Ho un vero e proprio blocco quando devo prendere una compressa. Posso anche bere un litro d'acqua e

Ho un vero e proprio blocco quando devo prendere una compressa. Posso anche bere un litro d'acqua e tagliarla in pezzetti piccoli ma ho sempre una difficoltà grande. È un problema di natura psicologica legato alla paura di soffocare? Si può superare?

25 risposte


Salve, mi spiace per il disagio espresso. Probabilmente si è creato un condizionamento, bisognerebbe indagarne le cause e creare un contro-condizionamento e soprattutto gestire le conseguenze negative che questa situazione comporta. Le consiglio di rivolgersi ad un medico per indagare eventuali patologie organiche ed, eventualmente, anche ad intraprendere un percorso psicologico. Cordialmente, dott. FDL

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Gentile Utente, se in contesti analoghi, quali l'ingestione di cibo, questa difficoltà non fa capolino, è possibile stia agendo sottotraccia un significato più profondo legato alla compressa (alla tipologia come alla condizione sulla quale va ad agire) e che le impedisce di ingerirla. Potrebbe essere per lei utile approfondire in una terapia questo problema che ci racconta, dove sarà possibile chiarire esattamente cosa lei provi nell'atto di assumere la compressa, dove la paura di soffocare è solo una delle possibilità. Un caro saluto


Buonasera, La risposta che ha trovato alla sua domanda e di cui ci chiede un parere, potrebbe scaturire dai suoi vissuti e quindi se ha collegato la sua difficoltà alla paura di soffocare, potrebbe esserci un fondo di verità. Ma non è possibile confermare con assoluta certezza. Di più non si può dire. Non sappiamo se questa difficoltà è legata a tutte le medicine che ha preso finora o se si è presentata solo ora. Non conosciamo altro di lei. Se il blocco diventa invalidante, ne può parlare con uno psicologo. Un cordiale saluto


Buona sera, la risposta alla sua domanda "Si può superare ?" è certamente si. Da quello che racconta,potrebbe essere di natura fobica. Consiglio di : -contattare un medico per escludere problemi organici. -contattare uno psicologo-psicoterapeutico, preferibilmente ad indirizzo cognitivo-comportamentale. Rimango a disposizione. Saluti, Dott.ssa Chiara Pavia


Gentile Signore/a per rispondere alla sua domanda sono necessarie anche altre informazioni che non ci fornisce. Forse è opportuno contattare uno psicoterapeuta per analizzare la situazione e valutare le eventuali attività. Lei parla solo dell'uso dei farmaci ma è possibile che ci siano anche altre situazioni sulle quali riflettere. Un cordiale saluto


Salve, abbiamo troppe poche informazioni per poterle dare una risposta chiara. Da quanto tempo è presente questa difficoltà? Buona giornata. Dott. Fiori


Salve, la sua domanda è molto chiara e diretta e mi sento di essere sintetica anche io. E' una difficoltà assolutamente superabile. Può contattare uno psicoterapeuta e fare un piano terapeutico su questa fobia specifica. Le consiglio un terapeuta cognitivo o cognitivo-comportamentale vista la natura del disturbo che presenta, in quanto le tecniche usate sono mirate verso la sintomatologia di cui parla. cordiali saluti dott.ssa Chiara Barlini


Gentile utente certamente questo blocco si può superare , le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale attraverso il quale risolverà la sua problematica. Per qualsiasi informazione resto a sua disposizione . un caro saluto


Gentile utente, è difficile rispondere con certezza alla sua domanda, avendo così pochi elementi; comprendo il particolare disagio legato a questa situazione. Potrebbe pensare di chiedere una consultazione psicologica che, certamente, potrà aiutarla ad avere dei chiarimenti a riguardo e, eventualmente, opportune soluzioni. Stia bene!


Buonasera, potrebbe essere utile riflettere su ciò che sta alla base di questa paura e resistenza in modo da trovare una possibile soluzione!


Gentile utente, sicuramente può essere risolvibile il suo disagio. Innanzitutto Le consiglierei un consulto medico per escludere cause organiche, ma se questo "blocco" Le capita solo con la compressa, è possibile che ci sia una causa di natura più psicologica che organica. Potrebbe essere utile valutare e vedere con consapevolezza quali emozioni e quali pensieri sono nascosti nel comportamento legato alla compressa per risalire alla possibile soluzione. Sarebbe, perciò, utile valutare se iniziare un percorso psicoterapeutico. Resto a Sua disposizione. Cordialmente.


Buonasera, può essere la paura irrazionale di deglutire. La pseudodisfagia minore è la paura di soffocare e i cui sintomi sono psicosomatici dove l'atto di deglutire lo si collega al soffocamento. Un eccesso di controllo che ostacola una funzione organica automatica. La psicologia cognitivo comportamentale può risolvere queste attribuzioni da ansia di controllo. Saluti Dr. Gianpietro Rossi


Abbiamo notato che la bocca, il foro orale (foro assiale) è vincolato a tante paure; inclusa la sua. Un esempio comune è aprire la bocca dal dentista... Un foro di entrata e di uscita come tramite nel corpo rappresenta un punto delicato, da proteggere da invasioni... Come mai una somministrazione di un oggetto esterno (pasticca) evoca in lei una paura (soffocamento:morte) tanto accentuata? La sua domanda pur generica è complessa, la mia risposta è ovviamente altrettanto generica ma rimanda appunto a riflessioni complesse (nel senso di articolate) che possono svilupparsi in un contesto analitico. Buona esplorazione dunque!


Caro utente, il disagio da lei espresso è sicuramente legato a fattori psicologici, se sono già state escluse cause organiche. Però c'è da capire se questa sua reale impossibilità a deglutire le compresse infici in maniera assoluta la sua vita e quindi sia il caso di approfondire il tutto con una psicoterapia. Questo solo lei può saperlo. In ogni caso resto a disposizione per ulteriori domande o chiarimenti in merito. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Maggiore


Buonasera, verosimilmente la sua ipotesi è corretta, deve esserci probabilmente stato un evento in cui ha avvertito un pericolo per la propria vita reale o percepito soggettivamente come tale (dal punto di vista psicologico poco importa) e da quell'evento si è creato un condizionamento che le provoca queste difficoltà. E' un disturbo più comune di quanto possa pensare ed esistono dei protocolli cognitivo comportamentali di grande efficacia a riguardo. A disposizione per chiarimenti, in bocca al lupo! RM


Buon giorno, abbiamo poche informazioni per poterle dare una risposta. Da quanto tempo è presente questa problematica? Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas


Buongiorno, potrebbe essere ma è importante approfondire la questione più nel dettaglio per avere maggiori informazioni. Cordiali saluti. Dott. Leonardo Gottardo.


Salve, in questi casi se, lo ritiene opportuno, l'approccio psicologico in particolare quello cognitivista comportamentale può essere di aiuto sia nel caso intenda trovare le cause sia nel caso voglia semplicemente superare la difficoltà concreta. Sono disponibile ad approfondimenti. Intanto le auguro una buona giornata


Salve, bisognerebbe indagare più a fondo sulla questione, per cercarne le origini ed affrontarne il timore. MMM


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza. La paura di soffocare quando bisogna assumere una compressa, è un timore diffuso perché si collega all'ansia e alla preoccupazione. Anche se la gola è perfettamente integra ed è in grado di gestire la deglutizione senza alcun problema, la mente può focalizzarsi sulla tua sensazione di soffocamento creando così un circolo vizioso che attiva paura e angoscia. Questa difficoltà si può superare con il giusto supporto. Potresti consultare uno psicologo o uno psicoterapeuta che può supportarti e accompagnarti nel conoscere meglio te stessa, gestire le tue emozioni e affrontare con serenità la tua paura di soffocare.


Buonasera, in effetti potrebbe essere legato alla paura di soffocare. Ha già escluso tutte le variabili organiche? Ha fatto visite mediche? Se è tutto okay, proverei a contattare un professionista della salute mentale in modo da capire cosa succede e come poterla aiutare. Un caro saluto, dott.ssa Francomano Ilaria


Buongiorno, Sì, molto probabilmente si tratta di un blocco di natura ansiosa, spesso collegato alla paura di soffocare o di perdere il controllo durante la deglutizione. Si chiama comunemente fagofobia (paura di ingerire o di soffocare), anche quando non c’è alcun problema organico reale. Il fatto che Lei riesca a bere senza difficoltà ma si blocchi davanti alla compressa indica che il meccanismo è anticipatorio: il corpo entra in allerta prima ancora che ci sia un reale pericolo. È un riflesso condizionato, non un difetto fisico. Buone notizie: si può superare. Di solito si lavora su tre livelli: Comprensione del meccanismo Il timore attiva tensione nella gola, che paradossalmente rende la deglutizione meno fluida, confermando la paura. Esposizione graduale Si inizia con micro-esercizi: piccoli granelli di zucchero, poi briciole di pane, poi pezzetti sempre leggermente più grandi, fino ad arrivare a qualcosa di simile alla compressa. L’obiettivo è rieducare il sistema nervoso. Regolazione dell’ansia Respirazione lenta prima del gesto, rilassamento della lingua e della gola, evitare di bere quantità eccessive d’acqua (che aumenta la percezione di “troppo”). Se il blocco è intenso o Le crea forte disagio, un breve percorso psicologico mirato funziona molto bene, perché è una fobia specifica e risponde bene all’esposizione guidata. Non è raro, e soprattutto non è irreversibile. È un apprendimento ansioso, e ciò che è stato appreso può essere disimparato. Dr. Giuseppe Mirabella


Buongiorno, quello che descrive è molto più comune di quanto si possa pensare, anche se spesso chi lo vive tende a sentirsi “strano” o solo in questa difficoltà. In realtà si tratta di un’esperienza che può avere una forte componente psicologica, soprattutto quando è legata alla sensazione di non riuscire a deglutire e alla paura, più o meno consapevole, di soffocare. Il fatto che lei riesca a bere senza problemi anche grandi quantità d’acqua ma incontri un blocco proprio nel momento in cui deve ingerire una compressa è un elemento molto significativo. Indica che non si tratta tanto di una difficoltà fisica, quanto di una reazione che si attiva in modo specifico in quella situazione. È come se, nel momento in cui la compressa entra in scena, il suo corpo e la sua mente interpretassero quella situazione come potenzialmente pericolosa, anche se razionalmente sa che non lo è. In questi casi accade spesso che si crei una sorta di circolo. Compare il pensiero “potrei soffocare” oppure una sensazione di allarme anche solo anticipata, il corpo reagisce irrigidendosi, la gola si contrae leggermente e questo rende davvero più difficile deglutire. A quel punto la difficoltà diventa reale, confermando la paura iniziale e rinforzando il blocco nelle occasioni successive. Non è quindi “tutto nella testa” nel senso di immaginato, ma è una risposta reale del corpo attivata da un significato che la mente attribuisce a quella situazione. Il fatto che lei provi a spezzare la compressa o a bere molto dimostra che sta cercando soluzioni pratiche, ma probabilmente la difficoltà si mantiene proprio perché il punto centrale non è la dimensione tecnica, ma la reazione interna che si attiva in quel momento. Più si cerca di “forzare” o controllare l’atto di deglutire, più il corpo tende a irrigidirsi, rendendo il gesto meno naturale. La buona notizia è che sì, si può superare. Questo tipo di blocco, proprio perché è legato a un apprendimento del corpo e della mente, può essere gradualmente modificato. Di solito è utile lavorare su due aspetti insieme. Da una parte riconoscere e ridimensionare i pensieri catastrofici legati al soffocamento, dall’altra aiutare il corpo a riabituarsi in modo progressivo e senza pressione a quella sensazione, in modo che torni a percepirla come sicura. Spesso già comprendere questo meccanismo porta un primo sollievo, perché permette di uscire dall’idea di avere “qualcosa che non va” e iniziare a vedere il problema come una reazione appresa che può essere modificata. Allo stesso tempo, quando questa difficoltà è presente da tempo o genera molta frustrazione, può essere davvero utile affrontarla con un supporto adeguato. Un percorso in questo senso permette di lavorare passo dopo passo su queste reazioni, senza forzature, aiutandola a recuperare fiducia nel suo corpo e nelle sue capacità. Non è un limite definitivo, ma una difficoltà che ha una logica e che può essere affrontata in modo efficace, soprattutto se si interviene non solo sul comportamento ma anche su ciò che accade a livello di pensieri e sensazioni nel momento in cui si presenta. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Buonasera, Alla base di questo blocco c'è proprio la paura di soffocare, spesso legata alla fagofobia: un'ansia da prestazione che trasforma un gesto automatico come la deglutizione in un meccanismo iper-controllato e rigido. Trattandosi di un comportamento appreso basato sulla paura, si può assolutamente disimparare. In un percorso CBT, uno psicologo aiuterebbe a scardinare questo circolo vizioso in modo fluido. Da un lato, guiderà la persona a smontare i pensieri catastrofici automatici legati al soffocamento, confrontandoli con la reale anatomia del corpo. Dall'altro, si passerà all'azione con un'esposizione graduale: invece di aggirare l'ostacolo spezzettando la pillola, il terapeuta accompagnerà nel riallenare il riflesso di deglutizione un piccolo passo alla volta — ad esempio partendo da piccoli pezzi di cibo morbido come la mollica di pane — fino a far ritrovare la naturale fiducia in un automatismo che il corpo conosce già perfettamente.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.