Mio marito e ludopatico da anni, l ho scoperto da poco, io sn delusa ed amareggiata, non riesco ad e

24 risposte
Mio marito e ludopatico da anni, l ho scoperto da poco, io sn delusa ed amareggiata, non riesco ad essergli di supporto, sta rovinando la nostra famiglia e i nostri figli, ha una consistente disponibilita economica ed ho il terrore che lasci i nostri figli senza nemnneo un soldo per colpa del suo vizio, frequenta un gruppo una volta a settimana di giocatori anonimi, ma ho scoperto oggi la sua ricaduta, non so piu cosa fare in queste condizioni non riesco ad essergli minimamente di suporto, vorrei solo cacciarlo di casa, lui il problema l ha capito benissimo, ma non riesce a starci alla larga per piu di un mese, cosa posso fare? Sono disperata
Dott.ssa Carla Ferraro
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Firenze
Si deve rivolgere al Serd della sua zona, purtroppo il gioco d'azzardo è un vero e proprio disturbo mentale e come tale va trattato. Più che cacciarlo di casa, deve convincerlo a curarsi per il bene di tutti. Un caro saluto

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli ed elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
'Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dr. Michele Arnaboldi
Psicologo, Psicologo clinico
Bovisio Masciago
Buon pomeriggio,
la cosa migliore che mi sento di consigliarvi è di rivolgervi ad un centro specializzato per il trattamento delle ludopatie per una presa in carico a 360°.
Cordialmente
Dott. Michele Arnaboldi.
Dott. Mauro Simonetti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile utente, suo marito é preso in carico dal Serd? in caso non lo fosse si configurano la necessità urgente di rivolgersi al Serd, in caso fosse già preso in carico si rivolga a loro per segnalare la ricaduta, loro meglio di tutti sapranno intervenire.
A parte di questo discorso la invito a non sottovalutare la sofferenza e la fatica che stanno agendo su di lei, consideri l’opportunità di un percorso psicologico, anche breve, per poter elaborare meglio ciò che sta vivendo. É possibile che il Serd offra questo servizio ai familiari degli assistiti, altrimenti c’è chiaramente la possibilità di rivolgersi ad un libero professionista.

Spero di esserle stato utile, mi contatti pure se avesse ancora bisogno o piacere.

Dottor Mauro Simonetti
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Gentile signora concordo con i miei colleghi.
anche lei signora se ne ha bisogno può richiedere una consulenza psicologica che possa aiutarla a superare questi momenti di sofferenza

saluti
 Ignazio Gioia
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi dispiace per la situazione che vive e che state vivendo. Posso provare a capire quella che sembra essere parte della sua reazione alla situazione “… non riesco ad essergli minimamente di supporto, vorrei solo cacciarlo di casa…”. Rispetto a suo marito, se lui stesso non l’ha già fatto, Le suggerirei di proporgli una consultazione al SERD della sua zona di appartenenza (servizio dell’ASL che lavora con le dipendenze psicologiche), anche per capire se al lavoro di auto-mutuo aiuto che porta avanti con “giocatori anonimi” possa affiancare un’eventuale altra forma di intervento. Per quanto riguarda Lei, ritengo che possa essere utile richiedere un aiuto psicologico per permettersi di affrontare e di “sciogliere” i vissuti che lega al suo attuale momento di vita. Se ritiene, se vuole, sono disponibile anche online. La ringrazio. Ignazio Gioia
Queste situazioni sono molto complesse e meritano il più costante impegno, sia per chi ha una dipendenza e soprattutto per chi sta accanto a queste persone. Da queste parole mi viene solo da pensare ai grandi vissuti emotivi che sta provando, le forti emozioni che la legano a questa persona e sentire questa forte ambivalenza tra l’odio e l’amore aumenta solo il disagio. Dott. Collins
Dott. Tullio Tinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Sanremo
La ludopatia, come tutte le dipendenze patologiche, travolge l'intero nucleo familiare sconvolgendone gli equilibri e allontanando qualsiasi possibilità di vivere serenamente. Per questo ogni serio intervento terapeutico dovrebbe prevedere, oltre al trattamento del giocatore patologico, anche un adeguato sostegno psicologico rivolto ai suoi congiunti. Purtroppo una delle caratteristiche delle dipendenze patologiche è che il rischio di recidive è sempre presente, tuttavia gli esperti sanno che le ricadute non sono tutte uguali. Ci sono ricadute che segnalano mancanza di motivazione al cambiamento e scarsa adesione ai programmi di cura, mentre ci sono ricadute che vanno viste come scivolate "fisiologiche" nell'ambito di un processo di cambiamento che, nonostante gli alti e bassi, potrebbe comunque portare alla guarigione. Prima di prendere qualsiasi decisione sul rapporto con Suo marito, sarebbe importante che Lei si facesse aiutare da professionisti a valutare la ricaduta che sta avendo lui: che tipo di ricaduta è? Qual è la sua portata? Il suo significato? Perché proprio ora? Cosa l'ha determinata? Suo marito come la sta affrontando? Trovare le risposte a queste e altre domande è necessario per prendere decisioni ponderate e non solo in base al Suo essere comprensibilmente "disperata". Un caro saluto, Tullio Tinti
Dott.ssa Silvia Sauco
Psicologo, Psicologo clinico
Monza
Gentile utente, posso capire che la situazione sia davvero complessa e difficile. Per questo motivo, come i miei colleghi prima di me, mi sento di suggerirle di rivolgersi al SERD della sua zona per chiedere aiuto sia per suo marito che per sé, nel caso ne senta il bisogno. Rimango a disposizione e le mando un caro saluto
Dott.ssa Alessandra Pace
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, la dipendenza di suo marito è una situazione indubbiamente molto difficile da affrontare e sopportare, ma come tale occorrerebbe essere affrontata in sedi specifiche. Altrettanto importante, però, è la sua personale situazione psicologica, alla quale certamente potrebbe essere giusto dare spazio. Uno spazio, quello del consulto psicologico, in cui poter dare sfogo ai tutti i pensieri ed emozioni che, magari nel corso della giornata, cerca di trattenere. La invito, dunque, a pensare anche alla sua condizione. Per qualsiasi dubbio o per cercare di esserle d'aiuto, non esiti a contattarmi. Un saluto, Dott.ssa Alessandra Pace
Buonasera, è opportuno che suo marito inizi ad aver consapevolezza e a lavorare sulla dipendenza da gioco d'azzardo patologico. La motivazione intrinseca che lo spinge al percorso di cura è essenziale e per questo motivo lei può essere un grande supporto familiare: può cominciare a dirgli che lo comprende nella sua difficoltà e che è preoccupata per lui e la vostra famiglia, può proporgli di parlare del periodo critico con me o colleghi, in modo tale che possa esserci un professionista e non un suo pari, al suo fianco, come invece di solito accade nei gruppi di giocatori anonimi. La conseguenza della dipendenza da gioco d'azzardo patologico ricade inevitabilmente sulla gestione del denaro e tendenzialmente, come da mia formazione al SerD, il familiare o una persona esterna è essenziale anche per essere il sostegno/tutore economico.
Il primo passo e contattarci.

Dott.ssa Argelli
Dott.ssa Sonia Setti
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
come quanto consigliato dai miei colleghi prima di me, mi sento di suggerirle di rivolgersi ad un servizio specializzato nel trattamento delle dipendenze. Come ogni dipendenza, la ludopatia è una malattia che travolge l'intero nucleo familiare, pertanto è fondamentale che esso venga preso in carico nella sua interezza. Mi sento di suggerirle un supporto in termini psicologici, ma anche in termini più concretamente legali ed economici, essendovi figli a carico verso i quali avete entrambi una responsabilità.
Sono disponibile qualora desiderasse parlarne, anche online.
Un caro saluto, dott.ssa Sonia Setti
Dott. Alessio Antonucci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pozzuoli
Partirei dal capire se l'aiuto psicologico lo sta chiedendo (anche) per sé o meno. Cioè la situazione di suo marito è senz'altro complessa e le sue preoccupazioni più che legittime. I consigli sullo spingere suo marito a un percorso terapeutico/riabilitativo sono sacrosanti ma... lei adesso può agire soprattutto su di sé e provare a capire cosa vuole da questa situazione. Anche se suo marito dovesse continuare col gioco d'azzardo. Per esempio mi colpisce che lei lo riaccoglie ogni volta che torna. Perché? Dice che vuole cacciarlo di casa. Ma poi lo riaccoglie sempre. È così?
Dott.ssa Giulia Scalesse
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Arzano
Buongiorno signora, può richiedere un supporto anche per se stessa, per affrontare i suoi dubbi e le sue paure, e per aiutare al meglio oltre che se stessa anche i suoi figli e suo marito.
Può inoltre chiedere aiuto per suo marito anche in altri centri che si occupano di dipendenza patologica, ad esempio al Ser.D
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Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Mi dispiace molto sentire che tu stia attraversando una situazione così difficile. La ludopatia è una malattia grave che può avere un impatto devastante sulla vita di una persona e della sua famiglia. È comprensibile il tuo dolore, la delusione e l'amarezza riguardo a questa situazione.

Affrontare la ludopatia può essere un processo difficile e complicato, ma esistono risorse e opzioni di supporto che possono aiutare te e tuo marito ad affrontare questa sfida insieme. Considera di cercare un supporto psicologico per te stessa, dove puoi esprimere le tue emozioni, il dolore e le paure legate a questa situazione. Un terapeuta può aiutarti a trovare modi per affrontare questo momento difficile e prenderti cura di te stessa.
Incoraggia tuo marito a continuare a partecipare ai Gruppi dei Giocatori Anonimi e a cercare una terapia specifica per la ludopatia. Potrebbe anche essere utile cercare una terapia di coppia per affrontare insieme il problema. Cerca di proteggere i tuoi figli e te stessa stabilendo un controllo sulle finanze familiari. Potrebbe essere utile separare le finanze di tuo marito per proteggere i beni di famiglia e garantire che i bisogni dei tuoi figli siano coperti.
Cerca gruppi di supporto online o locali per famiglie di persone con ludopatia. Questi gruppi possono fornire una rete di persone che stanno affrontando situazioni simili e possono offrire consigli e supporto.
Se tuo marito non sembra essere in grado di affrontare il problema da solo, potresti valutare l'intervento di un professionista qualificato per aiutare a comprendere l'entità del problema e incoraggiare il tuo marito ad accettare l'aiuto necessario.

Ricorda che affrontare la ludopatia richiede tempo e impegno da entrambe le parti. È importante cercare il supporto di professionisti e di altre persone che possono aiutarti a superare questa situazione difficoltosa. Non esitare a raggiungere anche amici e familiari di fiducia per cercare sostegno emotivo.
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Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, grazie per la condivisione. È comprensibile che tu sia disperata e preoccupata per la situazione. È importante cercare supporto per te stessa, oltre che per tuo marito e i tuoi figli. Potresti considerare la possibilità di cercare consulenza individuale o familiare per affrontare queste difficoltà insieme. Parla con tuo marito apertamente sui tuoi sentimenti e sui tuoi timori riguardo al futuro della famiglia. Potresti anche prendere in considerazione l'opzione di coinvolgere un consulente finanziario per proteggere i beni della famiglia. Un saluto, Dr. Vittorio Penzo
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Dott.ssa Chiara Roselletti
Psicologo, Psicologo clinico
San Sisto
Signora,
stare al fianco di familiari con questo tipo di dipendenza è davvero dura senza un adeguato sostegno anche per lei. Se non ha già provveduto le consiglio di cercare una figura specializzata che fornisce sostegno alle famiglie dei giocatori d'azzardo. Potrebbe essere di aiuto fare terapia familiare, coinvolgendo sia suo marito sia i figli.

Le auguro il meglio,
Dott.ssa Chiara Roselletti.
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi ai Servizi per le Dipendenze (SerD) che fanno capo al servizio sanitario nazionale. Sono specializzati in questo ambito e possono fornirle sostegno per affrontare questa situazione difficile. Un caro saluto.
Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Mi dispiace davvero tanto per quello che stai vivendo, deve essere estremamente difficile. Capisco la tua frustrazione e il dolore che provi, e il fatto che tu ti stia facendo carico di tutto questo è davvero pesante. La dipendenza da gioco è una battaglia molto complessa, e, purtroppo, a volte può sembrare che non ci sia via d'uscita. Hai già fatto un passo importante nel riconoscere la situazione e nel cercare di capire come affrontarla. Forse potrebbe essere utile cercare anche tu un supporto psicologico, per affrontare la tua angoscia e capire come gestire la situazione, magari esplorando opzioni come la terapia familiare o un supporto per i familiari di persone con dipendenza. Non sei sola in questo e trovare il supporto giusto potrebbe darti la forza per affrontare le difficoltà che senti.
Dott.ssa Alessia Mariosa
Psicologo, Psicologo clinico
Settimo Milanese
Cara,
capisco profondamente quanto possa essere difficile trovarsi nella tua situazione. Il dolore, la delusione e la sensazione di impotenza che stai vivendo sono del tutto legittimi: convivere con una persona affetta da ludopatia è estremamente faticoso, soprattutto quando ci sono dei figli da proteggere e una famiglia da tenere in piedi.

La dipendenza da gioco d’azzardo è una vera e propria patologia, riconosciuta clinicamente, e purtroppo spesso accompagnata da negazioni, ricadute e gravi conseguenze economiche ed emotive. Il fatto che tuo marito stia frequentando un gruppo di autoaiuto è sicuramente un passo positivo, ma da solo non basta: le ricadute fanno parte del percorso, e il cambiamento reale richiede un impegno costante, spesso lungo e sostenuto anche da un trattamento psicoterapeutico mirato.

Detto questo, è fondamentale sottolineare un punto: tu non sei responsabile della sua guarigione. Comprendere questo può aiutarti a fare chiarezza dentro di te e a darti il permesso di occuparti anche – e soprattutto – di te stessa e dei tuoi figli.

In situazioni come la tua, è importante che anche i familiari ricevano un supporto adeguato. Esistono percorsi di sostegno psicologico dedicati proprio ai coniugi e ai familiari di persone dipendenti: aiutano a gestire il senso di colpa, la rabbia, l’ansia, e soprattutto a prendere decisioni consapevoli, protettive e coerenti con i propri valori e bisogni.

Dal punto di vista pratico, potresti considerare alcuni passaggi:

Rivolgerti a un servizio per le dipendenze (Ser.D.) della tua zona: molti offrono anche colloqui per i familiari.

Tutela economica: se temi per la sicurezza economica dei tuoi figli, può essere utile confrontarti con un avvocato per valutare strumenti di tutela patrimoniale o legale.

Supporto psicologico personale: avere uno spazio tuo dove poter dare voce a tutta questa fatica può fare una grande differenza, anche nel prendere decisioni più lucide.

È comprensibile che tu oggi ti senta di volerlo allontanare. La rabbia e la frustrazione che provi sono reazioni naturali quando ci si sente traditi e impotenti. Non sentirti in colpa se non riesci ad essergli di supporto: in questo momento, è più importante che tu riesca a prenderti cura di te e dei tuoi figli.

Hai già fatto un grande passo chiedendo aiuto e parlando di ciò che vivi. Ora è importante non rimanere sola. Ci sono strumenti e professionisti che possono sostenerti in questo cammino, che meriti di non percorrere da sola.
Dott.ssa Alessandra Di Fenza
Psicologo, Psicologo clinico
Marano di Napoli
Gentile utente, scoprire una dipendenza così impattante come la ludopatia in un partner è un colpo che tocca nel profondo, perché mina non solo la fiducia nella persona, ma anche il senso di sicurezza economica e familiare.

La dipendenza da gioco è una vera e propria malattia, e come tale ha spesso ricadute. Il fatto che suo marito abbia già riconosciuto il problema e stia frequentando un gruppo di auto-aiuto è un segnale positivo, ma non sufficiente se non accompagnato da una terapia strutturata, che lavori non solo sul sintomo ma anche sulle cause profonde che lo spingono a cercare il gioco.

In parallelo, anche lei merita uno spazio di supporto. Non deve portare da sola il peso di questa situazione, esistono percorsi dedicati ai familiari di persone con dipendenze, che aiutano a gestire la rabbia, la paura, il senso di impotenza e a capire come porsi senza farsi travolgere.

Il suo desiderio di “cacciarlo di casa” non è solo rabbia: è il grido di una donna che ha bisogno di protezione e stabilità. Non c’è nulla di sbagliato nel sentire questo bisogno, anzi, significa che dentro di lei c’è ancora la forza di voler difendere la sua famiglia.

Se sente che la situazione non è più sostenibile da parte sua, non affronti tutto in silenzio, un percorso psicologico personale le permetterebbe di ritrovare lucidità, capire quali decisioni prendere e come gestire al meglio la relazione, con o senza suo marito.

Resto a disposizione,
Dott.ssa Alessandra Di Fenza
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Buongiorno,
dal suo racconto emerge una sofferenza profonda: la dipendenza da gioco del partner non è solo un «vizio», ma una malattia che mette a rischio il benessere economico, emotivo e relazionale dell’intera famiglia. È perfettamente comprensibile che in questa situazione si senta impotente — spesso chi è vicino al giocatore sperimenta rabbia, vergogna e il desiderio di proteggere i figli.

Alcuni punti pratici e di orientamento che possono aiutarla da subito:

Proteggere i figli e la stabilità economica. Se il partner ha accesso a cospicue risorse, è importante prendere misure pratiche per evitare dissesti immediati (monitorare conti comuni, mettere al sicuro risparmi essenziali, documentare movimenti sospetti).

Stabilire limiti e confini chiari. Diretti, non punitivi: per esempio sospendere l’accesso a carte comuni o chiedere che la gestione dei soldi essenziali sia temporaneamente affidata a lei.

Valutare supporto legale e consulenza finanziaria. Un avvocato e/o un consulente possono spiegare come tutelare i figli e le risorse familiari in modo concreto (separazione dei conti, vincoli sulle spese, ecc.).

Cura e trattamento per la ludopatia. La ricaduta è frequente: la terapia cognitivo-comportamentale, i gruppi (Gamblers Anonymous) e i programmi specialistici sono percorsi efficaci.

Aiuto e sostegno per lei. Gruppi per familiari (Al-Anon/FA, gruppi per partners di giocatori), psicoterapia individuale per gestire stress, rabbia e decisioni importanti. Non è «colpa sua» se non riesce a essere di supporto: il partner deve essere motivato al cambiamento.

Se la situazione degenerasse (minacce, violenza, rischio per l’incolumità o per i figli) contatti immediatamente i servizi di emergenza o i servizi territoriali di tutela familiare.

Ricordi: proteggere i figli e la sua stabilità è legittimo e prioritario. Chiedere aiuto non è un fallimento, ma cura per lei e per la famiglia.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Gentile utente,

le tue parole portano in superficie un dolore che ha il sapore del tradimento e dell’impotenza. Scoprire che le fondamenta della propria famiglia — non solo economiche, ma emotive — sono minacciate da una dipendenza così pervasiva come il gioco d’azzardo, è un’esperienza che genera un senso di vertigine e di solitudine profonda.

Nella prospettiva umanistica, la ludopatia non è solo un "vizio", ma una voragine che inghiotte l’identità di chi gioca e la serenità di chi gli sta accanto. Il tuo senso di delusione e la tua amarezza non sono segni di mancanza di sensibilità, ma la risposta sana di una donna che vede violato il patto di fiducia e sicurezza su cui si regge un matrimonio. È comprensibile che tu non riesca a essere "di supporto" in questo momento: non si può chiedere a chi sta annegando di salvare chi lo ha trascinato in acqua.

Il dono di senso che vorrei offrirti riguarda proprio questo tuo limite. Spesso, la famiglia di un giocatore d’azzardo cade nella trappola del "dover salvare" l'altro, finendo per restare invischiata nella stessa dinamica distruttiva. La ricaduta di tuo marito, nonostante la consapevolezza e i gruppi di aiuto, ci dice che la volontà da sola non basta quando il meccanismo della dipendenza è così radicato. Ma ci dice anche qualcosa di fondamentale per te: la tua responsabilità non è curare lui — compito che spetta a percorsi clinici specialistici e intensivi — ma proteggere te stessa e i vostri figli.

Il terrore che i figli restino senza nulla è una bussola che ti sta indicando una direzione necessaria. In questi casi, la professionalità clinica si unisce a quella umana per ricordarci che la prima forma di cura è la tutela del confine. Proteggere il patrimonio familiare non è un atto di cattiveria o di "cacciata", ma un atto di amore e di realtà verso il futuro dei tuoi figli. Spesso, solo quando il giocatore si scontra con il limite netto, con la perdita del controllo sulle risorse e con le conseguenze reali delle sue azioni, può trovare la spinta per un cambiamento più profondo.

Non sentirti in colpa per la tua rabbia o per il desiderio di allontanarlo. Quella rabbia è la tua parte vitale che sta gridando "basta" per proteggere la vita che hai costruito. In questa tempesta, il tuo compito non è fare da ancora a chi continua a gettarsi nel mare, ma assicurarti che la barca dove siedono i tuoi figli resti a galla. Solo ritrovando la tua fermezza potrai smettere di sopravvivere nel terrore e ricominciare a guardare al futuro con la lucidità che questa situazione richiede.

Un caro saluto,

Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologa Clinica e della Riabilitazione ad indirizzo Umanista
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