Buona sera dottori. Sono una persona borderline e con tratti narcisistici, in cura da anni, un paio
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risposte
Buona sera dottori.
Sono una persona borderline e con tratti narcisistici, in cura da anni, un paio di giorni fa ho avuto una conversazione con questa persona che riteneva che chi soffre di disturbi simili non dovrebbe mai sposarsi e fare dei figli, ma in generale, non può avere delle relazioni perchè rovinerebbe la vita agli altri. Inoltre ha aggiunto che questa cosa la sostenete e consigliate anche voi psicologi, psichiatri ecc.
Ma è davvero così?
Sono destinato e costretto a vivere una vita in totale solitudine?
Sono una persona borderline e con tratti narcisistici, in cura da anni, un paio di giorni fa ho avuto una conversazione con questa persona che riteneva che chi soffre di disturbi simili non dovrebbe mai sposarsi e fare dei figli, ma in generale, non può avere delle relazioni perchè rovinerebbe la vita agli altri. Inoltre ha aggiunto che questa cosa la sostenete e consigliate anche voi psicologi, psichiatri ecc.
Ma è davvero così?
Sono destinato e costretto a vivere una vita in totale solitudine?
Gentil utente, a volte le persone usano le parole come lame. Se queste parole, in qualche modo l'hanno ferita, provi a parlarne con la persona che la sta seguendo. Nessuno merita di vivere una vita in modo infelice, pertanto non c'è alcuna etichetta diagnostica che ci impedisca di amare e di farci amare.
Buona fortuna,
Rosella Pettinari
Buona fortuna,
Rosella Pettinari
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Buongiorno gentile utente,
sarebbe opportuno un ulteriore confronto con la persona che ha affermato quanto da Lei scritto.
Un saluto
Dott.ssa Meloni Federica
sarebbe opportuno un ulteriore confronto con la persona che ha affermato quanto da Lei scritto.
Un saluto
Dott.ssa Meloni Federica
Caro utente, noi non ci permettiamo di dare divieti o limiti a nessuno. Purtroppo alcune persone utilizzano in maniera impropria alcune parole, frasi o concetti, il fatto che lei si sia sentito colpito è un tema importante da affrontare nella sua psicoterapia.
Le auguro il meglio,
Dott.ssa Federica Leonardi
Le auguro il meglio,
Dott.ssa Federica Leonardi
Salve. Mi occupo di disturbo di personalità ed organizzazione borderline da anni, e le posso assolutamente dire che non sono d'accordo. Esistono diversi livelli di funzionamento, più o meno adattivi, in base alle caratteristiche anche personologiche, agli stili e meccanismi difensivi: un borderline non è uguale ad un altro, e le parlo da esperta! Fondamentale un accurato inquadramento diagnostico multilivello e multifattoriale, ed una buona e vera psicoterapia! Non creda a tutto ciò che sente sull'argomento perchè potrebbe non riguardare lei!!! Saluti
Dr.ssa Cristina Pizzi
Dr.ssa Cristina Pizzi
Caro utente probabilmente la persona che ha sentenziato in tal merito ha parecchi conti in sospeso con qualcuno che ha tale disturbo ed è bene che si confronti con questo qualcuno invece di parlare a sproposito.
Non esiste nessun divieto meno che mai per una persona che si sta mettendo in discussione in un percorso terapeutico. Anch’io, però come i miei colleghi, la invito a parlarne col suo terapeuta visto che l’episodio l’ha colpita così tanto.
Un caro saluto.
Daniela Benvenuti
Non esiste nessun divieto meno che mai per una persona che si sta mettendo in discussione in un percorso terapeutico. Anch’io, però come i miei colleghi, la invito a parlarne col suo terapeuta visto che l’episodio l’ha colpita così tanto.
Un caro saluto.
Daniela Benvenuti
Salve, la risposta è no, non esiste nessun divieto. Inoltre, come vive le relazioni questa persona? Stia attento con chi si confronta.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Gentile utente, le garantisco che ci sono tante persone che hanno una vita affettiva e lavorativa del tutto soddisfacente pur possedendo tratti borderline e narcisistici di personalità! Non si deve mai rinunciare a vivere ma, qualora certi aspetti personali dovessero incidere negativamente sulla propria quotidianità, è giusto chiedere aiuto come lei ha già fatto. Sicuramente questo affronto che ha subito le ha smosso delle emozioni piuttosto forti che andrebbero analizzate nelle sue sedute.
Gentile Utente, già il fatto che lei sia consapevole dei suoi limiti, è una buona prognosi, e inoltre il fatto che abbia fatto psicoterapia e che ipotizzo la stia facendo, l'aiuterà molto nel suo cammino verso una vita di relazione soddisfacente. Inoltre è nell'interazione con l'altro che comprendiamo a che punto del percorso siamo rispetto ai nostri obiettivi nel risolvere i nostri problemi. Pertanto le direi di non precludersi una vita di relazioni.
Certamente un percorso psicologico la aiuterebbe a fare chiarezza. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi al meglio con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Un gentile saluto
Gentile utente, nessuno per quanto affetto da disturbi o patologie è destinato o costretto alla solitudine. Come ha scritto, lei è in cura da anni e quindi sa quali sono i lati border e narcisistici che metterebbero eventualmente a rischio una relazione. Il percorso psicoterapeutico la dovrebbe aiutare a riconoscere tali tratti, aiutandola ad affrontarli anche fuori dalla stanza di terapia, poiché compito del terapeuta è aiutare il paziente a ritrovare uno stato di benessere con se stesso e con le persone intorno a se.
Le auguro il meglio
Dott.ssa Villani
Le auguro il meglio
Dott.ssa Villani
Salve il lavoro di uno psicologo o di uno psicoterapeuta non è di certo di dare sentenze profetiche sulla vita di altri e ne tantomeno è rispettoso che lo faccia una qualsiasi persona parlando della vita di altri. Ognuno porta con se le proprie sofferenze e fragilità che possono rendere difficili i rapporti intimi e di vicinanza. Continui la sua strada rispettando le sue difficoltà e provando a rispettare anche le fragilità di chi è pronto a criticare.
Buongiorno, assolutamente no!! Ognuno è a sè e ha storia e obiettivi differenti.
Già il fatto che lei sia consapevole delle sue difficoltà e ci stia lavorando è motore di grande cambiamento!
Non si paragoni agli altri, ognuno è dotato di grande complessità e ricchezza personale, sono sicura che con un lavoro psicologico adeguato potrà far leva sulle sue risorse e ottenere relazioni sicure.
Cordialmente
Dott.ssa Stefania Romanelli
Già il fatto che lei sia consapevole delle sue difficoltà e ci stia lavorando è motore di grande cambiamento!
Non si paragoni agli altri, ognuno è dotato di grande complessità e ricchezza personale, sono sicura che con un lavoro psicologico adeguato potrà far leva sulle sue risorse e ottenere relazioni sicure.
Cordialmente
Dott.ssa Stefania Romanelli
Salve, convengo con quanto le hanno già detto, continui a prendersi cura della sua persona e vivrà le sue soddisfazioni.
Saluti
Massimiliano
Saluti
Massimiliano
No, assolutamente; importante cmq che lei entri in dialogo profondo con se stesso ed attinga agli strumenti disponibili per approfondire ed elaborare le sue problematiche
Gent.mo utente, la sua preoccupazione è comprensibile. Parlare in generale di persone che soffrono di un particolare disturbo non ha più di tanto senso; è vero che i disturbi di personalità potrebbero avere delle ricadute anche significative sulla qualità delle relazioni sociali ma ciò non è scontato e soprattutto bisognerebbe capire il "come" prima di dare dei pareri in merito, considerando anche il fatto che è possibile lavorare su tali difficoltà. Cordialmente.
Gentile utente di mio dottore,
a prescindere dai problemi che un individuo possa avere tutti meritano ti poter avere una vita dignitosa. Non so a cosa si riferisse la collega o il collega cui si è rivolto. Provi ad approfondire e a cercare di capire cos'è volesse dire il professionista a cui si è affidato, vedrà potrà darle tutte le risposte che cerca.
Cordiali saluti
Dottor. Diego Ferrara
a prescindere dai problemi che un individuo possa avere tutti meritano ti poter avere una vita dignitosa. Non so a cosa si riferisse la collega o il collega cui si è rivolto. Provi ad approfondire e a cercare di capire cos'è volesse dire il professionista a cui si è affidato, vedrà potrà darle tutte le risposte che cerca.
Cordiali saluti
Dottor. Diego Ferrara
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Buonasera,
una persona che sa cambiare idea e comportamento, che disattende le aspettative degli altri talvolta sa vedere e notare sfumature della vita che altri non sanno vedere. Aver imparato ad amare se stesso è forse un peccato? Chi sa amare sè stesso, talvolta sa amare un'altra persona in modo libero, senza pretesa di essere proprietà, bastone o carota di qualcuno, per qualcuno. Pensi che i greci non avevano un'unica definizione di amore. Chi le ha detto che c'è una sola estetica ed etica dell'amare o dell'avere una relazione di coppia?
una persona che sa cambiare idea e comportamento, che disattende le aspettative degli altri talvolta sa vedere e notare sfumature della vita che altri non sanno vedere. Aver imparato ad amare se stesso è forse un peccato? Chi sa amare sè stesso, talvolta sa amare un'altra persona in modo libero, senza pretesa di essere proprietà, bastone o carota di qualcuno, per qualcuno. Pensi che i greci non avevano un'unica definizione di amore. Chi le ha detto che c'è una sola estetica ed etica dell'amare o dell'avere una relazione di coppia?
Quindi nessuno di noi dovrebbe avere legami o figli o mogli o mariti.....;)
Continui a lavorare con fiducia su di sé, per concedersi all’Altro nel (suo) migliore dei modi.
Un carissimo saluto
Continui a lavorare con fiducia su di sé, per concedersi all’Altro nel (suo) migliore dei modi.
Un carissimo saluto
Buonasera,
ti rispondo in modo molto chiaro: no, non è così.
Non esiste nessuna posizione seria, né clinica né etica, che dica che una persona con un disturbo di personalità “non dovrebbe avere relazioni”, sposarsi o avere figli. Quella che ti è stata detta è un’affermazione molto dura, stigmatizzante e, soprattutto, non corretta.
Capisco però l’effetto che può averti fatto. Quando si porta già dentro una certa fragilità — e magari anche una tendenza a mettersi in discussione o a sentirsi “sbagliati” — parole così possono agganciarsi facilmente e diventare quasi una condanna.
Proverei a spostare leggermente il piano.
Non è tanto una questione di “sei borderline, quindi puoi o non puoi avere relazioni”. Le relazioni non si giocano su una diagnosi, ma su come una persona riesce, nel tempo, a stare dentro il legame: quanto è consapevole dei propri funzionamenti, quanto riesce a prendersene responsabilità, quanto è in grado di chiedere aiuto quando serve.
Il fatto che tu dica di essere “in cura da anni” è già un elemento molto importante. Significa che non sei fermo, che stai lavorando su di te. E questo cambia profondamente le cose.
È anche vero che alcune dinamiche possono rendere le relazioni più complesse: l’intensità emotiva, la paura dell’abbandono, certi movimenti relazionali che possono mettere in difficoltà sia te che l’altro. Ma questo non equivale a dire che sei destinato a stare da solo. Significa, piuttosto, che le relazioni possono essere un terreno di lavoro, oltre che di fatica.
A volte chi fa affermazioni come quella che hai riportato ragiona in modo molto rigido, quasi “tutto o nulla”: o sei perfettamente stabile oppure non puoi stare con nessuno. Ma la realtà delle persone è molto più sfumata.
Forse la domanda più utile, più che “posso avere relazioni?”, è:
che tipo di relazione posso costruire, compatibilmente con quello che sono oggi e con il lavoro che sto facendo su di me?
E anche:
che tipo di partner può stare con me in modo sufficientemente buono, senza che nessuno dei due debba annullarsi?
Non sei “destinato” alla solitudine. Ma probabilmente hai bisogno — come molte altre persone, anche senza diagnosi — di costruire relazioni più consapevoli, meno automatiche.
ti rispondo in modo molto chiaro: no, non è così.
Non esiste nessuna posizione seria, né clinica né etica, che dica che una persona con un disturbo di personalità “non dovrebbe avere relazioni”, sposarsi o avere figli. Quella che ti è stata detta è un’affermazione molto dura, stigmatizzante e, soprattutto, non corretta.
Capisco però l’effetto che può averti fatto. Quando si porta già dentro una certa fragilità — e magari anche una tendenza a mettersi in discussione o a sentirsi “sbagliati” — parole così possono agganciarsi facilmente e diventare quasi una condanna.
Proverei a spostare leggermente il piano.
Non è tanto una questione di “sei borderline, quindi puoi o non puoi avere relazioni”. Le relazioni non si giocano su una diagnosi, ma su come una persona riesce, nel tempo, a stare dentro il legame: quanto è consapevole dei propri funzionamenti, quanto riesce a prendersene responsabilità, quanto è in grado di chiedere aiuto quando serve.
Il fatto che tu dica di essere “in cura da anni” è già un elemento molto importante. Significa che non sei fermo, che stai lavorando su di te. E questo cambia profondamente le cose.
È anche vero che alcune dinamiche possono rendere le relazioni più complesse: l’intensità emotiva, la paura dell’abbandono, certi movimenti relazionali che possono mettere in difficoltà sia te che l’altro. Ma questo non equivale a dire che sei destinato a stare da solo. Significa, piuttosto, che le relazioni possono essere un terreno di lavoro, oltre che di fatica.
A volte chi fa affermazioni come quella che hai riportato ragiona in modo molto rigido, quasi “tutto o nulla”: o sei perfettamente stabile oppure non puoi stare con nessuno. Ma la realtà delle persone è molto più sfumata.
Forse la domanda più utile, più che “posso avere relazioni?”, è:
che tipo di relazione posso costruire, compatibilmente con quello che sono oggi e con il lavoro che sto facendo su di me?
E anche:
che tipo di partner può stare con me in modo sufficientemente buono, senza che nessuno dei due debba annullarsi?
Non sei “destinato” alla solitudine. Ma probabilmente hai bisogno — come molte altre persone, anche senza diagnosi — di costruire relazioni più consapevoli, meno automatiche.
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