Il medico mi aveva prescritto lo Xanax perché l'anno scorso avevo sempre risvegli notturni sempre al
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Il medico mi aveva prescritto lo Xanax perché l'anno scorso avevo sempre risvegli notturni sempre alla stessa ora, con tachicardia, dopo aver fatto le visite cardiologiche, che sono risultate positive ,ho un piccolo problema con una valvola ma la cardiologa aveva detto che non è nulla di cui preoccuparsi. Il mio medico mi aveva prescritto questo farmaco perché pensa che la mia sia ansia, alcuni mesi dopo gli avevo detto che avevo provato a dormire senza l'uso di questo farmaco ma avevo sempre risvegli notturni, e mi aveva detto di continuare questo farmaco. Chiedo un vostro consiglio al riguardo.
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Per quanto riguarda il farmaco credo sia meglio rivolgersi al proprio medico curante, figura professionale più competente in materia.
Tenga presente che la letteratura scientifica è concorde nel sostenere che la terapia migliore sia quella combinata ossia costituita da farmaco più intervento psicologico dunque ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Per quanto riguarda il farmaco credo sia meglio rivolgersi al proprio medico curante, figura professionale più competente in materia.
Tenga presente che la letteratura scientifica è concorde nel sostenere che la terapia migliore sia quella combinata ossia costituita da farmaco più intervento psicologico dunque ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto.
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Sinceramente io mi affiderei ad uno psichiatra per curare con farmaci problematiche relative all'ansia o all'insonnia. Altrimenti iniziare un percorso di psicoterapia potrebbe essere una valida alternativa allo Xanax. Mi contatti se vuole anche on line. Cordiali saluti
Buongiorno, chiederei consulto psichiatrico per monitoraggio farmacologico e inizierei una presa in carico psicologica per gestione dell'ansia e più in generale del momento attuale che sta vivendo.
Rimango a disposizione per chiarimenti, anche online.
Un caro saluto
Dott.ssa Daniela Parisi
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Un caro saluto
Dott.ssa Daniela Parisi
Buonasera Gentile Utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Se il cardiologo ha escluso la parte organica, è possibile che si tratti di ansia. Servirebbe però una visita specialistica per poterlo attestare. Gli approcci sono sostanzialmente due: o prende appuntamento dallo psichiatra, che ha un approccio medico, o da uno psicologo. I due approcci possono anche coesistere. La strada "medica" l'ha già tentata attraverso il medico di base; forse per lei sarebbe più indicata una visita psicologica. Cordialmente, dott. Simeoni.
Gentile Utente,
I farmaci sono una buona soluzione tampone, ma fermo restando che l’obiettivo sia sospenderli, c’è il rischio di veder tornare il problema che sembrava avessero risolto. Avendo escluso cause organiche, è pensabile che abbia degli stati ansiosi sui quali potrebbe far maggior chiarezza chiedendo un consulto ad uno psicoterapeuta. La combinazione di terapia e farmaci è indicata come la migliore nell’intervento sul sintomo, del quale le cause profonde potranno divenire evidenti e comprensibili. Un caro saluto
I farmaci sono una buona soluzione tampone, ma fermo restando che l’obiettivo sia sospenderli, c’è il rischio di veder tornare il problema che sembrava avessero risolto. Avendo escluso cause organiche, è pensabile che abbia degli stati ansiosi sui quali potrebbe far maggior chiarezza chiedendo un consulto ad uno psicoterapeuta. La combinazione di terapia e farmaci è indicata come la migliore nell’intervento sul sintomo, del quale le cause profonde potranno divenire evidenti e comprensibili. Un caro saluto
Buongiorno, per questioni relative ai farmaci, senta il medico curante. Sempre.
Saluti
MT
Saluti
MT
La psicologia può aiutarla ad uscire da questo incubo che vive da anni per poter vedere la luce e vivere serenamente la sua vita.
salve, l'utilizzo del farmaco può essere un opzione per tenere a bada la problematica descritta. tuttavia, da solo a volte non è sufficiente. intraprendere un percorso di psicoterapia che abbia come obiettivo l'analisi del sintomo, delle cause e delle strategie per poterlo affrontare sarebbe di grande giovamento.
cordiali saluti.
cordiali saluti.
Buonasera, se le problematiche riscontrate non sono legate a cause organiche, le consiglio d'intraprendere un percorso psicologico. Difficoltà a dormire ed episodi di tachicardia possono essere legati all'ansia, così potrebbe indagare sui suoi vissuti e comprendere da dove possano provenire questi suoi disagi.
Per quanto concerne il farmaco si affidi comunque al suo medico che gliele ha prescritte: i farmaci curano i sintomi ma non la causa, per questo rifletta sull'associare anche un percorso.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento, un caro saluto, dottoressa Paola De Martino
Per quanto concerne il farmaco si affidi comunque al suo medico che gliele ha prescritte: i farmaci curano i sintomi ma non la causa, per questo rifletta sull'associare anche un percorso.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento, un caro saluto, dottoressa Paola De Martino
Buongiorno,
per i disturbi d'ansia è fondamentale un approccio di tipo integrato. La farmacoterapia, e la psicoterapia devono camminare di pari passo. Entrambe le cose, possono nel tempo migliorare la qualità della vita del paziente. La chiave del cambiamento sta tutta li. Consulti quanto prima uno psicologo, ed inizia un percorso di psicoterapia, al fine di poter guardare ad un benessere più a lungo termine. Per quanto concerne la gestione dei farmaci la invito a consultare medico prescrivente, figura idonea ad orientare le sue specifiche richieste
Cordiali saluti.
Dott Diego Ferrara
per i disturbi d'ansia è fondamentale un approccio di tipo integrato. La farmacoterapia, e la psicoterapia devono camminare di pari passo. Entrambe le cose, possono nel tempo migliorare la qualità della vita del paziente. La chiave del cambiamento sta tutta li. Consulti quanto prima uno psicologo, ed inizia un percorso di psicoterapia, al fine di poter guardare ad un benessere più a lungo termine. Per quanto concerne la gestione dei farmaci la invito a consultare medico prescrivente, figura idonea ad orientare le sue specifiche richieste
Cordiali saluti.
Dott Diego Ferrara
Buonasera,se sono state escluse cause organiche ,il problema dei risvegli notturni è attribuibile all ansia.Lo Xanax è un farmaco che cura il sintomo e non le cause psicologiche dell' ansia ,per i farmaci deve mantenere un controllo medico.Le consiglierei parallelamente un approccio psicologico per approfondire e dare un senso ai suoi timori e alle sue reazioni ansiose Un caro saluto dottssa Luciana Harari
Gentile Utente, se sono state escluse cause organiche, chiederei un consulto psichiatrico per il monitoraggio farmacologico.
Le consiglierei di valutare l'iniziare un percorso psicologico per comprendere le cause di tale sintomatologia e trovare strategie utili per fronteggiarla al fine di migliorare la sua qualità di vita.
Resto a disposizione. Cordiali Saluti,
Dott.ssa Fabiana Schillirò.
Le consiglierei di valutare l'iniziare un percorso psicologico per comprendere le cause di tale sintomatologia e trovare strategie utili per fronteggiarla al fine di migliorare la sua qualità di vita.
Resto a disposizione. Cordiali Saluti,
Dott.ssa Fabiana Schillirò.
Buonasera,
La cura farmacologica può andar bene se prescritta da uno psichiatra che prende in carico la persona e la segue costantemente facendo delle visite di follow up per monitorarne l'andamento.
Consiglio sempre di affidarsi ud uno psichiatra e parallelamente intraprendere un percorso di psicoterapia per lavorare sulle cause del sintomo.
In bocca al lupo!
La cura farmacologica può andar bene se prescritta da uno psichiatra che prende in carico la persona e la segue costantemente facendo delle visite di follow up per monitorarne l'andamento.
Consiglio sempre di affidarsi ud uno psichiatra e parallelamente intraprendere un percorso di psicoterapia per lavorare sulle cause del sintomo.
In bocca al lupo!
Gentilissima, se la problematica cardiologica non giustifica la tachicardia notturna sarebbe importante valutare in maniera più accurata l’ipotetico quadro ansioso. Può decidere di rivolgersi ad uno psichiatra o ad uno psicoterapeuta per una consulenza, in modo da avere un riscontro preciso su un’eventuale sindrome ansiosa. Nel caso fosse confermata la cura prevede la terapia farmacologica, quella psicologica, o ancora meglio entrambe. L’obiettivo finale e’ che lei riesca a gestire in autonomia l’ansia, in modo da non avere sintomi invalidanti nella quotidianità e usando l’aiuto farmacologico solo in casi acuti di necessità’. Spero di averle fornito qualche spunto. Cordiali saluti
Marianna Pasello
Marianna Pasello
Buongiorno, mi spiace per le sue difficoltà. Per quanto riguarda i farmaci deve confrontarsi e porre tutte le domande che ritiene opportune ad uno psichiatra. Le consiglio di riflettere sull'importanza di intraprendere un percorso di psicoterapia che possa aiutarla a risolvere le problematiche alla base dei suoi risvegli.
Le auguro il meglio, saluti.
Dott.ssa Federica Leonardi
Le auguro il meglio, saluti.
Dott.ssa Federica Leonardi
Salve. La sua condizione può essere affrontata su livelli diversi. Sul piano medico lei sta gia facendo tutto il possibile, tuttavia sarebbe opportuno indagare anche le cause psicologiche che innescano la sua Sintomatologia. Ne troverà certamente sollievo. Rimango disponibile per ogmi ulteriore chiarimento. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli Psicologo e Psicoterapeuta.
Buonasera. Il mio suggerimento è quello di consultare uno/a psicoterapeuta per valutare se possa esserle d'aiuto l'inizio di un percorso psicologico specifico che abbia come obiettivo il miglioramento della propria salute e del proprio benessere. Le suggerisco inoltre di rivolgersi ad uno/a psichiatra per avere indicazioni chiare ed esaustive in merito a tutti gli aspetti relativi all'assunzione, agli effetti ed all'efficacia del farmaco che riferisce. Un saluto, Dott. Felice Schettini
Gentile Utente, le consiglio il consulto con uno psicologo che la indirizzi al meglio ed eventualmente la inviii ad altro specialista per una terapia "anche" farmacologica. Un Saluto
Dott.ssa Florianna Dattolo
Dott.ssa Florianna Dattolo
Buonasera, se gli esami sono positivi deve chiedere alla cardiologa se il disturbo riscontrato può provocare i suoi malesseri. Se così non fosse o non ci sono altri esami da fare al riguardo, allora si può ipotizzare che si tratti di ansia. In tal caso può prenotare qualche seduta con uno psicoterapeuta per valutare una eventuale componente psicologica.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Gentile utente,
escluse con l'aiuto del suo medico eventuali cause organiche del suo disturbo, potrebbe effettivamente essere ansia quella che le provoca tachicardia e risvegli notturni. Il mio consiglio è di provare a rivolgersi ad uno psicologo, poiché il farmaco da solo è poco efficace nel trattamento di tali sintomi.
Rimango a disposizione, un caro saluto
escluse con l'aiuto del suo medico eventuali cause organiche del suo disturbo, potrebbe effettivamente essere ansia quella che le provoca tachicardia e risvegli notturni. Il mio consiglio è di provare a rivolgersi ad uno psicologo, poiché il farmaco da solo è poco efficace nel trattamento di tali sintomi.
Rimango a disposizione, un caro saluto
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso su questa piattaforma la sua difficoltà. Dalle sua parole mi sembra che abbia già fatto gli appronfondimenti necessari con un medico. Avendo escluso cause di natura organica, e volendo provare a risolvere il problema del sonno senza assumere alcun farmaco, le consiglierei di intraprendere un percorso con uno psicologo che possa aiutarl* a comprendere se effettivamente si tratta di una difficoltà di natura psicologica e che può essere risolvibile esclusivamente con la terapia. Se così non dovesse essere, valuterete insieme cosa è meglio fare.
Dott.ssa Anna Asia Forino
Dott.ssa Anna Asia Forino
Buongiorno,
per capire cosa ci può essere all'origine di questi risvegli notturni, deve rivolgersi ad un professionista della salute mentale che può essere uno psicologo o uno psichiatra. Il farmaco che lei indica è un ansiolitico potente ma che va utilizzato su sintomo acuto e a breve termine, sotto stretto controllo medico psichiatrico. Come tutti i farmaci ha poi un periodo di latenza, ciò vuol dire che intercorre un determinato lasso di tempo tra quando inizia ad assumerlo e quando ci saranno degli effetti. Le suggerisco poi di affiancare una terapia psicologica individuale. Saluti,
Dott.ssa G.T.
per capire cosa ci può essere all'origine di questi risvegli notturni, deve rivolgersi ad un professionista della salute mentale che può essere uno psicologo o uno psichiatra. Il farmaco che lei indica è un ansiolitico potente ma che va utilizzato su sintomo acuto e a breve termine, sotto stretto controllo medico psichiatrico. Come tutti i farmaci ha poi un periodo di latenza, ciò vuol dire che intercorre un determinato lasso di tempo tra quando inizia ad assumerlo e quando ci saranno degli effetti. Le suggerisco poi di affiancare una terapia psicologica individuale. Saluti,
Dott.ssa G.T.
Salve,
lo Xanax andrebbe utilizzato solo per brevi periodi e sotto osservazione del medico competente, ovvero lo psichiatra. Le consiglio di rivolgersi a questa figura per avere una terapia più appropriata per l'insonnia e valutare anche altre possibilità come le tecniche di rilassamento.
Cordialità
lo Xanax andrebbe utilizzato solo per brevi periodi e sotto osservazione del medico competente, ovvero lo psichiatra. Le consiglio di rivolgersi a questa figura per avere una terapia più appropriata per l'insonnia e valutare anche altre possibilità come le tecniche di rilassamento.
Cordialità
Gentile Utente, comprendo il suo dubbio, è una domanda molto sensata.
Da quello che descrive, il percorso che è stato fatto ha una sua logica: esclusa una causa cardiologica rilevante, il medico ha ipotizzato una componente ansiosa e ha prescritto lo Xanax per ridurre l’iperattivazione notturna.
Il fatto che senza farmaco i risvegli con tachicardia tornino suggerisce che il sintomo sia ancora lì, non necessariamente che il farmaco sia “l’unica soluzione”.
Qui però è importante fare una distinzione chiara. Lo Xanax può aiutare a contenere il sintomo, ma non cura la causa dell’ansia. Inoltre, se assunto per periodi prolungati, può creare assuefazione e rendere più difficile dormire senza.
Per questo, più che chiedersi se continuare o no in assoluto, potrebbe essere utile domandarsi come affiancarlo o, nel tempo, sostituirlo. In genere le strade sono:
- una percorso psicologica per capire cosa mantiene questi risvegli;
- eventualmente una valutazione psichiatrica, se il medico di base (o lo psicologo) lo ritiene opportuno, per capire se esistono alternative farmacologiche più adatte a un uso prolungato.
Le ricordo infine che è importante non sospendere né modificare il farmaco da sola, ma porti al medico eventuali dubbi.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Da quello che descrive, il percorso che è stato fatto ha una sua logica: esclusa una causa cardiologica rilevante, il medico ha ipotizzato una componente ansiosa e ha prescritto lo Xanax per ridurre l’iperattivazione notturna.
Il fatto che senza farmaco i risvegli con tachicardia tornino suggerisce che il sintomo sia ancora lì, non necessariamente che il farmaco sia “l’unica soluzione”.
Qui però è importante fare una distinzione chiara. Lo Xanax può aiutare a contenere il sintomo, ma non cura la causa dell’ansia. Inoltre, se assunto per periodi prolungati, può creare assuefazione e rendere più difficile dormire senza.
Per questo, più che chiedersi se continuare o no in assoluto, potrebbe essere utile domandarsi come affiancarlo o, nel tempo, sostituirlo. In genere le strade sono:
- una percorso psicologica per capire cosa mantiene questi risvegli;
- eventualmente una valutazione psichiatrica, se il medico di base (o lo psicologo) lo ritiene opportuno, per capire se esistono alternative farmacologiche più adatte a un uso prolungato.
Le ricordo infine che è importante non sospendere né modificare il farmaco da sola, ma porti al medico eventuali dubbi.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Da quello che descrive, il percorso medico è stato accurato e il fatto che gli accertamenti cardiologici abbiano escluso problematiche rilevanti è un elemento importante e rassicurante.
È comprensibile che il medico abbia ipotizzato una componente ansiosa, soprattutto considerando i risvegli notturni associati a tachicardia: in questi casi lo Xanax può certamente aiutare a ridurre l’attivazione fisiologica e a contenere il sintomo nel breve periodo. Tuttavia, come probabilmente sta già sperimentando, il farmaco agisce principalmente sul piano fisiologico e sintomatico, ma non sempre interviene sulle cause profonde che possono mantenere l’ansia nel tempo, come ad esempio stati di allerta costante, preoccupazioni, o meccanismi di anticipazione legati al sonno.
Per questo motivo, quando è presente un sintomo ansioso persistente, è generalmente consigliabile affiancare alla terapia farmacologica un percorso psicologico, che permetta di comprendere meglio cosa accade a livello emotivo e di lavorare su strategie più stabili di regolazione dell’ansia e del sonno. In molti casi, questo lavoro consente anche, in accordo con il medico, una progressiva riduzione del farmaco.
Se posso chiederle: attualmente è seguita da uno psicologo o ha mai intrapreso un percorso di psicoterapia?
Resto volentieri a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento o approfondimento.
È comprensibile che il medico abbia ipotizzato una componente ansiosa, soprattutto considerando i risvegli notturni associati a tachicardia: in questi casi lo Xanax può certamente aiutare a ridurre l’attivazione fisiologica e a contenere il sintomo nel breve periodo. Tuttavia, come probabilmente sta già sperimentando, il farmaco agisce principalmente sul piano fisiologico e sintomatico, ma non sempre interviene sulle cause profonde che possono mantenere l’ansia nel tempo, come ad esempio stati di allerta costante, preoccupazioni, o meccanismi di anticipazione legati al sonno.
Per questo motivo, quando è presente un sintomo ansioso persistente, è generalmente consigliabile affiancare alla terapia farmacologica un percorso psicologico, che permetta di comprendere meglio cosa accade a livello emotivo e di lavorare su strategie più stabili di regolazione dell’ansia e del sonno. In molti casi, questo lavoro consente anche, in accordo con il medico, una progressiva riduzione del farmaco.
Se posso chiederle: attualmente è seguita da uno psicologo o ha mai intrapreso un percorso di psicoterapia?
Resto volentieri a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento o approfondimento.
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