Buonasera. Penso di essere gelosa di una delle mie amiche più strette. Premetto che io ho davvero

23 risposte
Buonasera.
Penso di essere gelosa di una delle mie amiche più strette. Premetto che io ho davvero tante amiche, alcune delle quali a cui sono molto legata perché mie compagne di università, ma di loro non sono mai stata gelosa, ne sono mai stata gelosa della mia attuale migliore amica, ma di quest’altra mia amica stretta di cui ho parlato all’inizio, non so davvero spiegarmi il motivo della gelosia verso di lei. Non sono gelosa di tutte le sue amiche, lei ne ha tante, ma di una sono gelosa e questo perché a tutte e due le ho fatte conoscere io ed ora sembrano inseparabili. Cioè non che la cosa mi dispiaccia ma mi sento esclusa da questo rapporto, non so, io ho conosciute entrambe prima che si conoscessero, sono sempre gentile e disponibile con loro ma è come se mi sentissi sempre un’intrusa in questo rapporto, sempre un gradino più in basso rispetto a loro e confesso che la cosa mi sta causando non poco disagio. Mi da fastidio il fatto che si fanno dediche a destra e a manca sui social, si taggano nei post, parlano tra di loro certe volte come se io non esistessi, loro in realtà sono due ragazze davvero eccezionali, e se loro si sentono più legate tra di loro per le similitudini che le accomunano non dovrebbe fregarmene, il punto é che questa cosa preme troppo sulla mia sensibilità. Forse credo che questa mia amica stretta, che era la mia migliore amica delle medie e con cui ho ricucito rapporto questa estate, potrebbe sostituirmi con quest’altra ragazza che le ho fatto conoscere. Non voglio sembrare gelosa possessiva, certo lo ero quando stavo alle medie con lei ma credevo di essere uscita da quel periodo, di essere maturata, invece mi rendo conto che non ne affatto così e addirittura se escono insieme senza dirmelo mi vengono gli attacchi di panico, piango, sudo freddo come se avessi paura di essere abbandonata, esclusa da questo rapporto. Non mi capisco davvero, sono un caso grave ?
Gentilissima, ci chiede se la situazione sia grave: se la fa soffrire così tanto lo è. Tutto quanto ci provoca dolore merita di essere preso in considerazione, e nella situazione che lei descrive entrano in gioco fragilità e insicurezze che intralciano la sua serenità e il suo equilibrio. Varrebbe la pena inquadrarle per imparare a gestirle ed eventualmente rimuoverle. Resto a sua disposizione se desidera approfondire. Cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa

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Dott. Fabrizio Ricciardo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, capisco la sua sofferenza e la sua confusione riguardo le emozioni che sta provando. La paura di perdere qualcuno, può rendere insicuri. Nelle sue parole emerge molto una paura d'abbandono, che a mio avviso andrebbe approfondita per poterla gestire e mitigare di conseguenza l'ansia che le provoca. Cordialmente FR
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buonasera, capisco come può sentirsi a ritrovarsi gelosa in questo momento sapendo quasi di non doverlo essere. Ritengo che non debba colpevolizzarsi e che sono movimenti molto umani che emergono a volte. Probabilmente questa amicizia fra le due, le fa provare tale sentimento che però non è solo rivolta verso di loro ma probabilmente a qualcosa di più intimo per lei... una sorta di paura di allontanamento da un rapporto a due che ora le sue amiche inconsapevolmente le stanno facendo rivivere. E' questo importante da approfondire la sua emotività così in subbuglio rispetto a questo tipo di situazione. Se ha desiderio di effettuare qualche colloquio sono a sua disposizione di persona ma anche online. Cordiali saluti
Alessandra Domigno
Buongiorno. Capisco il senso di smarrimento rispetto che senti nel provare una gelosia così forte, dato che ci dici che alle medie ti sentivi "possessiva" nei confronti di questa ragazza e questo sentimento è tornato a galla. La gelosia ci dici che in realtà si accompagna al timore dell'abbandono e di essere sostituita. Quello che provi è scaturito dal rapporto con la tua amica ma penso che sia importante approfondire quello che ci racconti, in un percorso con uno psicologo in cui dal "non mi capisco" puoi riuscire a capirti, capire da dove nasce questa difficoltà e comprendere le risorse che hai e che pian piano puoi riscoprire per trasformarla e superarla. Spero che riuscirai a superare le tue difficoltà, un saluto!
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Gentilissima,
il suo racconto è davvero intenso di molte emozioni tutte umane e spiacevoli.
Una valida psicoterapia può aiutarla sicuramente a rafforzarsi e ad essere più emotivamente indipendente.
Saluti affettuosi
Dott.ssa Marina Costantini
Psicologo, Psicologo clinico
Colleferro
Buonasera gentile ragazza. Ha ragione, si può provare fastidio se un amica importante condivide tempo, confidenze e pensieri con qualcun altro. Sta costruendo un rapporto esclusivo con un'altra persona e si sente tagliata fuori, è comprensibile rimanerci male, ma come ha notato, c'è una sproporzione tra il fatto, l'evento e le conseguenze generate (attacchi di panico, senso di abbandono ecc). Potrebbe intraprendere un percorso per esplorare meglio questo funzionamento e imparare a gestire le relazioni della sua vita per stare bene con sé e con gli altri.
Cordialmente, M. C.
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno. Comprendo e percepisco il senso di smarrimento che stai provando. L'aspetto positivo è dato dal fatto che lei sia consapevole che l'eccessiva gelosia conseguente ad insicurezza e desiderio di "possesso" può compromettere le relazioni affettive e comportare la perdita della persona a cui si vuole bene. La gelosia è un sentimento che fa parte della natura umana. Inutile vergognarsi, lo siamo un po' tutti in piccola percentuale ed è anche un modo per manifestare quanto si tiene a una persona. Questa emozione che deriva da una forte insicurezza, che mina la propria autostima. Qualora volesse indagare sulle reali motivazioni che fanno scaturire gli attacchi di panico che descrive ed elaborare delle strategie per migliorare la sua serenità in questo periodo resto a sua disposizione. Dott.ssa Bachiorri Sara
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Dott.ssa Alessandra Ciriaci
Psicologo, Psicologo clinico
Ceccano
Gentilissima, comprendo perfettamente quanto sia difficile digerire tutte queste emozioni, fastidio, dispiacere, e un' evidente paura dell'essere surclassati. Mi pare che sia forte il bisogno dell'altro, e al di là della necessità comune di avere amicizie, sarebbe importante comprendere i motivi di questo suo grande dispiacere, e di quale siano le radici di questo timore, tutto questo durante una consulenza più approfondita. Un caro saluto, mi contatti se ha necessità.
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, la gelosia dei nostri legami e affetti sono cose che appartengono alla normale sfera emotiva se non cadono nell'eccesso. Dovrebbe indagare nelle cause del malessere che sta vivendo e lavorare sulla sua autostima che da quel che ci racconta sembra leggermente bassa. Un incontro con uno psicologo potrebbe aiutarla nel chiarirsi e trovare la serenità che desidera. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Dott. Antonio Panza
Psicoterapeuta, Psicologo
Marano di Napoli
Salve, la gravità di una difficoltà dell'anima può misurarsi solo in base a quanto questa ci fa soffrire, se ha deciso di scrivere su questo sito posso solo presumere che questa condizione le susciti un grave dolore. Comprendo le ragioni del suo disagio e ne sono dispiaciuto. Tuttavia qualsiasi ipotesi formulata sulla base delle sole informazioni presenti nel suo scritto sarebbe a mio avviso riduttivo a fronte di una situazione complessa come la sua (tutte quelle che riguardano il vissuto umano lo sono). La invito per questo a contattarmi in privato, anche con un semplice messaggio se vuole; mi limiterei a farle solo qualche ulteriore domanda in modo da non offrirle una consulenza più accurata. Cordiali saluti Dott. Antonio Panza.
Dott.ssa Beatrice Gaboardi
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, non penso che sia grave, ma che abbia necessità di fare chiarezza sulle sue emozioni. La gelosia, se non arreca troppo disagio, è un'emozione naturale. Capita che nei rapporti di lunga data si ripongano molte aspettative, si tenda ad idealizzarli, in essi ci si senta sicuri e protetti. I rapporti cambiano perché evolvono con la crescita personale, ma non per forza il cambiamento svaluta l’importanza di quel rapporto. Approfondendo cosa fa scattare in lei tanta gelosia, tale da farla soffrire, potrà rivalutare entrambi i rapporti e viverli con maggior serenità. Un caro saluto. Dott.ssa Beatrice Gaboardi
Dott.ssa Giulia Carnevale
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao e piacere! La difficoltà che racconti non è qualcosa di banale e a cui non dare importanza. A volte non ce ne rendiamo conto ma quando ci rapportiamo con amici, parenti, persone a noi care, escono fuori necessariamente delle nostre dinamiche. Sicuramente sono sensazioni e difficoltà legate al rapporto con la persona in questione, ma a volte ci parlano di qualcosa di più, di una nostra storia, di situazioni di rapporti passati che sembrano essere ancora presenti. Sensazioni nostre da cui ci sembra impossibile liberarci e che tornano nella nostra vita in momenti particolari. Se ti poni tutte queste domande credo che sia importante per te conoscere di più rispetto a ciò che oggi ostacola la tua possibilità di vivere questi rapporti nel modo in cui desideri realmente.
Dr. Matteo Salvucci
Psicologo clinico, Psicologo
San Benedetto del Tronto
Salve,
Mi dispiace per la sua situazione.
La gelosia è un sentimento ambivalente, che però ci permette di comprendere molte cose di noi stessi, e una volta riprese, scompare. Ritengo che possa essere utile comprendere questa gelosia a cosa tende, questo malessere a cosa tende e farvene tesoro. Se vuole ci sono anche online.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,

Mi rendo conto che affrontare sentimenti di gelosia può risultare complesso e confuso. Prima di tutto, voglio rassicurarla: il suo desiderio di comprendere e affrontare questi sentimenti dimostra una profonda consapevolezza di sé stessa e dei propri sentimenti. È importante sottolineare che l'esperienza di gelosia è una risposta umana e non è necessariamente indice di "essere un caso grave".

È naturale avere relazioni diverse con le persone che ci circondano, e talvolta i legami possono evolversi in modo che ciò che era inizialmente confortevole possa dare origine a sentimenti di insicurezza o di essere esclusi. Le relazioni sono dinamiche e soggette a cambiamenti, il che può scatenare una serie di emozioni.

Nel suo caso, sembra che ci siano diverse sfumature di sentimenti coinvolti, inclusa la paura di essere sostituita o esclusa. È importante ricordare che i sentimenti di gelosia possono derivare da molteplici fattori, tra cui l'insicurezza personale, la paura di perdere rapporti significativi e la necessità di sentirsi accettati e apprezzati dagli altri.

Lavorare su questi sentimenti può richiedere tempo e riflessione. Un percorso terapeutico potrebbe essere un'opzione utile per esplorare in modo più approfondito le origini della sua gelosia, i suoi pensieri e le sue reazioni. Un professionista della salute mentale può aiutarla a sviluppare strategie per affrontare questi sentimenti in modo sano ed efficace, aiutandola a gestire l'ansia e a migliorare la sua autostima.

Ricordi che ognuno di noi ha una storia unica e complessa, e i sentimenti che sperimentiamo possono essere trattati con empatia e compassione. Non esiti a cercare il sostegno di uno psicologo o di uno psicoterapeuta per affrontare questa sfida in modo costruttivo e gratificante.

Cordialmente,
Ilaria
Dott.ssa Silvia Marcelletti
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Gentile utente.
I rapporti amicali sono tanto complessi quanto quelli sentimentali.
Ha parlato con entrambe le sue amiche di queste sensazioni ?
Provi a cercare una comunicazione e vedrà cosa uscirà fuori, molto probabilmente le diranno o che si sentono più legate tra loro o che è soltanto una sua percezione, dopo starà a lei come comportarsi.
L’importante però è sempre cercare di non interiorizzare ciò che ci fa soffrire che ha origine dall’esterno, ma cercare e andare sempre alla “fonte” per ricevere risposte.
In bocca al lupo
A disposizione
Dott.ssa Silvia Marcelletti
Dott. Loris Liberatore
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno cara utente e grazie per la condivisione.
Alcune ferite non ben curate possono tornare a farsi sentire e bruciare molto più.
Il rapporto con la sua amica è qualcosa di oggettivamente davvero importante per lei: quali sono gli elementi che lo hanno sempre reso tale? Si tratta del rapporto in sé o elementi dello stesso da cui sente di "dipendere" per costruire se stessa?
Quello che mi verrebbe da suggerirle è di parlare direttamente con la sua amica e farle capire come si sente.
Alla base di queste forti reazioni e del suo amplificato malessere potrebbe esserci qualcosa da affrontare in un percorso dedicato a lei, riuscendo a fare chiarezza finalmente su alcuni punti e ritrovando una via per stare bene sentendosi serena.
Le mando un caloroso saluto. Dr. Liberatore
Dott.ssa Giovanna Mauro
Psicologo, Psicologo clinico
Ragusa
Come Lei stessa scrive, era la Sua migliore amica in un passato e ha ricucito il rapporto recentemente. Comincerei col chiederLe, per avere il quadro più chiaro, se il rapporto si fosse incrinato per via della possessività di cui Lei racconta.
Sembra che la relazione con questa persona sia diversa dalle altre, ed allora se fossi in Lei esplorerei il passato per capire come mai è così diversa da altri rapporti che attraversano la Sua vita. Ad esempio: Cosa avete trascorso insieme? A che età vi siete conosciute? In che modo vi siete conosciute? Chi vi ha incoraggiate a fare amicizia?
Le rimando queste frasi che Lei scrive: "a tutte e due le ho fatte conoscere io ed ora sembrano inseparabili", e "potrebbe sostituirmi". La paura di essere sostituita e, come dice lei con un termine molto puntuale, in quanto tale "abbandonata", è veramente spesso motivo di angoscia profonda. Interrogandosi con le domande di cui ho già fatto degli esempi, potrebbe scoprire che un tale sentimento è legato alla relazione con chi si è preso cura di Lei nel Suo passato.
Si prenda del tempo per immergersi con attenzione nella Sua narrazione, nella genesi e storia delle Sue relazioni. Potrebbe scoprire qualcosa di nuovo su Se stessa e rasserenarsi. Un percorso psicoterapeutico può aiutare molto in questo (a maggior ragione se i sintomi d'ansia di cui parla diventano troppo frequenti). Le auguro di cuore una illuminante auto-analisi.
Dott.ssa Laura Lanocita
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Grazie per la condivisione aperta dei Suoi sentimenti e vissuti. È naturale provare emozioni complesse come la gelosia, specialmente nelle relazioni significative che fanno parte della nostra vita. Questi sentimenti potrebbero essere collegati a dinamiche interiori legate alla paura dell'abbandono o al bisogno di appartenenza, forse originate da esperienze passate.
Il fatto che si senta esclusa e più in basso nella gerarchia di queste amicizie può riflettere un desiderio profondo di riconoscimento e di conferma del Suo valore all'interno del gruppo. Può darsi che queste emozioni siano legate a schemi comportamentali sviluppati in passato, come ha menzionato rispetto alla sua esperienza alle medie.
Gli attacchi di panico e le reazioni intense che descrive indicano quanto questa situazione Le stia a cuore e potrebbe essere utile affrontare questi sentimenti in un ambiente di supporto. Consiglierei di considerare la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico, che possa aiutarLa a esplorare e comprendere le radici di queste emozioni e a trovare strategie di gestione che Le consentano di vivere questi rapporti in modo più sereno.
Non consideri questi sentimenti come un segnale di gravità, ma piuttosto come un'opportunità per comprendere meglio se stessa e crescere emotivamente. Se desidera ulteriori chiarimenti o supporto, La invito a contattarmi per approfondire insieme.
Cordiali saluti,
Laura Lanocita
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso apertamente i suoi pensieri e le emozioni che sta provando. Ciò che sta descrivendo è un vissuto molto intenso, e mi colpisce la lucidità con cui riesce a osservare quello che le accade, riconoscendo le sue emozioni senza negarle. Prima di tutto, vorrei rassicurarla: non è un "caso grave" e ciò che sta vivendo non è così insolito come potrebbe sembrare. Questa esperienza di gelosia e paura dell'esclusione ha radici profonde, legate a bisogni umani universali: il bisogno di appartenenza, di riconoscimento e di sicurezza nelle relazioni affettive. Nella sua descrizione, noto quanto questo legame con la sua amica sia per lei importante e significativo. Il timore di "essere sostituita" o esclusa da un rapporto che considera prezioso può aver attivato una serie di emozioni spiacevoli, come ansia, insicurezza e tristezza. Quando scrive di avere attacchi di panico o di piangere, sta dando voce a una sofferenza autentica, che merita attenzione e cura. Da una prospettiva cognitivo-comportamentale, ciò che descrive può essere legato a schemi di pensiero che si sono attivati in questo contesto e che potrebbero avere origine da esperienze passate. Lei stessa ha accennato al periodo delle medie, quando si sentiva più "gelosa possessiva" nei rapporti. Spesso, esperienze relazionali significative dell'infanzia o dell'adolescenza possono lasciare tracce che si riattivano in momenti simili della vita adulta, specialmente quando percepiamo un rischio di perdita o di esclusione. Ad esempio, pensieri come "Se loro si avvicinano troppo, io verrò esclusa", "Non valgo abbastanza perché loro scelgano di includermi", o "Non sono importante come loro lo sono l'una per l'altra" possono contribuire a farla sentire come "un gradino più in basso". Questi pensieri, sebbene dolorosi, non sono necessariamente veritieri, ma possono influenzare il modo in cui percepisce le situazioni e se stessa all'interno delle relazioni. Questo ciclo può alimentare emozioni di insicurezza, ansia e anche comportamenti come il ritiro o la difficoltà a esprimere il proprio disagio. Probabilmente, l'intensità emotiva che sperimenta (come gli attacchi di panico) è un segnale che quella situazione ha toccato una "ferita" più profonda, come la paura di non essere abbastanza o di essere abbandonata. La invito a considerare che riconoscere queste emozioni non la rende immatura o sbagliata, anzi: è un atto di grande consapevolezza e maturità. A volte, la paura di perdere un legame significativo può spingere la nostra mente a interpretare certi comportamenti degli altri come segnali di esclusione, anche quando non lo sono. Questo accade perché la nostra sensibilità è particolarmente attivata e la sofferenza ci porta a "leggere" la realtà attraverso lenti distorte. Un aspetto importante su cui potrebbe riflettere è cosa rappresentano per lei queste amicizie e quale ruolo hanno nella sua vita. Provi a chiedersi: perché temo così tanto di essere esclusa? Cosa significherebbe per me perdere questa amicizia? Che immagine ho di me stessa quando mi sento "sostituita"? Queste domande potrebbero aiutarla a individuare le radici profonde del suo disagio e a lavorarci con maggiore chiarezza. Un percorso di psicoterapia potrebbe offrirle strumenti concreti per affrontare questi pensieri e le emozioni che ne derivano. La terapia cognitivo-comportamentale le permetterebbe di: Identificare e ristrutturare i pensieri disfunzionali che alimentano la paura dell’esclusione, di imparare a gestire l’ansia e gli attacchi di panico attraverso tecniche pratiche e mirate, e di costruire una maggiore fiducia in se stessa e nelle sue relazioni, sviluppando un senso di sicurezza emotiva che non dipenda esclusivamente dalla percezione del comportamento altrui. Inoltre, può essere utile esplorare modi per comunicare il suo disagio alle sue amiche in maniera autentica e non accusatoria. Condividere con loro che si sta sentendo un po' esclusa, magari con leggerezza e apertura, potrebbe aiutarle a comprendere meglio il suo punto di vista e a farla sentire più compresa e inclusa. Infine, voglio sottolineare che non c’è nulla di "sbagliato" in ciò che sta provando: le emozioni, anche quelle scomode come la gelosia o la paura, ci parlano di bisogni profondi che meritano ascolto. Si dia il permesso di essere gentile con se stessa, riconoscendo che affrontare queste paure richiede tempo e pazienza. È un percorso possibile, e il fatto che stia già cercando di comprendere cosa sta accadendo è un segno di grande forza e consapevolezza. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o riflessioni. Si prenda cura di sé. Dott. Andrea Boggero
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità le sue emozioni. La gelosia nelle amicizie può essere difficile da gestire, soprattutto quando ci si sente esclusi o temiamo di perdere un legame importante. Il fatto che provi disagio e addirittura ansia quando si sente esclusa suggerisce che il timore dell’abbandono potrebbe essere un tema centrale per lei. Non è "un caso grave", ma forse potrebbe essere utile esplorare con uno specialista le sue emozioni per comprendere meglio cosa la ferisce e come gestire questi sentimenti senza soffrirne così tanto. Ha mai provato a parlarne con la sua amica? A volte, esprimere con sincerità il proprio disagio può aiutare a ridurre le paure e rafforzare il rapporto.
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno,

Le sue parole raccontano un legame importante… e il timore che qualcosa di prezioso possa scivolarle via dalle mani. Mi colpisce come, accanto alla lucidità con cui osserva ciò che accade, emerga anche un dolore più antico, che forse non riguarda solo il presente.
Mi chiedo: è davvero “gelosia”… o il bisogno profondo di sentirsi scelta, vista, tenuta dentro?
Forse non è un caso grave, ma una ferita che chiede ascolto.
Se lo desidera, possiamo ascoltarla insieme.

Un caro saluto,

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Ciao,
la tua riflessione è molto sincera, e questo è già un grande passo: riconoscere la gelosia non come “difetto”, ma come segnale emotivo che parla di un bisogno profondo.

Ciò che descrivi non indica che tu sia “un caso grave”, ma piuttosto che dentro di te si è riattivata una paura di esclusione o di perdita — emozioni che spesso affondano le radici nelle prime esperienze di amicizia o di attaccamento. Quando si rivive qualcosa di simile (come con questa amica delle medie), il corpo e la mente reagiscono intensamente, proprio come se si stesse perdendo un legame importante.

La gelosia, in fondo, nasce dal desiderio di essere visti, scelti, riconosciuti come speciali per qualcuno. Il problema non è provarla, ma lasciare che ci definisca o che ci faccia soffrire troppo.
Un percorso psicologico può aiutarti a riconoscere cosa si muove dentro di te in quei momenti, a regolare le emozioni e a ricostruire un senso di sicurezza interiore che non dipende dalle dinamiche tra gli altri.

Non sei sbagliata, stai solo sentendo in modo profondo qualcosa che merita ascolto e comprensione, non giudizio.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa

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