Buongiorno, mio marito ha sempre avuto fasi depressive alternate da fasi in cui si sentiva bene. È d
Buongiorno, mio marito ha sempre avuto fasi depressive alternate da fasi in cui si sentiva bene. È da sempre stato introverso ed ora iniziato ad essere pieno di sè, superiore agli altri, si sente dio e mettere in atto comportamenti che feriscono le persone che lo circondano, a mentire e fare le cose di nascosto o mettere in pericolo la sua vita (corre con l'auto). Vorrei accompagnarlo da uno psichiatra, già seguito in passato, ma lui si sente bene e non vede il problema. È convinto di essere sempre stato così. Ho parlato con diversi esperti e mi hanno accennato il disturbo bipolare. Come posso convincerlo a parlare con qualcuno?
3 risposte
Buonasera, convengo che suo marito debba essere visitato da uno specialista. Sta a lei riuscire a fargli comprendere l'importanza della visita. Alle strette, provi a prendene un appuntamento per lei per farsi consigliare e provare a convincerlo ad accompagnarla, può sempre disdirla poi. Rammenti però che al paziente spetta sempre il consenso informato a qualsiasi valutazione e procedura medica e teoricamente anche a una prenotazione per una visita.
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Buongiorno, da ciò che scrive potrebbe trattarsi di un disturbo bipolare, anche se occorre eseguire una raccolta anamnestica completa per capirne le caratteristiche e impostare una terapia adeguata. Allo stato attuale suo marito sembra essere in una fase espansiva. In questa fase è molto difficile che accetti di sottoporsi ad una visita psichiatrica, proprio perché non ha consapevolezza di malattia. Cerchi comunque di fargli notare che alcuni suoi comportamenti stanno mettendo a rischio la sua incolumità e i suoi rapporti interpersonali. Tenga conto che, nella fase depressiva del disturbo è molto più probabile che un paziente chieda aiuto e si sottoponga ad una valutazione specialistica. Cordiali saluti
Buongiorno, da quello che racconta sembra davvero che suo marito stia attraversando una fase ipomaniacale o maniacale, come capita nel disturbo bipolare. Quando una persona è in questa fase si sente benissimo e non riconosce i rischi dei propri comportamenti, per questo è molto difficile convincerla a farsi aiutare: non vede il problema e pensa che siano gli altri ad avere torto. In questi casi la cosa più utile è parlare con calma, senza accusarlo o contrastarlo frontalmente. Può dirgli che è preoccupata per lui, che nota alcuni cambiamenti rispetto a prima e che una visita serve solo per avere un parere esterno. Se lui rifiuta in modo netto e i comportamenti diventano pericolosi per sé o per gli altri, può essere necessario coinvolgere i familiari più stretti o i servizi psichiatrici del territorio per un intervento più protettivo.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

