Ho un problema con mia figlia, non riusciamo a comunicare in nessun modo andiamo sempre in scontro f
Ho un problema con mia figlia, non riusciamo a comunicare in nessun modo andiamo sempre in scontro frontale continuo. E tutto questo mi sta portando all'esaurimento perchè sto male ho gli attacchi di panico e sono sempre nervosa. Non capisco proprio perchè non ci riusciamo a parlare.
25 risposte
Salve, mi spiace per la situazione ed il disagio espresso. Qui le questioni sono due ossia capire le motivazioni che stanno alla base dei vostri scontri e, non meno importante, indagare i vissuti emotivi che la situazione comporta in lei considerando i sintomi che cita. A mio avviso sarebbe inoltre essenziale intraprendere un percorso di supporto psicologico che possa identificare e riconoscere cause e fattori di mantenimento dei suoi sintomi. Cordialmente, dott. FDL
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Gentile signora, sono così pochi gli elementi che ci offre per "comunicare con lei" su quanto la sta facendo soffrire. Sarebbe interessante capire se il disagio che esprime potrebbe trovare uno spazio altro di espressione. Forse rivolgersi ad un terzo potrebbe facilitare il lavoro.
Gentile Signora può essere una buona possibilità contattare uno psicoterapeuta per un consulto. Nella sua breve nota emergono alcuni elementi che devono essere ulteriormente valutati, quali l'incomprensione con sua figlia, il nervosismo e quelli che lei definisce attacchi di panico prima di arrivare ad una conclusione. Ovviamente una incomprensione con una figlia di due anni di vita e in buona salute merita delle valutazioni diverse rispetto ad una lite con una figlia di cinquanta anni con disturbi del comportamento gravi. Un cordiale saluto
Gentile utente, Sarebbe importante capire prima di tutto l’età di sua figlia e da quanto tempo questo “scontro” tra di voi va avanti. In alcune fasi della vita, come ad esempio in adolescenza, l’abitudine di un figlio a mettere in discussione tutto ciò che arriva dai genitori è un passaggio fisiologico verso la costruzione della propria identità. Diverso è se questa tendenza a scontrarsi con i genitori permane in età più adulta. Leggo dalla sua domanda che questa situazione è fonte di forte stress per lei e probabilmente influenza anche altri aspetti delle sue relazioni famigliari. Il consiglio è di rivolgersi a uno psicoterapeuta per comprendere meglio l’origine e lo sviluppo della conflittualità nel rapporto con sua figlia. Forse non si tratta solo di opporsi a lei, ma sta tentando di affermare le sue idee, cercando una sua autonomia, soprattutto quando non la pensa come i suoi genitori.
Buongiorno, nelle sue parole si comprende la sofferenza che sperimenta ma poco di come è cosa questo blocco stia rappresentando nella sua vita. Se sente che è sua figlia a mettere dei muri o se non riuscite ad incontrarvi in un luogo di parola. Potrebbe trovare intanto lei uno spazio di riflessione e di domanda, un confronto con uno psicoterapeuta le gioverebbe nell’aprire nuovi spazi in un linea che sembrerebbe ripiegata su se stessa. Un cordiale saluto Dott Elisa Galantini
Salve, avete mai pensato di intraprendere un percorso di psicoterapia per chiarire alcuni aspetti? Buona giornata. Dott. Fiori
Gentile Utente, dalle sue parole emerge una grande sofferenza per la situazione che sta vivendo con sua figlia. Mi piacerebbe poterle dare delle soluzioni, ma con i pochi elementi che fornisce non è possibile, ma sento di poterle suggerire di provare a richiedere una consulenza psicologica che le possa permettere di fare chiarezza sulle difficoltà che sono presenti nella comunicazione con sua figlia e su come eventualmente intervenire. Un caro saluto
Salve, se trova delle difficoltà nell'instaurare un colloquio, può pensare di intraprendere un percorso con un terapista. MMM
Gentile signora, in poche parole da Lei espresse, si percepisce un disagio comunicativo con sua figlia, che inevitabilmente si ripercuote nella sfera psicosomatica. Certamente gli attacchi di panico devono essere indagati, se tali. Le consiglio uno spazio suo anche on line per comprendere non solo le spiegazioni ma le soluzioni comunicative per migliorare la relazione sia con stessa che con sua figlia. Resto a sua disposizione Dr.ssa Rosaria Bertuccelli
Buongiorno. Immagino quanto possa essere pesante la condizione che descrive. Lavoro molto con "questioni familiari" e relazioni genitori-figli. Parlarsi e comprendersi, a volte, può diventare davvero complicato. Ci si può ritrovare a "girare un po' intorno", a replicare le stesse dinamiche che però non si rivelano utili e continuano a condurre a quello scontro frontale che finisce con l'apparire quasi inevitabile. Il supporto di un professionista (psicoterapeuta) potrebbe essere d'aiuto per esplorare insieme possibilità finora non considerate, strade alternative a quelle tentate fino a questo momento… Che possano così anche restituirle serenità. Disponibile per dubbi o chiarimenti, la saluto cordialmente. Adriana Quatraro
Gentile Utente, mi spiace per la situazione con sua figlia. È importante tenere presente che in ogni relazione la responsabilità è del 50 e 50: sua figlia agisce il suo pezzo, come lei agisce il suo. Non è interessante andare a capire chi sbaglia e perché, ma esplorare il vostro rapporto, come mai litigate spesso, dov'è che la vostra relazione si incastra. Sono tutti aspetti che può essere aiutata a vedere grazie ad un percorso psicoterapeutico. In caso contrario rischiano di rimanere nell'ombra e di continuare ad agire senza che se ne renda conto. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Le auguro una buona serata. Dott. Simeoni
Buongiorno, il rapporto madre/figlia soprattutto in alcuni periodi della vita può andare incontro a delle difficoltà comunicative, specie se si è in un momento di trasformazione e differenziazione della relazione in cui si possono assumere punti di vista diversi (ma questa è solo un'ipotesi in quanto non sappiamo bene quali siano i motivi della difficoltà riscontrata). Considerata la sofferenza che questa situazione le crea potrebbe essere molto utile parlarne con uno specialista così da occuparsi sia della relazione che degli attacchi di panico. Un saluto.
Salve , i conflitti generazionali fra genitori e figli sono importanti per la crescita dell'individuo e per lo sviluppo dell'autonomia. Non so quanti anni ha sua figlia ma mi fa riflettere la sua personale reazione e come se non riuscisse a farsi comprendere da sua figlia; Forse è sua figlia che ha bisogno di essere compresa da lei , provi a non parlare ad essere onesta con se stessa e con sua figlia , esprimendo la sua difficoltà e il disagio di non riuscire a comunicare con lei. I genitori non sono super eroi che devono avere risposte a tutto , o esiste un modo giusto di essere genitore. La invito a chiedere aiuto ad un esperto che la aiuterà a fare chiarezza e a trovare , attraverso l'esplorazione dei vissuti suoi, la chiave utile per aprire una comunicazione chiara e autentica con sua figlia. Spero di essere stata di aiuto le sono vicina. Le auguro Buon Cammino Dott.ssa Gelsomina Labellarte
Cara signora, sono pochi gli elementi che fornisce per poterla aiutare. Ad esempio: ha sempre avuto questa difficoltà con sua figlia? Se la risposta è negativa: quando sono sorte? Quanti anni ha sua figlia? In che periodo della vita vi trovate? Cosa sta succedendo nella sua vita ed in quella di sua figlia? Qual è il motivo dei vostri scontri? Ha difficoltà comunicative anche in altre situazioni? E' la prima volta che percepisce degli attacchi di panico? Potrebbe contattare uno psicoterapeuta per approfondire la tematica e capire quali sono i rispettivi ruoli nella dinamica e trovare un modo per uscirne. Rimango disponibile per ulteriori approfondimenti. Saluti
Buongiorno, alcuni conflitti sono sì normali e legati alla crescita e al cambio generazionale, ma se una (o entrambe) le parti coinvolte raggiungono un livello tale di sofferenza, forse potrebbe valere la pena approfondirne i motivi. A volte è semplicemente un problema di comunicazione, a volte invece sono questioni che hanno radici più profonde che vanno esplorate! Un caro saluto, Dott.ssa Tanja Di Piano
Gentile utente, il rapporto con i figli non è mai semplice soprattutto in fase adolescenziale. A volte si parla "due lingue diverse" e questo può creare incomprensioni .Alcuni conflitti sono fisiologici e importanti per la crescita personale. Potreste rivolgervi ad uno psicologo affinché dia ad ognuna di voi strumenti per poter interagire in modo funzionale. Cordiali saluti
Buonasera, lo "scontro frontale" purtroppo porta solo a conflitti. È importante trovare nuove strategie di comunicazione a partire dalla comprensione di quegli aspetti emozionali che determinano certi comportamenti. Si rivolga ad uno psicologo che può aiutarla a trovare queste strategie. È possibile intraprendere anche una consulenza online. Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento. Un cordiale saluto
Buongiorno, mi dispiace molto per questa situazione difficile e dolorosa di cui parla. Le difficoltà di comunicazione con i propri figli possono portare a stare molto male ed è importante che lei stia cercando delle soluzioni per risolverle. Mi sento di consigliarle di contattare uno psicologo: in questo modo potrà parlare della sua situazione con sua figlia, di come lei vive tutto questo, di come cercare di migliorare la comunicazione tra voi - in base anche all'età di sua figlia - e come riuscire a stare meglio. Per qualsiasi cosa, se vuole, sono disponibile. Un caro saluto, Dott.ssa Alice Carbone
Gentile signora, gli elementi da lei fornite non mi permettono di fornirle una risposta precisa ma nelle sue parole sento una grande sofferenza. Potrebbe essere utile richiedere un consulto ad un professionista per poter raccogliere ulteriori elementi della sua storia e cercare così di comprendere meglio ciò che le succede e chissà iniziare un percorso di sostegno che possa essere d'aiuto a lei e a sua figlia. A disposizione dott.ssa Sara Lolli
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Comprendo il suo disagio. Gli scontri continui con sua figlia e i conseguenti attacchi di panico segnalano una situazione che merita attenzione. Quando la comunicazione diventa sistematicamente conflittuale, spesso si creano cicli automatici difficili da interrompere. Questo non dipende solitamente da una sola persona, ma da dinamiche che si sono consolidate nel tempo. Potrebbe provare a: - Cambiare il contesto delle vostre interazioni (luogo, momento); - Praticare l'ascolto attivo prima di rispondere - Identificare cosa innesca le sue reazioni emotive più intense - Considerare un supporto esterno che possa mediare Non trascuri i suoi sintomi d'ansia: prendersi cura del proprio benessere è essenziale per migliorare anche la relazione con sua figlia. Molte relazioni familiari attraversano fasi critiche per poi evolversi positivamente. Un cordiale saluto.
Buongiorno. Le proporrei di parlarne insieme attraverso una visita on-line, così mi espone meglio il problema e proveremo a trovare insieme il modo per risolverlo. Che ne pensa? Rimango a sua disposizione. Mi scriva quando vuole. Cordiali saluti. Dott.ssa Angela Atlante
Buongiorno, grazie per la sua condivisione così autentica. Sento che questa mancanza di comunicazione, che si trasforma in conflitto, rappresenta per lei un carico emotivo, che ha bisogno di condividere. In questo senso, un supporto psicologico potrebbe aiutarla ad esplorare e a comprendere il suo vissuto interiore e le dinamiche relazionali che si attivano, nonché ad ampliare lo sguardo e le chiavi d'accesso sulla comunicazione. Resto a disposizione, eventualmente, per un colloquio. Un caro saluto, Dott.ssa Claudia Pica
Buongiorno, penso che sentire di non riuscire a comunicare con l'altra persona se non mediante lo scontro sia una situazione pesante, che si porta dietro vissuti emotivi intensi. Se mi metto nei suoi panni posso capire la paura, il nervoso, la sensazione di perdita di controllo. Le consiglio di provare ad affrontare un percorso psicologico per gestire queste emozioni intense e per cercare di comunicare meglio con sua figlia. Sono tematiche molto attuali nella società al giorno d'oggi e penso che affrontare un percorso psicologico le possa fare capire meglio alcune dinamiche. la ringrazio per la condivisione di questo suo vissuto emotivo e della difficoltà relazionale che sente, non è facile parlarne e non è facile nemmeno chiedere aiuto. Spero possa aiutare altre persone che vivono situazioni simili alla sua. Grazie mille, Buona giornata.
Capisco quanto possa essere pesante vivere una situazione così ogni giorno. Quando il rapporto con un figlio diventa un continuo scontro, si entra facilmente in un circolo in cui entrambe vi sentite non ascoltate, fraintese e sotto attacco. Questo non significa che non ci sia amore o volontà di capirsi, ma che la tensione è diventata così alta da bloccare qualsiasi tentativo di comunicazione. Spesso, in queste dinamiche, succede che più una cerca di farsi capire, più l’altra si chiude o reagisce, e viceversa. È come se foste entrambe “in allerta”, pronte a difendervi, e questo rende quasi impossibile parlarsi davvero. Non è raro, soprattutto in alcune fasi di crescita dei figli, ma questo non toglie che sia estremamente logorante. Il fatto che tu stia sviluppando attacchi di panico e ti senta sempre nervosa è un segnale molto importante: il tuo corpo ti sta dicendo che sei sotto troppo stress. Prima ancora di risolvere tutto con tua figlia, è fondamentale che tu possa ritrovare un minimo di calma e di spazio per te. Se stai meglio tu, sarà più facile anche gestire il rapporto. A livello pratico, può aiutare provare a interrompere questo schema: evitare il confronto quando senti che stai per esplodere, rimandare la conversazione a un momento più tranquillo, e cambiare leggermente il modo di esprimerti. Ad esempio, invece di partire da accuse o correzioni, provare a parlare di come ti senti tu (“mi sento stanca, mi dispiace che litighiamo sempre”) può abbassare le difese. Allo stesso tempo, può essere utile accettare che in questo momento non riuscite a capirvi come vorresti. Forzare il dialogo quando non è possibile spesso peggiora le cose. A volte il primo passo non è “risolvere”, ma abbassare il livello di conflitto.
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