Buongiorno, sono una ragazza di 25 anni. Sono sempre stata una persona piuttosto ansiosa, circa 6 me
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Buongiorno, sono una ragazza di 25 anni. Sono sempre stata una persona piuttosto ansiosa, circa 6 mesi fa ho iniziato a soffrire di attacchi di panico e ansia ingestibile. Mi sono subito recata da una psicologa, io percorso inizialmente è stato traumatico, tanto da peggiorare la situazione. Poco dopo però le cose sono migliorate e ad oggi sono riuscita a riprendere in mano la mia vita e a tornare a fare molte cose che prima non facevo più. Da un mese a questa parte però ho una fissa/ossessione, sono sicura di avere un problema al cuore, nonostante io stia meglio psicologicamente, avverto sempre i battiti accelerati e senso di tremolio al petto. I battiti non superano quasi mai i 100 al minuto, la chiamo fissa perché me li misuro costantemente e sono sempre in allerta. Nonostante l'ansia si sia affievolita e gli attacchi di panico sono spariti, ho sempre questa fissa che non mi abbandona. Ho fatto un ECG a Novembre per altri motivi e non si sono riscontrate anomalie ma nemmeno questo riesce a tranquillizzarmi. Potete aiutarmi a capire come mai, pur avendo superato un momento critico molto peggiore io sia così fissata con questa cosa. Grazie mille
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso.
Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione da lei riportata.
Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo possa essere utile ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata.
Cordialmente, dott FDL
Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione da lei riportata.
Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo possa essere utile ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata.
Cordialmente, dott FDL
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Cara utente, le consiglio di affrontare questa situazione con la psicologa che la sta seguendo, insieme potrete trovare il significato del disagio che sta vivendo. Potrebbe essere molto utile anche riferirle che ha sentito la necessità di trovare risposte altrove, ne ricaverebbe riflessioni importanti.
Un cordiale saluto, Dott.ssa Pamela Cornacchia
Un cordiale saluto, Dott.ssa Pamela Cornacchia
Salve, scrive che ha già intrapreso un percorso psicologico, si dia del tempo e vedrà che con il tempo le cose miglioreranno. Sono d'accordo con la Dott.ssa Cornacchia, ne parli con la sua terapeuta.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Gentile Signora è una buona possibilità analizzare questi elementi all'interno di una psicoterapia. Dalla sua nota non emerge se è ancora in atto quella che indica. In ogni caso è una buona possibilità riprendere a lavorare su questi elementi. Gli elementi che condivide nella sua nota pur significativi per alcuni versi non consentono di rispondere in modo approfondito alla questione che pone. In ogni caso è possibile che nel precedente lavoro non siano stati toccati dei punti o che questi meritino una maggiore attenzione ma le ripeto è possibile ovvero è una ipotesi da verificare fra quelle possibili. Un cordiale saluto
Buonasera gentile Utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Non so darle una risposta in merito, le informazioni da lei riportate non mi consentono di fare ipotesi. Prima di tutto dovrebbe escludere possibili cause organiche dopodiché, per capire come mai la sua ansia si sia presentata, dovrebbe iniziare un percorso psicologico. Cordialmente, dott. Simeoni
Buongiorno, immagino che questi episodi sia difficile da gestirli e ci si sente impotenti. Aver fatto esami medici è stata una buona idea per escludere eventuali malattie cardiache. In prima battuta, dalle informazioni che ha riferito, il battito accelerato, senso di fastidio al petto potrebbero essere sintomi di uno stato ansioso attivato in un specifico momento. Provi a fare attenzione nel momento in cui ha quelle sensazioni fisiche cosa le sta passando per la mente? Ahimè i pensieri negativi sono causa del nostro disagio emotivo. Arrivederci
Buongiorno ,credo che la sua ansia apparentemente controllata le segnali attraverso questa tachicardia ,che il suo problema d ansia si manifesti ancora attraverso questo sintomo somatico Le consiglio approfondimento psicologico, sicuramente troverà il significato del suo sintomo cardiaco Che le sta dicendo il suo cuore ? Lo ascolti Resto a disposizione Dottssa Luciana Harari
Salve, affronti la questione con la collega che la segue, approfondisca, si affidi e si fidi, questa è la strada giusta per venire a capo di quanto ha scritto; ha fatto benissimo ad approfondire la sintomatologia da un punto di vista medico.
Un caro saluto.
G.S.
Un caro saluto.
G.S.
Buongiorno,
affronti questo nuovo problema con la psicologa che l'ha seguita, potrà sicuramente aiutarla. Le paure possono avere volti diversi e così anche le ansie, ma è difficile dare una risposta avendo così poche informazioni.
Un cordiale saluto
affronti questo nuovo problema con la psicologa che l'ha seguita, potrà sicuramente aiutarla. Le paure possono avere volti diversi e così anche le ansie, ma è difficile dare una risposta avendo così poche informazioni.
Un cordiale saluto
Salve, questa è una situazione diversa ma potrebbe uscirne con le stesse forze con cui ha affrontato il periodo precedente e stimolarne di altre. Buon proseguimento
Buonasera, mi dispiace per il difficile periodo che ha vissuto e per gli stati di malessere che sta provando ora.
Mi sento di consigliarle di parlarne con la sua psicologa, se il percorso è ancora in atto. Sarà sicuramente capace di aiutarla a comprendere anche questi stati d'animo e capire insieme come affrontarli.
Se invece ha sospeso o terminato il percorso con la collega, può provare a ricontattarla e riprendere gli incontri. O eventualmente, se preferisce contattare un nuovo psicologo, nel caso in cui per qualsiasi ragione non voglia tornare dal precedente.
Vedrà che lavorando sui sui vissuti emotivi, riuscirà piano piano a stare meglio .
Un caro saluto
Dott.ssa Alice Carbone
Mi sento di consigliarle di parlarne con la sua psicologa, se il percorso è ancora in atto. Sarà sicuramente capace di aiutarla a comprendere anche questi stati d'animo e capire insieme come affrontarli.
Se invece ha sospeso o terminato il percorso con la collega, può provare a ricontattarla e riprendere gli incontri. O eventualmente, se preferisce contattare un nuovo psicologo, nel caso in cui per qualsiasi ragione non voglia tornare dal precedente.
Vedrà che lavorando sui sui vissuti emotivi, riuscirà piano piano a stare meglio .
Un caro saluto
Dott.ssa Alice Carbone
Utilizzo con buoni risultati una tecnica di Neurofeedback che aiuta molte persone che hanno un disagio simile al suo a gestirlo ed affrontarlo meglio; non so dove abita, ma se vuole contattarmi le do tutte le informazioni del caso.
Un caro saluto!
Massimo Martucci | Psicologo a Milano e Online | Neurotrainer Neuroptimal (R)
Un caro saluto!
Massimo Martucci | Psicologo a Milano e Online | Neurotrainer Neuroptimal (R)
Buongiorno, è probabile che dietro al picco di disagio avuto e recentemente superato con l'aiuto della psicoterapia, vi sia una problematica d'ansia strutturata nel corso del tempo e che per questo siano da esplorare meglio i fattori scatenanti e di mantenimento della sintomatologia che lei accusa. Inoltre proporrei un percorso di Mindfulness e un lavoro partendo dai sintomi corporei. Rimango a disposizione per un eventuale consulto.
Un cordiale saluto.
Un cordiale saluto.
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Gentile utente di mio dottore,
Potrebbe esserne opportuno parlarne con la psicologa che ha preso in carico il suo caso, al fine di poter comprendere meglio il significato di questi pensieri e cosa sta accadendo in questo momento della sua vita. I suoi dubbi saranno accolti ed orientati come già successo in passato, torni ad affidarsi a lei, é la cosa più giusta da fare.
Cordiali saluti
Dottor. Diego Ferrara
Potrebbe esserne opportuno parlarne con la psicologa che ha preso in carico il suo caso, al fine di poter comprendere meglio il significato di questi pensieri e cosa sta accadendo in questo momento della sua vita. I suoi dubbi saranno accolti ed orientati come già successo in passato, torni ad affidarsi a lei, é la cosa più giusta da fare.
Cordiali saluti
Dottor. Diego Ferrara
Buongiorno. Come anticipato da alcuni colleghi, può escludere possibili cause organiche? Questo è il primo passo verso una possibile comprensione, certo non facile, ma necessaria. Potrà valutare in seguito la possibilità di un percorso focalizzato più sulla mente.
Saluti
MT
Saluti
MT
Gentile utente, credo sia utile proseguire il percorso che ha già dato buoni frutti. Ritengo possibile che questa sua costante attenzione per i battiti del cuore sia una manifestazione dell'ansia o un modo di controllarla. Si affidi alla psicoterapia, ne parli con chi la segue e vedrà che anche questa ombra sarà solo un ricordo poco piacevole.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Salve. Mi dispiace molto per la situazione di disagio in cui si trova, deve essere davvero pesante. Concordo con quanto detto precedentemente dai colleghi. La cosa migliore sarebbe approfondire il discorso con uno psicologo al fine di capire l'origine di questa ansia inerente il suo stato di salute nonostante gli esami medici approfonditi da lei effettuati non riscontrino complicazioni di alcun tipo. L'ansia da lei provata le scatena quelle risposte fisiologiche che le fanno sorgere ulteriori preoccupazioni riguardanti la sua salute. E' come un cane che si morde la coda.
Ne parli con il suo psicologo/psicoterapeuta e vedrà che, una volta capita la causa dell'ansia, imparerà a gestirla e andrà sempre meglio.
Cordiali saluti Dott. Mattia Michisanti
Ne parli con il suo psicologo/psicoterapeuta e vedrà che, una volta capita la causa dell'ansia, imparerà a gestirla e andrà sempre meglio.
Cordiali saluti Dott. Mattia Michisanti
Concordo con quanto espresso dai colleghi, e ritengo che possa essere molto importante esprimere le sue sensazioni e preoccupazioni, nonché il suo disagio, alla psicologa con la quale ha intrapreso un percorso.
Farlo potrebbe essere utile a lei in primis, oltre ad essere fondamentale ai fini della relazione terapeutica che si è instaurata o si potrà instaurare tra lei e la psicologa. Le suggerisco di parlarne apertamente con la professionista che la segue e di dare importanza ai suoi vissuti, che non sono meno importanti dell'esperienza passata da lei descritta come peggiore rispetto a quella attuale.
Distinti Saluti,
Dott.ssa Marianna Larocca
Farlo potrebbe essere utile a lei in primis, oltre ad essere fondamentale ai fini della relazione terapeutica che si è instaurata o si potrà instaurare tra lei e la psicologa. Le suggerisco di parlarne apertamente con la professionista che la segue e di dare importanza ai suoi vissuti, che non sono meno importanti dell'esperienza passata da lei descritta come peggiore rispetto a quella attuale.
Distinti Saluti,
Dott.ssa Marianna Larocca
Gentile utente, grazie per la condivisione.
Credo che la chiave stia nel fatto che l'ansia si è affievolita e gli attacchi di panico sono svaniti. Capita che il nostro organismo abbia bisogno di qualcosa di cui preoccuparsi per non abbassare la guardia, come se il pericolo fosse sempre dietro l'angolo. Se questa preoccupazione non ci viene dall'interno con i sintomi che ha descritto (ansia e panico), allora nasce il bisogno di appigliarsi necessariamente ad altro (in questo caso i battiti cardiaci). Esplorerei con la sua psicologa questo aspetto, in modo da poterlo comprendere meglio. Sono certa che ne verrà a capo e troverà la tanto agognata tranquillità. Un caro saluto
Credo che la chiave stia nel fatto che l'ansia si è affievolita e gli attacchi di panico sono svaniti. Capita che il nostro organismo abbia bisogno di qualcosa di cui preoccuparsi per non abbassare la guardia, come se il pericolo fosse sempre dietro l'angolo. Se questa preoccupazione non ci viene dall'interno con i sintomi che ha descritto (ansia e panico), allora nasce il bisogno di appigliarsi necessariamente ad altro (in questo caso i battiti cardiaci). Esplorerei con la sua psicologa questo aspetto, in modo da poterlo comprendere meglio. Sono certa che ne verrà a capo e troverà la tanto agognata tranquillità. Un caro saluto
Buongiorno, La ringrazio per aver condiviso la Sua esperienza. Da quanto racconta, ha già compiuto un percorso significativo per affrontare l'ansia e gli attacchi di panico, ottenendo risultati importanti. Questo dimostra una grande forza e capacità di resilienza.
Riguardo alla preoccupazione per il cuore e la costante attenzione ai battiti, sembra che questa “fissa” possa essere un residuo di quella stessa ansia che ha affrontato in passato, anche se oggi si manifesta in modo diverso. È frequente che, dopo aver superato una fase acuta, alcune preoccupazioni possano “trasferirsi” su aspetti specifici del corpo, come i sintomi fisici.
Questo tipo di focalizzazione può essere esplorato in un contesto sicuro e senza giudizi, per comprenderne le cause e individuare strategie utili per gestirla. Le propongo di fissare un incontro, durante il quale potremo approfondire questa difficoltà e lavorare insieme per aiutarLa a ritrovare una maggiore serenità.
Se lo desidera, possiamo concordare una prima seduta.
Riguardo alla preoccupazione per il cuore e la costante attenzione ai battiti, sembra che questa “fissa” possa essere un residuo di quella stessa ansia che ha affrontato in passato, anche se oggi si manifesta in modo diverso. È frequente che, dopo aver superato una fase acuta, alcune preoccupazioni possano “trasferirsi” su aspetti specifici del corpo, come i sintomi fisici.
Questo tipo di focalizzazione può essere esplorato in un contesto sicuro e senza giudizi, per comprenderne le cause e individuare strategie utili per gestirla. Le propongo di fissare un incontro, durante il quale potremo approfondire questa difficoltà e lavorare insieme per aiutarLa a ritrovare una maggiore serenità.
Se lo desidera, possiamo concordare una prima seduta.
Ciao, capisco quanto possa essere difficile convivere con questa preoccupazione e il bisogno costante di controllare i battiti cardiaci. È positivo che tu stia cercando di capirci di più e di chiedere aiuto!
L’ansia, purtroppo, può manifestarsi in modi diversi, e la paura per la propria salute, come il timore di avere una malattia, è una forma piuttosto comune. Anche se hai superato un momento critico e gli attacchi di panico sono diminuiti, questa "ossessione" potrebbe essere il segnale che c’è ancora qualcosa di profondo su cui lavorare. Spesso, quando un sintomo ansioso si attenua, l’ansia può trovare altre modalità per esprimersi, come nel tuo caso attraverso l’attenzione costante ai segnali corporei.
Potrebbe essere utile approfondire in terapia cosa sostiene questi pensieri e questa necessità di controllo, così da poter affrontare l’ansia alla radice e recuperare una maggiore serenità. Ti incoraggio a parlarne con la tua psicologa, in modo da trovare insieme strategie più efficaci per gestire questa preoccupazione.
Spero di esserti stata d’aiuto. Un abbraccio!
L’ansia, purtroppo, può manifestarsi in modi diversi, e la paura per la propria salute, come il timore di avere una malattia, è una forma piuttosto comune. Anche se hai superato un momento critico e gli attacchi di panico sono diminuiti, questa "ossessione" potrebbe essere il segnale che c’è ancora qualcosa di profondo su cui lavorare. Spesso, quando un sintomo ansioso si attenua, l’ansia può trovare altre modalità per esprimersi, come nel tuo caso attraverso l’attenzione costante ai segnali corporei.
Potrebbe essere utile approfondire in terapia cosa sostiene questi pensieri e questa necessità di controllo, così da poter affrontare l’ansia alla radice e recuperare una maggiore serenità. Ti incoraggio a parlarne con la tua psicologa, in modo da trovare insieme strategie più efficaci per gestire questa preoccupazione.
Spero di esserti stata d’aiuto. Un abbraccio!
Gentilissima comprendo la sua apprensione , ma a tutto c'e' rimedio. Le consiglio caldamente di prenotare una visita da un cardiologo ,riferendo ogni suo sintomo. Molto probabilmente se gli accertamenti e la visita daranno esito negativo, lo specialista le proporra' di fare degli esami della tiroide e del tratto digerente. Assodati tutti gli accertamenti clinici che escludono una patologia organica , puo' ricontattare la sua psicoterapeuta oppure sceglierne un'altra.
Resto a disposizione per qualsiasi aiuto o chiarimento e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Resto a disposizione per qualsiasi aiuto o chiarimento e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Quello che descrivi è molto comune dopo un periodo di forte ansia o attacchi di panico: anche quando la situazione migliora, il corpo e la mente possono rimanere ipervigilanti su sensazioni fisiche innocue. Il battito accelerato ecc sono spesso espressione di un disturbo ossessivo-ansioso o di ansia residua: la mente cerca conferme e finisce per alimentare la preoccupazione.
È importante distinguere tra segnali fisici reali e interpretazioni ansiose. Hai già fatto un ECG che non ha mostrato problemi, quindi probabilmente il cuore sta bene. La sensazione di allarme continua è più mentale che fisica.
Un sostegno psicologico potrebbe esserti molto utile
È importante distinguere tra segnali fisici reali e interpretazioni ansiose. Hai già fatto un ECG che non ha mostrato problemi, quindi probabilmente il cuore sta bene. La sensazione di allarme continua è più mentale che fisica.
Un sostegno psicologico potrebbe esserti molto utile
Buongiorno,
innanzitutto desidero sottolineare un aspetto importante: dal suo racconto emerge che negli ultimi mesi ha fatto molti passi avanti. È riuscita a riprendere attività che aveva abbandonato, gli attacchi di panico si sono ridotti e la sua vita sembra aver recuperato una maggiore normalità. Questo è un risultato significativo.
Proprio per questo motivo, ciò che descrive ora può apparirle paradossale: "sto meglio, eppure continuo a essere preoccupata per il cuore". In realtà, non è una situazione così insolita.
Quando si attraversa un periodo caratterizzato da forte ansia e attacchi di panico, spesso l'attenzione si concentra molto sulle sensazioni corporee. Anche quando l'ansia più intensa diminuisce, può rimanere una sorta di iper-vigilanza verso il corpo, soprattutto nei confronti di quelle sensazioni che in passato hanno fatto paura.
Nel suo caso sembra che il cuore sia diventato il principale "osservato speciale": controllare frequentemente il battito, monitorare le sensazioni al petto e cercare continue conferme che vada tutto bene può offrire un sollievo momentaneo, ma spesso finisce per mantenere viva la preoccupazione.
Un aspetto che trovo significativo è che lei stessa utilizzi il termine "fissa": questo suggerisce una buona consapevolezza del fatto che il problema non sia soltanto il battito cardiaco in sé, ma il rapporto che si è creato con quel sintomo e con la paura che rappresenta.
Il fatto che l'ECG sia risultato nella norma è certamente rassicurante, ma quando una preoccupazione assume caratteristiche così persistenti, spesso il bisogno di rassicurazione non riesce a essere soddisfatto da un singolo esame o da una singola conferma medica. La mente continua a cercare nuove verifiche, nuovi controlli, nuove certezze.
Potrebbe quindi essere utile chiedersi non tanto "e se avessi davvero un problema al cuore?", ma anche "cosa succede dentro di me quando sento il bisogno di controllare continuamente?".
Il percorso che ha già intrapreso dimostra che possiede risorse importanti. Potrebbe essere il momento di lavorare più specificamente proprio su questa paura residua e sui meccanismi di controllo che la mantengono attiva.
Se lo desidera, può prenotare un colloquio con me tramite la mia agenda online, così da approfondire questi aspetti e individuare strategie più mirate per gestire questa preoccupazione.
Un caro saluto
innanzitutto desidero sottolineare un aspetto importante: dal suo racconto emerge che negli ultimi mesi ha fatto molti passi avanti. È riuscita a riprendere attività che aveva abbandonato, gli attacchi di panico si sono ridotti e la sua vita sembra aver recuperato una maggiore normalità. Questo è un risultato significativo.
Proprio per questo motivo, ciò che descrive ora può apparirle paradossale: "sto meglio, eppure continuo a essere preoccupata per il cuore". In realtà, non è una situazione così insolita.
Quando si attraversa un periodo caratterizzato da forte ansia e attacchi di panico, spesso l'attenzione si concentra molto sulle sensazioni corporee. Anche quando l'ansia più intensa diminuisce, può rimanere una sorta di iper-vigilanza verso il corpo, soprattutto nei confronti di quelle sensazioni che in passato hanno fatto paura.
Nel suo caso sembra che il cuore sia diventato il principale "osservato speciale": controllare frequentemente il battito, monitorare le sensazioni al petto e cercare continue conferme che vada tutto bene può offrire un sollievo momentaneo, ma spesso finisce per mantenere viva la preoccupazione.
Un aspetto che trovo significativo è che lei stessa utilizzi il termine "fissa": questo suggerisce una buona consapevolezza del fatto che il problema non sia soltanto il battito cardiaco in sé, ma il rapporto che si è creato con quel sintomo e con la paura che rappresenta.
Il fatto che l'ECG sia risultato nella norma è certamente rassicurante, ma quando una preoccupazione assume caratteristiche così persistenti, spesso il bisogno di rassicurazione non riesce a essere soddisfatto da un singolo esame o da una singola conferma medica. La mente continua a cercare nuove verifiche, nuovi controlli, nuove certezze.
Potrebbe quindi essere utile chiedersi non tanto "e se avessi davvero un problema al cuore?", ma anche "cosa succede dentro di me quando sento il bisogno di controllare continuamente?".
Il percorso che ha già intrapreso dimostra che possiede risorse importanti. Potrebbe essere il momento di lavorare più specificamente proprio su questa paura residua e sui meccanismi di controllo che la mantengono attiva.
Se lo desidera, può prenotare un colloquio con me tramite la mia agenda online, così da approfondire questi aspetti e individuare strategie più mirate per gestire questa preoccupazione.
Un caro saluto
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