Domande del paziente (4)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
i sogni non hanno una corrispondenza univoca con interpretazioni e significati pre-definiti. Il sogno ha il senso e il significato del sognatore, spesso parlano di desideri, paure e possono...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La fine di una relazione è spesso un vero e proprio lutto da elaborare, con tempi e modi specifici per ciascuno di noi. Non c'è una formula/tempo standard che è applicabile a tutti, sono tanti e diversi... Altro
Salve, sto attraversando un periodo molto complicato con il mio compagno io ho quasi 36 anni lui quasi 33
Il problema è che tra
Me e lui c’è un grosso ostacolo il suo lavoro
Fa il cuoco ma ora si è preso come responsabile troppe responsabilità troppe pressioni e mancanza di presenza con me nella sua relazione,io non lo vedo quasi mai parla sempre di lavoro secondo me ha una dipendenza di lavoro pensa troppo a soldi lavoro anche con me pensa sempre al lavoro non si svaga mai io sinceramente sto davvero male negli ultimi mesi ho iniziato a essere nervosa piangere non avere appetito non ho fame in 4 mesi ho perso 8 chili …. Io gliel’ho parlato ma lui mi dice non può fare altrimenti perché è responsabile ed ha più impegni e impicci … lui l’anno scorso mi fece capire che sarebbe andata bene la nostra relazione che ci sarebbe stato ma non c è più presenza solo una volta a settimana se non cambiano un po’ le cose…. Io non ce la fo più …. Lui mi dice son periodi ma sti periodi son mesi non giorni…. Ma poi anche quando è con me lo chiamano sempre al telefono per problemi mi lascia sola ha da chattare col telefono É davvero diventata pesante la cosa…. Ma la cosa più assurda che quel giorno che stiamo insieme non prende mai iniziative di nulla dice É sempre stanco morto massimo due volte al mese mi porta a mangiare fuori e basta…. Io sono molto confusa non so cosa fare ho bisogno di un consiglio grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie della sua condivisione. Comprendo la sofferenza e la frustrazione che vive in questa fase della sua relazione e come questa situazione impatti su di lei e sul suo benessere. Emerge in modo chiaro il conflitto che sta vivendo tra i bisogni della relazione e le richieste lavorative pressanti del suo compagno.
Più che un consiglio pratico e concreto, può esserle forse utile in questo momento fermarsi e ascoltarsi, per dar voce a ciò che sente e far chiarezza, al fine di ricostruire una stabilità emotiva. Ritagliarsi uno spazio d'ascolto e riflessione potrebbe essere un primo passo per prendersi cura di questa fase delicata che sta attraversando.
Un saluto,
Dott.ssa Veronica Marchesini
Salve, volevo un opinione. Cercherò di essere breve. Sono 4 anni circa che faccio terapia. Con la mia dottoressa mi sono sempre trovata bene. Infatti le ho voluto un bene Dell anima. E ho sempre avuto fiducia in lei. A lei ho aperto il mio cuore
Le ho confidato tutto, anche le cose più intime. Pero pensavo che x come ci fossi andato da lei 4 anni fa, e x come sto messo adesso, un po si affezionasse a me. Invece ho notato il contrario ci sono stati episodi che mi hanno fatto pensare che x lei ero uno scoccio e un numero da poter incastrare nei suoi orari . Forse siccome ho qualche altro problema purtroppo, credo di essere stato molto ossessivivo con lei x una cosa che Nn mi poteva aiutare. X questo mi sono sentito abbandonato, xche quando cercavo un appiglio nel monento più buio, ho trovato la sua porta chiusa. Molte volte Nn rispondeva ai messaggi, e se li faceva, andava subito al sodo, In Seduta certe volte sembrava annoiata, qualche vita mi dava gli appuntamenti, certe volte li spostava con poco preavviso, oppure Nn si faceva sentire x mesi., neanche x chiedere "cmsta? Nonostante sapesse le mie difficoltà di salute e non. Ora le ho scritto un sms, spunmtandoke la mia rabbia una fiducia che è venuta a mancare da parte mia. Ho sbagliato secondo voi. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la relazione che si instaura tra paziente e terapeuta è qualcosa di unico nel suo genere. E' naturale che dopo quattro anni senta un profondo legame con la sua terapeuta, allo stesso tempo è sempre bene ricordare che il suo è un ruolo professionale, che richiede confini chiari e anche una certa distanza rispetto alle figure affettive e significative della vita personale. Solo con questa distanza e questi confini infatti può essere garantita la qualità del rapporto terapeutico e del lavoro svolto.
Ciò che lei prova non è sbagliato, è il suo vissuto e in quanto tale è importante che venga condiviso nella relazione con la sua terapeuta e possa essere oggetto di lavoro. Lo spazio terapeutico e la relazione devono essere qualcosa che le permettono di sentirsi accolto e al sicuro, in cui è possibile esprimere rabbia o frustrazione senza temere i potenziali momenti di rottura o incomprensione. Tutto - potenzialmente - è materiale e occasione di crescita: dipende solo dall'uso che se ne si fa in seduta.
Un caro saluto,
Dott.ssa Veronica Marchesini
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