Carissimo dottori, innanzitutto auguri di un felice anno nuovo. Mi ritrovo a scrivere qui su questo

23 risposte
Carissimo dottori, innanzitutto auguri di un felice anno nuovo.
Mi ritrovo a scrivere qui su questo portale, perché per me esprimermi qui sopra mi fa sentire meglio.
Vorrei parlarvi della mia situazione, senza vergogna senza paura di raccontarmi, e non avere una soluzione a questo problema ma vorrei soltanto un consiglio.
Ho 23 anni, e premetto di non avere un rapporto con la mia famiglia, mio padre non c’è mai stato per me, mi è mancata moltissimo la figura maschile anche per me io sono una ragazza molto chiusa non riesco a dire a voce quello che sto dicendo ora qui, come vi dicevo ho sofferto moltissimo nella mia vita, nessuno della mia famiglia non c’è stato ne economicamente ne moralmente, all’età di 15 anni ho conosciuto un ragazzo di19 e me ne sono innamorata, piano piano ho raccontato parte della mia vita quindi lui sapeva tutte le mie sofferenze, nonostante ciò io per amore ho accettato maltrattamenti da parte sua, vi racconto un po’ questa relazione, che è stata tossica, lui era un po’ padre padrone, il classico fai ciò che dico io e non fare ciò che faccio io.
Non potevo uscire mai, dovevo avvisare se uscivo che ne so con mia madre, mi controllava, mi seguiva, era geloso, non potevo ne salutare ne guardare nessuno, né tantomeno parlare con nessuno che mi faceva fare figuracce.
Non potevo avere nulla a che fare con mia sorella perché il marito di mia sorella aveva una famiglia dove c’erano i suoi fratelli maschi.
Lui poteva andare io no, mi ricordo il battesimo di mio nipote, lui andò con la sua famiglia anche perché il marito di mia sorella era il suo migliore amico, io non potevo andare, e per paura di perderlo non andai.
La famiglia di lui dava la colpa a me, e che dovevo rispettarlo anche non affacciandomi fuori ad un balcone, perché se c’erano uomini e lui si impressionava, mi trattava malissimo, spegneva il telefono, la sua famiglia mi chiamava e mi faceva la ramanzina.
Moltissime volte mi ha messo le mani addosso e si giustificava che era gelosia.
Non potevo indossare ne gonne corte ne lunghe, ma maglie lunghe che coprivano tutto, nemmeno dei leggins stretti, non potevo andare a lavorare, non facevo nulla, stavo a casa e mi sentivo mia mamma che diceva che non facevo nulla, lo dicevo a lui e mi diceva che se volevo stare con lui dovevo accettare tutto questo
Io per paura perché l’amore era troppo forte accettavo tutto senza dire nulla anche se morivo dentro.
Lui purtroppo faceva uso di canne, saliva la mattina a casa, scendeva moltissime volte spegneva il telefono se io lo chiamavo perché avevo paura, e nonostante tutto ciò mi trattava male perché diceva che ero pesante.
Passati 7 anni così di sofferenza, un giorno dopo 15 giorni che da me non veniva, mi trovai bloccata sul telefono e mi lasciò senza dirmi nulla, io male stavo, chiamai la mamma e mi disse che secondo lei era colpa mia perché lo pressavo, sono stata talmente male che nn mangiavo dimagrì tanto, da 50 kg arrivai a 43 kg, e purtroppo mi vergogno a dirlo presi antidepressivi che avevo a casa, piano piano però mi misi a riflettere, e decisi di riprendermi di stare bene, iniziai finalmente a lavorare, ugualmente non uscivo, però mi sentivo viva libera, e stavo bene capi che non ero io il problema, stavo davvero bene, passato un po’ di tempo iniziai a sentire persone come amicizia, e stavo benissimo tanto è vero che conobbi un ragazzo con la quale non c’è stato nulla, ma questa persona più grande di me io 22 e lui 28 mi faceva stare bene anche solo parlando, mi sentivo viva non mi sentivo sbagliata, anche se non ci fu nulla perché non ero pronta, mi sentivo capita, questo mi faceva stare bene.
Il mio ex però mi faceva stalking, veniva da me, sempre mi controllava, mi riempiva di chiamate, veniva sotto casa mia per nn andare oltre, io non lo volevo più stavo bene senza di lui, i genitori mi chiamarono e dissero che io non ero buona che ero una poco di buono, ecc…
Io smisi di preoccuparmi e dissi basta.
Ma più passava il tempo, e lui mi ricattava anche, dicendomi che si ammazzava perché mi amava, si mostrava cambiato, io per paura di essere giudicata per paura che si potesse far male, passato un po’ di tempo, mi ri frequentai con lui, ma non ero felice, lui è cambiato da un lato, non fa uso più di stupefacenti, però io non sono felice con lui, ho paura di dirgli basta.
Penso e ripenso a quando stavo senza di lui, quanto ero felice, quanto stavo meglio, e poi penso anche a quel ragazzo che mi faceva stare bene solo parlando, io vi dico la verità purtroppo prima vedevo la mia vita solo con lui, adesso se dovrei vivere la mia vita con lui non vorrei.
Moltissime volte non lo sopporto, non voglio vederlo non voglio sentirlo.
In pochissimo tempo quando mi sono lasciata mi sono sentita più felice, ad esempio con io ragazzo che conobbi e con la quale parlavo mi sentivo molto meglio che con lui, io non so cosa sto passando, sto soltanto che mi sto richiudendo in me stessa e non so come uscirne, per favore vorrei un consiglio,è abitudine?
Perché con lui nn sto bene e perché sono stata meglio con l’altra persona solo nel parlare, che con lui.?
Sono sbagliata?
Vi prego ho bisogno di un vero consiglio su come affrontare la situazione.


Vi ringrazio in anticipo a tutti.

Saluti.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott. Valeriano Fiori
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, lei non è sbagliata stia tranquilla. Data la situazione delicata però, sarebbe opportuno per lei intraprendere un percorso di psicoterapia per elaborare soprattutto il suo vissuto emotivo. Se lei prova serenità nel parlare con un’altra persona non significa che ci sia per forza qualcosa si sbagliato, anzi. Inoltre, con un percorso psicologico potrebbe fare un po’ di chiarezza interiore.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Maria Pepe
Psicologo, Psicologo clinico
Qualiano
Ciao,
Ho letto con attenzione la tua storia.
Credo sia opportuno capire quanto della tua relazione con i tuoi genitori c’è nel tuo rapporto, capire le dinamiche tossisce ed escluderle dalla tua vita.
Per fare ciò c’è bisogno di un percorso con un professionista che ti aiuterà a raggiungere degli obiettivi funzionali per il tuo futuro.
Non sei sbagliata, sei solo in cerca di felicità, e perché non raggiungerla?
Dott.ssa Alessia Malaguti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Modena
Buonasera Gentile Utente,
Grazie per aver condiviso con noi la sua esperienza dolorosa. Mi dispiace per il suo vissuto emotivo che riporta in particolare per quanto concerne il senso di costrizione che non le permette di essere più libera e felice.
Credo il suo racconto sia ricco di tanti dettagli che dovrebbero ricevere un approfondimento maggiore, in un contesto protetto come potrebbe essere lo spazio di un percorso psicologico. Potrebbe così avere uno spazio tutto suo in cui sentirsi accolta, compresa e supportata.
Non è sbagliata, quanto piuttosto a volte possono essere disfunzionali pensieri che si attivano in noi e comportamenti che automaticamente tendiamo a mettere in atto.
Rimango a disposizione se dovesse sentire bisogno di aiuto, anche online.
Un caro saluto
Dott.ssa Alessia Malaguti
Buonasera, non è sbagliata, ha voglia di essere libera di vivere, e questo mi sembra assolutamente sensato. L'amore si dovrebbe basare sulla fiducia e sul rispetto: da ciò che ci scrive sul suo ragazzo, non sembra apparire una relazione basata su presupposti funzionali e soprattutto affettivi. Se sente dentro di sé la voglia di essere libera da questa persona, se si sente soffocare di nuovo da questa relazione, ne esca. Ognuno di noi ha il diritto di stare bene, e se per lei star bene, in questo momento, significa stare da sola, trovi il coraggio di dire ciò che sente, ciò di cui ha bisogno e prenda la decisione giusta per lei.
Nello stesso tempo, le consiglio d'iniziare un percorso psicologico, per lavorare sul suo rapporto familiare, sul suo non riuscire ad aprirsi e a tirar fuori le sue emozioni. Potrebbe ritrovare se stessa, modi più funzionali di vivere le sue relazioni e la sua vita, ritrovare sicurezza e stima di sé.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento, un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Dott.ssa Franca Vocaturi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno carissima,
non vedo nulla di sbagliato in lei, non c'è mai nulla di sbagliato in quello che proviamo e sentiamo dentro di noi. Quella che lei descrive pare essere una relazione che non la fa sentire libera e felice. Mi chiedo quanto lei si senta libera di uscirne. Se è quello che desidera per sè, trovi il modo di farlo, facendosi aiutare. Si ricordi che lo stalking è un reato e che esistono centri che possono supportare e consigliare le donne che si trovano nella sua situazione. Poi sarebbe utile per lei un percorso di psicoterapia, per evitarle di ricadere in relazioni così.
Non trascuri la sua felicità, ne ha diritto!!
Resto a disposizione, anche online e le uguro il meglio.
Dott.ssa Franca Vocaturi
Dott.ssa Pamela Cornacchia
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, è chiaro che sta vivendo una situazione sentimentale che la fa sentire costretta, che per alcuni aspetti sembra al limite della perseguibilità penale (stalking),che non è per lei soddisfacente, eppure l'ha scelta nuovamente. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a fare luce sugli aspetti inconsci che l'hanno spinta a riprendere il legame con questo uomo e capire anche il legame tra il suo rapporto con i suoi genitori e il suo modo di vivere le relazioni importanti.
Un cordiale saluto, Dott.ssa Pamela Cornacchia
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gent.ma sig.na, la invito a rivolgersi per prima cosa presso un punto di ascolto per farla aiutare anche per una eventuale denuncia visto che ci racconta anche di violenze fisiche subite. Comprendo benissimo che l'ambiente in cui è costretta a vivere + assolutamente destabilizzante e non l'aiuta di certo a prendere la giusta strada ovvero abbandonare immediatamente la persona che le sta facendo unicamente del male, nulla di più. Una volta tutelata la sua incolumità attraverso una giusta e dovuta denuncia, le consiglio un percorso psicologico per sostenerla e aiutarla in questo difficile momento . Le faccio i miei migliori auguri. Professor Antonio Popolizio
Dott.ssa Giuseppina Mangano
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione descritta. In quello che ha descritto non vedo nulla di sbagliato. Ritengo comunque utile intraprendere un percorso psicologico al fine di elaborare pensieri e le emozioni connessi alla situazione descritta e trovare strategie utili per fronteggiarla. Se sceglierà di affidarsi ad un professionista, io faccio anche consulti online, resto a disposizione, Dott.ssa G.Mangano
Dott.ssa Zena Ballico
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente,
quella che racconta è una storia relazionale molto dolorosa. Non creda mai di essere lei quella sbagliata. Dalle sue parole mi sembra di scorgere il bisogno di “sfogarsi” e trovare risposte. Difficile aiutarla in poche righe…
Si affidi ad un bravo professionista, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza e a comprendere le sue emozioni e i suoi bisogni.
Abbia cura di lei…
Un caro saluto
Dott.ssa Zena Ballico
Dott.ssa Irene Buzzoni
Psicologo, Psicologo clinico
Mussolente
Carissima giovane 23enne, leggendo mi è arrivata tutta la tua forza! Come da sola eri riuscita a staccarti da lui, a riprendere a lavorare, sentirti libera e felice. Ciò di cui parla lui non è amore, e neanche questa relazione è amore. Fidati di ciò che senti! Senti dove stai bene, cosa ti fa star bene e chi ti fa star bene, e questi sono i luoghi e le relazioni da coltivare. L'hai anche scritto, perciò sei consapevole di ciò che ti fa star bene.

A disposizione anche online
Dott.ssa Irene Buzzoni
Dott. Saber Sassi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bologna
Buongiorno. La sua sofferenza traspare da ogni parola. La situazione è complessa, anche perché di fronte si trova, se ho ben capito, una persona che può diventare aggressiva (le mani addosso, lo stalking, minacce, ecc.). Mi sembra che lei abbia raggiunto un punto di rottura e le consiglio di partire da questo per intraprendere un percorso psicologico che l'aiuti a far emergere e ad ascoltare i suoi bisogni. A volte imparare a volersi bene può essere la soluzione.
Cordialmente. Dott. Saber Sassi
Salve, intanto la ringrazio di aver trovato lo spazio interno per dar voce alle sue preoccupazioni. Mi riaggancio all'ultima sua frase, lei non è sbagliata, forse ha bisogno di trovare la taglia giusta di quella gonna che il suo ragazzo non le concedeva di mettersi. Metaforicamente le sto dicendo che questa relazione non la fa stare comoda, è come se questa gonna le stia troppo piccola o sia troppo corta e lei stia cercando di farsela andare bene a forza. Ha descritto molto bene l'assenza dei suoi genitori durante la sua crescita e forse questo suo bisogno di relazione e di sentirsi amata la rende cieca di fronte alla scelta di un partner adeguato per lei o della sua taglia (riprendendo la metafora), come se pur di garantirsi la presenza di un uomo non dia voce ai suoi bisogni. Le consiglio di iniziare un percorso di terapia non solo per prendersi un suo momento personale dove poter portare i suoi pensieri ma anche per far qualcosa per se stessa, in quanto mi sembra che lei a volte metta al primo posto il benessere altrui e difficilmente il suo. Rimango a disposizione, anche online. Cordialmente. Dott.ssa Flaminia Iafolla
Dott.ssa Federica Curci
Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buongiorno, assolutamente lei non è sbagliata. Purtroppo ha dovuto fronteggiare situazioni complesse e difficili fin dalla sua infanzia, per questo ritengo opportuno richiedere un percorso psicologico al fine di esplorare tutte le situazioni che ha riportato. La cosa fondamentale è lavorare su se stessi per conoscersi meglio e capire come funzioniamo. A disposizione, Federica Curci
Dott.ssa Angela Peronace
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Santa Croce sull'Arno
Buongiorno, intanto vorrei ringraziarla per aver condiviso la sua esperienza qua, proprio perché per la sua età e per la sua storia di vita, ha avuto molto coraggio nell' aprirsi senza remore, nel mostrare le sue difficoltà e le sue emozioni. Inizierei dicendole che, se si trova da sola ad affrontare un fidanzato violento che le ha fatto stalking, dovrebbe rivolgersi ad un centro antiviolenza per tutelarsi e non dover sottostare a certe dinamiche manipolative e, come ha giustamente affermato anche lei, sicuramente tossiche. Inoltre le consiglio un supporto ed un sostegno psicologico in un clima non giudicante, per poter vagliare quelli che sono i suoi vissuti personali e la sua storia familiare che, da come ha descritto, può aver influenzato determinati suoi percorsi e scelte di vita.
Rimango a sua disposizione per un eventuale incontro, anche online.
Dott.ssa Angela Peronace.
Dott.ssa Angela Giangreco
Psicologo
Agrigento
Lei Non è sbagliata partiamo da qui.
Vuole un consiglio anche se lei dentro di sé le risposte le ha già. Ascolti se stessa ciò che la rende felice punto.
Considerando che si tratta di una situazione delicata si faccia aiutare da un professionista tanto più che si può usufruire del bonus psicologo quindi no. Ci sono scuse cerchi un professionista valido ed inizi il cammino per uscire da dubbi e incertezze
Le auguro il meglio
Dott.ssa Anna Sensale
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Padova
Gentilissima, la ringrazio molto per aver condiviso un pezzetto della sua storia. Come prima cosa, viste le violenze fisiche e psicologiche riportate, mi sento di consigliarle di rivolgersi ad un centro antiviolenza della sua zona o di chiamare il 1522 (numero gratuito attivo 24hsu24). In questo modo potrà iniziare ad affrontare innanzitutto dal punto di vista emotivo e poi, se lo vorrà, anche dal punto di vista legale tutto ciò che questa relazione comporta per lei (anche in termini di rischio). I sentimenti di inadeguatezza e di impotenza sono molto comuni per una persona incastrata in questo tipo di meccanismi. Dalle sue parole mi sembra di cogliere che nel periodo in cui si è separata dal suo partner ha potuto toccare con mano la possibilità di essere più felice. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza, a prendersi cura del suo sentire e delle sue paure accompagnandola a separarsi da una situazione di sofferenza. Cordialmente, Sensale Anna
Dott.ssa Veronica Guidi
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente, grazie per aver condiviso con noi la sua esperienza. Mi rendo conto del disagio che sta provando e delle difficoltà che sta vivendo.
Un parere psicologico per essere funzionale necessita di tanti dettagli, di ascolto e di una forte fiducia da entrambe le parti. Per tale ragione le assicuro la mia disponibilità se fosse interessato a ricevere maggiori informazioni e uno spazio sicuro in cui poter parlare.
Dott.ssa Veronica Guidi
Dott.ssa Veronica Sarno
Psicologo, Psicologo clinico
Luino
Buon pomeriggio, il suo racconto richiama dinamiche complesse, un percorso terapeutico potrebbe aiutare a fare luce su di esse.
Dott.ssa Sarno
Dott.ssa Laura Lanocita
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, la sua testimonianza è densa di emozioni e rocambolesche esperienze che sicuramente hanno lasciato il segno nella sua psiche. È chiaro che ha affrontato sfide immense nel suo percorso di vita, specialmente in relazione a dinamiche tossiche e contesti familiari difficili. La presenza di un rapporto caratterizzato da controllo e maltrattamenti ha senza dubbio influenzato la sua autopercezione e la sua capacità di instaurare relazioni sane. La confusione che prova, tra il desiderio di liberarsi da un passato opprimente e la paura di affrontare nuove sfide amorose, è comprensibile. Ansie e blocchi emotivi possono emergere come meccanismi di protezione, frutto di esperienze passate dolorose. È interessante notare come la sua felicità si sia manifestata in momenti di indipendenza e interazioni con persone che la fanno sentire capita, suggerendo che la connessione emotiva e la comprensione reciproca sono elementi fondamentali per il suo benessere. È importante che lei si conceda il tempo e lo spazio per riflettere su ciò che desidera veramente in una relazione. Se la sua intelligenza emotiva l'attira verso esperienze più sane, allora è cruciale ascoltarla e non sentirsi sbagliata nell'abbracciare quel desiderio di libertà. Considerare un percorso terapeutico potrebbe agevolarle il processo di comprensione delle sue emozioni e delle dinamiche relazionali. Se desidera esplorare più a fondo queste questioni e trovare la strada per un benessere vero, non esiti a contattarmi.
Prevedo condizioni agevolate per giovani pazienti che, come Lei, trasmettono una decisa e seria domanda.
Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Grazie per aver condiviso la sua esperienza, comprendo quanto sia difficile trovarsi in una relazione che le ha causato tanta sofferenza. Da quello che racconta, sembra che il legame con il suo ex sia stato segnato dal controllo, dalla paura e da dinamiche tossiche che l'hanno profondamente segnata. Il fatto che durante la separazione si sia sentita più libera e viva indica che ha dentro di sé la capacità di stare meglio senza di lui. La paura di chiudere definitivamente potrebbe derivare dall’abitudine o dal timore del giudizio altrui, ma questo non significa che sia sbagliata: sta solo cercando di capire cosa è meglio per sé. Ha mai pensato di farsi aiutare da un professionista per elaborare questi vissuti e trovare la forza di costruire relazioni più sane?
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Cara,
grazie per aver condiviso la tua storia con tanta sincerità e coraggio. Il tuo racconto mostra quanto hai sofferto, ma anche la forza che hai trovato per rialzarti e cercare di stare meglio. Non sei “sbagliata”, e il fatto che tu ti senta infelice con il tuo attuale ragazzo non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in te. Al contrario, il tuo desiderio di felicità e serenità è un segno di consapevolezza e valore personale.
La relazione che descrivi con il tuo ex è stata tossica e ti ha privata di libertà, autostima e serenità. I suoi comportamenti controllanti, le violenze e le pressioni della sua famiglia non sono giustificabili, nemmeno con la gelosia. Hai fatto tanto per lui, ma a costo di sacrificare te stessa. Quando vi siete lasciati, hai ritrovato una parte di te: hai lavorato, hai conosciuto nuove persone, ti sei sentita viva e capita, soprattutto con quel ragazzo con cui parlavi. Questo dimostra che sai stare bene e che meriti relazioni che ti facciano sentire apprezzata e libera.
Ora che sei tornata con il tuo ex, anche se lui sembra cambiato, non sei felice. Questo non è “abitudine”, ma un segnale che questa relazione non risponde ai tuoi bisogni. La paura di lasciarlo, il timore di essere giudicata o che lui si faccia del male sono catene che ti tengono legata, ma non sei responsabile delle sue azioni. La felicità che hai provato quando eri libera e parlavi con quell’altro ragazzo non era casuale: era il risultato di sentirti rispettata e ascoltata, qualcosa che forse manca ora.
Il mio consiglio è di ascoltare quella voce dentro di te che sa cosa ti rende felice. Non sei obbligata a restare in una relazione che ti fa sentire chiusa e insoddisfatta. Potresti iniziare a lavorare su te stessa, magari con un supporto professionale, per rafforzare la tua autostima e trovare il coraggio di fare scelte che ti rispettino. Ti suggerisco di considerare un incontro con uno specialista per parlare di queste emozioni e capire come muoverti in questa situazione. Se ti va, puoi contattarmi. Sei più forte di quanto pensi, e meriti di vivere una vita che ti faccia stare bene.
Un caro saluto,
 Alina.
Carissima,
nelle tue parole si percepisce un profondo bisogno di comprendere ciò che stai vivendo e di dare un senso alla tua storia. Hai attraversato situazioni di grande sofferenza e, nonostante tutto, stai cercando di capire cosa ti succede e come poter stare meglio. Questo è un segno di forza e di consapevolezza.
Ogni relazione significativa lascia un’impronta nel modo in cui ci percepiamo e ci rapportiamo agli altri. Da ciò che racconti emerge una grande mancanza di protezione e riconoscimento da parte della tua famiglia, uno spazio affettivo dove probabilmente non ti sei sentita vista o accolta per ciò che sei. In questo contesto, l’incontro con il tuo ex ragazzo può aver rappresentato, inizialmente, una forma di “legame” che colmava quel vuoto, anche se poi si è rivelato doloroso e limitante. Il fatto che tu abbia accettato per anni comportamenti che ti hanno fatto soffrire non significa che tu sia “sbagliata”: spesso, nelle relazioni, ripetiamo inconsapevolmente modalità conosciute, anche quando ci feriscono, perché sono quelle che sentiamo “familiari”. È come se, attraverso quel legame, tu avessi continuato a cercare una forma di riconoscimento che in passato ti è mancata. Il momento in cui hai iniziato a stare meglio da sola, a lavorare, a sentire di potercela fare, mostra che dentro di te esiste una parte vitale, capace di prendersi cura di sé e di costruire nuovi equilibri. Anche quel ragazzo da cui ti sei sentita capita, pur senza una vera relazione, rappresenta un’esperienza diversa: una persona da cui ti sei sentita vista, accolta, non giudicata. Oggi ti trovi in una fase di consapevolezza: hai compreso che non stai bene in questa relazione, ma la paura di dire "basta" è legata non solo a lui, ma anche a tutto ciò che quel legame ha rappresentato nella tua storia. Rompere un legame tossico non significa solo chiudere una relazione, ma anche riorganizzare profondamente la propria identità e il proprio modo di stare in relazione con gli altri e con se stessi. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a dare voce a quella parte di te che oggi desidera libertà, sicurezza e rispetto, ma che ha ancora timore di perdere l’altro. In terapia potresti esplorare il significato che i legami hanno avuto nella tua vita, e trovare il modo di costruire relazioni che ti facciano stare bene, senza paura e senza dover rinunciare a te stessa.
Non sei sbagliata!!! Stai solo cercando, con coraggio, di uscire da un copione relazionale che ti ha fatto soffrire e di imparare a scegliere te stessa.
In bocca al lupo!

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