Domande del paziente (10)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È come se dentro di te si attivasse subito un allarme fortissimo appena senti anche una piccola distanza dalle persone a cui tieni. Il fatto che ti si blocchi anche lo stomaco e che il corpo reagisca così... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L’arrivo di un nuovo membro in famiglia comporta inevitabilmente dei cambiamenti e può generare squilibri nelle dinamiche relazionali. Prendere il proprio spazio non significa allontanarsi, ma riconoscere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La terapia non è un percorso accomodante né sempre rassicurante, richiede fiducia nella relazione terapeutica e la disponibilità a sostare anche nei momenti difficili.
Quanto è accaduto in seduta ha certamente...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ti trovi in una dinamica in cui il tuo bisogno di ordine è reale e legato al tuo benessere, ma non viene riconosciuto come tale dall’altra/o, che lo percepisce come eccesso o polemica. Questo ti porta... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi non riguarda tanto l’aspetto fisico o degli standard oggettivi, quanto piuttosto un cambiamento nel modo in cui percepisci te stesso.
Quando dici che ti vedi brutto, basso, calvo, non...
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Salve sono la nonna paterna di una bimba di 30 mesi che da sempre mi adora e profondamente amo!, al punto che quando insieme preferisce un rapporto esclusivo con me preferendomi in quei momenti ai genitori e questo provoca gelosie da perte di mio figlio , la cosa mi mette profondamente a disagio poiché’ mi fa sentire di troppo ! Questo di contro non avviene con la nonna materna con la quale è costretta a stare dopo l’asilo nido . Ultimamente a scuola presenta un po’ di aggressività’ , potrebbe esserci correlazione con il tipo di rapporti con i nonni , premesso che ha ottimi rapporti genitoriali ed e’ figlia unica come mio figlio d’altronde.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
A trenta mesi i bambini possono creare legami “speciali” con una figura. Il fatto che sua nipote cerchi lei in modo esclusivo non significa che preferisca davvero lei ai genitori, ma che con lei vive un tipo di relazione più libera o rassicurante. Lei non è “di troppo”, è una risorsa affettiva.
La gelosia di suo figlio è comprensibile, ma può essere aiutato mantenendo un equilibrio: quando la bambina la cerca, provi piano piano a includere anche i genitori, senza mettersi in alternativa a loro.
L’aggressività al nido, invece, a questa età è legata alla difficoltà di gestire emozioni e frustrazione.
In sintesi, tutto rientra nello sviluppo, con l’attenzione a non rinforzare dinamiche di “preferenza esclusiva”.
Ciao, sono un ragazzo di 21 anni. Ultimamente stavo cercando amicizie e nuove conoscenze in generale e ho scoperto che una ragazza di 17 anni che ha tante passioni in comune con me. Sembra che però entrambi cerchiamo una relazione seria, però lei ha 17 anni (non 17 e mezzo ma proprio 17) e io 21 e mezzo. Potrebbe essere problematica questa differenza di età, quindi per le relazioni serie o rapporti sessuali sono più sul no che sul sì. Per quanto riguarda l'amicizia penso (poi se posso sapere anche da voi sarebbe top) che non ci sia nulla di sbagliato nel fare amicizia con lei. Anzi, ultimamente ho rifiutato di fare amicizia con un altra ragazza proprio per l'età e mi sento in colpa, perché per il resto aveva tante cose positive. Però con quest'altra ragazza nuova che sto conoscendo abbiamo talmente tante cose in comune e esteticamente la trovo talmente carina che sto mettendo in dubbio se il poterci avere una relazione seria sia giusto o sbagliato e soprattutto non so se è giusto avere rapporti sessuali con lei. Inoltre lei è molto affettuosa, cosa che io adoro. Però nell'andare oltre l'amicizia avrei paura, non tanto da un punto di vista legale perché è legale. Avrei un po' più paura per tutto il resto. Cosa dovrei fare per voi? Sarebbe giusto avere una relazione seria (e di conseguenza anche rapporti sessuali) con questa ragazza? O dovrei evitare o aspettare la sua maggiore età? E soprattutto, cosa dovrei fare per assicurarmi che magari lei sa quello che fa? Insomma, fatemi sapere. Vi ringrazio in anticipo per il vostro meraviglioso lavoro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che stai vivendo è un dubbio sano. Il fatto che tu ti ponga queste domande dice che stai cercando di agire con responsabilità, non solo seguendo l’attrazione.
La differenza tra 21 e 17 anni, al di là dell’aspetto legale, è soprattutto una differenza di fase di vita. A 17 anni si è ancora in un momento di sviluppo emotivo e identitario importante, mentre tu sei già un po’ più avanti, con bisogni e consapevolezze potenzialmente diversi. Questo non rende automaticamente “sbagliata” una relazione, ma la rende più delicata e richiede molta attenzione.
La tua esitazione è una forma di tutela, sia per te che per lei e quando c’è questo tipo di dubbio, spesso è utile non forzare.
L’amicizia, invece, non ha nulla di problematico se è chiara, rispettosa e senza ambiguità. Il punto critico nasce quando entrano in gioco aspettative affettive o sessuali, perché lì il rischio è che uno dei due (spesso il più giovane) non abbia ancora piena consapevolezza o gli stessi strumenti emotivi.
Più che chiederti se “lei sa quello che fa”, può essere utile chiederti se sei disposto a prenderti la responsabilità di questa differenza e quanto questa relazione sarebbe davvero equilibrata.
In molti casi, la scelta più prudente è darsi tempo, mantenere una conoscenza senza accelerare verso una relazione o verso la sessualità, vedere come evolve, anche aspettando che lei raggiunga una maggiore maturità.
Non è una rinuncia, ma un modo per costruire qualcosa che, se deve esserci, parta su basi più solide e serene.
Salve ,scrivo in breve la mia storia perchè vorrei capire se la persona con cui ho intrapreso una relazione quatto anni fa circa potrebbe essere un narcisista patologico Malvagio.Sono una insegnante di 63 anni benestante ,stimata come professionista e considerata di bella presenza.Sono sposata ma mio marito è affetto da una malattia neuridegenerativa e sette anni fa ha subito danni cognitivi,Così che quattro anni fa mentre ero in un momento molto difficicile ,mi sentivo molto sola ho intrapreso una relazione con un uomo che oggi ha 69 anni .Quest'uomo lo conosco da circa 27 anni ed in passato lo avevo incontrato qualche volta in un momento di crisi profonda della relazione con mio marito.In questo tempo a cicli si era sempre presentato ma io no lo avevo più considerato.quando ho deciso di intraprendere la re relazione con lui l'ho fatto anche perchè mi sono fatta convincere dal fatto che lui mi aveva raccontato di essere rimasto vedovo ( sua moglie era morta a causa di un cancro ) e che la sua compagna aveva un mieloma al terzo stadio .all'inizio sembrava andare bene ,ma il suo comportamento era molto strano,mi invia centinaia di messaggi ,banali e pieni di emoji e quando io chiedevo chiarimenti lui spariva ..Nelle varie sparizioni chredendo di essere io la persona sbagliata l'ho cercato cosi la relazine è andata avanti dal 2022 al 2024. In giugno del 2024 dice di avere una depressione e sparisce.Nel luglio del 2025 a causa di una circostanza si ripresenta e mi convince nuovamente a riprendere la relazione nel frattempo io ero venuta a conoscenza (voci di popolo) che lui aveva manipolato più persone sole ,sopratutto done approfittandone per appropriarsi dei loro risparmi , era un bancario ,e per questa ragione era stato sospeso dal suo lavoro ,anche se non si era riuscito a dimostrare nulla .Inoltre che aveva sempre intessuto più relazioni in contemporanea .Ma io che sono una persona buona nonostante i vari dubbi ho deciso di ridargli fiducia .Sembrava che le cose andassero bene lui mi dedicava ,tempo ed attenzioni, fino a quando in gennaio lui sbaglia ad inviare un messaggio ed intuisco che c'era una quarta persona ,chiedo spiegazioni , ma lui sparisce.
Ora mi chiedo potrà ricomparire ancora ? E' un narcisista patologico maligno?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco il bisogno di dare un nome a questa esperienza, ma non è necessario stabilire se sia un “narcisista patologico” per capire cosa sta succedendo.
Quello che emerge è un modo di relazionarsi instabile e ripetitivo: all’inizio molto presente e coinvolgente, poi improvvise sparizioni, seguite da ritorni ciclici, con poca chiarezza e il sospetto di altre relazioni. Questo tipo di dinamica crea facilmente confusione, attesa e porta a sentirsi coinvolti al punto da rincorrere il rapporto.
È possibile che ricompaia, perché fa parte del suo schema. Però la domanda più importante è cosa succede a lei ogni volta che torna. Da ciò che racconta, questa relazione le ha dato più instabilità che serenità.
Lei si è avvicinata a lui in un momento di grande solitudine e fatica personale per colmare un bisogno affettivo umano. Oggi però ha molti più elementi per vedere la situazione con lucidità.
Più che capire chi è lui, il punto è proteggere se stessa. Riconoscere che questo tipo di rapporto non è affidabile può aiutarla a decidere se vuole ancora entrarci.
Buongiorno, sono turbata da una situazione che si è venuta a creare in casa. Mio figlio di 19 anni e suo padre hanno avuto una litigata tremenda. E' partita da una sciocchezza per la quale mio marito si è rivolto in tono sgradevole ai nostri figli. Mia figlia ha ignorato, mio figlio ha avuto uno scatto di rabbia sproporzionata e preteso scuse. Mio marito si è irrigidito e ha cominciato con attacchi personali molto cattivi nei confronti di mio figlio. Io cercavo di calmare entrambi senza riuscirci. E' intervenuta anche mia figlia per aiutarmi. Siamo riuscite a riportare mio figlio alla calma ma mio marito rilanciava di continuo, fino a quando mio figlio ha accettato che la sorella lo portasse fuori dalla stanza. Da allora sono passate 3 settimane e non si parlano più. Quando si trovano insieme si ignorano, fanno come se l'altro non fosse presente in stanza. Mio figlio è ancora pieno di rabbia e mio marito non vuole fare aperture, sembra preferire tagliare i ponti. Non so come aiutare alla ripresa del dialogo per ripartire e riparare il rapporto. Sarei grata se mi poteste dare suggerimenti in merito. vi ringrazio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco quanto questa situazione possa essere dolorosa e pesante per lei. Da quello che racconta, la lite sembra aver toccato qualcosa di molto più profondo del motivo iniziale. Quando si arriva agli attacchi personali, restano soprattutto ferita, rabbia e orgoglio.
Probabilmente suo figlio si è sentito profondamente colpito nelle parole ricevute, mentre suo marito può aver vissuto la reazione del figlio come una sfida difficile da accettare. In questi casi il silenzio e la distanza diventano spesso una forma di difesa reciproca.
Immagino anche quanto sia faticoso per lei trovarsi nel mezzo e cercare di tenere insieme gli equilibri familiari. Il fatto che lei mantenga uno sguardo attento e desideroso di proteggere il legame tra loro è già qualcosa di molto importante.
A volte, nei rapporti tra padre e figlio adulto, conflitti di questo tipo parlano anche della difficoltà di ridefinire il rapporto e riconoscersi reciprocamente in una nuova fase della vita.
Buonasera, purtroppo quasi 2 mesi fa mia mamma e' morta improvvisamente per un infarto, ero a casa con lei , ad un certo punto si e' accasciata a terra, ho provato a farle il massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi, hanno provato a rianimarla in tutti i modi ma invano. E' stato uno shock, ho sempre dei flashback di quella giornataccia, oltre al.dolore e tristezza della perdita di.mia mamma, vivevo ancora con lei. Sento tanto vuoto senza di lei, non ero preparata, si e' svolto tutto in maniera improvvisa, al mattino l' ho vista, mi ha detto che si sentiva stanca e le girava la testa e dopo si e' accasciata, nel giro di poco me la sono ritrovata in una bara. Ho iniziato a seguire una terapia con una psicologa e nelle ultime sedute mi ha consigliato di sentire uno psichiatra per una terapia farmacologica,in quanto per lei ottimizzerebbe la terapia che sto seguendo. Penso sempre a mia mamma e a quei momenti, ho impresso.il rumore di quando e' caduta oltre il senso di colpa per non essere riuscita a salvarla. Ho perso anche mio papa' qualche anno fa ma forse per lui ero psicologicamente piu' preparata essendo malato di tumore ma per mia mamma la rapidita' degli eventi non mi permette di fare i conti con il distacco.Ringrazio in anticio chi mi rispondera'. Cordiali saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che ha vissuto è stato un evento estremamente traumatico, oltre che un lutto molto doloroso. Non ha solo perso sua madre improvvisamente, ma ha anche assistito alla scena, cercato di salvarla e vissuto momenti di forte paura e impotenza. È comprensibile che, a distanza di due mesi, la sua mente sia ancora ferma a quella giornata.
I flashback, il rumore della caduta che ritorna in mente, le immagini intrusive e il senso di colpa sono reazioni frequenti dopo esperienze così traumatiche. Non significano che sta “impazzendo”, ma che il suo sistema emotivo sta ancora cercando di elaborare qualcosa di troppo improvviso e sconvolgente.
Lei ha fatto tutto ciò che poteva fare e ha cercato di aiutare sua madre fino all’arrivo dei soccorsi.
Il confronto con la perdita di suo padre è molto significativo, una malattia, per quanto dolorosa, permette talvolta una preparazione psicologica graduale. Nel caso di sua madre, invece, tutto è accaduto in pochi minuti, e questo rende molto più difficile accettare il distacco.
Con il tempo e con il supporto adeguato, il ricordo traumatico può diventare meno invasivo e lasciare spazio anche ai ricordi affettivi della relazione con sua madre. Non deve affrontare tutto questo da sola.
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