Buongiorno, stiamo valutando il fatto di far assumere a una paziente di 78 anni in cura per osteopor
Buongiorno, stiamo valutando il fatto di far assumere a una paziente di 78 anni in cura per osteoporosi un integratore di magnesio. Quale sarebbe la forma di magnesio più adatta per la salute ossea? Eventualmente esistono, e sono raccomandati prodotti che contengono più forme combinate? La paziente assume un betabloccante perchè il cuore ogni quattro battiti ne salta uno. Il magnesio dovrebbe influire sull'attività cardiaca. Una sua assunzione, nel nostro caso può esser favorevole o controproducente? In caso sarebbe meglio distanziare l'assunzione del magnesio di almeno 2 o 3 ore dall'assunzione del betabloccante? L'unica vera controindicazione generale legata all'integrazione di magnesio sarebbe un'eventuale ridotta funzionalità renale? Grazie
6 risposte
Buongiorno, in una paziente di 78 anni con osteoporosi, terapia cardiologica e alterazioni del ritmo, eviterei di scegliere autonomamente un integratore di magnesio prima di conoscere funzionalità renale, magnesiemia e terapia completa. Non esiste una forma di magnesio specificamente dimostrata come “migliore per le ossa”. Forme come citrato, lattato o cloruro presentano generalmente una buona biodisponibilità; non è necessario utilizzare prodotti contenenti molte forme differenti. Inoltre, nell'osteoporosi il magnesio rappresenta soltanto uno degli elementi da considerare: sono fondamentali anche adeguati apporti di calcio, vitamina D e proteine, attività fisica e soprattutto la terapia prescritta. Il magnesio partecipa alla normale attività neuromuscolare e cardiaca, ma non dovrebbe essere utilizzato autonomamente per correggere un'aritmia. Un deficit può favorire alcune alterazioni del ritmo, mentre un eccesso, soprattutto in presenza di insufficienza renale, può avere conseguenze anche cardiovascolari. Non stabilirei inoltre automaticamente una distanza di 2–3 ore dal betabloccante senza conoscere il principio attivo e gli altri farmaci assunti. In questo caso consiglierei di far valutare l'integrazione al medico curante/cardiologo, soprattutto considerando età e aritmia già presente. Distinti saluti, Dr Luca Agostini
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Buongiorno, Forma di magnesio. Non esistono studi che dimostrino che una forma sia superiore alle altre per la salute ossea. Contano l'assorbimento e la tollerabilità. I sali organici, come bisglicinato, citrato e lattato, si assorbono meglio dell'ossido, che è poco biodisponibile e più lassativo. In una persona anziana il bisglicinato è di solito la forma meglio tollerata a livello intestinale. I prodotti con più forme combinate non hanno vantaggi dimostrati: vanno bene, ma non sono necessari. Una dose di 150-250 mg di magnesio elementare al giorno è adeguata, e 250 mg è il limite indicato per gli integratori. Ricordo che per l'osso restano prioritari calcio, vitamina D e un adeguato apporto di proteine. Il magnesio dà un beneficio soprattutto se c'è una carenza, che è frequente negli anziani, in particolare in chi assume gastroprotettori (inibitori di pompa protonica) o diuretici. Cuore e betabloccante. Alle dosi orali indicate il magnesio non ha interazioni rilevanti con il betabloccante. Una sua carenza, invece, favorisce le extrasistoli, per cui correggerla può essere utile. Dato il disturbo del ritmo, però, l'integrazione va comunque concordata con il cardiologo. Distanziare di 2 ore dal betabloccante è una precauzione ragionevole, anche se non strettamente necessaria. La distanza più importante è un'altra. Se la paziente assume un bisfosfonato per l'osteoporosi, come alendronato o risedronato, il magnesio ne riduce l'assorbimento. In quel caso va assunto almeno 2 ore dopo il farmaco. Lo stesso vale per la levotiroxina e per alcuni antibiotici (chinolonici e tetracicline). Controindicazioni. Sì, la principale è la ridotta funzionalità renale: prima di iniziare è opportuno controllare la filtrazione glomerulare (eGFR) e il magnesio nel sangue. Vanno poi considerate la bradicardia marcata, i blocchi atrioventricolari e la miastenia grave. Resto a disposizione per una valutazione. Dott. Amro Ashmawy Biologo Nutrizionista, Dottore di Ricerca in Nutrizione Clinica
Buongiorno, per la salute ossea non esiste una forma di magnesio dimostrata nettamente superiore alle altre: citrato e bisglicinato sono generalmente ben assorbiti e tollerati. I prodotti con più forme combinate non sono necessariamente migliori. Nel caso descritto, però, vista l’età, la terapia con betabloccante e soprattutto la presenza di un’aritmia, eviterei un’integrazione “alla cieca”: prima valuterei magnesiemia, funzionalità renale e terapia completa. Non esiste in genere la necessità automatica di distanziare il magnesio di 2–3 ore dal betabloccante, ma il caso va personalizzato dal medico curante/cardiologo. La ridotta funzionalità renale è una delle principali controindicazioni, ma non è l’unico aspetto da considerare.
Certo. In questo caso renderei il passaggio clinico meno prescrittivo e più orientato alla valutazione con il medico curante/cardiologo. Buongiorno, il magnesio contribuisce al normale metabolismo osseo, ma non esiste una forma che abbia dimostrato di essere specificamente superiore per il trattamento dell’osteoporosi. Se l’obiettivo è correggere un eventuale apporto insufficiente, si possono considerare forme con buona biodisponibilità e tollerabilità, come citrato, lattato o bisglicinato. Non è invece dimostrato che associare più forme di magnesio nello stesso prodotto offra un vantaggio particolare: è più importante valutare la quantità di magnesio elementare effettivamente fornita. Per quanto riguarda il cuore, il magnesio è coinvolto nella normale conduzione elettrica e nella regolazione del ritmo cardiaco. Una sua carenza può favorire alcune alterazioni del ritmo, per cui, qualora fosse presente un deficit, correggerlo può avere un razionale. Tuttavia, il fatto che la paziente riferisca un battito “saltato” ogni quattro non permette di stabilire se l'integrazione di magnesio sia utile o meno: sarebbe importante conoscere la diagnosi cardiologica precisa e il nome del beta-bloccante utilizzato. Il magnesio non va quindi considerato un trattamento dell'aritmia in assenza di una specifica indicazione. Allo stesso tempo, dosaggi elevati possono determinare effetti cardiovascolari, soprattutto quando la funzionalità renale è ridotta. Vista l'età della paziente e la presenza di una terapia cardiologica, prima di iniziare un'integrazione sarebbe prudente confrontarsi con il medico che la segue, in particolare per valutare l'eventuale necessità dell'integrazione, il dosaggio e la situazione cardiologica e renale. Non è inoltre necessario distanziare automaticamente il magnesio di 2–3 ore dal beta-bloccante: l'eventuale interazione dipende dal principio attivo specifico. È invece importante considerare eventuali interazioni con altri farmaci, in particolare alcuni farmaci utilizzati per l'osteoporosi il cui assorbimento può essere ridotto dal magnesio. La ridotta funzionalità renale rappresenta una delle principali condizioni di cautela, perché il magnesio viene eliminato prevalentemente attraverso i reni e, in caso di insufficienza renale, può accumularsi. Prima di procedere è quindi utile conoscere almeno la funzionalità renale e la terapia farmacologica completa; la valutazione della magnesiemia può essere considerata dal medico in base al quadro clinico.
Buongiorno! Il magnesio è un minerale importante per la salute ossea, perché partecipa ai processi di mineralizzazione e contribuisce alla normale funzione muscolare e nervosa. Tuttavia, è importante precisare che non esistono evidenze sufficienti per indicare una specifica forma di magnesio come superiore alle altre nel trattamento dell’osteoporosi. Alcune formulazioni, come magnesio citrato e bisglicinato, possono essere ben assorbite, ma questo non significa necessariamente che siano più efficaci nel migliorare la densità ossea. Inoltre, l’integrazione non è automaticamente necessaria: occorre prima valutare l’apporto alimentare, l’eventuale presenza di una carenza e il quadro clinico generale. Per la salute ossea restano fondamentali anche un adeguato apporto di calcio, vitamina D, proteine e un’attività fisica appropriata. Per quanto riguarda le extrasistoli e l’assunzione del betabloccante, è necessaria maggiore cautela. Il magnesio interviene anche nella regolazione dell’attività elettrica cardiaca, ma un’integrazione non è necessariamente utile in assenza di carenza documentata. Inoltre, il semplice distanziamento di due o tre ore dal farmaco non elimina eventuali rischi o effetti sulla funzione cardiaca. La ridotta funzionalità renale rappresenta una delle principali condizioni di rischio per l’accumulo di magnesio, ma non è l’unico elemento da considerare. Prima di iniziare l’integrazione suggerirei quindi un confronto con il medico curante o il cardiologo, soprattutto in presenza di alterazioni del ritmo cardiaco. Nel caso di questa paziente, ritengo particolarmente importante valutare l’alimentazione complessiva e le terapie già in corso prima di introdurre ulteriori integratori. Un percorso nutrizionale personalizzato, coordinato con gli specialisti che la seguono, può contribuire a garantire un apporto adeguato dei nutrienti necessari alla salute ossea, evitando supplementazioni non indispensabili e favorendo un’alimentazione equilibrata e sicura nel tempo.
Ciao! Per la salute ossea le forme più adatte sono magnesio citrato o bisglicinato, ben assorbite e tollerate; l'ossido si assorbe poco. I prodotti con più forme combinate vanno bene ma non sono indispensabili. Con un betabloccante non ci sono interazioni importanti e il magnesio in genere è favorevole al ritmo cardiaco, ma vista l'aritmia è giusto avvisare il cardiologo. Non serve distanziarlo dal betabloccante; va invece distanziato almeno 2 ore da eventuali bifosfonati per l'osteoporosi, levotiroxina e alcuni antibiotici. La controindicazione principale è proprio l'insufficienza renale, quindi controlla creatinina e filtrato. Per le ossa restano fondamentali anche vitamina D, calcio e proteine adeguate. Ti consiglio, visto il tuo caso particolare, di seguire una dieta personalizzata. Puoi prenotare direttamente dal portale di MioDottore, così possiamo fare un piano personalizzato in presenza o in videochiamata. Scrivimi o chiamami pure :)
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