Domande del paziente (4)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao!
Non so se può aiutarti, ma comincio col dirti che la situazione che stai vivendo è davvero molto comune.
Non lo scrivo per sminuire quello che stai vivendo, anzi, ma forse può esserti utile sapere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao,
da quello che scrivi sembra una situazione complessa, non solo perché coinvolge più persone, ma anche perché i legami che ci sono in questo momento non sono del tutto chiari.
E, comunque, la fine...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Non si possono fare diagnosi da qui, quindi ti lascio alcuni spunti per orientarti.
Quello di cui parli assomiglia molto a un loop di pensieri che si è attivato.
Se cominciassimo un lavoro insieme il...
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Sono una ragazza di 28 anni e sto attraversando un periodo difficile. Di recente ho chiuso una frequentazione, ormai circa due mesi fa, anche se l’ultimo contatto è avvenuto circa un mese fa e sto ancora molto male, ho paura di non riuscire a superarla.
La frequentazione è durata circa 3 mesi e mezzo, anche se gli ultimi due mesi è stata una frequentazione a distanza, per dei miei motivi personali.
Il motivo del mio malessere deriva dal fatto che a me lui piaceva molto e mi ero molto affezionata. Lui via messaggio era sempre presente, ci sentivamo ogni giorno e mi ascoltava anche quando parlavo di momenti stressanti. Di presenza siamo usciti circa dieci volte, durante il mese di frequentazione di presenza. A me sembrava davvero un bel rapporto, ci sentivamo ogni giorno e lui mi dava attenzioni, dimostrava molto interesse nel conoscermi.
Il fatto è che mentre io avevo chiarito che volevo che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione, lui probabilmente non ha mai voluto una relazione, ma solo una frequentazione così, senza nessun impegno. Mi fa rabbia il fatto che parlandone lui mi aveva detto che anche lui voleva che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione.
Alla fine è stato lui ad allontanarsi, proprio quando dopo due mesi era arrivato il momento di rivedersi. Ha accampato scuse, dicendo che aveva bisogno di più tempo per capire, di non essere affidabile emotivamente, di non riuscire a lasciarsi andare (non gli piaceva sbilanciarsi) ma non prendendo mai realmente le distanze, dicendo di non volersi allontanare, ma di volerla vivere con leggerezza, senza farsi troppi problemi al momento. Ha preso come scusa anche il fatto di essersi lasciato non molto tempo fa. Quindi alla fine l’ho chiusa io, perché non volevo starci di nuovo male e avevo paura che lui effettivamente non stesse prendendo le cose seriamente.
Lui ha provato a ricontattarmi via messaggio, ma io sono stata molto fredda.
Il problema è che tutt’ora non riesco a superarla. Non riesco a superarla perché mi sembrava che potesse nascerne davvero un bel rapporto. Non capisco se il problema fosse il fatto che non gli piacevo abbastanza, anche se tra noi c’era molta chimica, o se effettivamente lui aveva bisogno di più tempo per via della precedente relazione. O se effettivamente non volesse impegnarsi.
Ho paura di non incontrare mai nessuno che mi ami, perché lui è stata la mia prima “relazione” e nonostante io non mi consideri brutta credo di non piacere in fondo a nessuno, perché non ricevo molta considerazione maschile, o comunque non da qualcuno che mi interessi. Sono sempre stata un po’ introversa, ma non credo sia questo il problema. Non so come superare questa fase. Vorrei conoscere nuove persone ma ho paura di rimanere di nuovo delusa.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che condividi qui posso cogliere solo una parte della tua esperienza, che è sicuramente più ampia e complessa. Provo quindi a restituirti una lettura basata su ciò che hai scritto.
Da ciò che scrivi, stai vivendo questo momento con molta intensità.
Anche se la frequentazione è durata pochi mesi, per te ha avuto un significato importante e si è interrotta proprio quando stavi iniziando ad affezionarti: è comprensibile quindi restare agganciati a ciò che “avrebbe potuto diventare”.
Può esserci stata una differenza tra ciò che tu cercavi (una relazione) e la disponibilità dell’altra persona, che nel tempo è apparsa più incerta. Questo tipo di ambiguità spesso rende più difficile lasciar andare, perché lascia spazio a dubbi e domande.
In queste situazioni è naturale tornare su ciò che è successo, cercando di dare un senso ai comportamenti dell’altro. Allo stesso tempo, questo tentativo può diventare un punto di blocco, soprattutto quando le risposte non arrivano. Con il tempo può essere più utile spostare gradualmente l’attenzione dall’altro a sé.
Il fatto che tu stia ancora male può essere legato al fatto che questa esperienza ha toccato aspetti importanti per te, come il bisogno di sentirti scelta e ricambiata.
In questi momenti è facile che emergano pensieri come “non troverò nessuno” o “non piaccio abbastanza”, ma sono pensieri legati al dolore, non necessariamente alla realtà.
Darti tempo e riportare l’attenzione su ciò che cerchi davvero in una relazione può aiutarti ad attraversare questa fase e a costruire basi più solide per il futuro.
Se senti che la difficoltà persiste, confrontarti con una professionista può offrirti uno spazio per comprendere meglio ciò che stai vivendo.