Domande del paziente (5)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrivete a 5 mesi è molto frequente e spesso rientra in una fase di cambiamento fisiologico del sonno del bambino (la cosiddetta “regressione del sonno” intorno ai 4–6 mesi).
In...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera Luca,
da come descrivi il quadro, il problema è molto probabilmente di origine muscolo-scheletrica e non viscerale (visto che cuore e reni sono già stati esclusi), ma ci sono alcuni elementi...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da come descrivete il problema, il quadro è abbastanza tipico di una condizione “funzionale” o di sovraccarico persistente della spalla, più che di una lesione importante strutturale.
Il...
Altro
Aiutatemi a capire visto che ogni "professionalista" dice una cosa diversa dall'altro.
20/03 inizia un forte dolore sulla parte bassa della schiena.
01/04 da rm risulta ernia discale mediana L5-S1.
- Inizio di mia spontanea volontà a fare bentelan e muscoril a siringhe perchè non riuscivo a muovermi e in periodo pasquale non c'era nessuno in tempi brevi per una visita.
06/04 inizio ciclo di fisioterapie (massoterapia+laser)
10/04 faccio visita con un ortopedico che dice che secondo lui non è ernia ma una protrusione e che genera lombosciatalgia, di continuare per altri 2 giorni solo il bentelan e poi scalarlo e continuare le fisioterapie. Valutare ozonoterapia se dopo questo ciclo non ho miglioramenti e che per situazioni del genere non si opera più se non in situazioni estremamente gravi.
- Il dolore alla schiena passa e si sposta al centro della natica destra e dietro la coscia. Nel mentre ho finito il bentelan e continuo solo con voltaren che mi ha prescritto il mio medico curante. Premetto che seppur piano faccio tutto ciò che farei normalmente, ad eccezione di guidare.
18/04 faccio una visita con un neurochirurgo del gemelli che invece, differentemente dall'ortopedico, dice che è un'ernia e che se nel giro di 2 mesi non mi passa questo dolore dovrei operarmi. Mi prescrive dicloreum (che scopro solo dopo essere andata in farmacia non essere più disponibile in tutta Italia!!) ed una serie di integratori (nicetile, alanerv, normast). Premetto che gli scrivo una mail 1h dopo la visita dicendogli che il farmaco non è disponibile in tutta italia e quale alternativa avrei dovuto prendere. Mi risponde dicendo di prenderne un altro simile! Non facendo la dottoressa, soprattutto non mi sono presa 160€ di visita, quindi continuo con il voltaren 75mg.
- Continuo con la fisioterapia ed il dolore al centro natica sparisce per una settimana, rimane il dolore lungo la parte dietro della coscia fino a dietro il ginocchio.
29/04 mi sveglio e ricompare dolore alla natica.
In questi ultimi giorni dolore alla natica persiste; se sono in piedi non lo avverto, ma avverto solo fastidio dietro la coscia, ma se sono seduta e devo alzarmi il dolore alla natica e al gluteo (sopra e sotto) è molto intenso. Mi alzo a poco a poco fino a mettermi in posizione eretta.
- Premetto che a casa faccio esercizi mattina e sera, e che 3 volte a settimana dal 4 aprile vado dal fisioterapista che fa massoterapia e laserterapia.
Comprendo che ci voglia tempo ma neanche un piccolo miglioramento? Anzi, quando sembrava esserci torniamo indietro stessa intensità di prima?
Vorrei un vostro parere visto che un medico ha detto una cosa ed un medico ne ha detta un'altra. La causa sembra essere l'ernia discale L5-S1 mi chiedo come mai, vista cura farmacologica, terapie, non ci siano miglioramenti di alcun tipo. Mi date un parere? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco bene la confusione, soprattutto quando si ricevono pareri differenti. Cerco di spiegarvi la situazione nel modo più chiaro possibile.
Prima di tutto: protrusione ed ernia discale non sono due mondi completamente diversi. Sono gradi differenti dello stesso problema discale. Quello che conta davvero, più del termine utilizzato, è:
* quanto il disco stia irritando o comprimendo la radice nervosa;
* quali sintomi provochi;
* come evolve clinicamente nel tempo.
Dal vostro racconto il quadro sembra compatibile con una lombosciatalgia da interessamento della radice L5-S1, perché il dolore si è “spostato” dalla schiena verso gluteo, coscia posteriore e zona dietro il ginocchio. Questo andamento è molto tipico di una sofferenza del nervo sciatico.
La cosa importante però è questa: il fatto che il dolore cambi sede o abbia giornate migliori e peggiori non significa necessariamente che la situazione stia peggiorando strutturalmente. Le sciatalgie spesso hanno un andamento altalenante, soprattutto nelle prime settimane o nei primi mesi.
Inoltre, un miglioramento non sempre è lineare. Molti pazienti attraversano:
* una prima fase molto acuta con forte dolore lombare;
* poi una fase più “neurologica” con dolore irradiato a gluteo e gamba;
* poi gradualmente una riduzione della frequenza e dell’intensità dei sintomi.
Il fatto che oggi riusciate comunque a camminare, stare in piedi e svolgere gran parte delle attività quotidiane è generalmente un segnale più rassicurante rispetto a un quadro severo da operare urgentemente.
Per quanto riguarda l’intervento chirurgico, oggi si tende davvero a operare molto meno rispetto al passato, salvo casi specifici come:
* perdita importante di forza;
* deficit neurologici progressivi;
* alterazioni di sensibilità importanti;
* problemi urinari/intestinali;
* dolore totalmente invalidante che non risponde nel tempo alle cure conservative.
Per questo motivo i due specialisti, in realtà, potrebbero non essere così in contraddizione: uno vi ha parlato di gestione conservativa, l’altro vi ha detto che si valuta chirurgia solo se il dolore persiste oltre un certo periodo senza miglioramenti significativi.
Un altro aspetto importante: massoterapia e laser possono aiutare a ridurre il dolore, ma spesso da soli non sono sufficienti nella gestione di una lombosciatalgia. In molti casi è fondamentale associare un percorso attivo e progressivo, basato su:
* esercizi specifici ben dosati;
* recupero del movimento;
* gestione del carico;
* educazione posturale e funzionale;
* progressiva esposizione alle attività quotidiane.
Anche fare “troppi” esercizi o esercizi non adatti alla fase irritativa può talvolta mantenere acceso il nervo invece di calmarlo. Per questo la terapia dovrebbe essere continuamente adattata in base alla risposta del corpo.
Un’altra cosa fondamentale: il nervo irritato ha tempi biologici spesso lunghi. Anche quando la causa meccanica migliora, il nervo può restare sensibilizzato per settimane o mesi. Questo spiega perché a volte si ha la sensazione di essere “fermi”, quando in realtà il processo di recupero è solo lento.
Quello che personalmente monitorerei di più non è il singolo giorno di dolore, ma:
* se nel complesso riuscite a fare un po’ di più rispetto a un mese fa;
* se la durata delle crisi diminuisce;
* se il dolore scende meno lungo la gamba;
* se recuperate gradualmente fluidità nei movimenti.
Se invece dovessero comparire:
* perdita di forza alla gamba o al piede;
* difficoltà a camminare sui talloni o sulle punte;
* alterazioni urinarie/intestinale;
* anestesia nella zona genitale/perineale;
allora sarebbe importante rivalutare rapidamente il quadro specialistico.
Il consiglio che mi sento di darvi è di farvi seguire da un professionista che imposti un percorso coerente e progressivo, evitando di cambiare continuamente approccio o terapia sulla base delle oscillazioni giornaliere del dolore, che in queste condizioni sono molto comuni.
La situazione che descrivete, per tempi e andamento, non è purtroppo insolita nelle sciatalgie da L5-S1, anche se comprensibilmente molto frustrante.
Buongiorno vi scrivo perché ho un neonato di 5 settimane che non ne vuole sapere di stare sdraiato ne sul lettino, nella navicella o sulla sdraietta.
Viene allattato con formula anti coliche e stipsi.
Dorme solo ed esclusivamente sul petto a pancia in sotto, con o senza fascia, tant’è che io e mio marito dobbiamo darci i turni la notte.
Chiedo se magari il bambino ha solo bisogno di molto contatto o possa esserci altro.
Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrivete è una situazione abbastanza frequente nelle prime settimane di vita, anche se comprensibilmente molto faticosa per i genitori.
A 5 settimane un neonato può avere un forte bisogno di contatto, contenimento e movimento: il petto del genitore, la posizione prona e il calore corporeo gli danno sicurezza e spesso aiutano a calmare eventuali tensioni o fastidi addominali. Per questo molti bambini in questa fase fanno fatica a stare sdraiati da soli nella navicella o nel lettino.
Detto questo, quando un neonato rifiuta quasi sempre la posizione supina e riesce a rilassarsi solo a pancia in giù o in braccio, è utile valutare anche altri aspetti oltre al semplice bisogno di contatto. Ad esempio:
tensioni corporee legate alla gravidanza o al parto;
difficoltà digestive, aria addominale, reflusso o discomfort gastrointestinale;
una maggiore sensibilità del sistema nervoso e difficoltà ad autoregolarsi;
fastidi posturali che rendono scomoda la posizione sdraiata.
Un’osservazione osteopatica pediatrica può essere utile proprio per capire se ci sono tensioni o disfunzioni che possono contribuire al suo disagio e per aiutarlo a trovare maggiore comfort nelle varie posizioni. Naturalmente è importante ricordare che, per la sicurezza del sonno, la posizione raccomandata per dormire resta sempre quella supina nel proprio lettino, su superficie rigida e libera da cuscini o altri supporti. Capisco però bene che in questo momento stiate cercando semplicemente di gestire una situazione molto impegnativa.
Il mio consiglio è di far valutare il piccolo sia dal pediatra, soprattutto se notate pianto inconsolabile, rigurgiti frequenti, scarso sonno, irrigidimento o difficoltà digestive importanti, sia eventualmente da un osteopata pediatrico qualificato, così da avere una visione completa della situazione.
Nel frattempo non pensate di “viziarlo”: a questa età il bisogno di contatto è fisiologico e spesso rappresenta per il neonato il modo più efficace per sentirsi regolato e sicuro.
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa…