Domande del paziente (15)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Alla sua età, la coppia è spesso il luogo dove costruiamo le prime basi di fiducia. La sua sofferenza e malessere parlano di qualcosa di molto importante che... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Da quello che racconta mi sembra si stia trovando a vivere un momento di grande cambiamento, all'interno del quale sente nuovi bisogni e nuove esigenze. Il nuovo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buonasera, la ringrazio per averci raccontato la sua esperienza. Quello che descrive è molto importante, i momenti "casuali" che descrive, come guardare la TV, sono momenti in cui tendenzialmente abbassiamo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buonasera, la ringrazio per aver condiviso con così tanta chiarezza la sua situazione. Questo "andare sulle montagne russe" è molto significativo per spiegare la fatica emotiva che sta attraversando. Essere... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buongiorno, la ringrazio della spiegazione dettagliata. Mi sembra di capire che questa sensazione sia presente da molto tempo, ha mai pensato di approfondirla all'interno di un percorso psicologico? Da... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buonasera, sarebbe sicuramente molto utile approfondire meglio il contesto e la situazione in cui ha avuto questi sintomi. Da quello che racconta mi sembra di capire ci sia già un pregresso precedente... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buongiorno, grazie per la sua condivisione nel quale è stata molto dettagliata rispetto alle sue difficoltà. Penso ci siano alcuni temi da approfondire, legati "agli anni andati" e alla forte sensazione... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buongiorno e grazie per la sua condivisione. Mi sembra di capire che lei da un lato vorrebbe intraprendere questo lavoro di tesi con il suo professore, ma dall'altra parte l'ansia e la vergogna la portano... Altro


    Buonasera dottore, le volevo parlare di una cosa: questo mese ho iniziato ad allenarmi ,nella mia camera, tramite un app e da quando mi alleno mi fisso molto. Se mangio qualcosa fuori dal solito mi sembra di aver rovinato tutto, mi parte l’ansia e mi chiedo se sto sbagliando tutto, se vanifico l’allenamento. Inoltre, quando mangio dolci mi viene la nausea. Questi pensieri sul cibo e sull’allenamento mi vengono ogni giorno e mi pesano. Non so se è normale o se mi sto fissando troppo. Mi date un parere? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buongiorno, grazie della sua sincerità nel parlarci delle sue difficoltà. Mi piacerebbe saperne di più per poterle rispondere con maggiore chiarezza, quello che penso sia molto importante è non sottovalutare ciò che sta accadendo. Iniziare ad allenarsi è un gesto di cura nei confronti di sè stessi, ma c'è un limite oltre il quale questo gesto di cura può divenire un meccanismo di controllo rigido e un obbligo. Le consiglierei di parlarne in uno spazio sicuro, in terapia potrebbe capire cosa c'è dietro questo momento. Resto a sua disposizione anche online, un caro saluto.


    Salve, sto attraversando un periodo molto complicato con il mio compagno io ho quasi 36 anni lui quasi 33
    Il problema è che tra
    Me e lui c’è un grosso ostacolo il suo lavoro
    Fa il cuoco ma ora si è preso come responsabile troppe responsabilità troppe pressioni e mancanza di presenza con me nella sua relazione,io non lo vedo quasi mai parla sempre di lavoro secondo me ha una dipendenza di lavoro pensa troppo a soldi lavoro anche con me pensa sempre al lavoro non si svaga mai io sinceramente sto davvero male negli ultimi mesi ho iniziato a essere nervosa piangere non avere appetito non ho fame in 4 mesi ho perso 8 chili …. Io gliel’ho parlato ma lui mi dice non può fare altrimenti perché è responsabile ed ha più impegni e impicci … lui l’anno scorso mi fece capire che sarebbe andata bene la nostra relazione che ci sarebbe stato ma non c è più presenza solo una volta a settimana se non cambiano un po’ le cose…. Io non ce la fo più …. Lui mi dice son periodi ma sti periodi son mesi non giorni…. Ma poi anche quando è con me lo chiamano sempre al telefono per problemi mi lascia sola ha da chattare col telefono É davvero diventata pesante la cosa…. Ma la cosa più assurda che quel giorno che stiamo insieme non prende mai iniziative di nulla dice É sempre stanco morto massimo due volte al mese mi porta a mangiare fuori e basta…. Io sono molto confusa non so cosa fare ho bisogno di un consiglio grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buongiorno, voglio ringraziarla per aver condiviso la sua situazione così delicata. Mi arriva un forte senso di solitudine e malessere in questo momento, che forse rischia o ha già superato la sua soglia di sopportazione, visti anche i segnali che il suo corpo le sta mandando in questo momento. Mi sento di consigliarle di non rimanere sola con questo grande peso, parlarne è sicuramente il primo passo per comprendere meglio quello che sta vivendo e all'interno di un percorso psicologico potrebbe iniziare a lavorare su come gestire questo senso di abbandono da parte del suo partner. Non sottovaluti la sua sofferenza in questo momento. Resto a disposizione anche online, un saluto.


    Salve , ho una situazione con una ragazza che lavora che mi fa male. Dal giorno 1 eravamo vicini, connessi, sempre a parlare e c'erano di interesse foete da entrambe le parti. Col tempo, anche dopo qualche uscita, tutto e svanito. Quando le dissi che mi piaceva tanto, mi disse che mi vedeva come un fratellino avendo 6 anni in piu di me. Fatto sta che i rapporti erano sempre buoni, fino a che ho avuto un periodo molto buio tra gennaio e marzo dove avevo scoperto che aveva detto di questa mia confessione in giro con amici nostri. Questa cosa mi ha fatto arrabbiare, le ho levato il saluto e non abbiamo piu avuto contatti a parte visivi dato che ci vediamo tutti i giorni a lavoro. Io sto male, non so più che fare e credo di averla trattata male. Mi manca tuttoo, vorrei solo prenderla e abbracciarla e dirle che e tutta colpa mia, che lei è unica e che io le voglio bene ma è.come se avessi preso l abitudine di non calcolarla. cosa faccio?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Mi sembra una situazione molto dolorosa e complessa; intrecciandosi con l'ambiente lavorativo, mi sembra vada a mancare quella distanza necessaria per elaborare un distacco. La terapia potrebbe essere uno spazio sicuro dove dare un significato al suo senso di colpa; in una relazione si è sempre in due. Inoltre, questo dolore così intenso mi sembra abbia toccato corde molto profonde, comprenderle con l'aiuto di un professionista potrebbe aiutarla a capire come riuscire a rimanere in ascolto dei suoi bisogni emotivi. Un saluto


    Domande su consulenza psicologica

    Da settembre ormai penso di avere un dca, ho perso 10kg, se mangio una volta al giorno e già tanto e ormai il cibo controlla tutta la mia vita. Vorrei spiegarlo ai miei genitori ma non voglio essere un peso per loro e in più non voglio curarmi: ho raggiunto il peso che mi piace e mi vedo bene, ho ancora energie, sono brava nel mio sport, esco sempre e sono circondata dalle mie amiche. Se spesso sento storie di persone che per il dca hanno smesso di vivere, io invece continuo la mia vita tranquillamente ma vedendomi anche meglio. Vorrei che i miei genitori non mi costringessero a riprendere peso o a mangiare, ma capissero il mio problema anche perché continuare a mentire sul cibo mi fa sentire molto in colpa. Si sono accorti che sono dimagrita tanto ma non immaginano sia per questo, anche perché con loro io mi fingo sempre entusiasta di mangiare. L’unica cosa che mi preoccupa è che non ho il ciclo da 8 mesi e so che non è sano. Da una parte io continuo ad amare il cibo ma un lato di me non vede altro che calorie da bruciare, e se mangio troppo riprenderei tutti i kili. So che ci vogliono 7000kcal per ingrassare, ma essendo in sottopeso (45kg, sono alta 1,65m) invece li riprenderei tutti dal primo all’ultimo e la cosa mi terrorizza. In più mi sento in colpa perché prima amavo mangiare e il cibo, non mi preoccupava l’estetica e anzi, mi vedevo benissimo e magra. So che ero magra, ma non abbastanza. Ora anche non sono magra abbastanza, ma il peso sulla bilancia mi piace di più e sono più felice. Mangio per mantenere quel peso, non voglio dimagrire né ingrassare. Il problema è che ora non riesco più a mangiare che ho tantissimo reflusso e per questa ragione i miei genitori mi hanno accompagnata anche da un medico, ma credo che questo reflusso sia dovuto al mio problema con il cibo. Comunque so che i dca sono malattie che solo un dottore può dirmi di avere dopo analisi ecc, ho scritto così solo perché il nome disturbo alimentare mi sembra esattamente quello che descrive il mio problema. Non ho più fame, posso non mangiare per due giorni interi e non sentire nulla, e questo da un lato mi spaventa. Non capisco vorrei solo che i miei genitori mi lasciassero continuare mangiare così ma so che vorranno che io torni come prima. So che gli altri non mi amano per come sono esteticamente né per quanto peso, ma io mi piaccio più magra e questo è il modo per essere più magra e a me va bene. Come posso spiegare tutto questo si miei genitori senza farli preoccupare?? non voglio essere un peso

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buonasera, la ringrazio per aver condiviso con chiarezza e sincerità quello che sta attraversando in questo momento. Ciò di cui parla non sono tematiche trascurabili; sono campanelli d'allarme da prendere molto seriamente e non sottovalutare. La sua paura di "essere un peso" per le persone che la circondano può portare ad un profondo vissuto di solitudine, penso però che quello che i suoi genitori stanno cercando di fare in realtà è aiutarla e proteggerla da una situazione molto pericolosa. In un percorso di terapia con persone specializzate potrebbe comprendere e dare significato alla sua sofferenza. Resto a sua disposizione se volesse approfondire, anche online. Un saluto


    Sono una ragazza di 28 anni, studentessa fuori corso all'università e sto cercando lavoro (che non riesco a trovare). Mi sento emotivamente/mentalmente distrutta, ho problemi in famiglia, soprattutto con mio padre non vado per niente d'accordo, mi giudica su ogni cosa che faccio e che dico, specialmente sulla questione del cibo e sull'università, tanto che mi sono state dette frasi molto pesanti come ad esempio il fatto che sono un fallimento e che con me ha fallito e questo mi ha destabilizzato tanto, mi sento la pecora nera della famiglia poiché vengono fatti paragoni tra me e mio fratello e non mi sono mai sentita all'altezza proprio per questa differenza che viene fatta; mio fratello prova a difendermi ma con scarsi risultati, tanto che mio padre per ripicca usa il silenzio punitivo e ancora oggi è una settimana che non ci parliamo.
    Inoltre ho subìto dei lutti ravvicinati che mi hanno portato a chiudermi molto in me stessa, soffro d'ansia e panico costante, e non riesco a gestire il tutto.
    Provo costantemente una sensazione di vuoto e malessere dentro, non so cosa fare, mi sento inutile, non so come andare avanti, mi sento proprio impotente...

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buonasera, le sue parole trasmettono tutta la sofferenza ed il peso della situazione che sta vivendo. La sensazione è che in questo momento si stia trovando ad affrontare molte cose insieme; sentirsi intrappolati in un'immagine di sè che non le appartiene, le perdite che ha subito. L'ansia e attacchi di panico sono segnali importanti che il suo corpo le sta mandando, in questo momento il sovraccarico emotivo è molto alto. Non deve affrontare tutto questo da sola, in un percorso potrebbe darsi la possibilità di ricevere aiuto e elaborare questo momento delicato di sofferenza che sta vivendo. Sono a disposizione anche online, un caro saluto


    Salve, ho 30 anni e mi sono trasferita pochi mesi fa in una nuova città raggiungendo il mio compagno che è venuto qui per lavoro. Premetto che sono venuta qui anche per iniziare un percorso di 2 mesi come stage in un posto per fare esperienza nel mio campo e vedere se può veramente piacermi questo lavoro. Lo stage non è andato a buon fine perchè alla fine dei due mesi, ho deciso di non proseguire a causa di dissapori con i titolari. Questi mi hanno umiliata dicendomi che non mi sono integrata bene nel gruppo e altre cose che mi hanno fatta stare parecchio male per giorni. Recarmi in quel luogo era per me tossico, mi faceva stare male emotivamente e fisicamente. Ho pertanto deciso di non proseguire per questo. Adesso sono quindi in cerca di lavoro da diverse settimane, sono veramente disperata perchè ho bisogno di uno stipendio per poter rimanere qui. Non voglio assolutamente tornare al mio paese perchè ciò vorrebbe dire tornare dai miei e fallire. Non lo accetto, perchè ho fatto tanti sacrifici per essere qui, per andare via di casa, per crescere, per crearmi una vita da adulta, non posso buttare tutto all'aria. Ma il solo pensiero di iniziare un nuovo lavoro mi mette molta agitazione. Perchè penso di non essere capace, ho paura di non trovarmi bene, ho paura di ritrovare persone tossiche anche lì e ho paura di fallire. Vorrei tanto poter trovare un ambiente sereno e iniziare finalmente la mia carriera. Avere un lavoro stabile, avere uno stipendio tutti i mesi. Poter pensare un po' di più a fare programmi, cosa che ora non posso fare per motivi economici. Se non dovessi trovare niente come faccio a restare qui? Quanto tempo posso darmi come limite? Sono spaventata. (Sto seguendo anche un percorso dalla psicologa che sto diminuendo sempre più perchè non posso permettermi di fare le sedute ogni settimana) Mi sento motivata a darmi da fare per rimanere qui, ma allo stesso tempo non so da dove cominciare. Mi spaventano i nuovi inizi e fin'ora non ho ottenuto neanche un singolo colloquio. Mi sento davvero indietro su tutto. Vorrei essere più serena. Le mie amiche si sposano e io sto in questa situazione. Sento davvero di aver sbagliato tutto a volte. Cosa mi consigliate? Considerando la mia ansia anticipatoria/scarsa autostima/pessimismo e altre cose.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buonasera, la ringrazio per la sua condivisione. Da ciò che racconta sembra essere all'interno di un momento di forte vulnerabilità. La sensazione di fallimento che descrive è molto importante; potrebbe approfondirla con l'aiuto di un professionista legittimando anche la sua stanchezza e sofferenza in questo periodo di grande cambiamento. Se avesse bisogno di supporto o avesse desiderio di approfondire sono disponibile anche online. Un saluto


    Ho sempre pensato di essere una persona equilibrata, pur con i normali alti e bassi.
    Di recente, però, dopo una brutta litigata, il mio compagno mi ha confessato tutto il malessere che ha accumulato in questi anni a causa dei miei comportamenti.
    Tutto è partito da una mia forte scenata di gelosia; una volta sfogata, mi sono resa conto che era del tutto infondata, ho capito l'errore e ho chiesto subito scusa. Ma ormai il danno era fatto.
    Il problema è che mi vengono dei momenti, dal nulla, in cui il mio umore crolla drasticamente. In quei frangenti emerge il mio lato peggiore: rabbia, gelosia, rancore, antipatia.
    Non sono una persona cattiva, anzi mi ritengo molto sensibile ed empatica, ma in quei minuti tutto il mio lato positivo svanisce.
    La cosa assurda è che così come questo malessere arriva, altrettanto velocemente se ne va, e io torno la persona tranquilla di sempre, come se non fosse successo nulla.
    ​Il mio compagno mi ha fatto giustamente notare che per lui è devastante: si sente come su un campo minato, dove deve stare attento a dove cammina per non fare esplodere la miccia. Io non voglio assolutamente una relazione così, e non avevo idea di fargli così male.
    ​Ho deciso che voglio affrontare questa cosa e cercare aiuto per capire perché mi succede e imparare a gestire queste tempeste emotive.
    A questo proposito, vorrei un consiglio: c'è una figura professionale specifica per questa cosa? Ed è meglio un percorso da sola, individuale, o devo coinvolgere anche il mio compagno, quindi fare terapia di coppia?
    Grazie di cuore a chiunque vorrà rispondermi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Lucia Sarteschi

    Buonasera, la ringrazio per aver condiviso la sua storia con così tanta onestà e lucidità: riconoscere l'impatto delle proprie reazioni sull'altro e desiderare un cambiamento è un primo passo fondamentale e non scontato.
    Per rispondere alla sua domande, in questo momento penso che la scelta migliore sia partire con un percorso individuale. Questo le permetterà di avere uno spazio protetto e privo di giudizio per esplorare l'origine di queste "tempeste emotive" e imparare a gestirle prima che si trasformino in un'esplosione.
    Iniziare da sola non significa escludere la coppia a prescindere: in un secondo momento, d'accordo con il professionista che la seguirà, potrebbe essere molto utile coinvolgere il suo compagno per aiutarvi a ricostruire un canale di comunicazione sereno.
    Un caro saluto


Domande più frequenti

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