Buongiorno, sono una ragazza di 17 anni quasi 18 e da circa gennaio sto dubitando del mio orientamen

24 risposte
Buongiorno, sono una ragazza di 17 anni quasi 18 e da circa gennaio sto dubitando del mio orientamento sessuale, all'inizio era una cosa ossessiva e sentivo il bisogno di essere rassicurata. Ero convinta che le persone veramente eterosessuali non si facessero queste domande e tutto ciò mi faceva stare peggio. Onestamente non so da dove sia iniziata questa mia specie di "ossessione" fatto sta che mi ha paralizzata parecchio. Ho iniziato ad interrogarmi sul mio passato e ricordo che da piccolina intorno ai 3/4 anni ero "affascinata" dalle donne che vedevo in tv e volevo essere come loro ma una cosa che non riesco a spiegarmi è il fatto che ero estremamente attratta dal seno, è una cosa che non mi riesco ancora a spiegare ma nonostante ciò non mi sono mai presa una cottarella per una mia coetanea che io ricordi, mi sono sempre innamorata di persone del sesso opposto al mio fin da piccina ma ho sempre avuto parecchia difficoltà a farci amicizia, tranne nel periodo delle elementari in cui mi sentivo a mio agio grazie all'aiuto degli insegnanti.
Arrivo alle medie e li succede il casino, inizio a guardarmi intorno e vedo che ci sono un sacco di ragazze molto più carine di me, sembravano quasi già adulte mentre a me doveva ancora venire il ciclo e mi dovevo ancora sviluppare.
Le cose iniziano sempre più a peggiorare mi innamoro di diversi ragazzi, alcuni magari visti in tv, altri invece vanno nella mia scuola e altri ancora sono i miei compagni di classe, e fin qui tutto bene se non fosse che proprio da questi vengo presa in giro e inizio a chiudermi sempre di più.
Finisco le medie e anche la fiducia in me stessa, volevo andare in un liceo linguistico ma mi sono sottovalutata e ho scelto un professionale perché credevo di non essere abbastanza, era una scuola prevalentemente femminile e stavo tranquilla perché non c'erano più ragazzi che mi potevano prendere in giro. Sono ormai 4 anni che non mi innamoro più se non raramente sento una leggera attrazione per qualcuno ma nulla di che, e mi sembra strano perché una ragazza della mia età dovrebbe essere attratta dai ragazzi, ma io sento solo paura se penso a loro e sono convinta che mi prenderanno in giro, ho provato ad immaginarmi in una relazione con una ragazza, inizialmente con scarsi risultati, e mi sentivo più a mio agio ma credo sia solo una "zona di comfort", non sono sicura di riuscire ad innamorarmi di una ragazza anche se c'erano giorni in cui ero convinta di essere omosessuale perché ci pensavo così tanto da riuscire a convincermi.
può essere che questa mia esperienza mi abbia bloccata? diciamo che non mi fa sentire come le altre ragazze, mi fa sentire diversa e non è molto piacevole.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buon pomeriggio, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso.
Questo è un tema molto diffuso alla sua età e le domande che pone sono frequenti.
Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata.
Sarebbe opportuno inoltre cercare Lo scopo e motivazioni sottostanti tali interrogativi.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Anna Tomaciello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile ragazza è abbastanza normale porsi interrogativi rispetto alla propria identità sessuale e a volte è proprio il ritenerlo preoccupante che blocca una sua normale evoluzione.
Dalle parole che scrive emerge però una sofferenza più estesa legata alle esperienze relazionali vissute fino ad ora e alle scelte fatte, che forse avrebbe bisogno di essere capita meglio. Valuti la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico iniziando magari a spiegare alla sua famiglia che ha delle difficoltà e che vorrebbe essere aiutata.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Tomaciello
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, mi dispiace per il periodo che sta vivendo. Credo che possa aiutarla intraprendere un percorso di psicoterapia al fine di riuscire a comprendere meglio questa sofferenza che descrive.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Georgia Silvi
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Ciao, data la giovane età mi permetto di darti del tu. Hai mai parlato di queste tue difficoltà con qualcuno? Come suggerito dalla collega potresti parlarne con i tuoi genitori in modo da poter intraprendere un percorso di psicoterapia. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto. Dott.ssa Georgia Silvi
Dott.ssa Eleonora Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Cara ragazza, se da un lato questi dubbi possono essere del tutto normali per la fase di vita che stai attraversando, dall'altro lato mi sembra di avvertire una sofferenza per niente banale nel modo in cui tu stessa ti percepisci nei confronti degli altri, siano essi ragazzi o ragazze, con non pochi effetti sulla tua autostima e sulle tue scelte. Mi sembra che i tentativi di soluzione da te cercati (valutare una scuola più al femminile e rimuginare "ossessivamente" sulle diverse possibilità) non siano stati risolutivi di questo malessere. Per questo ti consiglio onestamente di prendere in considerazione un percorso di sostegno in questa fase così importante che ti aiuti a comprenderti meglio e trovare soluzioni più efficaci. Mi rendo disponibile nel caso fossi interessata a svolgere un primo colloquio di consulenza. Cordialmente, Dott.ssa Pinna
Dott.ssa Ilaria Rasi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Quello che hai descritto più che strano è abbastanza coerente con la tua storia: date le trascorse esperienze con i ragazzi ad oggi potresti sentire emotivamente più difficoltà nel lasciarti andare per il timore di essere presa in giro. In ogni caso inoltre, se questa difficoltà è vera non vuol dire automaticamente che tu sia omosessuale: vuol dire che in questo momento hai difficoltà ad approcciarti per varie vicissitudini. Un saluto
Dott.ssa Mariarosaria Russo
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Castellammare di Stabia
Ciao, mi dispiace per la situazione di malessere che descrivi. In prima battuta potresti iniziare a valutare la possibilità di condividere questa situazione con i tuoi familiari. Poi pensare di rivolgerti ad un professionista che potrebbe aiutarti non solo ad alleviare il disagio ma anche a sbrogliare la matassa.
Un caro saluto.
Dr.ssa Mariarosaria Russo
Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Buonasera Gentile Utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. È possibile che questa esperienza che ha avuto con i ragazzi l'abbia bloccata, certo. Sarebbe interessante, a mio modo di vedere, esplorare il come mai lei sia arrivata a mettere in dubbio la sua sessualità; da quello che ha scritto non ha mai riportato di essere attratta dalle ragazze, piuttosto sembra che abbia vissuto una certa competizione con loro. Chiaramente queste sono solo deduzioni. Nel caso volesse approfondire queste tematiche e arrivare ad avere una maggiore consapevolezza di sé, potrebbe prendere in considerazione l'idea di iniziare un percorso psicologico. Rimango a disposizione. Cordialmente, dott. Simeoni.
Dott.ssa Milvia Verginelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Fiumicino
Salve, i tuoi dubbi sono più che legittimi alla tua età. Sto vedendo allo studio diversi ragazzi e ragazze che si definiscono bisex. Nella fase adolescenziale é possibile non avere le idee chiare sul proprio orientamento sessuale. Se vuoi approfondire questo tema e conoscerti meglio potresti intraprendere una psicoterapia.
Dott.ssa Milvia VERGINELLI
Dr. Emanuele Incoronato
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, io credo che, per il suo caso, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicoterapeutico al fine di individuare le cause più profonde della sua problematica e delle sue domande. Cordiali saluti
Dott.ssa Maura Falocco
Psicologo, Professional counselor
Grottaferrata
Cara ragazza,
è importante per lei fare chiarezza rispetto ai sentimenti che può provare verso un ragazzo o una ragazza. Ammirare una ragazza per la sua bellezza non vuol dire che ne deve per forza essere attratta fisicamente. Allo stesso modo non incontrare persone di sesso maschile attraenti non vuol dire che non le piacciono più i ragazzi. Scrive che pensa di avere una bassa stima di sé stessa, anche questo è un aspetto importante su cui riflettere. Uno psicologo può aiutarla a capire meglio le sue emozioni. Un cordiale saluto
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buongiorno. Come consigliato da alcuni colleghi che mi hanno preceduto, il primo passo da compiere è quello di condividere queste problematiche con i propri genitori. Successivamente si potrà valutare un percorso di terapia.

Cordialità

MT
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Nella sua storia evidenzia un profondo disagio, un non sentirsi all'altezza, una paura di essere presa in giro. Il timore di essere omosessuale è il minor problema, alla sua età possono esserci dei dubbi. Ne parli con la sua famiglia per valutare la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a chiarire e a individuare le cause dei suoi dubbi ma soprattutto della sua sofferenza, un percorso che l'aiuti a stimolare la fiducia in se stessa e a chiarire se i suoi dubbi nascono da un'attrazione verso le donne o dalla paura di essere ferita, presa in giro dagli uomini. Distinti saluti
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Cara ragazza,

condivido coi colleghi che mi hanno preceduto, il primo passo da compiere è quello di condividere queste problematiche con i propri genitori. Successivamente potrà valutare la possibilità di cominciare un percorso di psicoterapia.
Resto a sua disposizione....

Cari Saluti
Dottor. Diego Ferrara
Dott.ssa Anna Rita Grimaldi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, la costruzione dell’identità è un processo che dura tutta la vita in cui andiamo alla ricerca di risposte all’interrogativo “Chi sono io?” Ragazzi e ragazze alle prese con modificazioni psicofisiche e con nuove sensazioni corporee, emotive e sessuali, iniziano a sperimentare e a sperimentarsi in differenti identità, situazioni, esperienze faticando talvolta a riconoscersi pienamente nei modelli che la società propone Dai suoi interrogativi intraprendere un percorso psicoterapeutico che l'accompagni ad una scoperta guidata per i suoi interrogativi è il suggerimento che mi permetto di darle. Resto a sua disposizione . Dottssa AnnaRita Grimaldi
Dott.ssa Dafne Buttini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arezzo
Dalle sue parole sembra attraversare un momento davvero particolare e profondamente pesante da sopportare, che meriterebbe di essere condiviso per alleviarne il dolore. I suoi vissuti, così importanti e delicati, necessiterebbero di essere ascoltati e approfonditi in un contesto terapeutico, certamente un percorso psicologico la aiuterebbe a fare chiarezza e ad affrontare questo momento, così difficile per lei. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi al meglio con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Un gentile saluto
Dott.ssa Annalisa Navarra
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Padova
....innanzitutto, qualsiasi sia il suo orientamento sessuale non é un problema e non costituisce un disturbo psicopatologico.
Come può rispondere a questo interrogativo?
Sarebbe semplice se la domanda più importante non fosse un altra: perché non sono attratta da nessuno?
Lei, spontaneamente, collega a questa situazione il bullismo subito. E penso ci abbia visto giusto.
Dal mio profilo può vedere che la mia prima specializzazione é come sessuologa. La prima domanda che le porrei, in quel contesto, sarebbe se si masturba e se si, se riesce a raggiungere l'orgasmo.
Da sé, si é resa conto che questo, più che un problema di orientamento sessuale é della possibilità di accedere al desiderio. Non conta se uomo o donna, il dato più significante, a mio parere é questo.
E' molto difficile andare oltre a quello che ho appena detto, non parlando con lei.
Siccome il mio lavoro non si fa per i soldi, mi chiami liberamente, (qui non si possono scrivere numeri di telefoni, ma lo trova sul mio profilo), se non posso risp la richiamo.
Meglio vedere assieme la situazione. Non conto di risolverla in una telefonata, ma possiamo certamente inquadrare meglio, assieme, la vera difficoltà e capire se una terapia (probabilmente non con me, non ho visto da dove scrive) possa essere qualcosa che le dia quelle chiavi di volta che adesso, non avendole, le fanno fare girotondo.
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Cara ragazza, ti consiglierei di fare un po' di chiarezza nella tua vita emotiva. Il punto non è essere o non essere omosessuale ma perché vivi una situazione costante di disagio. Rivolgiti ad uno psicoterapeuta, forse è giunto il momento di farlo
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Alice Carbone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao, mi dispiace per la situazione di confusione e preoccupazione che stai vivendo. Ti sei aperta molto in quello che hai scritto e credo che sia coraggioso e importante da parte tua.
La sessualità è un argomento molto complesso, soprattutto durante l'adolescenza e non è semplice comprendere chi siamo - etichette a parte.
Potrebbe esserti di aiuto provare a fare qualche colloquio psicologico in cui, senza alcuna pressione e giudizio, potresti parlare di te, di ciò che provi e hai provato, di ciò che ti preoccupa. Sarebbe un buon modo per fare chiarezza dentro di te e trovare un poco di serenità.
Se vuoi, sono disponibile, mi occupo di queste tematiche.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alice Carbone
Dott.ssa Maria Carmela Rosa
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Padova
Gent.ma ragazza,
sta esprimendo un enorme disagio che tocca aspetti fondamentali della sua esistenza. Il problema relativo al suo orientamento sessuale, alle sue scelte sulle relazioni intime è abbastanza frequente anche nelle diverse fasce d'età, quello che mi sento di sottolineare è anche un altro aspetto che emerge dal suo racconto: la costante sensazione di svalutazione personale ed identitaria. Le consiglio caldamente di iniziare un percorso terapeutico nel quale lei possa trovare le risposte che cerca.
Resto a disposizione.
dott.ssa Maria Carmela Rosa
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott.ssa Fabiana Lefevre
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità la tua esperienza. Leggere le tue parole significa entrare in contatto con qualcosa di profondo, e il solo fatto che tu ti stia ponendo queste domande è già un segno importante: stai cercando di capire chi sei, e questo è un processo delicato ma assolutamente naturale.
Come psicologa, partirei da una riflessione semplice ma fondamentale: non serve cercare una “verità definitiva” su chi sei, quanto piuttosto osservare che effetto hanno su di te i pensieri che fai. Ti stai chiedendo: "E se fossi diversa da come pensavo?" Ma la vera domanda strategica è: "Questi pensieri mi aiutano a vivere meglio, o mi bloccano?"

Cosa sta mantenendo la tua difficoltà?
Nel tuo racconto parli di ossessioni, bisogno di rassicurazioni, continue verifiche del passato, confronto con gli altri. Questo circolo di domande, più che aiutarti a chiarire, sembra alimentare il dubbio e il disagio. Ed è qui che l’intervento strategico può lavorare: non tanto sul “perché” ti senti così, ma su “come” lo mantieni vivo.

Chiedersi se si è “abbastanza normali” o “come le altre ragazze” è una trappola comune. Ma la verità è che non c’è un modo giusto o sbagliato di sentirsi, di amare, o di vivere l’attrazione. Spesso, il vero blocco nasce non tanto da ciò che si prova, ma dalla paura di ciò che si potrebbe provare.

Cosa potresti iniziare a fare?
Smettere (per un periodo) di interrogarti su “chi sei” e iniziare a osservare “cosa funziona per te” nel presente.
Allenarti a stare nel dubbio senza cercare subito una risposta rassicurante (è proprio il bisogno di certezza che alimenta il circolo).
Lavorare su esperienze concrete di relazione e fiducia, non su idee astratte o confronti ideali.

Dott.ssa Linda Malatesta
Psicologo, Psicologo clinico
La Spezia
Posso immaginare quanto questo dubbio ti stia pesando…
A volte, quando ci si sente insicure o si è vissuti momenti in cui ci si è sentite prese in giro o giudicate, la mente inizia a cercare spiegazioni e risposte assolute.
È normale interrogarsi sul proprio orientamento, ma quando la paura prende il sopravvento diventa difficile distinguere ciò che si sente davvero da ciò che si teme.
Parlare di queste sensazioni, senza fretta di definirle, può aiutarti a ritrovare un po’ di calma e di fiducia in te.
Dott.ssa Rita Anastasi
Psicologo, Psicologo clinico
Rizziconi
Ciao cara. Ti ringrazio per aver condiviso con così tanta sincerità la tua storia. Leggendoti, sento tutta la fatica di questi mesi passati a cercare di "risolvere" un enigma che sembra non darti pace.Voglio dirti subito una cosa importante: quello che stai vivendo non è un segno che sei "sbagliata" o "diversa" in modo negativo. È il segnale di una mente molto sensibile che, per proteggersi da sofferenze passate, ha iniziato a creare dei labirinti di pensieri.Da psicologa, vorrei aiutarti a guardare quello che hai scritto da una prospettiva diversa, perché ci sono dei punti fondamentali che meritano di essere approfonditi insieme in uno spazio sicuro...Dici una cosa molto acuta: l'idea di una ragazza ti sembra una "zona di comfort". È possibile che, dopo essere stata ferita e presa in giro dai ragazzi proprio nel momento più delicato della tua crescita (le medie), il tuo cervello abbia etichettato il genere maschile come "pericoloso". Quando il cervello associa i ragazzi al dolore e all'umiliazione, è normale che l'attrazione si "congeli". Pensare alle ragazze, in questo caso, non è necessariamente un segno di omosessualità, ma un modo in cui la tua mente cerca sicurezza. È come se ti dicesse: "Con una donna non verrai ferita come alle medie".Quell'attrazione che ricordi da piccina verso il seno o le donne della TV è molto comune nelle bambine. Spesso non è attrazione sessuale, ma un desiderio di identificazione: "Voglio diventare così, voglio avere anche io quella femminilità". Nelle fasi di crescita, il confine tra "voglio lei" e "voglio essere lei" è molto sottile e può generare confusione se lo guardiamo oggi con gli occhi di chi ha paura.Dici che all'inizio era una cosa "ossessiva" e sentivi il bisogno di essere rassicurata. Questo meccanismo è tipico di chi soffre di un'ansia che tende a fissarsi su un tema (che sia l'orientamento sessuale, la salute o altro). Quando siamo bloccati in un'ossessione, non cerchiamo la verità, ma cerchiamo la certezza assoluta, che purtroppo non esiste. Questo dubbio costante ti impedisce di vivere con leggerezza i tuoi 18 anni.Ti invito a venire da me (o a iniziare un percorso con un professionista) non perché ci sia qualcosa da "curare", ma perché meriti di capire se il tuo disinteresse verso i ragazzi sia un reale orientamento o se sia un "blocco difensivo" nato dai traumi delle medie che ti ha tolto la fiducia in te stessa.Smettere di interrogare il passato come passare le giornate a cercare prove a 3 o 4 anni è estenuante. Insieme possiamo imparare a vivere nel presente, lasciando che le tue emozioni fluiscano senza doverle per forza etichettare ogni secondo.Ricostruire la tua autostima: Hai scelto una scuola "al ribasso" perché non ti sentivi abbastanza. Questo dice molto su quanto sei stata ferita. È ora di riprenderti lo spazio che meriti nel mondo.Non devi avere tutte le risposte oggi. Il mio obiettivo non è dirti chi sei, ma aiutarti a togliere tutto quel "rumore" di ansia e paura che ti impedisce di sentirti te stessa. Quando l'ansia cala, la verità emerge da sola, con calma e senza terrore.Ti andrebbe di fare un primo colloquio per provare a sciogliere insieme questo nodo che ti fa sentire così bloccata? Ti prometto che troverai ascolto e zero giudizio.

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