il mio ex ragazzo mi ha lasciato perché non sta bene con se stesso a seguito di una crisi lavorativa
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il mio ex ragazzo mi ha lasciato perché non sta bene con se stesso a seguito di una crisi lavorativa a inizio dicembre e da quel momento la mia ansia è sprofondata ancora di più. mi spiego meglio, sono sempre stata una persona ansiosa purtroppo non ho fiducia in me stessa e ho un'estrema paura del fallimento ma piano piano ho sempre cercato di fare dei passi in avanti e riconosco di averli fatti. nel momento in cui mi ha lasciata, ho perso un punto di riferimento e mi è caduto il mondo addosso anche perché verso di lui ho sempre avuto un atteggiamento corretto. in seguito, ho avuto veri e propri attacchi d'ansia con una tachicardia alle stelle tanto da non riuscire a mangiare. quello che mi fa paura è l'imprevedibilità di questi attacchi e il fatto di non saperlo gestire. ho paura di essere ritornata indietro sulla questione ansia e ho paura di come tutto questo possa condizionare la mia vita.
Gentilissima,
mi fa molto piacere sentirla così consapevole di come l’ansia potrebbe influenzare negativamente la sua vita, e questo per due motivi: primo perché piuttosto che abbattersi in lei prevale la voglia di stare bene, secondo, perché sa che per stare bene deve fare qualcosa per imparare a gestire meglio la sua ansia. Ci racconta del suo lavoro precedente su se stessa che ha funzionato bene fino a quando non si è conclusa la sua relazione con il suo ex. Teme “di essere ritornata indietro sulla questione ansia” ma non è così. Era riuscita a creare una sorta di equilibrio che contemplava, però, la presenza del suo ex. Questo equilibrio si è rotto, deve costruirne un altro, ma il lavoro fatto non è andato perso, vedrà, se ne renderà conto piano piano, si tratta solo di continuare a lavorare su se stessa. Cosa significa questo?
Partiamo dal presupposto che viviamo in un contesto che funziona con leggi proprie, non abbiamo cioè voce in capitolo sugli avvenimenti esterni e nemmeno sui comportamenti altrui. Possiamo provare ad influenzarli ma non riusciremo mai a determinarli pienamente. Accettare questo significa comprendere che la qualità della nostra vita dipende in larga misura dal modo in cui interpretiamo questi avvenimenti, e dunque al modo in cui reagiamo ad essi.
Per farla semplice noi reagiremo in un modo se interpretiamo l’evento vantaggioso e in un altro se interpretiamo l’evento pericoloso.
Ma quand’è che interpretiamo l’evento pericoloso? Quando consideriamo le nostre forze e le nostre capacità non adeguate ad affrontarlo.
Quindi cosa significa “lavorare su se stessi”? Significa analizzare in maniera critica la situazione che spaventa, capire che cosa esattamente ci preoccupa, che cosa ci manca per affrontare la situazione in maniera adeguata, e lavorare per acquisire le capacità che pensiamo ci manchino.
Lei dice di non avere fiducia in se stessa e di temere il fallimento sarà necessario allora rafforzare la fiducia e individuare i timori legati al fallimento
E’ un lavoro che richiede impegno, metodo e costanza , paragonabile al lavoro di un atleta che si allena per vincere un torneo. Maggiore è l’impegno, maggiori saranno ii risultati.
Se le interessa affrontare la sua ansia il lavoro che le propongo sarà esattamente questo.
Resto a disposizione, anche online, e la saluto cordialmente,
dott.ssa Manuela Leonessa
mi fa molto piacere sentirla così consapevole di come l’ansia potrebbe influenzare negativamente la sua vita, e questo per due motivi: primo perché piuttosto che abbattersi in lei prevale la voglia di stare bene, secondo, perché sa che per stare bene deve fare qualcosa per imparare a gestire meglio la sua ansia. Ci racconta del suo lavoro precedente su se stessa che ha funzionato bene fino a quando non si è conclusa la sua relazione con il suo ex. Teme “di essere ritornata indietro sulla questione ansia” ma non è così. Era riuscita a creare una sorta di equilibrio che contemplava, però, la presenza del suo ex. Questo equilibrio si è rotto, deve costruirne un altro, ma il lavoro fatto non è andato perso, vedrà, se ne renderà conto piano piano, si tratta solo di continuare a lavorare su se stessa. Cosa significa questo?
Partiamo dal presupposto che viviamo in un contesto che funziona con leggi proprie, non abbiamo cioè voce in capitolo sugli avvenimenti esterni e nemmeno sui comportamenti altrui. Possiamo provare ad influenzarli ma non riusciremo mai a determinarli pienamente. Accettare questo significa comprendere che la qualità della nostra vita dipende in larga misura dal modo in cui interpretiamo questi avvenimenti, e dunque al modo in cui reagiamo ad essi.
Per farla semplice noi reagiremo in un modo se interpretiamo l’evento vantaggioso e in un altro se interpretiamo l’evento pericoloso.
Ma quand’è che interpretiamo l’evento pericoloso? Quando consideriamo le nostre forze e le nostre capacità non adeguate ad affrontarlo.
Quindi cosa significa “lavorare su se stessi”? Significa analizzare in maniera critica la situazione che spaventa, capire che cosa esattamente ci preoccupa, che cosa ci manca per affrontare la situazione in maniera adeguata, e lavorare per acquisire le capacità che pensiamo ci manchino.
Lei dice di non avere fiducia in se stessa e di temere il fallimento sarà necessario allora rafforzare la fiducia e individuare i timori legati al fallimento
E’ un lavoro che richiede impegno, metodo e costanza , paragonabile al lavoro di un atleta che si allena per vincere un torneo. Maggiore è l’impegno, maggiori saranno ii risultati.
Se le interessa affrontare la sua ansia il lavoro che le propongo sarà esattamente questo.
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Ciao, mi dispiace per il momento difficile che stai vivendo ma trovo sia importante che tu stia cercando di trovare delle risposte. Ci racconti che oggi stai vivendo un momento di separazione importante ed i cambiamenti, soprattutto grandi, possono portarci a far riemergere delle "parti" nostre che ci appartenevano in passato. C'è sempre un motivo per cui questo accade e lo possiamo trovare nella nostra storia, quest'ansia è meno "imprevedibile" di quanto tu possa pensare, però spesso accade che quello che viviamo ci sembra incomprensibile. Questo perché spesso le difficoltà ci portano ad avere la vista un po' offuscata su ciò che ci riguarda, quindi ci fidiamo poco di noi stessi o pensiamo che un "fallimento" definisca chi siamo. Tu racconti anche di aver fatto dei passi avanti, questi non sono svaniti ma in un momento di cambiamento come quello di oggi sembra che pensi di averli persi, come se avessi "perso" una parte di te. Quelle risorse però non te le può portare via nessun evento esterno, hai sempre la capacità di recuperarle però in alcuni momenti di vita può sembrare più complesso. A volte una risorsa grande è proprio quella di poter chiedere aiuto per comprendere più a fondo quello che ti accade e perché. Spero che riuscirai a trovare le risposte che cerchi. Un saluto, Emanuela.
Salve, Mi spiace molto per la situazione che descrive Perché comprendo il disagio connesso. Ritengo che possa sfruttare questa situazione per guardare in maniera più approfondita questi attacchi di panico Dunque ritengo utile che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare Quei pensieri rigidi disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendo il benessere desiderato. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
Gentile utente, credo sia naturale avere la sensazione di "fare un passo indietro" quando ci si trova ad affrontare una situazione di crisi come quella da lei descritta. I punti di forza, ciò che lei chiama "passi avanti", in questo momento vacillano? Sì, ma sono sempre dentro di lei, non scompaiono perchè immagino siano stati costruiti, rinforzati, supportati in un processo di consapevolezza e di fiducia di sè faticoso, ragion per cui non possono andare via, sparire così nel nulla.
Chiaramente, se riterrà opportuno, potrà chiedere una consulenza psicologica al professionista più vicino a lei per affrontare l'ansia, la paura del fallimento e tutte le emozioni legate all'evento descritto e non solo. Saluti, Anna Vinci
Chiaramente, se riterrà opportuno, potrà chiedere una consulenza psicologica al professionista più vicino a lei per affrontare l'ansia, la paura del fallimento e tutte le emozioni legate all'evento descritto e non solo. Saluti, Anna Vinci
Gentile utente, ciò che le sta accadendo è senza ombra di dubbio per lei molto spaventoso e doloroso. Quando qualcuno va via dalla nostra vita capita di sentire la "terra sotto ai piedi cedere", ci sentiamo smarriti ed il nostro equilibrio per cause di forza maggiore deve prendere una forma. I cambiamenti posso far paura, ed essere faticosi. Tuttavia è anche vero che c'è una cosa molto importante che lei dice "Ho fatto dei passi avanti, e me li riconosco". Questo è importante poichè anche quando pensiamo di aver fatto passi in dietro questa è solo una nostra percezione. Non possiamo tornare indietro, banalmente, ma forse non così tanto, perchè noi non siamo le stesse persone che eravamo prima. I passi avanti non vengono cancellati restano. Il massimo che può accadere, come possiamo ipotizzare nel suo caso, è che vecchi schemi conosciuti si ripresentino nei momenti di fatica.
Parlane con un professionista potrebbe essere per lei utile per affrontare questo momento di grande fatica.
Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Parlane con un professionista potrebbe essere per lei utile per affrontare questo momento di grande fatica.
Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Gent.ma grazie per l'opportunità di darle supporto.
Il termine “attacco d’ansia” è utilizzato comunemente dai non professionisti per indicare situazioni di forte ansia anche molto diverse tra loro. Il comune denominatore è rappresentato da sintomi fisici e mentali, con caratteristiche ricorrenti.
Gli attacchi d’ansia generano una forte sensazione di pericolo, e provocano anche sintomi fisici e sintomi psicosomatici (che nei casi più estremi diventano veri e propri “dolori da ansia”), riconducibili ad una reazione di allarme che, evolutivamente, aveva come scopo quello di proteggerci permettendoci di combattere o fuggire.
Gli attacchi d’ansia possono provocare sensazioni come la mancanza di respiro, il soffocamento o respirazione affannosa.La correlazione tra ansia e attacchi di panico è ben visibile nel disturbo di panico, che consiste appunto in crisi di ansia con ricorrenti attacchi di panico inaspettati.
Mentre gli attacchi d’ansia si manifestano con una certa costanza, gli attacchi di panico sono improvvisi, si accompagnano alla paura di morire o d'impazzire, sono spesso preceduti da ansia anticipatoria e seguiti da comportamenti di evitamento delle situazioni in cui il panico si è manifestato in precedenza.
I sintomi degli attacchi di panico sono somatici e cognitivi, raggiungono rapidamente l’apice e rapidamente terminano.Quando l’ansia diviene incontrollabile e provoca un forte disagio, però, occorre intraprendere un percorso psicoterapeutico. Resto a sua disposizione per intraprendere tale percorso.
Il termine “attacco d’ansia” è utilizzato comunemente dai non professionisti per indicare situazioni di forte ansia anche molto diverse tra loro. Il comune denominatore è rappresentato da sintomi fisici e mentali, con caratteristiche ricorrenti.
Gli attacchi d’ansia generano una forte sensazione di pericolo, e provocano anche sintomi fisici e sintomi psicosomatici (che nei casi più estremi diventano veri e propri “dolori da ansia”), riconducibili ad una reazione di allarme che, evolutivamente, aveva come scopo quello di proteggerci permettendoci di combattere o fuggire.
Gli attacchi d’ansia possono provocare sensazioni come la mancanza di respiro, il soffocamento o respirazione affannosa.La correlazione tra ansia e attacchi di panico è ben visibile nel disturbo di panico, che consiste appunto in crisi di ansia con ricorrenti attacchi di panico inaspettati.
Mentre gli attacchi d’ansia si manifestano con una certa costanza, gli attacchi di panico sono improvvisi, si accompagnano alla paura di morire o d'impazzire, sono spesso preceduti da ansia anticipatoria e seguiti da comportamenti di evitamento delle situazioni in cui il panico si è manifestato in precedenza.
I sintomi degli attacchi di panico sono somatici e cognitivi, raggiungono rapidamente l’apice e rapidamente terminano.Quando l’ansia diviene incontrollabile e provoca un forte disagio, però, occorre intraprendere un percorso psicoterapeutico. Resto a sua disposizione per intraprendere tale percorso.
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Salve. A me sembra che lei abbia bisogno di maturare l'autonomia affettiva necessaria a elaborare la separazione dal suo ragazzo. Forse senza di lui non si percepisce abbastanza solida da affrontare i compiti davanti ai quali la pone la vita, tant'è che sembra cercare punti di riferimento esterni, invece che interni. Un detto dice "chiodo schiaccia chiodo"...le consiglio di seguirlo, ma non alla lettera. Sostituisca piuttosto il suo ragazzo con un bravo psicoterapeuta, uno che prima l'aiuti a conoscersi e fidarsi di se stessa e successivamente a riuscire a separarsi continuando a sentirsi al sicuro. Cordiali saluti.
Cara utente, ha fatto bene a contattarci. Dalle sue parole traspare ansia ed anche tristezza. Mi spiace che lei si trovi in questa situazione, non è mai facile affrontare questi stati emotivi intensi e pervasivi. Mi sembra di capire che lei abbia riposto molta fiducia nella relazione con il suo ex ragazzo, e che ora che lui ha compiuto questa scelta, sente di non avere più a fianco a sé quella certezza che credeva di avere, ed abbia la percezione di aver fallito.
Una separazione è come un lutto, lutto amoroso per la precisione, ed in particolare è come se il suo ex avesse elaborato questo lutto lentamente nella fase conclusiva della vostra relazione, motivo per cui è riuscito a porvi termine. Parallelamente, lei si è trovata catapultata in questo allontanamento, che sta vivendo in maniera più rapida e intensa, con ansia e tutto ciò che comporta... Ma non deve essere per forza così, si può stare meglio, ed è giusto che si dedichi lo spazio che merita. L'indicazione è quella di prendersi cura dei sintomi che riporta effettuando un primo colloquio psicologico con un professionista del settore che sappia rilevare la situazione in maniera più approfondita così da aiutarla nella gestione emotiva.
Se lo desidera, può contattarmi per ulteriori informazioni sull'incontro. Saluti, dott.ssa Eleonora Galletti
Una separazione è come un lutto, lutto amoroso per la precisione, ed in particolare è come se il suo ex avesse elaborato questo lutto lentamente nella fase conclusiva della vostra relazione, motivo per cui è riuscito a porvi termine. Parallelamente, lei si è trovata catapultata in questo allontanamento, che sta vivendo in maniera più rapida e intensa, con ansia e tutto ciò che comporta... Ma non deve essere per forza così, si può stare meglio, ed è giusto che si dedichi lo spazio che merita. L'indicazione è quella di prendersi cura dei sintomi che riporta effettuando un primo colloquio psicologico con un professionista del settore che sappia rilevare la situazione in maniera più approfondita così da aiutarla nella gestione emotiva.
Se lo desidera, può contattarmi per ulteriori informazioni sull'incontro. Saluti, dott.ssa Eleonora Galletti
Gentilissima, grazie per la condivisione. Capisco la situazione che descrive, nonché l'ansia che sembri derivare da questa separazione. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare ed elaborare quelle che sono le motivazioni sottostanti la sua ansia ed attacchi di panico, nonchè individuare delle strategie per fronteggiarli.
Resto a disposizione!
AV
Resto a disposizione!
AV
Buon pomeriggio Gentile Scrittrice, pare che la sua ansia la preoccupi e non le permetta di sentirsi serena come meriterebbe. Come afferma anche lei, che si conosce meglio di chiunque altro, la separazione imprevedibile dal suo compagno ha acuito il suo malessere. Oltre al sapere è importante anche il suo sentire, se lo ritiene opportuno potremmo approfondire i suoi vissuti, lavorando sulla sua autostima perché possa diventare lei stessa il suo punto di riferimento.
Le auguro un buon week end, Dott.ssa Federica Ciccarese.
Le auguro un buon week end, Dott.ssa Federica Ciccarese.
Buonasera,
investiamo, guadagniamo tanto, a volte perdiamo per poi ritrovare quelle parti di noi che investiamo sulle relazioni. Credo sia del tutto legittima la sofferenza che sente di avere per via della separazione: in quanto esseri umani abbiamo bisogno di costruire e mantenere delle sane dipendenze affettive che, quando vengono a mancare possono essere vissute in modo estremamente doloroso. Diventa necessario prendersi cura di questo dolore, capire cosa sente di aver perso e cercare, attraverso un lavoro terapeutico, di riappropriarsene. Dalla domanda presumo che aggiunga "sale alla ferita" l'aver perso un riferimento. A volte si ha bisogno di conferme dall'altro, bisogno di essere riconosciuti, corrisposti, amati. La cosa bella è che, una volta superato il "lutto" ci rendiamo conto che possiamo farlo autonomamente. In alcuni casi è semplice, in altri c'è bisogno di qualcuno che prenda per mano e che "insegni" a poterlo fare.
investiamo, guadagniamo tanto, a volte perdiamo per poi ritrovare quelle parti di noi che investiamo sulle relazioni. Credo sia del tutto legittima la sofferenza che sente di avere per via della separazione: in quanto esseri umani abbiamo bisogno di costruire e mantenere delle sane dipendenze affettive che, quando vengono a mancare possono essere vissute in modo estremamente doloroso. Diventa necessario prendersi cura di questo dolore, capire cosa sente di aver perso e cercare, attraverso un lavoro terapeutico, di riappropriarsene. Dalla domanda presumo che aggiunga "sale alla ferita" l'aver perso un riferimento. A volte si ha bisogno di conferme dall'altro, bisogno di essere riconosciuti, corrisposti, amati. La cosa bella è che, una volta superato il "lutto" ci rendiamo conto che possiamo farlo autonomamente. In alcuni casi è semplice, in altri c'è bisogno di qualcuno che prenda per mano e che "insegni" a poterlo fare.
Cara ragazza, assolutamente giuste le tue paure, si nota e percepisce l'importanza che il tuo ex ha avuto nella tua vita. Sento di dirti che se sei riuscita a "controllare" la tua ansia, sei stata tu! Lascia passere tempo, sarai sicuramente da riconoscere quelle sensazioni e gestirle anche adesso. Se senti il bisogno di un punto di riferimento non esitare a contattare qualcuno per un percorso, ti aiuterà a riconoscere sempre di più le tue risorse e non sentirti sola se la persona al tuo fianco deciderà di andar via. Cordialmente, Dott.ssa Anna Russo
Buongiorno e grazie per la sua condivisione. Dice di aver fatto dei passi indietro sulla "questione" ansia, ma come potrebbe essere il contrario dopo la perdita che ha subito? Il mio consiglio è quello di recuperare il terreno perso, rimboccarsi le maniche ed iniziare un percorso con uno psicologo/a o psicoterapeuta, al fine di indagare come mai è sempre stata una persona ansiosa, come ha fatto a stare meglio e soprattutto come può migliorare fino a stare bene con se stessa. Già il fatto che riconosce questo disagio come tale e si interroga sulla questione le permetterà di arrivare al percorso, che sperò inizierà, con degli strumenti importanti.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento e nel mentre le faccio un imbocca al lupo per il futuro.
Cordialmente, Dottor Moraschini.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento e nel mentre le faccio un imbocca al lupo per il futuro.
Cordialmente, Dottor Moraschini.
Salve, la separazione improvvisa le ha acuito una situazione già presente, e sulla quale sembra sempre aver avuto modo di riflettere. Forse, può essere arrivato il momento di andare più a fondo sulla sua ansia, nella conoscenza delle sue paure e preoccupazioni, e nel comprendere cosa rappresenta l'altro per lei, e lei per sé stessa. Le consiglio di lavorare su queste tematiche, non appena si sentirà pronta ad affrontare una terapia
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Salve,
ringrazio per la condivisione dei suoi sentimenti e delle difficoltà che sta attraversando in questo momento. È chiaro che la rottura della relazione con il suo ex ragazzo ha innescato una serie di emozioni intense e ha amplificato l'ansia che già stava sperimentando.
Le sfide emotive che sta affrontando sono comprensibili, soprattutto quando un punto di riferimento importante viene meno. È naturale sentirsi destabilizzati e ansiosi in seguito a cambiamenti significativi nella vita. È importante riconoscere che queste emozioni sono valide e che ci vuole tempo per elaborarle e affrontarle.
È positivo notare che aveva fatto dei passi avanti nella gestione dell'ansia prima di questa situazione. I passi che ha fatto in avanti non sono andati persi, ma è possibile che in questo momento si senta in una fase più vulnerabile.
Gli attacchi d'ansia possono essere spaventosi e destabilizzanti. È importante cercare strategie per affrontarli in modo più efficace. La gestione dell'ansia può richiedere tempo, impegno e, a volte, il supporto di un professionista. La terapia cognitivo-comportamentale può essere un approccio utile per imparare strategie pratiche per affrontare l'ansia e sviluppare la fiducia nelle proprie capacità.
È comprensibile che abbia paura di essere tornata indietro nella questione dell'ansia. Tuttavia, è importante ricordare che gli alti e bassi fanno parte del percorso di guarigione e crescita. Se si sente sopraffatta o incapace di gestire l'ansia da sola, valuti la possibilità di cercare il supporto di uno psicologo. Questo professionista può aiutarla a esplorare le radici dell'ansia, a sviluppare strategie di coping e a lavorare verso un benessere emotivo più solido.
Ricordo che il percorso di guarigione è personale e unico per ciascuno. Dare valore alla propria crescita e cercare il supporto necessario può portare a una maggiore resilienza e a una migliore gestione delle sfide emotive.
Cordiali saluti,
Ilaria
ringrazio per la condivisione dei suoi sentimenti e delle difficoltà che sta attraversando in questo momento. È chiaro che la rottura della relazione con il suo ex ragazzo ha innescato una serie di emozioni intense e ha amplificato l'ansia che già stava sperimentando.
Le sfide emotive che sta affrontando sono comprensibili, soprattutto quando un punto di riferimento importante viene meno. È naturale sentirsi destabilizzati e ansiosi in seguito a cambiamenti significativi nella vita. È importante riconoscere che queste emozioni sono valide e che ci vuole tempo per elaborarle e affrontarle.
È positivo notare che aveva fatto dei passi avanti nella gestione dell'ansia prima di questa situazione. I passi che ha fatto in avanti non sono andati persi, ma è possibile che in questo momento si senta in una fase più vulnerabile.
Gli attacchi d'ansia possono essere spaventosi e destabilizzanti. È importante cercare strategie per affrontarli in modo più efficace. La gestione dell'ansia può richiedere tempo, impegno e, a volte, il supporto di un professionista. La terapia cognitivo-comportamentale può essere un approccio utile per imparare strategie pratiche per affrontare l'ansia e sviluppare la fiducia nelle proprie capacità.
È comprensibile che abbia paura di essere tornata indietro nella questione dell'ansia. Tuttavia, è importante ricordare che gli alti e bassi fanno parte del percorso di guarigione e crescita. Se si sente sopraffatta o incapace di gestire l'ansia da sola, valuti la possibilità di cercare il supporto di uno psicologo. Questo professionista può aiutarla a esplorare le radici dell'ansia, a sviluppare strategie di coping e a lavorare verso un benessere emotivo più solido.
Ricordo che il percorso di guarigione è personale e unico per ciascuno. Dare valore alla propria crescita e cercare il supporto necessario può portare a una maggiore resilienza e a una migliore gestione delle sfide emotive.
Cordiali saluti,
Ilaria
Buongiorno, gli attacchi di panico possono sembrare improvvisi ma hanno dei segnali "premonitori" che, con l'aiuto di un collega potresti imparare a riconoscere per gestirli meglio. Un percorso di supporto psicologico ti potrebbe anche aiutare a ridurre la tua ansia e a trovare uno stato di maggiore benessere e serenità.
Dott. Marco Cenci
Dott. Marco Cenci
Buonasera, mi sento di rassicurarla che aver riprovato ansia e/o attacchi di panico non significa aver fatto dei passi indietro. L'ansia è un'emozione che naturalmente proviamo in situazioni di allarme come può essere la paura dell'abbandono. L'ansia è un'emozione "cappello", ne sottende altre. Per questo esplorare l'ansia permette di capirne la sua funzione e di conseguenze provare, in terapia, dei modi per riuscire a regolarla.
Un partner può divenire un punto di riferimento, quindi quando la relazione finisce inevitabilmente ci si può sentire smarriti perchè il nostro sistema corpo/mente avverte tale perdita come un pericolo.
E' importante accogliere la sua sofferenza e mettersi in ascolto delle proprie emozioni e dei propri pensieri. Soprattutto esplorare se questa rottura ha un impatto sull'immagine che lei ha di se stessa. Se sì, come si è strutturata questa visione, andare indietro nella sua storia di interazioni con le figure significative della sua vita. Quali dimensioni vengono coinvolte nel suo malessere, valore personale?autostima? paura dell'abbandono? etc
Si tratta di andare a fondo di quell'insicurezza per una maggiore consapevolezza del suo funzionamento.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Un partner può divenire un punto di riferimento, quindi quando la relazione finisce inevitabilmente ci si può sentire smarriti perchè il nostro sistema corpo/mente avverte tale perdita come un pericolo.
E' importante accogliere la sua sofferenza e mettersi in ascolto delle proprie emozioni e dei propri pensieri. Soprattutto esplorare se questa rottura ha un impatto sull'immagine che lei ha di se stessa. Se sì, come si è strutturata questa visione, andare indietro nella sua storia di interazioni con le figure significative della sua vita. Quali dimensioni vengono coinvolte nel suo malessere, valore personale?autostima? paura dell'abbandono? etc
Si tratta di andare a fondo di quell'insicurezza per una maggiore consapevolezza del suo funzionamento.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
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Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Carissima, quando perdiamo qualcuno, perdiamo anche una parte di noi stessi. Accettare una separazione è sicuramente uno dei momenti più difficili della vita. Tuttavia col tempo l'unica via per trovare la serenità è quella di lasciar andare ! Se pensi di aver bisogno di aiuto in questo percorso, rivolgiti ad uno psicologo che abbia competenze ed esperienza nella gestione del lutto.
Mi dispiace molto sentire che stai attraversando un momento così difficile, e capisco quanto la fine di una relazione, unita alla tua ansia, possa essere travolgente. Quello che stai vivendo è una reazione comprensibile, considerando le circostanze che ti hanno colpito, ma vorrei darti alcune riflessioni che potrebbero aiutarti a gestire meglio la situazione.
1. La fine di una relazione come fattore scatenante:
Le relazioni significative, come quella che hai avuto con il tuo ex, sono spesso un punto di riferimento emotivo e psicologico. Quando una relazione finisce, in particolare in un momento già difficile come una crisi lavorativa, può sembrare che il nostro mondo interiore vada in frantumi. Questo può innescare e amplificare emozioni di insicurezza, ansia e paura. Quello che stai vivendo ora è una reazione a questa perdita e non un fallimento del tuo progresso. La tua ansia non è tornata indietro, ma sta reagendo a una situazione molto stressante.
2. La paura di non riuscire a gestire gli attacchi di ansia:
La paura dell'imprevedibilità degli attacchi d'ansia è una sensazione molto comune. Quando non sappiamo quando o come potrebbero arrivare, è facile sentirsi sopraffatti. Gli attacchi di ansia, specialmente quelli con tachicardia, possono sembrare incontrollabili, ma è importante ricordare che sono fisiologici e temporanei. Un passo che potrebbe aiutarti a gestirli meglio è imparare delle tecniche di mindfulness o di respirazione profonda, che ti permettono di calmare il corpo e la mente prima che l'attacco prenda piede.
Prova a concentrarti sul tuo respiro quando senti i primi segnali di un attacco d'ansia: inspira lentamente per 4 secondi, trattieni per 4 secondi, ed espira per 4 secondi. Questo aiuta a rimanere presente nel momento e a rallentare i battiti cardiaci.
3. Accettazione del momento difficile:
Il fatto che ti senta come se stessi "ritornando indietro" è comprensibile, ma è anche una percezione che può essere parzialmente influenzata dalla tua ansia. Anche se sembra che i progressi fatti siano svaniti, ciò che hai imparato non scompare mai. È normale sentirsi in difficoltà dopo un evento traumatico, e ogni passo che fai per affrontarlo, anche se piccolo, è parte del percorso di guarigione. Le crisi possono essere momentanee e non indicano che tu non stia progredendo, ma che stai vivendo una difficoltà che può essere superata.
4. Riconoscere il valore dei progressi passati:
Anche se ti sembra di essere tornata indietro, in realtà stai solo affrontando una fase difficile che ha minato la tua sicurezza, ma i passi avanti che hai fatto in passato sono ancora lì. La paura del fallimento e la mancanza di fiducia in te stessa sono due sfide che, seppur difficili, fanno parte di un processo di crescita. Potresti provare a ricordare anche i momenti passati in cui sei riuscita a gestire l'ansia con successo, anche se sembrano lontani. Ogni piccolo successo, ogni passo verso il miglioramento, conta.
5. Chiedere supporto:
Non devi affrontare tutto questo da sola. Se non l'hai già fatto, potrebbe essere utile cercare un supporto professionale, come un terapista che ti aiuti a lavorare su queste paure e ansie. Se non te la senti di parlare con uno psicologo o psicoterapeuta, ci sono anche gruppi di supporto per ansia e attacchi di panico che potrebbero esserti utili. Confrontarsi con chi ha vissuto esperienze simili può aiutarti a sentirti meno sola.
6. Azione concreta per recuperare il controllo:
A volte, la chiave per uscire da questi momenti di crisi è fare piccoli passi per riprendere il controllo della tua vita quotidiana. Anche semplici attività come l'esercizio fisico, la meditazione, o la cura di hobby che ti appassionano possono avere un impatto positivo sulla tua mente e sul tuo corpo, riducendo i livelli di ansia. Cerca di ritagliarti dei momenti in cui ti prendi cura di te stessa e ti concedi il tempo per ritrovare la serenità, anche se solo per pochi minuti al giorno.
7. Concentrati sul presente e sulla tua crescita:
Cerca di non preoccuparti troppo del futuro o di come questa esperienza possa influenzare la tua vita. Concentrati su ciò che puoi fare ora per stare meglio e ricordati che ogni giorno che passi affrontando queste difficoltà è un passo verso la resilienza. La vita è fatta di alti e bassi, e in questo momento stai attraversando una fase difficile, ma non è un segno che non riuscirai mai a superarla.
Conclusione: Quello che stai vivendo è estremamente difficile, ma è una fase che puoi affrontare e superare con il giusto supporto. Non sei sola in questo percorso, e puoi riprendere il controllo della tua vita. Il fatto che riconosci la tua ansia e desideri affrontarla è già un grande passo. Ricorda che sei più forte di quanto pensi e che ogni difficoltà è una lezione che ti aiuterà a crescere. Se hai bisogno di ulteriori consigli o supporto, sono qui per ascoltarti.
1. La fine di una relazione come fattore scatenante:
Le relazioni significative, come quella che hai avuto con il tuo ex, sono spesso un punto di riferimento emotivo e psicologico. Quando una relazione finisce, in particolare in un momento già difficile come una crisi lavorativa, può sembrare che il nostro mondo interiore vada in frantumi. Questo può innescare e amplificare emozioni di insicurezza, ansia e paura. Quello che stai vivendo ora è una reazione a questa perdita e non un fallimento del tuo progresso. La tua ansia non è tornata indietro, ma sta reagendo a una situazione molto stressante.
2. La paura di non riuscire a gestire gli attacchi di ansia:
La paura dell'imprevedibilità degli attacchi d'ansia è una sensazione molto comune. Quando non sappiamo quando o come potrebbero arrivare, è facile sentirsi sopraffatti. Gli attacchi di ansia, specialmente quelli con tachicardia, possono sembrare incontrollabili, ma è importante ricordare che sono fisiologici e temporanei. Un passo che potrebbe aiutarti a gestirli meglio è imparare delle tecniche di mindfulness o di respirazione profonda, che ti permettono di calmare il corpo e la mente prima che l'attacco prenda piede.
Prova a concentrarti sul tuo respiro quando senti i primi segnali di un attacco d'ansia: inspira lentamente per 4 secondi, trattieni per 4 secondi, ed espira per 4 secondi. Questo aiuta a rimanere presente nel momento e a rallentare i battiti cardiaci.
3. Accettazione del momento difficile:
Il fatto che ti senta come se stessi "ritornando indietro" è comprensibile, ma è anche una percezione che può essere parzialmente influenzata dalla tua ansia. Anche se sembra che i progressi fatti siano svaniti, ciò che hai imparato non scompare mai. È normale sentirsi in difficoltà dopo un evento traumatico, e ogni passo che fai per affrontarlo, anche se piccolo, è parte del percorso di guarigione. Le crisi possono essere momentanee e non indicano che tu non stia progredendo, ma che stai vivendo una difficoltà che può essere superata.
4. Riconoscere il valore dei progressi passati:
Anche se ti sembra di essere tornata indietro, in realtà stai solo affrontando una fase difficile che ha minato la tua sicurezza, ma i passi avanti che hai fatto in passato sono ancora lì. La paura del fallimento e la mancanza di fiducia in te stessa sono due sfide che, seppur difficili, fanno parte di un processo di crescita. Potresti provare a ricordare anche i momenti passati in cui sei riuscita a gestire l'ansia con successo, anche se sembrano lontani. Ogni piccolo successo, ogni passo verso il miglioramento, conta.
5. Chiedere supporto:
Non devi affrontare tutto questo da sola. Se non l'hai già fatto, potrebbe essere utile cercare un supporto professionale, come un terapista che ti aiuti a lavorare su queste paure e ansie. Se non te la senti di parlare con uno psicologo o psicoterapeuta, ci sono anche gruppi di supporto per ansia e attacchi di panico che potrebbero esserti utili. Confrontarsi con chi ha vissuto esperienze simili può aiutarti a sentirti meno sola.
6. Azione concreta per recuperare il controllo:
A volte, la chiave per uscire da questi momenti di crisi è fare piccoli passi per riprendere il controllo della tua vita quotidiana. Anche semplici attività come l'esercizio fisico, la meditazione, o la cura di hobby che ti appassionano possono avere un impatto positivo sulla tua mente e sul tuo corpo, riducendo i livelli di ansia. Cerca di ritagliarti dei momenti in cui ti prendi cura di te stessa e ti concedi il tempo per ritrovare la serenità, anche se solo per pochi minuti al giorno.
7. Concentrati sul presente e sulla tua crescita:
Cerca di non preoccuparti troppo del futuro o di come questa esperienza possa influenzare la tua vita. Concentrati su ciò che puoi fare ora per stare meglio e ricordati che ogni giorno che passi affrontando queste difficoltà è un passo verso la resilienza. La vita è fatta di alti e bassi, e in questo momento stai attraversando una fase difficile, ma non è un segno che non riuscirai mai a superarla.
Conclusione: Quello che stai vivendo è estremamente difficile, ma è una fase che puoi affrontare e superare con il giusto supporto. Non sei sola in questo percorso, e puoi riprendere il controllo della tua vita. Il fatto che riconosci la tua ansia e desideri affrontarla è già un grande passo. Ricorda che sei più forte di quanto pensi e che ogni difficoltà è una lezione che ti aiuterà a crescere. Se hai bisogno di ulteriori consigli o supporto, sono qui per ascoltarti.
Ciao ho letto il tuo messaggio,
Mi dispiace per la fine della relazione con il tuo fidanzato e mi dispiace per tutta la sofferenza che hai provato e stai provando.
Può succedere dopo la fine di una storia importante nella quale abbiamo investito sentimenti, aspettative, progetti per il futuro possiamo provare sensazioni come ansia,talvolta rabbia, perdita di motivazione, sensazione di vuoto, sensazione di smarrimento, confusione e scarsa autostima. Leggendo il tuo messaggio hai detto di essere stata sempre una persona ansiosa e con poca fiducia in te stessa e molto probabilmente oggi accusi tali disagi in modo più intenso e non gestibile proprio perché magari non hai ancora metabolizzato in modo costruttivo la fine della tua relazione con il tuo ex. Per tale ragione ti invito ad iniziare un percorso di sostegno psicologico che ti consenta di poter comprendere quali sono le vere cause che attivano il tuo stato di ansia e tachicardia, poter comprendere la tua sfera emotiva, imparare a credere in te stessa, imparare a conoscere le motivazioni dietro le tue paure e riuscire ad affrontarle, imparare a gestire eventuali attacchi di panico ma soprattutto riacquisire un tuo equilibrio e benessere psicofisico ed emotivo. Un percorso psicologico ti può aiutare a ritrovare te stessa ed a imparare a vivere la tua vita senza condizionamenti interni ed esterni a te stessa. Per qualsiasi cosa resto a tua completa disposizione, scrivimi senza alcuna esitazione sarò ben lieta di poterti rispondere ed aiutare. Io lavoro a Roma sia modalità classica in studio sia modalità online con pazienti della mia città ma anche di altre città. La prima consulenza è sempre gratuita.
Un caro saluto,
Dott.ssa Ilardi Chiara
Mi dispiace per la fine della relazione con il tuo fidanzato e mi dispiace per tutta la sofferenza che hai provato e stai provando.
Può succedere dopo la fine di una storia importante nella quale abbiamo investito sentimenti, aspettative, progetti per il futuro possiamo provare sensazioni come ansia,talvolta rabbia, perdita di motivazione, sensazione di vuoto, sensazione di smarrimento, confusione e scarsa autostima. Leggendo il tuo messaggio hai detto di essere stata sempre una persona ansiosa e con poca fiducia in te stessa e molto probabilmente oggi accusi tali disagi in modo più intenso e non gestibile proprio perché magari non hai ancora metabolizzato in modo costruttivo la fine della tua relazione con il tuo ex. Per tale ragione ti invito ad iniziare un percorso di sostegno psicologico che ti consenta di poter comprendere quali sono le vere cause che attivano il tuo stato di ansia e tachicardia, poter comprendere la tua sfera emotiva, imparare a credere in te stessa, imparare a conoscere le motivazioni dietro le tue paure e riuscire ad affrontarle, imparare a gestire eventuali attacchi di panico ma soprattutto riacquisire un tuo equilibrio e benessere psicofisico ed emotivo. Un percorso psicologico ti può aiutare a ritrovare te stessa ed a imparare a vivere la tua vita senza condizionamenti interni ed esterni a te stessa. Per qualsiasi cosa resto a tua completa disposizione, scrivimi senza alcuna esitazione sarò ben lieta di poterti rispondere ed aiutare. Io lavoro a Roma sia modalità classica in studio sia modalità online con pazienti della mia città ma anche di altre città. La prima consulenza è sempre gratuita.
Un caro saluto,
Dott.ssa Ilardi Chiara
Gentile utente,
Grazie per la condivisione di queste emozioni difficili.
La separazione dal fidanzato è una situazione che sembra crearle dei vissuti faticosi, alla luce di quello che è successo tra voi e delle caratteristiche ansiose che riconosce come sue.
L'ansia è un'emozione e come tale arriva per segnalarci qualcosa in modo funzionale, diventa un problema quando è eccessiva e ha un impatto negativo sulla vita quotidiana.
Grazie alla terapia cognitivo-comportamentale, approccio che abbraccio, si può lavorare su questi aspetti per approfondire quali sono gli eventi che attivano l'ansia in modo eccessivo, il significato che diamo ai sintomi fisici che sperimentiamo (es. tachicardia) e i pensieri che accompagnano l'ansia.
La terapia si propone poi di trovare, in modo collaborativo, delle strategie di gestione dell'ansia, in modo da sperimentare fin da subito la possibilità di fare qualcosa in concreto per affrontare l'imprevedibilità degli attacchi d'ansia.
Se avesse il desiderio di prendersi questo spazio per vedere insieme le sue emozioni e i comportamenti sui quali possiamo lavorare per riuscire a gestire queste emozioni, sono a disposizione.
A presto,
Dott.ssa Alice Garnero
Grazie per la condivisione di queste emozioni difficili.
La separazione dal fidanzato è una situazione che sembra crearle dei vissuti faticosi, alla luce di quello che è successo tra voi e delle caratteristiche ansiose che riconosce come sue.
L'ansia è un'emozione e come tale arriva per segnalarci qualcosa in modo funzionale, diventa un problema quando è eccessiva e ha un impatto negativo sulla vita quotidiana.
Grazie alla terapia cognitivo-comportamentale, approccio che abbraccio, si può lavorare su questi aspetti per approfondire quali sono gli eventi che attivano l'ansia in modo eccessivo, il significato che diamo ai sintomi fisici che sperimentiamo (es. tachicardia) e i pensieri che accompagnano l'ansia.
La terapia si propone poi di trovare, in modo collaborativo, delle strategie di gestione dell'ansia, in modo da sperimentare fin da subito la possibilità di fare qualcosa in concreto per affrontare l'imprevedibilità degli attacchi d'ansia.
Se avesse il desiderio di prendersi questo spazio per vedere insieme le sue emozioni e i comportamenti sui quali possiamo lavorare per riuscire a gestire queste emozioni, sono a disposizione.
A presto,
Dott.ssa Alice Garnero
Buongiorno grazie per la condivisione, la fine di una storia incrementa l’ansia e può far scaturire gli attacchi di panico. In passato si é rivolta ad uno psicologo? Le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico per conoscere meglio le sue emozioni e pensieri. L’aiuto di un professionista le consentirà di acquisire le strategie necessarie per gestire l’ansia come tecniche di respirazione, psicoeducazione, meditazione. L’ansia é una sorta di campanellino di allarme che ci avvisa quando qualcosa non va e c’è bisogno di un cambiamento. Resto a sua disposizione per eventuali informazioni e le ricordo che é possibile prenotare dal mio profilo una videoconsulenza gratuita di 20 minuti. In bocca al lupo
Dott. ssa Mariapaola Anania, psicologa clinica, psicosessuologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale in formazione.
Dott. ssa Mariapaola Anania, psicologa clinica, psicosessuologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale in formazione.
Salve, grazie per aver condiviso la sua storia. So che è questa la paura più grande, ma quello che sta vivendo è una riacutizzazione dell’ansia, non la cancellazione dei passi avanti che hai fatto negli anni. I progressi non spariscono perché la vita ti colpisce di nuovo , o so attraversa un periodo difficile. Quando una persona ansiosa perde le ancore, il corpo va in allarme totale.
E l’ansia, quando non trova parole, parla con il cuore che corre, lo stomaco che si chiude, la paura che arriva senza preavviso. Gli attacchi che descrive sono spaventosi, sì — ma non sono pericolosi, e soprattutto non sono incontrollabili per sempre, anche se ora le sembra così. Iniziando sin da subito un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla ad avere più consapevolezza delle sue emozioni e dello stato ansioso, imparando tecniche e strategie per migliorare la sua situazione attuale. Resto a sua disposizione.
E l’ansia, quando non trova parole, parla con il cuore che corre, lo stomaco che si chiude, la paura che arriva senza preavviso. Gli attacchi che descrive sono spaventosi, sì — ma non sono pericolosi, e soprattutto non sono incontrollabili per sempre, anche se ora le sembra così. Iniziando sin da subito un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla ad avere più consapevolezza delle sue emozioni e dello stato ansioso, imparando tecniche e strategie per migliorare la sua situazione attuale. Resto a sua disposizione.
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