Domande del paziente (14)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno cara, lo stress può giocare un ruolo rilevante nell'insorgenza delle fascicolazioni che avverti; avrebbe senso lavorare sulle minacce che percepisci alla base dello stress, con relative emozioni... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per aver condiviso. Non c'è nulla di anormale, innanzitutto. La sfida legata alle identità di genere e agli orientamenti sessuali e relazionali rappresenta una delle sfide della vita.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, innanzitutto grazie per aver condiviso un aspetto della tua vita così profondo e personale. Non vi sono regole sul come vivere, quel che fa la differenza è accorgersi di un non-funzionamento o di... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno cara, credo occorra fare chiarezza con te stessa, ancora prima che con l'esterno, rispetto al ruolo che questo ragazzo ricopre all'internodella tua vita. Una volta snocciolato questo, DOC o... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, probabilmente la moglie sta elaborando questo momento vissuto con forte conflittualità interiore (separarvi con tutte le complessità del caso legate anche alla gestione della separazione per... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera S., mi aiuterebbe capire da quanto tempo va avanti questa relazione. Purtroppo nel momento in cui entriamo nella vita di qualcun altro, dobbiamo tenere conto dell'esistenza di relazioni pre-instaurate,... Altro
salve a tutti gentili psicologi ..
domani ho un esame all università di storia medievale ma non riesco a ripetere oggi e mi sento molto bloccata ... il blocco mi paralizza. Come posso superare queste situazioni? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, per rispondere alla sua domanda occorrerebbe un maggiore approfondimento legato a cosa rappresenta questo esame per lei, come è abituata a condurlo, a reagire di fronte a una prova di qualsiasi tipo. La paralisi e il blocco sono importanti "red flag", invalidanti per definizione, che il corpo ci manda nel momento in cui è arrivato a un livello di saturazione elevato: probabilmente vi è un sistema di repressione alla base, costituito da credenze, aspettative e idealizzaizoni, che può ostruire il passaggio di pensieri legati al come mi sento e cosa voglio. Un caro saluto
Buongiorno dottori ,ho 48 anni,volevo chiedere un parere riguardo a problemi che ho da novembre 2024.Ho iniziato con a dimenticare ogni tanto i nomi o comunque non mi arrivano nell immediato, inoltre ho sempre un po' di confusione,gli eventi mi sembrano sempre più lontani rispetto alla realtà,la memoria è peggiorata.Ho vissuto il 2024 con forte stress,e arrivo da 5 anni con problemi di insonnia ,ora migliorata con l assunzione di sertralina e olanzapina,A febbraio 2025 mi hanno fatto fare una risonanza e test neuropsicologici entrambi con esito negativo,a settembre ho rifatto i test neuropsicologici sempre con esito negativo e a febbraio 2026 ho effettuato una PET anche questa negativa.Mi sento la mente confusa.volevo chiedere un vostro parere,io ci penso tutti i giorni da mattina a sera,non so più cosa pensare.grazie a chiunque può aiutarmi
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, a volte, nel momento in cui approcciamo un problema con una strutturata e razionale ricerca di risposte, rischiamo di dimenticare che il nostro sistema psicofisico ha necessità di sviluppare conoscenza di ciò che ci accade e, in seguito, affinare eventuali strategie di adattamento o fronteggiamento. Se impegniamo il tempo nella ricerca di risposte razionali che possano fornirci un nesso-causa effetto rispetto al vissuto, dovremmo poi ricordare di dedicare attenzione anche al corpo e al nostro sistema emotivo, principali veicolatori di red flag, messaggi, indicatori del nostro sistema percettivo.
Credo che un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a "riavvolgere il nastro" rispetto alle esperienze vissute, per coglierne il senso, il come sono state vissute, cosa ne è stato colto, eventuali messaggi pervenuti dal proprio sistema percettivo che potrebbero essere stati repressi o disconfermati. All'interno di un percorso di supporto psicologico, attraverso la narrazione, sovente emergono schemi percettivi legati a vissuti passati che abbiamo bisogno di attenzionare, aggiornare, ricalibrare. Attraverso l'elaborazione e l'ascolto delle nostre parti interiori, possiamo meglio comprendere il nostro funzionamento, trovando nuove strategie di coping che possano incidere positivamente sul nostro benessere psicofisico.
Buongiorno, sono una studentessa universitaria di 20 anni e vorrei chiedervi se un mio sospetto è fondato. Sto cercando di capire se ciò che sperimento possa rientrare in un profilo di neurodivergenza (come l'ADHD) o se sia riconducibile a una disregolazione emotiva e ansiosa. Ho provato a fare una lista di ciò che provo/che ho passato:
—Talvolta soffro di insonnia causata da pensieri stupidi che non riesco a fermare. Riesco ad addormentarmi solo se sono veramente esausta.
—In merito ai pensieri che non riesco a fermare, mi sento come se avessi una sottospecie di disco rotto nel cervello che non smette mai di suonare.
—Mi capita molte volte di sentirmi 'fuori luogo' e di ripensare a ciò che dico/faccio. Se commetto un errore ci rimurgino sopra per ore.
—Ho sempre avuto difficoltà a seguire le lezioni sia scolastiche che universitarie. Dopo un po' il mio cervello si disconnette, e perdo il filo. A tal proposito, mi capita di dimenticare le cose sul momento e di interrompere una conversazione prima che mi scordo qualcosa.
—Sotto forte stress tendo a dissociarmi.
—A causa di molti di questi punti mi è capitato di avere episodi depressivi.
Vorrei solo sapere se sia opportuno intraprendere un percorso diagnostico specifico o meno. Vi ringrazio per la disponibilità.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, a mio modesto parere credo che possa intanto essere intrapreso un percorso di supporto psicologico al fine di meglio comprendere il malessere che descrive. Credo che il fatto di dare un nome e cognome con relativa diagnosi a una patologia stia diventando un'urgenza per molte persone, che tuttavia non ci aiuta a capire come convivere con la patologia stessa (ammesso che ci sia) - la fase forse più complessa e delicata di qualsiasi processo di accettazione. Per spostare il focus attentivo da "ciò che accade" a "cosa posso fare per", occorre rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta. Spero di esserle stata utile, un caro saluto
Salve, scrivo per cercare di capire come vede, dall’esterno, la mia situazione un professionista.
Premetto che sono single, sono un ragazzo, ho 25 anni, esattamente come la ragazza di cui parlerò.
Un paio di mesi fa incontrai questa ragazza in una discoteca fuori dalla mia città, dove io lavoro. Era lì con dei suoi amici per puro caso.
Durante la serata non ci siamo mai parlati nonostante sapevamo entrambi chi eravamo, ovvero che ci vedevamo tantissime volte in altri locali della nostra città ma non ci siamo mai parlati.
Io l’ho sempre conosciuta, per le voci che giravano, come una alla ricerca costante di lusso, hype social e soldi. Come una che era uscita da 2 anni da una relazione di 5vanni tossica, con il suo ex che la comandava, manipolava, ricattava ecc. (lei stessa mi racconterà tutto ciò in seguito)
Dopo la serata lei inizia a seguirmi su qualsiasi social e mi scrive; curioso che mi scrisse inizialmente per risolvere un problema sentimentale che aveva con un suo amico e mi volesse parlare come se ci conoscessimo da sempre.
La aiutai, in quanto il suo amico era anche mio, ma nei giorni successivi lei tornò molto insistente nel cercarmi.
Per farla breve, nel giro di una settimana inizia una frequentazione importante. Ci scriviamo dal buongiorno alla buonanotte ogni giorno. Complimenti su complimenti, parole dolci, chiamate infinite per farci compagnia di notte ecc. Tutto perfetto e magico.
Dopo 2 settimane cosi, si fida anche di salire in auto con me (e dico “si fida” perchè non sale mai con nessun ragazzo per paura di eventuali “secondi fini”) per andare a ballare insieme. È una passione che abbiamo entrambi, ci piace e abbiamo le rispettive compagnie di amici che condividono con noi tutto questo. Ci andiamo 4 volte a settimana, giusto per far capire la frequenza.
Continua tutto così per circa 1 mese. Sembra tutto perfetto, ripeto, lei mi sta vicina, si affida totalmente a me, comincio ad andare in casa sua, usciamo anche da soli svariate volte, ci scriviamo sempre h24, ci baciamo appassionatamente e dopo una serata abbiamo pure avuto un rapporto sessuale che si è poi ripetuto in altre svariate occasioni durante il giorno normalmente.
Un sera, di punto in bianco, andiamo in un evento da soli e comincia a ignorarmi parecchio; flirta con svariati ragazzi, si lascia spalpazzare, sparisce lasciandomi da solo per poi riapparire dopo un po’ di tempo con un ragazzo a mano, parla e balla poco con me.
La cosa si ripete per le successive serate (almeno 4/5) finchè io le comincio a chiedere spiegazioni a riguardo, del tipo: spiegami perchè mi dici che sono “la tua luce”, “il ragazzo che non ha mai avuto” e poi quando entriamo in un locale ultimamente cerchi altri e mi ignori, mi sento leggermente sfruttato e non un amico.
Da quella mia richiesta di spiegazioni, ha iniziato a vedere tutto quello che le dicessi come un attacco ed una privazione della sua libertà. Ha cominciato a dirmi di non comportarmi cosi perchè le stavo facendo rivivere l’incubo dell’ex.
Siamo solo amici, è vero, ma il fatto che ci stiamo sentendo e che ti porti io in un locale presuppone che tu voglia stare con me; non che io ti porti e poi tu faccia quello che vuoi, parere mio eh.
Le incomprensioni continuano praticamente ad ogni serata perchè le ho dato spesso dell’incoerente e della persona poco rispettosa; finchè lei arriva al punto di dirmi: “senti io sono fatta cosi; quando andiamo a ballare un po’ mi annoio e ricerco dell’adrenalina, io ferma a ballare non ci sto. Ho bisogno di attenzioni, di essere sempre al centro e di sentirmi adorata. Per questo vado anche da altri ragazzi a fare magari dei complimenti o a mostrarmi, solamente perchè ho bisogno di farmi vedere e di validazione”.
Comprendo la cosa e inizio un po’ a confrontarmi con i miei amici, mossa maledetta perchè lei ha cominciato a ribaltarmi l’accusa di incoerenza contro di me, per il fatto che giro con amici a loro volta incoerenti, sfruttatori ecc ecc.
Va avanti in qualche modo tutto cosi, fino all’altro ieri: dopo una settimana di litigi (sempre riguardanti il fatto che lei si sente oppressa, limitata da me e in dovere di spiegare ogni suo comportamento), mi scrive: “senti, vieni alla serata di stasera? Ho bisogno assoluto della tua presenza. Senza di te non vado. A me di ignorarti a tratti, come abbiamo fatto questa settimana passata, non piace. Quindi vieni che andiamo insieme se vuoi, ti aspetto”.
Decido di andare.
Completamente a caso, a metà serata comincia a isolarsi e a schifarmi in tutto quello che io faccia o dica; non c’era nessun motivo, eravamo molto tranquilli e felici, secondo me. arriva, proprio vicino a dove eravamo, un ragazzo con la quale lei si sente e conosce da anni; immediatamente cominciano a limonare e stare vicinissimi e abbracciati. E lei stava lì con lui abbracciata (guardandomi) proprio mentre io ero rimasto a qualche metro da loro, con un amico incontrato lì. Non tornerà mai più con me, continueranno a baciarsi per tutta la sera e alla fine andrà a casa con lui mano nella mano, SENZA NEMMENO SALUTARMI (ma incrociando gli sguardi mi ha detto “cosa vuoi?” in modo un po’ arrogante). E sottolineo che è quest’ultima parte ad avermi infastidito parecchio, non il fatto che si sia baciata quell’altro (è single e lo può fare).
Ora è proprio da 3 giorni che sembra sparita totalmente. Non mi scrive. Non mi risponde a messaggi (normalissimi che ci mandavamo sempre). Non mi risponde alle chiamate. Non risponde ai miei amici. Però le storie instagram me le guarda e continua a pubblicare regolarmente anche lei. Quindi che devo fare ora? Le ho scritto proprio il giorno dopo: “ciao, come stai? Perchè non mi hai salutata ieri sera? È successo qualcosa?”.
Che devo fare? Devo insistere? io ho bisogno di spiegazioni. Sto piangendo da giorni e ho perso pure l’appetito dimagrendo 5kg.
Molti mi suggeriscono il silenzio ma non ci riesco. Devo sentire la sua voce, i suoi pensieri, cosa effettivamente è successo. Perchè giuro non riesco a comprendere.
Odio il ghosting. Lei l’ha messo in pratica varie volte dopo i litigi con me ed io con lei 1 volta. Ma dopo 1 giorno ci chiarivamo ed era tutto ok. Ora il fatto che siano già 3 giorni di no contact mi preoccupa parecchio. io non voglio e non la devo perdere così; se lei mi spiegasse e volesse allontanarsi almeno lo saprei e se ne potrebbe parlare. Ma volatilizzarsi cosi dal nulla pur mantenendo una presenza social costante, mi fa male malissimo.
Chiudo dicendo che non ho mai avuto l’intenzione di volerla come fidanzata eh; questo gliel’ho sempre detto e pure lei nei miei confronti. Semplicemente un’amicizia profondissima e anche un po’ intima quasi da fratello e sorella capito?
Lei mi ha sempre detto “quello che siamo noi, lo sappiamo solo noi”.
Questo deve essere chiaro ed è fondamentale secondo me.
In attesa di una risposta, grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie innanzitutto per aver condiviso con questo livello di dettaglio e di esposizione un vissuto emotivo così complesso e intimo. Nella relazione con questa ragazza, quello che si è instaurato ha tutta l'aria di essere una dipendenza affettiva: lasciando stare i motivi per cui la ragazza si comporta in questo modo (non basterebbe un giorno), quello che si è creato è un "non riesco a stare senza di te", come in una qualsiasi dipendenza, il cui meccanismo alla base è il non saper fare senza. Questo succede perchè per entrambe le parti questa relazione soddisfa bisogni personali e differenti rimasti inappagati e forse inespressi (lei cerca l'attenzione, l'hype; tu cerchi qualcuno che ti veda per quello che sei e ti dedichi tempo ed energie per una relazione simile a quella di fratello-sorella che descrivi). La dipendenza affettiva non prevede che l'altro/a sia in grado di dare una spiegazione lucida del comportamento che mette in atto, l'unica cosa che conta è che a lei serve questa relazione e tu senti il bisogno di restare in questo loop di parole dolci VS no contact, il che è deleterio, sarebbe come pretendere dal nostro corpo la capacità di fare scatti 0-100 senza allenamento e senza preparazione. Da quanto scrivi, questa ragazza pare avere un problema nell'instaurare relazioni solide e continuative, il suo buttarsi in effusioni fin da subito potrebbe essere allusivo dell'esclusività che vuole assicurarsi, però poi, se capisco bene, si generano fuochi di paglia che si spengono subito dopo il conflitto. Per uscire dal loop, una domanda che potrebbe aiutarti è "Quale tipo di relazione penso di meritare? Cosa del comportamento di un/a eventuale partner mi fa stare bene e cosa mi fa sentire "da meno"?
A volte finiamo per "accontentarci delle briciole" perchè non conosciamo ancora il nostro valore. Non è mai troppo tardi per scoprirlo e custodirlo.
Spero di esserti stata utile, buona serata!
Buongiorno, sono un ragazzo di 22 anni che vive la vita in un grigio perenne. Il mio problema? La sensazione di non essere mai scelto, nel senso, ho 22 anni e non ho mai avuto una ragazza, ma non solo quello, ormai non riesco neanche più ad approcciarmi con una ragazza se non la conosco, fatico a continuare un discorso non riesco a tenere il contatto visivo e varie cose che forse una persona di 22 anni dovrebbe riuscire a fare. È come se andassi in blocco, evito anche di affezionarmi o cose del genere perché tanto so già che non finirà come voglio io. Prima associavo la cosa del non trovare una ragazza con il mio aspetto fisico, ma con il tempo ho capito che non è quello, anche perché ho migliorato di molto il mio aspetto, certe volte mi sembra di essere destinato a non poter trovare l’amore, mi sembra di essere noioso, di non essere mai abbastanza, mi sembra di essere proprio io il problema ed è da 22 anni così. So che molti diranno “non sei in ritardo ognuno ha i suoi tempi” ma allora a questo punto mi chiedo, quanto sono lunghi i miei tempi? Quanto ancora dovrà durare questa cosa? Per quanto ancora dovrò vedere i miei amici con le loro fidanzate e io dovrò cercarmi altri amici non fidanzati per uscire? So che magari potrà sembrare una banalità, ma ho bisogno di poter amare e di essere amato e invece sono anni che lotto con me stesso e che vivo questa situazione, una situazione che mi logora da fin troppo tempo e certe volte mi fa dire che forse è così che deve andare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per la tua condivisione. Inizio dicendoti che non c'è nulla di sbagliato in te, ogni cosa è al suo posto ed è giusto che sia lì, ogni piega, ogni sfaccettatura è lì con un senso e se non iniziamo a vederle, a considerarle e, col tempo, ad accettarle queste sfaccettature, difficilmente qualcuno ci sceglierà. Quando costruiamo una relazione, spesso cerchiamo di rispondere a un bisogno: qual è il bisogno a cui cerchi di rispondere nel momento in cui pensi a una relazione? Cosa pensi possa darti un'eventuale relazione di ciò che ora non hai? Spesso scambiamo l'attesa di amore per amore vero ed è proprio nel desiderare ardentemente quell'amore, quella relazione, quella non-solitudine che dobbiamo prestare attenzione: non sarà una relazione a colmare la nostra mancanza, il nostro bisogno. A presto!
Buongiorno, vivo in una città del nord da 21 anni, insieme a mio marito e 2 splendidi figli adolescenti.
Io e mio marito siamo, di un paesino del sud Italia
io ho una storia familiare non facile, mio padre assente, mia madre anaffettiva, controllante, giudicante
a 23 anni ho conosciuto mio marito, appena la nostra unione è diventata ufficiale, sono caduta in depressione, una brutta depressione che ho curato con farmaci e tanta psicoterapia..alla fine del percorso sono arrivata alla conclusione che per stare bene, dovevo scappare dai miei posti..così ho lasciato il lavoro e sono partita, lui con me...
nella città in cui viviamo sono stata benissimo da subito, ci siamo sistemati, sposati, abbiamo due lavori ottimi e due figli che ci danno grandi soddisfazioni, ci sono comunque delle cose di questa città che mi pesano, la considero non del tutto la mia città...mio marito non si è mai ambientato, infatti dice sempre che quando andrà in pensione trascorreremo periodi giù, dove abbiamo una splendida casa.
Abbiamo sempre paragonato la città in cui viviamo a quella vicina al nostro paese d'origine e sempre detto che la nostra vita ideale sarebbe stata lì, conducendo una vita come quella che facciamo ora ma con meno spese e più svaghi, nei fine settimana avremmo potuto goderci la casa, gli amici e i parenti al paese, complici il clima, il mare, i paesaggi, facendo tutte le cose che ora non facciamo, e avendo anche il supporto dei parenti
circa 10 anni fa abbiamo avuto l'occasione di poter rientrare definitivamente ma erano lavori precari, mio marito voleva tornare a tutti i costi, ma io sono di nuovo caduta in grave depressione, ricurata con farmaci. Abbiamo rinunciato
2 anni fa ennesima occasione, appagante per me, ma stavolta è mio marito a rinunciare, in preda all'ansia
ora io sono stata chiamata a colloquio tra un mese per un posto di lavoro al mio paese, un buon posto di lavoro, ci vorrei andare perchè vedo la vita che vorremmo, vivremo in città, io mi sposterei tutti i giorni in attesa di una destinazione più vicina, i ragazzi sono felici di un eventuale trasferimento, mio marito pure...ma io sono in ansia, dormo male, una volta lì penso che la mia mente vada a rivivere tutto il percorso depressivo della pre-partenza di 21 anni fa, il tutto accentuato dal fatto che non conosco bene la nuova città, temo di non riuscire ad ambientarmi e temo di lasciare ciò che ho perchè, in caso di fallimento, non posso poi tornare sui miei passi
sono cresciuta tanto, caratterialmente, emotivamente, lavorativamente, vorrei riuscire a gestire il tutto ma non so, ho bisogno di un parere
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Jung ha detto alcuni anni fa che il conflitto interiore è il motore del processo di individuazione, cioè lo sviluppo della personalità autentica. Jung osservò che spesso dentro di noi convivono parti diverse: una che vuole sicurezza e una che desidera cambiamento, una che giudica e una che desidera libertà. Il lavoro su noi stessi non consiste nel far vincere una parte, ma nel permettere che queste voci si incontrino e generino una nuova comprensione di sé. Forse una soluzione di mezzo fra il restare e il raggiungere la meta da lei designata potrebbe essere una buona sintesi fra gli opposti. Credo che ora possa aiutarla far dialogare le voci del suo conflitto interiore, dando loro uguale attenzione e spazio: entrambe hanno bisogno di essere legittimate ed entrambe nascondono un bisogno da esprimere.
La cattiva notizia è che è assai complesso fornire un parere preciso su una situazione così complessa. La buona notizia è che lei non è più la stessa persona che per la prima volta conobbe la depressione e la psicoterapia: è cambiata, ha acquisito nuovi strumenti, una conoscenza di sè più approfondita. La invito ad avvalersi di queste nuove risorse, acquisite nel tempo, con fatica e intensità, e a cercare una mediazione in questo conflitto interiore. Le auguro tanto di trovarla. A presto!
Buongiorno, è molto tempo che sogno una persona che per me è stata importante in passato ma tra noi non c'è stato nulla se non un'amicizia. Nei sogni alle volte siamo felici, altre c'è nostalgia, altre ancora mi consola/mi da affetto e in altre provo a dire che mi dispiace non averci dato una possibilità nel passato. Quando mi sveglio poi non ho una buona giornata e alle volte sento una sensazione di vuoto.
Questa persona non fa più parte della mia vita da molti anni. Mi date un parere in merito? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
I sogni sarebbero l’espressione di pensieri, sentimenti e ricordi che di giorno evitiamo, ma che nei sogni emergono sia pure camuffati, poiché da essi continuiamo a difenderci. Sono diversi gli studi che hanno dimostrato come il sogno sia una via diretta per accedere alla memoria, dunque anche ai contenuti dell’inconscio. Senti il bisogno di tornare in contatto con questa vecchia amicizia? Come ti senti quando ripensi alla vostra relazione? La risposta è dentro di te, ti auguro di trovarla e di accoglierla, qualunque essa sia. A presto!
Salve mi hanno diagnosticato amaxofobia
Ho intrapreso vari percorsi di terapia
Terapia breve strategica terapia cognitiva comportamentale ipnosi
Nessuna mi ha aiutato chiedevo se emdr può essere d aiuto anche se nn mi ricordo di nessun trauma
La paura e il disagio sono cominciate a 30 anni e sono 20 anni che provo di tutto
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie innanzitutto per la sua condivisione. Alla base di una fobia non vi è necessariamente un trauma da trattare con tecniche specifiche, anzi. Spesso tendiamo a voler rimuovere la causa radice del sintomo, tuttavia, nella compassion focused therapy, si lavora sul so-stare con ciò che c'è alla base del sintomo, arrivando a conviverci e ad accettare, seppur dolorosamente, l'esistenza di quella parte di noi. Le auguro di trovare la sua strada, a presto!
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…