Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni e scrivo perché vorrei intraprendere un percorso di valutaz
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Buongiorno,
sono una ragazza di 20 anni e scrivo perché vorrei intraprendere un percorso di valutazione approfondita per ADHD e disturbo dello spettro autistico in età adulta.
Si tratta di un’ipotesi che considero da anni e che recentemente ho approfondito in modo più strutturato, informandomi anche su fonti ufficiali (ad esempio il DSM-5). Non è quindi una richiesta impulsiva o superficiale, ma il risultato di un lungo processo di riflessione e analisi personale. Il mio obiettivo non è necessariamente ottenere una diagnosi, ma poter valutare seriamente questa possibilità oppure escluderla in modo fondato.
Finora ho provato a confrontarmi con alcuni specialisti, ma purtroppo mi sono sentita sminuita: le mie difficoltà sono state liquidate in pochi minuti con motivazioni come “sei troppo intelligente”, “hai preso 30 e lode” oppure “se un libro ti piace lo riesci a leggere”.
Nel frattempo mi è stata prescritta una terapia farmacologica antidepressiva (Prozac e successivamente Daparox), ma le difficoltà principali che sto cercando di comprendere - in particolare legate alla concentrazione, alla gestione dello studio, alla regolazione dell’attenzione e alla sostenibilità delle interazioni sociali - sono rimaste invariate.
Non sapendo bene come orientarmi, speravo di poter ricevere qualche consiglio su come cercare una professionista con esperienza specifica nella valutazione di ADHD e disturbo dello spettro autistico negli adulti, idealmente con attenzione anche alle presentazioni meno evidenti. Mi sarebbe inoltre utile avere indicazioni su come orientarmi verso un percorso diagnostico adeguato.
Vi ringrazio molto per l’attenzione.
Cordiali saluti
sono una ragazza di 20 anni e scrivo perché vorrei intraprendere un percorso di valutazione approfondita per ADHD e disturbo dello spettro autistico in età adulta.
Si tratta di un’ipotesi che considero da anni e che recentemente ho approfondito in modo più strutturato, informandomi anche su fonti ufficiali (ad esempio il DSM-5). Non è quindi una richiesta impulsiva o superficiale, ma il risultato di un lungo processo di riflessione e analisi personale. Il mio obiettivo non è necessariamente ottenere una diagnosi, ma poter valutare seriamente questa possibilità oppure escluderla in modo fondato.
Finora ho provato a confrontarmi con alcuni specialisti, ma purtroppo mi sono sentita sminuita: le mie difficoltà sono state liquidate in pochi minuti con motivazioni come “sei troppo intelligente”, “hai preso 30 e lode” oppure “se un libro ti piace lo riesci a leggere”.
Nel frattempo mi è stata prescritta una terapia farmacologica antidepressiva (Prozac e successivamente Daparox), ma le difficoltà principali che sto cercando di comprendere - in particolare legate alla concentrazione, alla gestione dello studio, alla regolazione dell’attenzione e alla sostenibilità delle interazioni sociali - sono rimaste invariate.
Non sapendo bene come orientarmi, speravo di poter ricevere qualche consiglio su come cercare una professionista con esperienza specifica nella valutazione di ADHD e disturbo dello spettro autistico negli adulti, idealmente con attenzione anche alle presentazioni meno evidenti. Mi sarebbe inoltre utile avere indicazioni su come orientarmi verso un percorso diagnostico adeguato.
Vi ringrazio molto per l’attenzione.
Cordiali saluti
grazie per aver condiviso la tua richiesta in modo così chiaro. Le difficoltà che descrivi meritano di essere ascoltate ed esplorate con attenzione. Il fatto di avere buoni risultati nello studio o di essere molto intelligente non esclude affatto la presenza di difficoltà attentive o di alcune caratteristiche dello spettro autistico.
Una valutazione seria non si basa su pochi minuti di colloquio, ma su una ricostruzione più ampia della storia di sviluppo, del funzionamento nello studio, nell’organizzazione quotidiana e nelle relazioni, integrando quando necessario anche strumenti psicodiagnostici specifici.
L’obiettivo non è “trovare per forza una diagnosi”, ma comprendere meglio il tuo funzionamento cognitivo ed emotivo e capire da dove derivano le difficoltà che stai incontrando.
Se vuoi possiamo fissare un primo colloquio conoscitivo e valutare insieme se e come impostare un eventuale percorso di valutazione.
Un saluto
a disposizione anche in videochiamata
Mariella Bellotto
Una valutazione seria non si basa su pochi minuti di colloquio, ma su una ricostruzione più ampia della storia di sviluppo, del funzionamento nello studio, nell’organizzazione quotidiana e nelle relazioni, integrando quando necessario anche strumenti psicodiagnostici specifici.
L’obiettivo non è “trovare per forza una diagnosi”, ma comprendere meglio il tuo funzionamento cognitivo ed emotivo e capire da dove derivano le difficoltà che stai incontrando.
Se vuoi possiamo fissare un primo colloquio conoscitivo e valutare insieme se e come impostare un eventuale percorso di valutazione.
Un saluto
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Gentilissima, grazie per la tua condivisione.
È purtroppo un pregiudizio clinico pensare che l'alto rendimento accademico escluda la neurodivergenza.
Il fatto che tu abbia ottenuto ottimi voti non esclude affatto una neurodivergenza; anzi, spesso rende la diagnosi più complessa e necessaria per capire come gestire il carico mentale che ne deriva.
Poiché non mi occupo personalmente di valutazioni diagnostiche, il mio consiglio è di rivolgerti a centri o professionisti specializzati esclusivamente nella neurodivergenza nell'adulto. Ti consiglio di cercare professionisti che dichiarino esplicitamente di occuparsi di "ADHD e Autismo nell'adulto" e, idealmente, con esperienza nel fenotipo femminile (che si manifesta in modo diverso rispetto ai criteri classici basati su campioni maschili). Puoi consultare i siti di associazioni nazionali come AIFA o APS o portali dedicati alla neurodiversità, che spesso hanno elenchi di professionisti formati per la diagnosi clinica strutturata.
Non scoraggiarti per le risposte ricevute finora: il tuo desiderio di approfondire è legittimo e fondamentale per il tuo benessere e per una gestione farmacologica che sia davvero mirata alle tue necessità.
Un caro augurio per il tuo percorso.
È purtroppo un pregiudizio clinico pensare che l'alto rendimento accademico escluda la neurodivergenza.
Il fatto che tu abbia ottenuto ottimi voti non esclude affatto una neurodivergenza; anzi, spesso rende la diagnosi più complessa e necessaria per capire come gestire il carico mentale che ne deriva.
Poiché non mi occupo personalmente di valutazioni diagnostiche, il mio consiglio è di rivolgerti a centri o professionisti specializzati esclusivamente nella neurodivergenza nell'adulto. Ti consiglio di cercare professionisti che dichiarino esplicitamente di occuparsi di "ADHD e Autismo nell'adulto" e, idealmente, con esperienza nel fenotipo femminile (che si manifesta in modo diverso rispetto ai criteri classici basati su campioni maschili). Puoi consultare i siti di associazioni nazionali come AIFA o APS o portali dedicati alla neurodiversità, che spesso hanno elenchi di professionisti formati per la diagnosi clinica strutturata.
Non scoraggiarti per le risposte ricevute finora: il tuo desiderio di approfondire è legittimo e fondamentale per il tuo benessere e per una gestione farmacologica che sia davvero mirata alle tue necessità.
Un caro augurio per il tuo percorso.
Gentile..la sua analisi è molto lucida ed il suo messaggio molto piacevole da leggere, pertanto, anche se gli elementi non sono sufficienti per una diagnosi, mi sento di affermare che le sue difficoltà sono ben compensate da una mente brillante. Ci sono, è vero, alcuni specialisti di ADHD e dello spettro autistico negli adulti (io mi occupo di età evolutiva) tuttavia a mio modesto avviso le proposte terapeutiche in Italia restano abbastanza superficiali. Quello che è allo studio in tutti i Paesi avanzati e che offre nuove speranze riguarda alcuni temi ricorrenti: la neuroinfiammazione di basso grado, l'equilibrio del microbiota intestinale, l'intossicazione da metalli pesanti, il metabolismo delle vitamine, in particolare B3, b6, b12, C, D3, il magnesio ed alcuni altri elementi come gli aminoacidi. Lavorando su questi parametri è possibile migliorare spesso i disturbi in oggetto ed anche la depressione, evitando spiacevoli effetti collaterali e l'assuefazione agli psicofarmaci, anche se purtroppo ad oggi solo in certi casi si raggiunge una piena guarigione. Io non mi occupo direttamente di queste terapie, non essendo medico, però potrei metterla in contatto con alcune realtà italiane. In alcuni casi sono intervenuto su ansia e depressione. Anche la dieta ha la sua importanza: l'eliminazione del glutine, della caseina, dei lieviti ed in alcuni casi una dieta a bassi carboidrati o addirittura chetogenica ha prodotto risultati interessanti. Spero di averle fornito elementi nuovi. Resto a disposizione. Cordialmente dr. Tacchini
Buongiorno,
da quanto scrive emerge la sua frustrazione per non aver trovato accoglimento e comprensione relativamente al disagio che esperisce. Le persone con ADHD spesso "funzionano" e "performano" nella vita quotidiana scolastica e lavorativa, rendendo agli occhi esterni "incomprensibili" le difficoltà provate, e da ciò spesso scaturiscono frustrazione e malessere psicologico.
La diagnosi di ADHD è una diagnosi clinica, basata pertanto sul colloquio clinico, e può essere eseguita da medici e psicologi. Talvolta, per un migliore inquadramento diagnostico , è utile anche l'esecuzione di diversi approfondimenti, tra cui prove psicometriche per comprendere il funzionamento cognitivo e questionari psicodiagnostici per comprendere il funzionamento personologico e la presenza di comorbidità cliniche. Un percorso diagnostico di solito richiede diversi incontri e può durare anche qualche settimana.
Oggi esistono diverse realtà e reti di professionisti distribuite in tutta Italia che si occupano prevalentemente di ADHD, oltre a numerosi specialisti che lavorano online.
Spero che possa trovare le risposte che cerca sul suo funzionamento e la giusta sintonia.
Un caro saluto
da quanto scrive emerge la sua frustrazione per non aver trovato accoglimento e comprensione relativamente al disagio che esperisce. Le persone con ADHD spesso "funzionano" e "performano" nella vita quotidiana scolastica e lavorativa, rendendo agli occhi esterni "incomprensibili" le difficoltà provate, e da ciò spesso scaturiscono frustrazione e malessere psicologico.
La diagnosi di ADHD è una diagnosi clinica, basata pertanto sul colloquio clinico, e può essere eseguita da medici e psicologi. Talvolta, per un migliore inquadramento diagnostico , è utile anche l'esecuzione di diversi approfondimenti, tra cui prove psicometriche per comprendere il funzionamento cognitivo e questionari psicodiagnostici per comprendere il funzionamento personologico e la presenza di comorbidità cliniche. Un percorso diagnostico di solito richiede diversi incontri e può durare anche qualche settimana.
Oggi esistono diverse realtà e reti di professionisti distribuite in tutta Italia che si occupano prevalentemente di ADHD, oltre a numerosi specialisti che lavorano online.
Spero che possa trovare le risposte che cerca sul suo funzionamento e la giusta sintonia.
Un caro saluto
Buongiorno,
ti ringrazio per aver condiviso in modo così chiaro il tuo percorso e i tuoi dubbi.
Da una prospettiva cognitivo-comportamentale, il punto centrale non è tanto “avere o non avere un’etichetta”, ma capire in modo concreto come funzionano attenzione, organizzazione, gestione dello sforzo e interazioni sociali nella tua vita quotidiana, e quanto queste difficoltà siano stabili, pervasive e impattanti.
Il fatto che tu abbia buone capacità cognitive o un buon rendimento accademico non esclude la presenza di ADHD o di caratteristiche dello spettro autistico: queste condizioni possono presentarsi anche in forme meno evidenti, soprattutto negli adulti.
Per orientarti in modo efficace, può essere utile:
rivolgerti a una professionista con esperienza nella valutazione di ADHD e autismo in età adulta;
verificare che il percorso includa più fasi (colloqui clinici approfonditi, raccolta della storia evolutiva, questionari standardizzati e, se possibile, strumenti diagnostici specifici);
portare esempi concreti delle difficoltà attuali e passate, osservando quando compaiono, in quali contesti e con quali conseguenze.
Parallelamente, indipendentemente dalla diagnosi, possiamo lavorare insieme su strategie pratiche per:
migliorare la gestione dell’attenzione e dello studio;
ridurre il sovraccarico cognitivo;
rendere le interazioni sociali più sostenibili.
L’obiettivo è aumentare il tuo funzionamento e il tuo benessere, a prescindere dall’esito diagnostico.
Se vuoi, possiamo vederci anche online per definire insieme i prossimi passi in modo più concreto.
Un caro saluto.
ti ringrazio per aver condiviso in modo così chiaro il tuo percorso e i tuoi dubbi.
Da una prospettiva cognitivo-comportamentale, il punto centrale non è tanto “avere o non avere un’etichetta”, ma capire in modo concreto come funzionano attenzione, organizzazione, gestione dello sforzo e interazioni sociali nella tua vita quotidiana, e quanto queste difficoltà siano stabili, pervasive e impattanti.
Il fatto che tu abbia buone capacità cognitive o un buon rendimento accademico non esclude la presenza di ADHD o di caratteristiche dello spettro autistico: queste condizioni possono presentarsi anche in forme meno evidenti, soprattutto negli adulti.
Per orientarti in modo efficace, può essere utile:
rivolgerti a una professionista con esperienza nella valutazione di ADHD e autismo in età adulta;
verificare che il percorso includa più fasi (colloqui clinici approfonditi, raccolta della storia evolutiva, questionari standardizzati e, se possibile, strumenti diagnostici specifici);
portare esempi concreti delle difficoltà attuali e passate, osservando quando compaiono, in quali contesti e con quali conseguenze.
Parallelamente, indipendentemente dalla diagnosi, possiamo lavorare insieme su strategie pratiche per:
migliorare la gestione dell’attenzione e dello studio;
ridurre il sovraccarico cognitivo;
rendere le interazioni sociali più sostenibili.
L’obiettivo è aumentare il tuo funzionamento e il tuo benessere, a prescindere dall’esito diagnostico.
Se vuoi, possiamo vederci anche online per definire insieme i prossimi passi in modo più concreto.
Un caro saluto.
Buongiorno, dovrebbe rivolgersi ad uno "Specialista in Neuropsicologia" che lavori nel settore ADHD adulti. Se crede può cercare nel sito dell'associazione AISN composta unicamente da Specialisti in Neuropsicologia. Sul sito web dell'associazione troverà anche indicazioni sulla distribuzione degli specialisti nelle varie regioni. Spero di esserle stata d'aiuto. Saluti
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza con tanta chiarezza. Il suo desiderio di approfondire questi aspetti in modo serio e consapevole è assolutamente legittimo.
Purtroppo ADHD e autismo nell’adulto, soprattutto nelle presentazioni femminili o meno evidenti, vengono ancora spesso sottovalutati, anche in persone con buone capacità cognitive o ottimi risultati accademici. Questo però non esclude la presenza di difficoltà significative nella gestione dell’attenzione, dello studio, delle relazioni o del sovraccarico mentale.
Le consiglierei di cercare una psicologa o neuropsicologa esperta nella valutazione di ADHD e spettro autistico in età adulta, chiedendo esplicitamente se si occupa anche di presentazioni “mascherate” o ad alto funzionamento. Una valutazione accurata richiede tempo, colloqui approfonditi e strumenti specifici.
Mi sembra che il suo obiettivo non sia “ottenere un’etichetta”, ma comprendersi meglio, e questo è un punto molto importante.
Le auguro di trovare uno spazio di ascolto competente e non giudicante.
Un caro saluto.
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza con tanta chiarezza. Il suo desiderio di approfondire questi aspetti in modo serio e consapevole è assolutamente legittimo.
Purtroppo ADHD e autismo nell’adulto, soprattutto nelle presentazioni femminili o meno evidenti, vengono ancora spesso sottovalutati, anche in persone con buone capacità cognitive o ottimi risultati accademici. Questo però non esclude la presenza di difficoltà significative nella gestione dell’attenzione, dello studio, delle relazioni o del sovraccarico mentale.
Le consiglierei di cercare una psicologa o neuropsicologa esperta nella valutazione di ADHD e spettro autistico in età adulta, chiedendo esplicitamente se si occupa anche di presentazioni “mascherate” o ad alto funzionamento. Una valutazione accurata richiede tempo, colloqui approfonditi e strumenti specifici.
Mi sembra che il suo obiettivo non sia “ottenere un’etichetta”, ma comprendersi meglio, e questo è un punto molto importante.
Le auguro di trovare uno spazio di ascolto competente e non giudicante.
Un caro saluto.
Gentilissima, da come scrive emerge una riflessione molto approfondita e consapevole circa il suo funzionamento, non una richiesta impulsiva.
Se nota che queste difficoltà interferiscono con la qualità della vita e le riconosce in se stessa fin da quando era bambina, allora certamente una valutazione circa l'ADHD è più che opportuna.
In situazioni come la sua potrebbe essere utile rivolgersi ai servizi pubblici, oppure a professionisti privati che si occupino specificatamente di ADHD adulti.
Nella speranza di esserle stato d'aiuto, la saluto cordialmente
Se nota che queste difficoltà interferiscono con la qualità della vita e le riconosce in se stessa fin da quando era bambina, allora certamente una valutazione circa l'ADHD è più che opportuna.
In situazioni come la sua potrebbe essere utile rivolgersi ai servizi pubblici, oppure a professionisti privati che si occupino specificatamente di ADHD adulti.
Nella speranza di esserle stato d'aiuto, la saluto cordialmente
È comprensibile la sua frustrazione e mi dispiace molto che il suo percorso sia stato finora sminuito con frasi stereotipate. Nelle donne e nelle persone ad alto potenziale cognitivo, l'ADHD e lo Spettro Autistico si presentano in modo molto diverso rispetto ai classici stereotipi infantili. Esiste un fenomeno chiamato masking, per cui una persona compensa brillantemente le proprie difficoltà facendo leva sulle risorse cognitive, lo studio intensivo e l'imitazione dei comportamenti sociali. Questo sforzo immane porta a un esaurimento profondo delle energie mentali, e non sorprende che le siano stati prescritti degli antidepressivi: spesso l'ansia e la depressione in età adulta sono l'effetto collaterale di una neurodivergenza non riconosciuta e non supportata.
La valutazione consiste in un'anamnesi approfondita dell'infanzia (coinvolgendo quanto più possibile le fonti esterne - genitori, documentazione scolastica ecc) e dell'età adulta, attraverso interviste cliniche semistrutturate, test standardizzati e questionari.
Perciò, le suggerisco di interfacciarsi esclusivamente con professionisti specializzati nelle neurodivergenze in età adulta, nel pubblico o nel privato.
La valutazione consiste in un'anamnesi approfondita dell'infanzia (coinvolgendo quanto più possibile le fonti esterne - genitori, documentazione scolastica ecc) e dell'età adulta, attraverso interviste cliniche semistrutturate, test standardizzati e questionari.
Perciò, le suggerisco di interfacciarsi esclusivamente con professionisti specializzati nelle neurodivergenze in età adulta, nel pubblico o nel privato.
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