Buona sera dottori vorrei chiedervi una cosa che ogni tanto mi viene fida premettere che sono un ans
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Buona sera dottori vorrei chiedervi una cosa che ogni tanto mi viene fida premettere che sono un ansioso, ci sono delle volte che mi sento un nervoso che mi prende dallo stomaco e i nervi delle braccia tesi e per dirla tutta nn mi va di sentire a nessuno cioè mi isolo da tutti e mi assenti totalmente e tutto questo mi far stare male, sto già 6 volte che vado da un psicoterapeutico e per dire la verità sto meglio il neurologo ha provato anche a darmi Daparox ma dopo un mese stavo peggio... datemi un consiglio per piacere... sono un ragazzo di 36 anni e quando sto così nn vivo...
Buongiorno. Non so se in questo momento lei stia vivendo una crisi particolarmente acuta, di uno stato di malessere in realtà presente da vario tempo. Se andando dallo psicoterapeuta lei sta meglio, il mio consiglio è continuare il percorso. Le posso comunque dire che non deve avere fretta o arrendersi alle prime ricadute. I disturbi che lamenta sono di tipo vegetativo, ovvero dipendono da un'ansia non rielaborata in pensieri, ma libera di fluire (come un fiume che straripa). Ne parli con il suo terapeuta. Rispetto al farmaco, ricontatti il neurologo oppure un altro specialista, ad esempio uno psichiatra, e insieme cercate di trovare il cosidetto "aggiustamento farmacologico". Capisco che la situazione sia pesante da gestire, ma è possibile, con un pò di tempo avere una buona cura. E' importante, però, che questo ritiro dalle persone non si trasformi in fobia delle relazioni sociali
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Gentile utente, immagino che il disagio che prova sia importante. Da ciò che ho compreso leggendo il suo messaggio al momento si sta rivolgendo ad uno psicoterapeuta, questo, la rassicuro, è il modo più efficace con cui può prendersi cura di ciò che sperimenta. Generalmente quando si sperimenta una difficoltà importante a livello emotivo è possibile associare alla psicoterapia un trattamento farmacologico per sostenere il processo terapeutico ed è lo psichiatra la figura deputata ad occuparsi di questo aspetto. Condivida con il neurologo e con lo psicoterapeuta l'idea di farsi seguire, almeno per questa fase più "faticosa", da uno psichiatra. Un caro saluto.
dott.ssa Indra Cheli
dott.ssa Indra Cheli
Buonasera . Capisco il suo malessere ma le dico che i percorsi di terapia non sono rapidi ne' immediati e a volte per riceverne beneficio deve passare un po' di tempo in più .
Pertanto la invito a tenere duro , sta affrontando il disagio nel modo migliore e presto ne sperimenterà giovamento
Pertanto la invito a tenere duro , sta affrontando il disagio nel modo migliore e presto ne sperimenterà giovamento
Buonasera, mi rendo conto che quando una persona sta male vorrebbe trovare al più presto una soluzione e mi sembra che Lei sia sulla buona strada, sta andando dallo psicologo. A volte per affrontare le difficoltà è utile farsi prescrivere un farmaco adatto alla situazione che si sta vivendo e questo lo può fare uno psichiatra. Non molli !!! ci vorrà un po' di tempo e parlare apertamente con lo psicologo di come si sente, dei suoi desideri, dei suoi obiettivi l'aiuterà. Saluti dott.ssa Carmen Scantamburlo
Salve, ho letto con attezione la sua richiesta d'aiuto e ho sentito le sue difficoltà come importanti e immagino, per lei, molto invalidanti. L'ansia è un'emozione che parla attraverso il corpo e il suo linguaggio può apparire allarmante, lo comprendo perfettamente. Sicuramente in terapia darete molto spazio a come imparare ad avere una relazione diversa con questa particolare emozione: ci vuole tempo. Il mio consiglio è proprio questo, di darsi tempo di esplorare queste sue sensazioni fisiche che, ad oggi appaiono, sicuramente spaventose ma che forse, con il tempo, non lo saranno più. Per quanto riguarda l'aspetto farmacologico, ricontatti il suo neurologo, gli parli dei suoi sintomi, sono sicura che troverete insieme un modo per "riaggiustare la cura".
La saluto cordialmente, fiduciosa del suo percorso.
Dott.ssa Sefora Di Natale
La saluto cordialmente, fiduciosa del suo percorso.
Dott.ssa Sefora Di Natale
Buongiorno. L’ansia e’ un campanello di allarme, un sintomo che le segnala che nella sua vita c’e’ Qualcosa, un evento, una situazione, una preoccupazione, magari ancora non del tutto palese, che non sente di poter affrontare se non ‘rompendo’ schemi, equilibri ecc.
Il supporto farmacologico può essere importante e va trovato con calma insieme allo psichiatra il farmaco più adeguato.
E’ pero Ancora più determinante che lei si impegni in un percorso di psicoterapia che come tale non si riduce a sei sedute ma essendo un percorso avrà una durata soggettiva legata alla problematica e alle dinamiche sottostanti. La durata va di solito da un minimo di 6 o 8 mesi a 2 o 3 anni.
In bocca al lupo
Il supporto farmacologico può essere importante e va trovato con calma insieme allo psichiatra il farmaco più adeguato.
E’ pero Ancora più determinante che lei si impegni in un percorso di psicoterapia che come tale non si riduce a sei sedute ma essendo un percorso avrà una durata soggettiva legata alla problematica e alle dinamiche sottostanti. La durata va di solito da un minimo di 6 o 8 mesi a 2 o 3 anni.
In bocca al lupo
'quando sto così non vivo..' dice tutto , questa frase racchiude la sua sofferenza e il suo smarrimento...i 6 incontri di psicoterapia di cui parla la fanno stare meglio, ma ancora non bene...dovrà avere pazienza e continuare il percorso intrapreso...dovrà avere fiducia nel suo terapeuta ed affrontare con lui dubbi e perplessità. Prosegua il suo percorso senza timori...
Cordialmente.
Cordialmente.
Gentile utente, sembra che il suo percorso psicoterapico stia dando i suoi frutti dal momento che riferisce di stare meglio. Probabilmente il neurologo ha pensato che un supporto farmacologico potesse offrirle un valido aiuto. É possibile che il farmaco assunto non sia quello adatto a lei, tuttavia é utile tenere a mente che i farmaci antidepressivi quali in daparox hanno bisogno di oltre un mese per raggiungere la giusta efficacia. Il mio consiglio é comunque di continuare il suo percorso psicoterapico. Cordialmente. N.A. Losignore.
L'ansia spesso si esprime attraverso il corpo e nel suo caso l'organo bersaglio è soprattutto lo stomaco, che è quello maggiormente implicato nelle problematiche relazionali. A questo si aggiungono il "nervoso" alle braccia, che forse vorrebbero agire, e il ritiro dalle relazioni. Lo stomaco è il contenitore di ciò che viene dall'esterno ed esprime lo stato delle relazioni. Probabilmente c'è qualcosa nei suoi rapporti che in questo momento non va. Sicuramente con il suo psicoterapeuta verranno affrontati questi aspetti della sua vita in modo da riconoscere ciò che il sintomo nasconde, che lei ignora o non vede. Continui la sua psicoterapia con pazienza e fiducia, in modo da migliorare la qualità della sua vita, arrivando a contornarsi di relazioni con chi le è affine ed evitando quelle negative. Non dobbiamo accogliere tutti. Contemporaneamente valuti con lo psicoterapeuta e lo psichiatra un eventuale aiuto farmacologico.I miei migliori auguri di uno stato di benessere.
Il disturbo è di tipo psicosomatico e può essere collegato a stati ansiosi: il decremento di questi disturbi può essere legato alla capacità di essere maggiormente consapevole delle proprie reazioni emotive e in grado di gestirle.
Salve, la condizione che sta vivendo mi sembra davvero difficile. L'ansia può essere spesso invadente e invalidante. L'indicazione che posso darle é quella di continuare con fiducia le terapie iniziate e affidarsi al professionista, anche dal punto di vista farmacologico. Questi percorsi sono lunghi e necessitano aggiustamenti nel tempo. Inoltre, esistono alcune tecniche interessanti per la gestione dall'ansia, come il training autogeno e tecniche di rilassamento, che possono aiutare ad allentare le tensioni che gli stati ansiosi spesso provocare nel corpo. Ovviamente le consiglio tali strumenti come supporto alle terapie psicologiche e farmacologiche (non in alternativa) e di parlarne con il suo psicoterapeuta. In bocca al lupo! Spero di esserle stata d'aiuto.
Salve, il percorso che ha intrapreso forse è giusto per lei specialmente la psicoterapia, che mi sembra la fa stare meglio, sicuramente 6 sedute sono poche per capire perchè soffre di tanta ansia. La sua ansia è un sintomo bisogna vedere che nasconde, lei nella sua richiesta ci parla poco di lei non ci spiega che cosa è successo nella sua vita quando sono iniziati i suoi sintomi. Cmq abbinare la cura farmacologica alla psicoterapia è una cosa giusta, abbia pazienza con il farmaco forse ci vorrà più tempo per avere dei risultati migliori oppure ne parli con il suo medico e se li faccia cambiare, le auguro di andare a stare meglio, dott. Eugenia Cardilli
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Buonasera,
ha ragione, l'insieme delle emozioni di ansia, tristezza, rabbia che si trova a vivere sono purtroppo molto dolorose e quindi faticose, ma lei sta già facendo i passi giusti. Sta lavorando con uno psicoterapeuta e vedrà che andrà pian pian meglio, magari provi a condividere con il suo terapeuta la possibilità di contattare uno psichiatra per poter contare su di un aiuto in piu'.
ha ragione, l'insieme delle emozioni di ansia, tristezza, rabbia che si trova a vivere sono purtroppo molto dolorose e quindi faticose, ma lei sta già facendo i passi giusti. Sta lavorando con uno psicoterapeuta e vedrà che andrà pian pian meglio, magari provi a condividere con il suo terapeuta la possibilità di contattare uno psichiatra per poter contare su di un aiuto in piu'.
Gentile è probabile che sia un problema legato all'ansia e quindi al suo vissuto emotivo. Dice che è stato 6 volte da uno psicoterapeuta? Quindi ha cambiato molto spesso specialista? Non so quello che è accaduto ma questo numero di abbandoni fa riflettere. L 'abbandono del luogo terapeutico spesso avviene perché il paziente, in questo caso lei, stava effettivamente arrivando alla radice del problema, ma poi è scappato perché una parte di lei non lo ha voluto affrontare. Si confronti su questi vissuti con il suo attuale terapeuta, sulle sue paure, sul suo istinto alla fuga quando sta per stare meglio, così da evitare che accada di nuovo, portando a termine la terapia e riuscendo a superare così i suoi sintomi.
Gentile utente,
Le consiglio di proseguire il percorso psicoterapeutico, chiaramente per ottenere dei cambiamenti importanti ci vuole tempo. Per quanto riguarda il farmaco, chieda al Suo psicoterapeuta se ritiene necessario un consulto da uno psichiatra.
Saluti,
GF
Le consiglio di proseguire il percorso psicoterapeutico, chiaramente per ottenere dei cambiamenti importanti ci vuole tempo. Per quanto riguarda il farmaco, chieda al Suo psicoterapeuta se ritiene necessario un consulto da uno psichiatra.
Saluti,
GF
Salve, é molto comune osservare, in un soggetto ansioso, questa tipologia di sintomi. Proprio lo stomaco è, per così dire, il bersaglio prediletto dall'ansia insieme alla tensione muscolare. Ma non si ferma solo a livello organico, l'ansia comporta anche delle importanti alterazioni a livello ormonale, favorendo un ampio rilascio di cortisolo (ormone dello stress). Quest'ultimo è responsabile, tra gli altri effetti, anche del comportamento evitante e dell'irascibilità.
Da quanto riporta, sembra evidente che sta beneficiando della psicoterapia che rappresenta insieme alla farmacoterapia, laddove necessaria, la strada maestra per ritrovare il benessere. Cordialità.
Da quanto riporta, sembra evidente che sta beneficiando della psicoterapia che rappresenta insieme alla farmacoterapia, laddove necessaria, la strada maestra per ritrovare il benessere. Cordialità.
Buongiorno, la sintomatologia descritta mi sembra essere particolarmente acuta. Dato che dal percorso psicologico intrapreso ha già riscontrato un miglioramento, la invito a continuare la terapia con il collega. Le suggerisco, inoltre, di parlare con lo stesso di questo senso di oppressione e soffocamento, magari anche spiegando la domanda che ha posto su questo sito. Sono sicura che le sue preoccupazioni verranno accolte adeguatamente. Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, le consiglio di parlarne con lo specialista che le ha prescritto la cura o di recarsi da uno psichiatra. Un saluto. Dott.ssa Alessandra D'Antonio
Gentile utente le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che la aiuti a decodificare i sintomi della sua ansia per capire cosa non sta funzionando
Buiongiorno.
In considerazione della sintomatologia che lei ancora esperisce evidentemente la sola psicoterapia non è sufficiente. Le consiglio un inquadramento neurologico per impostare un'opportuna terapia farmacologica che, col tempo, potra poi essere progressivamente sospesa.
Cordialità
In considerazione della sintomatologia che lei ancora esperisce evidentemente la sola psicoterapia non è sufficiente. Le consiglio un inquadramento neurologico per impostare un'opportuna terapia farmacologica che, col tempo, potra poi essere progressivamente sospesa.
Cordialità
In queste situazione è bene affidarsi ad una figura. Se il Daparox non ha funzionato non vuol dire che il neurologo non sia compatente. Non sempre si dà subito il farmaco adatto.
Quindi si confidi col suo neurologo, vedrà che l'aiuterà.
Per la psicoterapia, ottimo! Continui
Quindi si confidi col suo neurologo, vedrà che l'aiuterà.
Per la psicoterapia, ottimo! Continui
Continui con la psicoterapia ed eventualmente cambiare il farmaco che le è stato consigliato
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