Nella nostra meravigliosa relazione si sono "intromessi" i suoi due figli 27 e 29 anni a cui sto dec
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Nella nostra meravigliosa relazione si sono "intromessi" i suoi due figli 27 e 29 anni a cui sto decisamente antipatico. Lei li segue in tutto e per tutto compreso il fatto di porre fine alla nostra relazione. Sono in difficoltà e so che lo è anche lei, ma ha deciso così
Purtroppo quando in una coppia si "intromette" una terzo (in questo caso due figli), inevitabilmente l'equilibrio cambia e non sempre riusciamo a capirne e gestirne le conseguenze. Un aiuto psicologico può essere una buona idea!
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Salve,
La situazione che mi descrive è molto delicata e mi rendo conto della sofferenza che prova. Se vuole e se lo ritiene opportuno, il mio consiglio è di poterne discutere in modo più approfondito all' interno di una consultazione psicologica. Se vuole sono a disposizione.
Un saluto cordiale
Dott ssa Di Giovanni
La situazione che mi descrive è molto delicata e mi rendo conto della sofferenza che prova. Se vuole e se lo ritiene opportuno, il mio consiglio è di poterne discutere in modo più approfondito all' interno di una consultazione psicologica. Se vuole sono a disposizione.
Un saluto cordiale
Dott ssa Di Giovanni
La situazione che descrive è complessa e comprensibilmente molto dolorosa. Quando in una relazione entrano in gioco dinamiche familiari così forti, come il rapporto con i figli adulti, il rischio è che i confini diventino poco chiari e che una delle parti si trovi a pagare il prezzo di un conflitto che non le appartiene direttamente. È naturale che Lei si senta rifiutato, messo da parte e privato di una possibilità di confronto.
La decisione della sua compagna sembra rispondere a una lealtà profonda verso i figli e al timore di perderne l’equilibrio affettivo, più che a una mancanza di sentimento nei suoi confronti. Questo non rende la scelta meno dolorosa, ma aiuta a collocarla in una cornice che non riguarda il Suo valore come partner.
In momenti come questo è importante fermarsi e riconoscere il dolore per la perdita di una relazione significativa, senza minimizzarlo né colpevolizzarsi. Può essere utile chiedersi che spazio ha avuto Lei all’interno di questa relazione e se i suoi bisogni di riconoscimento, autonomia e reciprocità siano stati realmente tutelati.
Un percorso di supporto psicologico può offrirLe uno spazio per attraversare questa separazione, chiarire quanto è accaduto e riflettere su quali limiti e bisogni relazionali per Lei siano fondamentali.
La decisione della sua compagna sembra rispondere a una lealtà profonda verso i figli e al timore di perderne l’equilibrio affettivo, più che a una mancanza di sentimento nei suoi confronti. Questo non rende la scelta meno dolorosa, ma aiuta a collocarla in una cornice che non riguarda il Suo valore come partner.
In momenti come questo è importante fermarsi e riconoscere il dolore per la perdita di una relazione significativa, senza minimizzarlo né colpevolizzarsi. Può essere utile chiedersi che spazio ha avuto Lei all’interno di questa relazione e se i suoi bisogni di riconoscimento, autonomia e reciprocità siano stati realmente tutelati.
Un percorso di supporto psicologico può offrirLe uno spazio per attraversare questa separazione, chiarire quanto è accaduto e riflettere su quali limiti e bisogni relazionali per Lei siano fondamentali.
Mi dispiace per le difficoltà che sta riscontrando. Non conosco le ragioni di questa "intromissione", forse conoscerle potrebbe aiutare a dare un senso a questi comportamenti, insieme alle ragione della partner. Nel caso servisse una mano sono a disposizione.
Salve e allora non c'è nulla da fare. Non riesce ad accettare la fine della sua relazione?
Capisco quanto questa situazione sia dolorosa. Quando nella relazione entrano dinamiche familiari così forti, può generarsi un conflitto molto difficile da sostenere. È comprensibile sentirsi esclusi e impotenti, soprattutto se la decisione non nasce da un reale venir meno del legame, ma da pressioni esterne. Ora è importante prendersi cura di sé e dare spazio alle proprie emozioni, senza colpevolizzarsi per una scelta che, in questo momento, non dipende da Lei.
Leggendo le tue parole sento quanto questa separazione sia dolorosa e quanto lasci un senso di impotenza. C’era una relazione che per te aveva valore, vita, presenza, e improvvisamente si è interrotta per qualcosa che non dipendeva solo da voi due. Questo può far sentire messi da parte, non scelti, quasi cancellati.
In quello che racconti emerge una forte tensione: da un lato il legame tra voi, dall’altro il ruolo dei figli e il posto che occupano nella sua vita. Quando una persona si muove così, spesso è attraversata da conflitti interni profondi, da lealtà, paure, sensi di colpa. Sapere che anche lei sta male non alleggerisce il tuo dolore, e forse lo rende ancora più complesso, perché l’amore c’è ma non trova spazio per esistere.
È comprensibile sentirsi confusi, arrabbiati, tristi. Stai vivendo una perdita che non nasce da una mancanza di sentimento, ma da un limite che si è imposto dall’esterno e che lei ha sentito di dover seguire. Questo lascia poco appiglio, poco terreno su cui stare in piedi.
Qui, ora, quello che conta è dare dignità a ciò che provi: il dolore, il senso di ingiustizia, il vuoto. Tutto questo parla di quanto tu fossi coinvolto, di quanto quella relazione fosse reale per te.
Ti sono vicina in questo momento così delicato.
Un saluto cordiale.
In quello che racconti emerge una forte tensione: da un lato il legame tra voi, dall’altro il ruolo dei figli e il posto che occupano nella sua vita. Quando una persona si muove così, spesso è attraversata da conflitti interni profondi, da lealtà, paure, sensi di colpa. Sapere che anche lei sta male non alleggerisce il tuo dolore, e forse lo rende ancora più complesso, perché l’amore c’è ma non trova spazio per esistere.
È comprensibile sentirsi confusi, arrabbiati, tristi. Stai vivendo una perdita che non nasce da una mancanza di sentimento, ma da un limite che si è imposto dall’esterno e che lei ha sentito di dover seguire. Questo lascia poco appiglio, poco terreno su cui stare in piedi.
Qui, ora, quello che conta è dare dignità a ciò che provi: il dolore, il senso di ingiustizia, il vuoto. Tutto questo parla di quanto tu fossi coinvolto, di quanto quella relazione fosse reale per te.
Ti sono vicina in questo momento così delicato.
Un saluto cordiale.
Gentile utente,
da quanto scrive emerge una situazione emotivamente molto complessa e dolorosa. Quando in una relazione di coppia entrano in modo così forte le dinamiche con i figli adulti, possono attivarsi conflitti di lealtà, sensi di colpa e paure profonde, soprattutto nel genitore. In questi casi la persona può sentirsi “divisa” tra il proprio desiderio affettivo e il bisogno di proteggere o non perdere il legame con i figli, anche a costo di rinunciare alla relazione di coppia.
È comprensibile che lei si senta ferito, rifiutato e in difficoltà, così come è possibile che anche la sua compagna stia vivendo una forte sofferenza interna, pur avendo preso una decisione che oggi appare definitiva. Quando scelte così importanti sembrano guidate più dalla pressione relazionale che da un reale ascolto di sé, il rischio è che il dolore resti irrisolto per entrambe le parti.
Proprio per questo, sarebbe consigliabile approfondire questa esperienza con uno specialista, che possa aiutarla a elaborare quanto accaduto, comprendere meglio le dinamiche in gioco e ritrovare un equilibrio emotivo, indipendentemente dalle decisioni dell’altra persona.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da quanto scrive emerge una situazione emotivamente molto complessa e dolorosa. Quando in una relazione di coppia entrano in modo così forte le dinamiche con i figli adulti, possono attivarsi conflitti di lealtà, sensi di colpa e paure profonde, soprattutto nel genitore. In questi casi la persona può sentirsi “divisa” tra il proprio desiderio affettivo e il bisogno di proteggere o non perdere il legame con i figli, anche a costo di rinunciare alla relazione di coppia.
È comprensibile che lei si senta ferito, rifiutato e in difficoltà, così come è possibile che anche la sua compagna stia vivendo una forte sofferenza interna, pur avendo preso una decisione che oggi appare definitiva. Quando scelte così importanti sembrano guidate più dalla pressione relazionale che da un reale ascolto di sé, il rischio è che il dolore resti irrisolto per entrambe le parti.
Proprio per questo, sarebbe consigliabile approfondire questa esperienza con uno specialista, che possa aiutarla a elaborare quanto accaduto, comprendere meglio le dinamiche in gioco e ritrovare un equilibrio emotivo, indipendentemente dalle decisioni dell’altra persona.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Qual è la sua domanda?
Buongiorno,
lei è portatore di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui descritte. Ne parli alla sua compagna, sarebbe una opportunità evolutiva per entrambi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
lei è portatore di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui descritte. Ne parli alla sua compagna, sarebbe una opportunità evolutiva per entrambi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, mi dispiace molto per la sua situazione.
Sicuramente la signora vive una forte emozione è come se fosse scissa in due.. sarebbe interessante approfondire le sue emozioni a riguardo e capire come poter star meglio.
Le consiglio un colloquio in terapia.
Saluti affettuosi
Sicuramente la signora vive una forte emozione è come se fosse scissa in due.. sarebbe interessante approfondire le sue emozioni a riguardo e capire come poter star meglio.
Le consiglio un colloquio in terapia.
Saluti affettuosi
Salve, date le poche info fornite, le posso consigliare di rispettare il momento di chiusura della relazione, invitando con il tempo sé stesso e la partner a riflettere sui motivi della chiusura. Come mai i suoi figli sono arrivati al punto di intromettersi tra di voi? Sembra che questa donna sia eccessivamente dipendente dalla loro opinione e forse lo era anche da lei. Se è cosi questo non è positivo e non deve essere una lotta di potere tra chi la condiziona di più, lei o i suoi figli. La ascolti e cerchi di comprendere i suoi reali bisogni.
Se ha necessità di chiarimenti può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello.
Se ha necessità di chiarimenti può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello.
Da quello che scrive emergono alcuni punti chiave: La sua compagna ha fatto una scelta, anche se condizionata dai figli. Lei non può competere con quel legame né modificarlo
La sua difficoltà nasce dall’impotenza, non da un suo errore. accettare la realtà della decisione, senza cercare ulteriori spiegazioni che rischiano solo di ferirla
Distinguere tra amore e disponibilità: una persona può provare sentimenti, ma non essere libera di viverli
Non è una sconfitta personale. È un limite relazionale che non dipende da lei.
Spero di esserle stata utile.
Dot.ssa Alexandra Benincasa
La sua difficoltà nasce dall’impotenza, non da un suo errore. accettare la realtà della decisione, senza cercare ulteriori spiegazioni che rischiano solo di ferirla
Distinguere tra amore e disponibilità: una persona può provare sentimenti, ma non essere libera di viverli
Non è una sconfitta personale. È un limite relazionale che non dipende da lei.
Spero di esserle stata utile.
Dot.ssa Alexandra Benincasa
Salve, potrebbe essere utile valutare la possibilità di una terapia di coppia o, meglio ancora, familiare, così da condividere i pensieri e i vissuti di tutti voi al riguardo.
Gentile utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Per poterle rispondere in maniera esaustiva servirebbero ulteriori informazioni. Se ha voglia e ne sente il bisogno intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare i vissuti relativi alla sua relazione, individuando strategie funzionali per affrontare tutto questo.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Salve, purtroppo succede che i figli della sua compagna non la vedono di buon grado. Ma le assicuro che il risentimento che loro provano nei suoi confronti a che fare con i loro vissuti e senza che se ne rendano conto proiettano il loro malessere o conflitto su di lei.
Provi a empatizzare con loro cercando di far sì che trovino in lei una persona accogliente e che non vuole lo scontro e nemmeno sostituirsi a nessuno.
Vedrà che se lei cambia il suo atteggiamento cambieranno pure loro. E la sua compagna si sentirà meno in difficoltà perché effettivamente si trova in mezzo.
Lei può davvero fare la differenza.
Provi a empatizzare con loro cercando di far sì che trovino in lei una persona accogliente e che non vuole lo scontro e nemmeno sostituirsi a nessuno.
Vedrà che se lei cambia il suo atteggiamento cambieranno pure loro. E la sua compagna si sentirà meno in difficoltà perché effettivamente si trova in mezzo.
Lei può davvero fare la differenza.
Gentile Utente, inizio con la premessa che quando si entra in una relazione con un partner che ha figli, non si entra mai in una relazione a due, ma in un sistema già esistente. Le domande da porsi sono: quando lei decide, io che spazio ho? quante volte ho accettato senza sentirmi davvero d'accordo?
Capsico quanto la faccia soffrire la scelta della sua compagna, ma allo stesso tempo, però, è importante che si soffermi anche sulle scelte che non sta facendo lei.
Saluti, Dott.ssa Arcangela Guadagno.
Capsico quanto la faccia soffrire la scelta della sua compagna, ma allo stesso tempo, però, è importante che si soffermi anche sulle scelte che non sta facendo lei.
Saluti, Dott.ssa Arcangela Guadagno.
Gentile utente, quando una relazione di coppia si intreccia con i legami familiari, soprattutto con figli adulti, entrano in gioco dinamiche molto complesse. È comprensibile che lei si senta ferito e impotente di fronte a una decisione che percepisce influenzata dall’esterno.
La sua compagna si trova probabilmente in una posizione di lealtà divisa tra il legame di coppia e quello con i figli. Nelle famiglie, anche quando i figli sono adulti, possono attivarsi equilibri profondi che rendono difficile sostenere scelte percepite come destabilizzanti per il sistema familiare. Questo non significa necessariamente che la vostra relazione non avesse valore, ma che per lei il conflitto interno può essere stato troppo faticoso da sostenere.
Quando una relazione termina per decisione dell’altro, lo spazio di azione diventa limitato. Più che cercare di convincerla o contrastare i figli, può essere importante concentrarsi sull’elaborazione della perdita e sul significato che questa esperienza ha per lei. Il dolore che prova è una reazione naturale a una rottura affettiva.
Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a attraversare questa fase, comprendere le dinamiche relazionali coinvolte e ritrovare un senso di stabilità emotiva. Anche quando non possiamo cambiare la scelta dell’altro, possiamo lavorare su come integrararla nella nostra storia e prenderci cura del nostro benessere.
Un cordiale saluto.
La sua compagna si trova probabilmente in una posizione di lealtà divisa tra il legame di coppia e quello con i figli. Nelle famiglie, anche quando i figli sono adulti, possono attivarsi equilibri profondi che rendono difficile sostenere scelte percepite come destabilizzanti per il sistema familiare. Questo non significa necessariamente che la vostra relazione non avesse valore, ma che per lei il conflitto interno può essere stato troppo faticoso da sostenere.
Quando una relazione termina per decisione dell’altro, lo spazio di azione diventa limitato. Più che cercare di convincerla o contrastare i figli, può essere importante concentrarsi sull’elaborazione della perdita e sul significato che questa esperienza ha per lei. Il dolore che prova è una reazione naturale a una rottura affettiva.
Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a attraversare questa fase, comprendere le dinamiche relazionali coinvolte e ritrovare un senso di stabilità emotiva. Anche quando non possiamo cambiare la scelta dell’altro, possiamo lavorare su come integrararla nella nostra storia e prenderci cura del nostro benessere.
Un cordiale saluto.
Salve,
quando in una relazione entrano figli adulti, non entrano solo persone: entrano lealtà profonde, sensi di colpa, equilibri familiari consolidati da anni.
Se i figli (27 e 29 anni) ti sono ostili e lei tende a seguirli “in tutto e per tutto”, probabilmente non stiamo parlando solo di antipatia. Potrebbe esserci: un legame molto fusionale tra lei e i figli, un senso di colpa materno che la rende permeabile alle loro pressioni, la paura di perdere il loro affetto o di creare una frattura familiare.
In queste dinamiche, il partner nuovo spesso diventa il “corpo estraneo” che rompe un equilibrio precedente. Anche se la relazione è meravigliosa, il sistema familiare può reagire per conservare sé stesso.
La questione centrale però è questa: lei ha scelto.
Non importa quanto sia in difficoltà o quanto soffra. Se decide di porre fine alla relazione per allinearsi ai figli, significa che, consciamente o no, la priorità per lei è mantenere quell’equilibrio familiare. Questo non è un giudizio morale. È una gerarchia affettiva. Tu ora sei in una posizione molto dolorosa perché percepisci che l’amore c’era, ma non è stato “abbastanza forte” da reggere la pressione. E questo può ferire l’autostima: “Perché non mi ha difeso? Perché non mi ha scelto?”
La risposta più cruda è:
non tutti sono disposti a tollerare il conflitto per amore. Alcune persone preferiscono sacrificare la relazione di coppia piuttosto che affrontare uno scontro con i figli.
La domanda che puoi farti adesso non è se i figli siano stati giusti o sbagliati è: avrei potuto sentirmi al sicuro e scelto in una relazione dove io ero tollerato ma non legittimato?
Se una persona non riesce a proteggere lo spazio della coppia, nel tempo ti saresti sentito sempre “di troppo”. Il dolore è reale. Ma non stai perdendo solo lei.
Stai perdendo una posizione fragile, in cui il tuo posto dipendeva dall’approvazione di altri. E una relazione stabile non può poggiare su questo.
Potrebbe aiutarti ed esserti utile capire come affrontare questo distacco senza restare bloccato nel senso di ingiustizia.
quando in una relazione entrano figli adulti, non entrano solo persone: entrano lealtà profonde, sensi di colpa, equilibri familiari consolidati da anni.
Se i figli (27 e 29 anni) ti sono ostili e lei tende a seguirli “in tutto e per tutto”, probabilmente non stiamo parlando solo di antipatia. Potrebbe esserci: un legame molto fusionale tra lei e i figli, un senso di colpa materno che la rende permeabile alle loro pressioni, la paura di perdere il loro affetto o di creare una frattura familiare.
In queste dinamiche, il partner nuovo spesso diventa il “corpo estraneo” che rompe un equilibrio precedente. Anche se la relazione è meravigliosa, il sistema familiare può reagire per conservare sé stesso.
La questione centrale però è questa: lei ha scelto.
Non importa quanto sia in difficoltà o quanto soffra. Se decide di porre fine alla relazione per allinearsi ai figli, significa che, consciamente o no, la priorità per lei è mantenere quell’equilibrio familiare. Questo non è un giudizio morale. È una gerarchia affettiva. Tu ora sei in una posizione molto dolorosa perché percepisci che l’amore c’era, ma non è stato “abbastanza forte” da reggere la pressione. E questo può ferire l’autostima: “Perché non mi ha difeso? Perché non mi ha scelto?”
La risposta più cruda è:
non tutti sono disposti a tollerare il conflitto per amore. Alcune persone preferiscono sacrificare la relazione di coppia piuttosto che affrontare uno scontro con i figli.
La domanda che puoi farti adesso non è se i figli siano stati giusti o sbagliati è: avrei potuto sentirmi al sicuro e scelto in una relazione dove io ero tollerato ma non legittimato?
Se una persona non riesce a proteggere lo spazio della coppia, nel tempo ti saresti sentito sempre “di troppo”. Il dolore è reale. Ma non stai perdendo solo lei.
Stai perdendo una posizione fragile, in cui il tuo posto dipendeva dall’approvazione di altri. E una relazione stabile non può poggiare su questo.
Potrebbe aiutarti ed esserti utile capire come affrontare questo distacco senza restare bloccato nel senso di ingiustizia.
Capisco quanto questa situazione possa farla sentire ferito e forse anche impotente. Quando i figli adulti hanno un ruolo così centrale, per un genitore può diventare molto difficile tollerare il conflitto tra il legame affettivo con il partner e quello con i figli. In questi casi la scelta di chiudere, per quanto dolorosa, può essere un modo per ridurre una tensione interna che la sua compagna non riesce a sostenere.
Questo non significa che il vostro rapporto non avesse valore, ma che lei, in questo momento, ha dato priorità a un equilibrio che percepisce come più urgente. Per lei è fondamentale non trasformare questa decisione in un giudizio sul suo valore personale. Il dolore che prova è proporzionato all’importanza che quella relazione aveva nella sua vita: riconoscerlo e attraversarlo con lucidità le permetterà di uscirne con maggiore consapevolezza. Un percorso di psicoterapia le offrirebbe uno spazio protetto in cui comprendere meglio ciò che è accaduto, dare senso alle emozioni che sta vivendo e rafforzare le sue risorse personali.
Questo non significa che il vostro rapporto non avesse valore, ma che lei, in questo momento, ha dato priorità a un equilibrio che percepisce come più urgente. Per lei è fondamentale non trasformare questa decisione in un giudizio sul suo valore personale. Il dolore che prova è proporzionato all’importanza che quella relazione aveva nella sua vita: riconoscerlo e attraversarlo con lucidità le permetterà di uscirne con maggiore consapevolezza. Un percorso di psicoterapia le offrirebbe uno spazio protetto in cui comprendere meglio ciò che è accaduto, dare senso alle emozioni che sta vivendo e rafforzare le sue risorse personali.
Buonasera. Le parole che Lei scrive portano con sé il freddo di un’interruzione improvvisa, quel senso di impotenza che si prova quando un legame che sentivamo "meraviglioso" viene reciso non per un’erosione interna, ma per una pressione esterna che appare insormontabile. Accolgo il Suo dolore e la fatica di accettare una decisione che sembra non appartenere pienamente alla donna che ama, ma a un sistema di lealtà familiari che La vede come un elemento di disturbo.
Inquadrando questa dinamica attraverso la sensibilità di Diego Napolitani, l'identità non è mai un fatto isolato, ma è immersa in una rete di relazioni che chiamiamo "matrici". In questo caso, sembra che la Sua compagna si trovi intrappolata in una matrice familiare dove i confini tra generazioni sono sfumati. Nonostante i figli siano ormai adulti (27 e 29 anni), sembra persistere un legame di dipendenza reciproca in cui la madre non si sente autorizzata a esistere come "donna" al di fuori del suo ruolo di "accudente".
Quando dei figli adulti si intromettono con tale forza in una relazione genitoriale, spesso lo fanno perché vedono nel nuovo partner una minaccia all'equilibrio del loro sistema originario o perché la madre stessa, forse per un antico senso di colpa o per un bisogno di protezione, ha permesso loro di mantenere un potere decisionale sulla sua vita affettiva. Se Lei le sta "decisamente antipatico", è probabile che Lei rappresenti simbolicamente il cambiamento, l'altrove, o semplicemente l'autonomia di una madre che loro non sono pronti a vedere come persona indipendente.
La decisione della Sua compagna di porre fine alla relazione, pur essendo in difficoltà, suggerisce un conflitto di lealtà lacerante. Ella ha scelto di "salvare" il legame con i figli sacrificando quello con Lei, probabilmente perché percepisce il primo come un legame di sangue indissolubile e il secondo come un desiderio che, per quanto meraviglioso, le genera un conflitto interno insopportabile. In questa dinamica, la Sua compagna non sta agendo in base al proprio desiderio, ma in base a un'identità "formata" nelle aspettative dei figli.
La direzione che mi sento di indicarLe, per quanto amara possa apparire ora, è quella del rispetto di questo confine, seppur rigido:
Riconoscere l'altrui limite: Se la Sua compagna ha deciso di seguire il volere dei figli, ha espresso — seppur dolorosamente — la sua attuale incapacità di svincolarsi da quella matrice familiare. Per quanto Lei possa lottare, la "battaglia" per la sua autonomia può essere combattuta solo da lei stessa, dall'interno.
Evitare il ruolo di "nemico": Tentare di contrapporsi ai figli o di forzare la sua mano rischierebbe solo di confermare i loro pregiudizi e di aumentare il senso di colpa di lei, spingendola ancora di più verso il "rifugio" familiare.
Custodire la propria dignità: Una relazione, per quanto meravigliosa, ha bisogno di due persone che abbiano la forza di proteggere lo spazio della coppia dalle interferenze esterne. Il fatto che lei non ci sia riuscita è un dato reale sulla maturità attuale di quel legame, che Lei deve poter guardare con onestà.
Il tempo potrà dire se questo strappo porterà la Sua compagna a inter interrogarsi sul peso che i figli esercitano sulla sua felicità. Per ora, la sfida per Lei è quella di non lasciare che il Suo valore sia definito dal rifiuto di un sistema familiare che non Le ha permesso di entrare.
Cordialità
Dottssa Giovanna Costanzo
Inquadrando questa dinamica attraverso la sensibilità di Diego Napolitani, l'identità non è mai un fatto isolato, ma è immersa in una rete di relazioni che chiamiamo "matrici". In questo caso, sembra che la Sua compagna si trovi intrappolata in una matrice familiare dove i confini tra generazioni sono sfumati. Nonostante i figli siano ormai adulti (27 e 29 anni), sembra persistere un legame di dipendenza reciproca in cui la madre non si sente autorizzata a esistere come "donna" al di fuori del suo ruolo di "accudente".
Quando dei figli adulti si intromettono con tale forza in una relazione genitoriale, spesso lo fanno perché vedono nel nuovo partner una minaccia all'equilibrio del loro sistema originario o perché la madre stessa, forse per un antico senso di colpa o per un bisogno di protezione, ha permesso loro di mantenere un potere decisionale sulla sua vita affettiva. Se Lei le sta "decisamente antipatico", è probabile che Lei rappresenti simbolicamente il cambiamento, l'altrove, o semplicemente l'autonomia di una madre che loro non sono pronti a vedere come persona indipendente.
La decisione della Sua compagna di porre fine alla relazione, pur essendo in difficoltà, suggerisce un conflitto di lealtà lacerante. Ella ha scelto di "salvare" il legame con i figli sacrificando quello con Lei, probabilmente perché percepisce il primo come un legame di sangue indissolubile e il secondo come un desiderio che, per quanto meraviglioso, le genera un conflitto interno insopportabile. In questa dinamica, la Sua compagna non sta agendo in base al proprio desiderio, ma in base a un'identità "formata" nelle aspettative dei figli.
La direzione che mi sento di indicarLe, per quanto amara possa apparire ora, è quella del rispetto di questo confine, seppur rigido:
Riconoscere l'altrui limite: Se la Sua compagna ha deciso di seguire il volere dei figli, ha espresso — seppur dolorosamente — la sua attuale incapacità di svincolarsi da quella matrice familiare. Per quanto Lei possa lottare, la "battaglia" per la sua autonomia può essere combattuta solo da lei stessa, dall'interno.
Evitare il ruolo di "nemico": Tentare di contrapporsi ai figli o di forzare la sua mano rischierebbe solo di confermare i loro pregiudizi e di aumentare il senso di colpa di lei, spingendola ancora di più verso il "rifugio" familiare.
Custodire la propria dignità: Una relazione, per quanto meravigliosa, ha bisogno di due persone che abbiano la forza di proteggere lo spazio della coppia dalle interferenze esterne. Il fatto che lei non ci sia riuscita è un dato reale sulla maturità attuale di quel legame, che Lei deve poter guardare con onestà.
Il tempo potrà dire se questo strappo porterà la Sua compagna a inter interrogarsi sul peso che i figli esercitano sulla sua felicità. Per ora, la sfida per Lei è quella di non lasciare che il Suo valore sia definito dal rifiuto di un sistema familiare che non Le ha permesso di entrare.
Cordialità
Dottssa Giovanna Costanzo
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