Buongiorno Ho 33 anni. Una relazione nata online 5 anni fa. Per 4 anni ci siamo visti una volta
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Buongiorno
Ho 33 anni.
Una relazione nata online 5 anni fa. Per 4 anni ci siamo visti una volta al mese, ed essendo a distanza a settembre 2024 mi sono trasferita da lui. Trovando un lavoro e adattandomi alla vita insieme alla sua famiglia ( vive con i suoi).
Ho scoperto che lui ha screenshottato la foto di una sua amica. Gli ho detto che oltre che illegale non è da persone sane e mature. Ne è uscita una discussione, lui minimizzando la cosa dicendo che esagero e io aggredendolo ( sbagliando) fin quando alla fatidica domanda " la tua amica SA che l'hai screenshottata e tieni la sua foto nel telefono"? Era evasivo. Messo alle strette con le cattive ha corso ai ripari e ha detto all'amica che aveva fatto ciò. Lei si è sentita a disagio, ovviamente, e l'ha reputata una cosa strana. ( Tra parentesi: lui ha 45 anni, lei 27 e la foto era in una posa carina con un vestito di pizzo). Ora la mia domanda è: io ho sbagliato ad aggredirlo ma è vero anche che non è la prima volta che lo pizzico online a fare il """""" cascamorto"""" con amicizie conosciute online, oppure profili a caso,ma è vero anche che a livello intimo purtroppo non è una cosa tanto semplice. Soffro di vaginismo, ricorrenti infezioni, dolori ecc... purtroppo ho provato a indagare con varie visite ginecologiche risultate traumatiche fallimentari ( sia fisicamente che psicologicamente) e posso immaginare che abbia fantasie. Ma su amiche e sconosciute? Cioè è normale davvero oppure c'è del marcio in Danimarca? Sono confusa e delusa. La rabbia di un giorno ha lasciato spazio a sensazione di vuoto. Si scusa, dice che andrà da uno psicologo e si sente male per quello che ha fatto. Ma onestamente pensavo fossero cose scontate, senza scomodare la sua amica.
Ho 33 anni.
Una relazione nata online 5 anni fa. Per 4 anni ci siamo visti una volta al mese, ed essendo a distanza a settembre 2024 mi sono trasferita da lui. Trovando un lavoro e adattandomi alla vita insieme alla sua famiglia ( vive con i suoi).
Ho scoperto che lui ha screenshottato la foto di una sua amica. Gli ho detto che oltre che illegale non è da persone sane e mature. Ne è uscita una discussione, lui minimizzando la cosa dicendo che esagero e io aggredendolo ( sbagliando) fin quando alla fatidica domanda " la tua amica SA che l'hai screenshottata e tieni la sua foto nel telefono"? Era evasivo. Messo alle strette con le cattive ha corso ai ripari e ha detto all'amica che aveva fatto ciò. Lei si è sentita a disagio, ovviamente, e l'ha reputata una cosa strana. ( Tra parentesi: lui ha 45 anni, lei 27 e la foto era in una posa carina con un vestito di pizzo). Ora la mia domanda è: io ho sbagliato ad aggredirlo ma è vero anche che non è la prima volta che lo pizzico online a fare il """""" cascamorto"""" con amicizie conosciute online, oppure profili a caso,ma è vero anche che a livello intimo purtroppo non è una cosa tanto semplice. Soffro di vaginismo, ricorrenti infezioni, dolori ecc... purtroppo ho provato a indagare con varie visite ginecologiche risultate traumatiche fallimentari ( sia fisicamente che psicologicamente) e posso immaginare che abbia fantasie. Ma su amiche e sconosciute? Cioè è normale davvero oppure c'è del marcio in Danimarca? Sono confusa e delusa. La rabbia di un giorno ha lasciato spazio a sensazione di vuoto. Si scusa, dice che andrà da uno psicologo e si sente male per quello che ha fatto. Ma onestamente pensavo fossero cose scontate, senza scomodare la sua amica.
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con sincerità una situazione che immagino non sia facile da raccontare.
Quando si sceglie di cambiare città, lavoro e vita per una relazione, è naturale aspettarsi fiducia e rispetto. Le sue emozioni — rabbia, delusione, confusione — sono comprensibili. Non è tanto il gesto in sé a ferire, ma spesso il modo in cui viene affrontato: quando manca trasparenza o si tende a minimizzare, è facile sentirsi sole e svalutate. Ha già riconosciuto con onestà il suo modo di reagire, e questo è un primo passo importante. A volte, quando ci sentiamo esposte, è difficile trovare il modo giusto per esprimere ciò che proviamo. Sul piano dell’intimità, il vaginismo e i disagi correlati meritano attenzione e cura, sia dal punto di vista medico che psicologico. È importante affrontarli con delicatezza, senza colpevolizzarsi: non si tratta di “fare contento” qualcuno, ma di ritrovare un benessere personale e relazionale. Un percorso integrato può aiutare molto in questo. Se il suo compagno ha espresso il desiderio di iniziare una terapia, può essere un’occasione per riflettere entrambi, ognuno per sé, su come sentirsi più autentici e in ascolto nella relazione.
Un caro saluto.
grazie per aver condiviso con sincerità una situazione che immagino non sia facile da raccontare.
Quando si sceglie di cambiare città, lavoro e vita per una relazione, è naturale aspettarsi fiducia e rispetto. Le sue emozioni — rabbia, delusione, confusione — sono comprensibili. Non è tanto il gesto in sé a ferire, ma spesso il modo in cui viene affrontato: quando manca trasparenza o si tende a minimizzare, è facile sentirsi sole e svalutate. Ha già riconosciuto con onestà il suo modo di reagire, e questo è un primo passo importante. A volte, quando ci sentiamo esposte, è difficile trovare il modo giusto per esprimere ciò che proviamo. Sul piano dell’intimità, il vaginismo e i disagi correlati meritano attenzione e cura, sia dal punto di vista medico che psicologico. È importante affrontarli con delicatezza, senza colpevolizzarsi: non si tratta di “fare contento” qualcuno, ma di ritrovare un benessere personale e relazionale. Un percorso integrato può aiutare molto in questo. Se il suo compagno ha espresso il desiderio di iniziare una terapia, può essere un’occasione per riflettere entrambi, ognuno per sé, su come sentirsi più autentici e in ascolto nella relazione.
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Buongiorno,
il suo racconto sembra il punto esatto in cui la delusione si incrocia con il bisogno di chiarezza… e con una domanda difficile: quanto si può ancora credere in qualcosa quando si è costretti a spiegarne l’evidenza?
Mi chiedo: se oggi ascoltasse non solo la rabbia, ma anche quel vuoto che sente… cosa le direbbe davvero?
A volte, da lì inizia una nuova direzione.
Se vuole, possiamo tracciarla insieme.
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
il suo racconto sembra il punto esatto in cui la delusione si incrocia con il bisogno di chiarezza… e con una domanda difficile: quanto si può ancora credere in qualcosa quando si è costretti a spiegarne l’evidenza?
Mi chiedo: se oggi ascoltasse non solo la rabbia, ma anche quel vuoto che sente… cosa le direbbe davvero?
A volte, da lì inizia una nuova direzione.
Se vuole, possiamo tracciarla insieme.
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Gentile utente, è comprensibile sentirsi delusa, ferita e confusa di fronte a questi comportamenti del suo compagno.
Ha fatto bene a cercare il confronto e, nonostante lei si dica che ha sbagliato ad averlo attaccato, la cosa importante è che siano stati mantenuti toni di rispetto e non di svalutazione.
Le sue difficoltà intime, quali il vaginismo, ma anche le esperienze mediche traumatiche, rappresentano un aspetto delicato e significativo della vostra relazione e può essere che queste possano generare frustrazione in entrambi. In ogni caso, è importante sottolineare che le sue difficoltà non devono giustificare i comportamenti del suo compagno.
Non per tutti potrebbero essere cose scontate, magari lui aveva bisogno di questo scontro e delle sue "pressioni" per capire che forse doveva indagare più a fondo la questione, e se l'idea di ricercare uno specialista che possa aiutarlo si concretizza, penso sia un grande passo avanti che non bisogna sottovalutare.
Lei può pensare di comunicare in modo assertivo, in un momento di tranquillità, al suo compagno come si è sentita e come si sente ora, spigandogli ciò che le ha dato più fastidio. Oltre a ciò potrebbe essere utile sottolineare quali sono i comportamenti che lei potrebbe accettare all'interno di una relazione, e quali invece potrebbero causare dei conflitti, anche se per lei dovrebbero essere cose scontate.
Spero di esserle stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Ha fatto bene a cercare il confronto e, nonostante lei si dica che ha sbagliato ad averlo attaccato, la cosa importante è che siano stati mantenuti toni di rispetto e non di svalutazione.
Le sue difficoltà intime, quali il vaginismo, ma anche le esperienze mediche traumatiche, rappresentano un aspetto delicato e significativo della vostra relazione e può essere che queste possano generare frustrazione in entrambi. In ogni caso, è importante sottolineare che le sue difficoltà non devono giustificare i comportamenti del suo compagno.
Non per tutti potrebbero essere cose scontate, magari lui aveva bisogno di questo scontro e delle sue "pressioni" per capire che forse doveva indagare più a fondo la questione, e se l'idea di ricercare uno specialista che possa aiutarlo si concretizza, penso sia un grande passo avanti che non bisogna sottovalutare.
Lei può pensare di comunicare in modo assertivo, in un momento di tranquillità, al suo compagno come si è sentita e come si sente ora, spigandogli ciò che le ha dato più fastidio. Oltre a ciò potrebbe essere utile sottolineare quali sono i comportamenti che lei potrebbe accettare all'interno di una relazione, e quali invece potrebbero causare dei conflitti, anche se per lei dovrebbero essere cose scontate.
Spero di esserle stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Ciao, grazie per aver condiviso con così tanta sincerità e intensità.
Dalle tue parole si percepisce il dolore di una donna che ha fatto tanti passi importanti per amore, per costruire qualcosa di bello, per stare in una relazione. E che ora si trova delusa, confusa, arrabbiata, svuotata. È uno spazio difficile in cui stare, e proprio per questo è profondamente umano sentirsi così: disorientata, con più domande che certezze.
Cinque anni di relazione — di cui quattro vissuti a distanza — richiedono molta fiducia, una continua speranza nel futuro e inevitabilmente anche un po’ di idealizzazione. Tu hai fatto un gesto molto forte: ti sei trasferita, hai cambiato vita, hai trovato un lavoro, sei entrata nella sua famiglia. Questo è un grande atto d’amore e di impegno.
Ma il rischio, quando ci si sposta così tanto verso l’altro, è di perdere il contatto con i propri bisogni. Ti chiedo con gentilezza: in tutto questo percorso, quanto hai ascoltato davvero la tua voce interiore?
Lo screenshot che hai trovato non è solo un episodio, è un segnale. E il fatto che lui abbia cercato di minimizzare, si sia giustificato e solo dopo insistenti richieste abbia fatto qualcosa, dice molto: non è stato trasparente, non si è preso subito la responsabilità, ha cercato di “sistemare” le cose solo quando non poteva più ignorarle.
Non stai esagerando nel sentirti ferita, delusa o persino tradita. Non necessariamente in senso fisico, ma in quel tradimento più profondo: la rottura di un patto emotivo fatto di fiducia e rispetto reciproco.
Che lui ora stia male e voglia vedere uno psicologo è positivo. Ma la maturità emotiva dovrebbe manifestarsi prima, nei gesti coerenti, non solo dopo quando si viene scoperti.
Hai detto di averlo aggredito e di sentirti in colpa. Ma la rabbia è un segnale, è l’energia che ci si accende quando qualcuno oltrepassa un nostro confine. È vero, il modo in cui la esprimiamo può ferire — e tu lo hai riconosciuto con onestà — ma questo non toglie valore alla tua emozione.
Il tuo corpo sta parlando. E lo fa con forza: vaginismo, dolori, infezioni, esperienze mediche difficili. Tutto questo dice che c’è una ferita profonda, non solo fisica, ma legata al sentire e alla tua forza femminile. Il tuo corpo sembra voler proteggerti. E no, non è colpa tua se l’intimità è difficile.
Attenzione: a volte, in relazioni come questa, il problema sessuale viene usato come scusa per scappare o cercare altrove, come se fosse solo “colpa tua” e lui la “vittima”. Ma questa è una narrazione falsa e pericolosa. Tu meriti rispetto, ascolto, presenza. Non tolleranza o fughe.
Hai mai provato ad ascoltare il tuo corpo non come un nemico da sistemare, ma come una bussola che ti sta indicando qualcosa di importante su questa relazione?
Ti sei chiesta se sei tu a esagerare. E con molta chiarezza, ma anche delicatezza, ti rispondo: no, non sei tu. Stai percependo con lucidità una distanza tra ciò che ti viene detto e ciò che davvero accade. Tra il bisogno di rispetto e un atteggiamento che invece è sfuggente, confuso.
Non si tratta di condannare lui o idealizzare te. Ma ora la priorità sei tu. Il tuo bisogno di sentirti al sicuro, scelta, rispettata. Anche nei momenti difficili, anche quando il desiderio cala, anche quando le cose si complicano.
Se ti fermassi un momento e ti sedessi accanto alla te stessa di oggi — quella che è stanca, arrabbiata, ferita — che parole avrebbe bisogno di sentire da te?
Dalle tue parole si percepisce il dolore di una donna che ha fatto tanti passi importanti per amore, per costruire qualcosa di bello, per stare in una relazione. E che ora si trova delusa, confusa, arrabbiata, svuotata. È uno spazio difficile in cui stare, e proprio per questo è profondamente umano sentirsi così: disorientata, con più domande che certezze.
Cinque anni di relazione — di cui quattro vissuti a distanza — richiedono molta fiducia, una continua speranza nel futuro e inevitabilmente anche un po’ di idealizzazione. Tu hai fatto un gesto molto forte: ti sei trasferita, hai cambiato vita, hai trovato un lavoro, sei entrata nella sua famiglia. Questo è un grande atto d’amore e di impegno.
Ma il rischio, quando ci si sposta così tanto verso l’altro, è di perdere il contatto con i propri bisogni. Ti chiedo con gentilezza: in tutto questo percorso, quanto hai ascoltato davvero la tua voce interiore?
Lo screenshot che hai trovato non è solo un episodio, è un segnale. E il fatto che lui abbia cercato di minimizzare, si sia giustificato e solo dopo insistenti richieste abbia fatto qualcosa, dice molto: non è stato trasparente, non si è preso subito la responsabilità, ha cercato di “sistemare” le cose solo quando non poteva più ignorarle.
Non stai esagerando nel sentirti ferita, delusa o persino tradita. Non necessariamente in senso fisico, ma in quel tradimento più profondo: la rottura di un patto emotivo fatto di fiducia e rispetto reciproco.
Che lui ora stia male e voglia vedere uno psicologo è positivo. Ma la maturità emotiva dovrebbe manifestarsi prima, nei gesti coerenti, non solo dopo quando si viene scoperti.
Hai detto di averlo aggredito e di sentirti in colpa. Ma la rabbia è un segnale, è l’energia che ci si accende quando qualcuno oltrepassa un nostro confine. È vero, il modo in cui la esprimiamo può ferire — e tu lo hai riconosciuto con onestà — ma questo non toglie valore alla tua emozione.
Il tuo corpo sta parlando. E lo fa con forza: vaginismo, dolori, infezioni, esperienze mediche difficili. Tutto questo dice che c’è una ferita profonda, non solo fisica, ma legata al sentire e alla tua forza femminile. Il tuo corpo sembra voler proteggerti. E no, non è colpa tua se l’intimità è difficile.
Attenzione: a volte, in relazioni come questa, il problema sessuale viene usato come scusa per scappare o cercare altrove, come se fosse solo “colpa tua” e lui la “vittima”. Ma questa è una narrazione falsa e pericolosa. Tu meriti rispetto, ascolto, presenza. Non tolleranza o fughe.
Hai mai provato ad ascoltare il tuo corpo non come un nemico da sistemare, ma come una bussola che ti sta indicando qualcosa di importante su questa relazione?
Ti sei chiesta se sei tu a esagerare. E con molta chiarezza, ma anche delicatezza, ti rispondo: no, non sei tu. Stai percependo con lucidità una distanza tra ciò che ti viene detto e ciò che davvero accade. Tra il bisogno di rispetto e un atteggiamento che invece è sfuggente, confuso.
Non si tratta di condannare lui o idealizzare te. Ma ora la priorità sei tu. Il tuo bisogno di sentirti al sicuro, scelta, rispettata. Anche nei momenti difficili, anche quando il desiderio cala, anche quando le cose si complicano.
Se ti fermassi un momento e ti sedessi accanto alla te stessa di oggi — quella che è stanca, arrabbiata, ferita — che parole avrebbe bisogno di sentire da te?
Buongiorno,
non è facile dare senso a ciò che accade quando ci si ritrova a fare i conti con comportamenti che sembrano mettere in discussione il rispetto e la fiducia alla base di una relazione, specialmente dopo un cambiamento importante come quello che lei ha affrontato nel trasferirsi.
Colpisce che lei specifichi come questa relazione sia nata online: forse c’è qualcosa, in quella modalità iniziale di conoscenza, che risuona anche oggi nei comportamenti del suo compagno e che la fa sentire vulnerabile. Il fatto che non sia la prima volta che nota atteggiamenti simili e che tutto questo si inserisca in una storia di difficoltà anche sul piano dell’intimità, apre interrogativi profondi sul rapporto con l’altro… ma anche, forse, sul rapporto con sé stessa, col proprio corpo, con la possibilità di sentirsi desiderabile e sicura in una relazione.
Parla di vaginismo, dolori, visite vissute come fallimentari e invasive: sono esperienze che lasciano segni, non solo fisici ma anche emotivi. È comprensibile che dopo tanti tentativi andati male, possa sentirsi scoraggiata. Ma questo non significa che non sia possibile trovare un contesto diverso, più accogliente e rispettoso, dove affrontare queste difficoltà con uno sguardo più ampio, che tenga insieme il corpo, la mente e le relazioni.
Il senso di vuoto che ha preso il posto della rabbia potrebbe essere un segnale importante, forse il momento in cui qualcosa si rompe… o forse si apre. Vale la pena ascoltare questa sensazione, darle spazio, provare a guardarci dentro — anche se può far paura. Un percorso personale potrebbe aiutarla a esplorare cosa significa per lei questa relazione, come si sente nel suo corpo, e quale tipo di legame desidera davvero.
Non si tratta di stabilire chi ha torto o ragione, ma di capire che cosa le sta dicendo, oggi, il suo malessere. E da lì ripartire, con cura.
Un caro saluto.
non è facile dare senso a ciò che accade quando ci si ritrova a fare i conti con comportamenti che sembrano mettere in discussione il rispetto e la fiducia alla base di una relazione, specialmente dopo un cambiamento importante come quello che lei ha affrontato nel trasferirsi.
Colpisce che lei specifichi come questa relazione sia nata online: forse c’è qualcosa, in quella modalità iniziale di conoscenza, che risuona anche oggi nei comportamenti del suo compagno e che la fa sentire vulnerabile. Il fatto che non sia la prima volta che nota atteggiamenti simili e che tutto questo si inserisca in una storia di difficoltà anche sul piano dell’intimità, apre interrogativi profondi sul rapporto con l’altro… ma anche, forse, sul rapporto con sé stessa, col proprio corpo, con la possibilità di sentirsi desiderabile e sicura in una relazione.
Parla di vaginismo, dolori, visite vissute come fallimentari e invasive: sono esperienze che lasciano segni, non solo fisici ma anche emotivi. È comprensibile che dopo tanti tentativi andati male, possa sentirsi scoraggiata. Ma questo non significa che non sia possibile trovare un contesto diverso, più accogliente e rispettoso, dove affrontare queste difficoltà con uno sguardo più ampio, che tenga insieme il corpo, la mente e le relazioni.
Il senso di vuoto che ha preso il posto della rabbia potrebbe essere un segnale importante, forse il momento in cui qualcosa si rompe… o forse si apre. Vale la pena ascoltare questa sensazione, darle spazio, provare a guardarci dentro — anche se può far paura. Un percorso personale potrebbe aiutarla a esplorare cosa significa per lei questa relazione, come si sente nel suo corpo, e quale tipo di legame desidera davvero.
Non si tratta di stabilire chi ha torto o ragione, ma di capire che cosa le sta dicendo, oggi, il suo malessere. E da lì ripartire, con cura.
Un caro saluto.
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con così tanta sincerità una parte tanto complessa della sua esperienza. Quello che sta vivendo merita attenzione, delicatezza e rispetto, perché coinvolge dinamiche relazionali profonde, vissuti emotivi forti e anche aspetti legati alla propria salute e intimità personale. Capisco quanto possa essere destabilizzante scoprire che la persona con cui si è scelto di costruire una nuova vita, facendo sacrifici significativi come un trasferimento e un adattamento alla sua quotidianità familiare, abbia avuto comportamenti che percepisce come irrispettosi, se non ambigui. La sua reazione emotiva, anche se con il senno di poi riconosce come eccessiva in certi toni, non è frutto di un’esagerazione: è il segnale di un confine interiore che è stato oltrepassato, di un bisogno di rispetto e sicurezza che in quel momento è venuto meno. Nel modello cognitivo-comportamentale, attribuiamo grande valore al modo in cui interpretiamo gli eventi e al legame tra pensieri, emozioni e comportamenti. In questo caso, il suo pensiero potrebbe essere stato: "Se tiene foto di altre donne in modo nascosto, allora non mi rispetta e non mi sceglie davvero." Questo pensiero, che nasce da una percezione reale di ambiguità e non trasparenza, ha inevitabilmente attivato emozioni come rabbia, tristezza, delusione, e il comportamento di confronto acceso è stato un tentativo di difendersi e ristabilire chiarezza e protezione. Non si colpevolizzi per aver reagito: ciò che è importante ora è capire cosa le ha comunicato quella rabbia e, soprattutto, quel senso di vuoto che è seguito. Quel vuoto potrebbe essere legato al senso di rottura della fiducia, alla sensazione che un’intimità già faticosa da vivere a causa delle difficoltà fisiche e psicologiche, sia stata ulteriormente messa alla prova. La questione della sua intimità, del vaginismo, dei dolori e delle visite mediche fallimentari, è centrale. Lei ha vissuto esperienze che l’hanno messa in contatto con un vissuto di invasività, dolore e forse anche umiliazione. Tutto questo può condizionare fortemente il rapporto con il proprio corpo, con il desiderio e con la sessualità in generale. Questi aspetti meritano di essere accolti e affrontati con un professionista competente in ambito psicologico e sessuologico, per poter lavorare su un percorso di consapevolezza e di possibile guarigione, senza pressione e con il giusto ritmo. Per quanto riguarda il comportamento del suo compagno, non possiamo parlare necessariamente di qualcosa di patologico, ma certamente è qualcosa che va chiarito e affrontato. Il fatto che lui abbia conservato quella foto senza averlo condiviso, e che solo dopo insistenza abbia detto all’amica cosa era successo, suggerisce che c’è un bisogno da parte sua di ottenere gratificazioni esterne, forse per insicurezza, forse per noia o frustrazione, forse per un’abitudine consolidata nel tempo. Quello che conta però è l’impatto che questo ha su di lei, sulla sua serenità, sulla fiducia reciproca. Se lui dice di sentirsi in colpa, di voler andare da uno psicologo, e se questa è una proposta sincera, allora potrebbe essere l’inizio di un processo. Tuttavia, non può e non deve essere lei a portare il peso della sua guarigione o del cambiamento. Ciò che può fare è scegliere con chiarezza quali sono i suoi confini e i suoi bisogni in questo momento. Non si tratta solo di sapere se lui ha sbagliato, ma di capire se questa relazione le permette di sentirsi rispettata, ascoltata, valorizzata, anche in una fase della sua vita in cui sente di avere già tante battaglie da affrontare, tra cui quella con il suo corpo. A volte, la confusione e il vuoto che sente non nascono solo dalla rabbia, ma anche dal dover guardare in faccia la realtà che qualcosa non funziona più come si desidera. Il dolore della disillusione è autentico, perché si scontra con le aspettative, con l’impegno emotivo, con la speranza che il sacrificio fatto per amore fosse riconosciuto e ricambiato. Lei ha tutto il diritto di chiedersi se in questa relazione si sente davvero al sicuro, se c’è spazio per la sua vulnerabilità, e se le promesse di cambiamento sono accompagnate da atti coerenti e continuativi. E soprattutto, ha diritto a guarire dal senso di inadeguatezza, a sentirsi amata non nonostante le sue difficoltà, ma anche attraverso di esse, con rispetto, empatia e responsabilità condivisa. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, scrivo in risposta al suo messaggio e la ringrazio per aver condiviso una parte così personale della sua vita privata. Le emozioni che descrive (confusione, delusione, rabbia, vuoto) sono reazioni comprensibili davanti a un evento che ha toccato profondamente la fiducia e l'intimità della vostra relazione. A mio avviso ha fatto bene ad esprimere il suo disagio in merito a un comportamento che, oggettivamente, ha avuto un impatto non solo su di lei, ma anche sull’altra persona coinvolta (l’amica). Non si tratta solo di “gelosia”, ma di rispetto e di confini, aspetti fondamentali in ogni relazione! Lei stessa riconosce di aver reagito in modo impulsivo in un momento di forte tensione, e già questo mostra una buona consapevolezza. Tuttavia, la rabbia, in questo contesto, è anche un segnale: ci parla del suo bisogno di sentirsi al sicuro, rispettata, considerata.
In parallelo, menziona una difficoltà importante sul piano dell’intimità fisica, che ha già provato ad affrontare, pur avendo vissuto esperienze mediche traumatiche. Questa parte merita uno spazio protetto in cui essere esplorata con delicatezza, senza fretta né giudizio. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla non solo a comprendere meglio il legame tra corpo, emozioni e relazioni, ma anche a rafforzare il senso di sé in questo momento delicato. Riguardo al suo compagno, sarà importante osservare nel tempo se il suo “chiedere scusa” si traduce in un cambiamento reale, concreto, e rispettoso dei suoi limiti. Le relazioni attraversano momenti difficili, ma non si possono sostenere solo con le promesse: serve responsabilità da entrambe le parti.
Se si sente confusa, non è perché “sta sbagliando”: è perché si sta facendo le domande giuste. Le auguro di trovare uno spazio in cui poterle approfondire con calma, per tornare a sentirsi padrona delle sue scelte e del suo benessere.
Un caro saluto. Dr ssa Mazzocchi Isabella
In parallelo, menziona una difficoltà importante sul piano dell’intimità fisica, che ha già provato ad affrontare, pur avendo vissuto esperienze mediche traumatiche. Questa parte merita uno spazio protetto in cui essere esplorata con delicatezza, senza fretta né giudizio. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla non solo a comprendere meglio il legame tra corpo, emozioni e relazioni, ma anche a rafforzare il senso di sé in questo momento delicato. Riguardo al suo compagno, sarà importante osservare nel tempo se il suo “chiedere scusa” si traduce in un cambiamento reale, concreto, e rispettoso dei suoi limiti. Le relazioni attraversano momenti difficili, ma non si possono sostenere solo con le promesse: serve responsabilità da entrambe le parti.
Se si sente confusa, non è perché “sta sbagliando”: è perché si sta facendo le domande giuste. Le auguro di trovare uno spazio in cui poterle approfondire con calma, per tornare a sentirsi padrona delle sue scelte e del suo benessere.
Un caro saluto. Dr ssa Mazzocchi Isabella
Buongiorno,
innanzitutto grazie per aver condiviso una parte così personale e delicata della sua esperienza.
La situazione che descrive è complessa e coinvolge diversi livelli: la fiducia nella relazione, la comunicazione di coppia, le difficoltà legate alla sessualità e la gestione delle emozioni. È comprensibile sentirsi delusi, confusi e svuotati, soprattutto dopo un investimento emotivo e pratico così grande come il trasferirsi per vivere con il partner e adattarsi a una nuova realtà.
Il comportamento del suo compagno — fare screenshot di una foto di un’amica e conservarla senza che lei lo sapesse — può risultare ambiguo e creare disagio, soprattutto in una relazione che dovrebbe essere basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Anche se lui può averlo percepito come un gesto innocuo, minimizzarlo e non affrontarlo con trasparenza può ferire profondamente, specialmente se già in passato ha avuto atteggiamenti simili online.
La sua reazione emotiva intensa è altrettanto comprensibile: spesso, quando si accumulano frustrazioni, dolore e insicurezze (anche legati alla sfera intima e alle difficoltà non ancora risolte), la rabbia diventa un’esplosione che ha bisogno di essere compresa più che giudicata.
Inoltre, le difficoltà nella sfera sessuale come il vaginismo, il dolore e le esperienze ginecologiche traumatiche possono generare vissuti di inadeguatezza, paura del rifiuto, e influire sul senso di autostima e sulla percezione del legame affettivo. In questo quadro, è normale porsi delle domande su cosa sia “normale” in una relazione e su quali confini sia giusto porre.
Tuttavia, non è sano né rispettoso che il proprio disagio venga ignorato, sminuito o che si venga spinti a sentirsi “esagerate”. In una relazione sana, il disagio dell’altro dovrebbe essere accolto con empatia e disponibilità al dialogo, non con difensività o superficialità.
Il fatto che lui ora parli di rivolgersi a uno psicologo può essere un passo positivo, ma va valutato nel tempo se si tradurrà in un reale cambiamento o resterà solo una promessa legata al senso di colpa.
Per lei, invece, sarebbe molto importante potersi prendere uno spazio personale per elaborare ciò che è accaduto, comprendere più a fondo i propri bisogni, lavorare sul vissuto sessuale e sulla fiducia in se stessa e negli altri.
Per questo, è utile e consigliato approfondire tutto questo con l’aiuto di uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
innanzitutto grazie per aver condiviso una parte così personale e delicata della sua esperienza.
La situazione che descrive è complessa e coinvolge diversi livelli: la fiducia nella relazione, la comunicazione di coppia, le difficoltà legate alla sessualità e la gestione delle emozioni. È comprensibile sentirsi delusi, confusi e svuotati, soprattutto dopo un investimento emotivo e pratico così grande come il trasferirsi per vivere con il partner e adattarsi a una nuova realtà.
Il comportamento del suo compagno — fare screenshot di una foto di un’amica e conservarla senza che lei lo sapesse — può risultare ambiguo e creare disagio, soprattutto in una relazione che dovrebbe essere basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Anche se lui può averlo percepito come un gesto innocuo, minimizzarlo e non affrontarlo con trasparenza può ferire profondamente, specialmente se già in passato ha avuto atteggiamenti simili online.
La sua reazione emotiva intensa è altrettanto comprensibile: spesso, quando si accumulano frustrazioni, dolore e insicurezze (anche legati alla sfera intima e alle difficoltà non ancora risolte), la rabbia diventa un’esplosione che ha bisogno di essere compresa più che giudicata.
Inoltre, le difficoltà nella sfera sessuale come il vaginismo, il dolore e le esperienze ginecologiche traumatiche possono generare vissuti di inadeguatezza, paura del rifiuto, e influire sul senso di autostima e sulla percezione del legame affettivo. In questo quadro, è normale porsi delle domande su cosa sia “normale” in una relazione e su quali confini sia giusto porre.
Tuttavia, non è sano né rispettoso che il proprio disagio venga ignorato, sminuito o che si venga spinti a sentirsi “esagerate”. In una relazione sana, il disagio dell’altro dovrebbe essere accolto con empatia e disponibilità al dialogo, non con difensività o superficialità.
Il fatto che lui ora parli di rivolgersi a uno psicologo può essere un passo positivo, ma va valutato nel tempo se si tradurrà in un reale cambiamento o resterà solo una promessa legata al senso di colpa.
Per lei, invece, sarebbe molto importante potersi prendere uno spazio personale per elaborare ciò che è accaduto, comprendere più a fondo i propri bisogni, lavorare sul vissuto sessuale e sulla fiducia in se stessa e negli altri.
Per questo, è utile e consigliato approfondire tutto questo con l’aiuto di uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Non sei sbagliata per esserti sentita arrabbiata o delusa. Il comportamento di lui, come il fatto di screenshottare la foto di un'amica senza consenso, è certamente problematico e ha giustamente sollevato delle preoccupazioni. Minimizzare la situazione e non essere trasparente inizialmente ha probabilmente amplificato il tuo senso di sfiducia.
La tua reazione, anche se intensa, è comprensibile dato il contesto. Aggredire verbalmente può non essere il modo migliore per affrontare la situazione, ma è umano reagire emotivamente quando ci si sente traditi o non rispettati.
Le difficoltà che hai menzionato, come il vaginismo e le infezioni ricorrenti, sono sfide che possono influenzare la dinamica di coppia. È importante ricordare che queste condizioni non definiscono il tuo valore né giustificano comportamenti irrispettosi da parte del tuo partner. Se lui ha fantasie, è normale, ma il modo in cui le gestisce—soprattutto se coinvolge amiche o sconosciute—può essere un segnale di mancanza di rispetto verso di te e la vostra relazione.
Il comportamento che descrivi, come il flirtare online o il conservare foto di altre donne, può essere visto come una mancanza di confini chiari nella relazione. Non è necessariamente "normale" se ti fa sentire a disagio o tradita. Ogni coppia ha i propri limiti e aspettative, ma ciò che conta è che entrambi siate d'accordo su cosa è accettabile e cosa no.Valuta la sincerità delle sue scuse
Il fatto che lui abbia ammesso l'errore e voglia andare da uno psicologo è un segnale positivo, ma è importante osservare se queste scuse si traducono in un cambiamento concreto nel suo comportamento.
Comunica i tuoi limiti. È fondamentale che tu esprima chiaramente cosa ti fa sentire rispettata e cosa invece mina la tua fiducia. Ad esempio, potresti dirgli: "Ho bisogno di sapere che la nostra relazione è basata su rispetto e trasparenza. Questo tipo di comportamento mi fa sentire insicura e non rispettata."
Prenditi cura di te stessa. Le difficoltà fisiche che hai menzionato meritano attenzione e supporto. Se le visite ginecologiche sono state traumatiche, potresti considerare di cercare un professionista che si occupi di salute intima con un approccio più empatico e delicato. Anche un supporto psicologico per te stessa potrebbe aiutarti a elaborare le emozioni che stai vivendo.
Rifletti sulla relazione. Chiediti: questa relazione ti fa sentire valorizzata e rispettata? Se la risposta è no, potrebbe essere il momento di riflettere su cosa desideri davvero per il tuo futuro. Non devi prendere una decisione affrettata, ma è importante ascoltare i tuoi bisogni.
Quello che stai vivendo è difficile, ma il fatto che tu stia cercando di affrontarlo dimostra grande forza. Se vuoi approfondire o hai bisogno di ulteriore supporto, sono qui per te.
Dott.ssa Antonella Bellanzon
La tua reazione, anche se intensa, è comprensibile dato il contesto. Aggredire verbalmente può non essere il modo migliore per affrontare la situazione, ma è umano reagire emotivamente quando ci si sente traditi o non rispettati.
Le difficoltà che hai menzionato, come il vaginismo e le infezioni ricorrenti, sono sfide che possono influenzare la dinamica di coppia. È importante ricordare che queste condizioni non definiscono il tuo valore né giustificano comportamenti irrispettosi da parte del tuo partner. Se lui ha fantasie, è normale, ma il modo in cui le gestisce—soprattutto se coinvolge amiche o sconosciute—può essere un segnale di mancanza di rispetto verso di te e la vostra relazione.
Il comportamento che descrivi, come il flirtare online o il conservare foto di altre donne, può essere visto come una mancanza di confini chiari nella relazione. Non è necessariamente "normale" se ti fa sentire a disagio o tradita. Ogni coppia ha i propri limiti e aspettative, ma ciò che conta è che entrambi siate d'accordo su cosa è accettabile e cosa no.Valuta la sincerità delle sue scuse
Il fatto che lui abbia ammesso l'errore e voglia andare da uno psicologo è un segnale positivo, ma è importante osservare se queste scuse si traducono in un cambiamento concreto nel suo comportamento.
Comunica i tuoi limiti. È fondamentale che tu esprima chiaramente cosa ti fa sentire rispettata e cosa invece mina la tua fiducia. Ad esempio, potresti dirgli: "Ho bisogno di sapere che la nostra relazione è basata su rispetto e trasparenza. Questo tipo di comportamento mi fa sentire insicura e non rispettata."
Prenditi cura di te stessa. Le difficoltà fisiche che hai menzionato meritano attenzione e supporto. Se le visite ginecologiche sono state traumatiche, potresti considerare di cercare un professionista che si occupi di salute intima con un approccio più empatico e delicato. Anche un supporto psicologico per te stessa potrebbe aiutarti a elaborare le emozioni che stai vivendo.
Rifletti sulla relazione. Chiediti: questa relazione ti fa sentire valorizzata e rispettata? Se la risposta è no, potrebbe essere il momento di riflettere su cosa desideri davvero per il tuo futuro. Non devi prendere una decisione affrettata, ma è importante ascoltare i tuoi bisogni.
Quello che stai vivendo è difficile, ma il fatto che tu stia cercando di affrontarlo dimostra grande forza. Se vuoi approfondire o hai bisogno di ulteriore supporto, sono qui per te.
Dott.ssa Antonella Bellanzon
Buonasera,
grazie per aver condiviso una parte così intima e delicata della sua storia. Le emozioni che descrive — dalla rabbia iniziale alla delusione e al senso di vuoto — raccontano molto della fatica che sta attraversando, ma anche del suo desiderio di chiarezza e autenticità nella relazione. In questa situazione emergono in modo importante i temi della fiducia, dell'insicurezza di sé e della coppia. Per quanto riguarda quest'ultima la inviterei a chiedersi come viene vissuta la fiducia nella coppia e quali strategie vengono messe in campo per far fronte alle difficoltà. Per quanto riguarda se stessa, il suo disorientamento è legittimo, ma può anche essere un momento di svolta per capire cosa vuole davvero, che tipo di relazione desidera, e cosa è disposta (o non più disposta) a tollerare.
Se sente che questo momento la mette davanti a domande difficili, potrebbe anche valutare un percorso personale.
Le auguro che da questa confusione possa nascere una maggiore chiarezza su di sé, sui suoi bisogni e sui suoi confini.
Un caro saluto
grazie per aver condiviso una parte così intima e delicata della sua storia. Le emozioni che descrive — dalla rabbia iniziale alla delusione e al senso di vuoto — raccontano molto della fatica che sta attraversando, ma anche del suo desiderio di chiarezza e autenticità nella relazione. In questa situazione emergono in modo importante i temi della fiducia, dell'insicurezza di sé e della coppia. Per quanto riguarda quest'ultima la inviterei a chiedersi come viene vissuta la fiducia nella coppia e quali strategie vengono messe in campo per far fronte alle difficoltà. Per quanto riguarda se stessa, il suo disorientamento è legittimo, ma può anche essere un momento di svolta per capire cosa vuole davvero, che tipo di relazione desidera, e cosa è disposta (o non più disposta) a tollerare.
Se sente che questo momento la mette davanti a domande difficili, potrebbe anche valutare un percorso personale.
Le auguro che da questa confusione possa nascere una maggiore chiarezza su di sé, sui suoi bisogni e sui suoi confini.
Un caro saluto
Buonasera, immagino la sua non sia una situazione facile e se vuole sono qua per esserle di supporto. Per quel poco, se non niente, che conosco posso pensare che il suo compagno abbia semplicemente fatto una cosa non soppesando la reazione e la gravità. Detto ciò penso che ognuno di noi possa sbagliare ed è bello che lui se ne stia rendendo conto. Per la situazione invece intima che avete potrei consigliare anche una terapia di coppia o di confrontarsi col suo compagno per capire se e fin dove lo trova un problema o un limite. La sento anche molto confusa per la sua azione e preoccupata, può valutare lei se considera la relazione ancora importante o se il fatto la porterà ad una conclusione.
Spero di averle dato qualche spunto e rimango a disposizione.
Dott.ssa Casumaro Giada
Spero di averle dato qualche spunto e rimango a disposizione.
Dott.ssa Casumaro Giada
Buongiorno gentile utente e grazie per essersi aperta confidando le sue preoccupazioni.
Quanto da lei raccontato potrebbe rappresentare sia un allarme per il rapporto di coppia sia una fantasiosa evasione dalla quotidianità.
Non disponiamo di elementi per indagare ulteriormente in quale situazione ci troviamo ma, indubbiamente, il fatto rappresenta una buona opportunità per indagare le motivazioni che inducono il suo compagno a certi comportamenti.
Probabilmente l'indagine da lei condotta in autonomia può essere stata eccessivamente intrusiva e tale da fare sentire il suo compagno sotto accusa e soprattutto giudicato.
Se parlare tra voi apertamente di un argomento così sensibile può rappresentare un problema, potreste prendere in considerazione l'idea di farvi aiutare da un professionista per non ritrovarvi all'interno di un circolo vizioso fatto di accuse, difese ed incomunicabilità.
A disposizione
Dott. Marco Albertoni
Quanto da lei raccontato potrebbe rappresentare sia un allarme per il rapporto di coppia sia una fantasiosa evasione dalla quotidianità.
Non disponiamo di elementi per indagare ulteriormente in quale situazione ci troviamo ma, indubbiamente, il fatto rappresenta una buona opportunità per indagare le motivazioni che inducono il suo compagno a certi comportamenti.
Probabilmente l'indagine da lei condotta in autonomia può essere stata eccessivamente intrusiva e tale da fare sentire il suo compagno sotto accusa e soprattutto giudicato.
Se parlare tra voi apertamente di un argomento così sensibile può rappresentare un problema, potreste prendere in considerazione l'idea di farvi aiutare da un professionista per non ritrovarvi all'interno di un circolo vizioso fatto di accuse, difese ed incomunicabilità.
A disposizione
Dott. Marco Albertoni
Credo che tu abbia fatto bene a farti delle domande, anche se sei confusa e delusa. Non c’è nulla di “normale” nel salvare la foto di un’amica senza il suo consenso, tanto più se la foto ha un contenuto o un’intenzione ambigua.
Il fatto che lui abbia minimizzato, che abbia dovuto essere “messo alle strette” per dire la verità e correre ai ripari, è un campanello d’allarme importante. Non stiamo parlando di una piccola leggerezza, ma di una dinamica che riguarda rispetto, trasparenza e maturità affettiva.
Hai anche avuto l’onestà di riconoscere la tua parte – l’aver reagito con rabbia – ma è importante non usare questo per colpevolizzarti, quando ci si sente traditi o svalutati, è naturale reagire con forza. Il problema non è stato il tono con cui hai posto la domanda, ma perché sei stata costretta a farla.
La tua sofferenza fisica e psicologica nell’ambito dell’intimità è reale, complessa e merita anch’essa un ascolto profondo e privo di giudizio. Il vaginismo, le infezioni ricorrenti, le esperienze ginecologiche traumatiche, sono tutte esperienze che non possono essere ignorate o “superate” con facilità, né tantomeno dovrebbero essere un alibi per giustificare comportamenti ambigui o mancanti di rispetto da parte del partner. La comprensione in una coppia non si misura su quanto “si chiude un occhio”, ma su quanto si riesce a restare empatici e presenti anche nelle difficoltà.
Il fatto che lui oggi si scusi e parli di psicoterapia può essere un segnale, ma deve essere accompagnato da azioni concrete e costanti.
La sensazione di vuoto che avverti oggi è del tutto naturale. Quando ci si rende conto che l’immagine che si aveva dell’altro inizia a sgretolarsi, crollano anche una parte delle sicurezze che ci si era costruiti, ma ti invito a pensare a quel vuoto come uno spazio nuovo, uno spazio tuo, da riempire con ciò che desideri davvero: rispetto, reciprocità, e una relazione costruita su una base sana.
Un percorso psicologico, in questo momento, potrebbe essere prezioso per te. Non per capire cosa fare di lui, ma per rimettere al centro te stessa: i tuoi bisogni, le tue ferite (anche fisiche), il tuo valore e la tua voce.
Resto a disposizione su Roma ed online, un caro saluto!
Il fatto che lui abbia minimizzato, che abbia dovuto essere “messo alle strette” per dire la verità e correre ai ripari, è un campanello d’allarme importante. Non stiamo parlando di una piccola leggerezza, ma di una dinamica che riguarda rispetto, trasparenza e maturità affettiva.
Hai anche avuto l’onestà di riconoscere la tua parte – l’aver reagito con rabbia – ma è importante non usare questo per colpevolizzarti, quando ci si sente traditi o svalutati, è naturale reagire con forza. Il problema non è stato il tono con cui hai posto la domanda, ma perché sei stata costretta a farla.
La tua sofferenza fisica e psicologica nell’ambito dell’intimità è reale, complessa e merita anch’essa un ascolto profondo e privo di giudizio. Il vaginismo, le infezioni ricorrenti, le esperienze ginecologiche traumatiche, sono tutte esperienze che non possono essere ignorate o “superate” con facilità, né tantomeno dovrebbero essere un alibi per giustificare comportamenti ambigui o mancanti di rispetto da parte del partner. La comprensione in una coppia non si misura su quanto “si chiude un occhio”, ma su quanto si riesce a restare empatici e presenti anche nelle difficoltà.
Il fatto che lui oggi si scusi e parli di psicoterapia può essere un segnale, ma deve essere accompagnato da azioni concrete e costanti.
La sensazione di vuoto che avverti oggi è del tutto naturale. Quando ci si rende conto che l’immagine che si aveva dell’altro inizia a sgretolarsi, crollano anche una parte delle sicurezze che ci si era costruiti, ma ti invito a pensare a quel vuoto come uno spazio nuovo, uno spazio tuo, da riempire con ciò che desideri davvero: rispetto, reciprocità, e una relazione costruita su una base sana.
Un percorso psicologico, in questo momento, potrebbe essere prezioso per te. Non per capire cosa fare di lui, ma per rimettere al centro te stessa: i tuoi bisogni, le tue ferite (anche fisiche), il tuo valore e la tua voce.
Resto a disposizione su Roma ed online, un caro saluto!
salve, la tua reazione è stata comandata dallo sgomento di quell'evento quindi è normale poi certo se ne fa uso improprio è illegale perchè non ha avuto il consenso dell'amica e oltrettutto è il tuo fidanzato .
per il vaginismo consiglio una ginecologa formata in questo per lei perchè andare alla cieca provoca ancora più disagio in lei.
bene che lui abbia intrapreso un percorso.
grazie
per il vaginismo consiglio una ginecologa formata in questo per lei perchè andare alla cieca provoca ancora più disagio in lei.
bene che lui abbia intrapreso un percorso.
grazie
Amare dovrebbe dare serenità. Fidarsi ed affidarsi sono fondamentali.
Interessante e molto attuale la sua domanda. Lo ha scritto anche Lei che non è aggredendo e accusando che si superano i problemi,anzi si rischia di ingigantirli e di rovinare quel miracolo che avete fatto. Riuscire a rimanere in una relazione affettiva per anni e trasformare una relazione virtuale in una convivenza non è cosa da sottovalutare. Questo rapporto si è alimentato almeno all’inizio delle vostre reciproche fantasie che non si sono spente,fortunatamente. Quando vuole mi contatti pure. Buona serata
Buongiorno,
comprendo bene la sua delusione e la confusione: ha fatto un grande investimento emotivo, cambiando città e adattandosi a una nuova vita per questa relazione.
Forse, più che chiedersi se un comportamento sia “normale”, è importante chiedersi come l’ha fatta sentire.
Questa potrebbe essere un’occasione per fermarsi a riflettere su cosa desidera davvero da una relazione e su quali comportamenti sono per lei accettabili, e quali invece le creano disagio. Conoscere meglio i propri confini può aiutarla a parlarne con il suo partner in modo più chiaro e tutelare il suo benessere.
Resto a disposizione, saluti Dott.ssa Elena Dati
comprendo bene la sua delusione e la confusione: ha fatto un grande investimento emotivo, cambiando città e adattandosi a una nuova vita per questa relazione.
Forse, più che chiedersi se un comportamento sia “normale”, è importante chiedersi come l’ha fatta sentire.
Questa potrebbe essere un’occasione per fermarsi a riflettere su cosa desidera davvero da una relazione e su quali comportamenti sono per lei accettabili, e quali invece le creano disagio. Conoscere meglio i propri confini può aiutarla a parlarne con il suo partner in modo più chiaro e tutelare il suo benessere.
Resto a disposizione, saluti Dott.ssa Elena Dati
Ciao,
prima di tutto, voglio ringraziarti per aver condiviso qualcosa di così intimo e complesso. Scrivere tutto questo richiede coraggio e consapevolezza, e già il modo in cui hai raccontato la tua storia dimostra che stai cercando di capire davvero cosa è giusto per te, cosa meriti e come tutelarti.
Voglio partire da un punto importante: **la tua reazione non è “sbagliata”, è umana**. Quando ci sentiamo tradite nella fiducia, svalutate o prese in giro, soprattutto da chi amiamo, può emergere la rabbia. Non giustifica magari i toni, ma spiega il dolore che c'è sotto. E tu questo dolore lo hai espresso, e hai anche saputo riconoscere il tuo modo di reagire: questa è già una forma di maturità emotiva.
Ora veniamo alla situazione che stai vivendo.
Confusione, rabbia, vuoto: sono tutti segnali
Sono reazioni normali quando si ha la sensazione di essere tradite non solo nei fatti, ma **nei valori**. Il fatto che lui abbia salvato (senza consenso) la foto di un’amica e abbia avuto difficoltà ad ammetterlo, minimizzando l’accaduto, è un comportamento che parla più del suo bisogno di controllo e desiderio, che di un sano rapporto di coppia.
Hai detto una cosa molto importante: *“Pensavo fossero cose scontate, senza scomodare la sua amica.”*
E hai ragione. In una relazione sana, il rispetto dell’altro – ma anche delle altre persone coinvolte indirettamente – dovrebbe essere alla base, senza bisogno di spiegazioni.
E il tuo corpo, la tua intimità?
Affronti una difficoltà importante e delicata, come il vaginismo e il dolore fisico durante i rapporti. Questo non è un "problema tuo", ma una parte della tua storia che ha bisogno di essere accolta **con delicatezza, rispetto e supporto psicologico e medico**, non con vergogna o pressione. Se da parte del partner non c’è comprensione, ma invece si cerca "compensazione" altrove in modo disonesto, allora il problema si sposta sul piano del rispetto emotivo.
> Una relazione non dovrebbe farti sentire "inadeguata", ma al sicuro.
Un consiglio da psicologa
Ti invito a fermarti un attimo e farti queste domande:
1. **Mi sento vista, accolta e rispettata da questa persona per ciò che sono, anche con le mie fragilità?**
2. **Sento che, quando c’è un conflitto, siamo capaci di crescere insieme o tutto si risolve solo dopo che ho "alzato la voce"?**
3. **Mi sento libera di esprimere disagio, desideri e confini senza paura di essere sminuita o accusata di esagerare?**
Se le risposte non sono rassicuranti, può essere il momento giusto per pensare a un tuo percorso personale. Un percorso psicologico tutto tuo — non solo per affrontare l'intimità o il vaginismo, ma anche per ritrovare quel centro emotivo che ora sembra scivolare via nel vuoto che descrivi.
Lui dice che andrà da uno psicologo…
Può essere un passo importante, ma non è una garanzia. L’intenzione è positiva, ma **è il cambiamento concreto nei comportamenti e nel rispetto reciproco** a dirci se davvero ci si può ricostruire qualcosa insieme.
Con affetto e professionalità,
*una psicologa che ti ascolta e ti crede*
Se vuoi, possiamo approfondire anche il tema del vaginismo da un punto di vista psicologico e delle strategie che esistono per affrontarlo con più dolcezza e meno trauma.
prima di tutto, voglio ringraziarti per aver condiviso qualcosa di così intimo e complesso. Scrivere tutto questo richiede coraggio e consapevolezza, e già il modo in cui hai raccontato la tua storia dimostra che stai cercando di capire davvero cosa è giusto per te, cosa meriti e come tutelarti.
Voglio partire da un punto importante: **la tua reazione non è “sbagliata”, è umana**. Quando ci sentiamo tradite nella fiducia, svalutate o prese in giro, soprattutto da chi amiamo, può emergere la rabbia. Non giustifica magari i toni, ma spiega il dolore che c'è sotto. E tu questo dolore lo hai espresso, e hai anche saputo riconoscere il tuo modo di reagire: questa è già una forma di maturità emotiva.
Ora veniamo alla situazione che stai vivendo.
Confusione, rabbia, vuoto: sono tutti segnali
Sono reazioni normali quando si ha la sensazione di essere tradite non solo nei fatti, ma **nei valori**. Il fatto che lui abbia salvato (senza consenso) la foto di un’amica e abbia avuto difficoltà ad ammetterlo, minimizzando l’accaduto, è un comportamento che parla più del suo bisogno di controllo e desiderio, che di un sano rapporto di coppia.
Hai detto una cosa molto importante: *“Pensavo fossero cose scontate, senza scomodare la sua amica.”*
E hai ragione. In una relazione sana, il rispetto dell’altro – ma anche delle altre persone coinvolte indirettamente – dovrebbe essere alla base, senza bisogno di spiegazioni.
E il tuo corpo, la tua intimità?
Affronti una difficoltà importante e delicata, come il vaginismo e il dolore fisico durante i rapporti. Questo non è un "problema tuo", ma una parte della tua storia che ha bisogno di essere accolta **con delicatezza, rispetto e supporto psicologico e medico**, non con vergogna o pressione. Se da parte del partner non c’è comprensione, ma invece si cerca "compensazione" altrove in modo disonesto, allora il problema si sposta sul piano del rispetto emotivo.
> Una relazione non dovrebbe farti sentire "inadeguata", ma al sicuro.
Un consiglio da psicologa
Ti invito a fermarti un attimo e farti queste domande:
1. **Mi sento vista, accolta e rispettata da questa persona per ciò che sono, anche con le mie fragilità?**
2. **Sento che, quando c’è un conflitto, siamo capaci di crescere insieme o tutto si risolve solo dopo che ho "alzato la voce"?**
3. **Mi sento libera di esprimere disagio, desideri e confini senza paura di essere sminuita o accusata di esagerare?**
Se le risposte non sono rassicuranti, può essere il momento giusto per pensare a un tuo percorso personale. Un percorso psicologico tutto tuo — non solo per affrontare l'intimità o il vaginismo, ma anche per ritrovare quel centro emotivo che ora sembra scivolare via nel vuoto che descrivi.
Lui dice che andrà da uno psicologo…
Può essere un passo importante, ma non è una garanzia. L’intenzione è positiva, ma **è il cambiamento concreto nei comportamenti e nel rispetto reciproco** a dirci se davvero ci si può ricostruire qualcosa insieme.
Con affetto e professionalità,
*una psicologa che ti ascolta e ti crede*
Se vuoi, possiamo approfondire anche il tema del vaginismo da un punto di vista psicologico e delle strategie che esistono per affrontarlo con più dolcezza e meno trauma.
Gentile utente,
innanzitutto, grazie per aver raccontato con così tanta sincerità il momento difficile che sta vivendo. Le sue parole fanno emergere un intenso intreccio di emozioni: delusione, rabbia, senso di colpa, tristezza, confusione. Tutte emozioni legittime e comprensibili alla luce della situazione.
Una relazione che nasce e cresce nel tempo, fino a portare a un trasferimento e alla condivisione quotidiana della vita, comporta un grande investimento affettivo ed emotivo. È naturale, quindi, che comportamenti del partner percepiti come ambigui o irrispettosi possano portare a un forte senso di smarrimento e mettere in discussione la fiducia e il valore della relazione stessa. Quindi anche la sua reazione così "calda" è comprensibile, essendo dettata dalla paura che ci possa essere la possibilità di una rottura della relazione, anche a fronte dell'insicurezza e del senso di colpa che sente di provare in merito ai suoi problemi fisici.
Il passo più utile per la coppia sarebbe parlare di quello che è successo in maniera sincera, chiara, onesta e intima, portando sul tavolo del confronto le proprie paure e insicurezze. Questo potrebbe portare ad una maggiore vicinanza, oltre che alla comprensione uno dell'altra. E' comunque necessario, da parte sua, comprendere come mai il suo compagno faccia questi gesti.
Se ciò non bastasse, l'ideale sarebbe parlare entrambi davanti ad un professionista (psicologo o psicoterapeuta).
Spero che le possa essere stata d'aiuto.
Dott.ssa Laura Verbena
innanzitutto, grazie per aver raccontato con così tanta sincerità il momento difficile che sta vivendo. Le sue parole fanno emergere un intenso intreccio di emozioni: delusione, rabbia, senso di colpa, tristezza, confusione. Tutte emozioni legittime e comprensibili alla luce della situazione.
Una relazione che nasce e cresce nel tempo, fino a portare a un trasferimento e alla condivisione quotidiana della vita, comporta un grande investimento affettivo ed emotivo. È naturale, quindi, che comportamenti del partner percepiti come ambigui o irrispettosi possano portare a un forte senso di smarrimento e mettere in discussione la fiducia e il valore della relazione stessa. Quindi anche la sua reazione così "calda" è comprensibile, essendo dettata dalla paura che ci possa essere la possibilità di una rottura della relazione, anche a fronte dell'insicurezza e del senso di colpa che sente di provare in merito ai suoi problemi fisici.
Il passo più utile per la coppia sarebbe parlare di quello che è successo in maniera sincera, chiara, onesta e intima, portando sul tavolo del confronto le proprie paure e insicurezze. Questo potrebbe portare ad una maggiore vicinanza, oltre che alla comprensione uno dell'altra. E' comunque necessario, da parte sua, comprendere come mai il suo compagno faccia questi gesti.
Se ciò non bastasse, l'ideale sarebbe parlare entrambi davanti ad un professionista (psicologo o psicoterapeuta).
Spero che le possa essere stata d'aiuto.
Dott.ssa Laura Verbena
Comprendo appieno il suo smarrimento e la sua delusione di fronte a questa situazione complessa. È naturale sentirsi confuse e ferite quando si scoprono comportamenti che minano la fiducia all'interno di una relazione, soprattutto dopo un percorso significativo come il vostro.
La sua reazione di rabbia, sebbene lei la riconosca come inappropriata, emerge da un senso di tradimento e dalla riattivazione di dinamiche problematiche pregresse. Il fatto che non sia la prima volta che lei percepisce un suo "cascamorto" online acuisce la sua preoccupazione e la porta a interrogarsi sulla solidità del vostro legame e sul suo rispetto nei suoi confronti.
La questione dello screenshot alla foto dell'amica, al di là dell'aspetto legale che lei giustamente sottolinea, introduce un elemento di invasione della privacy e di oggettivazione che può generare profondo disagio in chi lo subisce. La reticenza iniziale di lui nel rispondere alla sua domanda e la successiva ammissione forzata non fanno che alimentare i suoi dubbi sulla sua trasparenza e sulla sua capacità di empatia.
Parallelamente, la sua sofferenza legata al vaginismo, alle infezioni ricorrenti e ai dolori durante i rapporti intimi rappresenta una sfida importante per la vostra relazione a livello fisico ed emotivo. Comprendo quanto possa essere frustrante e doloroso aver intrapreso percorsi medici che si sono rivelati traumatici. È plausibile che questa difficoltà influenzi anche la sfera dei desideri e delle fantasie del suo compagno. Tuttavia, la direzione di queste fantasie verso persone conosciute e, in particolare, verso un'amica, introduce un elemento di ambiguità e di potenziale minaccia per la vostra intimità e fiducia reciproca.
È importante distinguere tra il mondo interiore delle fantasie, che in sé non sono patologiche, e i comportamenti concreti che possono ledere il rispetto e la fiducia all'interno della coppia. Il confine tra ciò che è privato e ciò che sconfina nel mancato rispetto dell'altro è delicato e va negoziato apertamente all'interno della relazione.
La sua sensazione di "vuoto" dopo l'esplosione di rabbia è una reazione comune quando ci si confronta con una delusione profonda. Indica un processo di elaborazione emotiva in corso e la necessità di dare un significato a quanto accaduto.
L'apertura del suo compagno nel riconoscere il suo errore e la sua disponibilità a intraprendere un percorso psicologico sono segnali potenzialmente positivi. Tuttavia, è fondamentale che questo desiderio di cambiamento sia autentico e motivato da una reale consapevolezza dell'impatto del suo comportamento su di lei e sulla vostra relazione.
In questo momento, è importante che lei si prenda cura di sé, ascoltando le sue emozioni e i suoi bisogni. Potrebbe essere utile per lei esplorare ulteriormente i suoi vissuti e le sue aspettative all'interno della relazione, magari anche attraverso un supporto psicologico individuale. Questo potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi sentimenti, a elaborare la delusione e a definire i suoi limiti all'interno della coppia.
La strada da percorrere per ricostruire la fiducia e ritrovare un equilibrio nella vostra relazione richiederà un dialogo aperto e sincero, basato sul rispetto reciproco e sulla volontà di entrambi di affrontare le dinamiche sottostanti.
La sua reazione di rabbia, sebbene lei la riconosca come inappropriata, emerge da un senso di tradimento e dalla riattivazione di dinamiche problematiche pregresse. Il fatto che non sia la prima volta che lei percepisce un suo "cascamorto" online acuisce la sua preoccupazione e la porta a interrogarsi sulla solidità del vostro legame e sul suo rispetto nei suoi confronti.
La questione dello screenshot alla foto dell'amica, al di là dell'aspetto legale che lei giustamente sottolinea, introduce un elemento di invasione della privacy e di oggettivazione che può generare profondo disagio in chi lo subisce. La reticenza iniziale di lui nel rispondere alla sua domanda e la successiva ammissione forzata non fanno che alimentare i suoi dubbi sulla sua trasparenza e sulla sua capacità di empatia.
Parallelamente, la sua sofferenza legata al vaginismo, alle infezioni ricorrenti e ai dolori durante i rapporti intimi rappresenta una sfida importante per la vostra relazione a livello fisico ed emotivo. Comprendo quanto possa essere frustrante e doloroso aver intrapreso percorsi medici che si sono rivelati traumatici. È plausibile che questa difficoltà influenzi anche la sfera dei desideri e delle fantasie del suo compagno. Tuttavia, la direzione di queste fantasie verso persone conosciute e, in particolare, verso un'amica, introduce un elemento di ambiguità e di potenziale minaccia per la vostra intimità e fiducia reciproca.
È importante distinguere tra il mondo interiore delle fantasie, che in sé non sono patologiche, e i comportamenti concreti che possono ledere il rispetto e la fiducia all'interno della coppia. Il confine tra ciò che è privato e ciò che sconfina nel mancato rispetto dell'altro è delicato e va negoziato apertamente all'interno della relazione.
La sua sensazione di "vuoto" dopo l'esplosione di rabbia è una reazione comune quando ci si confronta con una delusione profonda. Indica un processo di elaborazione emotiva in corso e la necessità di dare un significato a quanto accaduto.
L'apertura del suo compagno nel riconoscere il suo errore e la sua disponibilità a intraprendere un percorso psicologico sono segnali potenzialmente positivi. Tuttavia, è fondamentale che questo desiderio di cambiamento sia autentico e motivato da una reale consapevolezza dell'impatto del suo comportamento su di lei e sulla vostra relazione.
In questo momento, è importante che lei si prenda cura di sé, ascoltando le sue emozioni e i suoi bisogni. Potrebbe essere utile per lei esplorare ulteriormente i suoi vissuti e le sue aspettative all'interno della relazione, magari anche attraverso un supporto psicologico individuale. Questo potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi sentimenti, a elaborare la delusione e a definire i suoi limiti all'interno della coppia.
La strada da percorrere per ricostruire la fiducia e ritrovare un equilibrio nella vostra relazione richiederà un dialogo aperto e sincero, basato sul rispetto reciproco e sulla volontà di entrambi di affrontare le dinamiche sottostanti.
Buongiorno gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso con sincerità e profondità una situazione che, da quanto emerge, la sta facendo soffrire sotto diversi punti di vista. Comprendo bene quanto possa essere disorientante vivere un momento così complesso, in cui si intrecciano fiducia, intimità, aspettative deluse e il bisogno, del tutto legittimo, di sentirsi rispettata e riconosciuta all’interno della relazione.
Il comportamento del suo compagno, che lei stessa definisce come immaturo e poco trasparente, ha evidentemente minato la base di fiducia tra voi. La sua reazione, anche se lei la definisce “un’aggressione”, sembra essere nata non tanto dalla singola azione, quanto da una storia già carica di ambiguità e frustrazione. In questi casi, è comune che l'emotività superi il controllo, soprattutto se ci si è sentiti a lungo invalidati o poco ascoltati. Non giustifico ovviamente l’aggressività, ma la comprendo nel contesto.
D’altra parte, il gesto del suo compagno (il salvataggio dello screenshot) non può essere semplicemente sminuito come un comportamento “normale”, soprattutto se ripetuto nel tempo e accompagnato da atteggiamenti ambigui online. Non si tratta solo di gelosia o insicurezza da parte sua, ma di una necessità reale di chiarezza e sicurezza emotiva. Il fatto che lei senta il bisogno di chiedersi se sia “matto” o se stia esagerando indica quanto profondamente si stia mettendo in discussione, a fronte di comportamenti che, invece, dovrebbero essere chiariti e affrontati insieme, con maturità.
Il suo vissuto di difficoltà a livello intimo merita un'attenzione particolare e delicata. Il vaginismo e i dolori che descrive, spesso accompagnati da esperienze ginecologiche traumatiche, non sono solo una questione “fisica”, ma coinvolgono tutta la sfera della sicurezza, del corpo e della relazione. È fondamentale che il partner sia accogliente e rispettoso, che non faccia pressione né cerchi compensazioni altrove senza trasparenza. Quando ciò non accade, il rischio è che la donna si senta “difettosa” o inadeguata, quando in realtà il suo corpo sta solo esprimendo un disagio profondo, che merita attenzione, non colpevolizzazione.
La sensazione di vuoto che sta provando ora è comprensibile: arriva quando crolla un’immagine che si era costruita, o un’idea di stabilità che forse faticava a consolidarsi anche prima. Le scuse del suo compagno, l’intenzione di andare in terapia, sono passi positivi, ma non devono essere letti come garanzie. Piuttosto, potrebbero rappresentare un punto di partenza, a patto che lei senta davvero la volontà di dare ancora fiducia, e che questa fiducia venga sostenuta da comportamenti concreti e coerenti nel tempo.
Credo che possa esserle utile, in questa fase, prendersi uno spazio personale di riflessione, magari anche con un supporto professionale, per rimettere al centro non solo ciò che “è giusto” o “è normale”, ma ciò che per lei è sano, sicuro, e degno di essere vissuto. Non è mai troppo chiedere rispetto, chiarezza e reciprocità emotiva.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Il comportamento del suo compagno, che lei stessa definisce come immaturo e poco trasparente, ha evidentemente minato la base di fiducia tra voi. La sua reazione, anche se lei la definisce “un’aggressione”, sembra essere nata non tanto dalla singola azione, quanto da una storia già carica di ambiguità e frustrazione. In questi casi, è comune che l'emotività superi il controllo, soprattutto se ci si è sentiti a lungo invalidati o poco ascoltati. Non giustifico ovviamente l’aggressività, ma la comprendo nel contesto.
D’altra parte, il gesto del suo compagno (il salvataggio dello screenshot) non può essere semplicemente sminuito come un comportamento “normale”, soprattutto se ripetuto nel tempo e accompagnato da atteggiamenti ambigui online. Non si tratta solo di gelosia o insicurezza da parte sua, ma di una necessità reale di chiarezza e sicurezza emotiva. Il fatto che lei senta il bisogno di chiedersi se sia “matto” o se stia esagerando indica quanto profondamente si stia mettendo in discussione, a fronte di comportamenti che, invece, dovrebbero essere chiariti e affrontati insieme, con maturità.
Il suo vissuto di difficoltà a livello intimo merita un'attenzione particolare e delicata. Il vaginismo e i dolori che descrive, spesso accompagnati da esperienze ginecologiche traumatiche, non sono solo una questione “fisica”, ma coinvolgono tutta la sfera della sicurezza, del corpo e della relazione. È fondamentale che il partner sia accogliente e rispettoso, che non faccia pressione né cerchi compensazioni altrove senza trasparenza. Quando ciò non accade, il rischio è che la donna si senta “difettosa” o inadeguata, quando in realtà il suo corpo sta solo esprimendo un disagio profondo, che merita attenzione, non colpevolizzazione.
La sensazione di vuoto che sta provando ora è comprensibile: arriva quando crolla un’immagine che si era costruita, o un’idea di stabilità che forse faticava a consolidarsi anche prima. Le scuse del suo compagno, l’intenzione di andare in terapia, sono passi positivi, ma non devono essere letti come garanzie. Piuttosto, potrebbero rappresentare un punto di partenza, a patto che lei senta davvero la volontà di dare ancora fiducia, e che questa fiducia venga sostenuta da comportamenti concreti e coerenti nel tempo.
Credo che possa esserle utile, in questa fase, prendersi uno spazio personale di riflessione, magari anche con un supporto professionale, per rimettere al centro non solo ciò che “è giusto” o “è normale”, ma ciò che per lei è sano, sicuro, e degno di essere vissuto. Non è mai troppo chiedere rispetto, chiarezza e reciprocità emotiva.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Buongiorno,
all'interno di questa richiesta sorgono diverse questioni che si potrebbero approfondire.
Potrebbe essere costruttivo che vi creiate un momento in un contesto privato e non giudicante per affrontare il discorso, in modo da poter capire cosa si cela dietro questo suo comportamento, se sono presenti "condizioni" del vostro vissuto come coppia che è utile affrontare (tra cui le sue problematiche intime, che non la devono mettere in una situazione di colpa o giustificazione per eventuali comportamenti altrui), parlare di come ci si sente e che lavoro insieme si può fare per migliorare il vostro benessere, come singoli e come coppia.
Provare a creare uno spazio intimo di comunicazione potrà permettervi di mettere al centro i vostri stati d'animo, pensieri e i comportamenti che ne conseguono, vi darete la possibilità di aiutarvi - tra di voi o con l'aiuto di uno psicologo. Specialmente nel momento in cui un comportamento potenzialmente distruttivo per la coppia diventa "abitudinario", aumentando quindi l'importanza di un intervento.
Seppur per ogni cultura esistano modi di vivere l'affettività e la sessualità con sfumature diverse, mi asterrei da un giudizio generale culturale, tuttavia - dal momento che in questi episodi vengono coinvolte persone terze senza consenso - affrontare la questione nell'immediato e richiedere aiuto, se necessario, risultano essere una priorità.
all'interno di questa richiesta sorgono diverse questioni che si potrebbero approfondire.
Potrebbe essere costruttivo che vi creiate un momento in un contesto privato e non giudicante per affrontare il discorso, in modo da poter capire cosa si cela dietro questo suo comportamento, se sono presenti "condizioni" del vostro vissuto come coppia che è utile affrontare (tra cui le sue problematiche intime, che non la devono mettere in una situazione di colpa o giustificazione per eventuali comportamenti altrui), parlare di come ci si sente e che lavoro insieme si può fare per migliorare il vostro benessere, come singoli e come coppia.
Provare a creare uno spazio intimo di comunicazione potrà permettervi di mettere al centro i vostri stati d'animo, pensieri e i comportamenti che ne conseguono, vi darete la possibilità di aiutarvi - tra di voi o con l'aiuto di uno psicologo. Specialmente nel momento in cui un comportamento potenzialmente distruttivo per la coppia diventa "abitudinario", aumentando quindi l'importanza di un intervento.
Seppur per ogni cultura esistano modi di vivere l'affettività e la sessualità con sfumature diverse, mi asterrei da un giudizio generale culturale, tuttavia - dal momento che in questi episodi vengono coinvolte persone terze senza consenso - affrontare la questione nell'immediato e richiedere aiuto, se necessario, risultano essere una priorità.
Gentile utente,
Capisco quanto questa situazione possa averla ferita e confusa. È comprensibile sentirsi delusa quando emergono comportamenti che mettono in discussione la fiducia. È positivo che il suo compagno si sia scusato e abbia espresso l’intenzione di rivolgersi a uno psicologo, ma è altrettanto importante che lei rifletta su cosa desidera davvero dalla relazione e su come sentirsi rispettata.
Anche le sue difficoltà intime meritano attenzione e cura: affrontarle con un professionista potrebbe aiutarla a trovare maggiore serenità con se stessa e nella coppia. Si prenda il tempo necessario per capire se questa relazione le offre ciò di cui ha bisogno.
Se avesse bisogno di un confronto o di un supporto, rimango a sua disposizione.
Un caro saluto,
Chiara Lisa Lovati
Capisco quanto questa situazione possa averla ferita e confusa. È comprensibile sentirsi delusa quando emergono comportamenti che mettono in discussione la fiducia. È positivo che il suo compagno si sia scusato e abbia espresso l’intenzione di rivolgersi a uno psicologo, ma è altrettanto importante che lei rifletta su cosa desidera davvero dalla relazione e su come sentirsi rispettata.
Anche le sue difficoltà intime meritano attenzione e cura: affrontarle con un professionista potrebbe aiutarla a trovare maggiore serenità con se stessa e nella coppia. Si prenda il tempo necessario per capire se questa relazione le offre ciò di cui ha bisogno.
Se avesse bisogno di un confronto o di un supporto, rimango a sua disposizione.
Un caro saluto,
Chiara Lisa Lovati
Cara utente, capisco quanto questa situazione la stia mettendo in difficoltà: si toccano temi di confine, rispetto e fiducia, ed è comprensibile che si sia sentita confusa e ferita. La sua reazione nasce da un bisogno di chiarezza e su questo è possibile lavorare.
Le difficoltà sessuali che descrive meritano attenzione; sonno aspetti delicati, che richiedono un lavoro condiviso e uno spazio sicuro in cui poter essere ascoltati.
Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi vissuti, il modo in cui si muove nella relazione e ciò di cui ha bisogno per sentirsi tutelata e rispettata.
Rimango a disposizione per qualsiasi necessità, un caro saluto!
Le difficoltà sessuali che descrive meritano attenzione; sonno aspetti delicati, che richiedono un lavoro condiviso e uno spazio sicuro in cui poter essere ascoltati.
Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi vissuti, il modo in cui si muove nella relazione e ciò di cui ha bisogno per sentirsi tutelata e rispettata.
Rimango a disposizione per qualsiasi necessità, un caro saluto!
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