Esperienze
Il mio percorso è iniziato all’Università di Bologna, dove ho coltivato la mia passione per la psicologia e la ricerca. L’interesse per la musica mi ha portato a Parigi, all’Università di Nanterre, grazie al progetto Erasmus, e successivamente in Belgio e Danimarca per una formazione e un tirocinio pratico nel campo delle neuroscienze della musica.
Rientrata in Italia, ho svolto il tirocinio post laurea presso il Centro Studi e Ricerche in Neuroscienze dell’Università di Bologna. In seguito ho completato un Master in Disturbi e Psicopatologia dello Sviluppo presso l’Università di Padova, lavorando nel supporto a bambini e adolescenti.
Oggi lavoro come consulente in una comunità terapeutica con un modulo dedicato alle doppie diagnosi, un’esperienza che arricchisce la mia pratica clinica ogni giorno.
Il mio approccio si basa sulla costruzione di uno spazio sicuro e di ascolto autentico, dove la relazione diventa il motore del cambiamento. Mi occupo di sostegno alla persona e di percorsi di crescita personale, in particolare in presenza di ansia, depressione e dipendenze.
Aree di competenza principali:
- Psicologia cognitiva
Principali patologie trattate
- Borderline
- Disturbo bipolare
- Depressione
- Crisi
- Tossicodipendenza
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
50 € -
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Consulenza online
50 € -
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Parent training
Da 50 € -
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Psicoterapia individuale
Da 60 € -
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Sostegno psicologico
50 € -
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Indirizzi (2)
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via della Lirica 61, Ravenna 48124
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Recensioni
9 recensioni
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G
G.G.
Sono arrivato dalla Dottoressa in un momento in cui mi sentivo perso e privo di punti di riferimento; conoscendola ho fin da subito sentito di trovarmi nel posto giusto con la persona giusta, in un ambiente accogliente che arricchisce ancor di più il calore che provo ogni settimana. Sono grato di aver iniziato un percorso con la Dottoressa Donati perché la sua empatia e la sua capacità di stare con quello che porto è un qualcosa che mi sta aiutando a ritrovarmi a me stessa ed a stare meglio nelle relazioni che mi circondano. Sarò sempre grato alla Dottoressa.
• Giulia Donati • colloquio psicologico •
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B
Benedetta
Ho iniziato da qualche mese un percorso di crescita personale con la dottoressa Donati: sono davvero soddisfatta delle numerose scoperte che sto facendo grazie al suo aiuto. Sento di star imparando sempre di più ad accogliere e gestire le emozioni, soprattutto quelle spiacevoli. La consiglio caldamente.
• Giulia Donati • colloquio psicologico •
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S
SF
Grazie di cuore, Dott.ssa Donati, per avermi accompagnata in un momento difficile. Il suo ascolto e la sua umanità hanno fatto la differenza. Con lei ho imparato a volermi più bene e ad affrontare la vita con più serenità. La ringrazio ancora tanto
• Giulia Donati • consulenza online •
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C
Clara
Quando ho conosciuto la Dott.ssa, ero stanca, sopraffatta, intrappolata in un’ansia che non mi lasciava respirare. Non credevo che parlare potesse davvero aiutare, ma lei mi ha dimostrato il contrario. Con dolcezza, pazienza e una sensibilità rara, mi ha presa per mano e mi ha insegnato a guardare dentro di me senza paura. Mi ha aiutata a ritrovare forza nei momenti più bui, a dare un nome alle mie emozioni, a non sentirmi più sola. Oggi respiro, sorrido, vivo. E questo, in gran parte, è grazie a lei. Non potrò mai ringraziarla abbastanza.
• Giulia Donati • colloquio psicologico •
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L
Leonardo
Psicologa attenta e competente, sono felice di poter scrivere questa recensione, mi è stata d’aiuto in un momento difficile della mia vita e tornassi indietro farei la stessa scelta, ora mi sento una persona più consapevole e riesco ad affrontare con più serenità le sfide della vita che prima mi opprimevano e mi bloccavano. Entrare nel suo studio mi ha messo subito a mio agio, molto accogliente. Non guardava l’orologio e mi ha dedicato il tempo che ci voleva su ogni argomento. Esperienza molto positiva, la consiglio! Grazie!
• Giulia Donati • psicoterapia individuale •
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E
EB
Empatica,molto preparata professionalmente,attenta
• Giulia Donati • colloquio psicologico •
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D
Dr. Paluzzi Monti
Arrivare da lei è stato un passo difficile, perché fidarmi degli altri non mi è mai riuscito facile. Ma sin dal primo incontro ho percepito una presenza autentica, empatica e mai giudicante. Con delicatezza e rispetto, è riuscita a creare uno spazio sicuro dove finalmente ho potuto aprirmi. Grazie a lei sto imparando a costruire relazioni più sane, a partire da quella con me stessa. Le sarò sempre grata
• Giulia Donati • colloquio psicologico •
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A
Alessandro
Desidero esprimere la mia profonda gratitudine alla Dott.ssa Donati per il percorso fatto insieme. Grazie al suo supporto professionale e umano, ho potuto lavorare su tematiche disfunzionali che condizionavano la mia quotidianità, imparando al tempo stesso a valorizzare le mie qualità personali.
Oggi mi sento finalmente libero di scegliere con consapevolezza e di affrontare le difficoltà della vita con il giusto peso emotivo. Questo cambiamento lo devo anche alla capacità della Dottoressa di accompagnarmi, con empatia e competenza, lungo un cammino di crescita e riscoperta di me stesso.• Giulia Donati • colloquio psicologico •
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B
Benedetta
Davvero un'ottima professionista, sia dal punto di vista didattico che dal punto di vista umano. Ascolta attivamente e mette subito a proprio agio.
• Giulia Donati • colloquio psicologico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 12 domande da parte di pazienti di MioDottore
egregi dottori ho già espresso una domanda circa un avvenimento che mi ha sconvolto la vita e spesso nella risposta mi è stato consigliato di iniziare una terapia di coppia certo che io vorrei e penso anch'io sia giusto iniziare una terapia ma quello che avrei voluto sapere è come convincere mia moglie a iniziare questa terapia in quanto piu volte glielo ho proposto di farci aiutare e seguire da un professionista e lei non mi ha dato mai disponibilità al riguardo. dopo anni di matrimonio ho scoperto che mia moglie aveva una relazione extraconiugale e approfondendo ho scoperto che nello stesso periodo si frequentava con due uomini e sempre approfondendo cercando ho scoperto che in passato aveva avuto un altro paio di relazioni io poi con tutti i disagi che queste scoperte mi hanno portato non ho approfondito ancora anche se dopo che lei avesse smentito mi ha confermato tutto questo avevo scoperto dicendo che non ci fosse null altro da sapere. questo ha portato a un periodo di instabilità di confronti e discussioni perché lei quando parlavamo di cio che era accaduto si sentiva sotto accusa e credeva che il mio bisogno di chiederle conto di perché fosse accaduto tutto ciò lei mi diceva che io le parlavo di questi fatti per apostrofarla anche se non era questo il motivo e piu volte glielo ho detto ma per me era necessario capire il perché fosse accaduto
da questo la nostra relazione si e praticamente distrutta perché nonostante io avessi deciso di andare avanti e non distruggere la nostra famiglia lei mi ha completamente allontanato non capisco il motivo se per vergogna di quello che fossi venuto a sapere o per qual altro motivo ma e diventato impossibile avere un dialogo con lei non dorme più insieme a me le ho detto che se non volesse più stare con me di andare via ma non se ne va e non fa niente per migliorare per superare questo periodo cosa devo fare secondo voi
Gentile utente,
quello che racconta restituisce il peso di un momento profondamente doloroso, fatto di domande che restano senza risposta, senso di smarrimento, e anche un grande sforzo nel cercare di tenere insieme qualcosa che sente importante per lei e per la sua famiglia. La scoperta del tradimento e tutto ciò che ne è seguito sembrano aver avuto un impatto profondo, che ancora oggi si fa sentire nel rapporto, nei tentativi di dialogo, nella distanza che si è creata.
In mezzo a tutto questo, emerge forte il suo desiderio di comprendere, di dare senso a quanto è accaduto, ma anche di non lasciarsi andare alla distruzione di un legame che per lei conta. È come se il bisogno di capire, e forse anche di essere riconosciuto nel proprio dolore, si scontrasse con un muro difficile da oltrepassare.
Lei nomina un sentimento molto umano, ma spesso difficile da affrontare: la vergogna. Se sia questo ciò che tiene sua moglie distante, non possiamo saperlo con certezza, ma resta comunque una chiave importante per avvicinarsi a ciò che sta accadendo, anche dentro di lei. Cosa rappresenta questa vergogna, e dove potrebbe trovare spazio per essere ascoltata, accolta, senza giudizio?
In momenti così complessi, in cui anche il dialogo con l’altro sembra diventare impossibile, può essere utile trovare uno spazio solo per sé, dove poter elaborare con calma e rispetto il dolore, la confusione, la fatica che sta vivendo. Un percorso individuale potrebbe aiutarla a ritrovare un punto fermo da cui guardare a ciò che è accaduto, dare forma alle sue emozioni e orientarsi rispetto alle scelte future.
A volte non possiamo costringere l’altro a intraprendere un cammino insieme, ma possiamo iniziare a prenderci cura della nostra parte nella storia, e da lì forse riaprire possibilità nuove.
Un caro saluto.
Buongiorno
Ho 33 anni.
Una relazione nata online 5 anni fa. Per 4 anni ci siamo visti una volta al mese, ed essendo a distanza a settembre 2024 mi sono trasferita da lui. Trovando un lavoro e adattandomi alla vita insieme alla sua famiglia ( vive con i suoi).
Ho scoperto che lui ha screenshottato la foto di una sua amica. Gli ho detto che oltre che illegale non è da persone sane e mature. Ne è uscita una discussione, lui minimizzando la cosa dicendo che esagero e io aggredendolo ( sbagliando) fin quando alla fatidica domanda " la tua amica SA che l'hai screenshottata e tieni la sua foto nel telefono"? Era evasivo. Messo alle strette con le cattive ha corso ai ripari e ha detto all'amica che aveva fatto ciò. Lei si è sentita a disagio, ovviamente, e l'ha reputata una cosa strana. ( Tra parentesi: lui ha 45 anni, lei 27 e la foto era in una posa carina con un vestito di pizzo). Ora la mia domanda è: io ho sbagliato ad aggredirlo ma è vero anche che non è la prima volta che lo pizzico online a fare il """""" cascamorto"""" con amicizie conosciute online, oppure profili a caso,ma è vero anche che a livello intimo purtroppo non è una cosa tanto semplice. Soffro di vaginismo, ricorrenti infezioni, dolori ecc... purtroppo ho provato a indagare con varie visite ginecologiche risultate traumatiche fallimentari ( sia fisicamente che psicologicamente) e posso immaginare che abbia fantasie. Ma su amiche e sconosciute? Cioè è normale davvero oppure c'è del marcio in Danimarca? Sono confusa e delusa. La rabbia di un giorno ha lasciato spazio a sensazione di vuoto. Si scusa, dice che andrà da uno psicologo e si sente male per quello che ha fatto. Ma onestamente pensavo fossero cose scontate, senza scomodare la sua amica.
Buongiorno,
non è facile dare senso a ciò che accade quando ci si ritrova a fare i conti con comportamenti che sembrano mettere in discussione il rispetto e la fiducia alla base di una relazione, specialmente dopo un cambiamento importante come quello che lei ha affrontato nel trasferirsi.
Colpisce che lei specifichi come questa relazione sia nata online: forse c’è qualcosa, in quella modalità iniziale di conoscenza, che risuona anche oggi nei comportamenti del suo compagno e che la fa sentire vulnerabile. Il fatto che non sia la prima volta che nota atteggiamenti simili e che tutto questo si inserisca in una storia di difficoltà anche sul piano dell’intimità, apre interrogativi profondi sul rapporto con l’altro… ma anche, forse, sul rapporto con sé stessa, col proprio corpo, con la possibilità di sentirsi desiderabile e sicura in una relazione.
Parla di vaginismo, dolori, visite vissute come fallimentari e invasive: sono esperienze che lasciano segni, non solo fisici ma anche emotivi. È comprensibile che dopo tanti tentativi andati male, possa sentirsi scoraggiata. Ma questo non significa che non sia possibile trovare un contesto diverso, più accogliente e rispettoso, dove affrontare queste difficoltà con uno sguardo più ampio, che tenga insieme il corpo, la mente e le relazioni.
Il senso di vuoto che ha preso il posto della rabbia potrebbe essere un segnale importante, forse il momento in cui qualcosa si rompe… o forse si apre. Vale la pena ascoltare questa sensazione, darle spazio, provare a guardarci dentro — anche se può far paura. Un percorso personale potrebbe aiutarla a esplorare cosa significa per lei questa relazione, come si sente nel suo corpo, e quale tipo di legame desidera davvero.
Non si tratta di stabilire chi ha torto o ragione, ma di capire che cosa le sta dicendo, oggi, il suo malessere. E da lì ripartire, con cura.
Un caro saluto.
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