Molti psicoterapeuti dicono che se non si ha motivazione e volontà è inutile chiedere aiuto, lo dico

Molti psicoterapeuti dicono che se non si ha motivazione e volontà è inutile chiedere aiuto, lo dicono in altre parole ma il succo del discorso quello è. Ma allora io a chi mi devo rivolgere? Io non ci sto capendo più nulla, che confusione.......

21 risposte


Buongiorno, la richiesta di aiuto è già sottesa da volontà e motivazione. Se un paziente varca la soglia dello studio dello psicoterapeuta, significa che è alla ricerca di qualcosa, più o meno consapevolmente. Se invece la mancanza di motivazione e volontà di cui Lei parla si riferisce al percorso terapeutico inoltrato o se intendiamo motivazione e volontà come strumenti necessari al paziente al fine di lenire la sofferenza o trattare un sintomo, be', può star certo che motivazione e volontà non hanno a che vedere con la guarigione. Anzi: tantissimi pazienti lamentano comportamenti "dei quali non si può fare a meno", che trascendono la volontà di cambiamento. Non sapere come fare, come smetterla, da dove iniziare, sentirsi confusi o stanchi, sono solo esempi di richieste di aiuto che lasciano la volontà in un angolo. Si rivolga a qualcuno che la sappia ascoltare e che si appelli al suo desiderio di capire e non alla sua determinazione. Cordialmente, mg

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Gentile Utente, cercare un cambiamento in sé stessi implica alterare un sistema che, anche se in modo disfunzionale, ha trovato negli anni un equilibrio, e abbandonarlo non alletta nessuno. Non si parla realmente di assenza di voglia di cambiare, ma di fatica nel cambiare, ed è comprensibile, perché l'idea che abbiamo del mondo ha anni di storia e lavora in noi in modo implicito. Se sente di avere un bisogno in questo momento, si rivolga ad uno psicologo, ed è insieme che comprenderete cosa sia davvero che le impedisca di andare nella direzione che vorrebbe ma non riesce ancora ad intraprendere. Un caro augurio di buona fortuna


Buongiorno, la richiesta di aiuto varia da persona a persona. Sta all'attenzione ed alla sensibilità del terapeuta riformulare il problema, in una richiesta d'intervento, più definita e consapevole. Ciò che ritengo importante non è tanto trovare la giusta motivazione, quanto trovare il coraggio di cambiare alcuni equilibri, che non sono più in sintonia con i propri bisogni ed il proprio modo di essere. Cordiali saluti Paola Uriati


Gentile utente, senza dubbio la motivazione al cambiamento e la disponibilità a instaurare una relazione di fiducia con il proprio clinico sono elementi prognostici favorevoli a un buon percorso terapeutico. La domanda relativa a chi rivolgersi, da lei posta, prevede una risposta differenziata a seconda delle difficoltà che lei porta e del tipo di lavoro che desidererebbe svolgere su di sè. I miei migliori auguri, dott.ssa Salustri

Dott.ssa Ambra Salustri

Dott.ssa Ambra Salustri

psicologo

Caronno Pertusella

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Gentile utente, spero vivamente che i miei colleghi non dicano mai una cosa del genere. Come già detto, la richiesta di aiuto è già a tutti gli effetti l'attivazione di un sistema motivazionale. Forse quello che ha sentito dire dai colleghi è che la terapia non è affatto un percorso facile, una passeggiata, non è semplice come prendere una pillolina. Per questo, per portare avanti un percorso terapeutico efficace e che conduca a risultati di benessere e consapevolezza duraturi, è indispensabile "coltivare" la propria motivazione. Questo "coltivare" la motivazione fa si che anche nei momenti più duri e di sofferenza, paziente e terapeuta sapranno andare avanti, consci che quello è un passaggio fondamentale, doloroso ma gestibile e superabile. Detto ciò, se le sue difficoltà sono di origine psicologica, senza dubbio il professionista a cui si può rivolgere è lo psicologo-psicoterapeuta. Spero di aver chiarito un po' il quadro. Le auguro una buona giornata. Dott. TIrelli


Buongiorno, ciò che dice riguarda la voglia di mettersi in gioco, a volte si scambia la psicoterapia per pratica passiva dal parte del paziente che invece è il principale alleato e se la terapia ha buon esito è solo perché ci si è attivati e incontrati reciprocamente. Il discorso è ampio .. resto comunque a disposizione. Dott.ssa Isabella Uguccioni


Buongiorno, vorrei partire dalla sua domanda: "A chi mi devo rivolgere?" Assolutamente ad uno psicoterapeuta. Nelle sue parole c'è già una motivazione e una volontà di fare qualcosa per sé. Detto questo, è importante sottolineare però che TUTTI possono chiedere aiuto, sarà compito dello psicoterapeuta costruire gli obiettivi e definire insieme al paziente il percorso. Rimango a sua disposizione. Dott.ssa Federica Leonardi


Salve, è interessante ciò che scrive 'a chi mi devo rivolgere? Io non ci sto capendo più nulla, che confusione'. Queste parole sottendono probabilmente il desiderio di rivolgersi a qualcuno e la voglia di andare aldilà della confusione. Sarà poi abilità dello psicoterapeuta riformulare la sua domanda di richiesta di aiuto. Già si sta interrogano su qualcosa e mi pare che sia un punto di partenza per iniziare un percorso terarapeutico. Resto a sua disposizione. Saluti. Dottoressa Barbara Gizzi


Buonasera, dal momento che sta scrivendo su mio dottore e sta avanzando una richiesta credo una parte di lei, quella che ha scritto, vuole chiedere aiuto ma probabilmente c'è un' altra parte che non vuole impegnarsi e non ha motivazione. Sarebbe importante che lei conoscesse meglio questa parte poco o del tutto non motivata, come mai agisce così, è una parte che protegge? E da cosa? Cosa accadrebbe se lei facesse un percorso di terapia? Cosa teme di più questa parte? Spesso ci sono parti di noi che proteggono parti più fragili dalla possibilità che possano sperimentare una sofferenza già provata in passato. Per ulteriori informazioni sono disponibile. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile


Buonasera. Credo che chiedere aiuto e ulteriori spiegazioni qui su questo portale di specialisti, sia una azione in risposta ad una forte motivazione a capire, affrontare, approfondire. Credo però che ciò’ che la psicoterapia richiede, per essere efficace, e’, non solo motivazione e volontà’, ma continuità ed investimento, economico ma anche di impegno ed energie. Un cordiale saluto A sua disposizione


Gentile utente, la sua domanda è molto generica e cerco di risponderle secondo mia interpretazione. Il lavoro di psicoterapia non è fatto di volontà; chiunque è portatore di un disagio non lo risolve con la sola volontà, altrimenti non avrebbe necessità di intraprendere un percorso. Ben diverso è dire di avere la motivazione a mettersi in discussione e cercare aiuto per risolvere il proprio problema. Spero di essere stata chiara. Rimango a sua disposizione per eventuali ed ulteriori chiarimenti. Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

psicologo

Casalecchio di Reno

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Buonasera, non capisco lei scrive "non si capisce nulla" e si sente confuso. Mi sembra chiaro che ogni volta iniziamo un percorso anche se non psicologico, dovremmo sempre essere motivati, a maggior ragione quando dobbiamo iniziare un percorso psicologico su di noi, dove serve molto impegno e consapevolezza dei nostri obbiettivi che vogliamo raggiungere. Altrimenti se non siamo motivati, difficilmente riusciamo ad ottenere ciò che desideriamo. Nel suo caso dovrà chiedere aiuto ad una psicoterapeuta, dato che ha scritto proprio ad un portale di professionisti, che mettono in pratica il loro operato per aiutare chi gli si rivolge per un aiuto, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.


Gentile utente, Per rispondere alla sua domanda sarebbe per lei necessario uscire dall’ottica di cosa pensano e fanno gli altri, e fermarsi a capire cosa vuole lei, cosa la motiva, ora, ad andare in terapia. Questo è l’aiuto, iniziale e di partenza, che può dare a se stesso. L’altra parte dell’aiuto, iniziale e successivo, arriverà dal suo terapeuta. Un cordiale saluto. Dr.ssa Marta Fuscà


La psicoterapia è un percorso su di sè che ha come obiettivo la responsabilizzazione della persona, che deve farsi carico della propria vita. Lo scopo è darLe le chiavi della Sua esistenza, renderLa protagonista della stessa, permetterLe di essere il personaggio principale e viverla in prima persona. Questo significa che non può essere vissuta come un'esperienza passiva (come accade, per esempio, dal medico, in cui Lei va e chiede di essere "aggiustato" con un intervento che è in capo al dottore e non a Lei) perché non è così che agisce. Il fatto stesso che Lei chieda un aiuto è un primo passo importante nell'assumersi la responsabilità del Suo benessere. Il prossimo è chiedersi se è disposto a investire tempo, denaro e impegno in un percorso su di sè. Questo il senso di quanto Le viene detto dai colleghi. A disposizione, cordialità. DP


Salve. La sua confusione è un bel segnale! Direi che implica un suo sforzo per capire cosa è meglio per lei! Vorrei anche spiegarle(sperando di farle arrivare più chiaramente il messaggio) che dentro un processo Psicoterapeutico scoprirà cose che vuole risolvere, cose che non vorrà risolvere, cose non potrà risolvere. Se e quando deciderà farà di certo del suo meglio per cambiare quello che può! Scelga uno Psicoterapeuta. Le faccio i miei migliori auguri. Dottor Emanuele Grilli Psicologo e Psicoterapeuta.


Buonasera, un percoso di aiuto si presenta spesso con una domanda: per un sintomo, per un disagio, per una sofferenza. Volontà e motivazione sono impliciti nella richiesta di sostegno, non l'indice del possibile cambiamento anche perchè, spesso, la richiesta implicita sta proprio nel non dover cambiare nulla ma sentirsi lo stesso "meglio". Affidarsi a una relazione terapeutica sicura e costante mette le basi per l'evoluzione della persona che, sostenuta, troverà le sue risposte "anche" con una ritrovata motivazione. Un caro saluto Dott.ssa Elisa Galantini


E' come prendersela con un auto se è rimasta a secco. O con una lama se ha perso il filo. Immagino che Lei sia confuso/a e impotente. Quale motivo migliore per chiedere aiuto? La forza di volontà e la motivazione son l'obiettivo per ripristinare una condizione che Le permetta di andare avanti. Le basta la voglia di prendersi cura della propria sofferenza e la curiosità per conoscere da dove viene tutto ciò per affidarsi a qualcuno che possa aiutarla. Compito del terapeuta è nutrire fiducia nel Suo potenziale di autoguarigione e sapere come condurLa a ricongiungersi con le Sue risorse. Cordialmente.

Dr. Ivano Ancora

Dr. Ivano Ancora

psicoterapeuta

Torino

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Buongiorno, la sua domanda presuppone che pensa di avere bisogno di un aiuto psicologico. Può rivolgersi ad uno psicoterapeuta sapendo che lo psicologo la aiuterà a trovare strategie e soluzioni che lei ha in sè. La psicoterapia non è una pratica in cui il paziente è passivo. Il terapeuta non mette dentro al paziente dei concetti. Il paziente è attivo e si ottengono risultati quanto più è motivato a mettersi in discussione. Il benessere che deriva dal lavoro terapeutico dipende da una nuova visione che sorge nel paziente e che genera il paziente stesso. Il terapeuta è una guida ma non un traino. Detto questo, ogni domanda è un tentativo molto importante di tentare di affrontare la propria sofferenza, quindi non attenda e contatti un terapeuta. Un saluto. Daniela Bianchi


Buongiorno, nel momento stesso in cui chiede aiuto sta già mostrando la volontà di affrontare il suo disagio o malessere. Chiedere aiuto non è mai inutile ma un atto di coraggio e di amore verso se stessi. Comprendere che da soli non si riesce a uscire dalla situazione che si sta vivendo e allungare la mano, affinchè qualcuno possa prenderla, è già un primo passo, forse quello più importante, per iniziare a stare meglio. Cordialmente, Dott.ssa Aiello.


Salve, la motivazione si costruisce anche insieme e fa parte del lavoro. Ma in linea di massima se si è rivolto/a già a qualcuno, sicuramente la motivazione e la volontà non mancano. Forse intende dire che non può essere aiutato chi non vuole? Lei vuole? Vuole stare meglio? Vuole cambiare qualcosa? é insoddisfatto? Continui o inizi a cercare qualcuno che le ispira e si butti alle spalle quello che dicono gli altri, l'importante è quello che sente lei, e io inizierei a portare in terapia proprio la confusione. Magari sta fondendo insieme troppe cose e ha perso l'orientamento. E ritrovarlo fa parte del lavoro che si fa a studio. Un caro saluto


Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it⁠. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.