Buonasera, circa 4 mesi fa ho eseguito delle analisi che riportavano un colesterolo totale di 236

5 risposte
Buonasera,

circa 4 mesi fa ho eseguito delle analisi che riportavano un colesterolo totale di 236 mg/dL, di cui LDL (“cattivo”) a 157 mg/dL. Dopo aver seguito una dieta specifica, seppur non rigidissima, e aver perso circa 12 kg, ho ripetuto gli esami: sorprendentemente, i valori di colesterolo totale e LDL sono risultati sostanzialmente invariati.

Ho letto che può essere comune attendere anche fino a 6 mesi, una volta stabilizzato il peso, prima di osservare un calo significativo dei valori. Inoltre, non avendo svolto attività fisica, presumo che parte della perdita di peso sia stata di massa muscolare e massa magra, il che potrebbe aver influenzato i risultati.

Considerando la mia età (33 anni), vorrei chiedere se consigliate di proseguire con la dieta e l’eventuale integrazione, questa volta abbinata a un programma di attività fisica, prima di valutare un eventuale approccio farmacologico.

La ringrazio in anticipo per il gentile riscontro.
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
sì, in questa situazione in genere ha senso proseguire ancora con il lavoro su alimentazione e stile di vita prima di ragionare su una terapia farmacologica, soprattutto se non sono presenti altri fattori di rischio cardiovascolare maggiori.

Il fatto che il colesterolo totale e l’LDL non siano scesi subito non significa necessariamente che il percorso sia stato inutile, perché la risposta del profilo lipidico alle modifiche dello stile di vita può essere variabile e tende a beneficiare della continuità nel tempo.

Nel suo caso, l’assenza di attività fisica rende molto ragionevole una seconda fase del percorso in cui alla dieta venga affiancato un programma motorio regolare, dato che le linee guida raccomandano 30-60 minuti quasi tutti i giorni, oppure 2,5-5 ore alla settimana di attività moderata-intensa, e l’esercizio può migliorare il profilo lipidico in modo complementare alla sola dieta.

In particolare, il calo di peso e la restrizione alimentare sono associati a miglioramenti dell’LDL, mentre l’allenamento ha effetti favorevoli soprattutto su HDL e assetto lipoproteico, per cui combinare dieta e movimento è spesso più efficace che valutarli separatamente.

La possibile perdita di massa magra può avere inciso sulla qualità del dimagrimento, ma non è di solito l’elemento principale con cui si spiega da sola la persistenza di un LDL elevato.

Prima di prendere in considerazione un approccio farmacologico da discutere col medico, però, è importante inquadrare il rischio complessivo e non fermarsi al solo valore del colesterolo, valutando anche pressione arteriosa, glicemia, fumo, HDL, trigliceridi, circonferenza vita e familiarità per ipercolesterolemia o eventi cardiovascolari precoci.

Un LDL di 157 mg/dL, da solo, non rientra nella soglia classica che negli adulti fa pensare più fortemente a una ipercolesterolemia familiare, che in genere si associa a valori di LDL pari o superiori a 190 mg/dL, ma una familiarità importante può rendere più significativa anche una ipercolesterolemia persistente intorno a 160 mg/dL.
Per questo motivo, trovo sensato proseguire ancora con dieta ben strutturata, eventuale integrazione se già indicata dal medico curante, e soprattutto attività fisica regolare, per poi rivalutare gli esami e decidere il passo successivo sulla base del rischio globale e non del solo numero dell’LDL.

Un cordiale Saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo Nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate

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Dott.ssa Maria Nitti
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Gesualdo
Buonasera,
complimenti per l'importante traguardo dei 12 kg persi: è un segnale di grande impegno. Durante una rapida perdita di peso, il colesterolo stoccato nei tessuti adiposi viene immesso nel circolo sanguigno per essere metabolizzato e questo può mantenere i valori ematici temporaneamente alti (iperlipidemia transitoria). Inoltre, il profilo lipidico tende a stabilizzarsi dopo circa 3 mesi dal raggiungimento di un peso costante. Senza attività fisica, è probabile che parte del peso perso sia massa magra (muscolo). Il muscolo è il nostro principale "bruciatore" di grassi; preservarlo con il movimento aiuta a migliorare il metabolismo del colesterolo LDL. A 33 anni, prima di valutare un approccio farmacologico, è essenziale porsi una domanda: ha già escluso una componente familiare (genetica) per queste dislipidemie? Se altri membri della sua famiglia soffrono di colesterolo alto nonostante uno stile di vita sano, la risposta alla sola dieta potrebbe essere parziale. Data la sua giovane età le consiglio di inserire attività fisica per proteggere la massa magra mantenere il peso raggiunto per almeno un trimestre e ripetere gli esami tra 3-4 mesi, valutando con il suo specialista anche l'inserimento di una nutraceutica mirata (integratori specifici) prima di ipotizzare farmaci.
Dott. Filippo Floramo
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Varapodio
Buonasera,

una riduzione del peso corporeo, come nel suo caso (circa 12 kg), è sicuramente un risultato importante e rappresenta già un intervento favorevole per la salute metabolica. Tuttavia, non è raro che **i valori di colesterolo, in particolare l’LDL, non si riducano immediatamente o in modo proporzionale al dimagrimento**.

Il profilo lipidico è infatti influenzato da diversi fattori: **genetica, composizione della dieta, qualità dei grassi assunti, attività fisica e composizione corporea**. In alcune persone esiste anche una certa predisposizione genetica che rende il colesterolo LDL meno responsivo alle sole modifiche alimentari.

È vero inoltre che **durante la fase di dimagrimento** possono verificarsi fluttuazioni temporanee dei lipidi nel sangue, legate alla mobilizzazione dei grassi dai tessuti. Per questo motivo spesso è utile **valutare i valori dopo alcuni mesi di stabilizzazione del peso**, come ha correttamente letto.

L’attività fisica rappresenta un elemento molto importante: l’esercizio regolare, soprattutto se combina **attività aerobica e allenamento di forza**, tende a migliorare il profilo lipidico aumentando l’HDL e contribuendo alla riduzione dell’LDL, oltre a favorire il mantenimento della massa muscolare.

Nel suo caso, considerata anche la giovane età (33 anni), generalmente l’approccio iniziale prevede di **proseguire con lo stile di vita corretto per alcuni mesi**, consolidando:

* un’alimentazione equilibrata con controllo dei grassi saturi e adeguato apporto di fibre (in particolare quelle solubili);
* attività fisica regolare;
* mantenimento del peso raggiunto.

Solo successivamente, se i valori dovessero rimanere elevati o se fossero presenti altri fattori di rischio cardiovascolare, il medico potrà valutare se sia opportuno prendere in considerazione **un eventuale trattamento farmacologico**.

In sintesi, proseguire con la dieta, associando questa volta **un programma strutturato di attività fisica e mantenendo stabile il peso**, è una strategia ragionevole prima di valutare altri approcci. Sarebbe utile ripetere il profilo lipidico dopo alcuni mesi per verificare l’andamento nel tempo.

Un cordiale saluto.
Dott. Filippo Floramo
Biologo Nutrizionista
Dott. Luca D'Angelo
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Milano
Buongiorno, è possibile che i valori di colesterolo richiedano più tempo per ridursi anche dopo una significativa perdita di peso. Integrare la dieta con un programma di attività fisica regolare può aiutare a preservare massa muscolare e migliorare il profilo lipidico. Continuare con la dieta equilibrata e monitorare i progressi nei prossimi mesi è indicato prima di valutare eventuali farmaci. Una visita nutrizionale, online o in studio, può aiutare a ottimizzare alimentazione e integrazione in modo personalizzato. Cordiali saluti, Dott. Luca D'Angelo
Dott.ssa Daniela Anastasi
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Catania
Ma si tratta di un a dieta fai da te, oppure è seguito da un professionista? E' questo che fa davvero la differenza

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