Domande del paziente (12)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    Capisco profondamente il senso di smarrimento e la preoccupazione che state vivendo. Scoprire che un fratello o un figlio usa il proprio corpo per esprimere un dolore è un urto emotivo fortissimo per tutto... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    Ciao, grazie per aver condiviso con così tanta apertura questo tuo vissuto. Quello che descrivi è un carico di ansia molto pesante, che sembra aver creato un "rumore di fondo" costante nelle tue giornate.
    Come... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    Cara ragazza, respira. Sento tutta la tua sofferenza e il peso di questo "cortocircuito" mentale che ti sta impedendo di goderti un’esperienza bellissima come l'Erasmus. È terribile sentirsi prigioniere... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    È comprensibile che tu ti senta in questo stato di sospensione: vivere una quotidianità fatta di risvegli abbracciati e progetti futuri (come il concerto), senza però avere una "cornice" ufficiale, crea... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    Capisco profondamente il tuo smarrimento. Dopo 20 anni di vita insieme e due figlie, trovarsi davanti a un "muro" di silenzio da parte dell'uomo con cui hai costruito tutto fa sentire impotenti e spaventate.
    Usando... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    Ti abbraccio virtualmente, perché capisco quanto possa essere doloroso vedere il proprio bambino forzato nei suoi confini e, allo stesso tempo, sentirsi giudicate come madri da commenti così fuori luogo.
    In... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    Comprendo il tuo senso di colpa, ma vorrei aiutarti a guardare la situazione con lenti diverse, meno "punitive" verso te stesso e più attente alla dinamica di coppia che si sta creando.
    In un'ottica sistemica,... Altro


    Salve, sto attraversando un periodo “buio” nella relazione di convivenza con la mia compagna.
    Conviviamo da 13 anni, abbiamo un figlio di 6 anni ed abbiamo fatto i nostri sbagli e avuto i nostri alti e bassi nella relazione, ma recentemente la mia compagna mi ha comunicato di non essere felice ed avere dubbi sui sentimenti nei miei confronti.
    Questo pare sia dovuto a tante piccole cose che nel tempo le hanno dato fastidio, non riesce ad essere se stessa per paura di non so cosa e ora è arrivata ad essere “piena” e forse anche un pochino chiusa in se stessa.
    Per me è stato un fulmine a ciel sereno, arrivato cosi dal niente e invece a quanto pare è una situazione che si porta avanti da tempo, senza che io mi accorgessi di niente e senza che lei ne parlasse con me per cercare una soluzione. Ovviamente mi sento vuoto, sconfitto, ma anche speranzoso che la situazione possa risolversi positivamente per poter tornare ad essere la famiglia che eravamo, anzi forse anche migliore andando a correggere quelli aspetti che potrebbero aver portato a questa situazione.
    La mia più grande paura è ovviamente la sofferenza che potrebbe avere il bimbo, ma anche il fatto di “buttar via” quello che è stato costruito con fatica e impegno in tutti questi anni.
    Non credo di averle mai fatto mancare niente, anzi è sempre stata libera di fare le sue cose, anche se alcune mi creavano delle preoccupazioni/perplessità che non ho mai nascosto, ma lei spesso ignorato.
    Io mi sono reso più che disponibile a cercare di trovare una soluzione, a lavorare su noi per cercare di migliorare sugli aspetti che hanno portato a questo e ho teso la mano, ma da parte sua non capisco se questa volontà ci sia o meno, come se fosse intrappolata in un limbo e non riesco a comprendere come sia possibile questa freddezza dopo 13 anni e una famiglia costruita.
    Sto cominciando ad avere grandi dubbi, tipo che sia stata con me fino ad oggi, nonostante questo suo “disagio”, solo per comodità e per paura di non restare sola, visto che i genitori vivono in un altro stato e quindi di essere stato utilizzato e preso in giro.
    Come dovrei comportarmi adesso? Potremmo provare ad intraprendere inizialmente un percorso di coppia insieme ed eventualmente, se reputato necessario, in seguito anche singolarmente per poter affrontare questa problematica che stiamo vivendo?
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    accolgo il tuo senso di smarrimento. Quello che descrivi è un dolore profondo: sentirsi improvvisamente "estranei" dopo 13 anni di costruzione comune è un trauma emotivo che scuote le fondamenta della propria identità.
    In un'ottica sistemica, quello che stai vivendo non è un "fulmine a ciel sereno" in senso assoluto, ma l'esplosione di un silenzio prolungato. Spesso, in una coppia, uno dei due partner accumula micro-fratture per anni senza comunicarle, finché il "sistema" non regge più e crolla. Lei si sente "piena" e tu ti senti "svuotato": sono due facce della stessa crisi comunicativa.
    Ecco alcune riflessioni per aiutarti a navigare in questo "limbo":
    Il "Limbo" come fase di passaggio: La freddezza che percepisci non è necessariamente mancanza di amore, ma spesso è distacco protettivo. Lei si è chiusa perché non sa come gestire il peso dei suoi dubbi senza ferirti ulteriormente o senza sentirsi in colpa. Il suo "non essere se stessa" indica che nel vostro incastro di coppia si era creato un copione che non le permetteva più di respirare.
    La paura per il bimbo e il "buttar via": È naturale temere per un figlio di 6 anni, ma ricorda che i bambini soffrono più per un conflitto sotterraneo e una freddezza costante che per una crisi affrontata con maturità. Trasformare la vostra relazione non significa "buttare via" 13 anni, ma onorarli cercando una verità che faccia stare bene tutti.
    Il dubbio dell'essere "usato": È un pensiero che l'ego produce per difendersi dal dolore del rifiuto. Tuttavia, è difficile che una persona resti 13 anni e costruisca una famiglia solo per comodità. È più probabile che il legame fosse autentico, ma che nel tempo si sia logorato sotto il peso di bisogni non espressi.
    Cosa fare nel concreto?
    Il mio consiglio è di non forzare lei a darti risposte che in questo momento non ha (la confusione è reale). Invece, ti invito caldamente a proporle un percorso di terapia di coppia.
    La terapia sistemica di coppia è lo spazio protetto ideale per:
    Tradurre i silenzi: Capire cosa sono quelle "tante piccole cose" che l'hanno allontanata.
    Uscire dalla dinamica "io offro tutto e tendo la mano / lei è fredda e chiusa".
    Tutelare il figlio: Decidere insieme come gestire questa fase affinché il bambino non diventi il parafulmine delle vostre tensioni.
    Iniziare insieme è fondamentale perché il problema è nella relazione, non in uno di voi due singolarmente. Se poi emergeranno nodi personali, i percorsi individuali saranno un passo successivo naturale.


    salve dottori, sono in una situazione in cui non capisco e non so cosa fare nel concreto..sono una ragazza di 25 anni, mi sono lasciata con il mio fidanzato (lui più grande di 20 anni), per vari motivi, tra cui non riuscivamo a comunicare, perché lui non voleva le discussioni, vuole stare tranquillo nella relazione, quando io invece voglio avere il confronto, discutere ecc, dall'altra parte avevo riniziato a sentirmi con un amico con cui mi ero frequentata a distanza qualche anno prima, siamo sempre rimasti in buoni rapporti, ci sono semrpe stata per lui e lui mi ha sempre ascoltato e capito ecco..ci siamo rivisti in amicizia un pò di giorni fa, diciamo che ho avuto un senso di colpa nei confronti dell'ex perché comunque ci vedevamo ancora e qualcosa ancora c'è tra me e lui, però vedendo questo amico diciamo che c'è stato qualche bacio, mi sento in colpa perché il mio ex mi ha detto che se fosse successo qualcosa l'avrei perso per sempre ecc..il punto è che sto seguendo un percorso con un professionista, solo che non lo so, non trovo le risposte, mi ha fatto fare un esercizio diciamo di rappresentare la relazione con il mio ex, e comunque si è capito che non mi sento in una relazione e neanche con il mio amico, diciamo che questo mi ha un pò lasciato cosi cosi..non me lo aspettavo ecco, in più mi dice sempre di vedere me, e ciò che provo e sento io, perché parlo sempre delle due parti e dell'esterno, mai di me e di come sto io..però è difficile e quello che vorrei sono cose concrete e non so come fare, vorrei più consigli, ad esempio anche come rapportarmi con il mio ex se lui vuole ancora stare con me, ma io non lo so..se magari voglio ancora vedere questo amico e anche se succede qualcosa..cioè non so come comportarmi e cosa sento non lo so..come posso avere consigli o qualcosa di concreto in modo da capire di più?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    Ciao cara, capisco bene il tuo senso di smarrimento. Ti trovi in un "incastro" emotivo dove da una parte c'è un uomo molto più grande che impone regole rigide ("se succede qualcosa mi perdi", "niente discussioni") e dall'altra un amico che rappresenta un porto sicuro, ma forse ancora indefinito.
    In ottica sistemica, sembra che tu stia cercando di bilanciare i bisogni di tutti tranne i tuoi. Quando il tuo terapeuta ti dice che "non ti senti in una relazione", descrive una verità interna: sei in una terra di mezzo dove il passato (l'ex) non ti lascia andare e il presente (l'amico) non è ancora una scelta.
    Per passare dal piano dei "perché" a quello del concreto, ecco alcuni spunti per iniziare a muoverti:
    Riconosci il "Contratto Emotivo" con l'ex: Lui vuole stare "tranquillo" e non discutere. In una relazione sana, il conflitto è crescita. Se lui rifiuta il confronto, ti sta chiedendo di annullare una parte di te per la sua comodità. Chiediti: “Posso davvero stare con qualcuno a cui devo nascondere i miei pensieri per non disturbarlo?”
    Il senso di colpa come catena: Il fatto che lui ti abbia detto "se succede qualcosa mi perdi" è una forma di controllo che scarica su di te tutta la responsabilità della fine del rapporto. Ma tu sei libera. Se vi siete lasciati, non gli devi fedeltà. Il senso di colpa ti tiene legata a lui come se fossi ancora "sua", impedendoti di capire cosa provi per l'amico.


    Buongiorno Gent.mi Dottori, vorrei un Vostro parere...non so come reagire, come comportarmi, mi trovo sempre impreparata...ho rivisto il mio ex stava parlando con suoi colleghi nel corridoio degli uffici, e siccome io dovevo attraversare per forza il corridoio (dove era fermo lui a parlare) per entrare in ufficio e lo spazio era stretto, non c'erano altre vie e gli sono dovuta passare affianco e quindi il mio braccio ha sfiorato il suo..lui non si è nemmeno spostato per farmi passare, come se non esistessi, un infantile.. so che avrei dovuto dire "permesso, scusate" per farlo spostare e farmi rispettare pero' non volevo rivolgere la parola a ne' a lui né agli altri...non capisco questi suoi dispetti dato che è stato lui a lasciarmi..Lavoriamo nella stessa università ma uffici distanti.. una altra volta mentre parlavo con un collega, mi sono accorta che camminava di fretta a testa bassa come se fossi invisibile, come se avessi la peste..(è come se volesse sottolineare che non mi vuole, di non iludermi ma di questo ne sono consapevole) .il mio collega che lo conosce ma non sa la nostra situazione, gli ha dato una pacca sulla spalla in segno di saluto ed il mio ex sempre a testa bassa , ha detto un buongiorno forzato e se ne è andato di fretta..tempo fa trovandomelo di fronte, gli ho detto ciao e lui ha ricambiato con ciao (ma sembrava un ciao forzato) e ci siamo guardati negli occhi per qualche istante ma di sua iniziativa non saluta né mi rivolge sguardi..forse ha paura non so per quale motivo..nonostante per due anni non ci siamo visti né sentiti..ho evitato luoghi comuni..e nonostante io sappia che non ci potrà essere un futuro tra noi, dopo che lo incontro, sento dentro di me una agitazione, tremore, come se dentro stessi esplodendo tanto che dopo ho bisogno di sedermi..sono purtroppo timida. introversa, ansiosa e non so mai quale è il modo migliore di comportarmi con lui, mi sembra di sbagliare sempre..Grazie per i vostri pareri..Vi Auguro una Buona Pasqua.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    Comprendo perfettamente il tuo punto di vista: non siete amici e non c’è alcun desiderio di tornare a esserlo. Il fatto che non ci sia amicizia rende il suo comportamento ancora più "ingombrante" e difficile da digerire.
    In un'ottica sistemica ed empatica, la vostra è una relazione "congelata". Non siete estranei (perché avete una storia), non siete amici, ma siete colleghi forzati dallo spazio fisico. Questo limbo è ciò che ti crea quell'esplosione interna.
    Ecco come possiamo rileggere la situazione con delicatezza:
    Il silenzio come protezione, non come legame: Quando non si è amici, il silenzio è la norma, ma il suo silenzio sembra attivo, punitivo. Il fatto che non si sposti nel corridoio è un modo (seppur infantile) per dire: "Non so come gestirti, quindi faccio finta che tu sia aria". Non è un dispetto rivolto al tuo valore come persona, ma alla sua incapacità di gestire il "fantasma" di una storia passata in un luogo pubblico.
    Il tuo corpo non "sbaglia": Sentire tremore e agitazione non significa che lo ami ancora o che vuoi essergli amica. Significa che il tuo sistema nervoso riconosce un'energia ostile in uno spazio stretto. È una reazione di difesa. Accogli questo tremore senza giudicarti: è la tua parte sensibile che sta dicendo "Qui non mi sento al sicuro".
    Esistere senza interagire: Non serve parlargli per farti rispettare. Puoi occupare il tuo spazio con la presenza fisica. Se il corridoio è stretto, passa con decisione. Se lui non si sposta e vi sfiorate, non è colpa tua: è lui che sta scegliendo di restare d'intralcio. Tu stai solo andando a lavorare.


    Buongiorno dottori. Vi scrivo per richiedere un parere su un evento che mi ha confusa recentemente. Ho 23 anni, sto passando un periodo in cui mi sto preparando per la laurea e successivamente già per cercare lavoro. Sono una che ha bisogno di farsi piani per ogni minima cosa perché altrimenti sento di non avere controllo. Recentemente, è successa una cosa strana, praticamente vi dico già che io sono attratta sia da ragazzi che da ragazze, lo so da 7 anni e non è assolutamente un problema per me, lo accetto e lo vivo come una verità dentro me, anche se preferirei innamorarmi di un uomo perché vorrei avere dei figli e sinceramente preferirei averli nella situazione più classica possibile. Vi dico questo perché è da mesi che so dell’esistenza di una determinata ragazza di circa la mia età, non ci conosciamo davvero, ma è capitato di guardarla da lontano, vederla interagire con i suoi amici e cose così. Appunto per mesi la mia percezione verso di lei è stata neutro-positiva, la trovo bella, solare e simpatica, e sembra anche genuina. L’altra notte però, mi è capitato a caso di fare un sogno in cui lei mi abbracciava, e io sentivo conforto in quell’abbraccio, e mi sentivo come se fossi cotta di lei, soprattutto perché dopo sempre nel sogno siamo sedute in un tavolo vicine e parliamo, ma poi un ragazzo attira la sua attenzione e inizia a parlare con lei, a quel punto sento una sensazione di gelosia, che ricordo ancora ora, e che quando il sogno è finito ho sentito letteralmente la sua mancanza, mi è dispiaciuto che fosse un sogno, dove forse eravamo amiche o comunque avevamo un legame. Ho continuato la mia vita normalmente, ma da quel giorno ogni volta che la vedo sento un’attrazione travolgente. Dire che mi sento attratta da lei fisicamente sarebbe riduttivo, perché non è che io sento attrazione per lei perché mi piace il suo corpo o la trovo “sexy” seppur sia bella, ma sento una sorta di desiderio verso di lei, in generale. È come se io amassi lei, non il suo corpo, ma lei. Infatti, la cosa che più mi accende è il pensiero di baciarla, e se devo essere sincera la bacerei anche molto appassionatamente, cosa molto strana per me, perché io non sento praticamente mai così tanta attrazione per qualcuno per cui non ho nemmeno sentimenti di cotta come minimo, cosa che quando c’è la sento in modo molto più intenso e euforico di qualsiasi attrazione fisica, cosa che appunto come ho detto con lei tecnicamente non c’è stata. Eppure sento un desiderio per lei così forte e anche di lasciarmi andare e perdere il controllo con lei che onestamente mi confonde, non capisco cosa sia successo, ma è tutto nato da quel sogno. Sottolineo che non ci siamo mai nemmeno sfiorate né guardate. Inoltre, voglio precisare che io sono sempre stata più aperta emotivamente nei confronti delle ragazze non per scelta ma per istinto, perché sono molto intuitiva e sento quasi sempre le intenzioni delle persone, e quando ho rapporti con i ragazzi non sento mai quella sincerità e purezza di intenzioni che io tanto amo e che con le ragazze sento di più. I maschi purtroppo soprattutto alla mia età spesso cercano altro, mentre io cerco una grande integrità, maturità, presenza, passione e connessione, cosa che non riesco mai ad associare ai maschi, anche perché o sono sempre con quel fondo di voglia di competizione e arroganza/ricerca di sesso che si percepisce da miglia, oppure sono troppo remissivi e dolci, cosa che purtroppo se eccessiva non mi accende negli uomini, perché anche se la dolcezza è fondamentale per me, io vorrei una via di mezzo fra ragazzo che sa essere forte e farmi sentire protetta ma allo stesso tempo saper essere dolce senza vergognarsene, con un cuore pieno di valori e un vero rispetto non solo per me ma per tutti. Quindi è una cosa rara, e istintivamente connetto meglio con le ragazze, infatti non ho mai avuto cotte emotive per maschi, se non alle elementari per un compagno, quando però appunto quella purezza di intenzioni era ancora presente e non “inquinata” dal testosterone, che a quanto pare li fa andare fuori di testa non lo so, peccato che il testosterone che molti di loro usano spesso per dominare o sentirsi migliore dovrebbe servire a proteggere e non a schiacciare, ma ci vuole un’alta maturità per integrarlo e lo capisco. Però appunto per questo connetto meglio con le ragazze oggi, e collegandomi con il sogno che ho fatto verso quella ragazza, perché secondo voi è esplosa questa attrazione così forte? Secondo voi cosa dovrei fare? Vi ringrazio per il tempo che mi dedicherete per rispondermi, accetto ogni visione e consiglio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    Cara ragazza, traspare chiaramente dalle tue parole quanto tu sia una persona riflessiva, profonda e abituata a cercare un ordine interno per gestire l'incertezza della vita. In questo momento di grande transizione — tra la laurea e l'ingresso nel mondo del lavoro — il tuo bisogno di "piani" è la tua bussola, ma è proprio qui che si inserisce questo evento "fuori controllo".
    Come psicologa sistemico-relazionale, leggo la tua esperienza non solo come un desiderio individuale, ma come un messaggio prezioso che il tuo mondo interno ti sta inviando rispetto alla tua fase di vita e ai tuoi modelli di relazione.
    Ecco alcune chiavi di lettura per aiutarti a fare chiarezza:
    1. Il sogno come "spazio protetto"
    Nella prospettiva sistemica, il sogno non è solo un desiderio represso, ma un palcoscenico dove sperimentiamo parti di noi che nella realtà mettiamo a tacere per aderire ai nostri "piani". Tu hai un progetto di vita molto chiaro (la famiglia "classica", la stabilità), che però sembra poggiare su una visione degli uomini che oggi ti delude o ti spaventa. Il sogno ha creato un ponte emotivo: ha preso una figura neutra (la ragazza) e l'ha trasformata nel contenitore di tutto ciò che desideri (conforto, protezione, purezza). L'attrazione travolgente che senti ora è l'eco di quel bisogno di "lasciarti andare" che nella vita quotidiana, fatta di tabelle di marcia e controllo, non ti concedi mai.
    2. Il conflitto tra "Piano di Vita" e "Verità Emotiva"
    C'è una discrepanza tra il tuo obiettivo (la famiglia tradizionale con un uomo) e la tua esperienza relazionale (la connessione profonda che senti solo con le donne). Questo crea una tensione interna. La ragazza del sogno potrebbe rappresentare quella "purezza di intenzioni" che fatichi a trovare nei coetanei maschi. Il fatto che tu senta il desiderio di baciarla "appassionatamente" indica che il tuo corpo e la tua emotività stanno rivendicando uno spazio di espressione che il tuo piano razionale aveva forse un po' troppo incasellato.
    3. La paura della perdita di controllo
    Ti trovi in un momento in cui "devi" scegliere il tuo futuro lavorativo e concludere gli studi. È normale che, sotto questa pressione, la tua mente cerchi una via d'uscita intensa, quasi magica. Questa attrazione così forte è una rottura del tuo schema: ti dice che non tutto può essere pianificato e che la bellezza della vita risiede anche nell'imprevisto che ti scuote.
    Cosa potresti fare?
    Non spaventarti dell'intensità: Non devi decidere oggi chi sarai o chi sposerai. Questa attrazione non "rovina" i tuoi piani, ma li arricchisce di nuove domande. Prova a vedere questa ragazza non come un problema da risolvere, ma come uno specchio che ti sta mostrando quanto hai bisogno di essere "protetta e accolta" in modo autentico.
    Esplora la "via di mezzo": Rifletti sulla tua immagine del maschile. Forse il lavoro terapeutico potrebbe aiutarti a capire se questa ricerca della "purezza" assoluta sia un modo per proteggerti da incontri reali, che sono sempre un po' imperfetti, o se sia il momento di dare più fiducia al tuo istinto verso le donne, senza sentire che questo tradisca il tuo desiderio di famiglia.
    Questa attrazione è un invito del tuo sistema interno a essere meno "progettista" e più "abitante" delle tue emozioni.


    Buongiorno per ansia e attacchi di panico la terapia cognitivo comportamentale va bene?
    E in cosa consiste,il metodo?
    Grazie Cordiali Saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Clarissa Machi

    Buongiorno. Comprendo perfettamente quanto possano essere invalidanti l'ansia e il panico, ma voglio rassicurarti: sono condizioni che si curano con successo e ogni approccio terapeutico può essere la strada giusta per stare meglio.
    Ecco i due metodi spiegati in modo semplice:
    Terapia Cognitivo-Comportamentale: È molto pratica e si concentra sul presente. Ti aiuta a riconoscere i pensieri che scatenano la paura e ti insegna esercizi concreti per calmare il corpo e la mente durante un attacco.
    Terapia Sistemico-Relazionale: Qui il focus si allarga alle tue relazioni (famiglia, partner, affetti). Il panico non è visto come un "difetto" tuo, ma come un grido d'aiuto per un equilibrio che si è rotto nei tuoi legami. Insieme al terapeuta, esplorerai come la tua storia familiare influenza il tuo presente, cercando di sciogliere quei nodi relazionali che ti impediscono di sentirti libero e sereno.


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