Gelosia retroattiva o sindrome di Rebecca.. Quanto può diventare ostacolante in una relazione? Salv

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Gelosia retroattiva o sindrome di Rebecca.. Quanto può diventare ostacolante in una relazione?
Salve, ho 30 anni e da circa 6 mesi sto con una donna di 10 anni più grande di me. Mi trovo bene con lei, certo.. 6 mesi sono pochi e ci stiamo ancora scoprendo, abbiamo lati caratteriali che spesso ci mettono di fronte a degli attriti (non sono mai stato abituato ad avere una relazione con una persona così caratterialmente distante da me), però ci si lavora. Il problema vero è l'aspetto più intimo e sessuale. Premetto che il mio non vuole essere un giudizio nei suoi confronti, e mai l'ho giudicata male per questo, sto solo parlando di un mio stato emotivo che mi fa soffrire. Io tendenzialmente mi reputo una persona molto aperta mentalmente, ma, a differenza di molte altre persone che si riempiono la bocca con questo termine giustificando ogni loro azione, reputo opportuno distinguere tra ACCETTARE ogni tipo di veduta che una persona possa avere e CONDIVIDERE quelle stesse vedute. Per fare un esempio banale: sono italiano e cresciuto in una cultura e mentalità prettamente italiana, governata dal concetto di monogamia. Io non reputo i paesi poligami e poliandri "sbagliati" o "deviati". Sono impostazioni culturali diverse, che hanno la stessa valenza della mia, né più né meno. Non mi scandalizzo nel sentire un uomo che ha più mogli, o una donna che ha più mariti. Non esiste una mentalità giusta e sbagliata, quindi accetto e rispetto tutto. Accettare ciò, però, non implica che io condivida questo sulla mia pelle: la mia personalità si è ormai forgiata su una certa mentalità, che si è legata ai miei sentimenti, ai miei modi di percepirli, e non posso fuggire da essi. Quindi, seppur so che il mio essere monogamo sia un mero costrutto culturale, non posso fare a meno di vivere secondo i suoi criteri. Non lo considero valido in modo assoluto, ma lo considero come parte di me. Ho fatto questa premessa per meglio spiegare nel dettaglio la mia posizione. Questa donna ha vissuto molto liberamente la sua vita: ha avuto tante relazioni, moltissime avventure solo di stampo sessuale, tantissime occasioni sessuali con degli sconosciuti, vissuto esperienze sessuali collettive, con conoscenti e non, e cose del genere. Da quando sta con me, però, tutto questo è venuto meno, perché lei è sempre stata dell'idea "io ho voluto vivere tutto e non rinnego nulla, ma quando mi lego con una persona esiste solo lei e basta". Quindi, teoricamente parlando, la cosa dovrebbe andare bene così, perché io dovrei basarmi solo sul presente e su quello che lei concretamente mi offre, non sul pensiero di ciò che lei ha fatto in passato con altri, o su ciò che lei farebbe con altri se io non ci fossi. Lo so, ne sono pienamente cosciente e non mi azzardo minimamente di giudicare questo aspetto. Eppure, "di pancia", non riesco a fare a meno di farlo diventare un tarlo. Per me, questo aspetto costituisce una fonte di grandissimo disagio. è come se mi venisse tolto quel senso di esclusività reciproca che si ricerca in una relazione. Per essere più chiaro, per me, la sfera intima e sessuale è molto importante e profonda. Si badi, non sono uno di quelli che dice che una donna o un uomo debbano avere rapporti solo dopo 10 anni di fidanzamento, nel solo modo romantico dei film. No, assolutamente. Il sesso è qualcosa di animalesco che va sicuramente vissuto a 360 gradi. Ma nel mio modo di vivere questo aspetto, questa animalità a 360 gradi dovrebbe avvenire col proprio partner o, per lo meno, con una persona con cui si condividono veri sentimenti. Il modo in cui ho sempre vissuto questo aspetto può essere così tradotto: ciò che fa parte della mia sfera intima (come anche semplicemente le mie zone corporali intime) e sessuale è una parte riservata, a cui do "accesso" solo a persone realmente importanti. Riferendomi solo all'aspetto sessuale, cioè, ciò che rende speciale il corpo della mia partner è il fatto che solo io possa ammirarlo (ovviamente nel momento in cui sono legato a lei e lei a me, non prendo in considerazione le relazioni precedenti). Ciò che rende speciale il sesso tra noi due è che sia una cosa solo nostra. Ma i pensieri che ossessionano la mia mente sono: che privilegio ho nell'ammirare il tuo corpo se per te può essere visto da chiunque? (amici, non amici, estranei, etc). Che privilegio ho nel toccare il tuo corpo se chiunque potrebbe farlo? Qual è il privilegio di avere dei rapporti sessuali con te, se per te il rapporto sessuale è sempre stato un gioco a cui hanno giocato le più svariate persone delle più svariate confidenze? Lei conosce molte persone, per il tipo di vita e di lavoro che ha fatto in passato, e non c'è una volta che passeggiando per strada non incontra un suo amico o conoscente con cui non abbia fatto qualcosa. L'esempio più stupido... a settembre eravamo in spiaggia con la sua comitiva, ma solo dopo tanto tempo ho scoperto che lei ha fatto dei viaggi andando in spiagge di nudisti proprio con loro. Quindi, solo dopo, mi sono reso conto che in quella circostanza, mi ritrovavo circondato da uomini che, come me, avevano visto il suo corpo nello stesso modo in cui io l'ho visto, credendo (ovviamente secondo il mio modo di pensare) che quello fosse un aspetto mio e basta (o almeno solo di pochi). Mi ha raccontato di cose che sinceramente non riesco proprio a digerire... ha fatto sesso in una di quelle "case al buio" in cui all'interno della stessa stanza ci sono dei letti dove diverse coppie fanno sesso, e capita che altre mani di altri sconosciuti che non si sa neanche da dove arrivino ti tocchino. Vacanze in cui ha conosciuto uomini con cui ha fatto sesso anche a 3 o 4. Ora, ripeto e ribadisco, io con questo non voglio giudicare le sue azioni, non la reputo una persona brutta o sporca per questo, ognuno della sua vita fa ciò che vuole e non esiste un comportamento più dignitoso di un altro, se questo non lede la libertà e il rispetto del prossimo. Parlo solo ed esclusivamente di come io personalmente vivo queste emozioni. Mi sento semplicemente uno dei tanti, con la differenza che lei è innamorata di me. Ok, va benissimo, ed è stupenda questa cosa, però... ho serissime difficoltà. Mi scatta una gelosia, un mal di stomaco che fa paura. è come se il suo corpo e la sua intimità non me l'avesse "concessa" (passatemi il termine) perché io sono per lei, in qualche modo, speciale. Non si è messa a nudo davanti a me perché io sono uno dei pochi (non posso essere così presuntuoso da dire l'unico, ci mancherebbe). Ne abbiamo parlato diverse volte di questo argomento, e lei rimane molto ferma su questo, ovvero che quello è il suo passato, non rinnega nulla, che è molto libertina, che è fatta così, e che io dovrei concentrarmi solo su quello che mi dà qui ed ora e non su quello che ha fatto in passato o che continuerebbe a fare se io non ci fossi. Ripeto, teoricamente è giustissimo come ragionamento, ma è più forte di me, ci sto troppo male. Mi trovo estremamente combattuto, perché sto cercando di forzarmi nel farmi "andare giù" questa cosa, ma assolutamente non ci riesco, mi crea veramente dei pensieri ossessivi. Non so neanche se sono riuscito pienamente a spiegarmi.. Spesso mi sorge il pensiero di interrompere la situazione, e non perché lei sia sbagliata, ma perché, molto banalmente, c'è questo aspetto che non mi fa vivere serenamente il nostro rapporto. L'idea che lei, con molta facilità, abbia fatto (e farebbe) cose con altri (sesso) e davanti ad altri (mostrarsi nuda) mi manda ai pazzi, perché non ci vedo quel valore unico di cui posso usufruire solo io. Perdonate l'espressione forse un po' svalutante, ma è come un "prendete e mangiatene tutti". Grazie a tutti per l'attenzione.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
La cosiddetta "sindrome di Rebecca" o gelosia retroattiva si riferisce a una condizione psicologica in cui una persona prova un'intensa sofferenza emotiva, insicurezza e disagio a causa del passato sentimentale o sessuale del proprio partner. Questo tipo di gelosia può diventare un ostacolo significativo in una relazione, specialmente quando interferisce con il benessere emotivo e la qualità del legame affettivo.

Nel caso specifico, il disagio nasce dalla percezione che la propria partner abbia avuto esperienze sessuali molto diverse da quelle vissute e desiderate dall’attuale compagno. Il senso di esclusività, che per alcune persone è un elemento fondamentale della relazione, può essere messo a dura prova quando il passato dell’altro viene percepito come una minaccia alla propria identità relazionale.

È importante sottolineare che il problema non risiede tanto nelle esperienze passate della partner, quanto nell’impatto emotivo che queste hanno sulla persona che prova gelosia retroattiva. Tale stato può portare a pensieri ossessivi, insicurezze e difficoltà nel vivere serenamente la relazione nel presente.

Affrontare questa condizione richiede un lavoro su più livelli:

Consapevolezza e accettazione: Comprendere che i sentimenti di disagio sono reali e legittimi, ma che non devono necessariamente influenzare negativamente la relazione. Accettare che il passato del partner non può essere modificato e che ciò che conta è la qualità del rapporto attuale.

Comunicazione aperta: Parlare con il proprio partner dei propri timori senza accusarlo o farlo sentire colpevole. È fondamentale esprimere le proprie emozioni in modo costruttivo, cercando punti di incontro.

Lavoro su di sé: Esplorare le proprie insicurezze e le proprie credenze sulla sessualità, sull’amore e sulla relazione. Spesso, la gelosia retroattiva è legata a una visione rigida della monogamia e del possesso emotivo.

Gestione dei pensieri ossessivi: Quando i pensieri sul passato del partner diventano ricorrenti e invadenti, è utile sviluppare strategie per ridurne l’impatto, come la mindfulness o tecniche di ristrutturazione cognitiva.

Se questa condizione genera sofferenza e compromette il benessere individuale e della coppia, sarebbe utile e consigliato approfondire la questione con l’aiuto di uno specialista, per comprendere meglio le proprie emozioni e sviluppare strategie efficaci per affrontarle.

Dottoressa Silvia ParisiPsicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Dott.ssa Eloisa Dasara
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Posada
Buongiorno, da ciò che scrive mi sembra abbia una buona capacità di scavare dentro di sé, comprendere ciò che sta vivendo e distinguere tra ciò che “sa” (testa) e ciò che “sente” (pancia). La difficoltà, come spesso accade, è mettere le cose insieme. Come può utilizzare la sua consapevolezza sulla gelosia retroattiva in modo da trasformare la sua ossessione – come scrive – su questi pensieri e la sua sofferenza in qualcosa di più tollerabile e utile? Forse, iniziando dal cercare di comprendere perché ha indagato così tanto sul passato sessuale della sua partner.
Generalmente quando siamo in una nuova relazione parliamo tanto con la persona che abbiamo davanti, siamo mossi/mosse dalla curiosità di conoscere la sua storia. Allo stesso tempo, conoscere nei dettagli la vita sessuale di quella persona prima di noi ci fa illudere di avere più controllo sulla relazione (sapere tutto = sono rassicurato/rassicurata di conoscere ogni tuo aspetto e quindi non mi prenderai mai di sorpresa). Qual è il problema di tutto ciò? che non ci sentiremo mai rassicurati/rassicurate del tutto, anzi spesso otterremmo l’effetto contrario: il rischio è che ciò che accadrà è che si crei una distanza tra noi e l’altra persona. Cosa che mi sembra le sia accaduta.
Può chiedersi: cosa l’ha mossa nel voler sapere tutto, nei minimi e più intimi dettagli? Qual è il suo rapporto con il controllo? Ha forse cercato un modo per mettere una distanza tra lei e la sua partner? Porsi delle domande su di sé -che vadano oltre il modo in cui lei vede le relazioni (influite dalla sua cultura di riferimento etc etc) che le è già chiaro – potrebbe aiutarla a capire meglio le motivazioni più profonde che la fanno tanto soffrire e aiutarla a convivere con il sentimento di gelosia. Conviverci consapevole del fatto che questo vissuto di gelosia probabilmente riguarda più lei e la sua storia personale piuttosto che la relazione in sé e per sé. Se desiderate, potreste anche pensare ad uno spazio di terapia di coppia. A disposizione online, Dott.ssa Eloisa Dasara
Dr. Gabriele Boccardi
Psicologo, Sessuologo
Albano Laziale
Salve,
Nel suo racconto entrano in gioco una mole di fattori, quello che le posso dire è di valutare un percorso individuale psicologico e anche uno di coppia se vuole far crescere questa relazione.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriele Boccardi
Dr. Jonathan Santi Pace La Pegna
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Palermo
Gentile Utente, la gelosia (retroattiva o no) è un sentimento che può diventare molto penalizzante e difficile da gestire in una relazione, soprattutto qualora si presenti in forma molto intensa generando pensieri ricorrenti e intrusivi. Dalle sue parole emerge come lei non giudichi la sua compagna per il suo passato, né pensi che esista un modo giusto o sbagliato di vivere la propria sessualità, ma allo stesso tempo non può a fare a meno di avvertire un profondo disagio. Il problema non è il vissuto in sé, ma il modo in cui lei lo percepisce e lo elabora emotivamente, in quanto ciò che mi pare la faccia più soffrire è la sua concezione di intimità come valore legato a doppio filo con il concetto di esclusività, per cui l'esperienza passata della sua compagna le fa sentire come se l'unicità del vostro rapporto fosse in qualche modo sminuita o compromessa, motivo per il quale anche se razionalmente sa che oggi la sua compagna ha scelto di vivere con lei un rapporto esclusivo, dentro di lei continua a farsi strada la sensazione di essere solo "uno dei tanti". Superare la sofferenza generata da questi pensieri dipende molto da lei e da quanto sarebbe disposto a lavorarci sopra, focalizzandosi sul presente e gestendo in maniera attiva, razionale e consapevole queste emozioni. È importante sottolineare che non è obbligato a forzarsi o ad accettare qualcosa che la faccia soffrire, l’amore infatti non è solo sentimento, ma anche compatibilità emotiva e valoriale, e se questa differenza tra voi continua a farla stare molto male, potrebbe essere quindi legittimo chiedersi se questa relazione sia davvero adatta a lei. Ciò che conta è non colpevolizzarsi, né colpevolizzare lei, ma considerare che siete semplicemente due persone con modi diversi di vivere e concepire l’intimità.
Dott.ssa Silvia Nava
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Brugherio
La gelosia retroattiva può essere estremamente ostacolante in una relazione, soprattutto quando si traduce in pensieri ossessivi e sofferenza emotiva. Da ciò che descrivi, sembra che il disagio non deriva tanto dalle scelte presenti di questa donna (che ora vive la relazione in modo esclusivo), ma dal significato che tu attribuisci al suo passato e al valore che dai all'intimità e alla sessualità condivisa.
Probabilmente una parte inconsapevole di te, un pò sofferente, sta emergendo attraverso questa forte reazione emotiva. La tua visione della relazione è radicata in un senso di esclusività che dà significato all'intimità, mentre il passato del tuo partner sembra metterlo in crisi, attivando in te un conflitto tra ciò che razionalmente accetta e ciò che emotivamente non riesce a digerire.
In queste situazioni, se questa sofferenza diventa troppo invasiva, potrebbe essere utile chiederti se il tuo bisogno di esclusività è compatibile con il passato e il vissuto del tuo partner. Le relazioni non sono solo incontri tra persone, ma tra mondi interni e sistemi di valori. È importante che entrambi possiate sentirvi accolti nella vostra autenticità, senza dover "annullare" parti di voi stessi per far funzionare il rapporto.
Spero che queste riflessioni possano esserti utili.

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