Buonasera, sono un ragazzo, ho 24 anni, e nella mia vita l'amicizia è sempre stata la cosa più impo

20 risposte
Buonasera,
sono un ragazzo, ho 24 anni, e nella mia vita l'amicizia è sempre stata la cosa più importante di tutte.
Avendo perso tutti gli amici e non avendone più nemmeno uno, ho toccato il fondo, e da qui posso solo risalire; ma stavolta, non voglio più sbagliare.
Chiedo ai Dottori di questo sito di giudicare, ognuno in base al suo proprio punto di vista, se la mia considerazione dell'amicizia è giusta o sbagliata, se è ragionevole o irrazionale, se è equilibrata o esagerata. A questo punto della mia vita, sento di dover fare questa domanda. E' necessario e obbligatorio che io la faccia. QUESTA DOMANDA: per favore, potete dirmi, con sincerità, cosa ne pensate Voi della mia considerazione dell'amicizia, riassunta di seguito?
Io penso che un vero amico è la persona più importante della tua vita. Puoi fare tutto con lui e puoi dire tutto senza timore che ti giudichi e senza aspettarti che lui faccia necessariamente lo stesso, ma aspettandoti che ti parli delle cose della sua vita. E' la persona con cui condividere i momenti belli e i momenti brutti, la persona con cui hai costantemente contatti, quella che se non si fa sentire per un periodo di tempo stranamente lungo, vuol dire che è successo qualcosa per la quale non si fa sentire. E' un rapporto di reciproco affetto, comprensione, crescita, ed è la persona che puoi svegliare alle 3 del mattino se c'è qualcosa che non va.
L'amicizia è una forma di amore, e un amico è qualcuno che ami. Sai che ci sarà sempre, così come sai che tu ci sarai sempre per lui. E' la persona per cui saresti disposto a fare tutto, incluso sacrificare la tua vita, se la sua fosse a repentaglio. Un vero amico è quasi tutto.
Questo è ciò che penso e ciò che ho appreso fin da quando sono piccolo: lo pensavo a 10 anni, lo pensavo a 17, e lo penso ora a 24. Sono cresciuto, sono maturato, ho fatto psicoterapia e sono diventato adulto: ma la mia considerazione dell'amicizia non è mai mutata.
Vi chiedo, dunque, se posso proseguire nella mia vita con questa convinzione (nel senso se posso aspettarmi che esista almeno 1 persona sulla faccia della terra che la pensa come me, il che mi basterebbe), o se è necessario che la riveda in quanto esagerata, inesistente o addirittura impensabile.
Ringrazio tutti i Dottori in anticipo per la loro cortesia, e auguro loro la buona sera.
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, la ringrazio per aver condiviso con noi il suo dubbio. Il giusto e lo sbagliato è il più delle volte soggettivo, credo che ciò che conta è come si vive una determinata esperienza. Se nota che con il tempo comincia a vivere male le amicizie, allora forse sarebbe l’ora di rivalutare alcune cose. Ciò che conta è il vissuto emotivo.
Buona giornata.
Dott. Fiori

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Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Su un piano idealistico e teorico il suo punto di vista è perfetto. Su un piano di realtà, la perfezione non esiste e se volessimo raggiungerla avremmo più danni che benefici. Il mito del perfezionismo è alla base di tanti problemi che impediscono di vivere serenamente. Si conceda la possibilità di prendersi uno spazio in un contesto psicoterapeutico, per elaborare i vissuti emotivi collegati alla delusione di non trovare ciò che cerca come lo desidera e vuole lei. L'aiuterà a concedersi il piacere di poter vivere le piccole imperfezioni della vita, delle amicizie e di altro, traendo nuova ricchezza interiore da ognuna. Distinti saluti
Dott.ssa Maria Piscitello
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Padova


Carissimo,
Le innumerevoli delusioni
che dice di aver vissuto, forse indicano che deve vedere cosa vi sia alla base di una concezione cosi' idealizzata dell'amicizia. Penso che analizzare in uno spazio terapeutico cosa non e' andato, e quali siano le costanti che lo riguardano, aiuterebbe a ridimensionare il suo vissuto di delusione.
Occorre pensare che quando conviviamo un problema relazionale anche noi siamo implicati. Focalizzarci esclusivamente sulle mancanze dell'altro non aiuta. Assumiamoci il nostro 50% di responsabilita' e questo paradossalmente ci può sollevare, anche se il processo di consapevolezza puo' essere a volte lungo e doloroso.

A disposizione.

Cordiali saluti
.
Dott.ssa Maria Piscitello

Dr. Vincenzo Cappon
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Castiglione delle Stiviere
Salve, se la sua considerazione dell'amicizia non le crea problemi con se stesso e con gli altri, allora è giusta. Se le crea problemi, è sbagliata.
Saluti
Dott. Vincenzo Cappon
Dr. Vittorio Cameriero
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bologna
Salve, è senz'altro una bella cosa ciò che scrive sull'amicizia. Ma va considerata una certa idealizzazione, poiché porta a delusioni per via delle aspettative elevate che può avere. Ritengo che se prova una sua sofferenza, sia utile indigare con un terapeuta i reali suoi vissuti, e vedere da dove originano. A disposizione, le faccio tanti auguri.
Dr. Vittorio Cameriero
Dott.ssa Rosella M.B. Mastropietro
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera,
Anche se esistesse quell'unica persona, non è sano fossilizzarsi nell'attesa che arrivi. Credo che suo concetto vada compreso, elaborato e ridefinito in un percorso. Così rischia di isolarsi sempre più.
Rimango a sua disposizione
Dott.ssa Rosella Mastropietro
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, credo che l'idea di amicizia che ha è molto bella e molto rara. Complessivamente si può pensare ad un amico nei termini descritti, a parte il sentirsi spesso che non è sempre necessario e il sacrificare la propria vita che ritengo eccessiva in quanto lo farebbe solo in genitore per un figlio e forse neanche tutti. Credo però che il porsi questa domanda e l'affermare che non ha più un amico potrebbero essere in relazione. Forse ha idealizzato questo concetto e si trova ad escludere molte persone alla prima delusione? Come vive le relazioni con gli altri? Cerca esclusivamente l'amicizia o frequenta anche solo per condividere parte dei suoi interessi senza coinvolgere la confidenza di vissuti emotivi personali?
Non vorrei che il suo concetto di amicizia diventasse una barriera un po' rigida che le impedisca di vivere serenamente.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,
L amicizia è un aspetto importante della vita di ognuno, è quello che ci consente al di fuori del sistema familiare di avere un confronto e che in qualche modo può aiutarci ad accrescere il senso di sentirsi un tutto uno con il mondo. Ad un certo punto della vita però la relazione che si ha con gli amici non è più la medesima dell' infanzia e dell' adolescenza questo soprattutto perché il mondo adulto preso dagli obiettivi dalle attività lavorative, dalla carriera, dai problemi del proprio partner della propria famiglia (figli compresi) lasciano meno spazio alla convivialità e a questo genere di contatti seppur importanti e vitali. È possibile dire che l' amicizia in età adulta diviene altro e l' affetto che ne ricaviamo non è inferiore semplicemente si fa di necessità virtù ed un amico resta tale pur vedendosi meno chiamandosi meno e non pensandolo ogni giorno. Credo che è quello con cui sta cominciando a fare i conti anche lei e li sento sta nascendo una sua difficoltà nell' accettare questo tipo di cambiamento che però in realtà può esser visto come una svolta co-evolutiva.

Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Maria Maddalena (Marilena) Serra
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Selargius
Caro ragazzo di 24 anni, credo che sia importante sapere cosa si vuole e/o ci si aspetta in una relazione di amicizia, dove si crea un legame più o meno profondo, un affetto. E' importante non entrare in una convinzione rigida di come debba essere un rapporto di amicizia per definirsi tale. La sua aspettativa per quanto condivisile, sembra un elenco di regole che devono coesistere tutte insieme. Mantenga questa sua chiarezza ma può trovare alcune di queste caratteristiche in una persona ma non magari tutte, il suo parere sull'amicizia rischia di essere un elenco di regole da seguire e questo non si addice ad un'amicizia dove ci si accetta anche per quello che si è e con tutte le imperfezioni che ognuno di noi ha. Un amico si racconta se ne ha voglia e nel momento in cui si sente disponibile ad aprirsi; se questo diventa un obbligo il rapporto comincia a scricchiolare. Si prenda cura delle sue delusioni per imparare a fronteggiare le sue preziose delicatezze, l'amicizia va conquistata e assaporata per quello che è. Spero di esserle stata utile.
Dott. Michele Iannelli
Omeopata, Agopuntore, Psicoterapeuta
Roma
Sono d'accordo con lei che l'amicizia è molto importante. Credo che sia molto difficile trovare un amico che corrisponda perfettamente al suo schema, ma che sia possibile trovarne vari che pur non essendo perfetti, si avvicinano, più o meno, a questo ideale con qualità diversificate.
Infine condivido con lei una mia riflessione: le aspettative sono tutte legittime e auspicabili perché danno sapore ed energia alla vita; le pretese, invece, sono la degenerazione maligna delle aspettative e fanno molto male a chi le "produce".
Dott.ssa Federica Leonardi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Caro ragazzo, l'amicizia è un valore raro e prezioso. Non è sbagliato il suo pensiero sull'amicizia ma è il suo, non è detto che corrisponda per forza a quello dell'altro. Ognuno dimostra il proprio affetto a proprio modo, spesso si rischia di fare l'errore di aspettarsi dall'altro ciò che faremmo noi al suo posto. In questo modo rischiamo di rincorrere tutta la vita qualcosa rimanendo delusi continuamente. La invito a questa riflessione e le auguro il meglio, ha un cuore grande.
Saluti,
Dott ssa Federica Leonardi
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. Posso considerare che le molte aspettative che lei ripone sull'amicizia (e sugli amici) sono legittime e tuttavia esporla a delusioni. Non sono certo nella posizione di suggerirle cosa fare e tuttavia ricominciare un percorso la potrebbe aiutare a capire cosa potrebbe riconsiderare circa le sue convinzioni. La saluto cordialmente.
Dott.ssa Tania Farris
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Carissimo, lei ha una visione molto bella dell'amicizia ma secondo me tendente all'assoluto. È anche una bella cosa che cerchi l'assoluto, ma credo che dovrebbe attrezzarsi per cercarlo con anche una sufficiente dose di leggerezza, senza caricare il prossimo del superpotere di esserci sempre, perché questo è umanamente impossibile. L'utopia deve sempre fare i conti con le contingenze, a partire da noi stessi. Buona ricerca!
Dott. Espedito Longo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bologna
Ciao giovane romantico.
Costruire alleanze è una delle abilità richiesta all'uomo dal vivere in società. Avere relazioni soddisfacenti nei vari contesti sociali è sinonimo di benessere. In famiglia, a scuola prima, nel mondo del lavoro poi, si scelgono gli affetti privilegiati che maggiormente corrispondono ai nostri bisogni relazionali. Altre relazioni significative possono esserci di sostegno in contesti informali. Potresti chiederti in quale di questi contesti hai stretto le amicizie più durature e significative, ripercorrendo la tua storia a ritroso per comprendere cosa cerchi in un'amicizia e cosa poi hai realmente trovato.
Nulla è per sempre, tutto cambia. Se siamo consapevoli di quello che cerchiamo è più facile trovarlo. Se ora, come dici, ti ritrovi solo è il momento di riprendere il percorso terapeutico con il tuo vecchio terapeuta oppure con un professionista nuovo. La tua giovane età fa sperare in un percorso favorevole. Dal canto tuo ci vuole impegno. In bocca al lupo.
Gentile utente grazie per aver condiviso con noi i suoi pensieri e le sue riflessioni. La invito a contattare o il sup vecchio terapeuta o uno nuovo per trovare risposte alle sue domande, per affrontare in modo sereno questo momento della sua vita. Lasci che qualcuno si prenda cura di lei e la accompagni in un viaggio verso la consapevolezza.
Un caro saluto,
dott.ssa Chiara De Battisti
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Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, il fatto di aver perso tutti gli amici non è un fatto secondario. Questo fatto è la risposta alla sua domanda. Forse la sua definizione di amicizia è stata applicata a tutti i suoi rapporti in modo rigido determinandone la fine? I rapporti affettivi cosi come l'esistenza stessa non sono dati una volta per sempre ma si evolvono nell'esperienza concreta della relazione.
Le consiglio un percorso psicologico per scoprire in modo più approfondito il suo modo di entrare in relazione con gli altri.
Dott.ssa Camilla Ballerini
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Buongiorno,
sembra che il suo concetto di amicizia sia fortemente idealizzato. Purtroppo, l'ideale e il reale spesso non vanno d'accordo e non sempre le amicizie, anche quelle importanti, rispondono ai nostri bisogni perfettamente.
Aprire uno spazio di riflessione rispetto a questo attraverso un percorso di psicoterapia, potrà certamente aiutarla. EP
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova


“Per affrontare il suo problema, le consiglio di considerare la psicoterapia breve strategica. Se desidera ulteriori chiarimenti o informazioni, non esiti a contattarmi.
Cordiali saluti,
Dr. Michele Scala
Dr. Domenico Samele
Psicologo, Psicologo clinico
Albino
Buongiorno,
mi spiace molto che abbia perso tutti i tuoi amici e leggendo la tua considerazione di amicizia capisco il profondo valore e la profonda importanza che questa ha per te e penso che debba essere molto doloroso vivere quello che stai vivendo.
Io penso che possa continuare a cercare qualcuno che ti corrisponda, perché questo tuo bisogno di reciprocità e di amicizia credo che sia condiviso da tanti. Sarebbe importante capire cosa è successo nelle tue storie di amicizia e, nonostante questo tempo difficile e faticoso, sono felice che non abbia rinunciato a questo tuo bisogno e che questa considerazione non sia mutata.
Ti auguro con tutto il cuore di trovare gli amici che stai cercando!
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Palermo
Buonasera. Quello che scrivi è molto umano e, in parte, anche bello: desideri un’amicizia profonda, leale, che sia casa. Non c’è nulla di “sbagliato” nel volere un legame così.
Detto questo, la tua definizione contiene due elementi diversi:
1) Ciò che è sano e realistico.
L’amicizia come affetto, fiducia, presenza nei momenti belli e brutti, possibilità di parlare senza sentirsi giudicati, sentirsi importanti l’uno per l’altro. Questo esiste. Esistono persone che vivono amicizie molto profonde e continuative.
2) Ciò che rischia di essere troppo assoluto e di farti soffrire.
Le parti “sempre”, “costantemente”, “se non si fa sentire vuol dire che è successo qualcosa”, “svegliare alle 3”, “sacrificare la mia vita”, “un amico è quasi tutto”. Non perché siano “sbagliate” come ideale, ma perché trasformano l’amicizia in un patto totale, che pochissimi reggono nel tempo. La vita reale mette limiti: lavoro, relazioni, salute, periodi di chiusura, stanchezza, differenze di stile comunicativo. Se tu leggi ogni distanza come allarme o come perdita di amore, rischi di vivere continuamente in ansia e delusione.
Quindi: sì, puoi proseguire con l’idea di un’amicizia intensa, ma ti conviene renderla un po’ più flessibile per non restare schiacciato. Un modo equilibrato potrebbe essere:
un vero amico è una persona affidabile e benevola, con cui puoi essere te stesso;
non deve essere disponibile “sempre”, ma deve esserci nei momenti importanti, e il rapporto deve avere reciprocità nel tempo;
la frequenza dei contatti può variare senza che l’affetto sparisca;
è sano avere più legami (anche 2–3 persone) invece di puntare tutto su “uno solo che deve essere tutto”.
Alla tua domanda diretta: esiste almeno una persona che la pensa come te? Sì, esiste. Però se cerchi esattamente la versione totale, senza sfumature, rischi di scartare persone ottime perché non reggono quel livello di “assoluto”. E così la tua idea, pur nata dal bisogno di amore, finisce per lasciarti più solo.
Se ti va, sul mio profilo trovi come lavoro su solitudine, aspettative relazionali e costruzione di legami solidi, e puoi valutare un colloquio.

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