Gentili dottori, buonasera. Ho effettuato un bypass gastrico il 14 ottobre a Milano. Pesavo 118 kg
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risposte
Gentili dottori, buonasera.
Ho effettuato un bypass gastrico il 14 ottobre a Milano.
Pesavo 118 kg, oggi sono 97: il peso sta scendendo, il corpo sta cambiando, e con lui anche le domande.
Io, però, con il cibo non ho mai avuto un rapporto sereno.
Sono cresciuta con l’idea della dieta drastica, rigida, punitiva.
Secondi, contorni, porzioni misurate come sentenze.
Se sbagli, paghi. Se sgarri, stringi la cinghia.
Ora mi rivolgo a voi, nutrizionisti specializzati, con una domanda sincera:
per costruire una sana alimentazione e un rapporto equilibrato col cibo, è davvero necessario avere un foglio stampato, da lunedì a domenica, con alimenti obbligatori e scelte già decise?
Perché io sento questo:
voglio essere seguita, guidata, accompagnata.
Ma non voglio tornare in gabbia.
Vorrei un’alimentazione che mi insegni a scegliere, non solo a eseguire.
Che tenga conto delle giornate, dell’appetito, della vita reale.
Perché l’alimentazione non è solo ciò che c’è scritto su un foglio:
è continuità, ascolto, responsabilità.
Non cerco il “fai come vuoi”.
Cerco competenza senza rigidità.
Regole, sì. Punizioni, no.
Struttura, sì. Paura di sbagliare, no.
Per questo vi leggo, vi ascolto, e sceglierò il professionista che saprà parlarmi non solo di grammi, ma di educazione alimentare, di autonomia, di lungo periodo.
Perché il bypass mi ha cambiato lo stomaco.
Ora vorrei cambiare, finalmente, il modo di stare a tavola.
Grazie a chi vorrà rispondere con serietà e umanità.
Ho effettuato un bypass gastrico il 14 ottobre a Milano.
Pesavo 118 kg, oggi sono 97: il peso sta scendendo, il corpo sta cambiando, e con lui anche le domande.
Io, però, con il cibo non ho mai avuto un rapporto sereno.
Sono cresciuta con l’idea della dieta drastica, rigida, punitiva.
Secondi, contorni, porzioni misurate come sentenze.
Se sbagli, paghi. Se sgarri, stringi la cinghia.
Ora mi rivolgo a voi, nutrizionisti specializzati, con una domanda sincera:
per costruire una sana alimentazione e un rapporto equilibrato col cibo, è davvero necessario avere un foglio stampato, da lunedì a domenica, con alimenti obbligatori e scelte già decise?
Perché io sento questo:
voglio essere seguita, guidata, accompagnata.
Ma non voglio tornare in gabbia.
Vorrei un’alimentazione che mi insegni a scegliere, non solo a eseguire.
Che tenga conto delle giornate, dell’appetito, della vita reale.
Perché l’alimentazione non è solo ciò che c’è scritto su un foglio:
è continuità, ascolto, responsabilità.
Non cerco il “fai come vuoi”.
Cerco competenza senza rigidità.
Regole, sì. Punizioni, no.
Struttura, sì. Paura di sbagliare, no.
Per questo vi leggo, vi ascolto, e sceglierò il professionista che saprà parlarmi non solo di grammi, ma di educazione alimentare, di autonomia, di lungo periodo.
Perché il bypass mi ha cambiato lo stomaco.
Ora vorrei cambiare, finalmente, il modo di stare a tavola.
Grazie a chi vorrà rispondere con serietà e umanità.
Buonasera, io credo fermamente nell'alimentazione serena. Per il dimagrimento è richiesto un deficit calorico? Sì, per forza di cose. Ma può essere gestito in vari modi. Non per forza diete rigide fatte si esclusione. A volte si tratta di ritrovare un equilibrio e re imparare ad ascoltare il proprio corpo, e quali segnali ci sta mandando. Il percorso nutrizionale, infatti, spesso andrebbe accompagnato da uno psicologico, per capire davvero cosa sta dietro a quel sovrappeso, che molte volte è solo un segnale di qualcosa di più profondo.
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Buongiorno, cercherò di risponderle con chiarezza ed empatia.
È davvero necessario un foglio rigido, giorno per giorno? No, non è necessario. Il foglio settimanale rigido può servire in alcune fasi iniziali, come supporto tecnico
ma non educa, non insegna a scegliere e rischia di riattivare proprio quel rapporto punitivo con il cibo che lei descrive così bene. Dopo un bypass gastrico, il lavoro non è solo nutrizionale, è educativo e relazionale.
Un percorso sano, soprattutto dopo chirurgia bariatrica, dovrebbe essere:
- Inclusivo: Nessun alimento demonizzato a priori. Il cibo non è morale: non è buono o cattivo, giusto o sbagliato. È funzionale o meno funzionale in certi momenti.
- Strutturato, ma flessibile: Linee guida, priorità nutrizionali, frequenze
- Personalizzato e realistico: Che tenga conto di giornate diverse, appetito variabile, vita reale
- Educativo: Il piano non serve a dire cosa mangiare, ma perché, come, quando e come adattare.
Tutto questo è in linea con quella che è la mia filosofia, il mio approccio è inclusivo e non restrittivo: nessun alimento viene demonizzato o eliminato a priori. Il cambiamento nasce dalla consapevolezza, non dai divieti.
Il bypass ha cambiato il suo stomaco. Ora lei sta cambiando il modo di stare a tavola.
Ed è il cambiamento più difficile, ma anche il più duraturo. Le auguro di scegliere – e di trovare – un professionista che sappia camminare accanto a lei, non davanti con un foglio in mano.
È davvero necessario un foglio rigido, giorno per giorno? No, non è necessario. Il foglio settimanale rigido può servire in alcune fasi iniziali, come supporto tecnico
ma non educa, non insegna a scegliere e rischia di riattivare proprio quel rapporto punitivo con il cibo che lei descrive così bene. Dopo un bypass gastrico, il lavoro non è solo nutrizionale, è educativo e relazionale.
Un percorso sano, soprattutto dopo chirurgia bariatrica, dovrebbe essere:
- Inclusivo: Nessun alimento demonizzato a priori. Il cibo non è morale: non è buono o cattivo, giusto o sbagliato. È funzionale o meno funzionale in certi momenti.
- Strutturato, ma flessibile: Linee guida, priorità nutrizionali, frequenze
- Personalizzato e realistico: Che tenga conto di giornate diverse, appetito variabile, vita reale
- Educativo: Il piano non serve a dire cosa mangiare, ma perché, come, quando e come adattare.
Tutto questo è in linea con quella che è la mia filosofia, il mio approccio è inclusivo e non restrittivo: nessun alimento viene demonizzato o eliminato a priori. Il cambiamento nasce dalla consapevolezza, non dai divieti.
Il bypass ha cambiato il suo stomaco. Ora lei sta cambiando il modo di stare a tavola.
Ed è il cambiamento più difficile, ma anche il più duraturo. Le auguro di scegliere – e di trovare – un professionista che sappia camminare accanto a lei, non davanti con un foglio in mano.
Buongiorno, grazie per aver scelto di condividere il suo vissuto, anche dal punto di vista emotivo.
Alla sua domanda rispondo in modo diretto: no, un foglio con pasti prestabiliti non è l’unico modo — né sempre il migliore — per costruire una sana alimentazione e un equilibrio duraturo nel tempo. Può essere uno strumento utile in alcune fasi, ma non dovrebbe diventare una gabbia e, dal mio punto di vista, difficilmente risulta compatibile con il costruire un equilibrio sostenibile sul lungo periodo.
Mi fa piacere leggere che abbia il desiderio di fare un percorso diverso, che sia impostato sull'educazione alimentare e che tenga conto delle sue esigenze nella quotidianità. Costruire, insomma, un equilibrio che sia sostenibile nel tempo. E per fare questo, sicuramente diventa fondamentale l'ascolto del proprio corpo, così da partire dai segnali che ci da e da quelle che sono le sue esigenze.
Le auguro sinceramente di trovare un supporto per costruire un percorso in linea con i suoi nuovi obiettivi.
Alla sua domanda rispondo in modo diretto: no, un foglio con pasti prestabiliti non è l’unico modo — né sempre il migliore — per costruire una sana alimentazione e un equilibrio duraturo nel tempo. Può essere uno strumento utile in alcune fasi, ma non dovrebbe diventare una gabbia e, dal mio punto di vista, difficilmente risulta compatibile con il costruire un equilibrio sostenibile sul lungo periodo.
Mi fa piacere leggere che abbia il desiderio di fare un percorso diverso, che sia impostato sull'educazione alimentare e che tenga conto delle sue esigenze nella quotidianità. Costruire, insomma, un equilibrio che sia sostenibile nel tempo. E per fare questo, sicuramente diventa fondamentale l'ascolto del proprio corpo, così da partire dai segnali che ci da e da quelle che sono le sue esigenze.
Le auguro sinceramente di trovare un supporto per costruire un percorso in linea con i suoi nuovi obiettivi.
Gentile Signora,
la risposta chiara è questa: no, non è obbligatorio – né sempre utile – vivere con un foglio rigido “lunedì-domenica” per costruire un’alimentazione sana e duratura, soprattutto nel post-chirurgia bariatrica.
Nel suo caso, l’obiettivo non è obbedire, ma imparare a gestire.
Dopo un bypass servono:
regole precise (sicurezza, proteine, frazionamento, priorità nutrizionali);
paletti chiari (cosa evitare, cosa limitare, cosa privilegiare);
monitoraggio.
Ma tutto questo non coincide automaticamente con una dieta punitiva e ingabbiata.
Un percorso nutrizionale corretto dovrebbe offrirle:
struttura senza rigidità (schemi, non sentenze);
scelte guidate invece di menu obbligatori;
educazione alla decisione: sapere perché scegliere un alimento e come adattarlo alle giornate;
lavoro sul rapporto col cibo, non solo sui grammi;
spazio all’ascolto dei segnali post-bypass (sazietà precoce, tolleranza, fame “vera” vs emotiva).
Il foglio può essere uno strumento, non una gabbia.
Serve all’inizio, per sicurezza. Poi deve evolvere, altrimenti il rischio è tornare a vivere il cibo con paura, controllo e senso di colpa – esattamente ciò che lei vuole (giustamente) evitare.
Lei non sta rifiutando le regole.
Sta chiedendo competenza adulta, non punizione.
E questo è il presupposto migliore per il successo a lungo termine dopo bypass.
Il fatto che il suo peso stia scendendo e che lei oggi si ponga queste domande è un segnale molto positivo:
ha cambiato lo stomaco, sì, ma ora sta lavorando sulla parte più importante, la relazione con il cibo.
Continui a cercare un professionista che:
lavori con approccio bariatrico e psicologico,
parli di autonomia, non solo di dieta,
sappia accompagnare, non comandare.
È così che il bypass diventa uno strumento di salute, non l’ennesima gabbia.
Le auguro davvero di costruire, passo dopo passo, un modo nuovo e più sereno di stare a tavola.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
la risposta chiara è questa: no, non è obbligatorio – né sempre utile – vivere con un foglio rigido “lunedì-domenica” per costruire un’alimentazione sana e duratura, soprattutto nel post-chirurgia bariatrica.
Nel suo caso, l’obiettivo non è obbedire, ma imparare a gestire.
Dopo un bypass servono:
regole precise (sicurezza, proteine, frazionamento, priorità nutrizionali);
paletti chiari (cosa evitare, cosa limitare, cosa privilegiare);
monitoraggio.
Ma tutto questo non coincide automaticamente con una dieta punitiva e ingabbiata.
Un percorso nutrizionale corretto dovrebbe offrirle:
struttura senza rigidità (schemi, non sentenze);
scelte guidate invece di menu obbligatori;
educazione alla decisione: sapere perché scegliere un alimento e come adattarlo alle giornate;
lavoro sul rapporto col cibo, non solo sui grammi;
spazio all’ascolto dei segnali post-bypass (sazietà precoce, tolleranza, fame “vera” vs emotiva).
Il foglio può essere uno strumento, non una gabbia.
Serve all’inizio, per sicurezza. Poi deve evolvere, altrimenti il rischio è tornare a vivere il cibo con paura, controllo e senso di colpa – esattamente ciò che lei vuole (giustamente) evitare.
Lei non sta rifiutando le regole.
Sta chiedendo competenza adulta, non punizione.
E questo è il presupposto migliore per il successo a lungo termine dopo bypass.
Il fatto che il suo peso stia scendendo e che lei oggi si ponga queste domande è un segnale molto positivo:
ha cambiato lo stomaco, sì, ma ora sta lavorando sulla parte più importante, la relazione con il cibo.
Continui a cercare un professionista che:
lavori con approccio bariatrico e psicologico,
parli di autonomia, non solo di dieta,
sappia accompagnare, non comandare.
È così che il bypass diventa uno strumento di salute, non l’ennesima gabbia.
Le auguro davvero di costruire, passo dopo passo, un modo nuovo e più sereno di stare a tavola.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Buongiorno,
lei ha una grande consapevolezza del suo problema e di ciò che desidera ottenere. Credo molto nell’educazione alimentare e in un approccio personalizzato per raggiungere una sana alimentazione: un percorso che inizialmente va costruito insieme, ma che poi deve essere “insegnato” affinché diventi autonomo e duraturo.
Questo percorso va integrato con il giusto movimento, la convivialità, una corretta idratazione e tutte quelle abitudini che contribuiscono al benessere generale della persona. Non esistono cibi vietati, ma solo corrette frequenze di consumo e, soprattutto, l’ascolto del proprio senso di fame e sazietà: un meccanismo innato che purtroppo spesso perdiamo precocemente a causa di abitudini scorrette, talvolta legate anche a un’educazione alimentare rigida o a un’associazione del cibo con emozioni intense.
Spero possa trovare presto il/la professionista che la accompagni nel raggiungere gli obiettivi che desidera.
Resto a disposizione, anche online.
Buone feste,
Dott.ssa Colciago
lei ha una grande consapevolezza del suo problema e di ciò che desidera ottenere. Credo molto nell’educazione alimentare e in un approccio personalizzato per raggiungere una sana alimentazione: un percorso che inizialmente va costruito insieme, ma che poi deve essere “insegnato” affinché diventi autonomo e duraturo.
Questo percorso va integrato con il giusto movimento, la convivialità, una corretta idratazione e tutte quelle abitudini che contribuiscono al benessere generale della persona. Non esistono cibi vietati, ma solo corrette frequenze di consumo e, soprattutto, l’ascolto del proprio senso di fame e sazietà: un meccanismo innato che purtroppo spesso perdiamo precocemente a causa di abitudini scorrette, talvolta legate anche a un’educazione alimentare rigida o a un’associazione del cibo con emozioni intense.
Spero possa trovare presto il/la professionista che la accompagni nel raggiungere gli obiettivi che desidera.
Resto a disposizione, anche online.
Buone feste,
Dott.ssa Colciago
Buonasera, ha colto appieno il senso di un percorso nutrizionale che deve portare come risultato finale all'educazione alimentare. Il cibo non deve essere visto come nemico e la dieta non deve essere intesa come restrizione. Bisogna imparare ad ascoltare il proprio corpo seguendo i consigli di un esperto in materia per trovare il giusto equilibrio senza sensi di colpa né frustrazioni. Un saluto
Buonasera,
grazie per aver scritto con tanta lucidità e onestà. Le sue parole raccontano un percorso importante, non solo di perdita di peso ma di consapevolezza, e questo è un punto di partenza preziosissimo.
Rispondo in modo diretto alla sua domanda: no, per costruire una sana alimentazione e un rapporto equilibrato con il cibo non è necessario avere un foglio rigido da seguire alla lettera.
Il bypass ha cambiato lo stomaco, ma il rapporto con il cibo – fatto di abitudini, vissuti, regole interiorizzate – ha bisogno di un lavoro diverso: graduale, guidato, rispettoso.
Un piano alimentare efficace non dovrebbe limitarsi a dire cosa mangiare, ma aiutare a capire come e perché fare certe scelte, tenendo conto dell’appetito reale, delle giornate diverse, della vita che accade.
Nel mio lavoro non parto da liste punitive o da schemi immutabili, ma da principi chiari, adattabili, che servono a costruire autonomia nel tempo: imparare a riconoscere la fame e la sazietà nel nuovo corpo, a dare priorità ai nutrienti fondamentali, a muoversi con sicurezza anche fuori da uno schema scritto. Le regole servono per orientarsi, non per creare paura di sbagliare.
Essere seguiti non significa essere controllati. Significa essere accompagnati mentre si impara a scegliere.
L’obiettivo non è “eseguire bene” una dieta, ma costruire un rapporto con il cibo che possa durare, senza rigidità e senza sensi di colpa.
Il cambiamento che sta cercando è profondo e legittimo. Il lavoro nutrizionale, quando è fatto con competenza e umanità, può essere uno strumento di libertà, non di punizione.
Resto volentieri a disposizione per accompagnarla in questo percorso.
Cordiali saluti
Dott. Davide Privitera
grazie per aver scritto con tanta lucidità e onestà. Le sue parole raccontano un percorso importante, non solo di perdita di peso ma di consapevolezza, e questo è un punto di partenza preziosissimo.
Rispondo in modo diretto alla sua domanda: no, per costruire una sana alimentazione e un rapporto equilibrato con il cibo non è necessario avere un foglio rigido da seguire alla lettera.
Il bypass ha cambiato lo stomaco, ma il rapporto con il cibo – fatto di abitudini, vissuti, regole interiorizzate – ha bisogno di un lavoro diverso: graduale, guidato, rispettoso.
Un piano alimentare efficace non dovrebbe limitarsi a dire cosa mangiare, ma aiutare a capire come e perché fare certe scelte, tenendo conto dell’appetito reale, delle giornate diverse, della vita che accade.
Nel mio lavoro non parto da liste punitive o da schemi immutabili, ma da principi chiari, adattabili, che servono a costruire autonomia nel tempo: imparare a riconoscere la fame e la sazietà nel nuovo corpo, a dare priorità ai nutrienti fondamentali, a muoversi con sicurezza anche fuori da uno schema scritto. Le regole servono per orientarsi, non per creare paura di sbagliare.
Essere seguiti non significa essere controllati. Significa essere accompagnati mentre si impara a scegliere.
L’obiettivo non è “eseguire bene” una dieta, ma costruire un rapporto con il cibo che possa durare, senza rigidità e senza sensi di colpa.
Il cambiamento che sta cercando è profondo e legittimo. Il lavoro nutrizionale, quando è fatto con competenza e umanità, può essere uno strumento di libertà, non di punizione.
Resto volentieri a disposizione per accompagnarla in questo percorso.
Cordiali saluti
Dott. Davide Privitera
Buonasera, nelle tue parole leggo tanta sofferenza e tanto dolore per queta tua situazione, ma leggo anche tanto coraggio, tanta motivazione e voglia di rinascere. Proprio la motivazione è quello che ti serve! E dopo che hai deciso c'è un altro passo importante da fare:
1. Mangiare bene per nutrirsi!
2. Capire a cosa ti serve il cibo che mangi!
3. Andare a colmare quel vuoto con altro!
4. Dire ADDIO alle diete e imparare il valore degli alimenti con un percorso guidato di educazione alimentare personalizzato.
5. Aiutare le tue emozioni a riallinearsi a te, anche grazie all'aiuto dell'aromaterapia che modula e bilancia le nostre emozioni!
6. scegliere un percorso di affiancamento e supporto come il mio!
1. Mangiare bene per nutrirsi!
2. Capire a cosa ti serve il cibo che mangi!
3. Andare a colmare quel vuoto con altro!
4. Dire ADDIO alle diete e imparare il valore degli alimenti con un percorso guidato di educazione alimentare personalizzato.
5. Aiutare le tue emozioni a riallinearsi a te, anche grazie all'aiuto dell'aromaterapia che modula e bilancia le nostre emozioni!
6. scegliere un percorso di affiancamento e supporto come il mio!
Buonasera la dieta va costruita in base al paziente e alle sue problematiche e stile di vita. Io ho seguito per tempo l'ambulatorio di chirurgia bariatrica se volete scrivetemi
Gentilissima/o,
grazie per aver condiviso una parte così importante della sua storia. La domanda che pone è tutt’altro che banale, ed è anche il segno che sta già facendo un grande lavoro su di sé.
La risposta breve è: no, non è “necessario” per sempre un foglio rigido con alimenti obbligatori e scelte decise a priori. Ma è vero che, soprattutto dopo un bypass gastrico, una struttura iniziale è utile e spesso indispensabile. La differenza la fa come quella struttura viene costruita e con quale obiettivo.
Dopo un intervento bariatrico lo stomaco cambia, ma non cambiano automaticamente il rapporto con il cibo, le emozioni, le abitudini, la quotidianità. Un piano alimentare non dovrebbe essere una gabbia né una punizione: dovrebbe essere uno strumento temporaneo, pensato per garantire sicurezza nutrizionale, prevenire carenze, accompagnare il dimagrimento e, allo stesso tempo, insegnare a leggere i segnali del corpo.
L’obiettivo di un percorso nutrizionale serio non è l’obbedienza, ma l’autonomia.
Non “segua questo foglio per sempre”, ma:
– impari a riconoscere fame, sazietà e tolleranza
– capisca come comporre un pasto adeguato a lei
– sappia fare scelte flessibili nelle giornate diverse
– costruisca un rapporto con il cibo che non sia basato su paura, colpa o punizione
Per questo, sì: regole sì, punizioni no.
Struttura sì, rigidità no.
Guida, ascolto e competenza, senza togliere dignità alla persona.
Un buon nutrizionista non parla solo di grammi, ma di educazione alimentare, di contesto di vita, di tempo lungo. E soprattutto cammina accanto al paziente, invece di controllarlo dall’alto.
La paura di sbagliare è comprensibile. Proprio per questo non dovrebbe essere lasciata sola con un foglio, ma accompagnata in un percorso che, gradualmente, le permetta di scegliere, non solo di eseguire.
Il bypass ha cambiato il suo stomaco. Ora il lavoro è aiutare lei a cambiare, con rispetto e umanità, il modo di stare a tavola.
Un caro saluto.
Dott.ssa Annapaola Volpicella
grazie per aver condiviso una parte così importante della sua storia. La domanda che pone è tutt’altro che banale, ed è anche il segno che sta già facendo un grande lavoro su di sé.
La risposta breve è: no, non è “necessario” per sempre un foglio rigido con alimenti obbligatori e scelte decise a priori. Ma è vero che, soprattutto dopo un bypass gastrico, una struttura iniziale è utile e spesso indispensabile. La differenza la fa come quella struttura viene costruita e con quale obiettivo.
Dopo un intervento bariatrico lo stomaco cambia, ma non cambiano automaticamente il rapporto con il cibo, le emozioni, le abitudini, la quotidianità. Un piano alimentare non dovrebbe essere una gabbia né una punizione: dovrebbe essere uno strumento temporaneo, pensato per garantire sicurezza nutrizionale, prevenire carenze, accompagnare il dimagrimento e, allo stesso tempo, insegnare a leggere i segnali del corpo.
L’obiettivo di un percorso nutrizionale serio non è l’obbedienza, ma l’autonomia.
Non “segua questo foglio per sempre”, ma:
– impari a riconoscere fame, sazietà e tolleranza
– capisca come comporre un pasto adeguato a lei
– sappia fare scelte flessibili nelle giornate diverse
– costruisca un rapporto con il cibo che non sia basato su paura, colpa o punizione
Per questo, sì: regole sì, punizioni no.
Struttura sì, rigidità no.
Guida, ascolto e competenza, senza togliere dignità alla persona.
Un buon nutrizionista non parla solo di grammi, ma di educazione alimentare, di contesto di vita, di tempo lungo. E soprattutto cammina accanto al paziente, invece di controllarlo dall’alto.
La paura di sbagliare è comprensibile. Proprio per questo non dovrebbe essere lasciata sola con un foglio, ma accompagnata in un percorso che, gradualmente, le permetta di scegliere, non solo di eseguire.
Il bypass ha cambiato il suo stomaco. Ora il lavoro è aiutare lei a cambiare, con rispetto e umanità, il modo di stare a tavola.
Un caro saluto.
Dott.ssa Annapaola Volpicella
Buonasera,
grazie per aver condiviso il suo percorso e la sua storia.
Il dimagrimento è un dato importante, ma il segnale più significativo è la consapevolezza che sta maturando: uno dei migliori indicatori di successo nel lungo periodo dopo chirurgia bariatrica.
Nel primo periodo post-intervento è fondamentale seguire il protocollo ospedaliero. In questa fase, uno schema alimentare strutturato è utile per garantire sicurezza, proteggere la massa muscolare, prevenire la dumping syndrome e gestire correttamente integrazione e possibili carenze nutrizionali. Qui la struttura non è rigidità, ma tutela.
In genere, in questa fase vengono insegnati non solo cosa mangiare, ma anche come farlo. Con il tempo, quando le linee guida diventano chiare e interiorizzate, lo schema può lasciare spazio a un’alimentazione più flessibile e consapevole. Credo fermamente nell’educazione alimentare, intesa come capacità di leggere i segnali del corpo, riconoscere fame e sazietà e fare scelte sostenibili nella vita reale, non come una dieta con un inizio e una fine, ma come uno stile di vita. Le diete drastiche e punitive non favoriscono risultati duraturi: è l’equilibrio, costruito nel tempo, che permette di mantenere i cambiamenti.
In questo percorso è fondamentale un approccio multidisciplinare, che integri il lavoro dello psicologo, del nutrizionista e del team medico, per affrontare insieme gli aspetti nutrizionali, emotivi e comportamentali.
Il fatto che lei cerchi competenza senza rigidità è un segnale molto positivo: indica che è pronta per un cambiamento reale, profondo e duraturo.
Un saluto.
grazie per aver condiviso il suo percorso e la sua storia.
Il dimagrimento è un dato importante, ma il segnale più significativo è la consapevolezza che sta maturando: uno dei migliori indicatori di successo nel lungo periodo dopo chirurgia bariatrica.
Nel primo periodo post-intervento è fondamentale seguire il protocollo ospedaliero. In questa fase, uno schema alimentare strutturato è utile per garantire sicurezza, proteggere la massa muscolare, prevenire la dumping syndrome e gestire correttamente integrazione e possibili carenze nutrizionali. Qui la struttura non è rigidità, ma tutela.
In genere, in questa fase vengono insegnati non solo cosa mangiare, ma anche come farlo. Con il tempo, quando le linee guida diventano chiare e interiorizzate, lo schema può lasciare spazio a un’alimentazione più flessibile e consapevole. Credo fermamente nell’educazione alimentare, intesa come capacità di leggere i segnali del corpo, riconoscere fame e sazietà e fare scelte sostenibili nella vita reale, non come una dieta con un inizio e una fine, ma come uno stile di vita. Le diete drastiche e punitive non favoriscono risultati duraturi: è l’equilibrio, costruito nel tempo, che permette di mantenere i cambiamenti.
In questo percorso è fondamentale un approccio multidisciplinare, che integri il lavoro dello psicologo, del nutrizionista e del team medico, per affrontare insieme gli aspetti nutrizionali, emotivi e comportamentali.
Il fatto che lei cerchi competenza senza rigidità è un segnale molto positivo: indica che è pronta per un cambiamento reale, profondo e duraturo.
Un saluto.
Buon pomeriggio, a prescindere dalla sua scelta sullo specialista a cui affidarsi che è estremamente personale, le consiglio di evitare approcci rigidi poichè non danno risultati a lungo termine ma tendono ad allontanare dal giusto scopo che è la rieducazione alimentare. Credo fermamente in un approccio che guidi i pazienti in scelte alimentari consapevoli e appaganti, che faccia riscoprire il piacere del cibo e della sua condivisione e di un'alimentazione cucita sulla persona, che rispetti i suoi gusti ma soprattutto il suo stile di vita. Le auguro di trovare il percorso giusto per lei.
Buongiorno, ha ragione: l'alimentazione non è una semplice lista di alimenti su un foglio, ma è anche un intervento sullo stile di vita di una persona, sulle sue emozioni, sulle sue tradizioni famigliari e sui ricordi dell'infanzia. Possono sembrare sottigliezza ma non lo sono, cambiare alimentazione significa cambiare la percezione del mondo oltre che modificare la biochimica/fisiologia.
Escludendo casi clinici specifici in cui è necessario fare attenzione alle pesate, nella vita reale conta più la qualità di ciò che si mangia che la quantità, il quando e il come piuttosto che le calorie. E' un percorso che si compie assieme imparando l'uno dall'altro.
Le auguro di trovare una persona con la giusta sensibilità per ascoltare alle sue richieste.
Escludendo casi clinici specifici in cui è necessario fare attenzione alle pesate, nella vita reale conta più la qualità di ciò che si mangia che la quantità, il quando e il come piuttosto che le calorie. E' un percorso che si compie assieme imparando l'uno dall'altro.
Le auguro di trovare una persona con la giusta sensibilità per ascoltare alle sue richieste.
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