Buonasera a tutti Sono una ragazza di 26 anni e sto finendo l'ultimo anno di università. Vi scriv

20 risposte
Buonasera a tutti
Sono una ragazza di 26 anni e sto finendo l'ultimo anno di università.
Vi scrivo perché vorrei capire se quello che sto passando è normale o se sto in qualche modo "sbarellando".
Premetto che ho avuto due relazioni da 4 anni ciascuna, la prima iniziata a 15 anni e finita a 19 anni, la seconda iniziata poche settimane dopo e finita poco più di un anno fa.
Per cui questo ultimo periodo passato da sola è stato per me la prima occasione di conoscemi e di "frequentarmi" veramente, e devo dire che non mi dispiace per niente stare da sola, tutt'ora. Ovvio mi piacerebbe avere qualcuno a fianco, ma non la vedo come una cosa possibile ora, nonostante abbia avuto la possibilità di iniziare altre relazioni, mi sembra come se nessuno fosse all'altezza di ciò che desidero essere la persona affianco a me.
L'ultima relazione è stata molto travagliata, lui era emotivamente inesistente, ho fatto dei gran monologhi in questi anni e non aveva mai iniziativa in niente. Ora a ripensarci mi viene la nausea. Così come mi viene la nausea all'idea che qualcuno possa avere di nuovo il potere di farmi cambiare umore, di farmi star male, deludermi. E quindi ogni volta che inizia una potenziale relazione, io tronco subito per paura di essere inghiottita di nuovo in una relazione che si rivela poi magari sbagliata, e che io ci metta di nuovo anni a rendermene conto e a uscirne.
Prima che finisse questa relazione ero certa di volermi sposare e avere dei bambini. Ora non lo so più. Non so se ho voglia di avere altre persone di cui devo prendermi cura, a cui pensare, di cui essere responsabile. Ho anche una situazione in casa in cui mia mamma è malata di tumore (sta abbastanza bene, ma ha bisogno della mia presenza) e l'unica altra persona in casa è mio fratello di 21 anni che si fa la sua vita. Mio padre abita in un'altra regione, sa tutto ma si fa tranquillamente gli affari suoi.
Ora quindi, se penso al mio futuro a volte penso che una volta che sarò libera dall'università o da questioni familiari, io voglia andarmene via e iniziare un'altra vita in un altro posto, e fare ciò che realmente voglio. Mi sono sempre immaginata il mio futuro con un lavoro stabile, e la famigliola felice, ma ora non so più cosa voglio e questa cosa mi preoccupa, mi mette ansia perché non so che direzione dare alla mia vita. A volte penso che senso ha iniziare una relazione se poi non so neanche se tra un anno vivrò ancora qui? E se questa relazione mi tarpasse le ali? Ho paura di fare scelte sbagliate e di non riuscire mai a scegliere ciò che realmente voglio io.
Non so sono riuscita a far passare il messaggio... però vorrei capire se è normale avere questi pensieri o se sono solo un mio modo per difendermi da qualcosa.
Grazie in anticipo e buon anno a tutti
Dott.ssa Barbara Stella Muolo
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, ciò che ha vissuto nella sua precedente relazione e quello che emotivamente sta vivendo con la malattia di sua mamma, la stanno sicuramente mettendo in discussione, ma quello che sicuramente mantiene il suo mettersi in discussione e porsi diverse domande è il fatto che è sola con se stessa, forse per la prima volta. Le domande che si one non solo sono "normali", ma sono anche necessarie perchè ci permettono di crescere e di avere maggiore consapevolezza di chi siamo. Non abbia timore se in questo momento non ha il controllo della sua vita, fa parte di questa metterci alla prova, ciò che invece varrebbe la pena di fare è focalizzarsi su quelle che sono le nostre risorse, gli strumenti necessari per fronteggiare ogni cambiamento.
Saluti Dott.ssa Barbara Muolo

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Dott.ssa Gloria Giordano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno, prima di tutto, voglio dirti che quello che stai vivendo è assolutamente normale, soprattutto considerando il periodo di transizione che stai attraversando. È comprensibile sentirsi confusa e ansiosa riguardo al futuro, specialmente dopo aver vissuto relazioni lunghe e intense e avendo responsabilità familiari.
È normale avere dubbi su relazioni future, soprattutto dopo aver vissuto esperienze che ti hanno lasciato delle cicatrici. La paura di essere delusa o di ritrovarsi in una situazione simile a quella passata è una reazione naturale, ma è importante prendersi del tempo per conoscersi meglio e riflettere su ciò che si desidera. Concentrarsi su se stessi e dedicarsi tempo è la scelta vincente: permette di non sentirsi in balia dell’Altro, di non essere intrappolata in un copione di vita che non ti corrisponde.
Inoltre, la tua situazione familiare aggiunge un ulteriore livello di complessità. È normale sentirsi sopraffatti quando si deve gestire la salute di un familiare e le proprie aspirazioni. Prenditi il tempo necessario per esplorare i tuoi desideri e le tue paure. Non c'è fretta di prendere decisioni definitive riguardo al tuo futuro o alle relazioni.
Ricorda che è perfettamente legittimo voler esplorare nuove opportunità e pensare a un cambiamento di vita. La cosa importante è ascoltare te stessa e i tuoi bisogni. Se hai bisogno di supporto, non esitare a parlarne con me o altro professionista, che potrà aiutarti a navigare in questi sentimenti.
In bocca al lupo per il tuo percorso e Buon anno!

Dott.ssa Francesca Di Costanzo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve cara, la ringrazio per aver scritto.
Le rotture amorose lasciano spesso un senso di perdita e sofferenza che inibisce l’apertura a nuovi incontri e alla scommessa che ogni legame comporta. Tuttavia pone degli interrogativi molto interessanti rispetto al cosa si vuole soggettivamente, interrogativi che potrebbe essere prezioso approfondire in un percorso terapeutico per rilanciare il proprio desiderio verso un altrove forse ancora inesplorato ed è legittimo non poterlo ancora conoscere. È possibile che di impedimenti se ne incontreranno, che il campo familiare ci chiami sempre a degli impegni e che il futuro possa avere le sue incertezze, ma ciò deve rappresentare proprio il terreno per tenere aperti questi quesiti e approfondirli in modo guidato per capire per tempo a cosa ci si sta ancorando.
Con l’augurio che possa trovare supporto, le porgo un cordiale saluto.
Dott.ssa Di Costanzo
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,
da quello che descrivi, il periodo che stai attraversando sembra riflettere un momento di grande cambiamento e crescita personale. È del tutto normale, in una fase di transizione come la tua, sentirti confuso riguardo al futuro, alle relazioni e alle priorità.

La fine di una relazione importante, soprattutto se vissuta per diversi anni, porta spesso a riflettere profondamente su sé stessi e su cosa si desidera davvero. Il fatto che tu stia vivendo con più consapevolezza il tempo in solitudine è un segnale positivo di riscoperta personale. Tuttavia, la paura di ricadere in dinamiche relazionali negative può portarti a chiudere le porte a nuove opportunità, nel tentativo di proteggerti da ulteriori delusioni.

Inoltre, la situazione familiare che descrivi, con tua madre malata e tuo fratello più distante, aggiunge ulteriori responsabilità e può contribuire a farti sentire sovraccarica emotivamente. Questo può compromettere la tua voglia di pianificare il futuro o di investire in nuove relazioni.

Questi pensieri e timori sono comprensibili e non indicano necessariamente che “stai sbarellando”, ma piuttosto che sei in un processo di rielaborazione e ridefinizione delle tue priorità e dei tuoi desideri. È normale porsi domande esistenziali e sentirsi insicuri su quale direzione prendere, specialmente quando si è di fronte a cambiamenti importanti nella propria vita.

Tuttavia, se senti che questa incertezza e ansia stanno diventando troppo pesanti da gestire da sola, potrebbe essere utile e consigliato approfondire questi temi con uno specialista. Un percorso psicologico può aiutarti a comprendere meglio le tue paure, rafforzare la tua autostima e affrontare con maggiore serenità le scelte future.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dr. Alessio Aloi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
buonasera,

in primis le direi che le due affermazioni non sono in contrasto: è normale avere questi pensieri (se per normale, intende dire "comune ad altre persone") e d'altra parte possono essere un suo modo per difendersi da qualcosa.

Da ciò che scrive, sembrerebbe che le sue relazioni sentimentali passate e l'ultima in particolare abbiano lasciato dei segni dentro di lei, tali da influenzare oltremodo il suo presente e il suo futuro relazionale. Certamente nella vita le priorità possono cambiare e può accadere di cambiare desideri per il proprio futuro, ma è importante che ciò avvenga per un percorso personale il più possibile scevro da timori di rivivere esperienze passate dolorose, altrimenti può conformarsi come un sistema di evitamento psichico, che è assolutamente l'opposto di una scelta matura e indipendente.

Citando una sua considerazione:
"ogni volta che inizia una potenziale relazione, io tronco subito per paura di essere inghiottita di nuovo in una relazione che si rivela poi magari sbagliata, e che io ci metta di nuovo anni a rendermene conto e a uscirne. Prima che finisse questa relazione ero certa di volermi sposare e avere dei bambini", basterebbe questa sua chiara e profonda riflessione a dirci che forse sarebbe bene per lei iniziare un lavoro psicologico di rielaborazione delle relazioni passate, che possa aiutarla ad essere più serena e consapevole: evitare tutte le relazioni per non ripetere le sofferenze passate equivale a dire non camminare più per evitare di cadere; dunque una scelta radicale e soprattutto innaturale, poiché le relazioni sentimentali fanno parte naturale della vita, di qualunque forma siano.
Cordialmente
Dott.ssa Daniela Voza
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Carissima, rispetto alle problematiche da lei lamentate, le sarebbe utile intraprendere un percorso di psicoterapia Metacognitiva, un approccio che si colloca nell'ambito della terza generazione delle terapie Cognitivo-Comportamentali e che vanta crescenti evidenze empiriche di efficacia. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti. Dott.ssa Daniela Voza
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, credo che i tuoi dubbi e domande siano legittime e comprensibili. Mi sembra di capire che dopo l'ultima relazione tu stia imparando a conoscere te stessa prima di tutto, questo è un lavoro assai impegnativo. Conoscere qualcuno se prima devo imparare a conoscermi non è semplice. Delineare i mie scopi, valori e confini non è semplice. Se non li padroneggio o non li conosco, chiaramente potrei temere che l'altro mi invada. Un giardino senza recinzione rischia di essere invaso dall'altro. Crearsi un recinto non significa lasciare tutto fuori, ma essere in potere di decidere chi far entrare e come farlo. Accetta di darti tempo, di costruire il tuo recito consapevole, bello come lo vuoi tu. Coltiva il tuo giardino. Poi potrai riflettere su chi e quando far entrare qualcuno. Rimango a tua disposizione, cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Rossella Maria Sferrazzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Alba
Buongiorno,

mi permetto di chiederle com'è stata e com'è la sua relazione con suo padre? Le suggerirei di rivolgersi a uno psicologo in modo tale da essere supportata e accompagnata in questa fase delicata della sua vita. Uno psicologo la aiuterebbe a riconoscere le relazioni non molto sane e a uscirne in tempi abbastanza brevi. Il percorso psicologico che eventualmente intraprenderebbe potrebbe aiutarla a riflettere e a scegliere ciò che desidera nella sua vita attuale e futura.
Rimango a disposizione per ogni eventuale chiarimento o domanda.
Un saluto.
Dott. Fabio Romano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Ferrara
Buongiorno! Le sue poche righe sembrano condensare tutta la fatica, l’incertezza e le speranze di una persona che cresce, cambia, diventa adulta. Leggerla mi ha fatto pensare a quanto sia importante sviluppare una sana capacità di vivere nell'incertezza, nel mistero, nel dubbio, senza l'impazienza di correre dietro ai fatti, alla ragione, alle risposte. Non dice molto della sua storia, ma sottolinea come dall’adolescenza a oggi non abbia mai avuto la possibilità di sperimentarsi “da sola”. Forse per la prima volta, ha sentito di poter fare un’esperienza di sé e del suo mondo interno. Forse per la prima volta, ha sentito di poter lasciare libera una parte della sua mente per vedere cosa succede mentre si ascolta. Si prenda il tempo di cui ha bisogno per presentarsi a sé stessa. Viva! Faccia tutte le esperienze che la vita le offre, cada, si rialzi, ripeta le stesse dolorose esperienze e solo dopo (se ne sente il bisogno) trovi il tempo e una seconda mente che la aiuti a ripensarle. In bocca al lupo
Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buonasera,

Grazie per aver condiviso la sua storia con tanta sincerità. Quello che descrive è un momento di grande cambiamento e di riflessione profonda, ed è del tutto normale sentirsi confusi e incerti in una fase della vita così ricca di transizioni. Ciò che sta attraversando sembra essere un mix di diverse esperienze emotive, legate alla chiusura di relazioni importanti, al bisogno di autonomia, al ruolo di sostegno che sta ricoprendo nella sua famiglia, e alla necessità di ridefinire ciò che vuole davvero per il suo futuro.

Innanzitutto, il fatto che abbia deciso di "frequentare sé stessa" e di prendersi uno spazio per conoscersi è un passo significativo. Dopo relazioni lunghe e impegnative, è naturale voler ritrovare il proprio equilibrio e riconnettersi con i propri bisogni e desideri. La paura di ripetere esperienze negative o di rimanere intrappolata in relazioni sbagliate è comprensibile, soprattutto se l'ultima relazione è stata emotivamente deludente. Questi timori, tuttavia, possono anche essere una forma di protezione che sta utilizzando per evitare di soffrire di nuovo.

La confusione rispetto al futuro e al desiderio di relazioni o di costruire una famiglia può essere il riflesso di un momento in cui le sue priorità stanno cambiando. Non è raro che, dopo aver vissuto situazioni impegnative, si inizi a riconsiderare ciò che conta davvero per sé stessi. Il desiderio di indipendenza, come il pensiero di trasferirsi altrove, può indicare un bisogno di spazio e di libertà per esplorare nuovi aspetti di sé e della sua vita.

Le domande che si pone sono normali e fanno parte del processo di crescita personale. È importante non vedere questa incertezza come un segno di fallimento o debolezza, ma come un'opportunità per esplorare chi è e cosa vuole realmente. Si conceda il tempo per capire quali sono i suoi veri desideri, senza pressione.

Potrebbe trovare utile confrontarsi con un professionista che la accompagni in questo viaggio di scoperta, aiutandola a distinguere tra paure che derivano da esperienze passate e aspirazioni autentiche per il futuro. Un percorso terapeutico potrebbe anche aiutarla a elaborare il suo ruolo familiare e il carico emotivo che comporta.

Se desidera, sono disponibile a supportarla in questo percorso. Mi auguro che possa trovare la chiarezza e la serenità che sta cercando. Buon anno anche a lei!
Dott.ssa Erica Tonetto
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Conegliano
Buongiorno carissima! Buon anno anche a te! Direi che l'ultima relazione ti ha talmente fatto travagliare, come dici tu, che non te la senti di dover attraversare ancora litigi, monologhi e inesistenza. Tuttavia, la relazione di coppia non è solo questa e tu già lo intuivi da quando richiedevi presenza al ragazzo inesistente. Direi, pertanto, di far appello alla ragione: intanto mettere chiarezza su che tipo di relazione vuoi e se non trovi il ragazzo che non farebbe il caso, non è un dramma, non è il momento, ne conoscerai altri ma questo non significa dover cambiare completamente i tuoi piani. Perchè vuoi cambiare Paese? Da cosa vorresti fuggire? Altra domanda: sicuramente una relazione stabile non è un mezzo di fuga, da cosa vorresti fuggire e trovare nella relazione? Sarà utile poi risolvere una cosa per volta: stare vicino alla madre finché guarirà, laurearti, nel frattempo imparare a stare bene da sola e non dipendere affettivamente da altri, questi sono intanto le tue direzioni. Per il resto, pensa a che tipo di uomo vuoi accanto e non accontentarti per fuggire, pensa a che tipo di carriera e in che luogo eventualmente vorresti vivere, ma non per evitare. Prendi in mano le tue emozioni ed attraversale, non scappare dalle tue paure. Il nostro orientamento tante volte ci fa cambiare i piani ed è normale, non averne paura. Una cosa per volta. Cordialmente, Dott.ssa Tonetto.
Dr. Filippo Ciullini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Le sue domande sono lecite e comprensibili. Aver vissuto delle delusioni amorose, aver sofferto per esse ed essere riuscita poi a ritrovare un proprio equilibrio e benessere personale è già di per sé un segno che è stata capace di ricostruire la propria vita e investire nuovamente in altre relazioni e interessi. A questo riconquistato benessere pare che si ripresenti la paura di stare nuovamente male in una relazione amorosa, di affezionarsi e legarsi a qualcuno che poi la faccia sentire costretta e non appagata. Non è disposta a rinunciare alla sua indipendenza se non per qualcuno che le fornisca un valore aggiunto alla sua vita e non rappresenti un peso o una preoccupazione in più. Questo suo pensiero, se mi pare di aver capito bene, è comprensibile e normale. Sembra poi che una volta effettuata una scelta si legasse alla persona e questa la vincolasse nei suoi progetti futuri, piuttosto che darle un incoraggiamento e una spinta maggiore a realizzarli. Le auguro di trovare qualcuno che la sostenga in questo modo. Per la questione di sua madre malata, mi pare che lei sola si faccia carico di questa situazione, sentendosi anche qui vincolata e forse un po' arrabbiata nei confronti dei suoi familiari che sembrano ignorano o dare per scontato tale condizione. Aprire un dialogo in questa direzione potrebbe permettere di modulare gli equilibri finora stabiliti, anche silenziosamente, all'interno del nucleo familiare. Buon anno anche a lei
Dr. Andrea Luca Bossi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Buonasera, credo lei stia sottovalutando gli aspetti positivi della sua situazione. Il fatto di aver vissuto già due relazioni importanti in età adolescenziale ha certamente avuto il beneficio di capire ciò che non vuole in una relazione. Se rilegge con attenzione "laterale" la sua dissertazione potrà notare che la risposta se l'è già data: stringa con convinzione la sua situazione di single e continui a "frequentarsi", perché la persona di cui ha bisogno, adesso, è soprattutto se stessa. La corsa è ancora talmente lunga che può concedersi non solo di stare da sola per il tempo che le è necessario, ma anche di concedersi altri errori, dai quali si nota che è abilissima a trarre proficui insegnamenti per continuare il perfezionamento. La mia impressione è che lei debba semplicemente "autorizzarsi" a proseguire come sta facendo, e ad alimentare le ali dell'attuale spensieratezza che le è di assoluto diritto concedersi. Nel frattempo, tra le mille cose che possono concorrere alla sua crescita, può praticare la meraviglia della serendipità, l'arte di trovare quello che non si cerca, perché la risorsa più importante è dalla sua parte: Il Tempo. Buona esplorazione
Dott.ssa Eleni Karliampa
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Ciao, quello che stai vivendo è assolutamente normale, soprattutto considerando il periodo di grandi cambiamenti e responsabilità che stai affrontando. Essere uscita da due relazioni lunghe e impegnative, con l'ultima particolarmente travagliata, ti ha dato il tempo di riflettere su chi sei e su cosa vuoi, un processo che può essere destabilizzante ma anche estremamente utile per la tua crescita personale. Tuttavia, ci sono alcuni punti su cui vale la pena soffermarsi per aiutarti a navigare questa fase con maggiore serenità.
Avere degli standard è fondamentale: significa che hai imparato a valorizzarti e sai cosa vuoi evitare dopo esperienze passate. Tuttavia, il rischio è che, se siamo troppo attaccati a un'idea perfetta, questa possa trasformarsi in una trappola. Nessuna relazione o situazione sarà mai priva di incertezze o compromessi, e accettare questa realtà è parte del processo di crescita. Non significa abbassare i tuoi standard, ma trovare un equilibrio tra i tuoi desideri e la realtà.
È importante anche lasciare il passato nel passato. Le tue relazioni precedenti e le esperienze difficili ti hanno dato insegnamenti preziosi, ma non devono definire il tuo presente o il tuo futuro. L’errore è relativo: quando scegliamo o facciamo qualcosa, lo facciamo in base alle informazioni e alle esigenze di quel momento. Gli errori non sono solo inevitabili, ma sono anche opportunità di apprendimento. La questione non è evitarli del tutto, ma saperli riconoscere e correggere in modo che le loro conseguenze non siano troppo dannose.
Imparare a vivere nell’incertezza è una sfida, ma anche una grande libertà. Non sapere esattamente cosa vuoi oggi non significa che non lo scoprirai con il tempo. Puoi scegliere di fare un passo alla volta, ascoltando i tuoi bisogni e lasciando spazio alla possibilità che le cose cambino. L’incertezza può essere vista non come una minaccia, ma come un’occasione per esplorare nuove strade senza sentirti intrappolata in decisioni definitive.
Concediti il permesso di non avere tutte le risposte ora. Puoi scegliere ciò che è meglio per te nel momento presente, sapendo che hai la capacità di adattarti, di correggere il percorso e di crescere con le esperienze. La vita non è un piano rigido, ma un viaggio pieno di possibilità. Confida in te stessa e nei tuoi tempi. Ma se senti che l'ansia o la confusione diventano troppo pesanti, potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo. Ti auguro un buon anno e tanta serenità in questo percorso!
Dr. Carlo Benedetti Michelangeli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
salve, cii sono momenti in cui si è dubbiosi circa le decisioni e le strade da prendere. emerge in noi un ragionamento e una sensazione non meglio decifrabile che ci fanno sentire incongruenti con un nostro pensiero di noi passato. voglio quindi tranquilizzarla che i dubbi spesso sono anche voci che chiedono di essere ascoltati e che hanno una funzione quasi protettiva per il nostro futuro perchè ci obbligano a riflettere su quelli che sono i nostri veri e più autentici bisogni. se vuole approfondire la questione sono disponibile a conoscere piu dettagliatamente la tua storia. Ricevo a Roma nel quartiere Prati e effettuo colloqui <online per le persone che non possono venire a studio per le tante esigenze personali. cordialmente
Carlo Benedetti Michelangeli
Dott.ssa Annesa Farinello
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Vicenza
Buona sera. La considerazione che mi sento maggiormente di sostenere è quella relativa al piacere di stare sola, di conoscerti meglio. Le considerazioni pessimistiche che seguono, a mio avviso, rappresentano una fase del tuo percorso nel quale non ha più voglia di impegnarti : e fai bene, sviluppa fino in fondo le potenzialità che sono insite nello stare da sola, ricerca la tua crescita in questo periodo, senza fretta, e poi.... vedrai che gli incontri che ti faranno cambiare idea non mancheranno. Un sincero augurio di buon anno! Mi fa piacere se mi fai sapere come sta andando.
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Nella mia lunga esperienza professionale ho realizzato che esistono 3 emozioni salvavita: la paura che ci impedisce di essere incoscienti, la rabbia che ci permette di difenderci e il disgusto, nausea e vomito che ci permettono di non intossicarci. Dia retta alla sua nausea, forse le relazioni precedenti sono state "troppo"? Continui a costruire la sua autonomia, solo chi è autonomo e capace di sostenere la solitudine può scegliere di stare con qualcuno per il piacere di stare insieme altrimenti stare con qualcuno diventa una scelta condizionata dal timore di stare da soli. Sono disponibile per approfondimenti. Distinti saluti
Dott.ssa Valeria Colangelo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno a lei, forse non é così importante capire se lei stia sbarellando o meno o se quello che prova sia normale o meno ma fermarsi un attimo. Intanto sta vivendo un momento molto complesso rispetto alla sua mamma e ai rapporti familiari che cita.
Forse è il momento di fermarsi di ascoltarsi a prescindere dalle relazioni che le sono attorno senza spaventarsi per questo.
Essere in relazione con qualcun altro non significa necessariamente prendersene cura ma attualmente questa sembra l’unica modalitá che conosce che poi, come giustamente dice, ha timore che la faccia sparire. Si conceda una spazio suo proprio in questa fase in cui é apparentemente sola. Ora ha la possibilità di incontrare però nuove parti di lei.
Dott.ssa Giocle Gambacorta
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Palermo
Buonasera, in ciò che lei scrive leggo tanti aspetti di vita che lei sente come fonte di disagio. Ognuno di essi meriterebbe uno spazio di ascolto che non ho intenzione di svilire o sminuire con il mio contributo. Posso solo invitarla, in questo contesto, ad alcune riflessioni. Per ciò che attiene i suoi rapporti di coppia passati e quelli che lei intravede come possibili scenari futuri mi fermerei su un elemento, uno su tutti: l’importanza di definire i propri confini emotivi. Stabilire confini sani significa riconoscere che, pur essendo legati al partner, siamo individui separati. Non possiamo delegare al partner la responsabilità di renderci felici o sereni, così come non possiamo prenderci la responsabilità esclusiva del loro stato d'animo. Una relazione sana si basa sul supporto reciproco, ma non su una dipendenza emotiva totale. Riconoscere che il nostro stato d’animo dipende in larga parte da noi stessi è un passo importante verso relazioni più mature, consapevoli e soddisfacenti. In secondo luogo lei descrive parte delle situazioni e dinamiche interne proprie della sua famiglia di origine. Non c’è dubbio che la malattia di un genitore abbia un impatto sulla vita dei figli, a maggior ragione se quest’ultimi non sentono di avere una rete di supporto tale da consentire una distribuzione di responsabilità e di eventuali pesi in riferimento all’evento di vita che il familiare in questione si trova a vivere. Esplorare tali dinamiche consente anche di intervenire affinché si possa dare un nome ai vissuti che albergano dentro di lei e inoltre per individuare nell’ambito del proprio entourage possibili alternative ad una situazione che apparentemente può sembrare immutabile e immodificabile (per es. la percezione che sua madre abbia bisogno della sua presenza e che lei sia l’unica a poter rispondere a tale richiesta, perché suo fratello non è disponibile….).
Dott.ssa Giada Santi
Psicologo, Psicoterapeuta
Pistoia
Buonasera a lei. Leggendo le sue parole, ho pensato subito alla fase di vita in cui si trova: fine università quindi al termine del " contenimento scolastico" e all'inizio dell'età adulta in cui la responsabilità di un futuro lavoro, di una relazione affettiva sono solo sue e di nessun altro. Entra anche nella fase in cui è possibile sentirsi ( a volte spesso) soli perchè le scelte dipendono da noi stessi per quanto si possa condividere con gli altri. Credo che in parte quindi derivi da questo la sua incertezza, il suo disorientamento sul futuro. Dall'altra ritengo che la sua situazione familiare e il suo sentirsi così indispensabile nell'aiutare sua mamma , possano creare un blocco nel crescere dovuto al senso di colpa che potrebbe sentire se mettesse davvero testa sul suo futuro e scegliesse. Penso che come ha detto lei questi pensieri confusivi e disorientanti possano essere un modo per difendersi da qualcosa che ha bisogno di essere risolto e di trovare il giusto significato. La situazione familiare prima di tutto. Le auguro di cuore che possa trovare il coraggio per guardarsi dentro e trovare il giusto equilibrio.

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