Buonasera, sono una persona molto ansiosa ormai da anni, ogni volta un sintomo diverso che ogni volt
Buonasera, sono una persona molto ansiosa ormai da anni, ogni volta un sintomo diverso che ogni volta che cambia dimentico gli altri, in sti giorni mi sento la lingua gonfia anche se sembra normale, e ci sono le impronte dei denti ai lati della lingua
25 risposte
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Ritengo che sia per lei fondamentale intraprendere un percorso psicologico al fine di indagare le cause, origini ed i fattori di mantenimento dei suoi sintomi onde evitare che la situazione possa irrigidirsi. Cordialmente, dott FDL
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Gentile utente, le consiglio di effettuare un colloquio psicologico per approfondire quanto qui descritto. Dice poco di sè e della sua ansia per poterla aiutare ulteriormente! Saluti
Salve, rivolga prima di tutto questa domanda al suo medico di base per avere più informazioni possibili. Buona giornata. Dott. Fiori
Buon pomeriggio, credo che attraverso un percorso terapeutico sia possibile approfondire il malessere che prova ormai da diversi anni. Quello che descrive è un sintomo che cela origini, vissuti e malesseri da indagare nel processo terapeutico. Resto a disposizione. Dott. Pasquale Concilio.
Salve, sulla base delle poche informazioni lette le direi di effettuare un colloquio psicologico ed, eventualmente, intraprendere un percorso psicoterapeutico al fine di approfondire e ricercare le origini e le cause di questa sua ansia. Resto a disposizione per informazioni o approfondimenti. Buona serata. Dott.ssa Federica Turrà
Gentile utente, come anche i colleghi le hanno espresso, in questa situazione potrebbe esserle utile un percorso psicologico per capire meglio cosa sta succedendo. Spesso sintomi di questo tipo nascondono un disagio altro che si può superare provando a rivedere le proprie esperienze con significati differenti. Le auguro di ritrovare al più presto la serenità. Resto a sua disposizione, Dott.ssa Elisa Brembilla.
Gentile Signore /a forse è opportuno un consulto con uno psicoterapeuta per valutare la portata del disagio che sembra emergere da questi suoi comportamenti. Sicuramente su questo sito potrà facilmente trovare uno specialista da contattare. Un cordiale saluto
Dopo aver consultato il suo medico di base valuti la possibilità di intraprendere una psicoterapia. Auguri
Salve, non ci offre tante informazioni, credo sia importante per lei un consulto con un clinico in modo da approfondire il suo essere 'molto ansiosa'. Saluti Massimiliano
Buongiorno. Le suggerisco un consulto con uno specialista psicologo/psicoterapeuta per esplorare ed approfondire sia la sua sofferenza relativa all'ansia, di cui dice soffre da molti anni, sia i vari sintomi ad essa associati, e per valutare l'eventuale inizio di un percorso specifico per ritrovare il suo benessere. I migliori auguri, Dott. Felice Schettini
Salve, in merito alla sintomatologia fisica credo sia importante escludere che abbia causa medica: per questo motivo le consiglierei, come diversi colleghi prima di me, di consultare il suo medico di base. Successivamente mi occuperei dello stato ansioso di cui parla: considererei l'idea che questa possa meritare una maggiore esplorazione e attenzione, prendendo contatti con un* psicolog*. Dalle poche parole, che esprime, in merito a quest'ultimo, sembra in continua allerta, attenta a osservare l'oggetto della preoccupazione spostarsi da una parte del suo corpo a un'altra. Credo che questa attività di monitoraggio sia molto costosa per lei, in termini di energie fisiche e mentali, ma anche paradossalmente utile perché le permette di controllare cosa accade al suo corpo e alle sue emozioni (è molto frequente che i sintomi si "spostino", spesso crediamo che i sintomi siano un danno e che vadano eliminati, quando in realtà spesso sono il modo più funzionale che il nostro corpo ha trovato per adattarsi a una situazione e/o comunicare una certa emotività rispetto ad essa). Penso meriti una tregua e che la scelta di regalarsi la ricerca di una nuova serenità sia solo nelle sue mani. Resto a disposizione, Cordiali Saluti Dott.ssa Di Martino Maira
Salve, le consiglio di richiedere una consulenza psicologica per approfondire il suo vissuto di ansia e i diversi sintomi di cui riferisce. Mi rendo disponibile anche per un consulto online. Cordiali saluti, Rosella Pettinari
Salve, nel suo messaggio sembra associare direttamente la sua ansia a sintomi fisici. Ci sarebbe bisogno di precisare se tramite approfondimenti medici ha avuto la possibilità di escludere una causalità organica e, una volta fatto, se non dovesse risultare nulla, si potrebbe cercare di capire il perché di questa sua attenzione verso il suo corpo e le diverse sensazioni. Bisognerebbe poi capire se a queste si associno altre manifestazioni, come dolore o simili. Questo potrebbe essere un punto di partenza per un successivo approfondimento dal punto di vista psicologico/psicoterapeutico. La saluto cordialmente, Marina Montuori
Gentile utente, il disagio che esprime nelle sue parole merita un'attenzione ed un ascolto attento e profondo. Valuti l'ipotesi di intraprendere un percorso di psicoterapia, che potrebbe aiutarla nel comprendere il significato dei sintomi che sperimenta. Non dimentichi che i sintomi non sono solo qualcosa di dannoso da eliminare, ma hanno una valenza soggettiva, spesso rappresentano il modo più funzionale che la nostra mente trova per adattarsi a situazioni ed emozioni vissute come spiacevoli. Il sintomo è ciò che racconta la sofferenza specifica di una persona, che può essere compresa nel lavoro terapeutico. Resto a disposizione, cordiali saluti. Dott.ssa Federica Solca
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Salve, è evidente quanto questa ansia le comprometta la serenità quotidiana... Probabilmente siamo di fronte ad un' ansia "ipocondriaca" . Ciò che le suggerisco è una Psicoterapia Cognitivo-comportamentale, per imparare a gestire queste tematiche. In bocca al lupo!
Buonasera, un percorso psicologo l aiuterebbe a comprendere ed a contenere l ansia di tipo generalizzata che sta toccando la sua quotidianità. A sua disposizione, Dott.ssa Monica D'Ettorre
Gentile utente, potrebbe essere utile indagare più a fondo quanto riporta, per evitare di confondere sintomi e cause, ed affrettarsi con diagnosi sbagliate, che non farebbero altro che impreziosire la sua ansia. Rimango a disposizione. Dott.ssa Giulia Bernardinello
Buonasera, mi dispiace per questi continui stati d'ansia. Ne parli intanto con il suo medico di base, che può suggerirle qualche rimedio anche solo erboristico per cercare di attenuare l'ansia o eventualmente farmacologico se è molto forte e invalidante per lei. E potrebbe pensare di prendere appuntamento con uno psicologo per intraprendere un percorso: in questo modo potrebbe comprendere le cause e ciò che succede, in modo tale da poter affrontare e gestire la sua ansia e ritrovare un po' di serenità. Le auguro una buona giornata, Dott.ssa Alice Carbone
Gentile utente di mio dottore, ha avuto modo di seguire un percorso psicoterapico? Mi sembra di capire si tratti di una situazione che dura da diverso tempo e mi chiedevo se ha già avuto modo di chiedere supporto ad un Terapeuta per contenere e lavorare sui suoi sintomi. Qualora volesse può utilizzare questo spazio per scegliere un Terapeuta con cui iniziare un percorso. Saluti, Dottore Diego Ferrara
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Gentile paziente, le consiglio di rivolgersi ad un professionista per risolvere i suoi pesanti problemi di ansia, e ritrovare al più presto, la serenità che merita e che le auguro di cuore. Resto a disposizione, anche online. Dott.ssa Anna Maria Nicoletti
Gentile utente, è piuttosto comune che in periodi di maggiore ansia si diventi molto attenti alle sensazioni corporee, interpretando come anomale anche piccole variazioni o fastidi. La percezione della lingua “gonfia”, con i segni dei denti ai lati, può spesso dipendere da tensione muscolare, bruxismo (serrare i denti inconsciamente), o da una lieve disidratazione, più che da un problema fisico vero e proprio. Quando l’ansia si concentra sul corpo, tende a spostarsi da un sintomo all’altro: ogni nuova sensazione diventa un segnale di pericolo e alimenta il ciclo di controllo e preoccupazione. In questi casi, oltre a un controllo medico di base per escludere cause organiche, può essere utile lavorare sul piano psicologico per imparare a riconoscere e gestire l’ansia prima che si trasformi in iper–attenzione somatica. Un percorso psicologico orientato alla gestione dell’ansia e delle somatizzazioni può aiutarla a ridurre questo circolo di allarme e a ritrovare un senso di sicurezza nel proprio corpo. Dott.ssa Sara Petroni
Capisco perfettamente quello che sta attraversando, e voglio innanzitutto rassicurarla: quello che descrive è un vissuto molto comune in chi convive con un’ansia cronica o con quello che in psicologia chiamiamo disturbo da ansia di malattia (precedentemente noto come ipocondria).Il fatto che i sintomi "cambino" continuamente, e che la comparsa di uno nuovo faccia dimenticare i precedenti, è un segnale tipico di come la mente sposti il suo focus per mantenere alto il livello di allerta.La sensazione di "lingua gonfia" e la presenza delle impronte dei denti ai lati (tecnicamente chiamata lingua crenata) hanno spesso una spiegazione fisiologica legata proprio allo stress.L'ansia ha bisogno di un "oggetto" su cui scaricarsi. Quando il dubbio su un sintomo viene razionalizzato o svanisce, la mente ansiosa ne cerca immediatamente un altro per giustificare lo stato di tensione interna che continua a percepire. È un circolo vizioso in cui il corpo diventa un campo di battaglia.Il mio approccio non serve a dirle "non ha niente" (perché il disagio che prova è reale), ma ad aiutarla a cambiare il rapporto con queste sensazioni.Le andrebbe di raccontarmi se c'è stato un evento particolare in questi giorni che ha riacutizzato la sua preoccupazione, o se preferisce approfondire come funzionano le nostre sedute?
Salve, da ciò che scrive emerge un aspetto molto importante: lei stessa nota come, nel corso degli anni, l'attenzione si sia spostata da un sintomo a un altro. Quando un disturbo o una sensazione fisica perde importanza, sembra che la preoccupazione trovi un nuovo bersaglio su cui concentrarsi. Questo è un elemento che merita attenzione perché spesso aiuta a comprendere meglio il funzionamento dell'ansia. Molte persone particolarmente ansiose vivono una sorta di costante monitoraggio del proprio corpo. Sensazioni che per altri passerebbero inosservate vengono osservate, controllate e interpretate con grande attenzione. Più ci si focalizza su una determinata parte del corpo, più quella zona sembra diventare protagonista della nostra esperienza. Si iniziano a notare dettagli che probabilmente erano presenti anche prima ma che non attiravano l'attenzione. Nel suo caso descrive la sensazione di avere la lingua gonfia, pur osservando contemporaneamente che sembra normale. Questa apparente contraddizione è molto interessante perché mostra come possano coesistere due livelli diversi: da una parte ciò che percepisce e dall'altra ciò che osserva oggettivamente. Quando l'ansia è elevata, la percezione soggettiva può diventare estremamente intensa e convincente, al punto da far sembrare reale e preoccupante qualcosa che continua a non trovare conferma nella realtà osservabile. Anche il fatto che abbia notato le impronte dei denti ai lati della lingua potrebbe aver attirato ulteriormente la sua attenzione. Quando siamo in uno stato di allerta, il cervello tende a interpretare ogni dettaglio come potenzialmente significativo. Più controlliamo, più troviamo elementi da analizzare, e più li analizziamo, più aumenta la preoccupazione. Si crea così un circolo che spesso alimenta l'ansia invece di ridurla. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, ciò che spesso mantiene la sofferenza non è soltanto la presenza di una sensazione fisica, ma il significato che le attribuiamo e il tempo che trascorriamo a monitorarla. Se ogni volta che compare una sensazione insolita nasce immediatamente il bisogno di verificarla, confrontarla, osservarla o cercare rassicurazioni, il cervello impara inconsapevolmente che quella sensazione è pericolosa e merita un'attenzione speciale. Nel suo messaggio colpisce anche un'altra frase: "ogni volta un sintomo diverso che ogni volta che cambia dimentico gli altri". Questa osservazione sembra raccontare una storia che si ripete nel tempo. Forse il vero problema non è il singolo sintomo che compare di volta in volta, ma il modo in cui l'ansia la porta a interpretare e vivere le normali sensazioni corporee. Quando il sintomo cambia ma il meccanismo resta identico, può essere utile iniziare a interrogarsi proprio su quel meccanismo. Comprendo quanto possa essere stancante vivere in questo stato di continua attenzione verso il proprio corpo. Molte persone descrivono la sensazione di non riuscire mai a rilassarsi davvero perché, appena una preoccupazione si riduce, ne compare un'altra. È una condizione che può assorbire moltissime energie mentali e compromettere la serenità quotidiana. Per questo motivo potrebbe essere utile considerare un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Non tanto per concentrarsi sul singolo sintomo del momento, quanto per comprendere più a fondo il funzionamento dell'ansia, le modalità con cui interpreta le sensazioni fisiche e i motivi per cui il suo pensiero tende a spostarsi continuamente da una preoccupazione all'altra. Spesso il vero cambiamento arriva quando si smette di inseguire ogni singolo sintomo e si inizia a comprendere il processo che li rende così centrali e minacciosi. Il fatto che lei riconosca questo schema ricorrente è già un elemento prezioso di consapevolezza. A volte proprio da questa osservazione può iniziare un percorso di comprensione più profonda e, gradualmente, una maggiore libertà rispetto alle proprie paure. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.



















