica a passare all’azione. È una consapevolezza importante, perché già riconoscere i propri meccanismi interni è un passo verso il cambiamento.
Il bypass gastrico può essere uno strumento utile, ma come lei stessa ha intuito, non è una “bacchetta magica”: l’intervento modifica il corpo, ma perché funzioni davvero è necessario affiancarlo a un percorso psicologico e nutrizionale che l’aiuti a coltivare la motivazione, a tollerare la frustrazione e a sostenere i sacrifici che inevitabilmente servono.
Una strada concreta potrebbe essere quella di lavorare insieme a un professionista (psicoterapeuta o psicologo con esperienza in disturbi alimentari e supporto alla chirurgia bariatrica) su queste parti di sé: quella che vuole tutto e subito, quella che teme i sacrifici, quella che rischia di sentirsi impotente senza un aiuto esterno. Non si tratta di “forzarsi”, ma di imparare a dialogare con queste parti interne e a sostenerle, in modo da trasformare l’intervento chirurgico in un reale alleato e non in un’illusione.
Il consiglio, quindi, è di prendersi questo mese non solo per decidere se sottoporsi al bypass, ma anche per avviare un percorso psicologico che la accompagni e la renda più pronta a “scrivere davvero il finale del suo film”, come ha detto molto bene lei.
Non è sola in questa difficoltà: molti pazienti vivono gli stessi timori e oscillazioni. Il fatto che lei stia chiedendo consiglio e mettendo in parola i suoi dubbi è già un segnale di forza e di volontà di cambiamento.
la sua riflessione è molto lucida: ha colto bene i punti cruciali, cioè la parte di sé che desidera il cambiamento e quella che fatica a passare all’azione. È una consapevolezza importante, perché già riconoscere i propri meccanismi interni è un passo verso il cambiamento.
Il bypass gastrico può essere uno strumento utile, ma come lei stessa ha intuito, non è una “bacchetta magica”: l’intervento modifica il corpo, ma perché funzioni davvero è necessario affiancarlo a un percorso psicologico e nutrizionale che l’aiuti a coltivare la motivazione, a tollerare la frustrazione e a sostenere i sacrifici che inevitabilmente servono.
Una strada concreta potrebbe essere quella di lavorare insieme a un professionista (psicoterapeuta o psicologo con esperienza in disturbi alimentari e supporto alla chirurgia bariatrica) su queste parti di sé: quella che vuole tutto e subito, quella che teme i sacrifici, quella che rischia di sentirsi impotente senza un aiuto esterno. Non si tratta di “forzarsi”, ma di imparare a dialogare con queste parti interne e a sostenerle, in modo da trasformare l’intervento chirurgico in un reale alleato e non in un’illusione.
Il consiglio, quindi, è di prendersi questo mese non solo per decidere se sottoporsi al bypass, ma anche per avviare un percorso psicologico che la accompagni e la renda più pronta a “scrivere davvero il finale del suo film”, come ha detto molto bene lei.
Non è sola in questa difficoltà: molti pazienti vivono gli stessi timori e oscillazioni. Il fatto che lei stia chiedendo consiglio e mettendo in parola i suoi dubbi è già un segnale di forza e di volontà di cambiamento.
Buongiorno,
da ciò che scrive emerge una grande consapevolezza: lei sa bene che l’intervento non è una bacchetta magica, eppure una parte di lei continua a sperare che lo sia. La domanda allora diventa: è più utile cercare la “spinta” a impegnarsi, o capire cosa la trattiene dal farlo nonostante il desiderio?
E ancora: se davvero fosse “solo questione di volontà”, come mai tante persone motivate si ritrovano a ripetere gli stessi schemi? Forse la vera leva non è nello sforzo, ma nello scardinare quei meccanismi invisibili che la fanno sentire bloccata.
Può essere che il nodo non sia “quanto vuole dimagrire”, ma “quanto riesce a permettersi di cambiare davvero”.
Rimango a disposizione per ulteriori dubbi o chiarimenti.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
da ciò che scrive emerge una grande consapevolezza: lei sa bene che l’intervento non è una bacchetta magica, eppure una parte di lei continua a sperare che lo sia. La domanda allora diventa: è più utile cercare la “spinta” a impegnarsi, o capire cosa la trattiene dal farlo nonostante il desiderio?
E ancora: se davvero fosse “solo questione di volontà”, come mai tante persone motivate si ritrovano a ripetere gli stessi schemi? Forse la vera leva non è nello sforzo, ma nello scardinare quei meccanismi invisibili che la fanno sentire bloccata.
Può essere che il nodo non sia “quanto vuole dimagrire”, ma “quanto riesce a permettersi di cambiare davvero”.
Rimango a disposizione per ulteriori dubbi o chiarimenti.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Salve paziente anonima
Le consiglio di prendere seriamente in considerazione un percorso terapeutico nel profondo prima di sottoporsi ad un altro intervento
Necessario comprendere nell' animo cosa la spinge a volere tutto e subito e è ano seguire la dieta
Cosa non vuole vedere di Sé.. Il problema nessun chirurgo può risolvere qualcosa che nel suo profondo non vuole o non accetta
In bocca al lupo
Dott lorenzini Maria santa psicoterapeuta
Le consiglio di prendere seriamente in considerazione un percorso terapeutico nel profondo prima di sottoporsi ad un altro intervento
Necessario comprendere nell' animo cosa la spinge a volere tutto e subito e è ano seguire la dieta
Cosa non vuole vedere di Sé.. Il problema nessun chirurgo può risolvere qualcosa che nel suo profondo non vuole o non accetta
In bocca al lupo
Dott lorenzini Maria santa psicoterapeuta
Gentile paziente,
Blaise Pascal diceva: “Prima di convincere l’intelletto occorre toccare e predisporre il cuore”, come lei sa bene non è sufficiente l'intervento di chirurgia bariatrica per una reale perdita di peso, ma è necessario cambiare stile di vita dal punto di vista alimentare e motorio, questo è molto più difficoltoso e gravoso.
Una perdita di peso corporeo va di pari passo con la progressione della stessa salute mentale. Ecco perché è importante continuare a monitorare la propria salute psico-fisica nel lungo termine affidandosi ad un professionista della nutrizione e ad un professionista della salute mentale, che l'accompagni nel lavorare sulla percezioni di sé e gli atteggiamenti nei confronti di se stessi in relazione al proprio corpo, inclusi pensieri, credenze, sentimenti e comportamenti, nel gestire sbalzi d’umore, ansia, bassa autostima,..
A disposizione,
saluti
Per avere un giusto peso e una vita più sana... NON ASPETTARE chiedi una consulenza-valutazione.
Blaise Pascal diceva: “Prima di convincere l’intelletto occorre toccare e predisporre il cuore”, come lei sa bene non è sufficiente l'intervento di chirurgia bariatrica per una reale perdita di peso, ma è necessario cambiare stile di vita dal punto di vista alimentare e motorio, questo è molto più difficoltoso e gravoso.
Una perdita di peso corporeo va di pari passo con la progressione della stessa salute mentale. Ecco perché è importante continuare a monitorare la propria salute psico-fisica nel lungo termine affidandosi ad un professionista della nutrizione e ad un professionista della salute mentale, che l'accompagni nel lavorare sulla percezioni di sé e gli atteggiamenti nei confronti di se stessi in relazione al proprio corpo, inclusi pensieri, credenze, sentimenti e comportamenti, nel gestire sbalzi d’umore, ansia, bassa autostima,..
A disposizione,
saluti
Per avere un giusto peso e una vita più sana... NON ASPETTARE chiedi una consulenza-valutazione.
Salve, ci chiede un consiglio su una questione molto delicata, di competenza soprattutto medica qui su un sito in cui rispondono psicoterapeuti ma mancano informazioni utili : non ci ha detto se ha mai fatto psicoterapia, se le è mai stata consigliata o se ha fatto in passato percorsi terapeutici e questo farebbe pensare che non ce ne sono stati.
Ecco, in una situazione del genere non può mancare un trattamento psicoterapeutico , sia come sostegno per affrontare scelte che incidono sul corpo in modo importante ma anche e soprattutto per lavorare sui motivi psicologici che le impediscono di prendersi cura di sé’ in modo costante, così come dice quando suggerisce che forse vorrebbe aiuto dall’esterno ma non riesce a dare continuità alle sue intenzioni e sicuramente un aiuto esterno è necessario ma non sufficiente , perché per qualsiasi cambiamento non può mancare la volontà di stare meglio e di impegnarsi per se stessi e farsi carico del proprio benessere.
Come si può arrivare a questo risultato?
Sicuramente una psicoterapia è un passo fondamentale per innescare un processo di cambiamento positivo ma deve decidere in sinergia con i suoi medici di riferimento.
Le auguro una buona ricerca e un buon cammino.
Ecco, in una situazione del genere non può mancare un trattamento psicoterapeutico , sia come sostegno per affrontare scelte che incidono sul corpo in modo importante ma anche e soprattutto per lavorare sui motivi psicologici che le impediscono di prendersi cura di sé’ in modo costante, così come dice quando suggerisce che forse vorrebbe aiuto dall’esterno ma non riesce a dare continuità alle sue intenzioni e sicuramente un aiuto esterno è necessario ma non sufficiente , perché per qualsiasi cambiamento non può mancare la volontà di stare meglio e di impegnarsi per se stessi e farsi carico del proprio benessere.
Come si può arrivare a questo risultato?
Sicuramente una psicoterapia è un passo fondamentale per innescare un processo di cambiamento positivo ma deve decidere in sinergia con i suoi medici di riferimento.
Le auguro una buona ricerca e un buon cammino.
Salve gentile utente.
Le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia, potrà aiutarla a catalizzare le sue ansie e preoccupazioni a riguardo.
Un caro saluto
Buona fortuna
Le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia, potrà aiutarla a catalizzare le sue ansie e preoccupazioni a riguardo.
Un caro saluto
Buona fortuna
Buongiorno,
varrebbe la pena approfondire per lei cosa rappresenti il cibo, e cosa la spinge nel mangiare in maniera incontrollata al punto tale da mettere cosi tanto peso. Dietro al suo ingrassare potrebbero esserci motivazioni di matrice psicologica. Pensi alla possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia, con il tempo potrebbe non aver più bisogno di interventi così estremi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
varrebbe la pena approfondire per lei cosa rappresenti il cibo, e cosa la spinge nel mangiare in maniera incontrollata al punto tale da mettere cosi tanto peso. Dietro al suo ingrassare potrebbero esserci motivazioni di matrice psicologica. Pensi alla possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia, con il tempo potrebbe non aver più bisogno di interventi così estremi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
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