Buongiorno cari dottori, una domanda che vorrei porvi la l'ansia acuta può evolvere in psicosi vera

24 risposte
Buongiorno cari dottori, una domanda che vorrei porvi la l'ansia acuta può evolvere in psicosi vera e prorpria? vistoc he ho letto su internet che in alcuni casi l'ansia può sfociare in psicosi quindi sono entrato più in ansia di prima, faccio questa domanda perchè oramai da diversi mesi ho sensazione di confusione come se non sono presente, in più paure che quando vado ad una festa sto sempre con l'ansia come se mi dovrebbe succedere qualcosa, oppure paure che prima o poi vedro una allucinazione quindi mi guardo sempre attorno... grazie
Dott.ssa Emanuela Solli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Frosinone
Capita spesso che le ricerche online aumentino l’ansia invece di rassicurarci, soprattutto quando si trovano informazioni non spiegate bene. L’ansia acuta non si trasforma automaticamente in psicosi: sono condizioni molto diverse e avere paura che possa accadere non significa che stia davvero succedendo. La confusione che descrivi, la sensazione di non essere del tutto presente e l’attenzione continua a ciò che ti circonda sono sintomi che l’ansia può far percepire in modo amplificato, soprattutto quando la mente è già tesa a controllare ogni possibile segnale di pericolo.

Il fatto che queste sensazioni durino da mesi ti sta sicuramente pesando, ma parlarne con un professionista può aiutarti a capire meglio cosa ti sta succedendo e ad affrontarlo con strumenti adeguati, senza rimanere intrappolato nelle paure. Esistono percorsi che permettono di ridurre in modo significativo questo stato di allerta continua e di ritrovare un senso di stabilità. Se vuoi possiamo iniziare insieme a fare chiarezza e trovare il modo giusto per aiutarti a stare meglio.

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Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la sua preoccupazione è del tutto comprensibile, soprattutto perché l’ansia può assumere forme molto intense e sconcertanti. Quando ci si sente confusi, come "non presenti", e si è costantemente in allerta, è facile temere che stia accadendo qualcosa di più grave, come perdere il contatto con la realtà. Tuttavia, è importante fare chiarezza: l’ansia, anche quando si presenta in modo acuto e persistente, non si trasforma automaticamente in una psicosi.

Ciò che lei descrive (la paura di avere un'allucinazione, il bisogno di controllare l’ambiente, l’ipervigilanza) è molto comune nei disturbi d’ansia. La derealizzazione, cioè la sensazione di essere “scollegati” da ciò che si vive, è una manifestazione frequente dell’ansia elevata, ma non è un segnale di psicosi. Al contrario, nelle psicosi la persona non è preoccupata di poter avere allucinazioni: le vive come reali. Lei, invece, è consapevole del suo timore e lo mette in discussione. Questa capacità di osservare se stessi e chiedersi cosa stia succedendo è un segnale chiaro che la sua mente è ancora ben radicata nella realtà.

Le informazioni trovate su internet, purtroppo, possono essere fuorvianti, soprattutto se non sono spiegate in modo accurato. Leggere che "l'ansia può sfociare in psicosi" senza un contesto clinico specifico rischia di aumentare la paura, specialmente in chi già vive con uno stato ansioso elevato. In realtà, nei rarissimi casi in cui possono coesistere sintomi ansiosi e psicotici, ci sono condizioni cliniche ben precise e di solito precedute da segnali molto differenti da quelli che lei descrive.

Per questi motivi, il mio consiglio è di evitare il più possibile di cercare diagnosi su internet e di affidarsi a un professionista con cui possa affrontare questi sintomi. Esistono oggi percorsi terapeutici ben strutturati, con approcci integrati e fondati su solide evidenze scientifiche, che possono aiutarla non solo a comprendere ciò che sta vivendo, ma soprattutto a ritrovare stabilità, presenza mentale e fiducia.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Cristina Ciambella
Psicologo, Psicologo clinico
Viterbo
Buongiorno,
capisco quanto queste sensazioni possano spaventare, soprattutto quando si cercano risposte online. A volte leggere certi contenuti, fuori dal proprio contesto, può aumentare l’ansia invece di calmarla. L'ansia, quando è intensa o prolungata, può generare vissuti come confusione o paure legati alla perdita di controllo ma non necessariamente indicano qualcosa di più grave.
Il fatto che tu riesca a osservare ciò che provi e a parlarne è già un grande passo. Ti incoraggio a continuare questo confronto in uno spazio sicuro e professionale, dove poter esplorare con più tranquillità quello che stai vivendo.

Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
capisco bene la sua preoccupazione, ed è importante che lei stia cercando chiarimenti su quello che sta vivendo.

L’ansia acuta, anche se molto intensa, non si trasforma di per sé in una psicosi. Sono due condizioni distinte. L’ansia può provocare sintomi molto spiacevoli, come la sensazione di confusione, derealizzazione (sensazione che ciò che ci circonda non sia reale), depersonalizzazione (sentirsi distaccati da sé stessi), ipervigilanza, e pensieri intrusivi e catastrofici — come la paura di impazzire o di avere allucinazioni.

Tutti questi sintomi, per quanto spaventosi, sono comuni nei disturbi d’ansia e non indicano necessariamente una psicosi in atto. La differenza principale è che, nella psicosi, la persona perde il contatto con la realtà e non è consapevole che ciò che percepisce o pensa possa essere alterato. Lei, invece, mostra una buona consapevolezza di ciò che le accade, tanto che ne parla con preoccupazione e cerca conferme.

La sensazione di non essere “presente”, il costante controllo dell’ambiente per paura di vedere qualcosa di anomalo, la paura di stare male in contesti sociali, sono tutti segnali che potrebbero rientrare in un quadro di ansia generalizzata o di disturbo da attacchi di panico, talvolta accompagnato da sintomi dissociativi.

In ogni caso, per comprendere meglio le cause del suo disagio e trovare strategie efficaci per affrontarlo, sarebbe utile e consigliato rivolgersi a uno specialista, che possa ascoltarla, inquadrare correttamente i sintomi e accompagnarla nel percorso più adatto.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, la domanda che pone è molto importante e sentita, ed è comprensibile che possa generare ulteriore preoccupazione quando si cercano informazioni su internet e si trovano descrizioni allarmanti. Le persone che soffrono d'ansia spesso temono che il loro stato possa degenerare in qualcosa di molto più grave, come una psicosi. Tuttavia, da un punto di vista clinico, è importante chiarire alcune cose che spero possano aiutarla a fare un po’ di ordine e a trovare maggiore serenità. L'ansia acuta, anche se intensa e spaventosa, non è di per sé un segnale che si sta andando incontro a una psicosi. Sono due condizioni profondamente diverse nella loro natura. L'ansia è un'attivazione del sistema di allarme del nostro organismo, che si attiva quando percepiamo un pericolo, reale o immaginato. Può portare con sé una gamma molto ampia di sintomi, tra cui confusione mentale, sensazione di irrealtà, ipervigilanza, tensione, pensieri catastrofici, difficoltà a concentrarsi e paura di perdere il controllo. Alcune di queste sensazioni, come il sentirsi distaccati da ciò che ci circonda o la sensazione di non essere completamente presenti, fanno parte dei fenomeni noti come derealizzazione e depersonalizzazione. Anche se sono disturbanti, non rappresentano un segno di psicosi, ma piuttosto una reazione fisiologica all’ansia elevata. Nelle persone con un disturbo d’ansia, è molto comune sviluppare una forma di paura della paura, cioè la paura che ciò che si sta vivendo possa trasformarsi in qualcosa di ingestibile, come un'ossessione, una malattia mentale grave o una perdita del controllo. Quando lei racconta di avere paura che possa succedere qualcosa mentre è ad una festa o che possa vedere un'allucinazione, si tratta di pensieri intrusivi tipici dello stato ansioso. L’ansia tende ad attivare una forte attenzione verso le sensazioni interne e a generare scenari mentali estremi. Non sono predizioni sul futuro, ma manifestazioni della paura. Un altro aspetto fondamentale riguarda proprio la sua consapevolezza. Lei descrive bene ciò che prova, riesce a osservare e mettere in dubbio i suoi timori, si rende conto che sta vivendo una condizione che le fa paura. Questa consapevolezza e questa capacità di analisi sono proprio ciò che distingue l’ansia da una condizione psicotica. Nella psicosi, infatti, si perde il contatto con la realtà, le convinzioni diventano rigide e non c’è più spazio per il dubbio o per la riflessione sul proprio stato mentale. Chi sta attraversando un episodio psicotico non si interroga su ciò che prova come fa lei, non si preoccupa di impazzire, perché vive le proprie convinzioni come assolutamente vere. Il fatto che lei si ponga queste domande, che cerchi risposte e che sia preoccupato per ciò che sente, indica che mantiene intatta la sua capacità di giudizio e la sua connessione con la realtà, anche se attraversata da ansia. È utile sapere anche che, nelle situazioni in cui si ha paura di vedere allucinazioni, il cervello, messo in stato di allerta e focalizzato su questa possibilità, può iniziare a “filtrare” gli stimoli con maggiore sospettosità, tanto da far sembrare strane anche cose normali. Questo non è un sintomo psicotico, ma una reazione ansiosa. È lo stesso meccanismo che si attiva, ad esempio, quando una persona ha paura di avere una malattia: inizierà a notare ogni minimo sintomo fisico, anche quelli insignificanti, e li interpreterà in modo catastrofico. Questo meccanismo è ben conosciuto e viene affrontato in terapia cognitivo-comportamentale proprio attraverso la comprensione e la gestione dei pensieri automatici, delle distorsioni cognitive e delle abitudini che rinforzano la paura. Capisco quanto possa essere logorante vivere in questo stato di allerta e preoccupazione, e come l’ansia possa diventare essa stessa un nemico. Tuttavia, ciò che sta vivendo, per quanto difficile, è affrontabile. Con un percorso terapeutico mirato, può imparare a interrompere questi circoli viziosi, a ridurre l’ipercontrollo delle sensazioni interne, e a ricostruire un senso di sicurezza nella propria mente e nel proprio corpo. Nel percorso ad orientamento cognitivo-comportamentale, potrà lavorare su queste dinamiche. L’obiettivo non sarà solo ridurre i sintomi, ma anche imparare a riconoscere i pensieri intrusivi per quello che sono: prodotti della mente, non verità da cui difendersi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
gentile utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Capisco la situazione che descrive, e posso solo immaginare l'angoscia e la frustrazione che deriva da queste sue paure, dettate probabilmente anche dall'ansia stessa che sta vivendo. Credo che intraprendere dei colloqui di terapia possa aiutarla ad esplorare e provare a comprendere queste paure, individuando con lo specialista delle strategie per affrontarle. Resto a disposizione! cordiali saluti
AV
Sarebbe idoneo non fare mai auto-diagnosi, soprattutto per quanto riguarda questioni di natura psicologica, perché si rischia di peggiorare i sintomi! Rivolgiti ad uno specialista e comincia un percorso sano che ti aiuti a smettere di tormentarti e cominciare a vedere con lucidità cosa sta accadendo.
Gentile utente, mi dispiace per ciò che sta provando, prenda in considerazione di iniziare un percorso di psicologico per comprendere la natura delle sue paure e per quanto esse siano orrende come sensazione psicofisica, è l'inizio della consapevolezza personale. Dott.ssa Valentina Pisciotta
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, è importante capire che l’ansia acuta può creare sensazioni di confusione e distacco, ma questo non significa automaticamente che stia evolvendo in psicosi. Spesso l’ansia stessa alimenta paure e ipercontrollo, come il timore di vedere allucinazioni o che succeda qualcosa di brutto. Provare a osservare questi pensieri senza combatterli o cercare continuamente conferme può aiutare a ridurre la tensione. Ricordarsi che la presenza di queste sensazioni non indica necessariamente una perdita di contatto con la realtà, ma può essere un segnale per prendersi cura di sé con un supporto adeguato. Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott.ssa Eugenia Alessio
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, no non è una correlazione diretta o sicura che avvenga. L'ansia è un'emozione che se presenta caratteristiche di particolare intensità può essere importante analizzarla. L'ansia severa può fungere da fattore scatenante di una psicosi oppure può essere un sintomo di una psicosi ,ma non per forza ciò accade. E' indispensabile analizzare la sua situazione e i suoi sintomi per rispondere in modo più specifico alla sua domanda. Se ritiene opportuno non esiti a contattare uno specialista della salute mentale.
Un saluto
Dott.ssa Eugenia Alessio
Dott.ssa Carla Fortuna Borrelli
Psicologo clinico, Psicologo
Avezzano
Buongiorno,grazie per aver condiviso le sue preoccupazioni. È importante chiarire che l’ansia acuta, di per sé, di solito non evolve direttamente in una psicosi vera e propria. Tuttavia, in alcuni casi, un’ansia molto intensa o prolungata può portare a stati di confusione, sensazioni di alterata percezione o pensieri distorti, che possono sembrare simili a sintomi psicotici. Le sensazioni di confusione, paura di vedere allucinazioni e l’ansia nei contesti sociali sono sintomi che meritano di essere valutati da uno specialista. La sua descrizione di un senso di non presenza, di agitazione e di preoccupazioni continue suggerisce che si tratta di un disturbo d’ansia, come il disturbo d’ansia generalizzato, che può essere accompagnato da altri sintomi come irritabilità o mal di testa. Le consiglio vivamente di rivolgersi a uno psicologo o uno psichiatra, che potrà fare una valutazione accurata, attraverso colloqui e eventuali test, e proporle un percorso di trattamento adeguato. Solo con una diagnosi precisa e un percorso terapeutico può gestire al meglio questa situazione e alleviare i suoi sintomi.
Un cordiale saluto. Dott.ssa Borrelli
Dott.ssa Gemma Santuccio
Psicologo, Psicologo clinico
Siracusa
Buonasera, ha pensato di rivolgersi personalmente ad uno psicologo/a? Le informazioni che si trovano su internet sono spesso fuorvianti e scarsamente attendibili se non ben contestualizzate, soprattutto in ambiti tecnici.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco bene la tua preoccupazione. Quando si vive a lungo con ansia intensa è molto comune che nascano dubbi e paure di “impazzire” o di sviluppare una psicosi.

È importante distinguere:
• Ansia: può dare sintomi molto forti come confusione, derealizzazione (sentirsi distaccati dalla realtà), ipervigilanza, pensieri intrusivi e catastrofici. Sono vissuti spaventosi, ma resti consapevole che si tratta di paure e non di realtà.
• Psicosi: comporta una perdita di contatto con la realtà, con allucinazioni o convinzioni deliranti che la persona vive come vere senza metterle in dubbio.

Il fatto che tu dica “ho paura che mi succeda” o “mi guardo sempre attorno per controllare” indica che sei ancora nella sfera dell’ansia: stai mettendo in dubbio, temi, cerchi conferme. Nella psicosi questo tipo di consapevolezza viene meno.

Un altro punto: se fosse stato davvero l’inizio di una psicosi, dopo mesi non saresti ancora fermo al livello della paura. Avresti già sviluppato convinzioni o percezioni vissute come reali.

Quindi no, l’ansia di per sé non evolve in psicosi. Quello che stai vivendo è un circolo ansioso che si autoalimenta: la paura stessa di poter avere allucinazioni o di perdere il controllo diventa il motore dell’ansia.

Cosa può aiutarti:
• Parlane con uno psicoterapeuta o psichiatra, per avere un sostegno mirato.
• Evita di leggere articoli su internet riguardo psicosi: peggiorano solo l’ansia.
• Usa esercizi di grounding (descrivere ad alta voce quello che vedi, tocchi, senti) per riportarti al presente nei momenti di paura.

Non stai “entrando in psicosi”: stai vivendo ansia forte, e questa può essere trattata con gli strumenti giusti.

Dott.ssa De Pretto
Dott.ssa Valentina Lenzi
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno a lei,
No, l’ansia da sola non causa una psicosi vera. Tuttavia, capisco bene perché può sembrare il contrario — e perché certe fonti su internet confondono le idee. La psicosi è, per definizione, una perdita di contatto con la realtà, di cui la persona non ha consapevolezza.
In alcune situazioni estreme, l’ansia acuta può causare dei sintomi quali depersonalizzazione (sentirsi “fuori dal corpo”), derealizzazione (sentire che la realtà è “strana”, come un sogno), confusione mentale (difficoltà a concentrarsi, mente annebbiata), ipervigilanza (guardarsi attorno temendo che stia per succedere qualcosa)
Questi sono sintomi da lei riportati, ma non sono sintomi psicotici. Sono reazioni ansiose, e molto frequenti in disturbi d’ansia, attacchi di panico o DOC.
In rari casi, se una persona è molto vulnerabile (per esempio predisposta geneticamente alla schizofrenia), uno stress estremo o un trauma può scatenare un episodio psicotico. Ma non è l’ansia che “diventa” psicosi: è la condizione latente che si manifesta.
In altri casi, la paura dell’ansia stessa può diventare così forte da sembrare "delirante", ma finché tu ti fai domande, cerchi spiegazioni, e ti rendi conto che qualcosa ti spaventa irrazionalmente, non stai vivendo una psicosi. Per questo motivo, le consiglio di approfondire insieme ad un professionista questi sintomi, affinchè si possano individuare le cause di questo suo stato di malessere. Anche se non è una vera e propria psicosi, i sintomi che porta possono influire molto sulla sua vita ed è giusto non sottovalutarli.
La ringrazio.
Dott. Gianluigi Torre
Psicologo clinico, Psicologo
Terracina
è comprensibile che leggendo certe informazioni online l’ansia possa aumentare e portare ancora più dubbi; quello che descrivi , sensazioni di confusione, paura di perdere il controllo o di avere allucinazioni, stato di allerta costante, sono esperienze comuni in chi vive una forte ansia protratta nel tempo, ma non significano che tu stia entrando in una psicosi; anzi, il fatto che tu riconosca queste paure come tali e che cerchi rassicurazioni indica che mantieni consapevolezza di ciò che ti accade, e questa è una differenza importante rispetto a un disturbo psicotico; l’ansia, se non gestita, può diventare molto limitante e alimentare un circolo di timori sempre più intensi, ma con un sostegno psicologico è possibile imparare a comprenderla meglio, ridurne l’impatto e ritrovare un senso di stabilità; se senti che è il momento, possiamo fissare un primo incontro.
Dott.ssa Francesca Squizzato
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Cassano Magnago
Gentile paziente,
immagino la sua fatica a gestire questa sensazione di ansia. Spesso quando ci sentiamo sopraffatti cerchiamo un modo per tranquillizzarci e molte volte utilizziamo internet per trovare conforto. Purtroppo, accade però che internet aumenti le nostre paure, ed è per questo che le consiglio di NON cercare in quel luogo. Le consiglio invece, di iniziare un percorso psicologico in modo da poter trovare l'origine di questa sua ansia , delle sue paure e di questa sensazione di "non essere presente". Questi sintomi di malessere possono essere attenuati.

Resto a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Squizzato
Dott.ssa Noemi Forte
Psicologo, Psicologo clinico
Floridia
Grazie per aver condiviso il suo vissuto. La sua domanda è del tutto comprensibile, soprattutto considerando quanto l’ansia che sta vivendo da tempo stia influenzando la sua quotidianità. È vero che in alcuni casi estremi e particolari, l’ansia molto intensa può generare sintomi che somigliano a quelli psicotici (come derealizzazione, pensieri intrusivi o percezioni alterate), ma nella grande maggioranza dei casi non evolve in una psicosi vera e propria. Il fatto che lei sia consapevole delle sue paure, che le riconosca come tali e che ne parli apertamente è un elemento molto importante e rassicurante. Tuttavia, proprio perché la sua ansia sembra persistente e impattare significativamente sul suo benessere, le consiglierei di rivolgersi direttamente a uno psicologo o a uno psichiatra, per poter approfondire la situazione e trovare insieme un percorso di supporto.
Dott.ssa Veronica De Iuliis
Psicologo, Psicologo clinico
Cogliate
Ciao, grazie per aver condiviso le tue preoccupazioni.

Da quanto descrivi, al momento non ci sono segni di psicosi, ma esperienze di forte ansia, ipervigilanza e sensazioni di distacco dalla realtà (“non essere presente”) che possono essere molto angoscianti. È comprensibile che leggendo informazioni online tu abbia iniziato a temere un’evoluzione verso la psicosi, ma l’ansia intensa o le preoccupazioni non si trasformano automaticamente in psicosi.

Alcuni punti importanti:

La psicosi si manifesta con percezioni o convinzioni reali per chi le vive, non facilmente modificate dalla ragione. Le tue paure, pur molto vivide, sono pensieri ansiosi intrusivi che riconosci come timori.

Le sensazioni di confusione e distacco possono essere collegate allo stress e all’ansia prolungata.

Rivolgersi a un professionista psicologo o psichiatra può aiutarti a capire le cause dei sintomi e trovare strategie per ridurre ansia, ipervigilanza e distacco dal presente.

In sintesi: non stai sviluppando una psicosi, ma è importante affrontare l’ansia con supporto professionale, strategie di gestione e rassicurazione. Questo può ridurre le paure e riportarti maggiore equilibrio nella vita quotidiana.
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,

il consiglio principale è quello di rivolgersi ad uno psicologo e/o psichiatra per avere una valutazione globale che comprenda anche il resto della sua storia. Un aspetto poco conosciuto della sintomatologia ansiosa è quello della cosiddetta "paura di impazzire", che non sfocia necessariamente in psicosi, ma appunto è un sintomo specifico dell'ansia.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno,
capisco bene la sua preoccupazione: quando si leggono informazioni su internet, soprattutto su temi come ansia e psicosi, è facile spaventarsi e sentirsi ancora peggio.

L’ansia acuta non evolve in psicosi: sono due condizioni cliniche differenti. L’ansia può dare sintomi molto intensi e disturbanti (confusione, derealizzazione, sensazione di non essere presenti, paure immotivate, ipervigilanza), ma non significa che si stia sviluppando una psicosi. Quello che descrive – la confusione, la sensazione di essere “staccato”, la paura di vedere allucinazioni – rientra più nei quadri ansiosi, dove la mente è talmente in allerta da generare pensieri catastrofici.

La paura “di impazzire” è un sintomo frequente nei disturbi d’ansia ed è diversa dal vivere un’esperienza psicotica. Già il fatto che lei si renda conto di queste paure e se ne preoccupi è un segnale che si tratta di ansia e non di psicosi.

Le consiglio di non restare solo con queste sensazioni e di parlarne con un professionista (psicologo o psichiatra), che potrà aiutarla a ridurre l’ansia e a gestire meglio questi pensieri. Con il giusto supporto, queste paure possono diminuire e lasciarle più serenità.

Un caro saluto e auguri di buona giornata.
Dott.ssa Beatrice Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera, capisco bene la sua preoccupazione: quando si leggono informazioni online, l’ansia tende ad aumentare e a generare nuovi timori. L’ansia acuta, anche se molto intensa, non evolve di per sé in psicosi. Le sensazioni di confusione, il sentirsi “non presenti”, le paure di avere allucinazioni o che possa accadere qualcosa di grave, sono sintomi che spesso accompagnano uno stato ansioso prolungato. Non sono segni di perdita di contatto con la realtà, ma piuttosto dell’ansia che prende spazio e la tiene in costante allerta.
Per non restare intrappolato in questo circolo, il passo più utile è parlarne con uno psicologo o uno psichiatra, che possa aiutarla a ritrovare equilibrio e serenità.

Un caro saluto,
Dott.ssa Beatrice Carrara
Dott.ssa Aurora Corso
Psicologo, Psicologo clinico
Rescaldina
Buongiorno,
l’ansia intensa può dare sensazioni di confusione o paura di perdere il controllo, ma non significa automaticamente che sfoci in psicosi. Parlare con uno specialista può aiutare a gestire l’ansia e sentirsi più sicuri. Dott.ssa Aurora Corso.
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, le sconsiglio vivamente di fare ricerche su tematiche così delicate su internet , senza aver consultato prima uno specialista; potrebbe incombere in spiegazioni inutilmente allarmanti che spesso suggestionano il lettore. Per non incappare nuovamente in questo errore, le consiglio appunto di visitare di persona un collega che possa comprendere l'entità delle sue preoccupazioni, difficilmente rilevabili soltanto da queste informazioni. Un caro saluto

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