A 67 anni nel 2017 sono stato sottoposto a crioablazione per FA parossistica;dopo l'intervento ho co

A 67 anni nel 2017 sono stato sottoposto a crioablazione per FA parossistica;dopo l'intervento ho continuato ad assumere la flecainide e dopo 1anno(2018) ho avuto la 1a recidiva risoltasi spontaneamente in 6 ore;dopo un'altro anno (2019) altre 2 recidive ,a distanza di 1 mese l'una dall'altra e nel 2020 altri 6 episodi di FA di breve durata(massimo 5 ore) insorte sempre al pasto.Quest'anno ho gia' avuto 7 episodi di FA,insorti sempre al pasto,e gli ultimi 2 ravvicinati,ad 1 giorno l'uno dall'altro,di durata superiore(6 e 16 ore).MI è stato suggerito di ripetere la crioablazione: desidererei sapere se c'è una differenza di risultati tra la crioablazione e la radiofrequenza nel trattamento delle recidive e se le complicanze sono simili nelle due metodiche? Grazie

1 risposta


L'ablazione, qualunque sia la metodica, non garantisce al 100% il successo a lungo termine della procedura. Il fallimento - tale è la sua esperienza - di una prima crioablazione non garantisce che ripetendola una seconda volta le prospettive possano migliorare. Credo, ma nessuno fa l'indovino, che il trattamento a radiofrequenza non possa "garantire" di più. Una seconda chance potrebbe avere più fortuna . . . ma nulla più. Certo è che comunque si deve sempre proseguire il trattamento anticoagulante e antiaritmico, cosa che immagino abbia fatto, anche in apparente benessere, per il rischio immanente di recidiva e di possibili complicanze.

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