Buongiorno, sono Alessandro 46 anni ho avuto dolore sul fianco destro zona fossa iliaca, sono andato

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Buongiorno, sono Alessandro 46 anni ho avuto dolore sul fianco destro zona fossa iliaca, sono andato in pronto soccorso perché avevo febbre a 38, dalle tac e' risultata una infiammazione al rene dx con ascesso.
Ricovero e cura con rocefin e dopo analisi ed emocoltura è risultato positivo a cocchi gram-positivi.
Quindi aggiunta al recefin anche il targosid.
Mentre effettuavo gli antibiotici via endovena è comparso il bruciore urinario durante e dopo la minzione.
Inizialmente era leggero ma pian piano è diventato abbastanza intenso fino al punto di avere anche dolore perineale non potendo stare nemmeno seduto, con bruciore continuo che aumenta durante e dopo la minzione associato anche al dolore al glande.
Le urine sono limpide, ho riferito tutto al reparto di nefrologia, intanto dopo la fine della cura antibiotica ho eseguito una risonanza magnetica che ha rilevato una leggera infiammazione al rene, al momento sto prendendo il cefixoral.
Il bruciore c'è dalla prima cura antibiotica, cosa strana è che con il rene in quelle condizioni io non avevo disturbi urinari, quelli sono subentrati durante il trattamento antibiotico.
Intanto ho effettuato un tampone uretrale che ha rilevato leggera colonia di eschelichia coli.
Inoltre la risonanza ha evidenziato una cisti liquida nel pancreas e un nodulo solido nel surrene, da tenere sotto controllo.
Ho avuto un rapporto con dolore all'erezione e conseguente fastidio perineale.
Cosa potrebbe essere la causa di questo bruciore e fastidio?
Grazie
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Chirurgo generale, Urologo
Milano
E' certamente un quadro molto articolato che ha diverse componenti sia della via urinaria che genitale (area pelvico-prostatica). Potrebbe essere un ascesso e poi una infiammazione con infezione che si è generato in via ascendente (dall'area prostatica al rene) o discendente. Poi c'è la questione pancreatica e surrenale da definire con i dovuti esami. Occorre che il medico che gestisce la questione sia in grado di farne la sua sintesi perché i fatti citati non sono mai agenti separatamente e si influenzano anche in modo importante.... in altre parole, ora che sembra passato l'evento più grave, per quanto non ancora risolto, occorre che il medico si metta ad analizzare i dati degli esami svolti e ne estragga un quadro coerente ed unitario per poi decidere come agire. Il problema non sono i batteri rilevati, ma lo stato disfunzionale poliorganico. Non sarà facile, ma è decisivo fare i passi utili ed adeguati.

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