Ho 16 anni, da quando ne avevo circa 12 ho un alito pessimo, lavo i denti 3 volte al giorno(anche la

Ho 16 anni, da quando ne avevo circa 12 ho un alito pessimo, lavo i denti 3 volte al giorno(anche la lingua), mangio sano.. ma ho 24/24h un alito pessimo. Da 12 anni compro delle mentine, e quando sono con la tenete le ho perennemente in bocca. Anche in discoteca non posso non averle in bocca per più di un minuto. È una cosa psicologica che mi sta limitando nel contatto con le persone, e non ho il coraggio di parlarne con adulti o amiche.. non so che fare

25 risposte


Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza ed i suoi pensieri. Bisognerebbe capire qual è la causa di questo disturbo che lei riporta. Le consiglierei di parlare con sua mamma o suo papà (magari scelga il genitore con cui si sente maggiormente a suo agio ) così da poter poi riportare questo sintomo al suo medico di base. Potrebbe essere solo necessario fare qualche accertamento/esame per risolvere questo problema che la sta privando di stare serenamente in relazione con i suoi coetanei e godersi la spensieratezza della sua età. Cordiali saluti, dott.ssa Federica Rizzo

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Gentile Signore gli elementi su cui riflettere sono di due e diversi fra loro anche se di fatto collegati. Per prima cosa è utile capire le eventuali cause organiche che provocano quello che lei indica come un alito pessimo. Per ottenere questo risultato è indispensabile che si rivolga ad un medico. Sicuramente è una buona prassi contattare il proprio medico di famiglia e seguire quelle che sono le sue indicazioni in merito ad ulteriori accertamenti e consulti specialistici. Merita una diversa riflessione anche la ragione che spinge a non parlare di questa situazione con le persone che le sono vicine e che si occupano di lei. Non dice se ne ha parlato con i suoi genitori o con chi si occupa delle sue necessità. E’ implicito che questa sua scelta ha delle ragioni ben precise ma forse è arrivato il momento analizzarle e capirle. Di fatto dal suo breve racconto si comprende questo alito pessimo ovvero quella che lei descrive una situazione concreta produce dei vissuti che vanno approfonditi. Il primo passo lo ha già fatto chiedendo un consiglio a chi in qualche modo può darle delle indicazioni quindi il cosa fare ha comunque iniziato ad avere una risposta. Un cordiale saluto


Ciao, il tuo disagio può davvero compromettere quella che è la vita sociale; ed è bene che tu approfondisca il problema sia dal punto di vista medico, sia dal punto di vista psicologico (potrebbe essere una situazione psicosomatica, legata alla percezione che hai della tua immagine corporea, ma è troppo presto, ora, per fare un'ipotesi). Parlane ai tuoi genitori per avere il consenso alla terapia psicologica. Se farai questi passi, capirai meglio l'origine del tuo problema e avrai in mano gli strumenti giusti per affrontarlo. Un caro saluto, Dr.ssa Claudia Sposini

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Doctor #530836

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Gentile utente, grazie per aver condiviso con noi il tuo problema. Le cose da fare per arrivare alla radice del problema e ad una sua corretta gestione sono fondamentalmente due: la prima è quella medica: prendi coraggio, parla con i tuoi genitori e con il tuo medico e fatti prescrivere degli esami opportuni per verificare se, ad esempio, soffri di reflusso gastroesofageo o di altre problematiche che possono procurarti questo spiacevole disturbo. Conoscerai così anche quali sono i rimedi esistenti a cui puoi ricorrere. La seconda è quella psicologica: con qualche colloquio puoi verificare quanto la tua percezione soggettiva e il tuo vissuto circa la problematica influiscano sul tuo benessere e qualità della vita, puoi provare a capire le eventuali cause psicologiche e della cosa ed eliminarle alla radice. Puoi anche comprendere come contribuisci a rinforzare, senza volerlo, la tua paura e il tuo senso di disagio coi tuoi comportamenti e coi tuoi evitamenti. I sogni potrebbero esserti di grande aiuto per capirti nel profondo. Ti auguro un buon percorso alla scoperta di te e che rinforzi la tua fiducia


Buongiorno, per capire con esattezza se un problema ha origini fisiologiche è necessario fare accertamenti che potrà suggerire il medico di base. Una volta escluse eventuali cause organiche, può pensare di rivolgersi a uno psicologo, previo consenso dei suoi genitori, per comprendere meglio a che tipo di limitazioni sociali questo problema la espone e se ci fosse qualche ragione per tenere “lontani” gli altri. Se non riesce a comunicare con i suoi provi a rivolgersi a un adulto di cui si fida: una zia, una nonna o amici di famiglia per potersi far sostenere nell’aprire questo delicato argomento e iniziare un movimento verso il cambiamento. Un caro saluto Dottsa Elisa Galantini


Salve, i motivi possono essere molteplici. Le consiglio di rivolgere questa domanda al suo medico di base, vedrà che saprà aiutarla. Buona giornata. Dott. Fiori


Gentile utente, essere riuscito a chiedere aiuto qui su mio dottore è un primo passo importante ma le consiglio di rivolgersi al suo medico di base per poter indagare a fondo l'origine del suo problema con esami specifici. È importante anche riflettere sul suo disagio psicologico, in questo caso è bene contattare uno psicologo che potrà accompagnarla verso la comprensione profonda dei suoi vissuti. Buona serata. Dott.ssa Sara Lolli

Dott.ssa Sara Lolli

Dott.ssa Sara Lolli

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Caro utente credo che le abbia provate proprio tutte e che sia stanco/a di gestire il problema senza successi. Sento vivo il desiderio di sentirsi compreso e sostenuto. Posso suggerirle due passi che ritengo importanti per risolvere il suo problema. 1- penso che sia importante che ne parli con il medico di famiglia valutando ad esempio se c'è un regime alimentare che possa fare al caso suo oltre ad esami più specifici che il medico o lo specialista le consiglierà . 2- Alcuni stati psicologici relazionati con lo stress o l'ansia possono generare vera alitosi. Ciò si deve specialmente al fatto che in queste situazioni, le ghiandole salivali (stimolate da fibre nervose legate al Sistema Nervoso Autonomo) provocano la diminuzione della secrezione salivare. Dopo aver parlato con il suo medico e i suoi genitori, valuti la possibilità di un colloquio psicologico (anche online) per approfondire eventuali difficoltà o individuare strategie per gestire l'ansia e lo stress che nel corso del tempo ha potuto già esperire (evitando ad esempio i contatti o facendo esperienze di sentirsi in difetto rispetto al gruppo). Spero di aver risposto alla sua domanda! Cari saluti!


Salve. Penso che il primo passo, dopo la consapevolezza, sia riuscire a chiedere aiuto. Scrivere su questo portale è uno di questi passi. Forse ora sarebbe necessario rivolgersi ad un dentista per valutare la condizione generale del cavo orale. Immagino sia difficoltoso gestire questo fastidio anche sal punto di vista sociale e relazionale. Tuttavia c'è sempre una soluzione ad ogni problema. Spero tu possa risolvere presto il tuo fastidio e riuscire a goderti le diverse situazioni sociali. Francesca Mendola Psicologa Clinica


Gentile utente, non parlarne con nessuno le comporta mantenere questo problema e non poterlo risolvere. Sono disturbi frequenti che spesso si risolvono con facilità. Lei poi parla di "una cosa psicologica" e questo aspetto può essere approfondito. L'aspetto psicologico ha a che fare con il fatto che si sente obbligato ad avere sempre le mentine in bocca? Oppure che pensa di non avere un alito fresco senza mentine o quale altro vissuto? Un cordiale saluto


Buonasera, è comprensibile il tuo vissuto di imbarazzo e dalla richiesta che poni si aprono due vie: una dimensione organica per cui puoi effettuare controlli di tipo medico per escludere qualsiasi risposta su questo piano, ed una di tipo psicologico che tuttavia esplorerei in seguito a tutti gli accertamenti del caso. Consiglio inoltre di affidarsi ai genitori o una figura di cui tu possa avere piena fiducia condividendo pensieri e preoccupazioni. Un caro saluto


Gentile utente, potrebbe parlarne ai suoi genitori per capire quale possa essere la strada più corretta da intraprendere (fare degli accertamenti prescritti dal medico di base oppure una via più psichica), l'una non esclude l'altra, ma è necessario dare una priorità per poter risolvere questo suo malessere che non le permette di vivere bene. In bocca la lupo!


Gentile, il problema che descrivi sembra limitare molto la tua vita sociale e rendere particolarmente difficili i rapporti con gli altri. Molte le sensazioni che il tuo scritto trasmette: disagio, imbarazzo, scoraggiamento. Un peso difficile da reggere. Come anche altri colleghi ti hanno consigliato, sarebbe opportuno qualche accertamento medico. E' significativo il fatto che sino ad oggi non ti sia sentito di condividere questo problema con le tue figure adulte di riferimento. In ogni caso, chiedendo aiuto hai compiuto un primo importante passo verso la risoluzione del problema che, indubbiamente, ha importanti risvolti psicologici. Resto a tua disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto


Salve, la prima cosa da fare è escludere altra causa organica, quindi si rivolga al medico curante. Qualora fosse esclusa qualsiasi altra causa, ascoltando il consiglio dei tuoi genitori, potresti rivolgerti a uno psicologo per far fronte al disagio di cui parli. Un saluto, MMM


Carissima, capisco il tuo disagio e la tua frustrazione dovuti a questa situazione. Sicuramente ci sarebbe da capire se qualche problematica organica sia presente e quindi ti consiglio di rivolgerti ad un medico. Sicuramente se tu riuscissi a parlarne con almeno uno dei tuoi genitori otterresti un aiuto forse più veloce. Se successivamente al parere di un medico non si trovasse ancora soluzione allora sicuramente sarebbe da pensare ad un percorso più psicologico per capire anche come gestire l'emozione che questa problematica comporta. Per qualsiasi altro consiglio o evenienza rimango a tua disposizione. Buona giornata M.F.


Salve, mi dispiace molto per il disagio espresso. Se non lo ha già fatto, ritengo opportuno chiedere il parere di un medico per capire se l'alito cattivo possa derivare da qualche causa organica non ancora nota. Comunque, a mio avviso, a prescindere dalle possibili cause organiche è necessario intraprendere un percorso psicologico di supporto a questa condizione non piacevole al fine di non permettere a questo avvenimento di rovinarle la vita. Cordialmente, dott. FDL


Ciao, mi dispiace per il tuo disagio personale. Come ti avranno sicuramente già detto, la prima cosa da fare è una visita medica per capire le cause dell'alito cattivo, che possono essere molteplici. Se non puoi andarci da sola prova ad aprirti con un adulto di cui ti fidi, fagli capire che per te è importante risolvere questo problema. Le mentine possono essere una buona soluzione a breve termine, ma sul lungo periodo non risolvono il problema. Buona serata


Ciao, mi dispiace per questa situazione che ti crea imbarazzo e disagio. Hai fatto bene a cercare un confronto, è sempre un ottimo modo per risolvere un problema! Mi sento di darti due consigli: prova a parlare con i tuoi genitori di questa situazione e con il tuo medico di base. L'alitosi può avere tante cause e magari una visita ben fatta da un dentista e qualche suggerimento specifico, possono aiutarti a risolvere o migliorare la situazione. Con i tuoi genitori potreste provare anche a cercare uno psicologo: in un percorso psicologico potresti parlare del disagio che provi e di questo senso di vergogna e di blocco, che ti stanno rendendo complicate le cose. Credo che potrebbe esserti di aiuto. Per qualsiasi cosa, se vuoi, sono disponibile. Un saluto affettuoso, Dott.ssa Alice Carbone


Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online


Buongiorno, in primo luogo le consiglio di chiedere ai suoi genitori se confermano questo fattore.(potrebbe essere soltanto una sua credenza oppure un pensiero che si ripete di continuo ma non veritiero) successivamente consultare il suo medico curante al fine di valutare se sussistono delle cause organiche e fisiologiche al suo disagio. Accertato che queste non sussistono Le consiglio di intraprendere ( con il consenso dei suoi genitori dato che è minore) un percorso con un professionista al fine di valutare i fattori scatenanti del disagio che vive ( da quanto tempo si manifesta c’è stata una particolare situazione un particolare pensiero che lo ha innescato?) fattori di mantenimento (in quali stazioni si manifesta questo disagio? Quali pensieri ho in quel momento? Quali conseguenze teme che potrebbero accadere?) Un percorso con un professionista può aiutarla a comprendere meglio il suo disagio Ed affrontarlo nel miglior modo possibile. Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Salve gentile utente. Riconosco che, trovando difficile parlarne con altri, già scrivere in questa sezione possa essere un primo passo per lei. Per comprendere se la causa del suo problema è psicologica è necessario incontrarla e conoscerla; non è possibile esprimersi solamente sulla base di quanto riporta per iscritto. Qualora lo ritenesse necessario, contattare uno psicologo per approfondire la sua situazione potrebbe essere un importante secondo passo. Buona giornata. Cordialmente, dott.ssa Camilla Centanni


Ciao, è comprensibile che questa situazione ti faccia stare male e ti faccia sentire a disagio con gli altri — soprattutto alla tua età, dove il contatto sociale è così importante. Ma ti assicuro che non sei sola e che l’alito cattivo (chiamato alitosi) è un problema molto più comune di quanto si pensi, e quasi sempre ha una causa risolvibile. Ti consiglio di parlarne con il dentista (è la figura migliore per iniziare). Non devi sentirti in imbarazzo: è un problema che affrontano ogni giorno, e potranno dirti se serve una pulizia più profonda o se è opportuno fare una visita dall’otorino o dal gastroenterologo. Se dopo le visite mediche risulta che non c’è una causa organica, allora può essere utile parlarne con uno psicologo, per lavorare sulla paura del giudizio e sull’ansia che ti fa sentire “sempre controllata” dagli altri. Hai fatto bene a scrivere e a cercare aiuto: è già il primo passo per risolvere davvero questa cosa. E si può risolvere.

Dott.ssa Sara Petroni

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Buongiorno, grazie per aver trovato il coraggio di raccontare qualcosa che evidentemente porta con sé molta fatica e anche tanta solitudine. Dalle sue parole si percepisce quanto questa situazione la accompagni ormai da anni e quanto stia incidendo non solo su un aspetto pratico della quotidianità, ma soprattutto sul modo in cui vive le relazioni, la vicinanza agli altri e l’immagine che ha di sé. A sedici anni il contatto con gli altri, l’amicizia, il sentirsi a proprio agio quando si parla o si ride insieme hanno un peso enorme, quindi è comprensibile che questa preoccupazione diventi così centrale. La prima cosa importante da dirle è che il fatto che lei si senta limitata non significa affatto che ci sia qualcosa di “strano” o di sbagliato in lei. Quando un dubbio riguarda il proprio corpo e il modo in cui si viene percepiti dagli altri, la mente tende naturalmente a ingrandirlo. Più ci si preoccupa, più si controlla, più si cercano strategie per evitare imbarazzo, come avere sempre mentine in bocca. Queste soluzioni danno sollievo nell’immediato, perché fanno sentire più sicuri, ma allo stesso tempo possono rinforzare la paura di fondo, cioè l’idea che senza quel “supporto” qualcosa di negativo accadrà sicuramente. Un aspetto molto delicato è che lei sta affrontando tutto questo da sola. Non parlarne con adulti o con qualcuno di fiducia può sembrare più semplice nell’immediato, perché evita l’imbarazzo, ma la espone a rimanere intrappolata nei suoi pensieri. Quando una preoccupazione resta solo nella nostra testa tende a diventare sempre più grande e convincente. Spesso si inizia a interpretare ogni reazione degli altri come una conferma del proprio timore, anche quando magari non lo è davvero. C’è poi un punto fondamentale. Lei descrive un alito pessimo costante nonostante una buona igiene orale e uno stile di vita attento. Questo merita di essere affrontato con serenità e senza vergogna anche dal punto di vista pratico, perché esistono molte possibili spiegazioni che non dipendono affatto dalla scarsa cura personale. A volte possono esserci cause legate alla bocca, alla respirazione, allo stomaco o semplicemente a situazioni facilmente risolvibili. Parlare con un adulto di fiducia o con un professionista sanitario non significa esporsi al giudizio, ma prendersi cura di sé. Moltissimi ragazzi e adulti affrontano difficoltà corporee di ogni tipo, anche molto più intime, e vengono aiutati proprio perché decidono di non restare soli. Allo stesso tempo è importante considerare che negli anni può essersi sviluppata anche una forte ansia legata all’idea dell’alito. Quando per tanto tempo si teme qualcosa, il cervello resta in allerta continua. Si controlla il respiro, si osservano le reazioni degli altri, si anticipa l’imbarazzo prima ancora che accada. Questo può portare a evitare situazioni o a viverle con tensione, anche se magari le altre persone non stanno notando nulla di particolare. In questi casi la sofferenza diventa reale indipendentemente dalla causa iniziale. Un piccolo passo potrebbe essere scegliere una persona adulta che le trasmetta sicurezza, un genitore, un familiare, oppure anche uno psicologo scolastico se presente, e raccontare esattamente ciò che ha scritto qui. Non serve trovare le parole perfette. Basta dire che questa cosa la fa soffrire e che da sola non riesce più a gestirla. Spesso il timore del giudizio è molto più grande della reazione reale che si riceve. Provi anche a osservare con gentilezza quanto impegno ha già messo nel cercare di stare bene. Lavarsi i denti con cura, mangiare sano, cercare soluzioni per sentirsi tranquilla sono segnali di responsabilità verso se stessa, non di debolezza. Ora forse il passo successivo è permettere a qualcuno di aiutarla davvero, perché certe fatiche diventano più leggere quando vengono condivise. Non c’è nulla di cui vergognarsi e soprattutto non è qualcosa che definisce il suo valore o la sua possibilità di stare vicino agli altri. Con il giusto supporto, sia pratico sia emotivo, questa situazione può essere affrontata e ridimensionata molto più di quanto oggi possa immaginare. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Quello che descrivi è una situazione molto più comune di quanto tu possa pensare, anche se vissuta in silenzio e con molta vergogna. La prima cosa importante da chiarire è questa: il fatto che tu percepisca un “alito pessimo costante” non significa automaticamente che ci sia davvero un problema così intenso e continuo come lo senti tu. In molti casi, soprattutto quando la cosa dura da anni e diventa centrale nella vita sociale, entra in gioco un fenomeno chiamato “iper-attenzione corporea”: il cervello si focalizza su una possibile caratteristica (respiro, odore, sensazioni) e la amplifica fino a farla diventare una preoccupazione costante e molto reale nella percezione. Il fatto che tu abbia costruito nel tempo strategie come le mentine sempre presenti, il controllo costante, il bisogno di verificare indirettamente la reazione degli altri, è proprio ciò che può mantenere e rinforzare il problema, indipendentemente dalla causa iniziale. Detto questo, è anche importante non saltare subito alla conclusione “è tutto psicologico”. La cosa corretta da fare è distinguere due livelli: – il livello medico (controllo reale di denti, gengive, lingua, digestione, ecc., che immagino tu abbia già fatto o dovresti fare con un dentista o medico) – il livello percettivo e ansioso, cioè quanto questa preoccupazione sta occupando spazio nella tua testa e condizionando la tua vita Il punto centrale, però, è un altro: anche se ci fosse una minima alterazione iniziale, il modo in cui oggi lo vivi è diventato molto più grande del problema stesso. Il fatto che tu non riesca a stare senza mentine per più di un minuto o che in discoteca ti senta bloccata indica che non è più solo una questione fisica, ma una condizione che sta influenzando profondamente la tua sicurezza sociale. E questo è proprio il tipo di situazione che si può affrontare molto bene con un percorso psicologico mirato, soprattutto su ansia sociale e percezioni corporee. Non perché “è tutto nella testa”, ma perché il cervello ha imparato a interpretare in modo costante un segnale come pericoloso e lo mantiene attivo. Il fatto che tu non abbia il coraggio di parlarne con adulti o amiche è comprensibile, ma è anche una delle cose che ti sta tenendo più bloccata: questi problemi crescono molto quando restano isolati. Ti dico una cosa molto chiara: questo non è un problema “strano” o raro, e non è qualcosa che devi affrontare da sola. Se vuoi, puoi scrivermi in privato. Possiamo parlarne in modo più tranquillo e capire insieme se si tratta principalmente di un tema medico, psicologico o di un mix delle due cose, e soprattutto costruire un percorso per farti sentire più libera nelle situazioni sociali senza questo peso costante.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.