Domande del paziente (76)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
In maniera molto chiara mi sento di dirle che se vuole trovare un modo per comunicare con lui e per vedere a livello relazionale cosa si può fare può provare a seguire un percorso di coppia...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo,
Per lei questo è un momento delicato e forse la sofferenza nel vedere la propria madre in condizioni di sofferenza le causa irritabilità e frustrazione che poi scarica anche nel rapporto...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
Potrebbe essere opportuno comprendere cosa significa per lei doc a livello sessuale (durata, manifestazioni, influenza nel quotidiano)… credo che se lei ha fatto questo collegamento, al di...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
Una dipendenza come il disturbo da gioco d’azzardo (che è il sintomo) ha bisogno di essere ri-letto e compreso affinché l’altro abbia le risorse necessarie per farvi fronte.
Alla stessa stregua...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
Probabilmente in questo momento ha bisogno di entrare in contatto con una parte di lei che per molto tempo ha messo a tacere, magari per evitare il dolore.
Questo può esserle utile per conoscersi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
Sicuramente un aiuto farmacologico in alcuni casi è una buona soluzione, ma probabilmente il problema ha radici più profonde. Perché non prova a fare un percorso psicologico unendolo anche...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo,
La ringrazio per la condivisione… a volte le paure e le ansie sono profonde e meritano di uno spazio adeguato per essere accolte… un luogo sacro dove lei possa aprirsi e lasciar un po’ andare...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
Questo è un momento doloroso e fatto di tensioni…un supporto empatico che possa essere per lei una sorta di stampella e che possa aiutare anche sua mamma credo sia il modo migliore per affrontare...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Barbara,
La ringrazio per la condivisione. Il suo è un lutto importante che richiede il suo tempo per essere, in qualche modo, assorbito e metabolizzato… il processo del lutto è fatto di fasi ben...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
L’evento traumatico che non è riuscita ad elaborare può aver creato questa distanza con il suo partner, magari inconsciamente lo colpevolizza e questo potrebbe allontanarla.
Potrebbe fare...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimi,
La sessualità è una punteggiatura della comunicazione e del rapporto stesso.
Utile potrebbe essere fare un percorso che prevede anche sessioni singole per ritrovare il piacere.
Resto a disposizione...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
I suoi pensieri sono leciti e comprensibili… la solitudine spaventa così come la perdita se vissuta come un abbandono. Le consiglio un percorso di terapia per cercare di vivere al meglio...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
In coppia non è sempre semplice trovare un equilibrio, ognuno di voi porta con sé dei “bagagli”importanti.
In questo momento il suo malessere la porta a non sentirsi vicino a se stessa, credo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
Comprendo la delicatezza della criticità che potrebbe essere legata anche ad una sorta di blocco psicologico che non le permette di concentrarsi sulla sua sessualità, o meglio si concentra su di...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile,
Al di là del paradigma teorico di riferimento… probabilmente la cura è nel rapporto stesso che instaura con il clinico… ogni trauma complesso ha bisogno di spazio per l’elaborazione oltre che...
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Buonasera sono un uomo di 37 anni che da 5 mesi soffre di eiaculazione precoce esclusivamente quando ho rapporti con mia moglie, tengo a precisare che sto attraversando un periodo di forte stress sia sentimentale che lavorativo e sono in cura da uno psicologo ma, sinceramente non ho mai parlato con lui di questo argomento perché non so se sia lo specialista adatto. Purtroppo mi sono accorto che più passa il tempo più frequentemente succede… vorrei uscire presto da questa situazione che mi sta creando non pochi problemi. Grazie per i vostri pareri.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile,
Grazie per la condivisione… credo che lo stress possa influire, probabilmente parlare delle sue dinamiche stressogene con chi la segue ed entrare un po più nel pratico con esercizi mirati sulla sessualità.
Resto a disposizione
Dott.ssa Teresa Colaiacovo
Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
Probabilmente questo periodo di “vuoto” si accompagna alla paura e ad una solitudine interiore… può sembrare retorica dirle che senza dubbio ha le risorse per completare i suoi spazi vuoti, a volte è importante guardarsi con altri occhi e prendere consapevolezza che la prigione è nella nostra mente, ma la chiave nella nostra tasca… e forse il lavoro psicologico è aiutare l’altro a trovare questa chiave.
Ringraziandola la saluto…
Dott.ssa Teresa Colaiacovo
Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni e ho sempre sofferto di un sonno disturbato a causa dell’ansia. Diciamo che ho sempre avuto difficoltà a prendere sonno e alcune volte a mantenerlo, ma soprattutto a riuscire ad addormentarmi. Recentemente, circa 2-3 mesi fa, ho avuto una crisi d’ansia (non saprei come chiamarla) che mi ha portato a soffrire di insonnia pesante, a causa della quale per 2 settimane non ho chiuso occhio o comunque sono andata avanti a microsonni. La situazione era devastante, mi sembrava di impazzire, quindi ho sentito il medico e mi ha prescritto circadin (1 volta prima di dormire) e lexotan (potevo usarlo anche nel corso della giornata per 3 volte in quantità 5 gocce). Per fortuna ho superato questa crisi, ma ho continuato a usare il lexotan (ne prendo in genere 10 gocce prima di dormire) anche combinandolo con un po’ di melatonina in camomilla (meno di 1 grammo) perché comunque il mio sonno rimane quello che è, cioè veramente difficoltoso. Dopo questo preambolo, aggiungo il mio problema principale: il mio sonno è disturbatissimo, faccio sogni strani e disturbanti, ne faccio anche molteplici a notte e quando mi sveglio spesso mi sento turbata e insoddisfatta del sonno, che non è quasi mai ristoratore. Mi capita anche di risvegliarmi brevemente e poi cadere nel sonno di nuovo, il che è molto fastidioso perché è un risveglio “scomodo”, accompagnato da una sensazione sgradevole. Volevo chiedervi come potrei intervenire a riguardo, perché non so più cosa fare. Vorrei dormire anche solo una notte senza sogni, in un sonno profondo.
Ps. Alcune volte vedendo che non riuscivo a dormire ho preso altre 5 gocce, sommandole quindi a quelle prese precedentemente per prepararmi a dormire.
Grazie per le eventuali risposte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
Bisognerebbe, probabilmente, capire la causa di questo sonno disturbato… magari in lei c’è qualcosa di inconscio che si ri-propone in un momento di vulnerabilità (durante il sonno) e che la porta a svegliarsi. Al di là della cura farmacologica, il “sintomo” è, spesso, una metafora…in questo caso potrebbe essere una metafora di qualcosa che vuole uscire e che è dentro di lei.
La saluto con una frase che mi piace molto:
Se un giorno la mia capacità espressiva diventasse così vasta da ospitare tutta l’arte, scriverei un’apoteosi del sonno. Non conosco maggior piacere del sonno, la cancellazione totale della vita e dell’anima, il commiato dall’essere e dagli uomini, la notte senza memoria e senza illusione, la mancanza di passato e di futuro.
(Fernando Pessoa)
Buon “sonno”
Buongiorno, vorrei un parere.
Mio figlio ha 7 anni e da circa due settimane presenta un comportamento che mi sta preoccupando.
Prima delle vacanze di Pasqua entrava a scuola tranquillamente: lo accompagnavo fino alla classe, ci salutavamo con un abbraccio e un bacio, e poi entrava senza problemi. Sorridente e contento di andarci. (fa la prima elementare).
Dopo le vacanze (quindi inizio aprile), al rientro il primo giorno mi ha detto di non stare bene e l’ho tenuto a casa. Nei giorni successivi ho capito che probabilmente non era un malessere reale, quindi ho ripreso a portarlo regolarmente a scuola.
Da quel momento, ogni mattina davanti alla porta della classe inizia a piangere in modo intenso, dicendo che vuole stare con me. Le maestre devono intervenire per prenderlo e portarlo dentro, mentre io vado via. Questo momento è emotivamente molto forte, anche se so di star facendo la cosa giusta.
Tuttavia, dopo circa 20–30 minuti le insegnanti mi confermano sempre che si è calmato, è sereno, lavora normalmente ed è tranquillo durante tutta la mattinata.
Invece, in occasioni diverse (ad esempio una gita) è stato capace di salutarmi senza problemi e andare verso i compagni.
Quando gli chiedo il motivo del pianto, risponde semplicemente “non lo so”.
Le insegnanti mi riferiscono inoltre che questo comportamento si verifica solo quando lo accompagno io, mentre con la madre non succede. (Siamo una coppia separata e nostro figlio è prevalente a me).
Non presenta febbre, dolori o altri sintomi fisici evidenti, se non occasionali lamentele al mattino che però non sembrano avere una base reale.
Il tragitto verso la scuola è calmo, ascoltiamo la musica, parliamo di giochi e di vita quotidiana. La salita delle scale è tranquilla, ma come arriva davanti la porta della classe scatta questo meccanismo.
Vorrei capire se questo comportamento può avere una componente legata all’ansia o al distacco e se è qualcosa di fisiologico oppure se è il caso di approfondire con uno specialista.
Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile,
La situazione che descrive potrebbe essere legata allo stato d’animo del bambino, ad un malessere che esprime in precisi momenti attraverso le lacrime o altri comportamenti… per tanto potrebbe essere utile che lei parlasse con un professionista (con il bambino o senza o insieme alla sua ex moglie). Talvolta i “sintomi” dei bambini possono essere i “sintomi” dei genitori… la saluto con una frase che adoro: I bambini sono i messaggi viventi che inviamo a un tempo che non vedremo.
(Neil Postman)
Cordialmente,
Dott.ssa Teresa Colaiacovo
Buonasera, 40 enne, Avvocato di Rovigo , sposato con prole, mi sono innamorato di una collega più giovane di quasi 10 anni, appena lasciata dal Suo fidanzato.
Una volta confessato il mio sentimento, nonostante una scarsa frequentazione precedente, lei ha sminuito tutto, con la classica crisi coniugale, confessando un flirt attuale (non veritiero?).
Abbiamo deciso però di continuare a frequentarci lavorativamente, siamo andati a cena assieme, ma ogni volta che io mi avvicino a Lei, preoccupandomi di Lei, lei mi allontana o ignora.
Io cerco di non chiamarla o messeggiarla per vicende personali, per non essere pesante o petulante, però causa lavoro sono piacevolmente contento di condividere del tempo con Lei.
Alterno poche ore di gioia passate con Lei a giorni che sto male, rimedio, cerco di fare attività fisica, cerco di non seguire i suoi social, di non pensarci, di pensare ai Suoi difetti, alternandolo con sedute Psicologiche, ma niente, e la cosa peggiore è che dall'altra parte ho una famiglia che mi sta perdendo, ed a me la cosa mi pesa, ma non come l'amore non ricambiato.
Quanto è brutto innamorarsi a 40 anni !
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile,
Hanno scritto libri e canzoni sull’amore non ricambiato che non credo sia brutto…ma probabilmente un sentimento,che nel bene e nel male, mantiene “vivi”…
Mi permetto di consigliarle un libro che adoro: Amare e tradire di Aldo Carotenuto.
Un libro che sintetizzerei così:” tradire per non tradirsi..”.
Cordialmente,
Dott.ssa Teresa Colaiacovo
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…