Buon giorno sono la mamma di una ragazza che soffre di dca e non vuole andare nei centri io cerco di
16
risposte
Buon giorno sono la mamma di una ragazza che soffre di dca e non vuole andare nei centri io cerco di aiutarla ascoltandola ma devo sapere una cosa lei sta cercando di mangiare un po' di più ma mi dice sempre che non ha più ne il senso della fame ne quello della sazietà quindi non so come aiutarla io le dico di fare comunque i pasti ma non so se faccio bene. Cosa suggerite? grazie
Buonasera, mi spiace molto per la situazione.
Ovviamente la ragazza dovrebbe essere seguita in primis da una psicoterapeuta e da una dietista, anche senza che si trovino in un centro per dca, però devono essere specializzate in questo ambito.
È normale che non senta il senso di fame e di sazietà.
Quello che può fare lei è starle accanto, non forzarla ma supportarla, non fare commenti a quello che mangia.
Ad esempio può preparare dei piatti che sa che sua figlia mangia volentieri e con meno sensi di colpa, per iniziare.
Spero possiate chiedere aiuto il prima possibile!
Ovviamente la ragazza dovrebbe essere seguita in primis da una psicoterapeuta e da una dietista, anche senza che si trovino in un centro per dca, però devono essere specializzate in questo ambito.
È normale che non senta il senso di fame e di sazietà.
Quello che può fare lei è starle accanto, non forzarla ma supportarla, non fare commenti a quello che mangia.
Ad esempio può preparare dei piatti che sa che sua figlia mangia volentieri e con meno sensi di colpa, per iniziare.
Spero possiate chiedere aiuto il prima possibile!
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Buonasera Signora, le consiglierei di farsi guidare da un Nutrizionista per capire cosa sia meglio fare. Lo specialista può osservare l'approccio di sua figlia con il cibo e agire di conseguenza per aiutarla e aiutare lei a proporle gli alimenti. Procedere per step e vedere se ci sono miglioramenti insieme e poi valutare come muoversi, magari con un rapporto uno a uno sua figlia potrebbe sentirsi rassicurata rispetto all'idea del centro specializzato che al momento potrebbe spaventarla, la cui necessità o meno potrà comunque valutarla confrontandosi con il Nutrizionista.
Buonasera,
Purtroppo non ci sono suggerimenti infallibili ma sicuramente sensibilità e gentilezza sono gli aiuti più importanti.
Il mio consiglio è quello di fare del suo meglio per convincerla a iniziare un trattamento specialistico perché questi disturbi hanno necessità di essere affrontati con specialisti perché associati a gravi complicanze mediche e psicosociali.
Una persona affetta da un disturbo dell’alimentazione sta cercando di risolvere una situazione o un conflitto ma è uno scoglio troppo grande da affrontare da soli.
La mia raccomandazione professionale è quella di non tentare di forzare la persona a mangiare ma di aiutarla a riconoscere di avere un disagio e aiutarla a credere nella possibilità di cambiare attraverso un lavoro di equipe con varie figure professionali (psicologo- endocrinologo e nutrizionista).
Rimango a disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Fabiana Avallone
Purtroppo non ci sono suggerimenti infallibili ma sicuramente sensibilità e gentilezza sono gli aiuti più importanti.
Il mio consiglio è quello di fare del suo meglio per convincerla a iniziare un trattamento specialistico perché questi disturbi hanno necessità di essere affrontati con specialisti perché associati a gravi complicanze mediche e psicosociali.
Una persona affetta da un disturbo dell’alimentazione sta cercando di risolvere una situazione o un conflitto ma è uno scoglio troppo grande da affrontare da soli.
La mia raccomandazione professionale è quella di non tentare di forzare la persona a mangiare ma di aiutarla a riconoscere di avere un disagio e aiutarla a credere nella possibilità di cambiare attraverso un lavoro di equipe con varie figure professionali (psicologo- endocrinologo e nutrizionista).
Rimango a disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Fabiana Avallone
Buonasera,
mi spiace per la situazione di sua figlia: capisco la paura di rivolgersi ad un centro, spesso forse può essere d'aiuto trovare un terapeuta di cui fidarsi e insieme ad un nutrizionista valutare come aiutare sua figlia in base alle sue sensazioni con il cibo. Suggerirei anche un approccio di mindful eating.
Cerchi intanto di fare delle preparazioni a tavola che siano sane e colorate, in modo da stimolare i sensi in modo positivo e senza sensi di colpa.
Le auguro di trovare delle figure di riferimento.
Resto a disposizione,
Cordiali saluti,
Dott.ssa Lai
mi spiace per la situazione di sua figlia: capisco la paura di rivolgersi ad un centro, spesso forse può essere d'aiuto trovare un terapeuta di cui fidarsi e insieme ad un nutrizionista valutare come aiutare sua figlia in base alle sue sensazioni con il cibo. Suggerirei anche un approccio di mindful eating.
Cerchi intanto di fare delle preparazioni a tavola che siano sane e colorate, in modo da stimolare i sensi in modo positivo e senza sensi di colpa.
Le auguro di trovare delle figure di riferimento.
Resto a disposizione,
Cordiali saluti,
Dott.ssa Lai
Buonasera,
Concordo con i miei colleghi e le sono vicina.
Qualsiasi consiglio nutrizionale sarebbe superfluo.
Il team multidisciplinare (psicologo, psichiatra, medico e nutrizionista) tant è che al pronto soccorso c'è un vero e proprio codice Lilla.
Sicuramente non forzare a mangiare ma se non si auto-alimenta c'è bisogno di un intervento più massivo.
Lei fa benissimo ad ascoltarla però non sempre le parole di sua figlia potrebbero andare in disaccordo con il suo corpo.
Rimango a disposizione
Un abbraccio
Concordo con i miei colleghi e le sono vicina.
Qualsiasi consiglio nutrizionale sarebbe superfluo.
Il team multidisciplinare (psicologo, psichiatra, medico e nutrizionista) tant è che al pronto soccorso c'è un vero e proprio codice Lilla.
Sicuramente non forzare a mangiare ma se non si auto-alimenta c'è bisogno di un intervento più massivo.
Lei fa benissimo ad ascoltarla però non sempre le parole di sua figlia potrebbero andare in disaccordo con il suo corpo.
Rimango a disposizione
Un abbraccio
Buonasera signora. I DCA devono essere trattati mediante cooperazione professionale, professionisti della nutrizione e della psicologia di solito, in questo caso, sono il connubio perfetto. Il modo migliore per aiutarla è starle accanto, cercando di non forzare meccanismi che, all'apparenza possono sembrare facili, ma che in fondo possono nascondere grosse difficoltà. In più cerchi di accompagnarla in questi percorsi nutrizionali e psicologici. Non cada nel baratro del "Fai da Te", sarebbe un grosso sbaglio.
Rimango a disposizione, una buona serata!
Dott. Giuseppe Pullia
Rimango a disposizione, una buona serata!
Dott. Giuseppe Pullia
Buongiorno,
le confermo quanto già detto dai colleghi. La gestione di un DCA è delicatissima e spesso il lavoro in sinergia degli specialisti richiede comunque tempi lunghi e continue cadute e riprese. Per quanto amore ci possa essere in una madre che vuole aiutare una figlia, mi duole dirlo, ma non è sufficiente, soprattutto perchè spesso le madri sono le persone meno ascoltate e perchè chi soffre di DCA sviluppa particolari doti nel raccontare bugie, pur di proseguire sulla strada sbagliata. Pertanto le consiglio caldamente di rivolgersi ad uno psicoterapeuta e un nutrizionista, meglio ancora se lavorano in coppia. La abbraccio
Dott.ssa Francesca Cantova
le confermo quanto già detto dai colleghi. La gestione di un DCA è delicatissima e spesso il lavoro in sinergia degli specialisti richiede comunque tempi lunghi e continue cadute e riprese. Per quanto amore ci possa essere in una madre che vuole aiutare una figlia, mi duole dirlo, ma non è sufficiente, soprattutto perchè spesso le madri sono le persone meno ascoltate e perchè chi soffre di DCA sviluppa particolari doti nel raccontare bugie, pur di proseguire sulla strada sbagliata. Pertanto le consiglio caldamente di rivolgersi ad uno psicoterapeuta e un nutrizionista, meglio ancora se lavorano in coppia. La abbraccio
Dott.ssa Francesca Cantova
Buongiorno Signora, rivolgersi ad un nutrizionista, in questi casi è sicuramente un primo passo verso una giusta strada, ma quello che serve a sua figlia prima e a lei di conseguenza, è il supporto di un'equipe medica di cui il nutrizionista può far parte, ma in primis devono essere presenti psicoterapeuta e psichiatra. La condizione di sua figlia è molto delicata, come diceva qualche collega, lei puo' solo starle vicina senza giudicarla e pressarla, con molta dolcezza, pazienza e comprensione, il resto deve lasciarlo fare a persone che abbiano le giuste competenze. E' triste sentirsi dire queste cose, ma le assicuro che la sua vicinanza come madre ed il suo affetto saranno molto importanti nelle cura e nella ripresa di sua figlia.
Salve, mi spiace molto per la situazione di sua figlia. La cosa migliore che possa fare è rivolgersi ad una struttura specializzata in DCA in modo da farla seguire da un team multidisciplinare che saprà aiutarla nel miglior modo possibile. Rimango a disposizione, dott.ssa Anna Pietroboni
Prenota subito una visita online: Prima visita nutrizionale - 120 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Il DCA è una patologia da affrontare con specialisti in team. Il nutrizionista può lavorare con psicoterapeuta o psicologo ma sempre come gruppo. Esistono i centri specializzati ma sono certa che sarà già informata. Il lavoro che sta facendo a casa certamente aiuta ma purtroppo non è l'unico da mettere in pratica. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o anche solo per un confronto.
Salve, in questi casi è opportuno valutare un aiuto dal punto di vista psicologico innanzitutto e poi un supporto nutrizionale. Bisogna sapere che la perpetuata privazione di cibo porta il nostro corpo ad indurre una serie di meccanismi di adattamento che ci predispongono alla gestione di poche energie (subentra un adattamento=abitudine alla routine instaurata nel tempo). A questo punto il nostro apparato digerente perde la capacità di gestire al meglio il cibo ingerito (es: lo stomaco riduce la sua capacità elastica di fare spazio al cibo, il pancreas riduce la sua capacità di farci digerire i cibi con i suoi enzimi, il fegato e la coleciste sono altrettanto meno efficienti nel processare i vari nutrienti presenti nei cibi), molto semplicemente il nostro apparato gastro-digerente "va fuori allenamento" un pò come una persona sedentaria che approccia ad uno sport con notevoli difficoltà. In questi casi la prima cosa da fare è procedere a piccoli passi nella gestione delle quantità di cibo, affidarsi soprattutto all'utilizzo di grassi nelle preparazioni ( perchè apportano molte calorie in poco spazio) ma soprattutto avere la pazienza di mangiare anche se non si sente la fame, perchè in futuro questa situazione cambierà e il corpo comincerà a recuperare questo senso di fame.
Salve,
Potremmo fare un approccio "morbido" cominciando con delle sedute di ascolto mirate a lavorare sull approccio al problema, fiducia e educazione alimentare.
Se non può venire in studio lavoro anche in videocall.
Saluti
Potremmo fare un approccio "morbido" cominciando con delle sedute di ascolto mirate a lavorare sull approccio al problema, fiducia e educazione alimentare.
Se non può venire in studio lavoro anche in videocall.
Saluti
Prenota subito una visita online: Consulenza online - 100 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Buonasera, i DCA sono a tutti gli effetti delle patologie psichiatriche e, in quanto tali, dovrebbero essere trattate da professionisti competenti inseriti in delle equipe multidisciplinari. Rivolgersi in primis ad un biologo nutrizionista non è sbagliato, a quel punto diventa fondamentale il rapporto umano, empatico e di comprensione che il professionista crea con il paziente, cercando piano piano di avvicinargli altre figure che possano gestire la situazione, mi viene di pensare ad un medico, un gastroenterologo, uno psicologo, uno psichiatra ed altri. L'approccio integrato diventa fondamentale.
Le trasmetto la mia vicinanza e resto a disposizione.
Dott. Riccardo Pandolfi
Le trasmetto la mia vicinanza e resto a disposizione.
Dott. Riccardo Pandolfi
Incoraggiare sua figlia a seguire un’alimentazione regolare è utile. È normale che dopo un disturbo alimentare possa sentirsi disconnessa dai segnali di fame e sazietà, e un supporto psicologico o nutrizionale specializzato può essere di grande aiuto. Continui a offrirle il suo sostegno e valutate la possibilità di un percorso terapeutico mirato.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini.
Buongiorno, il suggerimento, in questi casi più che mai, è di avere un aiuto da parte dei professionisti giusti. Non conoscendo la gravità del DCA e la composizione corporea della ragazza non è possibile dare dei consigli. Il senso di fame che non c'è più può essere segno di molte cose che andrebbero indagate in una visita.
la inviti a rivolgersi ad un professionista di sua fiducia, Dott. Giuseppe Tasca
la inviti a rivolgersi ad un professionista di sua fiducia, Dott. Giuseppe Tasca
Salve signora, inutile dirle che in una situazione del genere è d'obbligo il supporto sia nutrizionale che psicologico per poterne uscire, perchè sicuramente se lo sarà sentito dire spesso. In questa situazione è normale che sua figlia non abbia fame ne lo stimolo in quanto l'organismo a lungo andare va in blocco con annessi scompensi ormonali, ormoni responsabili anche del senso di fame.
Come primo step le consiglio di avviare un percorso psicologico sentendo un valido/a psicologo/a che si occupa di DCA per capire come riuscire a portarci sua figlia, successivamente per l'aspetto alimentare non trovo opportuno iniziare con shcede o tabelle di piani alimentari perchè si andrebbe a peggiorare solo psicologicamente l'aspetto ma iniziando a introdurre progressivamente alimenti concordati insieme, rendendo partecipe sua figlia in ogni cosa che fà di modo da acquistare fiducia in lei cosa che manca spesso in ambito nutrizionale nei soggetti con DCA verso il prossimo.
Ma resta di vitale importanza il supporto psicologico, senza quello tutto resta molto più complicato.
Un caro saluto Dott. Andrea Panni
Come primo step le consiglio di avviare un percorso psicologico sentendo un valido/a psicologo/a che si occupa di DCA per capire come riuscire a portarci sua figlia, successivamente per l'aspetto alimentare non trovo opportuno iniziare con shcede o tabelle di piani alimentari perchè si andrebbe a peggiorare solo psicologicamente l'aspetto ma iniziando a introdurre progressivamente alimenti concordati insieme, rendendo partecipe sua figlia in ogni cosa che fà di modo da acquistare fiducia in lei cosa che manca spesso in ambito nutrizionale nei soggetti con DCA verso il prossimo.
Ma resta di vitale importanza il supporto psicologico, senza quello tutto resta molto più complicato.
Un caro saluto Dott. Andrea Panni
Domande correlate
- Buonasera, Dopo urerite curata con bassado e zitromax, a distanza di quasi 9 giorni ho fatto esame urine e urinocoltura con aggiunta ricerca ureoplasma/micoplasma. Ho raccolto urine eliminando primissimo getto. Dai risultati è emerso pochi leucociti(3-4 per campo) e numerose cellule epiteliali.…
- Quali alimenti devo evitare in caso di colesterolo alto?
- Sono stato operato 16 anni fa di 4 bypass, portatore di pacemaker, ho 80 anni sono 16 anni che prendo la cardioaspirina, prendo anche il PANTOPRAZOLO, ma dopo l'assunzione della cardioaspirina mi fa male lo stomaco, che fare?
- Buongiorno io ho 32 anni e. Prendo L Eutirox e da una settimana che sto soffrendo con i battiti cardiaci molto forti… e spesso vado in panico… ma secondo voi è questione della pillola della tiroide?
- Ottataseienne.Ancora sportivo Mai fumatore.Esiti di raffreddore.Catarrro al risveglio.Accessi episodici di tosse secca preceduta da tinticarello alla gola, mai febbre. REFERTO RX ODIERNA:DIFFUSA E MARCATA ACCENTUAZIONE DELLA TRAMA POLMONARE,DI ASPETTO RETICOLARE, LIEVEMENTE PIU EVIDENTE ALLE BASI IN…
- Salve, io ho avuto una balanopostite per un bel po’ di tempo, sono stato in cura da un andrologo e ora va molto meglio, peró ho notato che quando lascio il glande scoperto per un po’ tende a seccare e a diventare rugoso, ma non è screpolato. Le mie domanda è a cosa puó essere dovuto? Cosa posso fare…
- Buonasera, sono un ex fumatore , ho smesso 32 anni fa, covid 19 avuto nel giugno 2022, da una Tac con contrasto fatta fortuitamente circa un mesa fa , mi è stato riscontrato un nodulo al lobo destro, di 9x12 mm, definito con la seguente dicitura: Nel contesto del segmento basale posteriore del LID…
- Salve, il dentifricio sbiancante con i carboni vegetali può creare danni allo smalto usandolo per un tempo prolungato?
- Gentili dottori, Le intolleranze alimentari possono portare stipsi e gonfiore di stomaco? Da colonscopia risulta solo diverticolite.
- Salve , aspettavo il ciclo ieri 10 aprile , ad oggi ancora nulla, quindi in se ho un ritardo di un giorno, ho dolori comunque da ciclo, crampi ecc ecc, da un po’ di giorni. Premetto che il 5-6 aprile ho avuto rapporto non protetto. Volevo chiederle , siccome ho questi doloretti, aspetto oppure faccio…
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.