Mi ritrovo a scrivire qui a scrivere. Grazie alle sedute era passata un po' la paura l'ansia ora è r
Mi ritrovo a scrivire qui a scrivere. Grazie alle sedute era passata un po' la paura l'ansia ora è ritornata. Non sopporto più nessuno e ho paura di diventare aggressivo mi sento davvero male con me stesso. Questi attacchi di rabbia che mi vengono mi fanno paura. Cosa faccio? Mi devo rinchiudere in un centro? Davvero ho due bimbi e non mi sento padre. Qualsiasi cosa che fanno mi da fastidio r me ne vado a fare una passeggiata mi calmo e torno. Cosa può essere??
25 risposte
Arriva molto chiara, attraverso le sue parole, la sofferenza, lo sconcerto, la colpa e l'impotenza che prova per questa situazione emotiva che vive e che sembra per lei molto difficile da gestire ma, ancor prima, da comprendere pienamente. Certamente un percorso psicologico la aiuterebbe a fare chiarezza e a sopportare questa condizione così pesante per lei. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare nuovamente l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi al meglio con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online di questo portale) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Un gentile saluto
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Caro utente, mi dispiace molto per il suo vissuto. A volte si ha la necessità di riprendere il percorso psicologico. Ricontatti il suo psicoterapeuta. Forse in questo momento è necessario ritrovare uno spazio esclusivamente per sé in cui portare ciò che prova e le causa sofferenza. Resto a disposizione. Dott.ssa Francesca Tardio
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Credo che possa essere utile per lei riprendere le sedute al fine di capire quali fattori abbiano portato alla "ricaduta" e cercare di cogliere quegli elementi che forse prima non erano stati dettagliatamente affrontati. In bocca al lupo. Cordialmente, dott. FDL
Buongiorno, l'ansia e la rabbia fanno parte del nostro bagaglio emotivo, è normale provare le emozioni, anche quelle negative. Allo stesso tempo, le emozioni ci spingono a comportarci in un certo modo. E qui sembra Lei sia preoccupato di perdere il controllo. Riconoscere il problema è il primo passo per stare meglio. Il successivo sarebbe approfondire con Lei la situazione in cui si trova e cercare il modo per dare uno spazio sano alle Sue emozioni. Una strategia efficace l'ha già trovata, la passeggiata va benissimo. Capisco che sta cercando di comprendere e di riuscire a gestire tutto questo. Le consiglierei di farlo con l'aiuto di un professionista. Se si è trovato bene con chi l'ha seguita precedentemente, potrebbe tornarci. Se per qualsiasi motivo non Le è possibile, cominci un nuovo percorso. Le auguro di stare meglio al più presto. Dott.ssa Katarina Faggionato
Buonasera, ha pensato di riprendere il percorso interrotto? Potrebbe così dare un significato agli attacchi di rabbia per comprendere meglio che cosa di lei stanno dicendo. Concentrarsi anche su che cosa voglia dire per lei "essere padre" potrebbe essere utile. Nel caso invece desideri cambiare psicologo, rimango a disposizione, un caro saluto.
Buonasera Gentile Utente, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. Purtroppo non so darle una risposta in merito, senza un lavoro terapeutico non mi è possibile ipotizzare cosa la porti a provare questa rabbia così forte. Ogni emozione dice qualcosa di noi: la sua rabbia evidentemente sta provando a comunicarle qualcosa. Provi ad ascoltarla, a capire qual è la sua funzione. Nel caso in cui questa situazione si facesse insostenibile, il mio consiglio è quello di provare a riprendere la terapia. Cordialmente, dott. Simeoni
Buonasera, da quello che scrive si può comprendere molto chiaramente la sofferenza di non comprendere fino in fondo i motivi di reazioni tanto forti: rabbia, ansia.. come se potesse fare del male a chi ama (i suoi figli), che possa perdere il controllo. Per prima cosa, approfondisca questo timore, questi sbalzi di umore, questa irascibilità con una visita psichiatrica: potrebbe esserci un disturbo dell'umore che va approfondito. Fatto questo, sarebbe opportuno riprendere il percorso psicologico che ha interrotto, e che sembrava dare qualche iniziale risultato positivo. con i migliori auguri dr. Ventura
Salve. Parla di rabbia, di non sopportare nessuno. A volte, quando ci si sente come lei descrive, si può provare rabbia per non sentirsi capiti e non si sopporta nessuno per lo stesso motivo. Un percorso psicoterapeutico dove lei stesso possa iniziare a capirsi, dove può elaborare ed esprimere la rabbia, rabbia che deve essere compresa affinché la possa canalizzare in un processo positivo che può portarla all'affermazione di sé, può esserle utile. I sensi di colpa amplificano il malessere. Ne parli col suo terapeuta e se decidesse di iniziare un nuovo percorso le consiglio una psicoterapia bioenergetica che lavora sull'integrazione mente corpo. Sono disponibile per approfondimenti, anche on line. Distinti saluti
Mi dispiace tantissimo per il malessere che lei sta vivendo. Credo che prima di rinchiudersi in un centro possa provare con colloqui con un psicologo , giusto per comprendere se il suo malessere sia dovuto a forte stress o ad uno stato d' ansia generalizzata. Continui con le passeggiate nel frattempo sono un tocca sano sia per lo stress che per l'ansia, ma appena sarà pronto a diventare ciò che è destinato ad essere contatti un terapeuta. Cordialmente dott.ssa Felicetta Lombardi
Gentile utente di mio dottore, sarebbe opportuno riprendesse il percorso psicoterapico precedentamte iniziato. I disturbi d'ansia sono trattabili mediante un approccio terapeutico integrato. Alla psicoterapia sarebbe indicato affiancare la farmacoterapia questo al fine di poter ricevere un ulteriore supporto sino a quando il percorso non darà i suoi frutti. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Buona sera, forse e dopo opportuna valutazione, sarebbe utile un percorso psicologico basato sulla gestione della rabbia, dove sarà possibile comprendere le cause e la sua attivazione. Rimango a disposizione. Dott.ssa Chiara Pavia
Gentile Signore rispondere alla sua domanda "Cosa può essere??" sulla base della breve nota significa solo fare delle ipotesi da verificare. Sembra che il suo disagio sia presente e quindi sia utile valutare la possibilità di lavorarci per comprenderne le modalità, le cause e quindi modificare gli equilibri interni e di fatto rimodulare le risposte comportamentali. Le ripeto sembra che questa sia una buona possibilità per rispondere alla sua domanda è necessario consultare uno specialista e valutare con lui la situazione di disagio che sembra emergere dal suo racconto. Un cordiale saluto
Buongiorno. Sono d'accordo nel consigliarle di riprendere il percorso interrotto. Contatterei prima di tutto il precedente specialista che l'ha seguita, così da dare significato a quanto fatto prima dell'interruzione. Saluti MT
Buonasera. Credo che l'ansia da lei descritta possa essere un tentativo di reprimere la rabbia stessa. Accade spesso. La rabbia ci spaventa perché ha in sé un movente e un potenziale distruttivo, simboleggia una parte di noi stessi che magari "non ci piace", come fosse una parte "cattiva". Così cerchiamo di ignorarla, oppure lasciamo che si allenti e pensiamo che sia passata. Però ecco lì che compare l'ansia. La fatica di cancellare la frustrazione profonda che portiamo dentro. Io le consiglio di intraprendere un percorso che possa aiutarla a comprendere cosa si porta davvero dentro, per poterlo gestire (accettare, trasformare?)e tornare a sentirsi se stesso. Sono a disposizione per un consulto. Cordiali Saluti
Salve, mi dispiace per quello che sta provando. Se si ritrova a scrivere qui, probabilmente è perchè sta contattando il bisogno di condividere con qualcuno il suo stato di malessere, la rabbia che prova, il fastidio verso i figli, tutti sentimenti legittimi che meritano di essere accolti e compresi senza giudizio. Credo che un percorso la potrebbe aiutare a fare un pò di chiarezza su queste emozioni. Cordiali saluti, Rosella Pettinari
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Buonasera, mi dispiace per questi stati d'animo che le provocano chiaramente una forte preoccupazione e stress. Mi sento di consigliarle di consultare uno psicoterapeuta, per iniziare un percorso: in quella sede avrà modo di ragionare su tutti questi aspetti e capire in che modo poter ritrovare un poco di serenità. Le auguro una buona serata, Dott.ssa Alice Carbone
Buongiorno, penso che un percorso psicologico potrebbe aiutarla a gestire la sua rabbia e a capirne l'origine. Parlare con un professionista dei suoi problemi e intraprendere un percorso di comprensione potrebbe, infatti, aiutarla a ritrovare armonia nella sta vita. Insieme potrete cercare di capire quello che hanno dentro, cosa prova, qual è il bisogno che porta ed identificare un lavoro mirato. Cordiali saluti. Dott.ssa Samanta Travini
Buongiorno credo sia importante che sia riuscito a cogliere i segnali di allarme; la rabbia e’ un’emozione molto difficile da maneggiare, ma fare il primo passo per chiedere aiuto è davvero la cosa migliore. Può decidere se ricontattare il terapeuta che l’aveva seguita o eventualmente chiedere una nuova consultazione
Buongiorno, dal momento in cui questi pensieri le causano disagio sarebbe opportuno prendere in considerazione l'idea di iniziare un percorso psicoterapeutico. Questo consente di mettere a tema i motivi delle sue difficoltà e a gestirne le conseguenze. Naturalmente, il percorso psicologico richiede una posizione attiva, motivata e partecipe da parte della persona. Se può essere il suo caso le consiglio di contattare uno psicoterapeuta. Cordiali saluti, AS
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buongiorno, mi dispiace per la situazione che descrive, sento che c’è un malessere che vuole essere ascoltato. La sua rabbia c’è per un motivo, e può essere che nasconda altre emozioni più profonde, quindi non è da demonizzare e non ne deve essere spaventato, ma è da comprendere più a fondo. Lei parla anche di paura, ansia e di non sentirsi padre: tutto ciò fa intendere che la sua rabbia abbia delle radici profonde. Le suggerisco di proseguire la sua terapia perché è necessario concedersi uno spazio dove questi vissuti possano essere ascoltati e compresi.
Gentile utente, quello che descrive è un momento di grande fatica, in cui la tensione e la frustrazione sembrano prendere il sopravvento, fino a farla sentire inadeguato e spaventato dalle sue stesse reazioni. La rabbia intensa, quando si accompagna a un forte senso di colpa o di perdita di controllo, è spesso il segnale di un disagio profondo che merita ascolto e supporto, non isolamento. Non è necessario “rinchiudersi”, ma è importante non restare solo: il primo passo è riprendere contatto con uno psicologo o psicoterapeuta per affrontare insieme l’origine di questa rabbia e imparare a gestirla in modo sicuro e consapevole. Il fatto che riesca ad allontanarsi per calmarsi mostra che conserva la capacità di controllo, e questo è un punto di forza da cui ripartire. Dott.ssa Sara Petroni
Buonasera, La ringrazio per aver scritto con tanta sincerità. Si sente quanto stia soffrendo e quanta paura le facciano questi stati emotivi. Quando una persona arriva a temere la propria rabbia significa che dentro di sé c’è una parte molto consapevole, che non vuole fare del male e che desidera capire cosa sta succedendo. Questo è un punto importante, non secondario. Il fatto che durante le sedute l’ansia fosse migliorata e ora sia tornata non significa che tutto il lavoro fatto sia stato inutile. I percorsi psicologici non sono lineari: ci possono essere ricadute, soprattutto nei momenti di stress o di accumulo. La rabbia che descrive spesso non è “solo” rabbia: può essere tensione trattenuta, frustrazione, senso di inadeguatezza, stanchezza profonda. A volte è l’ansia che cambia forma. Mi colpisce che quando sente salire l’attacco di rabbia lei scelga di uscire, fare una passeggiata, calmarsi e poi tornare. Questo non è il comportamento di una persona fuori controllo: è una strategia di autoregolazione già funzionante. Significa che una parte di lei sa gestire l’impulso, anche se con fatica. Il pensiero di “dovermi rinchiudere in un centro” sembra nascere più dalla paura che da una reale perdita di controllo. In genere un ricovero è indicato quando c’è un rischio concreto e immediato per sé o per gli altri. Da quello che racconta, lei è spaventato dai suoi stati interni ma sta mettendo in atto comportamenti protettivi. Questo cambia molto il quadro. Il sentirsi “non padre” perché si irrita facilmente è un vissuto doloroso, ma non definisce chi è. Essere genitore non significa non provare mai rabbia; significa riconoscerla e prendersene la responsabilità, come lei sta facendo. I bambini non hanno bisogno di un padre perfetto, ma di un padre che sa fermarsi quando è sopraffatto. Quello che può essere utile ora è non interrompere il percorso che aveva iniziato, anzi parlarne apertamente con il professionista che la segue. È importante esplorare cosa sta riattivando questa ansia e questa irritabilità: stanchezza accumulata, pressioni, dinamiche familiari, aspettative su di sé. A volte dietro la rabbia c’è un senso di fallimento o di impotenza che non trova altre parole. Se dovesse accorgersi che gli impulsi diventano più intensi o difficili da contenere, chiedere un supporto tempestivo è un atto di responsabilità, non di debolezza. Ma oggi il segnale più forte che emerge è che lei non vuole perdere il controllo, e questo è un fattore protettivo fondamentale. Non è “impazzito”, non è un cattivo padre. È una persona in difficoltà che sta chiedendo aiuto. E questo, già di per sé, dice molto. Resto a disposizione. Un saluto, Dott.ssa Susanna Brandolini
Salve, grazie per la condivisione. quando senti salire la rabbia, ti allontani, fai una passeggiata, ti calmi e poi torni. Questo mi fa pensare che una parte di te stia già cercando di proteggere i tuoi figli e di gestire la situazione, anche se in questo momento ti senti sopraffatto, non mi sembra che il fatto di essere irritato, ansioso o spaventato dai tuoi scatti di rabbia significhi automaticamente che devi essere rinchiuso in un centro. Piuttosto, sembra che tu stia attraversando una fase in cui la sofferenza è tornata forte e hai bisogno di aiuto per affrontarla prima che peggiori. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare ad avere consapevolezza e utilizzare strategie mirate per migliorare lo stato. Resto a disposizione.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


















