Domande del paziente (3)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive è doloroso, ma anche molto lucido. Lei non ha lasciato il suo ragazzo perché “non lo ama abbastanza”: l’ha fatto perché la relazione, così com’era diventata, le stava facendo stare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, quello che lei descrive merita attenzione, anche se esteriormente sembra che tutto funzioni “bene”, dentro di lei potrebbe star vivendo una forte sensazione di solitudine e inadeguatezza.... Altro
Buongiorno a tutti,
scrivo perché da tempo vivo un forte conflitto interiore nella mia relazione che mi rende la vita impossibile e sto cercando di capirlo meglio.
Sono in una relazione da molti anni e stiamo costruendo una famiglia. Vivo però ambivalenza: da una parte affetto e senso di casa, dall’altra difficoltà nell’attrazione fisica, con vergogna, confronto con gli altri e sensazione di non autenticità.
Ho provato a parlarne, ma spesso mi sono sentito non ascoltato, con distanza e frustrazione. Ci sono stati anche momenti di rottura e altre frequentazioni, e non sono mai riuscito a chiudere definitivamente la relazione. Nonostante mille motivi, oltre l'aspetto fisico che inizialmente non era un problema, non capisco perché non sono mai riuscito a chiudere. Tornavo da lei anche con la consapevolezza interiore che non era davvero quello che volevo.
Mi chiedo se le mie scelte siano libere o guidate da paura, senso di colpa o abitudine.
Collego tutto questo anche alla mia storia personale, segnata dalla perdita precoce di mia madre e dalla sensazione di dover meritare continuamente il mio valore.
Come si può fare chiarezza quando si è divisi tra paura, senso di colpa e desiderio di autenticità?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio, potremmo riflettere su diversi aspetti: quando convivono affetto, senso di appartenenza e progetto di vita da una parte, e dubbi, mancanza di attrazione o sensazione di non essere pienamente autentici dall'altra, è normale sentirsi bloccati e incapaci di prendere una decisione definitiva.
La domanda che potremmo fare è: "Quale parte di me sta scegliendo di restare e quale parte di me desidera andarsene?". Sono motivazioni molto diverse tra loro. Restare per amore, per condivisione e per una scelta consapevole non è la stessa cosa che restare per paura della perdita, senso di colpa, bisogno di sicurezza o difficoltà a tollerare la separazione.
La sua storia personale può essere un elemento importante da esplorare. Una perdita precoce, come quella di una madre, può lasciare tracce profonde nel modo in cui viviamo i legami.
Rispetto a ciò che ha scritto riferisce che da anni continua a oscillare tra vicinanza e allontanamento senza riuscire a trovare una posizione stabile. In questi casi, più che cercare una risposta immediata sulla relazione, può essere utile comprendere il significato di questa ambivalenza: cosa la trattiene, cosa teme di perdere, cosa immagina possa accadere se scegliesse una strada o l'altra.
Fare chiarezza non significa eliminare subito il dubbio, ma imparare ad ascoltare con onestà le diverse parti di sé, distinguendo ciò che nasce dal desiderio autentico da ciò che nasce dalla paura, dal senso di responsabilità o da vecchie ferite relazionali. Spesso questo lavoro richiede tempo e uno spazio di riflessione protetto, perché le decisioni più importanti diventano più chiare quando comprendiamo non solo cosa sentiamo, ma anche da dove provengono i nostri sentimenti.
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